L’impresa del PAOK al White Hart Lane

Il Dikefalos tou Vorrà ogni volta che si trova in Inghilterra fa grandi cose. Nel settembre del 1997 la rete di Zisis Vryzas all’Highbury eliminò l’Arsenal di Wenger al 1° turno di Coppa UEFA, mentre il 30 novembre del 2011 Salpingidis e Athanasiadis stendevano il Tottenham di Redknapp (con Modrić, Bale e un 18enne Harry Kane), qualificandosi ai sedicesimi di Europa League.

La cronaca

La squadra di László Bölöni, ora al Panathinaikos, entrò nello storico impianto degli Spurs e lo ammutolì in nemmeno 15 minuti. Anzi, si sentivano solo i circa 2.000 tifosi del PAOK giunti a Londra, che non si fermarono un attimo con i loro cori. Addirittura, altri 1.500 erano fuori dallo stadio perché non riuscirono ad avere il biglietto per entrare!

Con Vieirinha fermo ai box, il 24enne Giorgos Georgiadis (appena prelevato dal Panserraikos, ndr) fece vedere gli incubi a Vedran Ćorluka a sinistra.
Al 6′ Fotakis servì Georgiadis sulla destra, il quale puntò il nazionale croato, si accentrò e crossò per Salpingidis, lasciato solo in area, il quale batté Gomes di testa. Non passarono nemmeno dieci minuti e il PAOK colpì ancora.

Pablo García verticalizzò per Georgiadis, che sbucò alle spalle del povero Ćorluka, e di prima la passò intelligentemente in orizzontale per Stefanos Athanasiadis che in scivolata raddoppiò. I tifosi greci, a torso nudo nel gelido clima londinese, impazzirono: al 14′ il Tottenham era già sotto 0-2.

Fino ad arrivare al 37′. Dopo un corner dalla sinistra – e un’uscita a farfalle di Chalkias – Jermain Defoe tirò a botta sicura con la porta sguarnita e Stafylidis (due giorni prima del 18° compleanno, ndr) la prese nettamente tra la coscia e il costato, posizionando il braccio destro dietro la schiena. Però l’olandese Bas Nijhuis, macellaio di professione, la pensò diversamente: colpo di mano sulla linea di porta, rosso diretto a Stafylidis, al suo debutto europeo, e penalty che Modrić realizzò. Se ci fosse stata la VAR…

Da lì in poi assalto inglese. Con un uomo in meno, il portiere Chalkias non proprio nella migliore partita della sua lunga carriera, per usare un eufemismo, e due cambi forzati, visti gli infortuni di Lazar e Contreras, il PAOK resistette fino al fischio finale.

Pensate che questa estasi calcistica arrivò nell’epoca pre Savvidis, con i problemi finanziari della società che erano ormai evidenti. Un mese dopo quella partita Vieirinha venne ceduto al Wolfsburg, mentre Pablo Contreras fu svincolato proprio per non andare in fallimento.

Ai sedicesimi, la squadra di László Bölöni affrontò (e venne eliminata) dall’Udinese di Francesco Guidolin. Ma questo ha poca importanza nell’economia di questo racconto: l’impresa del White Hart Lane rimane eccome nelle menti dei tifosi del PAOK.

Se volete rivivere le emozioni di quella partita, qui ci sono gli highlights e qui tutto il backstage dagli spalti nel video di Paok Community.

Ι ricordi

Siamo entrati in partita senza alcuna ansia, perché in questi match non hai niente da perdere. Abbiamo sorpreso il Tottenham segnando due reti veloci e questo ci ha aiutato molto. Poi sono arrivati l’espulsione e il rigore che ci hanno reso la vita un po’ difficile. Nella ripresa l’aiuto dei nostri tifosi è stato fondamentale per mantenere la vittoria.

Quando abbiamo realizzato il raddoppio l’unica cosa che volevamo era di esultare con i nostri tifosi. Non ci aspettavamo così tanta gente sia a Londra che in aeroporto. Ci dà tanta forza.

Le parole di Athanasiadis il giorno dopo la storica vittoria

Lo scorso giugno la trasmissione Blast From The Past della pay-tv Cosmote Tv ha dedicato una puntata su questa partita. Durante la trasmissione, Dimitris Salpingidis ha svelato un particolare dal dopogara:

Mi ero chiuso in un piccolo bagno che avevano [allo stadio] e mi sono messo a piangere. È stata una reazione di felicità e sollievo.

Nella stessa puntata è intervenuto anche Pablo García, allora mediano di quella squadra e da circa un mese allenatore del PAOK:

Siamo andati a festeggiare con i nostri tifosi… Abbiamo corso tantissimo in quella partita, è stata una buona serata.

Per poi analizzare tatticamente il match. Il video è solamente in greco ma con la grafica potrete intuire come il PAOK abbia vinto quella partita: il quartetto difensivo del Tottenham era molto largo orizzontalmente, con gli attaccanti ospiti liberi di inserirsi, mentre il centrocampo greco sovrastò numericamente quello inglese.

Ricetta semplice, ma molto efficace.

Il tabellino del match

30 novembre 2011, White Hart Lane (Londra)
Europa League, 5° giornata, Gruppo A

TOTTENHAM 1
PAOK 2
Reti: 6′ Salpingidis (P), 14′ Athanasiadis (P), 39′ rig. Modrić (T).
Tottenham (4-4-2): Gomes; Rose (24′ st Bale), Bassong, Gallas, Ćorluka; Pienaar (22′ st Walker), Livermore, Modrić, Lennon; Kane (26′ st Falque), Defoe. A disp. Cudicini, Fredericks, Carroll, Townsend. All. Harry Redknapp.
PAOK (4-3-3): Chalkias; Stafylidis, Contreras (36′ st Cirillo), Malezas, Etto; Lazar (39′ st Arias), García, Fotakis; Georgiadis (16′ st Sznaucner), Salpingidis, Athanasiadis. A disp. Krešić, Balafas, V. Ivić, Papazoglou. All. László Bölöni.
Arbitro: Bas Nijhuis (Paesi Bassi).
Espulso: 37′ Stafylidis (P).
Ammonito: 44′ st Athanasiadis (P).

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L’importanza di Aris-Olympiakos

Ιl big match della 10° giornata, lo scontro tra le due prime della classe. Entrambe a 19 punti, imbattute e con due partite da recuperare.

Aris-Olympiakos (stasera, ore 18.30, al Kleanthis Vikelidis) è una partita che torna ad essere affascinante per il discorso classifica, con i gialloneri che si stanno lentamente inserendo tra le grandi del campionato. Per i padroni di casa sarà il test decisivo per il prosieguo, mentre per la squadra del Pireo è un impegno duro prima della decisiva sfida di Champions col Marsiglia.

I precedenti e l’arbitro dell’incontro

In 57 partite giocate in casa dell’Aris nel campionato greco a girone unico, l’Olympiakos è leggermente in vantaggio con 20 vittorie, 21 incontri sono terminati in parità e per 16 volte l’Aris ha festeggiato la vittoria.

In settimana la società di Salonicco aveva richiesto un arbitro straniero in vista di questo derby ed è stato accontentato. Infatti, il fischietto sarà il croato Ivan Bebek, coadiuvato dai connazionali Goran Pataki e Bojan Zobenica.
L’arbitro 43enne ha diretto per sei volte una squadra greca in Europa e curiosamente l’unica vittoria (e che vittoria!) è stata conquistata proprio dall’Aris:

  • 22 agosto 2019, Slovan Bratislava 1-0 PAOK (andata playoff EL);
  • 18 febbraio 2016, Anderlecht 1-0 Olympiakos (andata sedicesimi EL);
  • 27 agosto 2015, Fenerbahçe 3-0 Atromitos (ritorno playoff EL);
  • 1° dicembre 2010, Atletico Madrid 2-3 Aris (5° giornata gironi EL);
  • 3 dicembre 2009, Galatasaray 1-0 Panathinaikos (5° giornata gironi EL);
  • 28 luglio 2009, Sparta Praga 3-1 Panathinaikos (andata 3° turno CL).

Aris coriaceo che sta sorprendendo

Il nome Aris viene dal Dio greco della guerra e, vedendo l’inizio di questa stagione, non avevamo proprio dubbi.

Ci spieghiamo meglio.
Debutto in campionato col Lamia in casa: in svantaggio per 0-1 fino al 72′, poi tre reti che ribaltano la situazione e che fanno vincere la partita all’Aris per 3-1.
La cocente eliminazione dall’Europa League dagli ucraini del Kolos Kovalivka e nel giro di quattro giorni viene esonerato l’allenatore tedesco Michael Oenning e si dimette il ds Angelos Charisteas.

Tutti ci aspettavamo un calo… e invece no!

Nelle sei partite successive con Akis Mantzios in panchina: un pareggio contro il Pas Giannina e cinque vittorie, tutte per 1-0! Si tratta della migliore partenza nella storia dell’Aris, con sei vittorie e un pareggio nelle prime sette partite.

