AEK e Panathinaikos vogliono scappare dal problematico Stadio Olimpico

2017-09-25
L’Olimpico di Atene

Ovviamente non vogliamo sparare a zero sul più grande impianto sportivo della Grecia. Però sta diventando oggettivamente un problema sul groppone per AEK Panathinaikos. Grava economicamente sul budget, i suoi 69.618 posti a sedere rendono questo impianto una cattedrale nel deserto e poi non è un vero stadio per giocare a calcio: la pista di atletica penalizza la vista ed è molto freddo come ambiente.

Analizzeremo quindi come le due big ateniesi vogliono sbarazzarsi dell’Olimpico già dalla Super League 1 2020-2021.

SE L’AGIA SOFIA NON È PRONTO IN TEMPO, L’AEK PUNTA SU UN AFFIDABILE SUPPLENTE

Dopo la demolizione del vecchio stadio di Nea Filadelfeia nel 2003, l’AEK ha avuto diverse “case”. Nella stagione 2003-2004 ha giocato al Leoforos (stadio del Panathinaikos) in Champions, mentre in campionato ha girovagato in giro per l’AtticaNea Smyrni (Panionios), Nea Liossia (Akratitos), Leoforos e, appunto, Stadio Olimpico.

Nell’ultimo impianto i gialloneri hanno vissuto tutte le gioie, vedi campionato nel 2018, e dolori – la terza divisione – degli ultimi tre lustri. Però a tutti non è mai andato giù il fatto di giocare là: tifosi, giocatori e il patron Melissanidis che, in occasione della festa di Natale dell’AEK nel 2016, si è lasciato scappare queste parole non proprio in clima natalizio:

E dovrei anche dire che in tutti questi anni l’AEK sta giocando in trasferta. Questo stadio (l’Olimpico, ndr) non è il campo dell’AEK, è come… Dachau! Uno stadio troppo freddo per la nostra gente, uno stadio che non è fatto per il calcio.

Le numerose ammende per un’area troppo grande per essere gestita e anche il costo dell’affitto hanno portato il club giallonero a cercare un altro tetto. La costruzione del nuovo stadio sulle ceneri dello storico Nikos Goumas Nea Filadelfeia, anche con il rallentamento dovuto a questo periodo e alla burocrazia greca, molto probabilmente non si concluderà ad agosto, in vista della prossima stagione.

Quindi la soluzione più logica sarebbe quella di abbandonare dopo 16 anni l’Olimpico e spostarsi a Rizoupoli, lo stadio dell’Apollon Smyrnis.

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Il punto arancione è l’Agia Sofia, il verde è Rizoupoli, mentre il blu a destra è l’Olimpico

Come vedete sulla mappa, è un’operazione di riavvicinamento allo storico quartiere dell’AEK ad Atene, dato che Rizoupoli si trova a nemmeno 1 km in linea d’aria dal nuovo Agia Sofia. Basti pensare che la consegna del trofeo del campionato del 2018 è avvenuta proprio a Rizoupoli, data la vicinanza nei confronti di Nea Filadelfeia.

Lo stadio Georgios Kamaras (nome ufficiale di Rizoupoli) è perfetto per diventare il supplente dell’Agia Sofia:

1) ha un’area facilmente controllabile se avvengono incidenti tra tifoserie;
2) ha un costo di affitto irrisorio rispetto all’Olimpico;
3) molto probabilmente, vista l’area ristretta, meno ammende dalla Super League 1;
4) è un impianto esclusivamente calcistico;
5) capienza di quasi 15.000 spettatori, quindi si riempie facilmente;
6) non ha la pista di atletica, quindi la visibilità è ottima.

La polisportiva Apollon Smyrnis è la proprietaria di questo stadio e il suo presidente, Panagiotis Katavelossi è già reso disponibile ad ospitare i gialloneri:

L’AEK ravviverà lo stadio di Rizoupoli, sarebbe un’ottima opportunità. Ospiteremo l’AEK con grande piacere. Abbiamo il dovere di farlo, perché non dobbiamo dimenticarci che nel passato l’AEK ha ospitato la nostra squadra nel vecchio “Nikos Goumas” in occasione del nostro debutto assoluto in Europa contro l’Olimpia Lubiana (8 agosto 1995, preliminare di Coppa UEFA, vittoria per 1-0 con rete di Bledar Kola, ndr).

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Foto tratta da ΑΕΚ 3-2 Volos dello scorso 20 ottobre, partita giocata a Rizoupoli per il rifacimento del manto erboso dell’Olimpico

E si tratterebbe anche di un talismano per l’AEK. Infatti, in questo stadio non perde da trent’anni (1989-1990): 27 partite giocate, 22 vittorie (tra cui due con l’Olympiakos padrone di casa nelle stagioni 2002-2003 e 2003-2004) e 5 pareggi.

Volendo trovare il pelo nell’uovo, Rizoupoli difficilmente potrà ottenere l’omologazione della UEFA, quindi l’AEK dovrebbe nuovamente traslocare all’Olimpico per le partite in Europa. Rispetto a tutti i punti positivi che abbiamo elencato, questo è solo un dettaglio.

PANATHINAIKOS, RITORNO AL PASSATO?

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Lo storico Leoforos

Avevamo parlato dell’annosa avventura del Trifylli per costruire uno stadio in questo articolo, per cui non ci dilungheremo come nel caso dell’AEK. Tuttavia, abbiamo delle importanti novità per la prossima stagione.

La faida tra il presidente della sezione calcistica Giannis Alafouzos con il presidente della polisportiva Dimitris Giannakopoulos ha portato il Panathinaikos lontano dalla storica casa del Leoforos nell’estate del 2018. Sono passati quasi due anni, molta acqua è passata sotto i ponti, i rapporti sono migliorati tra i due fronti e… il ritorno al Leoforos è dietro l’angolo!

