Zagorakis si dimette dalla presidenza dell’EPO

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La notizia è rimbalzata su tutte le testate giornalistiche greche a poche ore dall’inizio della partita contro la Svezia: Theodoris Zagorakis, presidente della Federcalcio greca, ha annunciato pubblicamente le sue dimissioni. Zagorakis, uno dei maggiori protagonisti dell’Europeo 2004 nonché europarlamentare del Partito Popolare Europeo, lascia la presidenza dell’E.P.O. (Ελληνική Ποδοσφαιρική Ομοσπονδία) dopo poco più di 5 mesi dalla sua insediatura. La sua candidatura era stata approvata da tutto il mondo calcistico nazionale, soprattutto dai delegati delle Big 4, ma anche dal primo ministro Kyriakos Mitsotakis e dal viceministro dello Sport Lefteris Avgenakis. A priori, tutto il supporto ricevuto si è dimostrato perfino ridondante, in quanto poche ore prima delle elezioni l’altro pretendente alla presidenza, Konstantinos Nikas, aveva ritirato la propria candidatura. Eletto a fine marzo con 66 voti a favore su un totale di 68 votanti, dopo 165 giorni Zagorakis rinuncia all’incarico abbandonando la sede dell’EPO di Goudi Park. Nei prossimi giorni dovrebbe incontrarsi con il ministro di Stato Giorgios Gerapetritis per discutere formalmente i motivi che lo hanno spinto a dimettersi.

La decisione, secondo le indiscrezioni che stanno filtrando negli ultimi giorni, non è stata presa repentinamente bensì è maturata dopo circa un mese di riflessioni. Alla base delle dimissioni ci sarebbe il malcontento di Zagorakis nei confronti dell’attuale situazione di stallo che prevale nel calcio greco: la Lega è ovviamente divisa, come testimonia l’ultimo caso legato ai diritti televisivi, e le grandi squadre non riescono a trovare punti comuni per iniziare a contribuire al miglioramento della situazione. Il presidente uscente non ha avuto controllo sul Comitato Esecutivo (più volte si è trovato in disaccordo con le decisioni prese, come nel caso Laskov) e non è riuscito ad apportare le modifiche che avrebbe voluto. Stando agli addetti ai lavori, Zagorakis ha definito la penalizzazione di sei punti inflitta all’Aris per il caso Laskov come ingiusta, in quanto l’episodio è di tipo burocratico ma soprattutto perché risale al 2018, per questo la detrazione dei punti in classifica tre anni dopo non è la sanzione più adeguata per l’illecito commesso dalla società di Salonicco. Inoltre, pare che il governo non abbia aiutato Zagorakis nel suo lavoro come invece gli era stato promesso. Come è facile intuire, le condizioni di lavoro non sono state ottimali, il clima era ed è tuttora teso: in tutto questo casino, Zagorakis si è trovato nel mezzo, apparentemente impotente.

Zagorakis dovrebbe inviare la lettera di dimissioni al consiglio federale. Secondo l’articolo 38, paragrafo 9 dello statuto dell’EPO, una volta accettate le dimissioni di Zagorakis il vicepresidente dell’EPO nonché presidente dell’E.P.S. di Atene, Panagiotis Dimitriou, eserciterà le funzioni di presidente ad interim fino alla prossima Assemblea Generale Ordinaria (prevista per l’estate 2022), durante la quale saranno convocate nuove elezioni.

Il suo comunicato ufficiale:

Nelle elezioni tenutesi il 27 marzo, i rappresentanti delle società mi hanno onorato, eleggendomi al vertice del Calcio Greco.

Tuttavia, la presidenza della Federcalcio ellenica non è mai stata per me personalmente, né uno strumento per raggiungere altri obiettivi, né fine a se stessa.

La mia decisione di guidare questa impresa ha comportato molti rischi e grandi costi personali fin dall’inizio. Tuttavia, la criticità dei momenti, ma anche i pericoli che si annidavano per il calcio greco, non mi hanno permesso di rimanere estraneo. La posta in gioco per il futuro dello sport nel paese era enorme.

Per questo, sin dal primo momento dell’annuncio della mia candidatura, ho rivolto un invito a riunirci e negoziare in ogni direzione. Ho parlato di un’opportunità unica per cambiare, tralasciando tutto ciò che crea motivi di divisione.

Sfortunatamente, a quanto pare, questo momento non è ancora arrivato.

Non è mia intenzione incolpare nessuno o dare la colpa a una parte o all’altra. Ovviamente c’è una differenza nella percezione del calcio e nel modo in cui dovremmo andare avanti. Ma chi cerca di trovare il buono e il cattivo in questa storia si sbaglia. Non ci sono buoni e cattivi. Ci sono solo colpevoli. Siamo tutti responsabili della caduta del calcio greco e tutti abbiamo una parte di responsabilità.

Finché alcune persone continueranno consapevolmente a svalutare il calcio greco, contribuendo con il loro atteggiamento a mantenere un clima tossico, senza motivo, in cui tutti rivendicano costantemente il ruolo di vittima, lo sport si rimpicciolirà agli occhi dei tifosi greci. L’unica vittima in questo caso è il calcio stesso. Nessun altro.

Per questi motivi, annuncio ufficialmente le mie dimissioni dalla Presidenza della Federcalcio ellenica.

Vorrei ringraziare sinceramente le persone che hanno lavorato a stretto contatto con me durante questo periodo nella Federazione e in particolare i dipendenti e il personale dirigente dell’EPO. In questi sei mesi, nonostante i problemi ed i ritardi, abbiamo fatto insieme dei passi importanti per la Federazione stessa. L’adozione, dopo mesi di dure trattative, dello Studio Olistico FIFA-UEFA da parte dell’Assemblea Generale dell’EPO lascia un’importante eredità per il futuro.

Spero che la nuova dirigenza dell’EPO abbia sia il sostegno che la libertà di azione per attuare le riforme necessarie e per effettuare i tagli necessari per il bene del calcio greco.

Sarò sempre pronto ad aiutare in qualsiasi necessità.

 

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Super League rimandata, è caos per i diritti TV

Mentre nel resto d’Europa i campionati sono già iniziati o perlomeno hanno una data di inizio, la Grecia fa eccezione. I primi problemi sorgono una settimana fa, quando il mancato svolgimento dell’Assemblea Generale di Lega – dovuto al quorum, che non è stato raggiunto – ha fatto slittare l’inizio della Super League 1, programmato per il 21 agosto. Il nodo della questione sono i diritti televisivi: le 14 squadre partecipanti si ritrovano divise in due tronconi, tra chi è riuscito ad assicurarsi un contratto televisivo (Olympiakos, Panathinaikos, AEK, Aris, OFI e PAS Giannina) e chi ancora non c’è riuscito (PAOK, Asteras Tripoli, Lamia, Volos, Panetolikos, Ionikos e Apollon Smyrnis).

Stando alla situazione attuale, quasi sicuramente la nuova stagione della Super League partirà dopo la pausa internazionale di settembre, che vedrà impegnata la nazionale greca nelle qualificazioni ai Mondiali in Qatar contro il Kosovo (05/09) e contro la Svezia (08/09). Lunedì 23 agosto a mezzogiorno era in agenda l’Assemblea Generale della Super League Interwetten, che non si è svolta; la stessa sorte toccherà alle riunioni previste oggi ed il 27 agosto, che non si svolgeranno. Si tratta di un vero e proprio “record”, condiviso con l’Albania: il campionato greco e quello albanese sono gli unici in tutta Europa, considerando le 55 federazioni sotto l’egida della UEFA, che inizieranno a settembre.

