Il pagellone del calciomercato invernale greco 2020-2021

Ci aspettavamo una sessione senza grandi spunti in questo periodo difficile sia dal punto di vista psicologico che economico. Questi presupposti sono stati smentiti categoricamente perché in un mese abbiamo visto squadre che si sono rigenerate totalmente e nomi da stropicciarsi gli occhi.
In questo articolo passeremo in rassegna tutte le 14 squadre di Super League 1 con i movimenti in entrata e in uscita, il nostro giudizio e un voto.

OLYMPIAKOS
Acquisti: Sokratis Papastathopoulos (centrale difensivo, 1988, Arsenal), Oleg Reabciuk (terzino sinistro, 1998, Paços de Ferreira), Kenny Lala (difensore, 1991, Strasburgo).
Cessioni: Rúben Vinagre (terzino sinistro, 1999, fine prestito, Famalicão), Pape Abou Cissé (centrale difensivo, 1995, prestito, Saint-Étienne), El Arbi Hillel Soudani (attaccante, 1987, Al-Fateh), Bruno (ala, 1994, Aris), Pêpê (centrocampista, 1997, prestito, Famalicão), Rafinha (terzino sinistro, 1985, rescissione), Maximiliano Lovera (trequartista, 1999, prestito, Racing Club), Ioannis Kosti (centrocampista, 2000, prestito, Levadiakos).

La squadra del Pireo, attualmente prima in classifica in campionato a +14 dall’Aris secondo, rinforza ulteriormente la rosa anche in vista dei sedicesimi di Europa League. La società ha esclusivamente investito sul reparto difensivo, corroborandolo con l’arrivo di tre giocatori: l’acquisto di punta è senz’altro quello di Sokratis Papastathopoulos, che torna in Grecia dopo l’esperienza di due anni e mezzo passata all’Arsenal; con una carriera internazionale alle spalle, a 32 anni ha ancora diverse stagioni di fronte a sé, e sarà il perno della difesa degli erithrolefki. A disposizione di Pedro Martins è arrivato anche Oleg Reabciuk, terzino sinistro moldavo prelevato per 3.5 milioni di euro dal Paços de Ferreira, che è stato subito lanciato titolare al posto di José Holebas, troppo avanti con l’età (36) per correre sulla fascia con ritmi regolari. In ordine cronologico, l’ultimo innesto è Kenny Lala, difensore francese 29enne poliedrico che può ricoprire tutti i ruoli difensivi, con una discreta esperienza in Ligue 1. Capitolo cessioni: lascia la squadra Rúben Vinagre, calciatore il cui cartellino è detenuto dal Wolverhampton e che termina il prestito al Pireo per trasferirsi, sempre in prestito, al Famalicão; il centrale di difesa senegalese Cissé va in prestito fino a fine stagione al Saint-Étienne, che paga 600.000€ per il prestito semestrale; l’attaccante 33enne algerino Soudani, dopo un anno e mezzo con i biancorossi, si trasferisce definitivamente in Arabia Saudita, firmando per l’Al-Fateh. L’ala d’attacco brasiliana Bruno, non trovando spazio, firma per l’Aris a titolo gratuito. Maximiliano Lovera, trequartista argentino classe ’99, torna in prestito in patria al Racing Club fino a dicembre. Anche Ioannis Kosti e Pêpê vengono mandati in prestito, rispettivamente al Levadiakos e al Famalicão. Il terzino Rafinha, invece, rescinde il contratto con il Thrilos. Tra l’11 e il 13 febbraio l’Olympiakos ha rinnovato con: El Arabi (2022), Masouras (2024), Semedo (2023), Camara (2024), Ba (2024), Ranđelović (2024), Vrousai (2024), Androutsos (2023), Cissé (2024) e Tzolakis (2024).

Voto: 7
Pochi acquisti ma di qualità e funzionali per allungare la rosa, impegnata in tre competizioni.

PAOK
Acquisti: Vladimir Bradonjić (ala sinistra, 1999, Radnik), Amr Warda (trequartista, 1993, fine prestito, Volos), Abdul Rahman Baba (terzino sinistro, 1994, prestito, Chelsea), Michal Krmenčík (centravanti, 1993, prestito, Club Bruges), Lazaros Lamprou (ala, 1997, fine prestito, Twente), Shinji Kagawa (trequartista, 1989, svincolato), Giannis Konstantelias (trequartista, 2003, PAOK U19)
Cessioni: Dimitris Giannoulis (terzino sinistro, 1995, prestito, Norwich), Anderson Esiti (mediano, 1994, prestito, Göztepe), Moussa Wagué (terzino destro, 1998, fine prestito, Barcellona), Diego Biseswar (ala, 1988, prestito, Apollon Limassol), Rodrigo Rey (portiere, 1991, Gimnasia La Plata)

Pablo García ha dovuto rimediare ai (tanti) errori di costruzione dell’organico fatti in estate. Čolak e Murg in attacco non stavano dando i risultati sperati, con il gigante ceco Krmenčík pronto a dare soluzioni in avanti. Il grande nome è Shinji Kagawa: il nipponico era stato svincolato dal Saragozza tre mesi fa, quindi occhio alla sua condizione fisica. Amr Warda torna a Salonicco dopo un ottimo inizio di stagione col Volos e andrà praticamente a ricoprire il vuoto lasciato da Pelkas. Il terzino Baba dal Chelsea potrebbe essere l’arma in più, così come anche le ali Bradonjić e Lamprou che, tuttavia, potrebbero formare un po’ di assembramento in attacco. In uscita ci sono Giannoulis in prestito al Norwich con obbligo di riscatto in caso di promozione in Premier della squadra inglese fissato a 8.5 mln con il PAOK che avrà il 20% nel caso di una futura rivendita. Esiti e Biseswar, col secondo in enorme calo di rendimento, hanno trovato pochissimo spazio e sono stati ceduti in prestito. Menzione speciale per lo sfortunato Wagué, tornato al Barcellona dopo il terribile infortunio al ginocchio rimediato nel derby contro l’Aris che gli farà saltare tutto il 2021. Infine, dopo tre stagioni e mezzo lascia la società bianconera il portiere Rodrigo Rey che ha giocato poco (21 partite), con la scorsa annata tra Pachuca e Godoy Cruz in prestito, ma nel suo palmarès ha due Coppe e soprattutto il campionato del 2019.

Voto: 5.5
Bene Warda, benino Krmenčík, Kagawa bel colpo ma è da valutare il suo stato di forma. L’assenza di Giannoulis, tuttavia, si farà sentire: perdere uno dei leader a metà stagione non è mai semplice.

ARIS
Acquisti: Nicholas Ioannou (terzino sinistro, 1995, Nottingham Forest, prestito), Konstantinos Mitroglou (centravanti, 1988, Oympique de Marseille), Bruno (ala, 1994, Olympiakos).
Cessioni: Toni Datković (difensore, 1993, Cartagena, prestito), Fabian Ehmann (portiere, 1998, Vendsyssel FF), Cristian Lopez (centravanti, 1989, FC Cartagena, prestito), Ali Adem (centrocampista, 2000, KF Shkupi, prestito).

I gialloneri, con una partenza di campionato incredibile, si erano assestati stabilmente al primo posto per il primo mese e mezzo, salvo poi cedere il passo all’Olympiakos. Ciononostante, sono in piena corsa per poter terminare la regular season nella zona alta della classifica. Mercato in entrata non troppo movimentato ma mirato a puntellare tutti i reparti della squadra. Il ritorno in Grecia di Mitroglou, preso a parametro zero, ha portato qualità ed esperienza in un attacco che è privo di un vero centravanti, e che ha adattato molte volte Mancini come punta per far rifiatare Manos. Il secondo acquisto è quello di Bruno, esterno d’attacco brasiliano arrivato dall’Olympiakos anche lui a zero, che era stato cercato dalla società di Salonicco anche la scorsa estate e che solo ora, dopo essere stato rilasciato dai kokkini, ha firmato un contratto di due anni e mezzo con i kitrinomavroi, che aggiungono una pedina fondamentale per il centrocampo. Come terzo acquisto, che in realtà è stato il primo ad essere ufficializzato in ordine temporale, abbiamo il prestito semestrale di Nicholas Ioannou, terzino sinistro cipriota del Nottingham Forest che arriva a Salonicco per mettere minuti nelle gambe. Lasciano la squadra, entrambi in prestito fino a fine stagione al FC Cartagena, Toni Datković e Cristian Lopez, di ruolo rispettivamente mediano e centravanti; finisce in prestito semestrale anche il centrocampista classe 2000 Ali Adem, che torna in patria al KF Shkupi per guadagnare esperienza e minuti giocati. Saluta definitivamente i gialloneri il portiere austriaco Fabian Ehmann, che in questa stagione non aveva trovato spazio nemmeno per una presenza e che si trasferisce a parametro zero in Danimarca, al Vendsyssel FF.

Voto: 6.5
Un buon mercato in ottica Europa, dopo anni dall’ultimo campionato così competitivo per i kitrinomavroi.

AEK
Acquisti: Oleh Dančenko (terzino destro, 1994, Rubin Kazan)
Cessioni: Petar Karaklajić (ala sinistra, 2000, prestito, Rad Belgrado), Paulinho (terzino destro, 1991, rescissione, Gil Vicente), David Simão (centrocampista centrale, 1990, prestito, Moreirense), Giannis-Foivos Botos (trequartista, 2000, prestito, Go Ahead Eagles), Marco Livaja (attaccante, 1993, rescissione, Hajduk Spalato).

Una sola entrata, ma mirata. L’ucraino Dančenko è il profilo trovato dai gialloneri per una maggiore spinta sull’out destro di difesa, reduce da un buon semestre all’Ufa con 15 presenze condite da 6 assist. I due principali obiettivi erano un portiere (viste le non esaltanti prestazioni di Tsintotas e Athanasiadis) e un difensore centrale affidabile. Arriverà lo stopper Goutas dall’Atromitos, ma sarà a disposizione solamente a partire dalla prossima stagione. In uscita ceduti in prestito le giovani ali Karaklajić e Botos, come anche il 30enne Simão, il cui contratto scade nel 2022. In uscita, oltre a Paulinho che ha rescisso, potrebbe esserci anche il terzino sinistro Emanuel Insúa, visto che il patron Dimitris Melissanidis ha espresso la propria insoddisfazione dopo una prima parte di stagione alquanto negativa. Nélson Oliveira ha il contratto in scadenza a giugno: è stato ad un passo dal Nantes ma per ora rimane all’AEK. Infine, dopo un tira e molla con la società giallonera per il rinnovo, Marco Livaja ha rescisso per tornare a giocare a casa sua, all’Hajduk Spalato, dopo ben undici anni di assenza.