Data l’inattività della struttura, serviranno circa 800.000 euro per un ammodernamento dell’impianto ma questo, apparentemente, non sembra essere un ostacolo. Un approdo al Leoforos è visto di buon occhio dal tecnico Giorgos Donis – che si è più volte lamentato dell’ambiente freddo e del terreno di gioco dell’Olimpico – e anche dai giocatori, i quali hanno bisogno di sentire vicina una tifoseria tradizionalmente calda.

Sulla testa del Panathinaikos pende ancora la mannaia della UEFA, poiché il ban europeo è ancora attivo, con Alafouzos che sta cercando di trovare una mediazione per far giocare in Europa la sua squadra. Nel caso venisse ritirata la punizione, i verdi dovrebbero giocare all’Olimpico le partite europee perché, come avverrà anche con Rizoupoli per l’AEK, difficilmente otterrebbe l’omologazione dalla stessa UEFA.

Un accordo di massima tra Alafouzos Giannakopoulos ci sarebbe anche, solo che la situazione attuale ha rinviato l’incontro decisivo per riportare il Panathinaikos a casa.

Sempre nell’attesa di costruire un nuovo stadio, vedi Votanikos

 

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Storie: Quando a Nea Smyrni sbarcò un alieno chiamato Álvaro Recoba

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Il Panionios, la squadra più antica in Grecia, è nelle mani dell’imprenditore Konstantinos Tsakiris dal 2006: un uomo che ha grande disponibilità economica, ma soprattutto tanta voglia di creare una squadra competitiva.

Sono un semplice tifoso del Panionios, solo che mi è capitato di avere soldi! Vorrei vedere la mia squadra così come me la immagino. Vorremmo fare cose ovvie: quelle che vogliono vedere i tifosi e che le dirigenze delle altre squadre non fanno.

CHOUTOS, LA CHIAVE DI VOLTA

Lampros Choutos è stato poco più che una meteora nelle sue esperienze in Italia: debutto da 16enne alla Roma e negli anni Duemila una comparsa all’Inter con Cuper, poi Atalanta Reggina e pochi minuti nella festa scudetto nel 2007 con i nerazzurri di Mancini. Zero reti in 14 presenze in Serie A.

Finita l’avventura italiana, si trasferisce nell’estate del 2007 al Panionios, presentandosi con una doppietta contro l’AEK al debutto. Conclude la sua prima stagione con 10 reti in 18 partite in campionato. A 28 anni, Choutos sembra aver ritrovato sé stesso.

Nell’estate del 2008, un suo grande amico dai tempi dell’Inter si reca in Grecia per le vacanze e viene ospitato, insieme allo stesso Choutos, sullo yacht di Konstantinos Tsakiris.

Questo amico si chiama Álvaro Recoba ed è, dopo undici anni di Inter e due prestiti tra Venezia Torino, senza contratto. Le trattative con Monaco Blackburn falliscono e Choutos tenta di convincere il suo patron Tsakiris.

SETTEMBRE 2008, IL GRANDE COLPO

Rafik Djebbour viene ceduto ad agosto all’AEK e il Panionios sta ancora cercando un nome per coprire il vuoto in attacco. Così Tsakiris comincia la trattativa ufficiale con l’agente di Recoba e riesce a strappare l’atteso sì.

Avviene tutto nella prima settimana di settembre. Recoba arriva in gran segreto ad Atene e viene accolto in aeroporto dallo stesso Lampros Choutos che lo porta a casa di Tsakiris. Sempre in incognito, svolge le visite mediche e poi firma un biennale da 1.2 milioni a stagione.

Poco prima dell’ufficialità, Tsakiris invita a casa sua a Psichikò (periferia nord di Atene) alcuni amici. La soddisfazione è grande per l’acquisto più importante della storia del Panionios e lo annuncia facendo vedere loro dei video su YouTube con le reti dell’uruguayano all’Inter con la frase:

«Ε se vi dicessi che questo giocatore che avete appena visto vestirà la maglia del Panionios, mi crederete?».

Il 7 settembre è il giorno dell’arrivo ufficiale. E più di 1000 tifosi del Panionios lo hanno accolto all’aeroporto in una maniera incredibile.

Non me l’aspettavo, nemmeno me lo sarei immaginato. Però è stato qualcosa di bellissimo, non me lo dimenticherò mai. Non è solo l’affetto che ho ricevuto in aeroporto. Anche in campo, per strada. L’affetto di tutti i tifosi, non solo quelli del Panionios.

Arrivato insieme al suo connazionale Fabián Estoyanoff, un altro genio del pallone, Recoba non brilla (5 reti e 7 assist nella stagione 2008-2009) e viene anche falcidiato da infortuni.

Però perle come queste resteranno. Con la complicità di Estoyanoff, il Chino illude sia i telecronisti che l’arbitro, che ammonirà anche il suo compagno per la sua presunta irregolarità.

In un’intervista del 2016, poco prima del suo ritiro, Recoba torna sul suo amaro addio greco nell’inverno del 2009:

Sono andato via perché l’allenatore (il belga Emilio Ferrera) di allora era andato dal presidente dicendogli che non sapeva come gestirmi in squadra. Io non sono mai stato un rompiscatole, né una star. Quando sono venuto in Grecia, il resto dei giocatori mi conoscevano come una figura calcistica e possono anche adesso parlare del mio atteggiamento.

Così sono andato dal presidente a dirgli che me ne sarei andato senza liquidazione. Volevo solo i soldi fino al giorno in cui ero rimasto, perché non volevo creare problemi alla squadra, né a nessuno. Però anche adesso posso dire che avrei voluto continuare la mia carriera in Grecia e al Panionios.

Storie: AEK-QPR, la più grande impresa giallonera con la firma del portiere di riserva!

La Coppa UEFA 1976-1977 è stato un torneo vietato ai cuori deboli per l’AEK dell’esperto tecnico cecoslovacco František Fadrhonc. Kitrinomavri avevano in squadra due fenomeni come l’astro nascente Thomas Mavros, al primo anno all’AEK, e il 34enne Mimis Papaioannou, bandiera della squadra di Nea Filadelfeia.