L’azienda televisiva COSMOTE, una dei principali provider di contratti televisivi, ha offerto a tutte le squadre sprovviste di contratto sopracitate una cifra pari a €8.000.000 per una intera stagione; la prima offerta tuttavia è stata rifiutata dalle società, le quali invece chiedono poco più di 10 milioni, somma da dividere tra i sei club. Il consiglio di amministrazione di Cosmote si riunirà i primi giorni di settembre per decidere il da farsi.

Sulla questione si è espresso anche Theodoris Zagorakis, presidente dell’EPO, che nella sua dichiarazione ha manifestato delusione per il rinvio della prima di campionato ed ha invocato un cambio di rotta per il calcio greco.

È frustrante parlare di calcio e non veder rotolare il pallone sull’erba. Veniamo da due stagioni segnate da situazioni inedite e, mentre tutti cercano soluzioni per uscire da tutti i problemi causati dalla pandemia, noi ne creiamo altri. Ed è per questo che non possiamo andare da nessuna parte come nazionale di calcio. Non ci sono più solo semplici indicazioni che ci stiamo armando male e dobbiamo cambiare marcia. Ci sono prove evidenti, come il nostro posto nei ranking internazionali. È davvero inconcepibile che non ci sia consultazione su questioni di fondo per fermare questa discesa. Spero che si trovi la logica elementare e si dia presto una soluzione

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Anche il Kavala cambia proprietà

Dopo nemmeno qualche giorno dalla notizia dell’acquisto delle quote di maggioranza del Kallithea da parte dell’imprenditore statunitense Barroway, anche il Kavala cambia proprietà. La società degli Αργοναύτες è stata rilevata dall’imprenditore iraniano-canadese Alex Haditaghi, che nella sua carriera lavorativa si è maggiormente occupato di mutui, riuscendo ad aprire diverse aziende le quali, nel corso degli anni, hanno generato ricavi per oltre 45 miliardi di dollari.

Durante la giornata di venerdì 6 agosto è stato finalizzato l’accordo tra l’acquirente iraniano-canadese Alexander Haditagi ed i tre maggiori azionisti del Kavala, Antonis Antoniou, Sotiri Delikari e Antonis Katsamakidis. L’accordo è stato raggiunto alla presenza dell’avvocato di PAE AOK 1965, il sig. Charalambos Koufatzis e del rappresentante legale di Haditagi, il sig. Kevrekakis.

Dopo aver risolto le questioni formali, questo pomeriggio Alex Haditagi ha visitato lo stadio municipale Anthi Karagianni, entrando in contatto con le strutture societarie. È stato accompagnato da Ricky Gomes, portiere portoghese 28enne che vestirà un ruolo importante all’interno dello staff tecnico del club, e dal suo collaboratore in loco Nikos Mavrommatis, oltre che dai rappresentanti dell’amministrazione del Comune di Kavala, Apostolos Moumtsakis e Costas Pefanis. Quasi certamente Haditagi chiederà di intervenire nell’area adiacente l’Anthi Karagiannis, poiché non è sembrato particolarmente soddisfatto di quanto visto. Tutte le future modifiche saranno effettuate in collaborazione con il comune di Kavala.

Nonostante l’esito positivo della trattativa, si è trattato di una negoziazione lunga (un anno), estenuante e più volte ad un passo dal naufragare: tutte caratteristiche tipiche della burocrazia greca. Infatti, secondo quanto scritto da Haditagi qualche settimana fa prima di concludere le trattative, la vecchia proprietà si sarebbe mossa troppo in ritardo per quanto riguarda la finalizzazione della proposta e la lettera di garanzia.

Le partite dovrebbero essere disputate sui campi di calcio e non nelle lettere, giocando con le speranze e i sogni delle persone della città che amano e lottano per la squadra.

Quella che segue è la mia risposta alla vostra proposta politica, ma non sostanziale:

La lettera di garanzia di 150.000 euro è del tutto accettabile, in quanto necessaria per partecipare al prossimo campionato. Posso far avere questi soldi sul conto bancario del signor Kevrekakis entro 48 ore.

Secondo quanto ho capito, (la lettera di garanzia, ndr) dovrebbe essere presentata entro lunedì perché altrimenti la squadra sarà retrocessa in terza categoria. Vorrei chiedere agli organi competenti di concedere più tempo in modo da finalizzare il vostro accordo con il sottoscritto. Forse solo un’altra settimana.

È un vero peccato che ci siano voluti mesi per farlo; mi hai inviato questa richiesta domenica sera, all’ultimo minuto e poche ore prima della scadenza senza un accordo scritto tra di noi.

Per favore, non prenderla nel modo sbagliato, ma trovo difficile credere che farai qualsiasi cosa senza il contratto/accordo firmato tra di noi. Suggerirei a lei e ai rappresentanti della città di parlare con gli organi competenti e chiedere una proroga di una settimana. Se le vostre intenzioni sono serie, verrò a Kavala nei prossimi 2-3 giorni per firmare i contratti e finalizzare l’accordo.

Anche il deposito di 100.000 euro non è un problema e sarò felice di inviarli al signor Kevrekakis, come parte del mio accordo firmato con voi.

Considero la richiesta di un deposito di 1.000.000 di euro come un gioco di strategia senza senso da parte vostra e mi chiedo quanto seriamente vogliate vendermi le azioni del club.

Mi dedicherò alla squadra costruendo una società vincente dentro e fuori dal campo. Non ho alcun interesse a coinvolgere la vostra influenza e la politica in questo gruppo dopo la vendita delle azioni. Voglio che AOK e la gente di Kavala abbiano una squadra vincente, senza alcuna influenza da parte vostra.

Spenderò tutto il necessario per rendere tutti orgogliosi e costruire una grande squadra, a un costo che può essere di €1.000.000 o €10.000.000. Ma questo non dovrebbe essere un vostro problema.

Spero che la mia risposta rapida e chiara sia una prova forte della mia serietà e disponibilità a concludere d’accordo! Spero di non dover aspettare molto per ricevere una vostra risposta.

Tuttavia, i tre azionisti di maggioranza greci hanno firmato il trasferimento delle quote all’imprenditore iraniano-canadese, il quale ha già depositato l’importo della lettera di garanzia. Se la parte relativa al cambio di proprietà sembra essere risolta, l’iscrizione pare essere ancora un nodo da sciogliere: formalmente la squadra non risulta ancora iscritta al girone nord della Super League 2, ma filtra un certo ottimismo in quanto il governo sarebbe propenso a concedere una proroga proprio a causa del cambio di proprietà.

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Il Kallithea passa nelle mani dell’imprenditore americano Barroway

A pochissimi giorni dall’inizio della Super League 2, il Kallithea cambia pagina e passa nelle mani di una nuova proprietà. Infatti, il Comitato per gli sport professionistici ha annunciato nella giornata di lunedì 2 agosto che l’americano Andrew Barrowey ha rilevato il 90% delle azioni di PAE GS Kallithea diventando il maggiore azionista della società. Amministratore di fondi speculativi e imprenditore, fino al 2019 Barrowey era il principale azionista dell’Arizona Coyotes, squadra di hockey della NHL.

Le persone del nuovo gruppo azionista (tra cui Petros Filippakos, ex calciatore greco-americano dell’Olympiacos), insieme all’ex direttore generale del Kallithea Andreas Bonovas, hanno visitato sia lo Stadio Comunale “Grigoris Lambrakis” sia il centro sportivo Vari per avere un quadro completo dei cambiamenti che il nuovo azionista di maggioranza ed i suoi soci vorranno apportare.