Voto: 5.5
A inizio mercato servivano un centrale difensivo e, possibilmente, un portiere. Obiettivi sfumati e rosa non sufficientemente rinforzata.

PANATHINAIKOS
Acquisti: Younousse Sankharé (centrocampista, 1989, CSKA Sofia), Cheikh Niasse (difensore, 2000, prestito, Lilla), Yeni N’Gbakoto (esterno, 1992, Guingamp).
Cessioni: Antoñito Perez (terzino, 1987, Cartagena), Vassilis Zagaritis (terzino, 2001, Parma), Theofanis Mavromatis (difensore, 1997, Atromitos), Dimitrios Emmanouilidis (ala, 2000, prestito, Fortuna Sittard).

Con l’esonero dell’allenatore spagnolo Dani Poyatos a novembre, a causa di un inizio stagione al di sotto delle aspettative – sia sotto il punto di vista del gioco che dei risultati – le redini della panchina sono state affidate al tecnico romeno László Bölöni, con cui i tryfilli hanno ottenuto 11 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte in 16 partite. Sono arrivate vittorie importantissime contro l’AEK, il PAOK, l’Aris e l’Olympiakos, permettendo ai biancoverdi di agguantare il 5° posto in classifica, a soli due punti dall’Aris secondo. Per quanto riguarda il mercato, il nuovo allenatore aveva chiesto di rafforzare soprattutto il reparto mediano con innesti che potessero permettere maggiore fisicità e pressing; per la prima volta nella storia del club, il calciomercato di gennaio è composto da tre acquisti, tutti e tre di origine africana. Il primo acquisto è stato Younousse Sankharé, centrocampista senegalese 31enne ingaggiato a parametro zero dal CSKA Sofia, con un’esperienza decennale in Francia tra PSG, Lione e Dijon; si è subito rivelato fondamentale, andando a segno nella vittoria esterna per 3-2 contro l’Atromitos e nel derby contro l’Olympiakos, sfornando anche un assist. A titolo definitivo arriva anche Yeni N’Gbakoto, esterno di centrocampo 29enne nazionale congolese, ex Metz e QPR. L’ultimo nuovo innesto è Cheikh Niasse, mediano classe 2000 in prestito fino a fine stagione, di proprietà del Lilla, in cui ha giocato sin dalle giovanili. Sul fronte delle uscite, il terzino sinistro 19enne Vassilis Zagaritis ha lasciato il Pana per firmare per il Parma; la società ducale ha acquistato il cartellino per una cifra intorno ai 300.000€, nonostante Bölöni avesse espresso il suo malcontento riguardo la cessione, tentando anche di promuoverlo in campo. Se ne va anche Theofanis Mavromatis, centrale di difesa che nelle ultime due stagioni non ha mai trovato spazio, firmando per l’Atromitos. L’esterno destro Antoñito Perez, classe 1987, torna in patria firmando per il Cartagena. Saluta momentaneamente il Panathinaikos Dimitrios Emmanouilidis, che raggiunge il Fortuna Sittard in prestito fino a fine stagione, per trovare più spazio.

Voto: 6+
Con una rosa già lunga, viene migliorato il centrocampo con esperienza e forza fisica, per poter puntare di nuovo alle qualificazione delle competizioni europee dopo tre anni di digiuno legato al ban della UEFA.

ASTERAS TRIPOLIS
Acquisti: nessuno
Cessioni: Giorgos Antzoulas (centrale difensivo, 2000, prestito, Cosenza)

Calma piatta in Arcadia, con Milan Rastavac che non avrà alcun nuovo nome nella propria rosa. L’unico giocatore che ha lasciato l’Asteras è stato Giorgos Antzoulas che è andato in prestito al Cosenza in Serie B per mettere minuti nelle gambe, visto che in questo campionato è sceso in campo solamente una volta. Per il centrale 20enne non sarà la prima esperienza italiana, dato che ha giocato nella stagione 2018-2019 nella Primavera della Fiorentina di Emiliano Bigica.

Voto: 6.5
La stagione sta andando davvero bene, quindi perché cambiare? Mezzo voto in più per aver tenuto l’ariete Jerónimo Barrales, dopo essere stato a un passo dall’Aris.

VOLOS
Acquisti: Alberto Bueno (attaccante, 1988, svincolato), Renato Santos (ala, 1991, svincolato), Fausto Grillo (terzino sinistro-centrale difensivo, 1993, svincolato), José Rivas Gamboa (attaccante, 1998, Estudiantes), Dardo Miloc (centrocampista, 1990, Patronato).
Cessioni: Erik Jendrišek (attaccante, 1986, Nitra), Amr Warda (trequartista, 1993, fine prestito, PAOK), Iker Guarrotxena (attaccante, 1992, Western United), Anastasios Karagkiozis (portiere, 1997, svincolato), Stergios Dimopoulos (centrale difensivo, 1990, Levadiakos).

La squadra della Tessaglia sembra destinata ad una salvezza tranquilla anche in questa stagione, avendo accarezzato anche la possibilità di raggiungere i playoff. Gli sviluppi sulla cessione della società da parte di Achilleas Beos ad un fondo argentino ha portato novità anche sul fronte mercato. Infatti, gli acquisti di Rivas Gamboa e Miloc nell’ultimo giorno di mercato sono, proprio come annunciato dai rossoblù, «scelte dei candidati investitori del Volos FC». Nella scorsa stagione al Trapani in Serie B, il difensore argentino Fausto Grillo è approdato al Volos dopo una prima parte di stagione senza squadra: gioca prevalentemente da terzino sinistro (o da esterno in un centrocampo a 5) ma in Grecia viene schierato da centrale di sinistra in una difesa a 4. Questo perché sull’out mancino il titolare è Franco Ferrari, che ha appena rinnovato fino al 2023, come anche Gerasimos Mitoglou, vicino di posto di Grillo in difesa, fino al 2024. In attacco, per sostituire Jendrišek, Warda e Guarrotxena, sono arrivati Alberto Bueno e Renato Santos. Bueno è una punta scuola Real Madrid (con una manciata di presenze nella stagione 2008-2009) con annate di buon livello tra Valladolid e Rayo Vallecano. Dopo un passaggio al Porto, e un’esperienza al Boavista, era rimasto svincolato e il Volos ha approfittato dell’occasione. Anche l’ala portoghese Santos ha un buon curriculum alle spalle, con due stagioni da titolare nel Malaga nelle ultime due stagioni: unica pecca è la scarsa vena realizzativa in carriera. Tuttavia, questi due nomi non sono riusciti ancora a fare bene nelle prime settimane, ma la strada è ancora lunga.

Voto: 5.5
L’assenza di Warda si sta facendo sentire in avanti e i nuovi acquisti in attacco non si sono inseriti al meglio. In difesa, tuttavia, Grillo è subito entrato tra i titolari.

ATROMITOS
Acquisti: Emiliano Bullari (attaccante, 2001, Olympiakos), Theofanis Mavromatis (difensore, 1997, Panathinaikos), Bright Edomwonyi (centravanti, 1994, prestito, Austria Vienna).
Cessioni: Azer Bušuladžić (centrocampista, 1991, Anorthosis), Spyros Risvanis (difensore, 1994, Anorthosis).

Con il ritorno di Canadi sulla panchina l’estate dell’anno scorso, la società di Peristeri sperava di poter ripetere le due ottime stagioni con cui la squadra biancazzurra aveva centrato, tre anni fa e per due stagioni di fila, un piazzamento tra le prime quattro accedendo ai preliminari di Europa League. Tuttavia, due settimane fa il tecnico austriaco è stato esonerato, in seguito a una stagione non troppo brillante, seppur con un discreto vantaggio sugli ultimi posti. Nella sessione invernale arriva Mavromatis a parametro zero, rafforzando numericamente un reparto arretrato scarno; l’attacco viene completato con l’acquisto del promettente Emiliano Bullari, 19enne greco-albanese dalla primavera dell’Olympiakos e dal centravanti nigeriano Bright Edomwonyi, in prestito dall’Austria Vienna fino a giugno. Vengono ceduti Spyros Risvanis e Azer Bušuladžić, rispettivamente centrale di difesa e mediano, entrambi all’Anorthosis Famagosta.

Voto: 5.5
Con l’arrivo a parametro zero di Mavromatis, un giocatore dell’esperienza di Risvanis poteva essere tenuto, per dare maggiore solidità alla difesa. Mercato troppo inconsistente per poter ambire ai playoff, ormai irraggiungibili.

PAS GIANNINA
Acquisti: Jurij Lodygin (portiere, 1990, svincolato), Nicolae Milinceanu (centravanti, 1992, Vaduz), Alexis Triadis (centrocampista, 1997, svincolato)
Cessioni: Theodoris Venetikidis (portiere, 2001, svincolato)

Anche qui un mercato con pochi nomi ma buoni. A partire dal portiere che, per il campionato greco, ha un curriculum importante. Jurij Lodygin è metà greco e metà russo, che ha cominciato la carriera in Grecia e, grazie ad un’ottima stagione allo Xanthi, è stato acquistato dallo Zenit San Pietroburgo, con cui ha conquistato due campionati russi e ha giocato da titolare in tre Champions League, per poi fare brevi passaggi tra Olympiakos, Gaziantep FK (Turchia) e Arsenal Tula. A gennaio è stato ripescato dal PAS Giannina dopo sei mesi di inattività, prendendosi subito il posto da titolare. Ιn attacco arriva dal Vaduz il moldavo Nicolae Milinceanu, una punta che ha girato mezza Europa: partito dalle giovanili del Monaco ha giocato in Romania, Moldova, Bielorussia, Malta e Svizzera, per poi essere preso dal PAS: nei primi scampoli di partita ha segnato una rete contro l’Atromitos, ma la concorrenza è tanta: Pamlidis, Krizman, Léo e lo stesso Milinceanu per due maglie nel 4-4-2 di Giannikis. Un altro nome curioso è quello del centrocampista classe ’97 Alexis Triadis: nato a Herdecke (Germania), non aveva mai giocato in Grecia visto che ha militato nelle serie minori tedesche e nella squadra dell’UCLA negli Stati Uniti. Si tratta di una scelta dell’allenatore Argyris Giannikis, il quale conosce il giocatore e lo aiuterà ad ambientarsi, dato che è nato a Norimberga e ha allenato per anni nel Karlsruhe.

Voto: 6.5
Mercato contenitivo ma Lodygin è una garanzia ed è anche arrivato a soli 30 anni, che per un portiere non sono tanti. Ottimo colpo che vale mezzo punto in più.