Dopo il 2° posto della stagione precedente, i gialloneri entrano in Coppa UEFA: allora non c’erano partite di qualificazione o gironi, si entrava subito dal primo turno e tutti gli scontri erano ad eliminazione diretta.

Al primo turno l’AEK affronta la Dinamo Mosca, che pochi mesi prima aveva conquistato l’edizione primaverile della Vysšaja Liga, il massimo campionato dell’Unione Sovietica. L’impegno, insomma, è ostico. All’andata, i greci di Fadrhonc superano i sovietici con un netto 2-0 (Nikoloudis, Papaioannou), però a Mosca la Dinamo pareggia i conti: ai supplementari, al 120′ Tasos Konstantinou risolve la situazione e l’AEK stacca il pass per la prossima fase.

Tra ottobre e novembre 1976, l’AEK si sbarazza del Derby County (4° nella stagione precedente in Inghilterra e addirittura campione nella stagione 1974-1975) con due vittorie e Walter Wagner grande protagonista con tre reti nel doppio confronto. La punta tedesca è di nuovo protagonista agli ottavi di finale contro la Stella Rossa: l’andata a Nea Filadelfeia finisce 2-0 con i soliti Mavros Papaioannou, ma a Belgrado la rete in trasferta di Wagner nel 3-1 finale regala i quarti ai greci.

L’UMILIAZIONE IN INGHILTERRA, IL MIRACOLO AD ATENE

Il Queens Park Rangers aveva disputato la migliore stagione della propria storia. Lottando punto a punto contro il Liverpool del mitico Bob Paisley, arriva al 2° posto, a un solo punto dai Reds, e si qualifica in Coppa UEFA. Ed è ai quarti di finale che incrocia la strada dell’AEK.

Loftus Road, 2 marzo 1977. Ιl difensore giallonero Lakis Nikolaou dirà:

Ιl loro campo era bruttissimo, al punto che mettevi il piede da una parte e andavi letteralmente dall’altra. Ricordo che c’era la segatura per coprire le zone senza manto erboso. Fino a quando abbiamo capito come affrontare questo terreno di gioco, eravamo già sotto 3-0.

Infatti, il primo tempo finisce con un’imbarcata. Nei primi dieci minuti l’AEK provoca due rigori che vengono trasformati da Gerry Francis e al 43′ Stan Bowls completa il tris, segnando la sua 11° rete in Coppa UEFA: sarà il capocannoniere del torneo. Anche agli ottavi il QPR stravinse all’andata per 3-0 contro il Colonia, salvo poi vedersela brutta al ritorno, dove perse 4-1 e si salvò con il gol in trasferta. Gli inglesi, infatti, non imparano dagli errori…

Ad Atene il clima è totalmente diverso.
Nea Filadelfeia, 16 marzo 1977. Sempre Nikolaou racconta:

Il mio amico Babis Intzoglou (collega di reparto di Nikolaou, ndr) aveva come obiettivo di limitare i movimenti di Stan Bowles. Ed effettivamente nei primi cinque minuti gli ha tarpato le ali. Non dico i dettagli, ma lo ha un po’ intimorito perché non si era fatto la barba, è stato durissimo fin dai primi contrasti. Alla fine Bowles lo evitava.

E sarà solamente la seconda partita in tutto il torneo in cui l’attaccante inglese non segnerà.

Una partita che ha dell’incredibile. Thomas Mavros, la stella dell’AEK, gioca sotto cortisone perché era infortunato al piede destro e voleva a tutti i costi scendere in campo. E indovinate chi segna una doppietta (11′, 65′) e, soprattutto, con quale piede.

Basta un’altra rete per portarla ai supplementari e la segna l’altra stella, Mimis Papaioannou, all’81’ e nel modo più insolito: di testa, con i suoi 168 cm e in mezzo alle torri difensive degli inglesi.

3-0, come all’andata. Nella mezz’ora dei supplementari l’AEK fallisce due occasioni per passare in semifinale. Non si sblocca più, František Fadrhonc se ne rende conto ed effettua una sostituzione geniale: fuori Lakis Stergioudas e dentro Nikos Christidis al 117′.

Vi ricordate il caso Krul con Louis van Gaal nel Mondiale del 2014? Esattamente la stessa strategia con quasi quattro decenni di anticipo: fuori il portiere titolare e dentro il portiere di riserva ma più bravo a parare i rigori.

Lo stesso Christidis ricorda:

Appena cominciano i supplementari, Fadrhonc si gira e mi dice «scaldati, che poi entri». La partita andava ai rigori e in allenamento ero bravo. Di solito ne paravo sei su dieci. Quando sono andato sulla linea laterale per la sostituzione e ho detto all’assistente dell’arbitro che sarei entrato al posto dell'”1″, mi ha guardato strano. Non pensava che avremmo fatto il cambio del portiere.

Si va ai rigori. L’AEK batte per prima. Dopo i primi sei rigori andati a segno, Nikoloudis manda a lato sul 3-3. Ed è qui che arriva l’eroe ChristidisPeter Eastoe si presenta dagli undici metri ma il portiere greco gli respinge il pallone!

Nei tiri ad oltranza, per l’AEK erano rimasti solo capitan Papaioannou, che non voleva mai batterli, l’ormai infortunato Mavros e il difensore Nikolaou. Alla fine il 34enne Mimis si leva la tuta, si presenta davanti al portiere e segna il 7-6. Sarà l’ultimo rigore segnato, perché Nikos Christidis parerà il tiro di David Webb.

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L’AEK è in semifinale di Coppa UEFA, il miglior punto mai raggiunto dai gialloneri in Europa.

Nikos Christidis, che farà da traghettatore per una partita sulla panchina dell’Ethniki prima dell’era Rehhagel, era diventato l’eroe dell’AEK. Una squadra che con le unghie e con i denti si era meritata quel posto.