Per quanto riguarda la futura gestione della società, della vecchia amministrazione sembra che nel nuovo consiglio di amministrazione sarà presente soltanto Spyros Papadopoulos come rappresentante della sezione dilettanti G.S. Kallithea, tuttavia la notizia non è ancora stata confermata da nessuna delle due parti. La sezione amatoriale, ciononostante, conserva il 10% delle azioni e il diritto di nominare un rappresentante nel consiglio di amministrazione.

Nuovi sviluppi sembrano essere in corso e nonostante agosto sia un mese festivo ci saranno novità immediate a livello amministrativo e di trasferimento. Secondo alcune indiscrezioni che sono filtrate, la quota di maggioranza è stata rilevata per una cifra intorno ai 300.000€.

Il Kallithea è la terza società calcistica greca a passare nelle mani di proprietà straniere: nel maggio 2017 l’imprenditore egiziano Maged Samy rilevò il 90% delle quote dell’Ergotelis, mentre la scorsa estate la maggioranza delle quote dello Xanthi è passata nelle mani dell’imprenditore greco-australiano Bill Pappas.

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L’Aris partirà la prossima stagione con sei punti di penalizzazione

L’estate 2021 si dimostra essere sempre più vivace, non solo per quanto riguarda le vicende meramente relative al rettangolo di gioco. Infatti, circa dieci giorni fa l’Aris è stato accusato dal Comitato Etico di contraffazione e falsificazione di documenti, rischiando secondo il Codice Etico una multa da 20.000 fino a 200.000 euro, oltre ad una detrazione di sei punti fino alla retrocessione nella categoria cadetta. A quasi due mesi dal processo e dopo la convalida della classifica di Interwetten Superleague della scorsa stagione, il Comitato Etico dell’EPO ha formalizzato ed imposto una penalizzazione di sei punti all’Aris per il reato di falso riguardo il caso Laskov. Il Comitato Etico, tuttavia, non ha tenuto conto della confessione di uno specifico testimone che si è assunto la responsabilità del reato e ha chiarito che la società giallonera non era coinvolta nel caso.

L’unico precedente simile coinvolse nel 2011 l’Iraklis, che fu retrocesso per aver presentato all’EPO una falsa certificazione di mancati debiti assicurativi, al fine di continuare la campagna dei trasferimenti. La vicenda emerse grazie alla denuncia da parte dell’Asteras Tripoli, che grazie alla retrocessione dell’Iraklis riuscì a salvarsi, e divenne di interesse politico: l’allora presidente dell’EPO Sophocles Pilavios fu chiamato a testimoniare in parlamento. Il comitato primario della Super League punì il presidente della società Giannis Takis con 40.000€ di multa e un anno di squalifica dello stadio, mentre l’EPO impose la revoca dei cartellini di 6 giocatori e un’ulteriore multa di 50.000€. Tuttavia i giraios furono retrocessi ai sensi dell’articolo 26 del Codice Disciplinare per diffamazione sportiva, e non a causa dell’articolo 20 che invece disciplina il falso (contraffazione) e che ai tempi prevedeva una semplice multa come pena. Nel 2013, tuttavia, le pene per il falso furono inasprite, aggiungendo alla pena pecuniaria anche la detrazione di 6 punti in classifica.

La società di Salonicco ha reagito con una dichiarazione sul proprio sito ufficiale contro la Federcalcio, parlando di una decisione scandalosa.

Dove finisce la logica, inizia l’EPO! Il Comitato Etico ha ovviamente “le sue leggi”, che sono al di sopra delle leggi dello Stato, perché non si può spiegare diversamente la SCANDALOSA decisione odierna. Come può essere punita l’ARIS FC detraendo 6 punti e comminando una multa per il caso Laskov, quando è stato PROVATO che PAE ARIS non ha alcuna responsabilità e non è in alcun modo coinvolta nel caso?
È una cosa senza precedenti nelle cronache. Mentre durante il processo del caso lo stesso giocatore è apparso come testimone ed ha testimoniato di averci coinvolto fraudolentemente in questo caso, come è possibile che la squadra dovrebbe essere punita dal Comitato Etico!!! Il testimone HA DICHIARATO davanti alla Commissione che lui stesso ha agito illegalmente per motivi personali e ha ammesso che l’Aris FC non ha alcuna responsabilità in merito, ma la Commissione ha deciso per la penalizzazione dell’Aris FC!!! Cose dell’altro mondo…
L’EPO ha una nuova amministrazione da alcuni mesi, ma i resti del passato sembrano ancora vivere e regnare. Sappiamo molto bene quanto ARIS li infastidisca ed è per questo che fanno tutto ciò che è in loro potere per fermare il nostro corso. Questa volta, tuttavia, si sono superati applicando le proprie leggi.
Resta inteso che PAE ARIS presenterà ricorso contro la scandalosa decisione che è legalmente traforata da tutte le parti.

Dal momento in cui la classifica finale della Super League 2020/2021 è stata già ratificata nella terza decade di maggio, con certezza quasi assoluta la penalizzazione riguarderà la nuova stagione. Nei giorni scorsi i legali dell’Aris erano in attesa di conoscere la motivazione alla base della tanto discussa decisione, in modo da poter ricorrere in appello al Comitato di Appello dell’EPO, con la speranza di ribaltare la sentenza ed evitare di partire con sei punti in meno la stagione che verrà. Il memorandum sul caso Laskov è stato presentato ieri dall’ufficio legale di PAE Aris al Comitato Etico dell’EPO.

Come sottolineato dai gialloneri, il fascicolo inviato include tutti i documenti necessari che dimostrano la completa estraneità dei fatti della società rispetto al caso di falso. Ora i kitrinomavroi dovranno attendere la decisione del comitato etico dell’EPO, cosa che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni.

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Atromitos, rinnovamento e voglia di tornare in alto

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Dopo l’insoddisfacente stagione 2019/2020 terminata nella parte bassa della classifica, l’estate scorsa il presidente dell’Atromitos Spanos ha deciso di investire sull’usato garantito, richiamando sulla panchina l’allenatore austriaco Damir Canadi, con cui i biancoblù hanno centrato, tre anni fa e per due stagioni di fila, un piazzamento tra le prime quattro accedendo ai preliminari di Europa League. La scorsa estate, in seguito alla fine della collaborazione con Pantelidis, che aveva terminato la stagione succedendo ad Anastasiou, il nome più papabile per la panchina era appunto quello di Canadi, che conosceva bene l’ambiente, il campionato e le qualità delle rosa, oltre ad aver portato in Europa la squadra per due anni di fila. Del rapporto tra Canadi e l’Atromitos ve ne avevamo già parlato anni fa. Tuttavia le situazioni si evolvono, i calciatori vanno e vengono, cambiano anche gli avversari: il contesto non era certamente quello di due anni prima. Infatti, il ritorno di Canadi a luglio 2020 è risultato essere fin da subito problematico, specialmente per il rapporto mai sbocciato con Lazaros Christodoulopoulos, che è stato accusato dal tecnico austriaco di comportarsi come se fosse Dio, creando problemi all’interno dello spogliatoio. Anche dal punto di vista tattico la situazione si è stabilizzata dopo aver provato vari moduli solo a dicembre, quando la squadra titolare ha trovato il giusto rodaggio facendo integrare anche alcuni giovani della primavera.