Con i dati Opta analizzati da Sport 24, vediamo anche nei numeri un miglioramento notevole in difesa:

  • 5 clean sheet in stagione (2° dietro all’Olympiakos);
  • 1.9 tiri in porta subiti/partita (1° in classifica);
  • I portieri Boucher (2/2 interventi) e Siampanis (6/6 interventi) sono imbattuti;
  • Il mediano australiano James Jeggo ha 2.77 interventi riusciti/partita (1° in classifica).

L’unico vero difetto è l’attacco: le 10 reti segnate in 7 partite (con 3 rigori realizzati) sono relativamente poche e sarà un punto in cui servirà ancora tanto lavoro.

La probabile formazione

L’Aris non vince in casa contro l’Olympiakos dal lontano 2010. Ha la consapevolezza di essere in forma e si rende conto che questa può essere una grande opportunità di passare in testa da solo.

Il portiere Julian Cuesta torna tra i convocati, ma il tecnico Akis Mantzios continuerà a dare fiducia a Marios Siampanis, che ha tenuto la porta inviolata nelle ultime due partite. In difesa, nonostante il ritorno di capitan Delizisis, sembra confermato il quartetto: Sundgren a destra, tandem centrale con Rose e Benalouane (ex Cesena, Parma, Atalanta) e Sakic occuperà l’out mancino. In mediana ballottaggio tra Matilla e Sasha (70%-30%) per affiancare James Jeggo, come anche tra Mancini e Bertoglio (60%-40%) per un posto dietro all’unica punta Manos. Gli esterni saranno Mateo Garcia e Bruno Gama, nel 4-2-3-1 di Mantzios.

Olympiakos, l’importanza di avere Sá e il ritorno di El Arabi

Il portiere portoghese è il vero protagonista di questo inizio di campionato per la squadra di Pedro Martins. Basti pensare che nell’unica partita in cui non ha giocato, l’Olympiakos ha subito una rete. In tutte le altre sei, con José Sá in porta, zero reti subite.

Ed è un dato eccezionale se andiamo ad analizzare i numeri di queste prestazioni. Sempre con l’aiuto di Opta e di Sport 24, possiamo vedere che l’Olympiakos ha subito ben 8.3 tiri in porta/partita in questo campionato, mentre nella scorsa regular season la media era di 6.6.

Dall’estate del 2019 fino ad oggi i dati di Sá sono pazzeschi:

  • Ha subito 6.6 reti di meno rispetto agli expected goals. Per dirla meglio, il portiere portoghese avrebbe dovuto subire circa 16 reti in totale, visti i tiri in porta subiti, ma ne subiti 10 in realtà. Significa che ha salvato il 38% (6 su 16) delle reti che avrebbe dovuto subire, un numero significativo.
  • La percentuale delle parate sui tiri calciati dall’interno dell’area è del 79%. Zivkovic (PAOK) ha il 64%, Dioudis (Panathinaikos) il 63% e Tsintotas (AEK) il 53%.
  • La percentuale delle parate sui tiri totali in porta è del 91%. Zivkovic (PAOK) ha il 75%, Dioudis (Panathinaikos) il 73% e Tsintotas (AEK) il 72%. Significa che ogni volta che un avversario di Sá calcia in porta, 9 volte su 10 il portoghese respinge il pallone.

Quindi è presto spiegato il fortino dell’Olympiakos. A cui si aggiungono anche il rientrante Holebas e… Youssef El Arabi!

Come ha descritto il sito vicino agli Erithrolefkoi To10.gr, il rientro della punta è avvenuto dopo un lungo scambio di documenti tra la società greca e la Federcalcio marocchina, con le due parti che hanno affittato un aereo privato per il trasporto del giocatore da Yaoundè (Camerun) fino in Grecia.

La probabile formazione

Avendo anche la Champions League martedì prossimo al Vélodrome, Pedro Martins deve gestire bene la rosa e i rientri, col tecnico lusitano che tornerà al 4-3-3. Holebas tornerà sulla fascia sinistra di difesa ed El Arabi sarà la punta: entrambi devono riprendere il ritmo partita e quasi sicuramente non giocheranno per tutti i 90′.

Rafinha, dopo aver stretto i denti per giocare contro il City, sarà in panchina quindi il terzino destro sarà Mohamed Dräger. Al centro della difesa, davanti al confermatissimo portiere Sá, il tandem difensivo sarà formato da Semedo e uno tra Ba e Cissé. A centrocampo potrebbe tornare il terzetto Camara-Bouchalakis-M’Vila: in caso di turnover, il francese ex Inter potrebbe riposare per fare spazio a Pêpê. Ai lati dell’attacco, con Randjelovic ancora positivo al Covid, Masouras e Fortounis, con l’ultimo che viene da un periodo in cui ha sempre giocato ad alte intensità tra Olympiakos e Nazionale.

Nella partita di oggi potrebbe anche debuttare il portoghese Tiago Silva (trequartista/esterno sinistro d’attacco, ex Nottingham Forest) mentre ci sarà un’opportunità anche per Marios Vrousai. Non è da escludere anche una possibile titolarità per l’ala ex Willem II.

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Lo strano caso della Nazionale femminile

In tutto il mondo il movimento calcistico femminile sta crescendo sempre di più, arrivando al professionismo e ad un’attenzione sempre maggiore di anno in anno. E in Grecia? Il calcio femminile è praticamente immobile.

Lo denuncia Natalia Chatzigiannidou, la 41enne capitana della Nazionale, in cui milita dal lontano 1997, in un’intervista a Kouti tis Pandoras:

Un progresso in Grecia? Non esiste. Sono nel mondo del calcio dai miei 11 anni, quindi da circa tre decenni. Non è cambiato nulla. Penso che il calcio femminile esista perché la Federazione è obbligata ad averlo. Non è cambiato nulla. Nel periodo dei Giochi Olimpici di Atene era un po’ diverso, abbiamo fatto una preparazione di 2-3 anni con tante amichevoli e abbiamo avuto la percezione che qualcosa sarebbe cambiato, ma solamente per un attimo. Poi si è spento tutto. Ora giochiamo solo in gare ufficiali. Non facciamo un amichevole da circa due anni. Ci raduniamo due giorni prima delle partite ufficiali: se giochiamo venerdì, ci troviamo mercoledì per un allenamento in Grecia e un altro nel paese che ci ospita e infine giochiamo. Questo succede in Nazionale.

Dopo il lockdown primaverile, il campionato di Alpha Ethniki femminile (massima divisione greca, ndr) non è mai ripreso e solo le giocatrici che militano all’estero hanno minuti nelle gambe. Tra le convocate per la partita contro la Germania di oggi ci sono: Panagiota Chatzicharistou gioca nel Lokomotiv Plovdiv (Bulgaria), Tatiana Georgiou nel Cesena (Serie B italiana), Athanasia Moraitou nell’University of South Alabama (Stati Uniti), Theoni Zerba nell’University of Louisiana Monroe (Stati Uniti), Εleni Markou nell’SGS Essen (Germania) e Veatriki Sarri nello Sheffield United Women (Inghilterra). Senza contare la bomber Despoina “Deppy” Chatzinikolaou che milita nel Napoli in Serie A, ai box per un problema al ginocchio.

Abbiamo citato la sfida contro la Germania di oggi che si giocherà ad Ingolstadt ed è valevole per l’ultima giornata di qualificazioni per l’Europeo del 2022 in Inghilterra. Il regolamento prevede che le prime dei gironi siano qualificate alla fase finale, mentre le seconde si giocheranno uno spareggio. La Grecia è al quarto posto nel proprio raggruppamento e non ha più speranze di qualificarsi: tuttavia, la Nazionale ellenica si presenterà alla sfida con le tedesche, superpotenza europea, senza aver fatto un allenamento, come sottolinea Chatzigiannidou:

In questa partita andremo senza partite nelle gambe. La Federcalcio greca non sembra interessata e non ha mosso un dito per i nostri allenamenti in vista di questa partita ufficiale: ognuna di noi si allena individualmente dove e se trova un posto. Non lo so come mai.

Penso che l’EPO (la Federcalcio, ndr) debba voler alzare il livello del calcio femminile in Grecia, perché sappiamo che la UEFA abbia dato molta enfasi al miglioramento delle condizioni in questo settore. Forse deve costringere le grandi società a creare delle squadre femminili con scuole calcio, cominciando proprio dalle basi. Però tutto questo deve cominciare dalla Federazione, che dovrebbe trattare il movimento femminile come quello maschile.