APOLLON SMYRNIS
Acquisti: André Calisir (centrale difensivo, 1990, Göteborg)
Cessioni: nessuno

La squadra di Giannis Paraschos si è rinforzata in difesa con l’esperto Calisir, giocatore della Nazionale armena, e ha rinnovato con la punta Nikos Ioannidis. Abbiamo già finito il nostro resoconto per una società che, dopo il restyling operato per la promozione in Super League 1, non ha voluto stravolgere i piani.

Voto: 6
Per mettere la ceralacca sulla salvezza non serviva fare alcun colpo di scena.

OFI
Acquisti: Luc Castaignos (centravanti, 1992, Gyeongnam)
Cessioni: nessuno

La squadra isolana sta affrontando una stagione e, in particolare, un momento molto difficile: i bianconeri sono reduci da sei sconfitte di fila in campionato, occupano l’undicesimo posto in classifica e sono a solo 4 punti di distanza dal Lamia, terzultimo. La scommessa di affidarsi a Giorgos Simos, ex allenatore della primavera dell’AEK, non ha prodotto i risultati sperati, complice l’inesperienza del tecnico (che non ha allenato nessuna squadra al di fuori dell’OFI) e anche lo smantellamento della squadra, che la scorsa estate ha visto partire ben 15 giocatori, tra cui Semedo, Manos, Figueiredo e Koutroubis, acquistando principalmente calciatori giovani ma anch’essi senza esperienza. L’unico acquisto di questa sessione invernale è stato Luc Castaignos, punta centrale classe 1992, con un passato tra squadre di livello come Inter, Eintracht Francoforte e Sporting Lisbona: è reduce da due anni in Corea con il Gyeongnam, squadra che milita nella Serie B nazionale e con cui l’olandese non ha particolarmente brillato. Dopo la svendita totale della scorsa estate, a gennaio la società ha optato logicamente per mantenere tutti, senza vendere o mandare in prestito alcun giocatore.

Voto: 4.5
Mercato deludente, servivano diversi giocatori per ogni reparto con esperienza in Super League 1, per poter lottare ed ottenere più punti possibili prima della fine della regular season.

LAMIA
Acquisti: Ángel Martínez (terzino sinistro, 1991, Vitorul), Piti (trequartista, 1981, Pinto), Adama Ba (ala, 1993, Berkane), Manjrekar James (centrale difensivo, 1993, prestito, Midtylland), Theofanis Tzandaris (centrocampista, 1993, svincolato), Tyronne (trequartista, 1991, svincolato), Valentinos Vlachos (terzino destro, 1992, svincolato), Elmar Bjarnason (centrocampista, 1987, svincolato), Gevorg Ghazaryan (ala sinistra, 1988, prestito, AE Limassol).
Cessioni: Leonardo Villalba (trequartista, 1994, Club UTC), Miguel Bianconi (centravanti, 1992, Levadiakos), Andreas Vasilogiannis (ala, 1991, Chania), Ibrahima Niasse (mediano, 1988, svincolato, Ionikos), Angelos Zioulis (centrale difensivo, 1995, Chania).

Mercato corposo per una squadra che lotta per la salvezza. I ritorni degli spagnoli Piti e Tyronne sulla trequarti alzano l’età media ma sono una garanzia, visto che conoscono l’ambiente Lamia, avendo già giocato con i biancoblù, e la qualità non manca nei loro piedi. Ιl primo è alla sua terza esperienza in squadra, mentre il secondo è stato sfortunato con l’infortunio a fine gennaio contro il Panathinaikos, saltando le ultime tre partite. Il nome più importante è quello dell’armeno Ghazaryan, ex Olympiakos: un giocatore che a Lamia, se trova la forma dei tempi migliori, può stupire. L’ala mauritana Ba arriva dai marocchini del Berkane, dopo le esperienze in Francia tra Ligue 1 (Brest, Bastia), Ligue 2 (Ajaccio) e Turchia (Gaziantep FK e Giresunspor). Dal lotto degli svincolati arrivano i greci Vlachos e Tzandaris, mentre il centrocampo si arricchisce con l’islandese Bjarnason, che aveva partecipato e giocato con la propria Nazionale nell’Europeo del 2016. Lo spagnolo Ángel Martínez ha già preso la corsia difensiva di sinistra, mentre il canadese James va a rinfoltire il centro della difesa. Con l’inizio della Super League 2, quattro giocatori hanno lasciato il Lamia per giocare nella categoria cadetta, mentre l’argentino Villalba è andato in Perù al Club UTC.

Voto: 6+ La risalita è lenta e con questi giocatori si cerca la salvezza. Si rinforza la colonia iberica che è sempre stata rappresentativa, mentre il resto degli innesti può essere utile alla causa. Voto di incoraggiamento.

PANETOLIKOS
Acquisti: Hélder Barbosa (ala, 1987, Hatayspor), Nikos Karelis (attaccante, 1992, ADO Den Haag), Edin Cocalić (centrale difensivo, 1987, Altay), Giorgos Manthatis (ala, 1997, svincolato), Delvin N’Dinga (mediano, 1988, svincolato)
Cessioni: Luis Mosquera (ala, 1999, svincolato), Juan Ignacio Álvarez (ala sinistra, 1997, fine prestito, Chacarita Juniors)

Si rivedono nomi che avevano lasciato il campionato greco. Hélder Barbosa dal 2014 al 2016 aveva giocato nell’AEK, avendo anche avuto l’attuale allenatore del Panetolikos Traianos Dellas in panchina. Una carriera importante in Portogallo, partito dalle giovanili del Porto e con un buon triennio al Braga, per poi approdare nel campionato ellenico e infine in Turchia tra Akhisarspor e Hatayspor. Il portoghese ha firmato per un anno e mezzo: «Sono felice di tornare in Grecia, conosco molto bene il Panetolikos» le sue prime parole. Dopo due stagioni all’estero torna anche Nikos Karelis, attaccante che in gioventù prometteva molto ma non ha avuto stagioni positive nell’ultimo quinquennio. Il 33enne Edin Cocalić in difesa è un rinforzo di livello dato che è esperto e, sì anche lui, aveva già giocato in Grecia, nel biennio 2010-2012 con il Panionios. Giorgos Manthatis era un prodotto delle giovanili dell’Olympiakos, che ha giocato tra PAS Giannina, Panionios e Anorthosis (Cipro) in prestito per poi svincolarsi ad ottobre: in cerca di riscatto, ha già segnato al debutto contro l’OFI. Infine, Delvin N’Dinga è un altro conoscitore del calcio greco avendo giocato nel biennio 2013-2015 all’Olympiakos in prestito dal Monaco e rimasto svincolato dopo l’esperienza all’Antalyaspor.

Voto: 6.5
La squadra è penultima e flirta con la retrocessione diretta. A livello di nomi la sessione è stata di alto livello, ma alcuni vengono da un periodo di inattività: l’usato sicuro è la ricetta giusta per la salvezza?

LARISSA
Acquisti: Adrián Colombino (regista, 1993, Montevideo Wanderers), Mathías Acuña (centravanti, 1992, Montevideo Wanderers), Adrián Jusino (centrale difensivo, 1992, Club Bolívar), Änis Ben-Hatira (ala, 1988, svincolato), Benjamin Moukandjo (attaccante, 1988, Valenciennes), Nikola Jakimovski (terzino, 1990, Trapani), Maksim Maksymenko (difensore, 1990, Kolos Kovalivka),
Cessioni: Steliano Filip (terzino, 1994, Dinamo București), Vangelis Platellas (ala, 1988, Ionikos Nikeas), Gabriel Torje (attaccante, 1989, Bandırmaspor).

I vyssini stanno disputando la peggior stagione da quando, nel 2016, sono tornati nella massima serie. Sulla panchina è stato richiamato Gianluca Festa, principale fautore della salvezza ottenuta due anni fa, dopo aver esonerato in sei mesi già due allenatori. In concomitanza con l’arrivo del nuovo tecnico il patron Kougias ha acquistato moltissimi giocatori, per cercare di salvare una stagione negativa. Per l’attacco sembrava tutto fatto per l’attaccante argentino Bruno Baranco, in forza all’Olympiacos Volos, ma il trasferimento è saltato poiché il giocatore e la sua famiglia volevano un contratto più  corto di quando stabilito inizialmente. La squadra della Tessaglia ha allargato il proprio orizzonte calcistico, andando a ingaggiare tre calciatori sudamericani, di cui due dal Montevideo Wanderes: a centrocampo è stato preso il mediano ed ex capitano della squadra uruguagia Adrián Colombino, che ha firmato un contratto di due anni e mezzo; l’attacco è stato rinforzato da Mathías Acuña, compagno di squadra di Colombino al Montevideo, mentre il terzo sudamericano è il nazionale boliviano Adrián Jusino, difensore centrale 28enne. Per il reparto offensivo spiccano anche i nomi di Ben-Hatira, che ha giocato per l’Amburgo, l’Hertha Berlino e l’Eintracht Francoforte, salvo poi perdersi e finire svincolato, e di Benjamin Moukandjo, camerunense che ha girovagato prima in Francia e poi in Cina. Sulla fascia, in difesa, viene preso il macedone Nikola Jakimovski, ex Trapani, Benevento e Bari, voluto personalmente dal tecnico italiano  per far fronte all’assenza di un terzino sinistro. Il reparto arretrato viene completato dall’ucraino Maksim Maksymenko, centrale 30enne del Kolos Kovalivka. Per quanto riguarda il capitolo cessioni, lasciano la squadra Filip, che torna in patria alla Dinamo București, Platellas che si aggrega allo Ionikos Nikeas in SL2 e Torje, jolly offensivo che si accasa al Bandırmaspor.

Voto: 6+ Moltissimi acquisti che Festa dovrà cercare di integrare nella rosa, per evitare di perderli nei profondi meandri dell’organico.

A cura di Paolo Santarelli ed Enzo Navarra

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L’impresa del PAOK al White Hart Lane

Il Dikefalos tou Vorrà ogni volta che si trova in Inghilterra fa grandi cose. Nel settembre del 1997 la rete di Zisis Vryzas all’Highbury eliminò l’Arsenal di Wenger al 1° turno di Coppa UEFA, mentre il 30 novembre del 2011 Salpingidis e Athanasiadis stendevano il Tottenham di Redknapp (con Modrić, Bale e un 18enne Harry Kane), qualificandosi ai sedicesimi di Europa League.

La cronaca

La squadra di László Bölöni, ora al Panathinaikos, entrò nello storico impianto degli Spurs e lo ammutolì in nemmeno 15 minuti. Anzi, si sentivano solo i circa 2.000 tifosi del PAOK giunti a Londra, che non si fermarono un attimo con i loro cori. Addirittura, altri 1.500 erano fuori dallo stadio perché non riuscirono ad avere il biglietto per entrare!