Quest’anno le cose non sono andate come si sperava: l’obiettivo era quello di competere per il sesto posto, di cercare di lottare fino a metà maggio per qualificarsi in Europa, tuttavia nessuna delle grandi cinque del campionato è andata particolarmente male, rendendo difficile per la squadra di Peristeri il sogno di tornare a lottare per un posto in Europa. La squadra biancoblù ha ottenuto un agiato decimo posto, troppo in basso per un pass europeo e troppo in alto per retrocedere. Uno dei principali motivi di questo calo di rendimento è che in un anno, a partire dalla scorsa estate, la rosa ha visto perdere alcuni elementi esperti e di riferimento: il centrocampista Androutsos è rientrato dal prestito all’Olympiakos, il centravanti Vellios ha deciso di mettersi in gioco nella Serie B italiana con l’Ascoli, il terzino sinistro Katranis, uscito dalla primavera dell’Atromitos e venduto al Saint-Étienne per 800.000€ nel 2017, anche lui è rientrato in Francia dopo la fine del prestito. A loro vanno aggiunti anche il portiere ungherese Megyeri, il centrale di difesa Risvanis ed il mediano Bušuladžić.

La seconda avventura di Canadi all’Atromitos è terminata a febbraio quando è stato sollevato dall’incarico lasciando il posto di nuovo a Pantelidis. I motivi della separazione tra i kianolefki e il tecnico austriaco risiedono nella poca pazienza da parte della società, la quale avrebbe voluto vedere risultati nel breve periodo senza aver rafforzato la rosa a disposizione, che fino a qualche mese fa appariva fortemente rimaneggiata rispetto alle stagioni precedenti. Da quando lo scorso febbraio ha lasciato l’Atromitos, Canadi è tornato in patria firmando un contratto biennale con l’Altach, riuscendo a salvare il club da una retrocessione incombente.

In seguito a due stagioni anonime, la società pare stia comprendendo la necessità di concretizzare un progetto che possa dare un nuovo slancio alla squadra. Uno dei protagonisti di questa estate all’insegna del rinnovamento della rosa è indubbiamente Giannis Angelopoulos, che ormai da 14 anni ricopre il ruolo di direttore tecnico della squadra. È uno dei personaggi più longevi del calcio greco degli ultimi anni, gode della fiducia assoluta del patron Spanos ed è il responsabile soprattutto per quanto riguarda i trasferimenti. La prima mossa è stata quella di ingaggiare come allenatore Ángel López, tecnico spagnolo reduce da una buona stagione con il Volos.

Per ridare nuova linfa vitale e per risolvere il problema della mancanza di una prima punta affidabile, i biancoblù hanno sorpreso tutti stringendo un accordo con Efthimis Koulouris, che torna a distanza di due anni all’Atromitos, la squadra con cui divenne capocannoniere della Super League nella stagione 2018/2019.  E mentre l’ultima volta il cartellino del centravanti della nazionale era di proprietà del PAOK, questa volta è un giocatore dei kianolefki a tutti gli effetti. È stata una trattativa a sorpresa, l’Atromitos si è mosso con estrema segretezza ed è riuscito ad assicurarsi il “sì” dell’attaccante greco che torna in Grecia in un ambiente noto dopo due stagioni in Francia al Tolosa. L’attaccante 25enne, dopo una stagione molto difficile con il club francese, ha chiesto la rescissione del contratto (nonostante fosse vincolato da contratto per altre due stagioni) e senza indugio ha firmato per l’Atromitos, che gli ha garantito un ruolo da titolare. Ma non solo: alla base di questa scelta c’è anche il rapporto che il giocatore ha costruito con la rosa e lo staff, decidendo di rinunciare a offerte più importanti provenienti dall’estero. Koulouris firma un contratto biennale, scegliendo la maglia numero 20. 

In un’intervista rilasciata al sito francese “lesviolets.com” il centravanti ha spiegato le motivazioni dietro il suo addio. Ha raccontato di come avesse instaurato un ottimo rapporto sia con la tifoseria sia con i compagni di squadra ma, malgrado ciò, i primi problemi sono sorti lo scorso anno quando, ad ottobre, con il cambio d’allenatore Koulouris ha perso il posto da titolare: di fronte alla richiesta di spiegazioni da parte del calciatore, la società sembrerebbe non aver mai dato risposte. Ha inoltre rimarcato che nonostante la sua esclusione dagli undici titolare non abbia mai smesso di dare il 100% in allenamento, concludendo l’intervista augurando alla società di tornare nella massima serie.

Un ritorno di fiamma che ha una duplice funzione: da una parte l’Atromitos aveva disperato bisogno di esperienza e qualità in attacco, qualcuno da affiancare ai numerosi giovani che compongono il reparto offensivo che non hanno ancora molta dimestichezza nella massima serie; dall’altra parte c’è Koulouris, che ha voglia di riscattarsi in una squadra in cui può diventare protagonista assoluto, anche in ottica nazionale.

Al fine di rinvigorire l’attacco sono stati acquistati due calciatori sudamericani: il primo profilo è quello di Thomás Jaguaribe Bedinelli, 28enne trequartista italo-brasiliano dell’Apollon Smyrnis. Adattabile anche sulle fasce dietro la punta centrale, nei tre anni passati a Rizoupoli è stato capitano ed ha collezionato 82 presenze e 20 goal; il trasferimento ha ricevuto il placet da parte del direttore sportivo Javier Umbides, che il prossimo 1 luglio dirà addio al calcio giocato per dedicarsi interamente alla vita da dirigente. Il secondo acquisto è quello di Matías Pisano, esterno d’attacco argentino in forza all’Argentinos Juniors: un vero e proprio girovago del Sudamerica calcistico, ha giocato in Argentina per l’Independiente, Talleres, Aldosivi e Argentinos Juniors, con il Cruzeiro e con il Santa Cruz in Brasile, nel Club Tijuana in Messico e con l’América de Cali in Colombia dove ha vinto il campionato.

Non solo attacco. La società di Peristeri ha ufficializzato anche l’acquisto di Stavros Vasilantonopoulos, terzino destro prelevato dall’AEK che si lega all’Atromitos firmando un contratto biennale. Vasilantonopoulos, classe ’92, ha alle spalle moltissime esperienze nel campionato greco, avendo collezionato 100 presenze solo in Super League tra AEK, Lamia e Veria, oltre ad aver disputato la seconda metà della passata stagione in Polonia al Górnik Zabrze. Fortemente voluto da Angelopoulos, andrà a sostituire il terzino destro brasiliano Rodrigo Galo che, dopo due stagioni con i kianolefki, si accasa al Casa Pia, squadra che milita nella seconda divisione portoghese. 

L’ultimo trasferimento in entrata (per il momento) è quello di Alexandros Kartalis, centrocampista mancino 26enne  arrivato a parametro zero dal PAS Giannina con cui, nelle ultime due stagioni, si è distinto per il suo dinamismo contribuendo alla promozione in Super League dello scorso anno. Quest’anno ha segnato un goal nella semifinale di ritorno di Kypello Elladas contro l’Olympiakos, partita che è finita 3-1 per i kokkini, riuscendo a sfornare anche due assist in campionato.

Per quanto riguarda invece le cessioni, sono molti di più i calciatori che lasceranno Peristeri rispetto ai nuovi acquisti: Bojan Matić e Bright Edomwonyi, entrambi centravanti in prestito rispettivamente dal Partizan Belgrado e dall’Austria Vienna, rientreranno alla base. Giorgos Manousos, attaccante classe ’87, abbandona l’Atromitos dopo quattro stagioni per firmare con il Lamia; Petros Giakoumakis, Clarck N’Sikulu ed i due esterni d’attacco, il cileno Bryan Rabello e l’azero Amir Agayev, invece, non avendo rinnovato il contratto e non avendo ancora trovato una squadra, finiranno svincolati. A centrocampo Javier Umbides, 39enne argentino tuttofare, come vi scrivevamo prima ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato, per dedicarsi al ruolo di direttore sportivo che già ricopre all’Atromitos. In difesa saluta Dimitris Goutas, anche lui svincolato.