Il calcio femminile greco è un movimento dilettantistico e questo si rende evidente in due casi: la ripartenza del campionato e le partite contro altre Nazionali. Su questi argomenti si è concentrata capitan Chatzigiannidou:

Non sappiamo quando ripartiremo e non abbiamo nemmeno alcuna voce in capitolo. Forse è un nostro errore che in tutti questi anni non abbiamo fatto alcuna mossa per provare ad avere una voce. Non ci sta aggiornando nessuno. Ho saputo che c’è stata una riunione con Avgenakis (viceministro dello Sport, ndr) per la ripartenza dei campionati inferiori alla Super League 1, ma non si è mai parlato della nostra Alpha Ethniki, che è un campionato nazionale con le giocatrici che vengono convocate per la Grecia.

La differenza con le altre Nazionali è enorme. Provate a pensarci: è come vedere una squadra di un campionato provinciale contro una di Super League 1. Nel futuro aiuterà il fatto di avere tante giocatrici all’estero che avranno quindi l’opportunità di allenarsi e di essere professioniste.

Riassumendo, lo Stato e la Federcalcio si stanno dimenticando del calcio femminile. Triste, ma vero.

(La partita Germania-Grecia verrà trasmessa sul canale YouTube di novasports.gr in diretta dalle 16, ora italiana.)

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Perché è così importante la Nations League per la Grecia?

Era da parecchio tempo che la Grecia non si giocava una partita importante. L’ultima era nel novembre del 2017, negli spareggi per i Mondiali in Russia. Allora, la Nazionale di Michael Skibbe affrontò la forte Croazia, che sarebbe arrivata qualche mese dopo in finale contro la Francia. Nel giro di tre anni sono cambiati i commissari tecnici e, soprattutto, i giocatori: da quella spedizione contro i croati sono rimasti i soli Zeca, Bakasetas, Tzavellas, Fortounis e Pelkas.

Stasera, alle ore 20.45 a Rizoupoli, la Grecia di John van ‘t Schip affronterà un’altra squadra dell’ex Jugoslavia, la Slovenia, per il primato nel Gruppo 3 della Lega C di Nations League.

Una competizione spesso snobbata, che ha attirato molte critiche, ma da cui la nostra Nazionale potrebbe trarre molti vantaggi.

La situazione attuale

Trovandoci all’ultima giornata la Galanolefki deve solo vincere stasera. E non sarà un’impresa facile dato che troverà davanti a sé uno dei migliori portieri al mondo come Jan Oblak (in dubbio per un problema alla spalla) e un Josip Iličić che sta ritrovando la forma dopo lo stop legato a problemi personali. Allo stadio Stožice di Lubiana, lo scorso 3 settembre, Slovenia-Grecia finì con un soporifero 0-0. Due mesi e mezzo dopo si ritrovano ad occupare i primi due posti, con la Slovenia che ha vinto le quattro partite contro Kosovo e Moldova, mentre la Grecia ha pareggiato in casa con i kosovari e quindi è costretta a rincorrere.

In caso di vittoria della Grecia cosa succede?

  1. Promozione in Lega B di Nations League. Certo, avversari più difficili da affrontare ma la Nazionale deve crescere e questa sarà la palestra migliore.
  2. Ranking migliore per la FIFA. Attenzione, perché in questo momento la Grecia, come nazionale, è al 31° posto della classifica europea, che è il primo per la quarta fascia nei sorteggi delle qualificazioni per i Mondiali di Qatar 2022 del prossimo 7 dicembre: la Finlandia, avendo battuto la Francia in amichevole, ha sorpassato la Grecia nel ranking. Quindi sarebbe meglio vincere e sperare che la Finlandia non vinca per strappare l’ultimo slot per la terza fascia.

Nations League e Mondiali 2022: qual è il rapporto tra le due competizioni?

Eccoci arrivati alla domanda che ci avete posto in molti e riguarda la Grecia da vicino.

La UEFA Nations League consegna due pass per i playoff dei Mondiali di Qatar 2022. Nei dieci gironi di qualificazione ai Mondiali, le prime classificate sono qualificate direttamente mentre le seconde vanno ai playoff.

Le dieci seconde con le due nazionali dalla Nations League formano dodici squadre totali: tramite un sorteggio, verranno divise in tre gruppi da quattro che si giocheranno delle final four per decretare gli ultimi tre biglietti europei per il Qatar.

Come vengono assegnati i due pass dalla Nations League per i playoff dei Mondiali?

Questi vanno ai due vincitori dei gironi di Nations League che avranno concluso i propri gironi di qualificazione mondiale al di sotto dei primi due posti. Ed è molto probabile che la Grecia non arrivi né prima né seconda nel proprio girone, dato che affronterà avversari di livello superiore.

Se la Grecia arriva prima nel girone di Nations League, come può andare ai playoff per i Mondiali?

Dovrà essere una delle due squadre al primo posto di Nations League che ha il punteggio migliore. In caso di vittoria andrebbe a 14 punti e quindi sarebbe la Nazionale con più punti della Lega C.

Nella Nations League ci sono 14 gironi, quindi altrettante capolista. I biglietti per i playoff dei Mondiali andranno a due delle capolista che non sono riuscite a raggiungere i primi due posti delle qualificazioni a Qatar 2022. Priorità ovviamente alle capolista della Lega A e poi a scendere fino alla Lega D.

Vi siete confusi? Ecco un esempio

La Grecia stasera batte la Slovenia e conquista il primo posto del Gruppo 3 di Lega C di Nations League. Si tratta della squadra che ha il miglior ranking di partenza di tutte le squadre della Lega C e della Lega D.

Le capolista della Lega A sono: Francia, Spagna, Italia (o Paesi Bassi/Polonia) e Belgio (o Danimarca).
Le capolista della Lega B sono: Austria (o Norvegia), Scozia (o Repubblica Ceca), Russia (o Ungheria/Turchia) e Galles (o Finlandia).

Le quattro primatiste nella Lega A è molto probabile che arrivino nei primi due posti delle qualificazioni mondiali. Almeno tre delle quattro capolista della Lega B devono terminare nei primi due posti alle qualificazioni, liberando così uno o due pass per la Lega C. E ciò non è così impossibile.

Visto il declino che ha avuto la Nazionale greca, questa competizione può essere una miniera d’oro per i colori ellenici. Speriamo che sia bastata la lezione della scorsa Nations League, con la Grecia che sarebbe potuta andare ai playoff di Euro 2020 anche da seconda nel girone, fallendo un altro obiettivo. L’Ungheria, arrivata un punto sopra la Grecia, è riuscita a qualificarsi per l’Europeo grazie allo spareggio vinto in maniera rocambolesca contro l’Islanda lo scorso giovedì.

Quindi stasera la vittoria è fondamentale, così la Grecia avrà almeno la speranza di una seconda opportunità per partecipare ai Mondiali di Qatar nel 2022.

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Mark Clattenburg è il nuovo presidente degli arbitri greci

Mark Clattenburg, uno degli arbitri europei più conosciuti e affermati negli ultimi anni, è stato nominato presidente del Comitato Centrale degli arbitri greci (KED), andando a sostituire il portoghese Vitor Melo Pereira.

La decisione è stata presa dai rappresentanti di Olympiacos, PAOK, AEK e Panathinaikos, i quali hanno votato in modo anonimo per eleggere il nuovo presidente degli arbitri.

Dopo le voci circolate già da luglio, lo scorso 5 agosto, in presenza di Vangelis Grammenos e Leonidas Boutsikaris, rispettivamente presidente dell’EPO e presidente della Super League, Clattenburg ha firmato un contratto biennale, garantendosi la possibilità di scegliere il proprio team di lavoro, che include anche un addetto VAR. Alla riunione hanno anche partecipato, in videoconferenza, il presidente FIFA delle federazioni calcistiche europee Nondar Akhalkatsi, il National association director della UEFA Lakovic, l’Head of National Associations Governance & Global Institutions at UEFA Luca Nicola, il capo del dipartimento delle federazioni nazionali Marios Georgiou, nonché l’esperto indipendente della FIFA/UEFA, Petr Fusek. Metà del suo stipendio sarà pagato dalla FIFA e UEFA.

La grande innovazione portata da Clattenburg è di natura comunicativa: dopo ogni giornata, con un video su YouTube, lo stesso ex arbitro spiega le azioni dubbie con le voci in tempo reale tra VAR e arbitro e le varie inquadrature che hanno nella sala VAR. Un’operazione di trasparenza per il nuovo presidente della KED che non ha problemi nel dire anche quando la decisione non è corretta.

Se siete curiosi di guardare queste particolari moviole, il canale Hellenic Football Family ha la prima, la seconda e la terza giornata di Super League 1.

Per l’ex fischietto inglese non si tratta della prima esperienza arbitrale all’estero: nel febbraio 2017 era stato appuntato come presidente del comitato arbitri dell’Arabia Saudita, prendendo il posto del suo ex collega Howard Webb, con l’intenzione di contribuire a professionalizzare gli standard arbitrali nei campionati nazionali del paese. Ma la mancanza di progressi e le critiche espresse da parte dei suoi funzionari spinsero la Federazione calcistica nazionale a sollevarlo dall’incarico nell’ottobre 2018. Con uno stipendio di £325.000 all’anno, la sua avventura in Arabia terminò nell’ottobre 2018, dopo 18 mesi.