In semifinale affronterà la forte Juventus di Giovanni Trapattoni. All’andata, a Torino, l’AEK non sfigura contro i bianconeri nel primo tempo, come dirà Gaetano Scirea:

Oltre al Manchester City, un’altra squadra che ci mise in difficoltà è stata l’AEK Torino, che agì in contropiede e ci fece anche gol.

Nella ripresa, però, la doppietta di Bettega e la rete di Causio compromette il percorso dei gialloneri, che al ritorno si fanno ancora giustiziare da Bobby Gol.
La Juventus conquisterà contro l’Athletic Bilbao in finale la sua prima coppa europea.

All’AEK rimane questa eccezionale avventura europea che Nikos Christidis, l’eroe contro il QPR, descrive così:

È stato il più grande risultato della storia dell’AEK. È stato realizzato per essere migliorato dalle prossime generazioni. Non è stato ancora fatto, ma verrà superato dalle prossime generazioni.

 

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Il calendario e il regolamento dei playoff e l’attesa per i playout

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Sarà PAOK-Olympiakos la prima partita dei playoff

È stato appena ufficializzato il calendario dei playoff dal 1° al 6° posto di Super League 1 durante l’Assemblea dell’organo competente, mentre si è deciso per il rinvio del sorteggio del calendario per i playout dal 7° al 14° posto

IL REGOLAMENTO DEI PLAYOFF

Le squadre dal 1° al 6° posto si scontreranno in partite con andata e ritorno (10 giornate in totale) “all’inglese”: ad esempio, come vedremo, la 1° giornata di andata non coinciderà con la 1° giornata di ritorno.

Le sei squadre ripartiranno esattamente dal punteggio con cui hanno concluso la regular season:
1° Olympiakos 66
2° PAOK 52 (-7 dopo la decisione di stamattina)
3° AEK 51
4° Panathinaikos 44
5° OFI 34
6° Aris 34

Alla fine dei playoff, le posizioni per l’Europa, sempre in attesa del responso UEFA sul Panathinaikos, saranno le seguenti:
1° Campione di Grecia e qualificato al terzo turno preliminare di Champions.
2° Qualificato al secondo turno preliminare di Champions.
3° Qualificato al terzo turno preliminare di Europa League.
4° Qualificato al secondo turno preliminare di Europa League.
5° Qualificato al secondo turno preliminare di Europa League.
6° Non va in Europa.

IL REGOLAMENTO DEI PLAYOUT

Le squadre dal 7° al 14° posto si scontreranno in partite di sola andata, quindi sette giornate in totale. Le prime quattro società (dalla 7° alla 10° posizione) hanno il vantaggio di giocare quattro partite in casa e tre in trasferta, mentre le ultime quattro (dall’11° alla 14° posizione) giocheranno quattro incontri in trasferta e tre in casa.

Alla fine di queste sette partite, ai fini della salvezza avremo questo responso:
7°-12° Salvezza.
13° Spareggio andata/ritorno con la 2° di Super League 2.
14° Retrocessione in Super League 2.

IL CALENDARIO DEI PLAYOFF

Poco fa – con 11 sì, 2 schede bianche (Olympiakos PAOK) e 2 assenti (Volos e la Federcalcio greca) – è stata convalidata in Assemblea la classifica dal 1° al 6° posto.

Quindi, conoscendo già le squadre e le loro posizioni, il sorteggio telematico ha determinato questo calendario, con i playoff che partiranno il 14-15 marzo.

1° giornata
AEK-Panathinaikos
Aris-OFI
PAOK-Olympiakos

2° giornata
Olympiakos-Aris
OFI-AEK
Panathinaikos-PAOK

3° giornata
AEK-Aris
Olympiakos-Panathinaikos
PAOK-OFI

4° giornata
AEK-Olympiakos
Aris-PAOK
OFI-Panathinaikos

5° giornata
Olympiakos-OFI
Panathinaikos-Aris
PAOK-AEK

6° giornata
Aris-AEK
OFI-PAOK
Panathinaikos-Olympiakos

7° giornata
AEK-OFI
Aris-Olympiakos
PAOK-Panathinaikos

8° giornata
Olympiakos-PAOK
OFI-Aris
Panathinaikos-AEK

9° giornata
AEK-PAOK
Aris-Panathinaikos
OFI-Olympiakos

10° giornata
Olympiakos-AEK
Panathinaikos-OFI
PAOK-Aris

…E I PLAYOUT?

La classifica dal 7° al 14° posto non è stata confermata, per l’affare Xanthi.

La squadra della Tracia aveva terminato il campionato al 9° posto con 30 punti. La decisione presa stamattina dalla Super League è stata quella di penalizzare lo Xanthi di 12 punti, portandolo al 12° posto a 18 punti.

Questo cambierebbe le carte in tavola per il discorso playout e salvezza quindi all’unanimità si è deciso di aspettare il ricorso e, infine, di sorteggiare il calendario.

 

 

Tutte le combinazioni per l’ultimo posto dei playoff: rispolveriamo il regolamento!

 

SUPERLEAGUE / ÏÖÇ - ÁÔÑÏÌÇÔÏÓ (ÖÙÔÏÃÑÁÖÉÁ: ÓÔÅÖÁÍÏÓ ÑÁÐÁÍÇÓ / EUROKINISSI)
Azione da ΟFI 1-0 Atromitos di due settimane fa: può esserci anche uno spareggio tra queste due squadre per il sesto posto. (Foto EUROKINISSI)

Passata la sbornia dell’Olympiakos in Europa League, ci rituffiamo in Super League 1, con l’ultima giornata di regular season che promette tanto spettacolo.

Avevamo scritto un post su un possibile rinvio della 26° giornata di campionato, solo che questo pericolo è stato scongiurato dal viceministro dello Sport Lefteris Avgenakis nella giornata di ieri.