Nel frattempo manca sempre meno all’inizio della preparazione estiva, che vedrà l’Atromitos impegnato ad Alicante, in Spagna. Le sessioni di allenamento e le partite si svolgeranno presso il centro di allenamento Pinatar Arena; tra il 18 e il 30 luglio i kianolefki disputeranno cinque amichevoli contro cinque squadre spagnole, di cui quattro militano nella Liga (Valencia, Levante, Elche, Getafe) e una nella Liga2 (Real Zaragoza).

Un’estate vivace che è al contempo piena di esuberi che non hanno reso come sperato e di nuovi acquisti promettenti. Per tornare tra le prime classificate serve tanto lavoro, poiché le “grandi cinque” hanno diverse marce in più rispetto alle altre squadre, ma se si dovesse continuare il calciomercato nella direzione intrapresa finora a Peristeri è lecito tornare a sognare notti europee.

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Il Panathinaikos tra nuovi possibili acquirenti e la stagione che verrà

Come vi avevamo già annunciato un mese fa, il tecnico romeno László Bölöni è stato esonerato dal presidente biancoverde Alafouzos in seguito alla sconfitta contro l’AEK Atene, la quale ha sancito la matematica esclusione del Panathinaikos da un posto in Europa la prossima stagione. Bölöni, chiamato a metà ottobre per rimpiazzare lo spagnolo Poyatos, nella prima parte della passata stagione aveva indubbiamente apportato un modello di gioco solido che faceva particolare leva sulla fase difensiva, permettendo al Pao di posizionarsi tra le prime sei classificate. Tuttavia, con l’inizio dei playoff, la disposizione difensiva della squadra non ha dato i frutti sperati: in otto partite è arrivata soltanto una vittoria, bottino insufficiente per strappare il pass europeo. La dottrina di gioco di Bölöni, in un periodo di tempo ristretto e denso di partite come quello dei playoff, si è dimostrato controproducente; affrontare le migliori cinque squadre del campionato più volte in un mese schierando una squadra troppo attendista e poco propositiva è stato un suicidio tattico. Dopo alcuni giorni di riflessione, la dirigenza ha individuato il nuovo allenatore: si tratta di Ivan Jovanović, tecnico serbo con alle spalle una lunga esperienza in Grecia, sia da calciatore che da allenatore.

Jovanović sarà il quarto allenatore (dopo Jesualdo Ferreira, Stramaccioni e Ouzounidis) della gestione Alafouzos ad avere pieni poteri per le questioni di maggior rilevanza, avendo per esempio l’ultima parola sui trasferimenti. Una decisione che arriva in concomitanza con la scadenza del contratto di Pierre Dréossi, attuale direttore tecnico dei tryfilli che non rientra più nei piani societari biancoverdi e che farà le valige in estate. Il nuovo tecnico assumerà quindi le vesti del cosiddetto “manager all’inglese”, risparmiando alla società l’onere di ingaggiare un nuovo direttore sportivo.

L’organigramma societario viene ampliato ulteriormente. Con la sempre più celere diffusione dei mezzi tecnologici all’interno del mondo del calcio è evidente come, specialmente negli ultimi anni, i club abbiano investito non solo nei calciatori, ma anche in figure specializzate al di fuori (nemmeno troppo) del rettangolo di gioco per stare al passo con i tempi. Il Panathinaikos non fa eccezione: i tryfilli hanno ingaggiato Giorgos Martakos, ex capo del dipartimento di analisi dell’Olympiakos nonché uno dei migliori match-analyst in circolazione in Grecia, che ha lavorato per 8 anni con i kokkini, da cui si è svincolato a gennaio di quest’anno.

Per i prasinoi il mercato non è ancora entrato nel vivo: come da consuetudine di questo periodo sono moltissime le voci di ipotetici trasferimenti e cessioni, ma non c’è ancora nulla di ufficiale né in entrata né in uscita. Per quanto riguarda la rosa attuale, si era creato un alone di mistero attorno al futuro di Federico Macheda, alcune voci reputavano probabile un suo addio ma la società ha ribadito come non ci sia alcuna intenzione di “divorziare” e ha affermato come il calciatore, che aveva rinnovato il suo contratto lo scorso settembre fino all’estate 2023, rientri nei piani del nuovo allenatore.

Ma l’aspetto che desta più interesse per i tifosi del Pana è l’interessamento all’acquisizione del club da parte di una cordata imprenditoriale statunitense, capitanata da Marko Drakotos. Se ne parla già da un mese, sembra una pista concreta ma i tempi sono lunghi e nelle ultime due settimane non è emerso nulla di rilevante. Presidente della Camera di commercio ellenico-americana e avvocato newyorkese di origini greche, Drakotos ha espresso la volontà di acquistare le quote di maggioranza del club in una lettera aperta indirizzata ai tifosi del Panathinaikos, pubblicata sul The National Herald:

“Non c’è nessun altro grande club…” questo è il Panathinaikos, il club più grande e glorioso della Grecia con oltre 1500 titoli dalla sua nascita. (Il Panathinaikos) È Wembley, la finale intercontinentale, le grandi partite in Europa, il 4-0 sull’Olympiakos nella finale di Coppa di Grecia 1986, le sei partite europee di basket, il gol di Warzycha ad Amsterdam, lo stop di Vranković a Parigi, l’abbraccio tra Diamantidis e Obradović a Barcellona (in occasione della vittoria della sesta Eurolega, ndr), ​​i suoi milioni di amici in tutto il mondo e altri che non possono essere raccontati in un messaggio di testo.
 
Negli ultimi anni la sezione calcistica ha attraversato una profonda crisi.  Il club era ad un passo dalla retrocessione ed è rimasto nel campionato (Super League 1, ndr) a causa di un cambiamento nelle regole di licenza, mentre è stato bandito dalle competizioni europee per tre anni a causa dei debiti. Quest’anno, purtroppo, sono passati undici anni dalla vittoria dell’ultimo campionato e dalla partecipazione ai gironi di Champions League e sette anni dalla conquista dell’ultimo trofeo. Fino a pochi giorni fa, la squadra ha dovuto lottare duramente per assicurarsi un posto nel… quartetto (le prime quattro squadre in classifica, ndr)! Situazioni che qualche anno fa sarebbero state impensabili per il nostro club.
 
E, peggio ancora, non ci sono prospettive di ripresa della concorrenza nel prossimo futuro.  Questa crisi in corso è ormai diventata una situazione permanente che sta riducendo il club di giorno in giorno e non solo lo priva dell’opportunità di vincere titoli, ma anche di attirare nuovi fan e sostenitori.  Le condizioni odierne non riflettono in alcun modo la visione che aveva il grande George Kalafatis quando fondò il Panathinaikos Athletic Club.
 
L’inerzia, la timidezza e l’accettazione fatalistica della situazione attuale porteranno la nostra squadra, con precisione matematica, a cadere completamente nel discredito. Coloro che sono interessati al futuro di questo storico club devono unirsi e agire per assumersi la responsabilità del suo ripristino. Per i momenti unici e speciali che ci ha regalato, le gioie, le emozioni, i viaggi, la storia e l’eredità che porta sulle spalle.  Nonostante tutto questo, abbiamo deciso di mostrare il nostro interesse per la pratica perché vogliamo rimanere fedeli ai principi e ai valori con cui siamo stati cresciuti ​​come Panathinaikos, perché ricambiamo ciò che ci ha dato e lo vogliamo fare di nuovo alla grande, in modo che molte altre generazioni di persone orgogliose seguiranno. 
 
Da parte nostra vogliamo essere assolutamente chiari in tutte le direzioni: l’obiettivo di questa iniziativa è che il Panathinaikos torni ai vertici del campionato greco e allo stesso tempo torni ad essere competitivo ai massimi livelli europei.
 