Dopo l’esperienza da dirigente in Arabia, questa estate la voglia di tornare in campo ha prevalso anche sulla sua età (45 anni), spingendolo fino in Cina, tentando di tornare a ricoprire il ruolo di arbitro effettivo. Tuttavia, a causa delle restrizioni del governo cinese sui visti per i cittadini stranieri, non è stato in grado di tornare in campo da arbitro.

Subito dopo aver realizzato l’impossibilità di tornare ad arbitrare, è stato intervistato dal quotidiano britannico Sportsmail, dichiarando:

E’ il momento giusto per ritirarmi dall’arbitraggio. A 45 anni diventa una sfida diversa a livello mentale. Ora voglio iniziare a guardare all’ambito educativo e gestionale dell’arbitraggio. Ho avuto una carriera meravigliosa e voglio rimettere a posto la mia esperienza piuttosto che andarmene.

Iniziò ad arbitrare nel 1999 nella National League e, dopo cinque anni di gavetta nelle serie minori, nel 2004 esordisce in Premier League. Arbitrerà nella massima serie inglese ininterrottamente per ben tredici anni, arbitrando oltre 200 partite. Dopo solo due anni, grazie a numerose prestazioni degne di nota, viene nominato arbitro internazionale e dirige così la sua prima partita, un’amichevole tra Australia e Ghana. Dal 2008 al 2017 ha arbitrato qualsiasi tipo di competizione europea, sia per club che per nazionali, partendo dalla ex Coppa UEFA, passando per Champions ed Europa League fino ad arrivare agli Europei e ai Mondiali. Nominato miglior arbitro mondiale nel 2016, è indubbiamente uno dei profili migliori per tentare di risollevare gli standard qualitativi degli arbitri greci: un compito arduo, aggravato dagli episodi di violenza fisica ai danni dei fischietti ellenici e da un ambiente che nutre molta diffidenza nel KED.

Ελληνικά ταλέντα, ep.10: Christos Tzolis

Il talento più cristallino che la Grecia abbia visto negli ultimi anni. A soli 18 anni, Christos Tzolis è pronto a trascinare il PAOK verso traguardi importanti. 

Durante la prima partita di campionato contro il Larissa e nei preliminari di Champions League affrontati dal PAOK, tutti i tifosi bianconeri e i media greci hanno puntato gli occhi sul giovanissimo attaccante Tzolis, autore della doppietta contro il Beşiktaş lo scorso 25 agosto ed autore dell’unico goal che ha deciso la partita contro i vyssini, vinta per 1-0. Ma la brillante tecnica di Christos, almeno per lo ha chi seguito durante la sua adolescenza calcistica, non è nulla di nuovo.

Il giovane, classe 2002, nasce a Salonicco da genitori originari di Dropull, cittadina abitata perlopiù da cittadini greci ma situata nella parte meridionale dell’Albania. La sua giovane carriera calcistica inizia all’età di 4 anni con le giovanili del Doxa Pentalofos, squadra dilettantistica locale. Nel 2010 passa ai Dikefalos, con cui si mette in mostra anche a livello internazionale durante il torneo Lennart Johansson, a Stoccolma, dove riesce a realizzare 11 reti in cinque partite.

Nel 2016, a causa di motivi familiari, è costretto a trasferirsi in Germania per due anni, durante i quali gioca per due squadre, il Rosenhöhe Offenbach e l’Alemannia Königstädten. Nel 2018 torna a Salonicco, aggregandosi alla squadra under 17 dei bianconeri, con la quale impressiona tutti, realizzando 29 reti in 25 partite. La stagione successiva, nonostante l’età (16 anni) viene chiamato con l’under 19, con cui riesce a vincere per due anni consecutivi il campionato, senza mai perdere nemmeno una partita.

Nella passata stagione ripete le ottime stagioni con l’under 19, sfornando otto assist e 19 goal in 26 presenze. Dalla scorsa stagione arriviamo fino maggio di quest’anno, quando dopo il periodo di lockdown il giovane ha iniziato ad allenarsi costantemente con la prima squadra, guadagnando la fiducia dell’allenatore Ferreira che lo ha fatto debuttare nella partita di play-off contro l’Olympiacos a giugno. Da lì in poi la sua titolarità non è mai stata in discussione, salvo per qualche partita giocata da subentrato in vista dei preliminari di Champions.

Nato come centravanti durante il periodo delle giovanili, viene indistintamente usato sia come ala d’attacco che come esterno di centrocampo, su entrambe le fasce. Nelle accelerazioni e nelle lunghe progressioni dimostra una padronanza del pallone fuori dal normale, tenendolo attaccato ai piedi e aiutato anche da una notevole agilità nei dribbling, che gli permette di inserirsi in area di rigore senza grosse difficoltà. Anche nei movimenti offensivi senza palla ha un gran senso della posizione, facendosi trovare molto spesso al posto giusto per finalizzare.

Nonostante le nove presenze collezionate lo scorso anno, accompagnate dallo splendido goal di piatto al volo contro l’OFI Creta, la partita contro il Beşiktaş, valida per il secondo turno preliminare di Champions League, è stata la consacrazione di fronte al grande pubblico: doppietta e assist. Sull’azione che ha portato al primo goal Giannoulis viene lanciato sulla fascia sinistra, entra in area e da posizione defilata scarica all’indietro per Tzolis che stoppa il pallone, si coordina e la piazza sotto l’incrocio. Dopo diciassette minuti dal primo goal, al 24′, Chuba Akpom triangola a centrocampo con Pelkas, corre palla al piede fino alla linea di fondo e, contrastato, riesce comunque a passarla al centro, dove Tzolis di prima la butta dentro. La ciliegina sulla torta è l’assist, sfornato sei minuti dopo, per Pelkas che a porta vuota appoggia il pallone in rete, complice anche una disastrosa manovra difensiva avversaria.

Il 17 settembre il PAOK ha ufficializzato il rinnovo del contratto del giovane fuoriclasse fino al 2024, senza l’aggiunta della clausola rescissoria. Mentre molti club europei seguono con particolare attenzione il suo percorso, Tzolis sembra destinato a rimanere a Salonicco almeno per un’altra stagione, per la gioia dei tifosi bianconeri.

La Grecia avrà un problema col ranking Uefa

L’eliminazione di OFI ed Aris dall’Europa League ha creato una montagna per la Grecia nel ranking Uefa. Partiamo con una domanda semplice che servirà in seguito:

COS’È IL RANKING UEFA E COME VENGONO CALCOLATI I COEFFICIENTI?

Il punteggio che vedete nella classifica del ranking prende le ultime cinque stagioni con i relativi coefficienti: in questo momento ci troviamo nella stagione 2020-2021, quindi il calcolo parte dalla stagione 2016-2017.

Questa somma di punti assegna i posti per le competizioni europee: alla fine della stagione 2020-2021, si calcoleranno i posti per l’Europa nei campionati della stagione 2021-2022 e quindi il numero di squadre che si qualificheranno per le competizioni europee per la stagione 2022-2023. Se questa spiegazione vi sembra complicata, ragionate così: alla fine di questa stagione, la Grecia saprà quante squadre avrà in Europa tra due stagioni.

COS’È IL COEFFICIENTE? 

Si tratta del punteggio che prende ogni nazione a seconda dei risultati che ottengono le squadre in Europa.

Per la stagione 2020-2021, la Grecia in questo momento ha 1000 punti:
– 200 dalla vittoria di ieri dell’Olympiakos contro l’Omonia;
– 0 dalla sconfitta di martedì del PAOK in casa del Krasnodar;
– 100 dalla sconfitta (ed eliminazione) dell’OFI con l’Apollon Limassol;
– 100 dalla sconfitta (ed eliminazione) dell’Aris col Kolos Kovalivka;
– 300 dalla vittoria (e qualificazione) del PAOK col Benfica;
– 300 dalla vittoria (e qualificazione) del PAOK col Beşiktaş.

La logica è la seguente: più squadre vanno avanti nelle competizioni europee, più punti si possono raccogliere per la nazione rappresentata.
Ciò significa che, con Aris ed OFI già fuori dai giochi, la Grecia ha solamente tre rappresentanti in Europa, con l’AEK che scenderà in campo stasera contro il San Gallo.

IL PROBLEMA DELLA CLASSIFICA

La Grecia in questo momento si trova al 18° posto del ranking Uefa. Una posizione di assoluto svantaggio, come vedremo.

Infatti, il ranking che avremo alla fine di questa stagione, come spiegato precedentemente, determinerà i posti per l’Europa del 2022-2023.

Le nazioni che concluderanno la stagione al 13° e al 14° posto, nel 2022-2023 avranno:
– il campione al 3° turno preliminare di Champions League;
– il secondo al 2° turno preliminare di Champions League;
– il vincitore della Coppa al 3° turno preliminare di Europa League;
– il terzo e il quarto al 2° turno preliminare di Conference League (partirà dalla prossima stagione e sarà il terzo torneo europeo dopo la Champions League e l’Europa League). 

