Quando Atene festeggiava il Natale allo stadio

Κοstas Nestoridis (AEK) portato in trionfo in una foto degli anni Cinquanta. [fonte enwsi.gr]

Il 14 novembre 1926 nasce l’Epo, la Federcalcio greca. Questa nuova unione vuole organizzare il primo campionato nazionale greco, con squadre dall’Attica, dal Pireo e dalla Macedonia. Dopo un litigio con l’Olympiakos, la Federcalcio lo espelle da ogni competizione: in segno di solidarietà, anche Panathinaikos e AEK non partecipano e così l’Epo si priva anche delle due società ateniesi.

L’antefatto

Nell’autunno del 1927, viene creato il POK con Panathinaikos, Olympiakos e AEK, da cui viene tratta la K di Konstantinoupoleos (it. di Costantinopoli). Un trust tra le tre big del calcio ellenico, le quali giocavano tra di loro delle amichevoli, visto che in campionato non potevano partecipare. La situazione rientra nei ranghi nel luglio del 1928 con le tre società che tornano sotto la Federcalcio. Solo che le squadre in Grecia erano ancora molto poche, il calendario abbastanza vuoto e le società dovevano battere cassa. Quindi il POK ha un’idea, già provata a Salonicco e nel periodo di Pasqua: giocare durante le feste natalizie.

Ed era un’intuizione eccezionale. Un torneo di calcio in quel periodo, con le squadre più famose, che avrebbe dato più introiti alle società grazie agli incassi dei biglietti, in un’epoca senza sponsor e diritti televisivi. E la risposta del pubblico fu oggettivamente ottima. Già dalla fine degli anni Venti, i greci adoravano il calcio, riempiendo i (pochi) stadi. Specialmente nel periodo delle festività le opzioni per divertirsi erano poche per i portafogli della gente comune. E, come si chiede anche protagon.gr, chi non avrebbe speso due dracme dalla tredicesima per seguire questo nuovo, entusiasmante spettacolo?

La storia

Il timing, tuttavia, per l’applicazione dell’idea è stato il peggiore possibile. La prima vera edizione della Coppa delle Feste era programmata per il Natale del 1940 ma salta: due mesi prima Mussolini cercò di invadere la Grecia, che era in procinto di entrare in guerra. Nel Natale del 1943, con Atene occupata dalla Germania nazista, le società decidono di organizzare il torneo: al Leoforos l’Olympiakos batte per 5-2 il Panathinaikos davanti a più di 10.000 spettatori, mentre nei primi giorni del 1944 l’AEK mette al tappeto sia Panathinaikos (2-1) che Olympiakos (1-0), conquistando il trofeo. Ιl 12 ottobre 1944 Atene viene liberata dai nazisti: piccola particolarità, la Grecia festeggia il 28 ottobre, data in cui di fatto entra in guerra nel 1940, ma il 12 ottobre è una data passata totalmente in secondo piano.

Nel Natale del 1944 era prevista, in un’Atene finalmente liberata, la seconda edizione della Coppa. Ma quel giorno passa alla storia per la visita lampo di Winston Churchill nella capitale ellenica. Infatti, dal 3 dicembre, e per 33 giorni, Atene si trova sotto i colpi dei Dekemvrianà (it. Fatti di dicembre), con scontri tra le forze di resistenza armate e le forze del governo monarchico di unità nazionale instaurato dai britannici dopo la liberazione. La conquista della Coppa da parte dell’AEK non è così importante, con il Leoforos bombardato solamente il 23 dicembre e una situazione davvero fuori controllo in città.

Dopo due anni di pausa, si prova a tornare alla normalità nel 1947, con la nuova Coppa di Natale, che prende sempre più importanza negli occhi dei tifosi che vogliono dimenticare un decennio di guerra e fame. Nel 1950 dura per la prima volta due settimane ed è un torneo particolare: tutte le squadre arrivano a pari punti e, visto che nel regolamento non era previsto alcun criterio per avere un vincitore in questo caso, la Coppa non viene assegnata. Negli anni Cinquanta vengono invitate anche le squadre straniere, aiutando ad alzare il livello del calcio greco. Nel 1959 il Vojvodina distrugge per 8-3 il Panathinaikos con una tripletta di Toza Veselinović, che sarà poi allenatore dell’Olympiakos e dell’AEK. Un Olympiakos che, in quel decennio, sta costruendo il proprio mito, la propria leggenda, il proprio Thrylos: ai sette campionati vinti, si aggiungono anche le sei Coppe di Natale.

I ricordi

In un articolo del Natale di sei anni fa, gazzetta.gr ha dedicato un approfondimento su questo torneo, intervistando l’ex bomber dell’Olympiakos Ilias Ifantìs (classe ’36), una delle leggende della squadra del Pireo, e il difensore ex Apollon Smyrnis e Panathinaikos, Aristidis Kamaras (classe ’39). Se vi ricorda qualcosa l’ultimo cognome, non è strano: al fratello maggiore Georgios è dedicato lo stadio dell’Apollon, il Rizoupoli, mentre lo stesso Aristidis era titolare nel Trifylli sconfitto a Wembley nella finale di Coppa dei Campioni nel 1971.

La gente nelle feste non aveva altro tipo di intrattenimento. Il calcio regnava sovrano, le persone si aggrappavano allo stadio come l’uva! […] Le squadre erano poche e avevamo un calendario vuoto. Allora c’era un manager pazzesco, l’illustre signore Volanakis, che aveva come sede la città di Vienna e portava squadre straniere in Grecia per Natale e Pasqua. Arrivavano grandi squadre. Il Rapid, l’Austria, l’Hajduk: avevo visto persino Happel, pensate! Le squadre jugoslave avevano giocatori incredibili. In quel periodo, oltre al grande POK (Panathinaikos-Olympiakos-AEK), c’era anche il piccolo, con Apollon-Panionios-Ethnikos, che invitava anch’esso altre squadre. Dal 15 dicembre al 20 gennaio c’erano le vacanze invernali: visto che le società avevano bisogno di biglietti, sono stati creati tornei come la Coppa di Natale, la Coppa di Pasqua e la Coppa di settembre.

Aristidis Kamaras

Quell’epoca era unica ed irripetibile. Erano partite organizzate alla perfezione, dopo tanto studio dietro. Un torneo che non lasciava alcun spazio alle polemiche, non come avviene ora. […] Da quelle gare usciva una verità agonistica e culturale. Tutti abbiamo adorato questa competizione. Sia nella Coppa di Pasqua che in quella di Natale lo stadio era gremito. Anche allora c’era povertà, ma era diverso…
La cosa più importante? Da quelle partite si sono messi in evidenza grandi giocatori, perché davano l’opportunità agli allenatori di schierare ragazzi come me che poi hanno lasciato un segno.

Ilias Ifantìs

Mentre a Kathimerinì, in un articolo pubblicato ieri, lo stesso Ifantìs rammenta come ha conquistato il posto all’Olympiakos e un dettaglio sugli spalti:

Avevo 16 anni quando ho debuttato [nella Coppa di Natale]. Ho anche segnato e da quel momento l’allenatore mi guardava con un altro occhio. In poco tempo sono diventato un titolare e non giocavo solo quando ero infortunato. Hanno fatto male ad abolire queste competizioni.
Sugli spalti i tifosi erano sparpagliati, seduti tutti insieme e senza distinzione di squadra: non c’era il fanatismo di oggi. Certo, a volte c’erano dei piccoli episodi, ma gli altri tifosi li fermavano subito.

Per farvi capire la portata dell’evento, la prima pagina del quotidiano sportivo Athlitikì Ixò del 24 dicembre 1953 scriveva così:

Il fortissimo Vojvodina è arrivato ieri e si è allenato nel pomeriggio nello stadio del Panathinaikos. Tra i convocati sono presenti anche gli illustri nazionali Rajkov, Veselinović, Milovanov, Boškov (Vujadin, ex allenatore della Sampdoria scudettata, tra le altre, ndr). Domani pomeriggio la squadra affronterà la sua prima partita in terra greca contro l’AEK.