Questa iniziativa si basa su un amore puro e disinteressato per il club più grande del paese e sul desiderio di tornare gradualmente ai vertici. L’iniziativa è sostenuta da un gruppo di imprenditori che hanno la volontà e la capacità finanziaria per investire nel gruppo. Qualche mese fa, Ioannis Alafouzos ha accettato una proposta iniziale molto allettante ed equa che potrebbe essere la base per ulteriori discussioni, a condizione che abbia davvero intenzione di trasferire le sue azioni e, in una prima fase, inviare i dati finanziari della società.
 
La nostra intenzione è di procedere con la massima serietà e responsabilità, nel rispetto della storia del club e del suo mondo. Ecco perché insistiamo sugli aspetti finanziari. A tal proposito, dopo aver raccolto per la prima volta informazioni sullo stato del club, intendiamo passare ad una seconda fase, che consiste nell’affidamento diretto di revisori dei conti di posizione riconosciuta ad una società estera, per un audit completo delle informazioni finanziarie del team, in modo da inviare la proposta finale al nostro Club.
 
Chiediamo a tutto il popolo del Panathinaikos di sostenere questa iniziativa. Siamo tutti stanchi della situazione attuale. La tristezza iniziale si è trasformata in rabbia e risentimento, finendo nell’indifferenza. Le nostre domeniche non sono più interessanti.  Sono tanti i tifosi del Panathinaikos che oggi non vedono le partite della squadra perché non hanno nulla di cui preoccuparsi o da aspettarsi. Tuttavia, non possiamo scendere a compromessi su questo. Dobbiamo dare al Panathinaikos l’opportunità di trasmettere il proprio orgoglio ai propri figli non solo attraverso flashback storici, ma anche attraverso successi moderni, al fine di riempire di nuovo le scuole e i quartieri di tutta la Grecia con le maglie verdi. Il club ha un grande potenziale e può fare molto di più.
 
Amici del Panathinaikos,
 
Sarebbe un grande onore per noi assumere la direzione del Panathinaikos e lavorare sodo per portare alla squadra l’amore, il rispetto e la passione necessari per tornare ai vertici. Vi dicono da tanti anni che non c’è alternativa. Ora sapete che non è così. Esiste una soluzione alternativa e affidabile. Siamo qui.
 
Markos L. Drakotos.

Qualche giorno dopo la pubblicazione della lettera, Drakotos è stato intervistato dal giornalista Aris Gatas su ERT:

Grazie per avermi dato l’opportunità di rivolgermi ai sostenitori del Panathinaikos. Stiamo esaminando la possibilità di acquistare la squadra da un po’ di tempo, sulla base di quanto dichiarato pubblicamente da Mr. Alafouzos e abbiamo un forte interesse ad aiutare a cambiare la direzione della società poiché ha dovuto affrontare alcuni problemi nel corso degli anni. Tuttavia, dobbiamo trasformare radicalmente il funzionamento del club, che è stato problematico negli ultimi anni. Porremo le basi per creare le condizioni di una graduale ripresa e tornare sulla strada vincente. La squadra ha bisogno di stabilità. Negli ultimi otto anni, la squadra ha avuto circa 12 diversi allenatori e nove diversi direttori sportivi. Sebbene il denaro sia importante, non è il fattore più importante. Il signor Alafouzos si prende il merito. Ha investito una grande quantità di denaro nella squadra, tuttavia, i soldi non sembrano essere stati spesi saggiamente come mostrano i risultati. Nonostante il suo attuale budget ridotto, il Panathinaikos può essere più competitivo, semplicemente investendo in persone che conoscono il gioco e le competenze necessarie per competere ad un livello molto alto, portando la squadra nella stabilità di cui ha bisogno”.

Riguardo le prossime mosse:

Mi auguro che il nostro interesse per la squadra non sia diventato pubblico, per rispetto dell’attuale proprietario e della squadra. Sfortunatamente, i nostri prossimi passi dipendono completamente dal signor Alafouzos e dal fatto che abbia davvero interesse a vendere la squadra. Se lo farà, siamo in grado di analizzare il possibile acquisto della società. Vorrei anche sottolineare che mi impegno a rispettare la storia della squadra, dei suoi giocatori, allenatori, delle loro famiglie e degli orgogliosi sostenitori del club. Tuttavia, dobbiamo ricevere i dati finanziari attuali della squadra per pianificare i nostri prossimi passi e procedere con una proposta concreta, che costituirà la base per ulteriori discussioni e questo mi porterà ad Atene.

Riguardo la sua proposta: 

Le nostre conversazioni con il signor Alafouzos sono state estremamente limitate. Avevamo l’impressione che volesse vendere, ci siamo rivolti a lui, ci ha chiesto di dargli alcune informazioni certe che gli abbiamo fornito, ogni volta che siamo arrivati a un punto particolare non è servito a nulla. Abbiamo già organizzato l’aspetto finanziario della società. 

Riguardo la sua passione per il Panathinaikos: 

Quando avevo 8-10 anni mio nonno era morto e il mio prozio, suo fratello, quando andai in Grecia quell’estate mi portò alla mia prima partita e disse: “Questa è la nostra squadra”. Sin da allora è stata la mia squadra e parte della mia vita. Sia che si realizzi e accada, sia che non accada, supporterò sempre la squadra, il proprietario e chiunque giochi nella squadra.

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PAOK: via García, è ufficiale il ritorno di Lucescu

La situazione sulle panchine della Super League 1 è incandescente, ed il valzer degli allenatori diventa il protagonista assoluto del calciomercato greco. Di fronte al cambio di allenatore da parte dell’AEK e del Panathinaikos si muove anche il PAOK, che dopo la vittoria della Kypello Elladas esonera Pablo García, richiamando al suo posto Răzvan Lucescu.

García, un fardello pesante ma l’onore è più che salvo

García aveva ereditato, a ottobre dello scorso anno, una squadra reduce da una scottante eliminazione dalla fase preliminare di Champions League appena un mese prima. Come alcuni di voi ricorderanno, la doppia sconfitta contro i russi del Krasnodar aveva decretato l’eliminazione dei bianconeri dai preliminari per la terza volta negli ultimi nove anni. L’amara delusione provocata dalla mancata qualificazione ai gironi della massima competizione europea è una componente non irrilevante ai fini del morale della squadra e della società nel suo complesso: la squadra di Salonicco, nella sua storia, non si è mai qualificata alla fase a gironi della Champions League.

Un altro aspetto fondamentale della disamina attinente alla stagione del PAOK, conclusa da poco, è che dopo l’esonero di Abel Ferreira il patron Savvidis ha deciso di puntare appunto su Pablo García, che fino a quel momento aveva allenato per quattro anni la primavera dei dikefalos (under 19), vincendo due campionati e restando imbattuto per ben 78 partite. A parte i quattro anni con la primavera – che certamente sono importanti e che rappresentano la cosiddetta “gavetta”, fondamentale nel percorso di ogni allenatore – il tecnico spagnolo tuttavia non aveva mai allenato una squadra “maggiore” prima di allora. Senza tirarsi indietro ha accettato l’incarico.

Dal giorno dell’insediamento di García in panchina erano già passate sette giornate di campionato e, inoltre, lo spagnolo non conosceva a fondo la rosa con cui ha avuto poco tempo per entrare in sintonia. Insomma, i tifosi bianconeri hanno davvero poco da rimproverargli. Oltre ad essere considerato da tutti come una bandiera del club, García ha concluso una stagione difficile, blindando comunque il secondo posto e riuscendo anche a vincere la Kypello Elladas.