L’Olympiakos (63 punti) è sicuro del primo posto, il PAOK (58 punti) è saldamente secondo, l’AEK (50 punti) è sull’ultimo gradino del podio, mentre il Panathinaikos accederà ai playoff da quarto classificato con 41 punti. L’Aris è certo di giocare la seconda fase tra le prime sei, con i suoi 34 punti, ma non è ancora sicuro del quinto posto.

La vera e propria bagarre è per l’ultimo pass per i playoff. A 90′ dalla fine, a contendersi questo posto sono OFIAsteras TripolisAtromitos e Xanthi. La posta in palio è davvero alta: solo una si qualifica ai playoff con le altre tre che vanno ai playout.

 

IL REGOLAMENTO COSA PREVEDE SE SI ARRIVA A PARI PUNTI?

Premessa doverosa per addentrarci in questo labirinto. La Super League 1 tiene conto del Regolamento delle partite di calcio (KAΠ) della Federcalcio greca, pubblicato nell’agosto del 2019.

Il paragrafo 5 dell’articolo 20 del suddetto regolamento recita:

In caso di parità di punti, verranno rispettati in questo ordine i seguenti criteri:

I) La somma dei punti che ogni squadra ha totalizzato negli scontri diretti.
II) La differenza reti negli scontri diretti.
III) La differenza reti nell’intero campionato.
IV) Il migliore attacco nell’intero campionato.
V) La migliore difesa nell’intero campionato.

L’ultima giornata della regular season avrà tutte le partite in contemporanea alle 18 (ora italiana) di oggi e le partite che interessano le quattro squadre in lotta per l’ultimo posto dei playoff sono:

OFI-Lamia
Larissa-Asteras Tripolis
Aris-Atromitos
Xanthi-PAOK

E in classifica la situazione attuale è questa:

6) OFI 31 punti (32 reti segnate, 35 reti subite, -3 differenza reti)
7) Asteras 30 punti (33 reti segnate, 34 reti subite, -1 differenza reti)
8) Atromitos 29 punti (29 reti segnate, 35 reti subite, -6 differenza reti)
9) Xanthi 29 punti (20 reti segnate, 31 reti subite, -11 differenza reti)

Per rendere più chiara la situazione, analizzeremo tutte le possibili combinazioni affinché le quattro squadre possano conquistare l’ultimo pass.

 

OFI: COME PUÒ PASSARE AI PLAYOFF?

Se vince: Si porta a 34 punti, quindi è sicuro di essere tra le prime sei. Anzi, se l’Aris perde contro l’Atromitos, i cretesi arriverebbero addirittura quinti (1-1 a Salonicco e 3-1 a Creta)! 

Se pareggia: Si porta a 32 punti. Prima di tutto deve sperare che l’Asteras non vinca contro il Larissa.
Nel caso in cui l’Atromitos vince contro l’Aris, visto che negli scontri diretti sono pari sia nei risultati che nelle reti nelle due sfide (2-1 a Peristeri, 1-0 a Creta), si guarda la differenza reti: solo con una larga vittoria dell’Atromitos, dal 3-0 in su, l’OFI perderebbe il posto.
Nel caso in cui lo Xanthi vince contro il PAOK, l’OFI è tranquillo perché prevale sugli scontri diretti (2-0 a Creta, 2-2 in Tracia).

Se perde: Rimane a 31 punti. Deve sperare che l’Asteras perda a questo punto. Se la squadra di Tripoli vince, rimane sicuramente fuori; se invece pareggia, sono pari sia nei risultati che nelle reti nelle due sfide (3-1 a Creta, 2-0 a Tripoli), ma perderebbe il posto perché l’Asteras ha una migliore differenza reti (-1 contro -3 dell’OFI).
Nel caso in cui Atromitos e/o Xanthi vincono, entrambe sorpasserebbero i cretesi.

Percentuale per il sesto posto: 60%. È l’unica che ha il destino tra le proprie mani. Gioca in casa e contro un Lamia che non vince in campionato da quasi due mesi: missione possibile e, senza cali di concentrazione, alla portata della squadra di Irakleio.

 

ASTERAS: COME PUÒ PASSARE AI PLAYOFF?

Se vince: Arriva a 33 punti. Deve solo sperare che l’OFI non vinca contro il Lamia. Atromitos Xanthi sono troppo lontane.

Se pareggia: Arriva a 31 punti. Accede ai playoff se l’OFI perde e Atromitos Xanthi non vincono.

Se perde: Rimane a quota 30 e saluterebbe il treno dei playoff.

Percentuale per il sesto posto: 25%. La partita contro il Larissa, squadra che non ha mai vinto nel 2020, si gioca su un campo difficile. E deve sperare che l’OFI perda punti, per questo non è molto alta la possibilità di accedere ai playoff.

 

ATROMITOS: COME PUÒ PASSARE AI PLAYOFF?

Se vince: Arriva a 32 punti. Deve sperare che l’OFI e Asteras non vincano e in una vittoria “normale” dello Xanthi.
Se i cretesi pareggiano, l’Atromitos deve segnare tante reti contro l’Aris, per via della peggiore differenza reti. Può anche esserci un caso di spareggio: ad esempio, se l’OFI pareggia 0-0 e l’Atromitos vince 3-0, tutti i cinque parametri del paragrafo 5 dell’articolo 20 sarebbero pari e quindi, come prevede il paragrafo 6 dello stesso articolo, si giocherà una partita a campo neutro, con eventuali supplementari e rigori.
Se l’Ofi pareggia e lo Xanthi vince contro il PAOK, con tre squadre a 32 punti, nella classifica avulsa sarebbero in vantaggio i cretesi.
Se l’Ofi e l’Asteras perdono e lo Xanthi vince, abbiamo due squadre a 32 punti. Gli scontri diretti tra Atromitos Xanthi sono pari (1-0 a Peristeri, 1-0 in Tracia), ma la differenza reti è nettamente a favore della squadra dell’Attica (attualmente -6 contro -11), che perderebbe il posto solo se lo Xanthi batte il PAOK con 7 reti di differenza, oppure con almeno 11 reti segnate!