Un torneo che era diventato quasi il Boxing Day in salsa ellenica, non solo per il periodo dell’anno in cui veniva giocato, ma anche per la grande affluenza di pubblico. Con l’introduzione del campionato a girone unico nella stagione 1959-1960 e la dissoluzione del POK, la Coppa di Natale perde tanto appeal.

L’edizione del 1962, vinta dall’Olympiakos, sarà infatti l’ultima volta in cui i tifosi greci potevano unire Natale con il calcio…

P.S. Anche a Salonicco si organizzava la Coppa di Natale, ma le fonti sono davvero limitate. Un’edizione con PAOK, Aris e Iraklis era stata giocata tra la fine del 1956 e l’Epifania del 1957, con vincitore il Dikefalos.

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.

L’importanza di Aris-Olympiakos

Ιl big match della 10° giornata, lo scontro tra le due prime della classe. Entrambe a 19 punti, imbattute e con due partite da recuperare.

Aris-Olympiakos (stasera, ore 18.30, al Kleanthis Vikelidis) è una partita che torna ad essere affascinante per il discorso classifica, con i gialloneri che si stanno lentamente inserendo tra le grandi del campionato. Per i padroni di casa sarà il test decisivo per il prosieguo, mentre per la squadra del Pireo è un impegno duro prima della decisiva sfida di Champions col Marsiglia.

I precedenti e l’arbitro dell’incontro

In 57 partite giocate in casa dell’Aris nel campionato greco a girone unico, l’Olympiakos è leggermente in vantaggio con 20 vittorie, 21 incontri sono terminati in parità e per 16 volte l’Aris ha festeggiato la vittoria.

In settimana la società di Salonicco aveva richiesto un arbitro straniero in vista di questo derby ed è stato accontentato. Infatti, il fischietto sarà il croato Ivan Bebek, coadiuvato dai connazionali Goran Pataki e Bojan Zobenica.
L’arbitro 43enne ha diretto per sei volte una squadra greca in Europa e curiosamente l’unica vittoria (e che vittoria!) è stata conquistata proprio dall’Aris:

  • 22 agosto 2019, Slovan Bratislava 1-0 PAOK (andata playoff EL);
  • 18 febbraio 2016, Anderlecht 1-0 Olympiakos (andata sedicesimi EL);
  • 27 agosto 2015, Fenerbahçe 3-0 Atromitos (ritorno playoff EL);
  • 1° dicembre 2010, Atletico Madrid 2-3 Aris (5° giornata gironi EL);
  • 3 dicembre 2009, Galatasaray 1-0 Panathinaikos (5° giornata gironi EL);
  • 28 luglio 2009, Sparta Praga 3-1 Panathinaikos (andata 3° turno CL).

Aris coriaceo che sta sorprendendo

Il nome Aris viene dal Dio greco della guerra e, vedendo l’inizio di questa stagione, non avevamo proprio dubbi.

Ci spieghiamo meglio.
Debutto in campionato col Lamia in casa: in svantaggio per 0-1 fino al 72′, poi tre reti che ribaltano la situazione e che fanno vincere la partita all’Aris per 3-1.
La cocente eliminazione dall’Europa League dagli ucraini del Kolos Kovalivka e nel giro di quattro giorni viene esonerato l’allenatore tedesco Michael Oenning e si dimette il ds Angelos Charisteas.

Tutti ci aspettavamo un calo… e invece no!

Nelle sei partite successive con Akis Mantzios in panchina: un pareggio contro il Pas Giannina e cinque vittorie, tutte per 1-0! Si tratta della migliore partenza nella storia dell’Aris, con sei vittorie e un pareggio nelle prime sette partite.

Con i dati Opta analizzati da Sport 24, vediamo anche nei numeri un miglioramento notevole in difesa:

  • 5 clean sheet in stagione (2° dietro all’Olympiakos);
  • 1.9 tiri in porta subiti/partita (1° in classifica);
  • I portieri Boucher (2/2 interventi) e Siampanis (6/6 interventi) sono imbattuti;
  • Il mediano australiano James Jeggo ha 2.77 interventi riusciti/partita (1° in classifica).

L’unico vero difetto è l’attacco: le 10 reti segnate in 7 partite (con 3 rigori realizzati) sono relativamente poche e sarà un punto in cui servirà ancora tanto lavoro.

La probabile formazione

L’Aris non vince in casa contro l’Olympiakos dal lontano 2010. Ha la consapevolezza di essere in forma e si rende conto che questa può essere una grande opportunità di passare in testa da solo.

Il portiere Julian Cuesta torna tra i convocati, ma il tecnico Akis Mantzios continuerà a dare fiducia a Marios Siampanis, che ha tenuto la porta inviolata nelle ultime due partite. In difesa, nonostante il ritorno di capitan Delizisis, sembra confermato il quartetto: Sundgren a destra, tandem centrale con Rose e Benalouane (ex Cesena, Parma, Atalanta) e Sakic occuperà l’out mancino. In mediana ballottaggio tra Matilla e Sasha (70%-30%) per affiancare James Jeggo, come anche tra Mancini e Bertoglio (60%-40%) per un posto dietro all’unica punta Manos. Gli esterni saranno Mateo Garcia e Bruno Gama, nel 4-2-3-1 di Mantzios.

Olympiakos, l’importanza di avere Sá e il ritorno di El Arabi

Il portiere portoghese è il vero protagonista di questo inizio di campionato per la squadra di Pedro Martins. Basti pensare che nell’unica partita in cui non ha giocato, l’Olympiakos ha subito una rete. In tutte le altre sei, con José Sá in porta, zero reti subite.

Ed è un dato eccezionale se andiamo ad analizzare i numeri di queste prestazioni. Sempre con l’aiuto di Opta e di Sport 24, possiamo vedere che l’Olympiakos ha subito ben 8.3 tiri in porta/partita in questo campionato, mentre nella scorsa regular season la media era di 6.6.

Dall’estate del 2019 fino ad oggi i dati di Sá sono pazzeschi:

  • Ha subito 6.6 reti di meno rispetto agli expected goals. Per dirla meglio, il portiere portoghese avrebbe dovuto subire circa 16 reti in totale, visti i tiri in porta subiti, ma ne subiti 10 in realtà. Significa che ha salvato il 38% (6 su 16) delle reti che avrebbe dovuto subire, un numero significativo.
  • La percentuale delle parate sui tiri calciati dall’interno dell’area è del 79%. Zivkovic (PAOK) ha il 64%, Dioudis (Panathinaikos) il 63% e Tsintotas (AEK) il 53%.
  • La percentuale delle parate sui tiri totali in porta è del 91%. Zivkovic (PAOK) ha il 75%, Dioudis (Panathinaikos) il 73% e Tsintotas (AEK) il 72%. Significa che ogni volta che un avversario di Sá calcia in porta, 9 volte su 10 il portoghese respinge il pallone.

Quindi è presto spiegato il fortino dell’Olympiakos. A cui si aggiungono anche il rientrante Holebas e… Youssef El Arabi!

Come ha descritto il sito vicino agli Erithrolefkoi To10.gr, il rientro della punta è avvenuto dopo un lungo scambio di documenti tra la società greca e la Federcalcio marocchina, con le due parti che hanno affittato un aereo privato per il trasporto del giocatore da Yaoundè (Camerun) fino in Grecia.

La probabile formazione

Avendo anche la Champions League martedì prossimo al Vélodrome, Pedro Martins deve gestire bene la rosa e i rientri, col tecnico lusitano che tornerà al 4-3-3. Holebas tornerà sulla fascia sinistra di difesa ed El Arabi sarà la punta: entrambi devono riprendere il ritmo partita e quasi sicuramente non giocheranno per tutti i 90′.

Rafinha, dopo aver stretto i denti per giocare contro il City, sarà in panchina quindi il terzino destro sarà Mohamed Dräger. Al centro della difesa, davanti al confermatissimo portiere Sá, il tandem difensivo sarà formato da Semedo e uno tra Ba e Cissé. A centrocampo potrebbe tornare il terzetto Camara-Bouchalakis-M’Vila: in caso di turnover, il francese ex Inter potrebbe riposare per fare spazio a Pêpê. Ai lati dell’attacco, con Randjelovic ancora positivo al Covid, Masouras e Fortounis, con l’ultimo che viene da un periodo in cui ha sempre giocato ad alte intensità tra Olympiakos e Nazionale.