Per il 15° posto:
– il campione al 2° turno preliminare di Champions League;
– il secondo al 2° turno preliminare di Champions League;
– il vincitore della Coppa al 3° turno preliminare di Europa League;
– il terzo e il quarto al 2° turno preliminare di Conference League.

Per il 16° e il 17° posto:
– il campione al 2° turno preliminare di Champions League;
– il secondo, il terzo e il vincitore della Coppa al 2° turno preliminare di Conference League;
– non avrà una quinta squadra in Europa e non avrà accesso all’Europa League.

Per il 18° fino al 28° posto:
– il campione al 1° turno preliminare di Champions League;
– il secondo, il terzo e il vincitore della Coppa al 2° turno preliminare della Conference League;
– 
non avrà una quinta squadra in Europa e non avrà accesso all’Europa League.

LA SITUAZIONE ATTUALE

13. Scozia 27.125 punti (2.250 nel 2020-2021, 4 su 4 ancora in Europa)
14. Cipro 26.375 punti (2.625 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
15. Danimarca 25.500 punti (1.750 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
16. Serbia 23.625 punti (2.375 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
17. Svizzera 22.475 punti (1.375 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
18. Grecia 21.900 punti (1.000 nel 2020-2021, 3 su 5 ancora in Europa)
19. Croazia 21.175 punti (800 nel 2020-2021, 4 su 5 ancora in Europa)
20. Rep. Ceca 20.600 punti (600 nel 2020-2021, 4 su 5 ancora in Europa)

Il fatto che l’Olympiakos abbia battuto i ciprioti dell’Omonia è un segno di speranza, perché ha rosicchiato punti a chi sta davanti.
Il vero banco di prova, tuttavia, sarà quello di stasera in Europa League: l’AEK di Massimo Carrera incontrerà in gara secca una squadra svizzera, il San Gallo, quindi una diretta concorrente per il ranking Uefa.

In caso di qualificazione dei gialloneri, si tratterebbe di una boccata di ossigeno per la Grecia e una grande spinta verso il 17° posto; in caso contrario, si tratterebbe di un’altra stagione deludente per i colori ellenici.

COME SIAMO ARRIVATI FIN QUI?

La Grecia, a parte qualche exploit, dal 2016-2017 non se la sta passando bene in Europa. Il trend negativo delle squadre greche è oggettivo e questo si rifletterà nelle prossime stagioni, quando avremo solo quattro squadre in Europa, il campione dovrà passare ben quattro turni per accedere ai gironi di Champions League e non ci sarà alcuna presenza in Europa League.

Nel 2016-2017 (con la Grecia che si presenta al 13° posto e 31.900 punti):

– L’Olympiakos viene eliminato al 3° turno preliminare di CL dall’Hapoel Be’er Sheva, passa i playoff di EL, accede ai gironi di EL, arriva secondo, passa i sedicesimi e viene eliminato dal Beşiktaş agli ottavi.
– Il PAOK viene eliminato al 3° turno preliminare di CL dall’Ajax, passa i playoff di EL, accede ai gironi di EL, arriva secondo e viene eliminato dal Benfica ai sedicesimi.
– Il Panathinaikos passa il 3° turno preliminare e i playoff di EL qualificandosi ai gironi, dove arriva all’ultimo posto con un solo punto ottenuto contro Ajax, Celta Vigo e Standard Liegi.
– L’AEK viene eliminata nel 3° turno preliminare di EL dal Saint-Étienne.
– Il Pas Giannina passa il 2° turno preliminare di EL e viene eliminato al 3° turno dall’AZ Alkmaar.
Punti ottenuti: 5.800

Nel 2017-2018 (con la Grecia che si presenta al 14° posto e 29.700 punti):

– L’Olympiakos passa il 3° turno preliminare e i playoff di CL per arrivare all’ultimo posto nel girone con Barcellona, Juventus e Sporting Lisbona con 1 punto;
– L’AEK vine eliminata nel 3° turno preliminare di CL dal CSKA Mosca, passa i playoff di EL, arriva secondo nel girone dietro il Milan e viene eliminata ai sedicesimi dalla Dinamo Kiev;
– Il Panathinaikos e il PAOK passano il 3° turno preliminare di EL ma vengono eliminati ai playoff rispettivamente da Athletic Bilbao e Östersund.
– Il Panionios passa il 2° turno preliminare di EL ma viene eliminato al 3° turno dal Maccabi Tel Aviv.
Punti ottenuti: 5.100

Nel 2018-2019 (con la Grecia che si presenta al 14° posto e 27.900 punti):

– L’AEK passa il 3° turno e i playoff di CL arrivando ai gironi con sei sconfitte in altrettante partite contro Bayern Monaco, Ajax e Benfica.
– Il PAOK passa il 3° turno di CL e viene eliminato ai playoff dal Benfica. Ai gironi di EL arriva ultimo con Chelsea, BATE Borisov e MOL Vidi.
– L’Olympiakos passa il 3° turno e i playoff, qualificandosi ai gironi di EL, dove arriva secondo dietro il Betis (e davanti al Milan). Viene eliminato ai sedicesimi dalla Dinamo Kiev.
– Atromitos e Asteras Tripolis vengono eliminati al 2° turno preliminare di EL rispettivamente da Dinamo Brest e Hibernian.
Punti ottenuti: 5.100

Nel 2019-2020 (con la Grecia che si presenta al 15° posto e 28.600 punti):

– Il PAOK viene eliminato dall’Ajax nel 3° turno preliminare di CL e dallo Slovan Bratislava nei playoff di EL.
– L’Olympiakos passa il 2° turno, il 3° turno e i playoff di CL. Arriva terzo nel girone con Bayern Monaco, Tottenham e Stella Rossa, batte ai sedicesimi di EL l’Arsenal e viene eliminato agli ottavi dal Wolverhampton.
– L’AEK passa il 3° turno di EL e viene eliminato ai playoff dal Trabzonspor.
– L’Atromitos e l’Aris passano il 2° turno di EL e vengono eliminati rispettivamente da Legia Varsavia e Molde.
Punti ottenuti: 4.900

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L’infinita stagione 2019-2020 in Grecia

Mentre in altri parti d’Europa, vedi Polonia, Belgio o Scozia, la stagione 2020-2021 ha già preso il via, in Grecia ancora deve concludersi quella precedente! Stranezze da coronavirus, direte. E invece… non è proprio così e vi spieghiamo anche il perché.

Le ultime partite giocate in Super League 1 sono state quelle valevoli per l’ultimo turno dei playoff: Olympiakos 3-0 AEK, PAOK 0-0 Aris, Panathinaikos 3-2 OFI. Si sono svolte il 19 luglio. Dopo la fine del massimo campionato, per concludere la stagione si dovevano giocare tre incontri. La finalissima di Coppa di Grecia tra Olympiakos e AEK e il doppio spareggio promozione-retrocessione tra la 13° della Super League 1 (lo Xanthi) e la 2° della Super League 2 (l’Apollon Smyrnis). Siamo al 14 agosto e stiamo ancora aspettando.

LA FINALE DI COPPA: LO STADIO, L’EUROPA, LA RABBIA

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Cissè festeggia durante Olympiakos 3-0 AEK del 19 luglio 2020.

La Federcalcio greca aveva deciso il 9 luglio che la finale Olympiakos-AEK si sarebbe giocata domenica 26 luglio alle ore 21, senza spettatori, una settimana dopo l’ultima giornata di campionato, nello stadio di Rizoupoli. La squadra del Pireo si era opposta categoricamente sulla scelta del campo dell’Apollon Smyrnis, perché non veniva utilizzato dal lontano 9 marzo e si trova vicinissimo al quartier generale dell’AEK a Nea Filadelfeia (come vi avevamo spiegato qui).

Nei giorni successivi, la Polizia ha fatto un sopralluogo nello stadio della finale e non ha dato il permesso per lo svolgimento della partita. Di conseguenza, la Commissione dei Fatti Straordinari della Federcalcio greca ha deciso per il rinvio della finale il 21 luglio, a cinque giorni dalla data programmata. Le reazioni contro la Federcalcio sono velenose, a partire dalla rete televisiva che detiene i diritti della Coppa, la pay tv Cosmote TV, fino all’Olympiakos, il quale doveva preparare l’importante sfida di ritorno degli ottavi di Europa contro il Wolverhampton del 6 agosto.

Con il 30 agosto nell’aria come possibile data per la finale, l’Olympiakos manda subito una richiesta formale all’AEK per lo svolgimento sempre il 26 luglio ma sul campo dei gialloneri, ossia l’Olimpico di Atene. La società di Atene risponde con un difensivo «si gioca dove e quando decide la Federazione». Nel frattempo la Federazione Provinciale di Irakleio (Creta) candida il Pagkritio come sede per la finale, visti i pochi contagi per coronavirus nell’isola cretese.