Con Vieirinha fermo ai box, il 24enne Giorgos Georgiadis (appena prelevato dal Panserraikos, ndr) fece vedere gli incubi a Vedran Ćorluka a sinistra.
Al 6′ Fotakis servì Georgiadis sulla destra, il quale puntò il nazionale croato, si accentrò e crossò per Salpingidis, lasciato solo in area, il quale batté Gomes di testa. Non passarono nemmeno dieci minuti e il PAOK colpì ancora.

Pablo García verticalizzò per Georgiadis, che sbucò alle spalle del povero Ćorluka, e di prima la passò intelligentemente in orizzontale per Stefanos Athanasiadis che in scivolata raddoppiò. I tifosi greci, a torso nudo nel gelido clima londinese, impazzirono: al 14′ il Tottenham era già sotto 0-2.

Fino ad arrivare al 37′. Dopo un corner dalla sinistra – e un’uscita a farfalle di Chalkias – Jermain Defoe tirò a botta sicura con la porta sguarnita e Stafylidis (due giorni prima del 18° compleanno, ndr) la prese nettamente tra la coscia e il costato, posizionando il braccio destro dietro la schiena. Però l’olandese Bas Nijhuis, macellaio di professione, la pensò diversamente: colpo di mano sulla linea di porta, rosso diretto a Stafylidis, al suo debutto europeo, e penalty che Modrić realizzò. Se ci fosse stata la VAR…

Da lì in poi assalto inglese. Con un uomo in meno, il portiere Chalkias non proprio nella migliore partita della sua lunga carriera, per usare un eufemismo, e due cambi forzati, visti gli infortuni di Lazar e Contreras, il PAOK resistette fino al fischio finale.

Pensate che questa estasi calcistica arrivò nell’epoca pre Savvidis, con i problemi finanziari della società che erano ormai evidenti. Un mese dopo quella partita Vieirinha venne ceduto al Wolfsburg, mentre Pablo Contreras fu svincolato proprio per non andare in fallimento.

Ai sedicesimi, la squadra di László Bölöni affrontò (e venne eliminata) dall’Udinese di Francesco Guidolin. Ma questo ha poca importanza nell’economia di questo racconto: l’impresa del White Hart Lane rimane eccome nelle menti dei tifosi del PAOK.

Se volete rivivere le emozioni di quella partita, qui ci sono gli highlights e qui tutto il backstage dagli spalti nel video di Paok Community.

Ι ricordi

Siamo entrati in partita senza alcuna ansia, perché in questi match non hai niente da perdere. Abbiamo sorpreso il Tottenham segnando due reti veloci e questo ci ha aiutato molto. Poi sono arrivati l’espulsione e il rigore che ci hanno reso la vita un po’ difficile. Nella ripresa l’aiuto dei nostri tifosi è stato fondamentale per mantenere la vittoria.

Quando abbiamo realizzato il raddoppio l’unica cosa che volevamo era di esultare con i nostri tifosi. Non ci aspettavamo così tanta gente sia a Londra che in aeroporto. Ci dà tanta forza.

Le parole di Athanasiadis il giorno dopo la storica vittoria

Lo scorso giugno la trasmissione Blast From The Past della pay-tv Cosmote Tv ha dedicato una puntata su questa partita. Durante la trasmissione, Dimitris Salpingidis ha svelato un particolare dal dopogara:

Mi ero chiuso in un piccolo bagno che avevano [allo stadio] e mi sono messo a piangere. È stata una reazione di felicità e sollievo.

Nella stessa puntata è intervenuto anche Pablo García, allora mediano di quella squadra e da circa un mese allenatore del PAOK:

Siamo andati a festeggiare con i nostri tifosi… Abbiamo corso tantissimo in quella partita, è stata una buona serata.

Per poi analizzare tatticamente il match. Il video è solamente in greco ma con la grafica potrete intuire come il PAOK abbia vinto quella partita: il quartetto difensivo del Tottenham era molto largo orizzontalmente, con gli attaccanti ospiti liberi di inserirsi, mentre il centrocampo greco sovrastò numericamente quello inglese.

Ricetta semplice, ma molto efficace.

Il tabellino del match

30 novembre 2011, White Hart Lane (Londra)
Europa League, 5° giornata, Gruppo A

TOTTENHAM 1
PAOK 2
Reti: 6′ Salpingidis (P), 14′ Athanasiadis (P), 39′ rig. Modrić (T).
Tottenham (4-4-2): Gomes; Rose (24′ st Bale), Bassong, Gallas, Ćorluka; Pienaar (22′ st Walker), Livermore, Modrić, Lennon; Kane (26′ st Falque), Defoe. A disp. Cudicini, Fredericks, Carroll, Townsend. All. Harry Redknapp.
PAOK (4-3-3): Chalkias; Stafylidis, Contreras (36′ st Cirillo), Malezas, Etto; Lazar (39′ st Arias), García, Fotakis; Georgiadis (16′ st Sznaucner), Salpingidis, Athanasiadis. A disp. Krešić, Balafas, V. Ivić, Papazoglou. All. László Bölöni.
Arbitro: Bas Nijhuis (Paesi Bassi).
Espulso: 37′ Stafylidis (P).
Ammonito: 44′ st Athanasiadis (P).

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Ελληνικά ταλέντα, ep.10: Christos Tzolis

Il talento più cristallino che la Grecia abbia visto negli ultimi anni. A soli 18 anni, Christos Tzolis è pronto a trascinare il PAOK verso traguardi importanti. 

Durante la prima partita di campionato contro il Larissa e nei preliminari di Champions League affrontati dal PAOK, tutti i tifosi bianconeri e i media greci hanno puntato gli occhi sul giovanissimo attaccante Tzolis, autore della doppietta contro il Beşiktaş lo scorso 25 agosto ed autore dell’unico goal che ha deciso la partita contro i vyssini, vinta per 1-0. Ma la brillante tecnica di Christos, almeno per lo ha chi seguito durante la sua adolescenza calcistica, non è nulla di nuovo.

Il giovane, classe 2002, nasce a Salonicco da genitori originari di Dropull, cittadina abitata perlopiù da cittadini greci ma situata nella parte meridionale dell’Albania. La sua giovane carriera calcistica inizia all’età di 4 anni con le giovanili del Doxa Pentalofos, squadra dilettantistica locale. Nel 2010 passa ai Dikefalos, con cui si mette in mostra anche a livello internazionale durante il torneo Lennart Johansson, a Stoccolma, dove riesce a realizzare 11 reti in cinque partite.

Nel 2016, a causa di motivi familiari, è costretto a trasferirsi in Germania per due anni, durante i quali gioca per due squadre, il Rosenhöhe Offenbach e l’Alemannia Königstädten. Nel 2018 torna a Salonicco, aggregandosi alla squadra under 17 dei bianconeri, con la quale impressiona tutti, realizzando 29 reti in 25 partite. La stagione successiva, nonostante l’età (16 anni) viene chiamato con l’under 19, con cui riesce a vincere per due anni consecutivi il campionato, senza mai perdere nemmeno una partita.

Nella passata stagione ripete le ottime stagioni con l’under 19, sfornando otto assist e 19 goal in 26 presenze. Dalla scorsa stagione arriviamo fino maggio di quest’anno, quando dopo il periodo di lockdown il giovane ha iniziato ad allenarsi costantemente con la prima squadra, guadagnando la fiducia dell’allenatore Ferreira che lo ha fatto debuttare nella partita di play-off contro l’Olympiacos a giugno. Da lì in poi la sua titolarità non è mai stata in discussione, salvo per qualche partita giocata da subentrato in vista dei preliminari di Champions.

Nato come centravanti durante il periodo delle giovanili, viene indistintamente usato sia come ala d’attacco che come esterno di centrocampo, su entrambe le fasce. Nelle accelerazioni e nelle lunghe progressioni dimostra una padronanza del pallone fuori dal normale, tenendolo attaccato ai piedi e aiutato anche da una notevole agilità nei dribbling, che gli permette di inserirsi in area di rigore senza grosse difficoltà. Anche nei movimenti offensivi senza palla ha un gran senso della posizione, facendosi trovare molto spesso al posto giusto per finalizzare.

Nonostante le nove presenze collezionate lo scorso anno, accompagnate dallo splendido goal di piatto al volo contro l’OFI Creta, la partita contro il Beşiktaş, valida per il secondo turno preliminare di Champions League, è stata la consacrazione di fronte al grande pubblico: doppietta e assist. Sull’azione che ha portato al primo goal Giannoulis viene lanciato sulla fascia sinistra, entra in area e da posizione defilata scarica all’indietro per Tzolis che stoppa il pallone, si coordina e la piazza sotto l’incrocio. Dopo diciassette minuti dal primo goal, al 24′, Chuba Akpom triangola a centrocampo con Pelkas, corre palla al piede fino alla linea di fondo e, contrastato, riesce comunque a passarla al centro, dove Tzolis di prima la butta dentro. La ciliegina sulla torta è l’assist, sfornato sei minuti dopo, per Pelkas che a porta vuota appoggia il pallone in rete, complice anche una disastrosa manovra difensiva avversaria.

Il 17 settembre il PAOK ha ufficializzato il rinnovo del contratto del giovane fuoriclasse fino al 2024, senza l’aggiunta della clausola rescissoria. Mentre molti club europei seguono con particolare attenzione il suo percorso, Tzolis sembra destinato a rimanere a Salonicco almeno per un’altra stagione, per la gioia dei tifosi bianconeri.

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ESCLUSIVA ICG: Il giornalista Nikos Stratis sulla Super League 1, la Nazionale e… Tsimikas!

Ιn questo periodo senza partite, abbiamo sentito il giornalista greco Nikos Stratis, per anni inviato del canale televisivo Tileasti (poi ART TV) per cui ha seguito numerose finali di Champions League, e attualmente articolista per il sito Kingsport.gr. Abbiamo toccato diversi temi, spaziando dall’attualità fino all’analisi della regular season del campionato greco.

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Nikos Stratis con Javier Zanetti.

La Grecia ha gestito bene il fronte calcistico durante questa emergenza sanitaria? 

La sospensione dei campionati è stata imposta e gli enti organizzatori hanno fatto la cosa più logica. Il governo greco ha lanciato il messaggio di fermarsi sotto quasi tutti i punti di vista, qualcosa che ha condizionato anche il calcio. La gestione del tema del Covid-19 dipende da chi sta a capo del Paese e il mondo del calcio non aveva altra scelta.