Nella partita di oggi potrebbe anche debuttare il portoghese Tiago Silva (trequartista/esterno sinistro d’attacco, ex Nottingham Forest) mentre ci sarà un’opportunità anche per Marios Vrousai. Non è da escludere anche una possibile titolarità per l’ala ex Willem II.

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.

L’infinita stagione 2019-2020 in Grecia

Mentre in altri parti d’Europa, vedi Polonia, Belgio o Scozia, la stagione 2020-2021 ha già preso il via, in Grecia ancora deve concludersi quella precedente! Stranezze da coronavirus, direte. E invece… non è proprio così e vi spieghiamo anche il perché.

Le ultime partite giocate in Super League 1 sono state quelle valevoli per l’ultimo turno dei playoff: Olympiakos 3-0 AEK, PAOK 0-0 Aris, Panathinaikos 3-2 OFI. Si sono svolte il 19 luglio. Dopo la fine del massimo campionato, per concludere la stagione si dovevano giocare tre incontri. La finalissima di Coppa di Grecia tra Olympiakos e AEK e il doppio spareggio promozione-retrocessione tra la 13° della Super League 1 (lo Xanthi) e la 2° della Super League 2 (l’Apollon Smyrnis). Siamo al 14 agosto e stiamo ancora aspettando.

LA FINALE DI COPPA: LO STADIO, L’EUROPA, LA RABBIA

olympiakos-aek-2-scaled-e1595185295830-768x497
Cissè festeggia durante Olympiakos 3-0 AEK del 19 luglio 2020.

La Federcalcio greca aveva deciso il 9 luglio che la finale Olympiakos-AEK si sarebbe giocata domenica 26 luglio alle ore 21, senza spettatori, una settimana dopo l’ultima giornata di campionato, nello stadio di Rizoupoli. La squadra del Pireo si era opposta categoricamente sulla scelta del campo dell’Apollon Smyrnis, perché non veniva utilizzato dal lontano 9 marzo e si trova vicinissimo al quartier generale dell’AEK a Nea Filadelfeia (come vi avevamo spiegato qui).

Nei giorni successivi, la Polizia ha fatto un sopralluogo nello stadio della finale e non ha dato il permesso per lo svolgimento della partita. Di conseguenza, la Commissione dei Fatti Straordinari della Federcalcio greca ha deciso per il rinvio della finale il 21 luglio, a cinque giorni dalla data programmata. Le reazioni contro la Federcalcio sono velenose, a partire dalla rete televisiva che detiene i diritti della Coppa, la pay tv Cosmote TV, fino all’Olympiakos, il quale doveva preparare l’importante sfida di ritorno degli ottavi di Europa contro il Wolverhampton del 6 agosto.

Con il 30 agosto nell’aria come possibile data per la finale, l’Olympiakos manda subito una richiesta formale all’AEK per lo svolgimento sempre il 26 luglio ma sul campo dei gialloneri, ossia l’Olimpico di Atene. La società di Atene risponde con un difensivo «si gioca dove e quando decide la Federazione». Nel frattempo la Federazione Provinciale di Irakleio (Creta) candida il Pagkritio come sede per la finale, visti i pochi contagi per coronavirus nell’isola cretese.

La Federcalcio non ascolta questa richiesta e il 28 luglio decide per la finale il 30 agosto all’Olimpico di Atene, andando contro la volontà di FIFA e UEFA che auspicavano lo svolgimento dell’atto finale prima del 3 agosto, ossia prima dell’inizio del calciomercato in Grecia ed entro la scadenza UEFA per determinare le squadre che vanno in Europa.

Il 29 luglio l’Olympiakos minaccia di mandare in tribunale la Federcalcio e di giocare la finale il 30 luglio ossia… il giorno successivo! Ovviamente questo non è successo e quindi Olympiakos e AEK si contenderanno la Coppa il 30 agosto all’Olimpico. Come tempistica sembrerà quasi una Supercoppa, visto che la Super League 1 2020-2021, a meno di stravolgimenti dell’ultima ora, comincerà il 12 settembre.

GLI SPAREGGI: LA SUPER LEAGUE 2 INCOMPIUTA E L’ETERNA ATTESA…

aox-apollon-smyrnis
Xanthi-Apollon Smyrnis del febbraio 2018. Sullo sfondo Giorgos Paraschos, allora tecnico dell’Apollon Smyrnis: già ex Xanthi, un mese fa è ritornato sulla panchina dell’Apollon.

Partiamo dall’epilogo: il Tribunale Arbitrale della Federcalcio ha deciso ieri che gli spareggi per il 14° e ultimo posto in Super League 1 si giocheranno tra Xanthi e Apollon Smyrnis il 22 e 29 agosto. Quindi conosceremo la squadra che completerà il puzzle del prossimo campionato solo due (!) settimane prima dell’inizio ufficiale della stagione 2020-2021.

La Super League 2, come tutti i campionati greci ad eccezione della Super League 1, si è conclusa nella prima metà di marzo, prima del lockdown causa coronavirus. Tra varie perdite di tempo legate ai diritti televisivi, al momento dell’interruzione, la serie cadetta aveva svolto solamente 20 giornate di regular season, con altre due partite da giocare e infine playoff dalla 1° alla 6° e playout dalla 7° alla 12°.

La classifica, ufficializzata dall’ente organizzatore il 23 luglio, recita così:

PAS Giannina         49 punti
Apollon Smyrnis    42 punti

Chania                     38 punti
Levadiakos             38 punti

Il PAS risale così in Super League 1, mentre l’Apollon si giocherà lo spareggio. Ovviamente Chania e Levadiakos hanno fatto ricorso, dato l’esiguo distacco dalla seconda, ma non è stato accolto.

Però anche l’Apollon, che non gioca da oltre cinque mesi, non è contento della decisione di far svolgere comunque lo spareggio, accogliendo così la notizia di poche ore fa:

Una decisione che è come un aborto per noi. […] Ci sembra chiaro che si tratti di una decisione che distrugge la squadra dell’Apollon Smyrnis. Da una parte non le permette di partecipare nella Super League 1 (erano circolate voci su un allargamento a 15 squadre, ndr), dall’altra non le dà il tempo materiale di costruire una squadra per la nuova stagione. Anche se la nostra squadra giocherà lo spareggio e lo vincerà, qualcuno deve venire in questo periodo a fare una squadra. Questa è l’equità professata dai golden boys della Super League 1? Queste cose nemmeno David Copperfield, signori…

A prescindere dai toni usati dalla società ateniese, il tempismo degli spareggi è uno dei peggiori mai visti perché chi giocherà nella nuova Super League 1, che comincia due settimane dopo la partita di ritorno, sarà oggettivamente penalizzato. Soprattutto se si tratterà dell’Apollon che nella scorsa stagione militava in Super League 2, con un’intera squadra da adattare alla nuova categoria.

Ci troviamo a quasi una settimana dall’inizio degli spareggi e i dubbi sono ancora tanti, come illustrati da gazzetta.gr.

Chi giocherà in casa all’andata e chi al ritorno?
Non è stato ancora sorteggiato il calendario.

Ci sarà il VAR?
In Super League 1 esiste, in Super League 2 no. Chi lo sa.

Ci saranno i tifosi sugli spalti?
Al 99.9% no. La pandemia non accenna a calmarsi in Grecia (anzi…), ma non abbiamo nessuna decisione ufficiale.

Le due partite avranno una copertura televisiva?
Lo Xanthi ha un contratto con la televisione di stato ERT per le partite in casa, mentre l’Apollon è in conflitto con la ERT e durante la stagione le partite in casa non erano trasmesse in televisione. Quindi potrà anche succedere che Apollon Smyrnis-Xanthi si giochi senza pubblico e senza telecamere.

Arbitri greci o stranieri?
Probabilmente si punterà sugli arbitri greci internazionali, quindi la rosa si restringe su Sidiropoulos (il più esperto, sez. Dodecanneso), Papapetrou (sez. Atene), Papadopoulos (sez. Macedonia), Tzilos (aveva arbitrato l’andata dello spareggio dello scorso anno tra Platanias e OFI, sez. Larissa), Skoulàs (sez. Tessaglia), Diamantopoulos (sez. Arcadia).