La Federcalcio non ascolta questa richiesta e il 28 luglio decide per la finale il 30 agosto all’Olimpico di Atene, andando contro la volontà di FIFA e UEFA che auspicavano lo svolgimento dell’atto finale prima del 3 agosto, ossia prima dell’inizio del calciomercato in Grecia ed entro la scadenza UEFA per determinare le squadre che vanno in Europa.

Il 29 luglio l’Olympiakos minaccia di mandare in tribunale la Federcalcio e di giocare la finale il 30 luglio ossia… il giorno successivo! Ovviamente questo non è successo e quindi Olympiakos e AEK si contenderanno la Coppa il 30 agosto all’Olimpico. Come tempistica sembrerà quasi una Supercoppa, visto che la Super League 1 2020-2021, a meno di stravolgimenti dell’ultima ora, comincerà il 12 settembre.

GLI SPAREGGI: LA SUPER LEAGUE 2 INCOMPIUTA E L’ETERNA ATTESA…

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Xanthi-Apollon Smyrnis del febbraio 2018. Sullo sfondo Giorgos Paraschos, allora tecnico dell’Apollon Smyrnis: già ex Xanthi, un mese fa è ritornato sulla panchina dell’Apollon.

Partiamo dall’epilogo: il Tribunale Arbitrale della Federcalcio ha deciso ieri che gli spareggi per il 14° e ultimo posto in Super League 1 si giocheranno tra Xanthi e Apollon Smyrnis il 22 e 29 agosto. Quindi conosceremo la squadra che completerà il puzzle del prossimo campionato solo due (!) settimane prima dell’inizio ufficiale della stagione 2020-2021.

La Super League 2, come tutti i campionati greci ad eccezione della Super League 1, si è conclusa nella prima metà di marzo, prima del lockdown causa coronavirus. Tra varie perdite di tempo legate ai diritti televisivi, al momento dell’interruzione, la serie cadetta aveva svolto solamente 20 giornate di regular season, con altre due partite da giocare e infine playoff dalla 1° alla 6° e playout dalla 7° alla 12°.

La classifica, ufficializzata dall’ente organizzatore il 23 luglio, recita così:

PAS Giannina         49 punti
Apollon Smyrnis    42 punti

Chania                     38 punti
Levadiakos             38 punti

Il PAS risale così in Super League 1, mentre l’Apollon si giocherà lo spareggio. Ovviamente Chania e Levadiakos hanno fatto ricorso, dato l’esiguo distacco dalla seconda, ma non è stato accolto.

Però anche l’Apollon, che non gioca da oltre cinque mesi, non è contento della decisione di far svolgere comunque lo spareggio, accogliendo così la notizia di poche ore fa:

Una decisione che è come un aborto per noi. […] Ci sembra chiaro che si tratti di una decisione che distrugge la squadra dell’Apollon Smyrnis. Da una parte non le permette di partecipare nella Super League 1 (erano circolate voci su un allargamento a 15 squadre, ndr), dall’altra non le dà il tempo materiale di costruire una squadra per la nuova stagione. Anche se la nostra squadra giocherà lo spareggio e lo vincerà, qualcuno deve venire in questo periodo a fare una squadra. Questa è l’equità professata dai golden boys della Super League 1? Queste cose nemmeno David Copperfield, signori…

A prescindere dai toni usati dalla società ateniese, il tempismo degli spareggi è uno dei peggiori mai visti perché chi giocherà nella nuova Super League 1, che comincia due settimane dopo la partita di ritorno, sarà oggettivamente penalizzato. Soprattutto se si tratterà dell’Apollon che nella scorsa stagione militava in Super League 2, con un’intera squadra da adattare alla nuova categoria.

Ci troviamo a quasi una settimana dall’inizio degli spareggi e i dubbi sono ancora tanti, come illustrati da gazzetta.gr.

Chi giocherà in casa all’andata e chi al ritorno?
Non è stato ancora sorteggiato il calendario.

Ci sarà il VAR?
In Super League 1 esiste, in Super League 2 no. Chi lo sa.

Ci saranno i tifosi sugli spalti?
Al 99.9% no. La pandemia non accenna a calmarsi in Grecia (anzi…), ma non abbiamo nessuna decisione ufficiale.

Le due partite avranno una copertura televisiva?
Lo Xanthi ha un contratto con la televisione di stato ERT per le partite in casa, mentre l’Apollon è in conflitto con la ERT e durante la stagione le partite in casa non erano trasmesse in televisione. Quindi potrà anche succedere che Apollon Smyrnis-Xanthi si giochi senza pubblico e senza telecamere.

Arbitri greci o stranieri?
Probabilmente si punterà sugli arbitri greci internazionali, quindi la rosa si restringe su Sidiropoulos (il più esperto, sez. Dodecanneso), Papapetrou (sez. Atene), Papadopoulos (sez. Macedonia), Tzilos (aveva arbitrato l’andata dello spareggio dello scorso anno tra Platanias e OFI, sez. Larissa), Skoulàs (sez. Tessaglia), Diamantopoulos (sez. Arcadia).

Quali giocatori potranno scendere in campo?
Sono due partite della stagione 2019-2020 ma giocate durante la stagione 2020-2021. La Federcalcio non ha pubblicato niente circa questo argomento, quindi si prova a fare una stima.
Xanthi e Apollon Smyrnis potranno schierare giocatori con i contratti in essere per la stagione 2020-2021 e giovani che hanno firmato un contratto professionistico entro il 2 agosto. Per trovare il pelo nell’uovo, potranno scendere in campo anche calciatori che hanno ancora un contratto con le rispettive società, sono andati via ma le società non sono andate a depositare la fine del contratto in Federazione.

Senza scendere in ulteriori (e tediosi) tecnicismi, la Federcalcio si deve pronunciare affinché le due squadre sappiano dove, come e con chi giocare.

Rimanete connessi perché ne vedremo sicuramente delle belle!

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Daniel Batista, il Gullit dei poveri

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Nato nell’affascinante isola creola di Capo Verde, Daniel Batista Lima è diventato una vera e propria leggenda in Grecia, poiché nel 1994 è stato il primo straniero naturalizzato greco ad indossare la maglia dell’Ethniki.

Come molti suoi colleghi, sin da giovanissimo iniziò a calcare i campi di São Vicente, sua città natale, ispirato dalla fama di suo zio e suo cugino. Lo zio, Noni Lima, disputò quasi interamente la sua carriera in Grecia con la maglia del Panionios (ben 11 stagioni) e con il Charavgiakos. Suo cugino, soprannominato Faba, fu invece portiere della nazionale del paese. All’età di 16 anni Daniel si trasferisce in Olanda con la famiglia, dove si iscrive all’accademia del Feyenoord. La determinazione e l’amore per il calcio lo spingono a disputare partitelle con alcuni immigrati capoverdiani stanziati in Olanda e ad allenamenti individuali, affinando le proprie capacità tecniche di volta in volta.

La svolta della sua carriera avvenne quando il suo padrino, che era anche amico di suo zio, lo vide giocare durante un torneo, rimanendone piacevolmente sorpreso. Gli propose di andare in Grecia per essere visionato da un suo amico manager, e così Daniel accettò. Sbarcato in Grecia, prese parte ad un provino per il Panionios, ma venne rifiutato perché non rispecchiava i parametri del club, che cercava invece un centravanti di esperienza. Dopo aver giocato per la società di Nea Smirne, rimase nel paese e disputò una amichevole vestendo la maglia del PAS Giannina, durante la quale segnò 4 goal nel primo tempo e uno nella seconda frazione di gioco, ma nonostante l’impressionante impatto fu rifiutato perché nel secondo tempo non giocò sufficientemente bene.

Tornato in Olanda, dopo nemmeno un anno fu di nuovo contattato per tornare in Grecia da Dimitris Konstantaras, giornalista della testata Athliki Ixò ed amico di un suo conoscente, che credeva nelle potenzialità del giovane capoverdiano. Iniziandosi ad allenare con l’Acharnaikos, attirò ben presto l’interesse dell’Ethnikos.

Tuttavia trasferirsi all’estero era complicato, in quanto inizialmente solo due stranieri erano autorizzati a giocare in una squadra. Nel suo caso, Batista fu considerato uno straniero anche dopo aver acquisito la cittadinanza olandese. L’Ethnikos, comunque, si accaparrò il cartellino del giocatore, facendogli firmare un contratto. Dopo aver disputato delle discrete stagioni con i biancoblù, il club non voleva lasciar partire il giovane attaccante, nonostante l’offerta di 130 milioni di dracme da parte di una squadra turca. In realtà la società del Pireo in un primo momento accettò l’offerta, ma durante le trattative alzò ulteriormente l’offerta, facendo naufragare l’accordo tra le due parti. Dopo aver risolto un problema legato alla durata contrattuale, Batista lasciò dopo tre stagioni la squadra del Pireo.