In questo periodo è inevitabile parlare dell’affare Olympiakos-Atromitos del febbraio del 2015, che è rimbalzato anche in Italia (noi l’abbiamo spiegato qui). Visto che segui da vicino l’Olympiakos, qual è la tua posizione su questo tema?

Penso che in questo caso sia stato fatto tanto rumore, se non per il nulla, ma per un argomento di importanza secondaria. Anche se verrà dimostrato che la dirigenza dell’Atromitos avesse influenzato dietro le quinte il proprio allenatore Ricardo Sá Pinto per preservare alcuni giocatori nella trasferta con l’Olympiakos in modo da averli freschi nelle partite seguenti in cui avrebbe avuto maggiori possibilità di vincere, si tratta di un argomento all’interno della squadra di Peristeri e non parliamo di un match “truccato” o di un risultato concordato.

«ΙL CASO OLYMPIAKOS-ATROMITOS È DI IMPORTANZA SECONDARIA»

Sicuramente, a livello teorico, l’Atromitos avrebbe avuto maggiori possibilità di strappare qualcosa di meglio al Karaiskakis, però è un diritto di ogni squadra di gestirsi in base al programma e non alla malafede di chi guarda. Faccio un esempio: il regolamento prevede che nel caso in cui un giocatore venga ammonito più volte, le squadre scelgano quando non farlo giocare per squalifica e quindi non è scontato che non giochi nella partita successiva. Comunque il caso secondo l’Olympiakos è stato già giudicato dalla UEFA, mentre secondo il PAOK è ancora in sospeso. Non penso che questo porterà a qualcosa di concreto, sinceramente…

Un’opinione sull’altro argomento caldo del calcio greco, la multiproprietà tra PAOK e Xanthi?

Se gli organi competenti hanno deciso che entrambe le società debbano essere punite, cosa posso aggiungere io dal punto di vista legale? Le commissioni competenti sono quelle che esaminano il caso, noi non possiamo giudicare perché non disponiamo di tutti i dati possibili. E se questa storia andasse fino al TAS di Losanna dovremo solamente aspettare, perché non sappiamo nemmeno se accetterà l’improvvisa decisione del governo dello scorso gennaio (penalizzazione e non retrocessione in caso di multiproprietà, che avevamo spiegato qui, ndr).

«ΝΟΝ VORREI CHE IL PAOK RETROCEDA, NÈ CHE VENGA PENALIZZATO»

Lasciando da parte l’aspetto giuridico, dal punto di vista puramente calcistico preferisco che le partite e i campionati si decidano sul campo. Personalmente non vorrei che il PAOK retroceda, né che venga penalizzato. Avremmo visto dei playoff molto interessanti – se non fosse apparso questo virus – se il PAOK fosse stato a -7 dall’Olympiakos. Infatti, il Dikefalos avrebbe affrontato proprio la squadra del Pireo al Toumba subito alla prima giornata! I regolamenti, tuttavia, sono sempre fatti per essere rispettati e devono essere applicati, volenti o nolenti.

Ti chiediamo un bilancio di queste 26 partite di regular season in Super League 1 tra la rivalità Olympiakos-PAOK e le dirette inseguitrici.

L’Olympiakos già dall’inizio ha dimostrato di essere la squadra più costante e giustamente vincerà questo campionato. Qualcuno potrebbe dire che anche in un frangente della scorsa stagione abbia fatto meglio del PAOK, ma le è mancata l’efficienza. Di conseguenza, la vittoria del Dikefalos tou Vorrà dello scorso campionato è stata indubbiamente giusta.

«L’OLYMPIAKOS HA LA ROSA PIÙ COMPLETA, MERITA IL CAMPIONATO»

E dico lo stesso anche per questa stagione. Ha la rosa più completa, anche senza lo sfortunatissimo Fortounis, senza il quale è riuscita a qualificarsi nei gironi di Champions League dopo tre preliminari! Con il (capocannoniere) El-Arabi ha risolto il grande problema in attacco che aveva nella scorsa stagione, Valbuena (miglior assistman del campionato) e Podence (fino al trasferimento al Wolverhampton a gennaio) hanno alzato il tasso qualitativo, Guilherme, Camara e Bouchalakis in mediana, Semedo in difesa che ha un ottimo passaggio per essere un centrale difensivo, ecc. Tutto questo è verificato dall’ottimo percorso in Europa e dalla vittoria contro l’Arsenal a Londra. Grandissimi meriti vanno a Pedro Martins, che con la giusta fiducia della società ha costruito un organico molto equilibrato nell’ultimo biennio, conquistandosi il rinnovo del contratto fino al 2022 (notizia arrivata venerdì, ndr).

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Foto da Olympiakos 1-1 PAOK del 1° dicembre 2019.

«ΤRE FATTORI NEGATIVI NEL PAOK: LA DIFESA, IL CAMBIO TECNICO E LA SFORTUNA»

Invece il PAOK è peggiorato rispetto alla scorsa stagione. Principalmente per due motivi: la difesa e il cambio dell’allenatore. L’insuperabile tandem Crespo-Varela e i migliori terzini del 2018-2019 Vieirinha e Matos, ciascuno per motivi diversi, stanno giocando al di sotto dei propri standard. Gli ottimi Mišić e Swiderski non sono bastati e l’Olympiakos è… sparito dai radar. Parlando della panchina, penso che Abel Ferreira sia un buon allenatore, però non dimentichiamoci che è arrivato dopo l’improvviso “divorzio” con Lucescu. I bianconeri hanno avuto anche sfortuna, che può essere il terzo fattore negativo di questa stagione. Ad agosto, nel percorso dei campioni dei preliminari di Champions, ha beccato l’Ajax, contro cui ha giocato benissimo, con Biseswar autore di ottime prestazioni. L’Olympiakos invece ha evitato il Porto – eliminato dal Krasnodar – e il PSV Eindhoven, che ha affrontato il Viktoria Plzen. Il fatto di non essersi qualificato ai gironi di Champions è stato uno svantaggio sul piano economico rispetto all’Olympiakos, poiché a causa del Financial Fair Play non ha potuto rafforzarsi per essere più competitivo. Le abilità e la qualità non mancano al Dikefalos, però in questa stagione non le abbiamo viste in campo perdendo l’ottima alchimia per i suddetti motivi.

«NON RIUSCIAMO A GODERCI IL CAMPIONATO PER I VELENI ATTORNO A OLYMPIAKOS E PAOK!»

È un grande peccato che negli ultimi anni abbiamo due squadre di alto livello, come Olympiakos e PAOK, non riuscendo a goderci un campionato entusiasmante a causa dei veleni attorno alla rivalità tra le due squadre. I mezzi di comunicazione si concentrano maggiormente sulle notizie fuori dal campo, i tribunali e i retroscena, rispetto al calcio giocato. Questo è davvero molto triste…

L’AEK ha perso molto tempo prima di fare la mossa giusta e portare in panchina Massimo Carrera. Il tecnico italiano, totalmente coerente con la sua nazionalità, ha dato ai gialloneri una grande solidità difensiva e con l’arrivo di Araujo in inverno, i gialloneri pensano di poter centrare qualcosa di meglio in questa stagione. Non parlo della vittoria del campionato, però con i problemi del PAOK il secondo posto può essere un obiettivo concreto.

La mia opinione sul lavoro di Giorgos Donis e il Panathinaikos è molto positiva. Giocatori come Chatzigiovanis, Donis, Dioudis penso che meritino un’occasione in Nazionale, di cui fa già parte Kourbelis, e hanno mostrato ottimi segnali anche Insúa, che difficilmente rimarrà, Johansson, Schenkeveld e Perea. Complessivamente, anche a causa della mancanza di esperienza, il Trifylli difficilmente può ambire a qualcosa di meglio.

Un commento anche sull’Aris: può sembrare una squadra “da una stagione”, però quello che ha fatto vedere è un ottimo biglietto da visita. Non so cosa possa combinare e quello che vedremo nel futuro. Gli auguro di continuare con questo tentativo, però con il blocco dei trasferimenti con cui è stato punito dalla FIFA (per un anno, notizia di venerdì, ndr) la vedo dura…

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Il ct della Grecia John van ‘t Schip.

Spostandoci sul fronte Nazionale, John van ‘t Schip dal 31 luglio è il nuovo commissario tecnico e si stanno vedendo i primi segni di miglioramento. Pensi che potrà continuare in questo modo?

Νοn è semplice fare una valutazione sul futuro della Nazionale. In un momento complicato è arrivato un nuovo allenatore che ha convocato tanti nuovi nomi principalmente da campionati esteri. Per me è positivo il “rotation” della rosa, è una cosa buona e giusta analizzare più giocatori dal momento che mancano le grandi personalità del passato come Karagounis, Katsouranis, Basinas o Zagorakis. Ad esempio la punta del Willem II Pavlidis ha fatto vedere che può dare il proprio contribuito in un periodo in cui Mitroglou e Koulouris non erano in condizioni ottimali. Anche Vasileiadis del Paderborn a centrocampo può dare dinamismo e aumentare la competitività in quel ruolo.

«PAPASTATHOPOULOS E MANOLAS DEVONO TORNARE IN NAZIONALE. VAN ‘T SCHIP? DEVE RIMANERE A LUNGO»

In difesa, dal mio punto di vista, sono assolutamente convinto che Papastathopoulos e Manolas, “freddati” dalla gestione Aggelos Anastasiadis, debbano essere convocati di nuovo perché potranno indubbiamente aiutare con l’esperienza e la qualità a loro disposizione.

Van ‘t Schip magari non è un grande nome, però ha imparato dalla scuola olandese e dà grande importanza all’energia e alla corsa, combinate con un calcio creativo, qualcosa che mancava al gioco della Grecia. L’abbiamo notato anche nelle ultime partite per le qualificazioni all’Europeo, con la Nazionale che ha concluso il girone con tre vittorie di fila! Non è l’allenatore “top”, però deve continuare a lungo: se la Federcalcio non sostiene una propria scelta, cambiando sempre il ct, difficilmente torneremo nella fase finale di un grande torneo…

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Giorgos Kyriakopoulos in anticipo su Paulo Dybala durante Juventus 2-2 Sassuolo del 1° dicembre 2019. (Pier Marco Tacca/Getty Images Europe)

La Serie A negli ultimi anni ha una forte presenza di calciatori greci: qual è il tuo punto di vista su di loro?