Lucescu, il ritorno di fiamma

Il mondo, come il pallone, è rotondo. Perciò, prima o poi, tutto torna. Răzvan Lucescu, l’allenatore più vincente nella storia moderna del PAOK, a 667 giorni (poco meno di due anni, ndr) di distanza dall’ultima volta torna a Salonicco. Nell’ultima avventura con i dikefalos, durata dal 2017 fino al 2019, il tecnico romeno riuscì a vincere due Kypello Elladas e un campionato. Il campionato vide il PAOK arrivare primo a 80 punti senza aver perso mai una partita. L’unica squadra in Grecia che riuscì a vincere il campionato senza mai perdere fu il Panathinaikos, nella stagione 1963-1964. E se questa importante statistica non dovesse bastare per impressionarvi, vale la pena ricordare che ai bianconeri il titolo mancava da ben 34 anni.

Poi, nell’estate 2019, qualcosa va storto tra Lucescu e Savvidis: le strade si dividono, il romeno firma per l’Al-Hilal. In molti pensarono a una frattura legata all’aspetto economico, l’idea che prese maggiormente quota era quella secondo cui Lucescu avesse lasciato il PAOK dopo i meritati successi per andare a rincorrere il dio denaro in Arabia Saudita. Ma, come annunciato pubblicamente dallo stesso Lucescu qualche tempo fa nel suo paese natio attraverso un’intervista, ci furono dei diverbi su alcune vedute differenti in merito alla squadra, non correlati a motivi finanziari. Un “arrivederci” consensuale, entrambe le parti hanno lasciato le proprie porte aperte per un eventuale ritorno futuro. E così è stato: Lucescu firma un contratto triennale da 1.7 milioni di € a stagione, diventando l’allenatore più pagato nella storia del PAOK.

Il tecnico romeno è arrivato nella giornata di mercoledì 2 giugno a Salonicco per iniziare ufficialmente la nuova avventura con il PAOK. Nonostante fosse stato annunciato dai bianconeri circa una settimana fa, solo da qualche giorno è atterrato a Salonicco per assumere la guida tecnica dei dikefalos e iniziare a pianificare la stagione che verrà. I suoi collaboratori sono già stati annunciati e giovedì 3 è stato presentato ufficialmente attraverso una conferenza stampa nella Toumpa Press Room, durante la quale ha risposto alle domande dei giornalisti che, a causa delle restrizioni sanitarie, non sono potuti essere presenti fisicamente ma hanno comunque potuto partecipare digitalmente via Zoom.

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Milojević e Mitoglou, l’AEK inizia a rinnovare

Vladan Milojević è il nuovo allenatore dell’AEK. Il club ateniese ha finalizzato l’accordo nella giornata di mercoledì 26 maggio, sciogliendo gli ultimi dubbi e ufficializzando un contratto di durata biennale.

La società giallonera ha avuto per lungo tempo Vladan Milojević al centro della sua attenzione: l’allenatore serbo è stato la prima scelta del patron Dimitris Melissanidis dopo l’esonero di Manolo Jiménez. L’AEK, attraverso un comunicato ufficiale, ha annunciato la fine della collaborazione con l’allenatore sivigliano, che era stato richiamato per la quarta volta a dicembre 2020: la risoluzione del contratto di Jiménez dimostra che la popolarità dell’allenatore spagnolo nell’ambiente giallonero sia stata utilizzata per acquietare i tifosi e per concludere una stagione al di sotto delle aspettative a fronte di una gestione, almeno finora, mal organizzata. Arrivati a questo punto è razionale e corretto pensare che Manolo abbia assunto le vesti del traghettatore; i quadri societari, quando sei mesi fa richiamarono Jiménez, spararono le ultime cartucce con la speranza di riuscire a ottenere qualcosa in più di quanto lo spagnolo non avesse già ottenuto in passato. Ma, dopo la pesante sconfitta per 5-1 contro l’Olympiakos ad aprile, Melissanidis aveva promesso cambiamenti radicali in estate. L’ingaggio di Milojević e l’acquisto di Mitoglou (di cui vi parleremo tra poco) sembrano essere i primi atti del promesso cambiamento. Noi comunque vi avevamo già parlato di questa situazione, esprimendo la nostra opinione a riguardo.

Il tecnico 51enne, che nelle scorse settimane era stato associato anche al Panathinaikos, porterà con sé quattro persone. Il suo assistente dovrebbe essere il 51enne Darko Tešović, che è stato il “braccio destro” dell’allenatore serbo al Panionios dal 2016 al 2018. Poi le loro strade si sono separate poiché Tešović, che possiede anche la licenza UEFA Pro, ha allenato quattro diverse squadre dall’estate del 2017 fino a novembre 2018. Oltre Tešović, è molto probabile che Milojević porti anche due collaboratori: Ivan Vucetic, fisioterapista che collabora con il tecnico serbo dal 2018, e Marko Stojanović, che ha già seguito l’allenatore nella sua esperienza all’Al Ahly. Nello staff del nuovo allenatore dell’Enosis c’è anche il 33enne Nemanja Milinčić, match analyst che ha lavorato per un anno nella Nazionale serba per poi passare alla Stella Rossa e all’Al Ahli, sempre al fianco di Milojević.

Un aspetto fondamentale della figura di Vladan Milojević è che parla un ottimo greco, in virtù delle sue molteplici esperienze da calciatore in Grecia: con l’eccezione dei suoi primi passi calcistici mossi a Radnicki e poco tempo dopo alla Stella Rossa, Milojević è diventato un residente permanente in Grecia, poiché dall’età di 23 anni ha militato in diverse squadre greche, tra cui PAS Ioannina, Kalamata, Panathinaikos, Iraklis e Akratitos.

Nella sua carriera da allenatore, Vladan Milojević finora si è affidato principalmente al 4-2-3-1. In Grecia hanno imparato a conoscere questo sistema di gioco da quando l’ex Stella Rossa allenava il Panionios, portandolo al 4° posto nella stagione 2016-17. Con gli istorikos in 39 partite, ha ottenuto 17 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfitte, con una media di 1,5 punti e una media di 1,11 gol.  La tappa successiva nella carriera da allenatore di Milojević è la Stella Rossa in Serbia, dove il tecnico 51enne ha lavorato principalmente sul 4-2-3-1, vincendo il campionato per due anni di fila e riuscendo a guadagnare la nomina di allenatore serbo dell’anno, oltre ad aver portato la squadra ai gironi di Champions League collezionando ottime prestazioni. Dopo l’avventura in Serbia ha accettato la chiamata dell’Al-Ahli, squadra saudita con sede a Gedda, firmando un contratto di un anno e mezzo, periodo durante il quale non è riuscito a imprimere i suoi dettami calcistici, complici anche problemi finanziari da parte del club, il quale è stato accusato dal tecnico serbo di non avergli retribuito tre mensilità.

In aggiunta all’ingaggio del nuovo allenatore, l’AEK ha anche ufficializzato il primo calciatore acquistato del mercato estivo. Si tratta di Gerasimos Mitoglou, difensore centrale 21enne che arriva dal Volos dove, in due stagioni, ha raccolto 30 partite tra campionato e coppa e 3 goal. L’ottima impressione che ha lasciato a Volos, la sua giovane età e la sua forza fisica lo hanno reso un perfetto candidato per il reparto arretrato dei kitrinomavroi, che ha bisogno di nuovi innesti per allungare e ringiovanire la linea difensiva. Mitoglou firma un contratto quadriennale con i gialloneri e si unirà alla preparazione precampionato dell’AEK; Milojević allora giudicherà la sua possibile permanenza in squadra. Pertanto, c’è la possibilità che Mitoglou giocherà da qualche parte in prestito la prossima stagione, senza escludere la possibilità di tornare a Volos.