Nel 1989 Batista fu ad un passo dal firmare per l’Olympiacos, avendo firmato un accordo con l’allora proprietario del club Giorgos Koskotas, il quale però finì in galera per debiti e non riuscì a dare i soldi promessi al calciatore. Per riparare al torto, a Batista fu dato un assegno con parte della sua commissione da ritirare in banca, risolvendo almeno l’aspetto economico. Nel frattempo il presidente dell’AEK Stratos Gidopoulos contattò personalmente il capoverdiano, convincendolo a firmare per i gialloneri. Con i kitrinomavri Batista rimarrà per tre stagioni, segnando 39 reti in 90 presenze.

Nel 1992 il nuovo  presidente dell’AEK, Konstantinos Generakis, decise di ridurre l’ingaggio del giocatore nonostante il parere contrario di quest’ultimo. Questo diverbio economico portò il capoverdiano a non rinnovare il contratto, e nel giro di poco tempo l’Olympiakos tornò a tre anni di distanza sul giocatore, offrendogli il doppio di quanto guadagnava con i kitrinomavri. Batista decise di accettare, diventando un nuovo giocatore del Thrilos.

L’allenatore degli erithrolefki all’epoca era l’olandese Thijs Libregts, con cui Batista non ebbe mai un grande rapporto. Come affermato a posteriori dallo stesso calciatore, il tecnico era molto bravo nel suo lavoro, ma spesso risultava essere agli occhi del capoverdiano molto scortese, anche attraverso l’utilizzo di commenti ironici durante gli allenamenti. Addirittura, l’olandese arrivò anche a sindacare lo stipendio di Batista senza che quest’ultimo lo avesse chiesto.

Nel 1994, dopo aver ottenuto la doppia cittadinanza greca-olandese, fu convocato con la nazionale greca per la partita contro la Finlandia, valevole per le qualificazioni agli Europei del 1996. Fu proprio al suo esordio che riuscì a segnare il suo primo goal, in una partita che finì con un risultato di 4-0 a favore della Το Πειρατικό. Giocò per la nazionale greca dal 1994 fino al 1997, vantando 14 presenze e due reti.

Dopo tre stagioni trascorse tra alti e bassi, durante le quali riuscì a vincere la Supercoppa, la proposta di rinnovo fatta dalla società non soddisfaceva le richieste del calciatore, tanto che si arrivò a pensare che fu fatta appositamente per mandarlo via. Batista comunicò la sua intenzione di voler lasciare i biancorossi del Pireo e di voler cercare un’altra squadra.

Nell’estate del ’95 c’è il ritorno di fiamma: Daniel Batista firma di nuovo per l’AEK. Durante i primi tempi la tifoseria era spaccata in due, tra chi era felice per il suo ritorno e chi invece non gli perdonava il passaggio ai rivali biancorossi, additandolo come traditore. Con il tempo tuttavia, quando si vennero a sapere le motivazioni del suo addio, la situazione tornò alla normalità. Con i gialloneri Batista riuscirà ad alzare due Kypello Elladas, prima i trasferirsi nel 1999 a Salonicco, sponda Aris.

L’Aris sarà l’ultima squadra dell’attaccante capoverdiano, per cui giocherà fino al 2001, totalizzando solo cinque presenze.

 

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ESCLUSIVA ICG: Il giornalista Nikos Stratis sulla Super League 1, la Nazionale e… Tsimikas!

Ιn questo periodo senza partite, abbiamo sentito il giornalista greco Nikos Stratis, per anni inviato del canale televisivo Tileasti (poi ART TV) per cui ha seguito numerose finali di Champions League, e attualmente articolista per il sito Kingsport.gr. Abbiamo toccato diversi temi, spaziando dall’attualità fino all’analisi della regular season del campionato greco.

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Nikos Stratis con Javier Zanetti.

La Grecia ha gestito bene il fronte calcistico durante questa emergenza sanitaria? 

La sospensione dei campionati è stata imposta e gli enti organizzatori hanno fatto la cosa più logica. Il governo greco ha lanciato il messaggio di fermarsi sotto quasi tutti i punti di vista, qualcosa che ha condizionato anche il calcio. La gestione del tema del Covid-19 dipende da chi sta a capo del Paese e il mondo del calcio non aveva altra scelta.

In questo periodo è inevitabile parlare dell’affare Olympiakos-Atromitos del febbraio del 2015, che è rimbalzato anche in Italia (noi l’abbiamo spiegato qui). Visto che segui da vicino l’Olympiakos, qual è la tua posizione su questo tema?

Penso che in questo caso sia stato fatto tanto rumore, se non per il nulla, ma per un argomento di importanza secondaria. Anche se verrà dimostrato che la dirigenza dell’Atromitos avesse influenzato dietro le quinte il proprio allenatore Ricardo Sá Pinto per preservare alcuni giocatori nella trasferta con l’Olympiakos in modo da averli freschi nelle partite seguenti in cui avrebbe avuto maggiori possibilità di vincere, si tratta di un argomento all’interno della squadra di Peristeri e non parliamo di un match “truccato” o di un risultato concordato.

«ΙL CASO OLYMPIAKOS-ATROMITOS È DI IMPORTANZA SECONDARIA»

Sicuramente, a livello teorico, l’Atromitos avrebbe avuto maggiori possibilità di strappare qualcosa di meglio al Karaiskakis, però è un diritto di ogni squadra di gestirsi in base al programma e non alla malafede di chi guarda. Faccio un esempio: il regolamento prevede che nel caso in cui un giocatore venga ammonito più volte, le squadre scelgano quando non farlo giocare per squalifica e quindi non è scontato che non giochi nella partita successiva. Comunque il caso secondo l’Olympiakos è stato già giudicato dalla UEFA, mentre secondo il PAOK è ancora in sospeso. Non penso che questo porterà a qualcosa di concreto, sinceramente…

Un’opinione sull’altro argomento caldo del calcio greco, la multiproprietà tra PAOK e Xanthi?

Se gli organi competenti hanno deciso che entrambe le società debbano essere punite, cosa posso aggiungere io dal punto di vista legale? Le commissioni competenti sono quelle che esaminano il caso, noi non possiamo giudicare perché non disponiamo di tutti i dati possibili. E se questa storia andasse fino al TAS di Losanna dovremo solamente aspettare, perché non sappiamo nemmeno se accetterà l’improvvisa decisione del governo dello scorso gennaio (penalizzazione e non retrocessione in caso di multiproprietà, che avevamo spiegato qui, ndr).

«ΝΟΝ VORREI CHE IL PAOK RETROCEDA, NÈ CHE VENGA PENALIZZATO»

Lasciando da parte l’aspetto giuridico, dal punto di vista puramente calcistico preferisco che le partite e i campionati si decidano sul campo. Personalmente non vorrei che il PAOK retroceda, né che venga penalizzato. Avremmo visto dei playoff molto interessanti – se non fosse apparso questo virus – se il PAOK fosse stato a -7 dall’Olympiakos. Infatti, il Dikefalos avrebbe affrontato proprio la squadra del Pireo al Toumba subito alla prima giornata! I regolamenti, tuttavia, sono sempre fatti per essere rispettati e devono essere applicati, volenti o nolenti.

Ti chiediamo un bilancio di queste 26 partite di regular season in Super League 1 tra la rivalità Olympiakos-PAOK e le dirette inseguitrici.

L’Olympiakos già dall’inizio ha dimostrato di essere la squadra più costante e giustamente vincerà questo campionato. Qualcuno potrebbe dire che anche in un frangente della scorsa stagione abbia fatto meglio del PAOK, ma le è mancata l’efficienza. Di conseguenza, la vittoria del Dikefalos tou Vorrà dello scorso campionato è stata indubbiamente giusta.

«L’OLYMPIAKOS HA LA ROSA PIÙ COMPLETA, MERITA IL CAMPIONATO»

E dico lo stesso anche per questa stagione. Ha la rosa più completa, anche senza lo sfortunatissimo Fortounis, senza il quale è riuscita a qualificarsi nei gironi di Champions League dopo tre preliminari! Con il (capocannoniere) El-Arabi ha risolto il grande problema in attacco che aveva nella scorsa stagione, Valbuena (miglior assistman del campionato) e Podence (fino al trasferimento al Wolverhampton a gennaio) hanno alzato il tasso qualitativo, Guilherme, Camara e Bouchalakis in mediana, Semedo in difesa che ha un ottimo passaggio per essere un centrale difensivo, ecc. Tutto questo è verificato dall’ottimo percorso in Europa e dalla vittoria contro l’Arsenal a Londra. Grandissimi meriti vanno a Pedro Martins, che con la giusta fiducia della società ha costruito un organico molto equilibrato nell’ultimo biennio, conquistandosi il rinnovo del contratto fino al 2022 (notizia arrivata venerdì, ndr).

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Foto da Olympiakos 1-1 PAOK del 1° dicembre 2019.