Non si può non cominciare con Kostas Manolas. Devo ammettere che nella prima stagione a Napoli non è stato il giocatore visto a Roma. Considerando il fatto che è andato in una squadra in cui doveva essere subito titolare e senza alcun periodo di adattamento, il nuovo ambiente e la stagione difficile dei partenopei, vedi il cambio tecnico e un campionato deludente, hanno influenzato Kostas. Anche lo stesso giocatore non è al massimo, ha vissuto momenti duri con la delusione in Nazionale. Però abbiamo notato che il Napoli stava andando avanti in Champions League ed era con un piede in finale di Coppa Italia con la vittoria in trasferta contro l’Inter: la squadra, nonostante la stagione negativa, stava reagendo. Quando tornerà la calma in società, vedremo un Manolas al meglio.

Kyriakopoulos è molto più giovane ed è anche alla prima stagione in Italia. Non si è abbattuto quando De Zerbi non lo schierava dall’inizio in un ottimo Sassuolo e da novembre in poi si è affermato. Oltre alle ottime prestazioni, ci ha fatto vedere anche un grande carattere ed è un ragazzo di ottime prospettive.

«MANOLAS SARÀ AL MEGLIO QUANDO TORNERÀ LA CALMA AL NAPOLI. KYRIAKOPOULOS HA UN GRANDE CARATTERE»

Infine, vorrei parlare anche di Babis Lykogiannis del Cagliari, un altro terzino sinistro. A nemmeno 27 anni è difficile essere titolare nella squadra rivelazione della Serie A, specialmente quando nello stesso ruolo i sardi hanno Luca Pellegrini in prestito dalla Juventus. Nonostante questo, Lykogiannis è riuscito a giocare un numero soddisfacente di partite nella seconda stagione in una squadra ambiziosa. Secondo me sarebbe meglio se andasse in una squadra che gli potrebbe dare maggiore fiducia e minuti in campo.

SUPERLEAGUE / ÏÓÖÐ - ÁÔÑÏÌÇÔÏÓ (ÖÙÔÏÃÑÁÖÉÁ: ÁÍÔÙÍÇÓ ÍÉÊÏËÏÐÏÕËÏÓ / EUROKINISSI)
Kostas Tsimikas durante una partita di Super League 1 (EUROKINISSI).

Concludiamo con Tsimikas, l’uomo mercato in Grecia: da mesi si parla di un interessamento di Inter e Napoli, mentre è notizia di poche settimane fa che anche la Lazio si stia inserendo nelle trattative. Cosa ha di così speciale questo talento?

Queste voci gli fanno onore e sono la giusta ricompensa per il suo incredibile miglioramento. Nelle partite contro Arsenal, Tottenham e Bayern in Champions League è stato eccezionale.

«TSIMIKAS È PRONTO PER IL GRANDE SALTO!»

Sapevamo che avesse velocità e ottima tecnica, con cross chirurgici, però è migliorato anche in fase difensiva: difficilmente lo batti nell’uno contro uno e ultimamente fa ottime diagonali e coperture sugli stopper. Durante la stagione dicevo che la mossa migliore sarebbe stata quella di fare un’altra ottima stagione all’Olympiakos e poi provare ad andare via. Ormai penso che sia pronto per fare il grande salto. È un terzino sinistro fantastico!

 

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La nuova Super League 2 da fantascienza

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[Traduzione e adattamento di questo articolo di Contra.gr dello scorso 30 aprile.]

PAOK e Xanthi per la multiproprietà, Olympiakos e Atromitos per una partita in cui si sono affrontate nel 2015, sono le squadre che rischiano (tra virgolette o senza) la retrocessione. La squadra del Pireo ha portato il caso del PAOK al TAS di Losanna, il PAOK cerca di ripagare i biancorossi tramite la Commissione Etica. Qua mettiamo una pausa e chiariamo che l’obiettivo di questo articolo non è quello di analizzare la serietà o meno delle due questioni, perché questa verrà decisa dagli organi competenti.

Cosa succederebbe se effettivamente queste quattro squadre retrocedessero in Super League 2? La serie cadetta del campionato greco acquisirebbe un interesse incredibile, pari a quella della Serie B 2006/2007 con Juventus, Napoli e Genoa.

E, ovviamente, sarebbe… molto più costosa!

Non vogliamo sottovalutare affatto AEK e Panathinaikos, per carità. Però questo fatto si basa sulla pura realtà dello status economico e agonistico che hanno Olympiakos e PAOK attualmente. Gli Erithròlefkoi e il Dikefalos tou Vorrà sono due squadre che possono trattare i propri diritti televisivi con somme molto più alte rispetto agli altri. Poi stiamo parlando delle squadre con i budget più alti del calcio greco.

OLYMPIAKOS + PAOK = QUASI METÀ SUPER LEAGUE 1

Secondo transfermarkt, il valore di mercato della rosa del PAOK è sui 53.2 milioni di euro. Quello dell’Olympiakos sui 59.58 milioni di euro. Parliamo dei nuovi valori, quelli che si sono adattati sugli standard della pandemia, i quali hanno un trend fisiologicamente negativo.

Giusto per darvi un’idea, la rosa dell’AEK è sui 27.78 mln, del Panathinaikos sui 18.9 mln e dell’Aris sui 10.55 mln di euro. Il valore di mercato complessivo della Super League 1 è di 246.8 milioni: Olympiakos e PAOK coprono quasi la metà, 112.78 milioni di euro.

Olympiakos e PAOK hanno anche i giocatori più costosi della Grecia. Sempre secondo transfermarkt, la formazione col più alto valore di mercato comprende solamente calciatori di queste due società.

In un ipotetico 4-2-3-1:

Portiere: José Sá (Olympiakos, 2.8 mln)
Terzino destro:
Omar Elabdellaoui (Olympiakos, 4.8 mln)
Difensore centrale:
Rúben Semedo (Olympiakos, 4.8 mln)
Difensore centrale:
Pape Abou Cissé (Olympiakos, 4 mln)
Terzino sinistro:
Giannoulis (PAOK, 3.5 mln) – Tsimikas (Olympiakos, 3.5 mln)
Mediano:
Mady Camara (Olympiakos, 6.5 mln)
Mediano:
Douglas Augusto (PAOK, 3.2 mln), Guilherme (Olympiakos, 3.2 mln)
Ala destra:
Léo Jabá (PAOK, 6.3 mln)
Trequartista:
 Kostas Fortounis (Olympiakos, 8 mln)
Ala sinistra:
 Maxi Lovera (Olympiakos, 3.2 mln)
Punta:
Karol Świderski (PAOK, 4 mln)

Ovviamente qualcuno si chiederà se questa formazione rimarrebbe intatta col PAOK e l’Olympiakos, se retrocedessero davvero in Super League 2. Questa però è una domanda da porre solamente ai due proprietari: nessuno può sapere come Savvidis e Marinakis potrebbero gestire una tale situazione.

Tenendo in considerazione questo fattore, immaginatevi come sarebbe la situazione in Super League 1 e in Super League 2 in caso di retrocessione di PAOK e Olympiakos.
Forse si tratterebbe della prima volta nella storia in cui il campionato di seconda divisione sarebbe un prodotto più appetibile economicamente di quello di prima divisione.

E se qualcuno avesse ancora dei dubbi, sicuramente concorderebbe col fatto che la Super League 2 sarebbe molto più interessante con Olympiakos e PAOK, dopo la “guerra” a cui stiamo assistendo nelle ultime stagioni.

 

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Le penalizzazioni più pesanti del 21° secolo in Grecia

ÂÅÍÅÔÉÄÇÓ ÍÉÊÏËÁÉÄÇÓ ÁÃÃÅËÁÊÇÓ ÓÁÑÉÔÓ / ÏËÕÌÐÉÁÊÏÓ - ÐÁÓ ÃÉÁÍÍÅÍÁ
Una foto dalla stagione 2002-2003 del PAS Giannina

Un ottimo argomento da affrontare proprio durante questa quarantena.

Tra le (poche, a dir la verità) notizie di ieri, è arrivato il responso negativo al ricorso di Xanthi e PAOK dalla Commissione Ricorsi della Federcalcio greca: rimangono rispettivamente con il -12 e il -7 in classifica, con la squadra di Salonicco pronta a ricorrere al TAS di Losanna. Nello stesso campionato, il Panionios è partito con un handicap di 6 punti per non aver ottenuto la licenza dalla Federcalcio.

Il calcio ellenico negli ultimi vent’anni ha visto squadre retrocedere con passivi esorbitanti e quindi abbiamo deciso di ripercorrere numeri e avventure legate a queste penalizzazioni.

PAS GIANNINA, PANEGIALIOS E ATHINAIKOS FANNO 90!

Stagione 2002-2003. Lo storico PAS Giannina termina il campionato con 25 punti (14°) in Alpha Ethniki e si prepara a disputare lo spareggio con l’Apollon Kalamarias, arrivato 3° in Beta Ethniki. Solo che la Commissione Ricorsi della Federcalcio greca punisce l’Ajax dell’Epiro con una penalizzazione incredibile, rendendo il PAS la prima squadra a retrocedere per debiti nei confronti dei propri tesserati.

Infatti, sono stati comminati 3 punti per ognuna delle 30 partite giocate, quindi 90 punti totali: il PAS retrocede con -65 punti in classifica! Come racconta gazzetta.gr, tifosi della squadra dell’Epiro andarono a chiudere il tratto dell’Ethnikì Odos (l’autostrada nazionale, ndr) per Igoumenitsa e Arta in segno di protesta. Anche l’allora presidente della società Manthos Kolèbas chiese l’intervento dell’allora premier socialista Kostas Simitis per evitare la retrocessione. Cosa che, tuttavia, non successe: così il PAS scese in Beta Ethniki e l’Ionikos – retrocesso in campo – si salvò nello spareggio contro l’Apollon Kalamarias.

Nella stessa annata, stavolta nella serie cadetta, la stessa sorte subirono Panegialios e Athinaikos: entrambe si salvano con 34 punti ma i debiti costringono loro alla penalizzazione di 90 punti (3 punti × 30 partite), arrivando entrambe a -56 e costringendole a ripartire dai dilettanti.

Andando avanti con le stagioni e a proposito di penalizzazioni monstre, nel 2007-2008 il Doxa Dramas si ritira nel girone nord di Gamma Ethniki dopo sette giornate e a fine campionato si ritrova con il -66 in classifica.
Dopo una fusione da cui viene fondato l’Olympiakos Volou, il Doxa manterrà tuttavia la categoria e vincerà il girone Nord del campionato 2008-2009, salendo in Beta Ethniki.