Quali giocatori potranno scendere in campo?
Sono due partite della stagione 2019-2020 ma giocate durante la stagione 2020-2021. La Federcalcio non ha pubblicato niente circa questo argomento, quindi si prova a fare una stima.
Xanthi e Apollon Smyrnis potranno schierare giocatori con i contratti in essere per la stagione 2020-2021 e giovani che hanno firmato un contratto professionistico entro il 2 agosto. Per trovare il pelo nell’uovo, potranno scendere in campo anche calciatori che hanno ancora un contratto con le rispettive società, sono andati via ma le società non sono andate a depositare la fine del contratto in Federazione.

Senza scendere in ulteriori (e tediosi) tecnicismi, la Federcalcio si deve pronunciare affinché le due squadre sappiano dove, come e con chi giocare.

Rimanete connessi perché ne vedremo sicuramente delle belle!

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.

ESCLUSIVA ICG: Il giornalista Nikos Stratis sulla Super League 1, la Nazionale e… Tsimikas!

Ιn questo periodo senza partite, abbiamo sentito il giornalista greco Nikos Stratis, per anni inviato del canale televisivo Tileasti (poi ART TV) per cui ha seguito numerose finali di Champions League, e attualmente articolista per il sito Kingsport.gr. Abbiamo toccato diversi temi, spaziando dall’attualità fino all’analisi della regular season del campionato greco.

javier-zanetti-Nikos-Stratis-Kingsport.gr_
Nikos Stratis con Javier Zanetti.

La Grecia ha gestito bene il fronte calcistico durante questa emergenza sanitaria? 

La sospensione dei campionati è stata imposta e gli enti organizzatori hanno fatto la cosa più logica. Il governo greco ha lanciato il messaggio di fermarsi sotto quasi tutti i punti di vista, qualcosa che ha condizionato anche il calcio. La gestione del tema del Covid-19 dipende da chi sta a capo del Paese e il mondo del calcio non aveva altra scelta.

In questo periodo è inevitabile parlare dell’affare Olympiakos-Atromitos del febbraio del 2015, che è rimbalzato anche in Italia (noi l’abbiamo spiegato qui). Visto che segui da vicino l’Olympiakos, qual è la tua posizione su questo tema?

Penso che in questo caso sia stato fatto tanto rumore, se non per il nulla, ma per un argomento di importanza secondaria. Anche se verrà dimostrato che la dirigenza dell’Atromitos avesse influenzato dietro le quinte il proprio allenatore Ricardo Sá Pinto per preservare alcuni giocatori nella trasferta con l’Olympiakos in modo da averli freschi nelle partite seguenti in cui avrebbe avuto maggiori possibilità di vincere, si tratta di un argomento all’interno della squadra di Peristeri e non parliamo di un match “truccato” o di un risultato concordato.

«ΙL CASO OLYMPIAKOS-ATROMITOS È DI IMPORTANZA SECONDARIA»

Sicuramente, a livello teorico, l’Atromitos avrebbe avuto maggiori possibilità di strappare qualcosa di meglio al Karaiskakis, però è un diritto di ogni squadra di gestirsi in base al programma e non alla malafede di chi guarda. Faccio un esempio: il regolamento prevede che nel caso in cui un giocatore venga ammonito più volte, le squadre scelgano quando non farlo giocare per squalifica e quindi non è scontato che non giochi nella partita successiva. Comunque il caso secondo l’Olympiakos è stato già giudicato dalla UEFA, mentre secondo il PAOK è ancora in sospeso. Non penso che questo porterà a qualcosa di concreto, sinceramente…

Un’opinione sull’altro argomento caldo del calcio greco, la multiproprietà tra PAOK e Xanthi?

Se gli organi competenti hanno deciso che entrambe le società debbano essere punite, cosa posso aggiungere io dal punto di vista legale? Le commissioni competenti sono quelle che esaminano il caso, noi non possiamo giudicare perché non disponiamo di tutti i dati possibili. E se questa storia andasse fino al TAS di Losanna dovremo solamente aspettare, perché non sappiamo nemmeno se accetterà l’improvvisa decisione del governo dello scorso gennaio (penalizzazione e non retrocessione in caso di multiproprietà, che avevamo spiegato qui, ndr).

«ΝΟΝ VORREI CHE IL PAOK RETROCEDA, NÈ CHE VENGA PENALIZZATO»

Lasciando da parte l’aspetto giuridico, dal punto di vista puramente calcistico preferisco che le partite e i campionati si decidano sul campo. Personalmente non vorrei che il PAOK retroceda, né che venga penalizzato. Avremmo visto dei playoff molto interessanti – se non fosse apparso questo virus – se il PAOK fosse stato a -7 dall’Olympiakos. Infatti, il Dikefalos avrebbe affrontato proprio la squadra del Pireo al Toumba subito alla prima giornata! I regolamenti, tuttavia, sono sempre fatti per essere rispettati e devono essere applicati, volenti o nolenti.

Ti chiediamo un bilancio di queste 26 partite di regular season in Super League 1 tra la rivalità Olympiakos-PAOK e le dirette inseguitrici.

L’Olympiakos già dall’inizio ha dimostrato di essere la squadra più costante e giustamente vincerà questo campionato. Qualcuno potrebbe dire che anche in un frangente della scorsa stagione abbia fatto meglio del PAOK, ma le è mancata l’efficienza. Di conseguenza, la vittoria del Dikefalos tou Vorrà dello scorso campionato è stata indubbiamente giusta.

«L’OLYMPIAKOS HA LA ROSA PIÙ COMPLETA, MERITA IL CAMPIONATO»

E dico lo stesso anche per questa stagione. Ha la rosa più completa, anche senza lo sfortunatissimo Fortounis, senza il quale è riuscita a qualificarsi nei gironi di Champions League dopo tre preliminari! Con il (capocannoniere) El-Arabi ha risolto il grande problema in attacco che aveva nella scorsa stagione, Valbuena (miglior assistman del campionato) e Podence (fino al trasferimento al Wolverhampton a gennaio) hanno alzato il tasso qualitativo, Guilherme, Camara e Bouchalakis in mediana, Semedo in difesa che ha un ottimo passaggio per essere un centrale difensivo, ecc. Tutto questo è verificato dall’ottimo percorso in Europa e dalla vittoria contro l’Arsenal a Londra. Grandissimi meriti vanno a Pedro Martins, che con la giusta fiducia della società ha costruito un organico molto equilibrato nell’ultimo biennio, conquistandosi il rinnovo del contratto fino al 2022 (notizia arrivata venerdì, ndr).

1F53CE30-5E28-48F2-89C0-C68B2E9CEC1D
Foto da Olympiakos 1-1 PAOK del 1° dicembre 2019.

«ΤRE FATTORI NEGATIVI NEL PAOK: LA DIFESA, IL CAMBIO TECNICO E LA SFORTUNA»

Invece il PAOK è peggiorato rispetto alla scorsa stagione. Principalmente per due motivi: la difesa e il cambio dell’allenatore. L’insuperabile tandem Crespo-Varela e i migliori terzini del 2018-2019 Vieirinha e Matos, ciascuno per motivi diversi, stanno giocando al di sotto dei propri standard. Gli ottimi Mišić e Swiderski non sono bastati e l’Olympiakos è… sparito dai radar. Parlando della panchina, penso che Abel Ferreira sia un buon allenatore, però non dimentichiamoci che è arrivato dopo l’improvviso “divorzio” con Lucescu. I bianconeri hanno avuto anche sfortuna, che può essere il terzo fattore negativo di questa stagione. Ad agosto, nel percorso dei campioni dei preliminari di Champions, ha beccato l’Ajax, contro cui ha giocato benissimo, con Biseswar autore di ottime prestazioni. L’Olympiakos invece ha evitato il Porto – eliminato dal Krasnodar – e il PSV Eindhoven, che ha affrontato il Viktoria Plzen. Il fatto di non essersi qualificato ai gironi di Champions è stato uno svantaggio sul piano economico rispetto all’Olympiakos, poiché a causa del Financial Fair Play non ha potuto rafforzarsi per essere più competitivo. Le abilità e la qualità non mancano al Dikefalos, però in questa stagione non le abbiamo viste in campo perdendo l’ottima alchimia per i suddetti motivi.