Se pareggia/Se perde: Andrebbe ai playout.

Percentuale per il sesto posto: 10%. Un risultato su tre contro un buon Aris e dipende già da altre due squadre che sono sopra di lui.

 

XANTHI: COME PUÒ PASSARE AI PLAYOFF?

Se vince: A 32 punti, deve sperare che l’Ofi perda (in caso di pareggio, i cretesi sono avanti negli scontri diretti) e che Asteras Atromitos non vincano.
Oppure, in caso di vittoria dell’Atromitos, deve fare una goleada contro il PAOK.

Se pareggia/Se perde: Andrebbe ai playout.

Percentuale per il sesto posto: 5%. Ampiamente la squadra più svantaggiata. Già affronta i campioni in carica, poi è sotto in tutti gli scontri diretti: paga un pessimo periodo di forma e ora deve quasi sperare in una congiunzione astrale per arrivare al sesto posto.

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La penultima di regular season: la fuga dell’Olympiakos e la lotta a quattro per il sesto posto

A novanta minuti dalla fine della prima fase di Super League 1, la giornata che si è appena conclusa ha avuto di tutto e di più. Abbiamo visto autoreti decisive, squadre che segnano dopo più di un mese, altre che perdono il treno playoff e anche… uno schiaffone!

L’ASTERAS CONTINUA A SPERARE MENTRE SCOPPIA IL CASO DONIS

Asteras Tripolis 1-1 Panathinaikos [51′ rig. Macheda (P), 85′ Jauregi (A)]

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Contrasto tra Kourbelis e Iglesias: i capitani di Panathinaikos e Asteras Tripolis

Partiamo da giovedì, con la bomba che cade sul Panathinaikos. In un’intervista rilasciata alla pay-tv NOVA, il tecnico del trifylli Giorgos Donis parla di problemi nei rapporti con la dirigenza, lasciando anche la porta aperta alle dimissioni. Il Panathinaikos venerdì scorso ha emesso un comunicato distensivo e i giocatori si schierano col proprio allenatore, che sabato è andato a Tripoli forte del suo quarto posto matematico.

Dopo un primo tempo bruttino, nella ripresa succede di tutto. Al 47′ Dominik Nagy viene steso in area da Tasoulis e l’arbitro, dopo un consulto VAR, assegna il rigore al PanathinaikosFederico Macheda batte il penalty, il portiere Papadopoulos blocca, però aveva entrambi i piedi davanti alla linea di porta. Al secondo tentativo, Macheda sblocca il match, il quale avrà in Ghayas Zahid un protagonista negativo.

Il trequartista norvegese si fa espellere al 65′ – secondo giallo per proteste – e i verdi arretrano pericolosamente il baricentro. Non basta l’inserimento del 18enne Alexandropoulos come mediano di contenimento, perché l’Asteras pareggia i conti con Jauregi nel finale, mantenendo ancora vive le speranze playoff.

L’ARIS AI PLAYOFF, IL LAMIA NO… MA RITROVA UN SUPER ARAVIDIS!

Lamia 2-2 Aris [24′ Aravidis (L), 48′ Aravidis (L), 52′ Larsson (A), 54′ Ideye (A)]

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Aravidis è tornato!

Partita molto godibile in quel di Lamia: i padroni di casa volevano raggiungere il treno playoff, mentre l’Aris voleva staccare definitivamente il pass per le prime sei.

Christos Aravidis è stato ingaggiato dal Lamia per coprire il vuoto lasciato da Rogerio Thuram e diciamo che se l’è cavata egregiamente al debutto. L’azione del rigore – poi fallito da Vasilogiannis al 19′ – è partita dai suoi piedi, mentre la doppietta che porta i suoi sul 2-0 è firmata da lui. Per il 32enne attaccante ex AEK il giusto premio per non aver mai smesso di lavorare, nonostante i momenti negativi durante la sua carriera.

Questo non è bastato alla squadra di Akis Mantzios, che si fa rimontare in poco più di 150 secondi: prima un tiro a giro perfetto dello svedese Daniel Larsson e poi il timbro di Brown Ideye permettono all’Aris di approdare ai playoff, grazie anche alle squadre dietro che hanno rallentato.

VITTORIA DI PLATINO PER IL PANETOLIKOS: A +7 DAL PANIONIOS!

Panetolikos 1-0 Panionios [53′ Rosa]

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Farley Rosa, una perla che vale tanto

Il Panionios è all’ultimo posto e reduce dal caso Papavasiliou: l’allenatore si è dimesso e ha denunciato il fatto che nessuno venga pagato da quattro mesi. Al suo posto l’allenatore della Primavera Koropoulis, che non evita l’ennesima sconfitta proprio contro la diretta concorrente per la salvezza: il Panetolikos di Makis Chavos.

Una vittoria giusta per quanto hanno fatto vedere i padroni di casa ad Agrinio, che colpiscono con un lampo di Farley Rosa da 25 metri. L’Istorikos troppo rinunciatario, con il baricentro basso e mai pericoloso: ora il Panetolikos penultimo dista 7 punti e servirà un bel miracolo per provare almeno a raggiungere lo spareggio salvezza.

Obiettivo che cercherà di centrare con Leonidas Vokkolos in panchina: l’ex difensore ha giocato con il Panionios dal 1986 al 1998 e in questa stagione ha già allenato Kerkyra e Olympiakos Volou.

IL PAREGGIO FA MALE A ENTRAMBE: VOLOS E LARISSA AI PLAYOUT

Volos 0-0 Larissa

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Un tempo per uno nel derby della Tessaglia, ma il pareggio non serve a nessuna delle due, perché perdono il treno dei playoff e saranno costrette a giocare una post season all’insegna del settimo posto, più che per un posto al sole in Europa.