-30 PUNTI AL PANATHINAIKOS, DUE RITIRI E TRE RETROCESSIONI D’UFFICIO IN DIECI ANNI DI SUPER LEAGUE

Tra le intemperanze dei propri tifosi e i problemi societari, il Trifylli è la più penalizzata dalla Super League 2011-2012. Analizzando stagione per stagione:

Super League 2011-2012: -3 punti per scontri contro l’Olympiakos.
Super League 2012-2013:
-2 punti per gli scontri nel derby della stagione prima.
Super League 2014-2015:
-3 punti per la presenza in campo di tifosi prima del derby con l’Olympiakos.
Super League 2015-2016:
-3 punti per il lancio di oggetti e fumogeni nel derby con l’Olympiakos.
Super League 2017-2018:
-8 punti (-2 punti per gli episodi nella partita di playoff della scorsa stagione contro il PAOK e -6 punti inflitti dalla Federcalcio).
Super League 2018-2019:
-11 punti (-6 punti per la mancata licenza e -5 punti per gli scontri al 70° della partita contro l’Olympiakos, poi interrotta definitivamente).

L’Iraklis è retrocesso d’ufficio due volte in pochissimi anni: nel 2010-2011 per aver usato un’assicurazione falsa in modo da compiere trasferimenti nella finestra invernale di calciomercato, mentre nel 2016-2017 per non aver ottenuto la licenza di partecipare nel campionato successivo. Il Kerkyra, nonostante si fosse salvato nella stagione 2014-2015, viene retrocesso per un trasferimento irregolare delle quote societarie.

Nella stessa stagione, abbiamo avuto anche due ritiri: il Niki Volou alla 16° giornata e l’OFI alla 29° giornata, con entrambe relegate all’ultimo posto con un -6.

LA BETA ETHNIKI/FOOTBALL LEAGUE IN GRANDE DIFFICOLTÀ

Nel 2004-2005 il Poseidon Neon Poron, squadra della Macedonia Centrale, arriva da un’ottima stagione in Beta Ethniki, in cui è arrivato 5°. Solo che i problemi economici si fanno sentire e nelle prime tre giornate del nuovo campionato non riesce ad avere il numero sufficiente di giocatori per scendere in campo: -9 punti di penalizzazione e squadra che non rivedrà più i fasti del professionismo dopo essere stato escluso da quel campionato.

Con l’introduzione della Football League nella stagione 2010-2011, vediamo sempre più squadre crollare.

Nel 2012-2013, l’ecatombe: sei squadre sono penalizzate (in totale -53 punti, tra cui il Larissa con un pesante -21 per debiti verso tesserati), due dichiarano l’autoretrocessione (Panserraikos e Larissa) e le due retrocesse sul campo (Thrasivoulos e Anagennisi Epanomis) scelgono di ripartire dai dilettanti.

Nel 2015-2016, Ergotelis e Olympiakos Volou si ritirano dal campionato rispettivamente con -12 e -9 punti di penalizzazione.
Nella stagione successiva, abbiamo ben tre casi: Panthrakikos (già sul -18) e Kalloni  (già sul -12) che si ritirano dal campionato e vengono classificate ultime con -6 punti, mentre il Chania termina la stagione con 38 punti, a cui vengono levati 33 (!) per aver giocato senza il permesso di partecipare al campionato e altri 3 per debiti verso un tesserato, terminando la Football League 2016-2017 con soli 2 punti.

Nel 2017-2018, addirittura la metà delle diciotto squadre di Football League vengono penalizzate! Panegialios, Kallithea, Panserraikos, Sparti, Apollon Larissas e Anagennisi Karditsas subiscono un -6 per non aver passato le due fasi dei controlli della Federcalcio; -3 all’Aiginiakos per non aver passato la prima fase dei controlli federativi; -12 al Veria (che si ritirerà dal campionato, ndr) per debiti verso tesserati e… -54 all’Acharnaikos per lo stesso motivo! L’ultima squadra si ritira dal campionato dopo la 4° giornata con una vittoria ottenuta, quindi termina con un -51.

Anche nella scorsa stagione, circa il 50% delle squadre viene penalizzato dalla Federcalcio greca, con Sparti e Aittitos Spaton che si ritirano dal campionato.

Nell’attuale Super League 2, vi abbiamo già analizzato le situazioni di Kerkyra e Apollon Pontou, entrambe con -6 in campionato, e più volte vicino al ritiro.

Insomma, è un tunnel da cui difficilmente vedremo la luce.

 

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PAOK, con questa Europa è una storia da dimenticare

παοκ

Un’altra, l’ennesima, cocente eliminazione dai gironi di una competizione europea. Dopo essersi liberato dall’etichetta dell’eterno incompiuto in Grecia, il PAOK deve fare i conti anche con i tornei continentali, ritrovandosi con uno score decennale disastroso.

In Champions League ha tre eliminazioni (quattro sul campo, vista l’esclusione del Metalist Kharkiv nel 2013-2014) al terzo turno e due agli spareggi. In Europa League le eliminazioni dai gironi ammontano a tre, per mano di: Rapid Vienna nel 2012-2013 con Donis in panchina, Östersund nel 2017-2018 con LucescuSlovan Bratislava con Abel Ferreira nel 2019-2020.

Quello di giovedì scorso è stato «il momento più difficile da quando sono al PAOK» come ha dichiarato uno dei leader dei bianconeri, Fernando Varela. La squadra che ha affrontato lo Slovan al “Toumba” non ha ricordato purtroppo, al netto degli esecrabili errori arbitrali di cui non parleremo e dei 30 total attempts, quella che ha dominato lo scorso campionato.

A cominciare da Paschalakis, capace di ben 16 clean sheet in 30 partite della Super League 2018-2019, che non dà più la sicurezza di un tempo tra i pali; Pelkas, rilevata la fascia di capitano dal lungodegente Vieirinha, è evidente che ancora si deve ambientare nei nuovi schemi di Ferreira; un centrocampo da cui mancano pilastri tecnici e mentali come Mauricio Wernbloom; il centroboa Akpom che predica nel deserto. L’unico da salvare è Giannoulis, il sostituto in campo di capitan Vieirinha: il 23enne ara la fascia sinistra e fa tutto, dalla fase difensiva a traversoni pericolosi in avanti con una mentalità da cui deve ripartire il PAOK.

Adesso la squadra di Salonicco dovrà concentrarsi sui tornei nazionali, magari riprovando a fare il double della scorsa stagione. Però rimarranno sempre i problemi in Europa.

Basta questo ultimo dato per rendervi conto di quanto la situazione non sia tutta rose e fiori e di come potrà peggiorare: per i sorteggi in Europa si guarda il punteggio ranking degli ultimi cinque anni e con le ultime tre annate negative, il PAOK si ritroverà addirittura sotto all’AEK, che non ha nemmeno giocato in Europa per tutti i cinque anni! Ciò significa che i sorteggi, già dalla prossima stagione europea, saranno leggermente più complicati e questo vuol dire che la strada sarà subito in salita per i bianconeri di Salonicco.

Questo è il PAOK. Tra grandi gioie e grandi delusioni, tra il bianco e il nero, i suoi colori sociali. Non ci sono vie di mezzo e con questa squadra sarà sempre così…

 

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Storie: Sulla linea del limite

savvidis

Ci siamo presi un po’ di tempo per capire prima, e raccontare ora cosa è accaduto nello scorso weekend calcistico greco.

Domenica 11 marzo andava in scena, alle 19.15 italiane, il big match della 25esima giornata di Super League, PAOK-AEK Atene.

Partita più o meno tranquilla fino al 90′, quando il PAOK passa in vantaggio con Varela: corner battuto, Varela stacca di testa verso l’angolino alla destra di Anestis; sulla traiettoria del pallone c’è Vierinha che apre le gambe in modo da non interferire con il pallone e la palla gonfia la rete. Il direttore di gara, Kominis, annulla la rete per presunta posizione di fuorigioco di Vierinha che avrebbe impedito alla difesa di intercettare il pallone. Da lì a pochi minuti, sarebbe scoppiata la baraonda più totale: dapprima, il gol viene convalidato, ma dopo le proteste dei calciatori e della dirigenza dei Kitrinomavri, l’arbitro si consulta con l’assistente e dopo un paio di minuti il goal viene annullato per fuorigioco, per poi essere assegnato una terza volta nel referto di gara dell’arbitro Kominis, che ha decretato la vittoria del PAOK per 1-0. In pochi minuti, entrano in campo le dirigenze di entrambe le squadre in campo: la terna arbitrale cerca di tenere sotto controllo la situazione, grazie all’aiuto di alcuni marescialli posti a bordocampo prima, e alla celere dopo. Il parapiglia generale degenera quando il DS del PAOK, Michel Lubos, si dirige verso l’arbitro e urla:” Tu sei finito.” Entra in campo, scortato dalla sua security personale, anche il presidente del PAOK, Ivan Savvidis, che viene calmato in un prima momento dai suoi uomini ma poi, in un momento d’ira, caccia dalla fondina legata alla sua vita, una pistola. L’immagine fa il giro del mondo in meno di 24 ore, tra lo sgomento generale

Dopo un’abbondante mezz’ora, entrambe le squadre e il team arbitrale hanno abbandonato lo stadio, dopo che la partita è stata ufficialmente annullata, considerato che l’AEK si è rifiutato di continuare la partita. Più tardi, la vittoria è stata assegnata al PAOK con il risultato di 1-0, visto che il direttore di gara, nel suo referto, non ha scritto di aver annullato il gol dei bianconeri per fuorigioco.

Il ministro dello sport greco, Giorgios Vassiliadis, subito dopo gli incidenti di domenica sera, ha affermato che il governo sarebbe stato pronto ad assumere decisioni importanti, supportato anche dall’UEFA, che suggeriva di sospendere il campionato. Le parole di Vassiliadis:

Le scene a cui abbiamo assistito oggi danneggiano per prima tutti i tifosi del PAOK e l’intera comunità sportiva; vedere persone di un certo calibro entrare in campo con una pistola riporta lo sport indietro di moltissimi anni. Gesti così estremi richiedono delle decisioni coraggiose e difficili. Nell’ultimo paio d’anni ci siamo sforzati di ripulire il nostro calcio da antagonisti molto potenti, e quest’anno, per la prima volta da tanto, stiamo assistendo ad un campionato davvero equilibrato. Non permetteremo a nessuno di distoglierci dal nostro obiettivo principale, anche se costretti ad assumere decisioni difficili, consultandoci con l’UEFA.