«NON RIUSCIAMO A GODERCI IL CAMPIONATO PER I VELENI ATTORNO A OLYMPIAKOS E PAOK!»

È un grande peccato che negli ultimi anni abbiamo due squadre di alto livello, come Olympiakos e PAOK, non riuscendo a goderci un campionato entusiasmante a causa dei veleni attorno alla rivalità tra le due squadre. I mezzi di comunicazione si concentrano maggiormente sulle notizie fuori dal campo, i tribunali e i retroscena, rispetto al calcio giocato. Questo è davvero molto triste…

L’AEK ha perso molto tempo prima di fare la mossa giusta e portare in panchina Massimo Carrera. Il tecnico italiano, totalmente coerente con la sua nazionalità, ha dato ai gialloneri una grande solidità difensiva e con l’arrivo di Araujo in inverno, i gialloneri pensano di poter centrare qualcosa di meglio in questa stagione. Non parlo della vittoria del campionato, però con i problemi del PAOK il secondo posto può essere un obiettivo concreto.

La mia opinione sul lavoro di Giorgos Donis e il Panathinaikos è molto positiva. Giocatori come Chatzigiovanis, Donis, Dioudis penso che meritino un’occasione in Nazionale, di cui fa già parte Kourbelis, e hanno mostrato ottimi segnali anche Insúa, che difficilmente rimarrà, Johansson, Schenkeveld e Perea. Complessivamente, anche a causa della mancanza di esperienza, il Trifylli difficilmente può ambire a qualcosa di meglio.

Un commento anche sull’Aris: può sembrare una squadra “da una stagione”, però quello che ha fatto vedere è un ottimo biglietto da visita. Non so cosa possa combinare e quello che vedremo nel futuro. Gli auguro di continuare con questo tentativo, però con il blocco dei trasferimenti con cui è stato punito dalla FIFA (per un anno, notizia di venerdì, ndr) la vedo dura…

2195994_1-740x457
Il ct della Grecia John van ‘t Schip.

Spostandoci sul fronte Nazionale, John van ‘t Schip dal 31 luglio è il nuovo commissario tecnico e si stanno vedendo i primi segni di miglioramento. Pensi che potrà continuare in questo modo?

Νοn è semplice fare una valutazione sul futuro della Nazionale. In un momento complicato è arrivato un nuovo allenatore che ha convocato tanti nuovi nomi principalmente da campionati esteri. Per me è positivo il “rotation” della rosa, è una cosa buona e giusta analizzare più giocatori dal momento che mancano le grandi personalità del passato come Karagounis, Katsouranis, Basinas o Zagorakis. Ad esempio la punta del Willem II Pavlidis ha fatto vedere che può dare il proprio contribuito in un periodo in cui Mitroglou e Koulouris non erano in condizioni ottimali. Anche Vasileiadis del Paderborn a centrocampo può dare dinamismo e aumentare la competitività in quel ruolo.

«PAPASTATHOPOULOS E MANOLAS DEVONO TORNARE IN NAZIONALE. VAN ‘T SCHIP? DEVE RIMANERE A LUNGO»

In difesa, dal mio punto di vista, sono assolutamente convinto che Papastathopoulos e Manolas, “freddati” dalla gestione Aggelos Anastasiadis, debbano essere convocati di nuovo perché potranno indubbiamente aiutare con l’esperienza e la qualità a loro disposizione.

Van ‘t Schip magari non è un grande nome, però ha imparato dalla scuola olandese e dà grande importanza all’energia e alla corsa, combinate con un calcio creativo, qualcosa che mancava al gioco della Grecia. L’abbiamo notato anche nelle ultime partite per le qualificazioni all’Europeo, con la Nazionale che ha concluso il girone con tre vittorie di fila! Non è l’allenatore “top”, però deve continuare a lungo: se la Federcalcio non sostiene una propria scelta, cambiando sempre il ct, difficilmente torneremo nella fase finale di un grande torneo…

Juventus+v+US+Sassuolo+Serie+A+_LnX959RWSNx
Giorgos Kyriakopoulos in anticipo su Paulo Dybala durante Juventus 2-2 Sassuolo del 1° dicembre 2019. (Pier Marco Tacca/Getty Images Europe)

La Serie A negli ultimi anni ha una forte presenza di calciatori greci: qual è il tuo punto di vista su di loro?

Non si può non cominciare con Kostas Manolas. Devo ammettere che nella prima stagione a Napoli non è stato il giocatore visto a Roma. Considerando il fatto che è andato in una squadra in cui doveva essere subito titolare e senza alcun periodo di adattamento, il nuovo ambiente e la stagione difficile dei partenopei, vedi il cambio tecnico e un campionato deludente, hanno influenzato Kostas. Anche lo stesso giocatore non è al massimo, ha vissuto momenti duri con la delusione in Nazionale. Però abbiamo notato che il Napoli stava andando avanti in Champions League ed era con un piede in finale di Coppa Italia con la vittoria in trasferta contro l’Inter: la squadra, nonostante la stagione negativa, stava reagendo. Quando tornerà la calma in società, vedremo un Manolas al meglio.

Kyriakopoulos è molto più giovane ed è anche alla prima stagione in Italia. Non si è abbattuto quando De Zerbi non lo schierava dall’inizio in un ottimo Sassuolo e da novembre in poi si è affermato. Oltre alle ottime prestazioni, ci ha fatto vedere anche un grande carattere ed è un ragazzo di ottime prospettive.

«MANOLAS SARÀ AL MEGLIO QUANDO TORNERÀ LA CALMA AL NAPOLI. KYRIAKOPOULOS HA UN GRANDE CARATTERE»

Infine, vorrei parlare anche di Babis Lykogiannis del Cagliari, un altro terzino sinistro. A nemmeno 27 anni è difficile essere titolare nella squadra rivelazione della Serie A, specialmente quando nello stesso ruolo i sardi hanno Luca Pellegrini in prestito dalla Juventus. Nonostante questo, Lykogiannis è riuscito a giocare un numero soddisfacente di partite nella seconda stagione in una squadra ambiziosa. Secondo me sarebbe meglio se andasse in una squadra che gli potrebbe dare maggiore fiducia e minuti in campo.

SUPERLEAGUE / ÏÓÖÐ - ÁÔÑÏÌÇÔÏÓ (ÖÙÔÏÃÑÁÖÉÁ: ÁÍÔÙÍÇÓ ÍÉÊÏËÏÐÏÕËÏÓ / EUROKINISSI)
Kostas Tsimikas durante una partita di Super League 1 (EUROKINISSI).

Concludiamo con Tsimikas, l’uomo mercato in Grecia: da mesi si parla di un interessamento di Inter e Napoli, mentre è notizia di poche settimane fa che anche la Lazio si stia inserendo nelle trattative. Cosa ha di così speciale questo talento?

Queste voci gli fanno onore e sono la giusta ricompensa per il suo incredibile miglioramento. Nelle partite contro Arsenal, Tottenham e Bayern in Champions League è stato eccezionale.

«TSIMIKAS È PRONTO PER IL GRANDE SALTO!»

Sapevamo che avesse velocità e ottima tecnica, con cross chirurgici, però è migliorato anche in fase difensiva: difficilmente lo batti nell’uno contro uno e ultimamente fa ottime diagonali e coperture sugli stopper. Durante la stagione dicevo che la mossa migliore sarebbe stata quella di fare un’altra ottima stagione all’Olympiakos e poi provare ad andare via. Ormai penso che sia pronto per fare il grande salto. È un terzino sinistro fantastico!

 

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.

La nuova Super League 2 da fantascienza

paokosfp-4.jpg

[Traduzione e adattamento di questo articolo di Contra.gr dello scorso 30 aprile.]