«ΤRE FATTORI NEGATIVI NEL PAOK: LA DIFESA, IL CAMBIO TECNICO E LA SFORTUNA»

Invece il PAOK è peggiorato rispetto alla scorsa stagione. Principalmente per due motivi: la difesa e il cambio dell’allenatore. L’insuperabile tandem Crespo-Varela e i migliori terzini del 2018-2019 Vieirinha e Matos, ciascuno per motivi diversi, stanno giocando al di sotto dei propri standard. Gli ottimi Mišić e Swiderski non sono bastati e l’Olympiakos è… sparito dai radar. Parlando della panchina, penso che Abel Ferreira sia un buon allenatore, però non dimentichiamoci che è arrivato dopo l’improvviso “divorzio” con Lucescu. I bianconeri hanno avuto anche sfortuna, che può essere il terzo fattore negativo di questa stagione. Ad agosto, nel percorso dei campioni dei preliminari di Champions, ha beccato l’Ajax, contro cui ha giocato benissimo, con Biseswar autore di ottime prestazioni. L’Olympiakos invece ha evitato il Porto – eliminato dal Krasnodar – e il PSV Eindhoven, che ha affrontato il Viktoria Plzen. Il fatto di non essersi qualificato ai gironi di Champions è stato uno svantaggio sul piano economico rispetto all’Olympiakos, poiché a causa del Financial Fair Play non ha potuto rafforzarsi per essere più competitivo. Le abilità e la qualità non mancano al Dikefalos, però in questa stagione non le abbiamo viste in campo perdendo l’ottima alchimia per i suddetti motivi.

«NON RIUSCIAMO A GODERCI IL CAMPIONATO PER I VELENI ATTORNO A OLYMPIAKOS E PAOK!»

È un grande peccato che negli ultimi anni abbiamo due squadre di alto livello, come Olympiakos e PAOK, non riuscendo a goderci un campionato entusiasmante a causa dei veleni attorno alla rivalità tra le due squadre. I mezzi di comunicazione si concentrano maggiormente sulle notizie fuori dal campo, i tribunali e i retroscena, rispetto al calcio giocato. Questo è davvero molto triste…

L’AEK ha perso molto tempo prima di fare la mossa giusta e portare in panchina Massimo Carrera. Il tecnico italiano, totalmente coerente con la sua nazionalità, ha dato ai gialloneri una grande solidità difensiva e con l’arrivo di Araujo in inverno, i gialloneri pensano di poter centrare qualcosa di meglio in questa stagione. Non parlo della vittoria del campionato, però con i problemi del PAOK il secondo posto può essere un obiettivo concreto.

La mia opinione sul lavoro di Giorgos Donis e il Panathinaikos è molto positiva. Giocatori come Chatzigiovanis, Donis, Dioudis penso che meritino un’occasione in Nazionale, di cui fa già parte Kourbelis, e hanno mostrato ottimi segnali anche Insúa, che difficilmente rimarrà, Johansson, Schenkeveld e Perea. Complessivamente, anche a causa della mancanza di esperienza, il Trifylli difficilmente può ambire a qualcosa di meglio.

Un commento anche sull’Aris: può sembrare una squadra “da una stagione”, però quello che ha fatto vedere è un ottimo biglietto da visita. Non so cosa possa combinare e quello che vedremo nel futuro. Gli auguro di continuare con questo tentativo, però con il blocco dei trasferimenti con cui è stato punito dalla FIFA (per un anno, notizia di venerdì, ndr) la vedo dura…

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Il ct della Grecia John van ‘t Schip.

Spostandoci sul fronte Nazionale, John van ‘t Schip dal 31 luglio è il nuovo commissario tecnico e si stanno vedendo i primi segni di miglioramento. Pensi che potrà continuare in questo modo?

Νοn è semplice fare una valutazione sul futuro della Nazionale. In un momento complicato è arrivato un nuovo allenatore che ha convocato tanti nuovi nomi principalmente da campionati esteri. Per me è positivo il “rotation” della rosa, è una cosa buona e giusta analizzare più giocatori dal momento che mancano le grandi personalità del passato come Karagounis, Katsouranis, Basinas o Zagorakis. Ad esempio la punta del Willem II Pavlidis ha fatto vedere che può dare il proprio contribuito in un periodo in cui Mitroglou e Koulouris non erano in condizioni ottimali. Anche Vasileiadis del Paderborn a centrocampo può dare dinamismo e aumentare la competitività in quel ruolo.

«PAPASTATHOPOULOS E MANOLAS DEVONO TORNARE IN NAZIONALE. VAN ‘T SCHIP? DEVE RIMANERE A LUNGO»

In difesa, dal mio punto di vista, sono assolutamente convinto che Papastathopoulos e Manolas, “freddati” dalla gestione Aggelos Anastasiadis, debbano essere convocati di nuovo perché potranno indubbiamente aiutare con l’esperienza e la qualità a loro disposizione.

Van ‘t Schip magari non è un grande nome, però ha imparato dalla scuola olandese e dà grande importanza all’energia e alla corsa, combinate con un calcio creativo, qualcosa che mancava al gioco della Grecia. L’abbiamo notato anche nelle ultime partite per le qualificazioni all’Europeo, con la Nazionale che ha concluso il girone con tre vittorie di fila! Non è l’allenatore “top”, però deve continuare a lungo: se la Federcalcio non sostiene una propria scelta, cambiando sempre il ct, difficilmente torneremo nella fase finale di un grande torneo…

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Giorgos Kyriakopoulos in anticipo su Paulo Dybala durante Juventus 2-2 Sassuolo del 1° dicembre 2019. (Pier Marco Tacca/Getty Images Europe)

La Serie A negli ultimi anni ha una forte presenza di calciatori greci: qual è il tuo punto di vista su di loro?

Non si può non cominciare con Kostas Manolas. Devo ammettere che nella prima stagione a Napoli non è stato il giocatore visto a Roma. Considerando il fatto che è andato in una squadra in cui doveva essere subito titolare e senza alcun periodo di adattamento, il nuovo ambiente e la stagione difficile dei partenopei, vedi il cambio tecnico e un campionato deludente, hanno influenzato Kostas. Anche lo stesso giocatore non è al massimo, ha vissuto momenti duri con la delusione in Nazionale. Però abbiamo notato che il Napoli stava andando avanti in Champions League ed era con un piede in finale di Coppa Italia con la vittoria in trasferta contro l’Inter: la squadra, nonostante la stagione negativa, stava reagendo. Quando tornerà la calma in società, vedremo un Manolas al meglio.

Kyriakopoulos è molto più giovane ed è anche alla prima stagione in Italia. Non si è abbattuto quando De Zerbi non lo schierava dall’inizio in un ottimo Sassuolo e da novembre in poi si è affermato. Oltre alle ottime prestazioni, ci ha fatto vedere anche un grande carattere ed è un ragazzo di ottime prospettive.

«MANOLAS SARÀ AL MEGLIO QUANDO TORNERÀ LA CALMA AL NAPOLI. KYRIAKOPOULOS HA UN GRANDE CARATTERE»

Infine, vorrei parlare anche di Babis Lykogiannis del Cagliari, un altro terzino sinistro. A nemmeno 27 anni è difficile essere titolare nella squadra rivelazione della Serie A, specialmente quando nello stesso ruolo i sardi hanno Luca Pellegrini in prestito dalla Juventus. Nonostante questo, Lykogiannis è riuscito a giocare un numero soddisfacente di partite nella seconda stagione in una squadra ambiziosa. Secondo me sarebbe meglio se andasse in una squadra che gli potrebbe dare maggiore fiducia e minuti in campo.

SUPERLEAGUE / ÏÓÖÐ - ÁÔÑÏÌÇÔÏÓ (ÖÙÔÏÃÑÁÖÉÁ: ÁÍÔÙÍÇÓ ÍÉÊÏËÏÐÏÕËÏÓ / EUROKINISSI)
Kostas Tsimikas durante una partita di Super League 1 (EUROKINISSI).

Concludiamo con Tsimikas, l’uomo mercato in Grecia: da mesi si parla di un interessamento di Inter e Napoli, mentre è notizia di poche settimane fa che anche la Lazio si stia inserendo nelle trattative. Cosa ha di così speciale questo talento?

Queste voci gli fanno onore e sono la giusta ricompensa per il suo incredibile miglioramento. Nelle partite contro Arsenal, Tottenham e Bayern in Champions League è stato eccezionale.

«TSIMIKAS È PRONTO PER IL GRANDE SALTO!»

Sapevamo che avesse velocità e ottima tecnica, con cross chirurgici, però è migliorato anche in fase difensiva: difficilmente lo batti nell’uno contro uno e ultimamente fa ottime diagonali e coperture sugli stopper. Durante la stagione dicevo che la mossa migliore sarebbe stata quella di fare un’altra ottima stagione all’Olympiakos e poi provare ad andare via. Ormai penso che sia pronto per fare il grande salto. È un terzino sinistro fantastico!

 

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