L’annuncio del Volos:

“PAE Volos annuncia di aver raggiunto un accordo con PAE AEK per il trasferimento di Gerasimos Mitoglou.
Il PAE Volos ringrazia Gerasimos Mitoglou per ciò che ha offerto alla squadra durante il periodo in cui ha indossato la nostra maglia e gli augura ogni successo per il proseguimento della sua carriera.
Tutti noi di PAE Volos siamo sicuri che la carriera di Simos continuerà la sua corsa verso l’alto, rendendoci tutti orgogliosi.
Simo, grazie. “

Dopo il completamento del suo trasferimento all’AEK, anche Mitoglou ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Con il mio trasferimento all’AEK, un ciclo della mia vita calcistica si è concluso. Volos sarà sempre nel mio cuore e nella mia mente. Ringrazio il presidente Achilleas Beos che ha creduto in me e mi ha dato l’opportunità di vivere tutti i bei momenti da calciatore del Volos. Grazie a tutti i miei allenatori per la loro guida. Ringrazio tutti i miei compagni di squadra per il loro aiuto dentro e fuori dal campo.
E ovviamente ringrazio tutti i membri della famiglia Volos con cui ho collaborato in tutti questi anni e che mi hanno aiutato nella mia crescita sia come calciatore che come persona”.

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Krmenčík all’ultimo respiro, la coppa è del PAOK!

Una finale avvincente tra le due squadre più in forma del momento, che in finale di coppa non si incontravano da venti lunghi anni. Da una parte c’è il PAOK, che negli undici titolari e in una partita secca è la squadra più capace per mettere in difficoltà i campioni di Grecia, schierando un 3-4-3 offensivo che non ha lasciato spazio a molte interpretazioni. Dall’altra parte abbiamo l’Olympiakos, reduce dalla vittoria del secondo campionato di fila, che ha saputo dimostrare qualità ed esperienza nell’arco di una stagione intera, e che con la vittoria della Kypello Elladas avrebbe potuto mettere a tacere ogni voce che non fosse d’accordo con il fatto che i biancorossi sono stati i dominatori assoluti della più recente epoca del calcio greco.

Il prepartita

I tifosi dell’Olympiakos si sono dati appuntamento alle 18 (ore locali) al centro d’allenamento Rentis, per mostrare il loro supporto alla squadra, con fumogeni e cori.  Ad assistere alla partita c’è anche il patron dei kokkini Evangelos Marinakis, assieme a suo figlio Miltiadis.  Nella giornata di martedì Marinakis aveva fatto visita alla squadra dopo la seduta d’allenamento, come è prassi prima di partite molto importanti, chiedendo concentrazione e determinazione per i giorni a venire che precedevano la finale.

Sebbene la partita fosse a porte chiuse, circa duecento tifosi del PAOK venuti da Salonicco per caricare la squadra si sono radunati in via Menandrou (dove c’è la sede dei tifosi del PAOK) sotto l’occhio vigile della polizia, che ha pattugliato la zona per evitare contatti con i rivali dell’Olympiakos. La prefettura di Atene, al fine di evitare qualsiasi tipo di tafferugli anche con altri gruppi ultrà di altre squadre cittadine, ha vietato qualsiasi assembramento all’aperto dalla notte di venerdì 21 fino al mattino di domenica 23 maggio principalmente nelle zone di Piazza Omonoia, via Patission, via Akadimias e zone adiacenti. I divieti sopracitati sono stati indetti per evitare gravi rischi e minacce sia per la sicurezza pubblica sia per la vita socio-economica della città di Atene.

Prima della partita il presidente dei dikefalos Savvidis ha caricato la squadra attraverso una videochiamata, chiedendo ai calciatori di portare alto l’onore e la dignità del PAOK, di dare il massimo giocando con grinta ma senza ansia. Ha inoltre chiesto alla rosa di voltare pagina e di cercare di raddrizzare una stagione non eccellente, chiudendo il discorso con l’augurio di farsi aspettare da Vierinha con la coppa nello spogliatoio.

Il racconto della partita

La prima frazione di gioco è stata sostanzialmente equilibrata, sia per quanto riguarda il possesso palla sia per le occasioni create. L’Olympiakos al 25’ del primo tempo è costretto ad effettuare un cambio: Sokratis, che era stato convocato da Martins nonostante non fosse al meglio della sua condizione fisica, in seguito ad un contrasto con Warda chiede il cambio abbandonando il campo, lasciando spazio a Reabciuk che prende il posto dell’esperto difensore. Subito dopo la sostituzione forzata da parte dei kokkini, i bianconeri hanno trovato maggiore spazio negli ultimi venti metri che li dividevano dalla porta avversaria. Infatti, dieci minuti più tardi il direttore di gara, l’olandese Makkelie, accorda la massima punizione ai bianconeri: il difensore del thrilos, M’Vila, tenta di spazzare il pallone in area di rigore ma Schwab si inserisce da dietro beccandosi un calcione. Dal dischetto si presenta il capitano Vieirinha, che calcia forte e angolato nell’angolino sinistro; il suo connazionale, il portiere José Sá, intuisce l’angolo ma non riesce ad intercettare il pallone, che gonfia la rete.

Il primo tempo finisce con il risultato di 0-1 per il PAOK. Pedro Martins, tecnico degli erithrolefki, si è trovato di fronte una squadra ben disposta in campo, concentrata e che ha tenuto una buona linea difensiva. Ad una efficace fase difensiva gli uomini allenati da Garcia, nelle situazioni di contrasto, hanno abbinato una altrettanto efficace gestione delle seconde palle, in modo tale da non permettere all’Olympiakos di pressare alto. All’intervallo Martins capisce che deve cambiare qualcosa, fa entrare Fortounis al posto di Bruma alzando il ritmo e la dinamicità della squadra in fase offensiva.

L’entrata in campo di Fortounis si rivela essere una scelta azzeccata: cinque minuti dopo la ripresa del secondo tempo Fortounis batte un calcio d’angolo, la palla gira bene e arriva nel mezzo dell’area di rigore dove M’vila, indisturbato, appoggia con il piattone la palla in rete. Dopo il goal del momentaneo 1-1 l’Olympiakos cambia registro, attacca l’area e si rende pericoloso portando tanti uomini davanti. Al 55′ Fortounis, servito da Camara, crossa da sinistra dentro l’area dove pesca Masouras che in volo colpisce di testa: Paschalakis smanaccia e blocca il pallone in due tempi. Paschalakis si dimostra ancora una volta decisivo quando, due minuti più tardi, esce dai pali per murare il tiro di Fortounis, che avrebbe potuto concludere calciando in porta.

Il PAOK tiene botta e negli ultimi 10 minuti spreca almeno due occasioni per andare in vantaggio. A 30 secondi dal 90′ i dikefalos passano nuovamente in vantaggio sigillando definitivamente il risultato: rinvio lungo di Paschalakis, il pallone arriva oltre la metà campo e viene spizzato di testa, Tsingaras recupera palla e verticalizza per Živković che, con una freddezza glaciale, colpisce il pallone di tacco e manda in porta Krmenčík che a tu per tu con il portiere non sbaglia.

Il PAOK mette in bacheca l’ottava Kypello Elladas della sua storia, regalando ai suoi tifosi un trofeo da festeggiare dopo una stagione trascorsa non senza difficoltà. La stagione calcistica greca si conclude con l’Olympiakos che, nonostante la delusione di non aver fatto il doblete, ha trionfato in campionato e andrà a disputare i preliminari di Champions, partendo dal primo turno preliminare. PAOK, Aris e AEK invece disputeranno la nuova competizione europea, la Conference League. Per dare un’occhiata agli highlights della partita, cliccate qui.

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