PAOK e Xanthi per la multiproprietà, Olympiakos e Atromitos per una partita in cui si sono affrontate nel 2015, sono le squadre che rischiano (tra virgolette o senza) la retrocessione. La squadra del Pireo ha portato il caso del PAOK al TAS di Losanna, il PAOK cerca di ripagare i biancorossi tramite la Commissione Etica. Qua mettiamo una pausa e chiariamo che l’obiettivo di questo articolo non è quello di analizzare la serietà o meno delle due questioni, perché questa verrà decisa dagli organi competenti.

Cosa succederebbe se effettivamente queste quattro squadre retrocedessero in Super League 2? La serie cadetta del campionato greco acquisirebbe un interesse incredibile, pari a quella della Serie B 2006/2007 con Juventus, Napoli e Genoa.

E, ovviamente, sarebbe… molto più costosa!

Non vogliamo sottovalutare affatto AEK e Panathinaikos, per carità. Però questo fatto si basa sulla pura realtà dello status economico e agonistico che hanno Olympiakos e PAOK attualmente. Gli Erithròlefkoi e il Dikefalos tou Vorrà sono due squadre che possono trattare i propri diritti televisivi con somme molto più alte rispetto agli altri. Poi stiamo parlando delle squadre con i budget più alti del calcio greco.

OLYMPIAKOS + PAOK = QUASI METÀ SUPER LEAGUE 1

Secondo transfermarkt, il valore di mercato della rosa del PAOK è sui 53.2 milioni di euro. Quello dell’Olympiakos sui 59.58 milioni di euro. Parliamo dei nuovi valori, quelli che si sono adattati sugli standard della pandemia, i quali hanno un trend fisiologicamente negativo.

Giusto per darvi un’idea, la rosa dell’AEK è sui 27.78 mln, del Panathinaikos sui 18.9 mln e dell’Aris sui 10.55 mln di euro. Il valore di mercato complessivo della Super League 1 è di 246.8 milioni: Olympiakos e PAOK coprono quasi la metà, 112.78 milioni di euro.

Olympiakos e PAOK hanno anche i giocatori più costosi della Grecia. Sempre secondo transfermarkt, la formazione col più alto valore di mercato comprende solamente calciatori di queste due società.

In un ipotetico 4-2-3-1:

Portiere: José Sá (Olympiakos, 2.8 mln)
Terzino destro:
Omar Elabdellaoui (Olympiakos, 4.8 mln)
Difensore centrale:
Rúben Semedo (Olympiakos, 4.8 mln)
Difensore centrale:
Pape Abou Cissé (Olympiakos, 4 mln)
Terzino sinistro:
Giannoulis (PAOK, 3.5 mln) – Tsimikas (Olympiakos, 3.5 mln)
Mediano:
Mady Camara (Olympiakos, 6.5 mln)
Mediano:
Douglas Augusto (PAOK, 3.2 mln), Guilherme (Olympiakos, 3.2 mln)
Ala destra:
Léo Jabá (PAOK, 6.3 mln)
Trequartista:
 Kostas Fortounis (Olympiakos, 8 mln)
Ala sinistra:
 Maxi Lovera (Olympiakos, 3.2 mln)
Punta:
Karol Świderski (PAOK, 4 mln)

Ovviamente qualcuno si chiederà se questa formazione rimarrebbe intatta col PAOK e l’Olympiakos, se retrocedessero davvero in Super League 2. Questa però è una domanda da porre solamente ai due proprietari: nessuno può sapere come Savvidis e Marinakis potrebbero gestire una tale situazione.

Tenendo in considerazione questo fattore, immaginatevi come sarebbe la situazione in Super League 1 e in Super League 2 in caso di retrocessione di PAOK e Olympiakos.
Forse si tratterebbe della prima volta nella storia in cui il campionato di seconda divisione sarebbe un prodotto più appetibile economicamente di quello di prima divisione.

E se qualcuno avesse ancora dei dubbi, sicuramente concorderebbe col fatto che la Super League 2 sarebbe molto più interessante con Olympiakos e PAOK, dopo la “guerra” a cui stiamo assistendo nelle ultime stagioni.

 

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.

 

La Super League 1 è a favore della ripartenza!

super-league-mpala-2.jpg

Si è svolta la riunione in videoconferenza della Super League 1 cominciata alle 10 (ora italiana), e le distanze… non hanno ridotto le litigate!

Nella riunione sono stati presenti:

Olympiakos: Evangelos Marinakis (proprietario), Lina Souloukou (direttrice generale), Takis Agrafiotis (vicepresidente).
PAOK: Makis Gkagkatsis (vicepresidente).
AEK: Minas Lysandrou (vicepresidente e presidente della Super League 1).
Panathinaikos: Giannis Alafouzos (proprietario), Leonidas Boutsikaris (vicepresidente).
OFI: Ilias Poursanidis (vicepresidente).
Aris: Theodoros Karypidis (presidente).
Atromitos: Αikaterini Koxenoglou (vicepresidente).
Xanthi: Aristidis Pialoglou (presidente).
Lamia: Theodosios Tsiknis (vicepresidente).
Larissa: Alexis Kougias (proprietario).
Asteras Tripolis: Georgios Borovilos (presidente).
Volos: Panagiotis Loutsos (vicepresidente).
Panetolikos: Fotis Kostoulas (proprietario).
Panionios: Christos Daras (presidente).
Federcalcio greca: Stergios Antoniou (vicepresidente).

AGGIORNAMENTO ORE 19.00

La riunione si è conclusa pochi minuti prima delle 18, con proposte come la ripartenza con riapertura dei centri sportivi entro il 18 maggio, la gestione centrale dei diritti televisivi e la cancellazione della penalizzazione in caso di mancata licenza per la prossima stagione.

Sull’ultimo punto si è già espressa la Commissione Esecutiva della Federcalcio che si sta riunendo dalle 18. Infatti, è passata l’opzione “perdente” dalla votazione della Super League: nella prossima stagione ci sarà una penalizzazione di 3 punti per le squadre che non ottengono la licenza.

Domani alle 18 parlerà il viceministro Avgenakis e la sua parola sarà decisiva per la ripresa del campionato.

AGGIORNAMENTO ORE 17.10

Il Volos, attaccato da Marinakis durante la riunione, risponde con questo comunicato, pubblicato pochi minuti fa sul sito ufficiale:

Nella Grecia di adesso, vige la legge del più forte, non quella del più giusto. Per quanto riguarda la presunta multiproprietà, informiamo ogni interessato che la composizione della nostra società è visibile online, quindi anche l’ultimo greco può vedere se c’è o meno la multiproprietà.

Parliamo di 270 azionisti, persone fisiche della realtà di Volos, non gente coinvolta in aziende costiere, cosa che conosce molto bene Marinakis. […]

Signor Marinakis, «ΑΝΤΕ ΓΕΙΑ» (“Dai Ciao”, titolo di un programma a tema Olympiakos di Takis Tsoukalas sulle reti locali dell’Attica, ndr) come dite voi al Pireo.
Ha provocato troppe sofferenze nel calcio greco. Deve imparare dagli errori e deve dimostrare col suo comportamento che le interessi un futuro migliore e non solo «L’Olympiakos deve vincere il campionato e tutti gli altri devono andarsene a…».

E non si dimentichi: Tutte le giunte cadono e con quello che sta facendo, usando tutti i mezzi possibili, ha una data di scadenza.

P.S. Siamo sicuro che troverete molta immondizia giornalistica che servirà il vostro marciume, parafrasando e distorcendo il nostro comunicato, cercando di contaminare la nostra squadra nel tentativo di influenzare la pubblica opinione. Ma ormai la gente sa cosa succede.

P.P.S. E un consiglio: I contrasti personali con il sig. Savvidis e il PAOK li tenga per sé stesso e non immischiate tutto il calcio professionistico perché sta facendo solo del male in questo modo.

AGGIORNAMENTO ORE 16.55

Il presidente della Super League 1 Minas Lysandrou sostiene che il campionato dovrà ricominciare entro il 14 giugno, altrimenti finirà solo con la regular season. Il patron dell’Aris Theodoros Karypidis vuole che si giochi ad ogni costo, mentre Giannis Alafouzos riporta che:

Gli impianti riapriranno il 20 giugno. Quindi, prima di quella data, non ci potranno essere allenamenti di gruppo. Io dico di sì al campionato solo se il governo ci può assicurare lo svolgimento degli allenamenti. Non vorrei che ci esercitassimo delle pressioni politiche per far ricominciare il campionato.