Il mister dell’AEK, Manolo Jimenez, ha rilasciato questa dichiarazione a Radio Marca:

In un primo momento non eravamo preoccupati per la nostra incolumità, ma solo quando abbiamo visto la foto della pistola abbiamo realizzato cosa sarebbe potuto succedere. Non è normale per il presidente di una squadra entrare in campo con un’arma e minacciare l’arbitro. Il direttore di gara ci ha chiesto di disputare gli ultimi 5 minuti di partita rimasta, ma il nostro presidente ce lo ha sconsigliato. Deve essere fatto qualcosa, perché questa situazione sta creando una triste immagine, che questo paese non merita. Rientrati negli spogliatoi, i giocatori hanno fatto la doccia ma abbiamo perso l’aereo per Atene. Siamo rimasti la notte della partita a Salonicco e la mattina seguente abbiamo preso il primo volo per Atene.

Panagiotis Kone, centrocampista dell’AEK, ha detto ai media locali:

L’arbitro ha deciso di annullare il goal e dare fuorigioco, dopo essersi consultato con il suo assistente e con Andre Simoes e Vierinha, ma il loro presidente ha minacciato e terrorizzato l’arbitro, che poi ha cambiato decisione. Abbiamo una rosa più competitiva rispetto al PAOK, anche se loro hanno giocatori molto forti. Savvidis non sarebbe dovuto entrare in campo.

 

Lunedì mattina, il deputato greco alla cultura e allo sport, Georgios Vassiliadis, ha annunciato che dopo un incontro con Alexis Tsipras, la Super League è sospesa a tempo indeterminato a causa dei problemi di domenica sera a Salonicco. Lo stesso deputato, ha riferito ai mass media:

Negli ultimi 3 anni, il governo si è impegnato molto a ripulire il calcio a livello nazionale. Ci sono stati molti successi, ma c’è ancora molto da fare. Abbiamo applicato ed applicheremo le regole allo stesso modo per tutti, quindi abbiamo deciso di sospendere il campionato. Avremo vari incontri con la Federazione, con i calciatori e le società. Siamo costantemente in contatto con l’UEFA e non riprenderemo il campionato fino a quando non stileremo un programma definito riguardo il da farsi. Siamo aperti alle proposte della federazione e dei club. In questo periodo di pausa, lavoreremo su standard di sicurezza più adeguati e sanzioni più severe.

Ma oltre l’UEFA, entra in campo anche la FIFA. Una severa multa è prevista ai danni dell’EPO, se non si farà presto chiarezza. L’annuncio ufficiale della FIFA, annuncia:

Il comitato di sorveglianza della FIFA è responsabile della supervisione dell’EPO, e condanna fortemente i recenti incidenti avvenuti in Grecia, e sollecita tutte le parti interessate del calcio nazionale a mettere fine a una inaccettabile situazione in cui il calcio greco è coinvolto.

Sebbene gli incidenti siano stati provocati nel contesto della competizione nazionale, e quindi le misure disciplinari rientrano sotto la giurisdizione degli organi giudiziari competenti dell’EPO, il comitato di sorveglianza della FIFA segue da vicino gli sviluppi della vicenda.

Cosa spaventa più il PAOK, ora, sono le sanzioni: il club, secondo il codice disciplinare, potrebbe anche essere retrocesso. Tremano anche Ivan Savvidis e Michel Lubos, visto che gli articoli 19 e 20 del Codice Disciplinare recitano:

ART. 19

Qualsiasi persona che minacci o intimidisca un ufficiale di gara o un qualsiasi affiliato ufficiale legato al mondo del calcio (es. allenatore), verrà punito con una multa di almeno €50,000 e un divieto di entrare sui campi da calcio che va dai 3 ai 5 anni.

 

ART. 20

Chiunque usi violenza o provi a corrompere o comunque influenzare la decisione di un ufficiale di gara, o impedisce loro di giudicare in libertà dei loro doveri, verrà punito con una multa di €60,000 e un divieto di entrare in campo di almeno 5 anni.

Le possibili sanzioni per il PAOK, sono numerose, ma non è solo il PAOK a rischiare grosso, considerando che l’AEK si è rifiutato di terminare la partita.

In settimana, il presidente del PAOK, Ivan Savvidis, attraverso una dichiarazione, si è scusato:

Voglio scusarmi con tutti i tifosi del PAOK, i tifosi greci e l’intera comunità calcistica internazionale. Sono profondamente dispiaciuto per ciò che è successo. Non avevo nessun diritto di entrare in campo e fare ciò che avete visto. Le mie reazioni emotive derivano dalle diffuse situazioni negative prevalenti nel calcio greco ultimamente e da tutti gli eventi inaccettabili, non legati allo sport, che hanno avuto luogo verso la fine della partita tra PAOK e AEK: le azioni dell’arbitro e del suo assistente (prima gol, poi fuorigioco ed infine gol), la sospensione del match, le proteste e l’invasione di campo da parte di molte persone di entrambe le squadre. Tutto questo ha portato a una situazione incontrollabile. Il mio unico scopo era quello di proteggere le migliaia di tifosi del PAOK dalle provocazioni e risse. Vi prego di credermi: non avevo alcuna intenzione di dar luogo ad una rissa con la squadra avversaria e con gli arbitri. E ovviamente non ho minacciato nessuno. Sfortunatamente, me e la mia famiglia, come i miei colleghi, siamo stati ostaggio di uno status quo di un calcio malato. Nonostante gli attacchi su tutti i fronti, combatto e continuerò a combattere per un calcio giusto, per arbitri imparziali in tutti le partite e per i campionati vinti sul campo e non in tribunale. Voglio scusarmi con tutti, un’altra volta.

Ma le scuse del patron bianconero non servono ad evitare la sospensione del PAOK dall’European Club Association (ECA). L’ECA è il solo corpo indipendente che rappresenta tutte le squadre di calcio a livello Europeo. Nel 2008, è stato fondato per sostituire l’ex G-14 Group e l’European Club Forum ed è riconosciuto sia dall’UEFA che dalla FIFA. Gli scopi dell’associazione sono di proteggere, rappresentare, salvaguardare e promuovere gli interessi di tutti i club calcistici Europei. Il PAOK è, o meglio, era uno dei 200 club registrati nell’associazione, ma dopo il disastro di domenica 11 Marzo a Salonicco, l’ECA ha rilasciato la seguente dichiarazione:

L’ECA condanna fortemente il comportamento del presidente del PAOK, Ivan Savvidis, che ha invaso il campo di gioco con un’arma da fuoco durante la partita tra PAOK e AEK, disputata l’11 Marzo 2018 e valida per la 25esima giornata di Super League Greca.

L’ECA esiste per proteggere l’integrità e la regolarità delle competizioni e delle partite, come anche per i valori ed i principi dello sport su cui il calcio Europeo è basato. La sospensione rimane valida salvo aggiornamenti e sarà discussa durante l’ECA General Assembly che si terrà a Roma il 27 Marzo 2018.

Mercoledì, ad Atene, si è tenuta una conferenza tenuta dal presidente del comitato di sorveglianza della FIFA, Herbert Hubel, spiegando le possibili conseguenze a cui andrà incontro l’EPO. Il tema principale è stata l’invasione di campo da parte del presidente del PAOK, Savvidis. Alla riunione erano presenti anche il ministro dello sport Giorgios Vassiliadis e il presidente dell’EPO, Evangelos Grammenos. Le parole di Hubel:

“Questo comportamento ci ha spinto a venire qui per fare delle raccomandazioni”,  ha dichiarato Hubel al briefing dei media. “Le misure relative a questo incidente saranno trattate dai responsabili in Grecia. Tuttavia, spetta alla FIFA decidere per quanto tempo questi comportamenti possono essere tollerati.

Non possiamo giudicare la decisione dello Stato di sospendere il campionato per motivi di sicurezza pubblica, i ministri hanno deciso sulla base delle informazioni che avevano. L’obiettivo del calcio è vincere, ma non con la forza delle armi, delle minacce e dei ricatti. La violenza deve fermarsi in modo che il campionato che possa ricominciare.

Alla domanda sulla possibilità che l’EPO lasci la FIFA e la UEFA a causa dei perenni problemi del calcio greco, Hubel ha risposto: “Il Grexit che sembrava così tanto distante, ora non lo è più. Il calcio greco ha raggiunto l’orlo della nostra pazienza.”

La Mattina di Venerdì 16 Marzo il Comitato Disciplinare calcistico greco si è riunito, discutendo riguardo le possibili sanzioni per il PAOK, ed esse includono:

  • Vittoria a tavolino assegnata all’AEK.
  • 3 punti di penalizzazione.
  • 2 punti di penalizzazione per il prossimo campionato.
  • Una severa multa e un numero indeterminato di partite a porte chiuse.

 

Inizialmente era previsto che la Super League riprendesse il 31 marzo, una settimana dopo la pausa internazionale, quando la nazionale greca giocherà la Svizzera e l’Egitto nelle partite amichevoli. Tuttavia, parlando con la compagnia radiotelevisiva ERT, il vice ministro della Cultura e dello Sport Vassiliadis ha rivelato che si aspetta che le partite inizino dopo le feste pasquali, che avverranno nei primi giorni di aprile.

Per iniziare a giocare le partite, ci sono tre condizioni principali che devono essere concordate. In primo luogo, i club della Super League devono impegnarsi a cambiare il codice disciplinare. In secondo luogo, se un determinato club viene coinvolto in due incidenti importanti, perderà la licenza della Super League e verrà retrocesso. Vassiliadis ha menzionato episodi isolati simili alle partite del Panathinaikos – PAOK (2017) e PAOK – Olympiacos (2018), dove l’allenatore ospite è stato colpito da un oggetto lanciato dalla folla, non sarà punito con retrocessione.

Infine, la terza condizione è garantire la sicurezza all’interno degli stadi senza una presenza così ampia da parte della polizia. Se tutte le squadre della Super League possono promettere di rispettare queste nuove condizioni e fornire un impegno scritto, il campionato può riprendere. Per non far uscire l’EPO dalle loro organizzazioni, la UEFA e la FIFA devono verificare che i greci abbiano intrapreso le azioni necessarie.

SEGUONO AGGIORNAMENTI.

 

Arena Press titola: “Mafia!”. Accuse in PAOK-Fiorentina

Dopo la prima partita valida per i gironi di Europa League tra PAOK e Fiorentina del 15 settembre, terminata 0-0, il giornale greco “Arena Press” pubblica in prima pagina un breve riassunto sulla partita. Tutto normale, se non fosse per il titolo molto esplicito, che accusa senza mezzi termini la Fiorentina e, più in generale, l’immagine del calcio italiano.

“Mafia!”

Questo il titolo del giornale finito in prima pagina, facendo riferimento ad un tocco di mano da parte del difensore viola Gonzalo Rodriguez in area di rigore. Un episodio dubbio, ma quello che preoccupa è l’accusa gratuita e infamante non consona con il linguaggio che dovrebbe utilizzare una testata giornalistica.