Torje si mette in luce per gli ospiti all’inizio del primo tempo ma il suo tiro termina fuori. Il Volos – in superiorità numerica dal 51′ per il rosso a Markovic – ha la migliore occasione della partita all’85’ con Chica, ma da due passi spedisce il pallone alto di testa.

L’ATROMITOS TORNA (FINALMENTE!) A SEGNARE

Atromitos 1-0 Xanthi [29′ Androutsos]

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Androutsos segna la prima rete dell’Atromitos dopo 43 giorni!

Partita tra le squadre meno in forma del campionato: l’Atromitos non segna da più di un mese e lo Xanthi che nel girone di ritorno ha un ruolino disastroso con 10 punti in 11 partite.

Una delle due si doveva sbloccare ed è la rete di Androutsos che porta l’Atromitos a vincere dopo ben otto partite. Lo Xanthi, invece, è davvero un caso incredibile: ha ancora speranze per andare nei playoff – anche se deve battere il PAOK e le sue rivali non devono vincere – però non vince da sette partite!

E ORA CHI LI FERMA QUESTI GIALLONERI?

AEK 3-0 OFI [5′ Mantalos, 8′ Verde, 31′ Verde]

Lo schiaffone di Carrera a Marko Livaja
Lo schiaffone di Carrera a Marko Livaja

Ormai abbiamo finito le parole per questa AEKNon subisce reti da oltre 450′ (l’ultima il 22 gennaio all’89’ della partita contro il Volos) e ha preso la buona abitudine di mettere sotto gli avversari appena l’arbitro mette il fischietto in bocca per la prima volta.

E, stavolta, le reti nei primi 10′ sono addirittura due, piegando subito l’OFI in un Olimpico a porte chiuse per gli episodi contro l’Olympiakos. Rinasce Daniele Verde – prima doppietta in Grecia – e Marko Livaja regala nel recupero un siparietto curioso col proprio allenatore Massimo Carrera.

Già ammonito, l’attaccante ex Inter si è procurato un altro giallo di proposito per vedere il cartellino rosso. Questo perché, secondo il regolamento in Grecia, se raggiungi un determinato numero di ammonizioni, sei costretto a saltare due partite per squalifica. Così il croato si è fatto espellere per doppia ammonizione, per non giocare contro il Panionios all’ultima giornata ed essere pronto per i playoff. Uscendo dal campo, Livaja si è beccato un simpatico schiaffone da Massimo Carrera, tra l’ilarità generale.

L’OLYMPIAKOS RIPAGA IL PAOK CON LA STESSA MONETA DELLA SCORSA STAGIONE

PAOK 0-1 Olympiakos [49′ aut. Giannoulis]

tsimikas
Tsimikas, la rivelazione del campionato, con gli occhi alla Schillaci a Italia ’90

Vi ricordate l’autorete di Vukovic in Olympiakos-PAOK del settembre 2018, che risulterà decisivo per il grande campionato vinto dai bianconeri di Lucescu?

Ecco, la squadra di Pedro Martins mette in scacco la partita al Toumba nella stessa maniera e praticamente nello stesso secondo, come segnalato da SDNA: Vukovic ha infilato il proprio portiere al minuto 48:20, mentre Giannoulis ieri ha battuto Paschalakis al minuto 48:15!

Una coincidenza quasi mostruosa in una partita con cui l’Olympiakos ha mostrato una maggiore prontezza mentale e tattica nei confronti del PAOK di Abel Ferreira, che perde in casa dopo ben 33 mesi. I padroni di casa lamentano un fallo da rigore non fischiato all’81’ su un contrasto Pelkas-Tsimikas: l’arbitro tedesco Tobias Stieler era vicino all’azione e anche il VAR ha taciuto.

L’Olympiakos ora è sul +5 con il miglior attacco (51 reti) e la migliore difesa (9 reti) del campionato: con altri due scontri diretti contro il PAOK nei playoff, ormai solo la squadra di Pedro Martins può perdere questo campionato.

CLASSIFICA

1. Olympiakos 63 (ai playoff)
2. PAOK 58 (ai playoff)
3. AEK 50 (ai playoff)
4. Panathinaikos 41 (ai playoff)
5. Aris 34 (ai playoff)
6. OFI Creta 31
—————————————————-
7. Asteras Tripolis 30
8. Atromitos 29
9. Xanthi 29
10. Lamia 27 (ai playout)
11. Larissa 27 (ai playout)
12. Volos 27 (ai playout)
13. Panetolikos 17 (ai playout)
14. Panionios 10 (ai playout)

 

Olympiakos-Niki: la classicissima di Volos dal 1937

ÍÉÊÇ ÂÏËÏÕ - ÏËÕÌÐÉÁÊÏÕ ÂÏËÏÕ (FOOTBALL LEAGUE 2019-2020)
Nella partita di andata, a novembre, il Niki Volou ha battuto per 2-0 l’Olympiakos Volou

A farla da padrone sui piedi del monte Pilio nelle ultime stagioni è il Volos FC, squadra voluta dal sindaco Achilleas Beos: fondato nel 2017, ha vinto Gamma Ethniki Football League per lottare attualmente per un posto nei playoff di Super League.

Nella città della Tessaglia, tuttavia, è in corso una delle rivalità più antiche del calcio greco. Curiosamente, quando viene fondato il Volos, lo storico derby compieva ben ottanta anni! Parliamo di Olympiakos Volou-Niki Volou: due squadre con una storia travagliata che militano in Football League, terza divisione, e che oggi si incontreranno per l’ennesima volta.

NIKI VOLOU, LA PRIMA ARRIVATA

Data di nascita: Fondato il 19 agosto 1924, il Niki è la squadra dei profughi dall’Asia Minore, giunti a Volos dopo la Catastrofe di qualche mese prima. Anche l’AEK, che ha le stesse origini, viene fondata ad Atene solamente qualche mese prima.