AGGIORNAMENTO ORE 15.10

Alexis Kougias, patron del Larissa:

Dobbiamo curare la salute degli atleti. Oggi trasmettiamo il messaggio che vogliamo continuare con il campionato. Propongo di unire sia la mia opinione che quella di Alafouzos per ripartire. Si ricomincia con gli allenamenti individuali e, se non verranno permessi gli allenamenti di gruppo, quindi si chiude tutto.
Manteniamo la speranza.

AGGIORNAMENTO ORE 14.50

La Super League 1 non può prendere la decisione definitiva sul prosieguo del campionato, solo il governo e la Federcalcio possono decidere.

Questa è una cosa sottolineata più volte dal presidente della Super League 1 Minas Lysandrou prima di una nuova votazione per vedere qual è la posizione della Lega: 11 voti a favore della ripresa e conclusione del campionato e 4 per l’interruzione definitiva.

A favore si sono poste: AEK, Aris, Asteras, Atromitos, Lamia, Larissa, OFI, Olympiakos, Volos, Xanthi e anche la Federazione. Panathinaikos, Panetolikos, Panionios e PAOK (anche se vorrebbe aspettare ancora) sono contro la ripresa.

Il più strenuo difensore dell’interruzione è Giannis Alafouzos del Panathinaikos:

Non capisco perché siete in tanti a favore della ripresa. Il governo sta ancora vietando gli allenamenti di gruppo ed è pericoloso ricominciare. Belgio, Olanda, Francia hanno concluso i campionati, mentre Italia e Inghilterra stanno ancora discutendo.

Qua rischiamo che se torniamo in campo, invece di guadagnarci, perderemo soldi dalla NOVA (pay-tv detentrice di gran parte dei diritti, ndr), perché tanti bar hanno disdetto l’abbonamento e quindi ci chiederà anche soldi.

Lo ribadiamo anche noi, questa è la posizione della Super League 1. Se il viceministro dello Sport Lefteris Avgenakis domani parlerà di un altro prolungamento del divieto di usare i centri sportivi e degli allenamenti di gruppo, il campionato non si concluderà.

AGGIORNAMENTO ORE 14.25

(Fonte SDNA) Nella votazione che cancella di fatto la penalizzazione in caso di mancata licenza, hanno votato a favore: AEK, Aris, Asteras Tripolis, Lamia, Larissa, Panionios, Panathinaikos e Olympiakos.
Le sei squadre che hanno votato contro questa proposta e a favore di una penalizzazione di 3 punti hanno sono: Atromitos, PAOK, Panetolikos, Volos, OFI e Xanthi. Ovviamente la Federcalcio si è astenuta da questa votazione.

In seguito, è stata indetta un’altra votazione per il limite dei trasferimenti, passata con un combattuto 8-7 a favore. I voti sono stati i seguenti:

AEK: contro
Aris: contro
Asteras: a favore
Atromitos: a favore
Lamia: contro
Larissa: contro
OFI: a favore
Olympiakos: contro
Panathinaikos: contro
Panetolikos: a favore
Panionios: contro
PAOK: a favore
Volos: a favore
Xanthi: a favore
Federcalcio: a favore

AGGIORNAMENTO ORE 14.15

L’inviato di Spor FM Aris Asvestas ha riportato un’altra votazione appena conclusa in questa riunione fiume, che sta durando ormai quattro ore.

Stavolta si parla delle licenze per partecipare al prossimo campionato, vista la difficile situazione economica. Si parla di un accordo per un rinvio al 31 maggio della scadenza per la presentazione dei documenti in modo da ottenere la licenza. Invece, per quanto riguarda i provvedimenti per le squadre senza licenza, è stata fatta una nuova votazione.

Con 8 voti a favore contro 6 la Super League 1 ha deciso solamente per un limite dei trasferimenti, cancellando penalizzazioni e ammende, per le squadre senza licenza. Attualmente, una squadra otteneva 6 punti di penalizzazione, un’ammenda e un limite dei trasferimenti, proprio come il Panionios in questa stagione.

Niente penalizzazione e limite nei trasferimenti: questa è la proposta che la Super League 1 manderà alla Federcalcio, l’ente responsabile delle licenze delle squadre professionistiche.

AGGIORNAMENTO ORE 14.03

Come viene riportato da novasports.gr, il presidente della Super League 1 Minas Lysandrou non voleva la votazione per la gestione centrale dei diritti televisivi per la stagione 2020-2021, però alla fine è stata fatta col risultato che vi abbiamo già scritto. Il patron del Larissa Alexis Kougias ha chiesto all’Olympiakos di votare a favore:

Vorrei pregare il signor Marinakis, che ha fatto una prestazione eccezionale oggi, di ascoltarmi.

AGGIORNAMENTO ORE 13.29

Un altro attacco, stavolta partito dal patron del Larissa Alexis Kougias, nei confronti dello Xanthi:

Lo Xanthi appartiene al PAOK. Abbiamo un serio problema da questo punto di vista. Il Larissa sporgerà denuncia appena ricomincerà il campionato.

Nonostante la situazione, la tensione non tende a diminuire.

AGGIORNAMENTO ORE 13.25

Il premier Mitsotakis ieri ha annunciato l’inizio degli allenamenti individuali all’aria aperta dal 4 maggio. Anche la Super League 1, quindi, attende quello che dirà il viceministro con delega allo sport Lefteris Avgenakis domani verso le 17 (ora italiana) per quanto riguarda gli sport di squadra.

Lo scenario più ottimista parla di una ripartenza degli allenamenti di squadra (non a gruppi, ma dell’intera rosa) il 18 maggio, con una ripartenza del campionato per il weekend del 13-14 giugno.

AGGIORNAMENTO ORE 12.55

Tutti a favore, tre escludono lo Xanthi, mentre l’Olympiakos è l’unico astenuto, perché come spiega Marinakis:

Diciamo di no alla gestione centrale dei diritti televisivi mentre abbiamo strutture societarie come quelle di Xanthi e Volos.

AGGIORNAMENTO ORE 12.50

Il patron del Panathinaikos Giannis Alafouzos, secondo gazzetta.gr, ha proposto una votazione per la gestione centrale dei diritti televisivi, che renderebbe la vita più semplice dal punto di vista economico a tante squadre.

I voti sono stati i seguenti.

AEK: a favore
Aris: a favore eccetto le squadre immischiate nel caso multiproprietà
Asteras: a favore
Atromitos: a favore
Lamia: a favore
Larissa: a favore eccetto le squadre immischiate nel caso multiproprietà
OFI: a favore
Olympiakos: astenuto
Panathinaikos: a favore
Panetolikos: a favore
Panionios: a favore eccetto le squadre immischiate nel caso multiproprietà
PAOK: a favore
Volos: a favore
Xanthi: a favore
Federcalcio: a favore

Nei minuti precedenti, abbiamo avuto ben due liti, con grande protagonista Marinakis.

PRIMO ROUND: OLYMPIAKOS CONTRO IL PAOK

Evangelos Marinakis, appena entrato nella riunione per rappresentare l’Olympiakos verso le 10.30, parte in quarta contro il PAOK e Ivan Savvidis:

Savvidis e tutto quello che ha fatto sono una macchia nella storia del calcio greco. Il PAOK e il suo proprietario non devono rendere ridicolo il calcio greco all’estero, perché il suo unico rappresentante è l’Olympiakos.

Quando gli è stato accertato dal Minas Lysandrou, presidente della Super League, che Ivan Savvidis era assente, ha ricevuto questa risposta da Marinakis:

La maggior parte delle volte Savvidis non è presente: è russo, sarà in Russia. Solo per telefono o Skype, tutto il lavoro sporco lo fa Gkagkatsis (il vicepresidente del PAOK, ndr). All’Olympiakos, il presidente e nessun dirigente sono scesi in campo con pistole. Noi abbiamo pagato lo stadio che abbiamo costruito e non abbiamo avuto alcuna sponsorizzazione. L’Olympiakos ha pagato quello che doveva all’erario fino all’ultimo centesimo. Al PAOK sono stati regalati i debiti.