La casa: Lo storico stadio dei biancazzurri è il Pantelis Magoulas della zona Nea Ionia. Inaugurato proprio nel 1924, è stretto tra le strade e le case del quartiere settentrionale di Volos ed è soprannominato «La Gabbia». Ristrutturato nel 1970 e nel 2004, poiché è stato usato come centro di allenamento per le Olimpiadi, anche adesso sono in corso lavori di ammodernamento e di ampliamento delle tribune, con la fine prevista per aprile. Le partite di casa in questa stagione si svolgono al Campo comunale di Neapoli, lo stadio del Volos FC nelle scorse due annate.

Le stagioni in A’ Ethniki/Super League: Cinque e… mezza! Dal 1961-1962 al 1965-1966 (le prime due col triestino Ettore Trevisan in panchina e la terza sotto la guida di Kleanthis Vikelidis, bandiera dell’Aris, ndr). Ma anche la breve avventura della Super League 2014-2015, da cui si ritira il 10 dicembre 2014 per problemi economici, con tutte le partite dall’11° alla 34° giornata perse a tavolino.

OLYMPIAKOS VOLOU, GLI AUSTRIACI

Data di nascita: Fondato nel 1937 nel quartiere marittimo di Agios Konstantinos con Apostolos Pourgias come primo presidente, l’Olympiakos Volou partecipa subito alla Coppa di Pasqua nello stesso anno, dove partecipa anche il Niki. I suoi giocatori sono soprannominati Austriaci. Secondo i cittadini di Volos per i rapporti avuti con l’Austria nell’Ottocento; secondo gli odiati larisiani, vicini di casa, per l’essere freddi e taccagni come appunto gli austriaci: ancora le origini non sono chiare.

La casa: Il primo campo, dalla fondazione al 1968, è stato il terreno del club di caccia ad Anavros. Poi un vai e vieni tra l’EAK Volou, usato assiduamente fino al 2008, e il ben più capiente Panthessaliko usato nel 2008-2009, 2010-2011 e nel periodo tra il 2015 e il 2019. Anche l’Olympiakos attualmente gioca al Campo comunale di Neapoli.

Le stagioni in A’ Ethniki/Super League: Come Ethnikos Olympiakos Volou – vista la fusione con l’Ethnikos Volou nel 1961 – nel 1967-1968, nel 1969-1970 e poi tra il 1971 e il 1975. L’ultimo sussulto, con l’allora sodalizio, arriva nel biennio 1988-1990. Poi il declino degli anni Novanta e Duemila, fino alla nuova squadra creata nel 2004: mentre lo storico Olympiakos si barcamena nella Delta Ethniki, una cordata di ex dirigenti acquista il Kassandra in Beta Ethniki ribattezzandolo con il nome di Olympiakos-Kassandra.

I due Olympiakos si fondono nel 2008 e nel 2010-2011 il nuovo Olympiakos Volou è l’assoluta sorpresa: 5° posto in Super League, semifinale di Coppa e qualificazione ai preliminari di Europa League. Anche in Europa, l’Olympiakos Volou è una furia.

Elimina il Rad Belgrado (0-1 in Serbia, 1-1 in Grecia) al secondo turno e il Differdange (doppio 3-0 sia in Lussemburgo che a Volos) al terzo turno e, mentre stava per affrontare il Paris Saint Germain nei playoff viene escluso dalla UEFA per lo scandalo calcioscommesse. Questo causa l’arresto del presidente Achilleas Beos (ricordate, è l’attuale sindaco di Volos, ndr) e ai biancorossi la scomparsa dal panorama calcistico greco per la stagione 2011-2012. (Fun fact: è ancora l’unica squadra greca imbattuta in competizioni UEFA).

Un fallimento nel 2016 porta l’Olympiakos a ritirarsi dalla Football League, per poi vincere la Gamma Ethniki l’anno scorso e finalmente ritornare nel professionismo.

LA GRANDE RIVALITÀ

La causa principale della rivalità, riportata da fonti anteguerra, è legata alla differenza di origini: il Niki è la squadra dei profughi che si sono stabiliti a Nea Ionia, mentre l’Olympiakos è la compagine degli abitanti di Volos.

La prima partita è datata 18 aprile 1937: Olympiakos Volou 2-1 Niki Volou, con Nikos Malavetas che segna una doppietta. Il giornale dell’epoca recita: «L’arbitro era il signor Valasiadis, a cui sono sfuggiti tanti falli, suscitando le proteste e i fischi degli spettatori». Lo stesso Malavetas segnerà anche nel settembre 1940, un mese prima della Guerra in cui perderà la vita.

Il dopoguerra è movimentato. Nel maggio del 1945 si gioca un derby amichevole, con l’Olympiakos che vince per 3-0 in un clima sereno, visti i pensieri ai caduti di guerra.  Un anno dopo il Niki vince 8-1, mentre nel settembre 1948 l’Olympiakos infligge un 10-2 ai rivali: saranno le vittorie più ampie nei derby di Volos. Νel 1951 la coppa Tzaneio viene decisa con la monetina che premia il Niki, dopo il 2-2 sul campo.

Ci sono stati anche incontri talmente infuocati che il presidente della Tessaglia ordinò una sospensione degli incontri Olympiakos-Niki per poi far giocare un’amichevole per calmare gli animi.

L’ultima vittoria dei biancorossi in casa del Niki è del lontano maggio 1981, anche se in Beta Ethniki si sono affrontate trenta volte con la bilancia che pende decisamente verso l’Olympiakos: 14 vittorie, 11 pareggi e 5 sconfitte.

Attualmente condividono il campo di Neapoli e in classifica di Football League il Niki, che ha vinto in casa dei rivali cittadini solo nel 2014, è a 32 punti, mentre l’Olympiakos si trova a quota 30.

Sarà un altro derby importante sia per la storia che per i punti in palio.