Presente alla riunione, il rappresentante e vicepresidente del PAOK Makis Gkagkatsis è passato al contrattacco:

Rispedisco al mittente tutte le parole, tra cui gli insulti razzisti. Probabilmente [Marinakis] è nervoso per la decisione della Commissione Etica, ma il suo nervosismo non giustifica le parole sull’attività di Ivan Savvidis, che recentemente ha investito più di 200 milioni durante questa crisi. Le macchie sono le partite truccate e le sim pachistane (riferendosi allo scandalo scommesse del 2012 con Marinakis tra gli indagati, ndr).

Al PAOK non è stato regalato nulla. Ha pagato 11 milioni di euro il signor Savvidis. Lei invece non ha pagato la Banca di Creta (in cui l’Olympiakos aveva dei debiti, ndr).

E Marinakis risponde con un laconico:

Sta sbagliando. Abbiamo pagato tutto.

Il presidente della Super League, e vicepresidente dell’AEK, Minas Lysandrou ha cercato di riportare la situazione alla normalità, addirittura alzando la voce per farsi sentire dai due litiganti.

Per il campionato, Marinakis si pone così:

Possiamo cominciare gli allenamenti il 5-6 maggio senza l’uso di palestre e spogliatoi. Noi siamo d’accordo sulle decisioni che aiuteranno le altre squadre, anche se l’Olympiakos perderà soldi a causa della crisi che sta colpendo il calcio.

SECONDO ROUND: OLYMPIAKOS CONTRO TUTTI

Passando ai diritti televisivi, l’Olympiakos vuole il ritorno ad una gestione centrale, ossia un accordo in blocco con uno o più reti televisive. Attualmente, ogni squadra gestisce da sé i diritti televisivi, creando problemi praticamente ogni estate.
Una delle prime squadre a tirarsi fuori dalla gestione centrale attuata nel 2006 era stato il PAOK.

A lanciare il sasso è, ancora, Marinakis:

Il PAOK era il primo ad uscire dalla gestione centrale. L’Olympiakos è a favore della gestione centrale solo se si chiariranno le strutture societarie. Ovvero non è possibile parlare di una gestione centrale e avere lo Xanthi che è la seconda squadra del PAOK. Oppure il Volos che lo hanno reso un aborto. Oppure squadre come il Panetolikos su cui ci sono dei dubbi.

Il vicepresidente della squadra del Pireo Takis Agrafiotis lancia la provocazione a Fotis Kostoulas, patron del Panetolikos:

Fino a quando ci saranno squadre “satellite” in Lega, non ci sarà una gestione centrale. Avete preso il bigliettino da Gkagkatsis.

Con Kostoulas che risponde:

Dovrebbe vergognarsi il signor Agrafiotis. Ditemi per quale motivo dovrei essere una squadra satellite. Chi non si schiera con l’Olympiakos è un suo nemico quindi?

Il vicepresidente del PAOK Makis Gkagkatsis chiarisce e ribatte:

Il PAOK è uscito nel 2015 perché è stato trattato con i termini economici del 2007. Ivan Savvidis ha dimostrato a tutti che, quando si tratta degli interessi delle squadre inferiori, mette in secondo piano gli interessi del PAOK. Si deve ripulire l’ambiente? Anche per le partite truccate o per il caso dell’aggressione dell’arbitro Tzilos (che noi avevamo raccontato qui).


Seguiteci sui nostri account 
Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.

Il caso Olympiakos-Atromitos del 2015 spiegato bene

065422.jpg

Partiamo da questo presupposto, visto che abbiamo letto un po’ di articoli in giro: in questo momento si tratta di una proposta di retrocessione, non di una condanna! 

Quindi tutte le supposizioni che si stanno facendo dallo scorso venerdì si riferiscono alle parole di Panagiota Spanou, membro della sezione di ricerca della Commissione Deontologica della Federcalcio greca, la quale ha proposto questi provvedimenti, dopo uno studio durato circa sei mesi, che verranno discussi dalla sezione giudiziaria della suddetta Commissione.

Ιnfatti, Spanou si è basata sull’articolo 27 del Codice di Condotta della Federcalcio dell’agosto 2019, riguardante le partite truccate per scommesse, il quale rimanda all’articolo 29 dello stesso Codice circa le sentenze che prevede questo:

1) Tutti i soggetti che partecipano o tentano di mettere in atto una combine per il risultato di una partita o di una competizione con mezzi antisportivi, antietici e corruttivi vengono puniti:

  • con un’ammenda dai 20.000 ai 60.000 euro,
  • una squalifica di almeno di dieci anni e
  • un daspo di almeno dieci anni.

2) In casi seri e di recidiva, l’ammenda raddoppia e i divieti si attuano a vita.

3) Nel caso in cui la società o un suo dignitario (presidente, membro del c.d.a., allenatore, staff tecnico o medico) sia colpevole dell’atto, la società verrà punita con la retrocessione e un’ammenda di 300.000 euro.

4) Nel caso in cui il presidente non sia responsabile, viene considerata colpevole, in ogni caso, la/le società quando sono colpevoli di illecito più di un suo giocatore.

Il testimone chiave nel caso Olympiakos-Atromitos è l’attuale direttore tecnico delle Nazionali di calcio e all’epoca ds del Panathinaikos, Takis Fyssas, che nello scorso febbraio aveva dichiarato davanti alla Corte d’Appello:

Ho avuto una telefonata con Sá Pinto (nel 2015 allenatore dell’Atromitos, ndr) una settimana prima e il giorno dopo la partita (Olympiakos-Atromitos, ndr) per chiedergli come stesse. Mi ha detto di aver ricevuto pressioni prima della gara per non mettere qualche giocatore, non mi ha detto quali fossero.

Mi ha detto che venivano dal presidente e dal direttore della società e che ha deciso di andarsene dopo la partita. Ho seguito la partita e ho visto alla fine che salutava i giocatori. Il giorno dopo si è dimesso. Da anni mi trovo nel mondo del calcio e penso che questo non sia giusto. L’allenatore fa la formazione e, da quello che mi ha detto, ci sono stati interventi esterni.

Molto probabilmente si riferiva a Kivrakidis e all’italiano Stefano Napoleoni, i quali tuttavia sono subentrati durante la partita. Mentre Katsouranis, sentito dallo stesso ex campione di Euro 2004 all’epoca, «non era pronto fisicamente».

Qui gli highlights della partita, terminata 2-1 per la squadra del Pireo:

I PROVVEDIMENTI SECONDO SPANOU

Riguardano le partite Ergotelis-Kalloni (19 gennaio 2015), Veria-Olympiakos (1° febbraio 2015), Veria-OFI (17 gennaio 2015), OFI-Panathinaikos (15 febbraio 2015), Asteras Tripolis-Olympiakos (1° novembre 2014).
Quindi non solo Olympiakos-Atromitos del 4 febbraio 2015. E non riguarda solo Marinakis, ma molte altre persone di livello nel calcio greco.

A Georgios Sarris (ex presidente della Federcalcio), Theodoros Kouridis (ex consigliere legale della Federcalcio), Aristidis Stathopoulos (ex vicepresidente Federcalcio), Nikolaos Prountzos (ex membro c.d.a. Federcalcio), Ioannis Papakonstantinou (ex membro c.d.a. Federcalcio), Georgios Douros (ex membro dell’Associazione arbitrale greca), Athanasios Briakos (ex membro dell’Associazione arbitrale greca), Konstantinos Ioannidis (ex arbitro):

  • Ammenda di 90.000 euro,
  • radiazione a vita da qualsiasi attività legata al calcio,
  • daspo a vita.

A Evangelos Marinakis il quale, da presidente di una società (nel 2015, ora è solo il proprietario), ha maggiori responsabilità in quanto è recidivo ad atti simili. Quindi si applica il paragrafo 3 dell’articolo 27 del Codice di Condotta della Federcalcio:

  • Ammenda di 300.000 euro
  • radiazione a vita da qualsiasi attività legata al calcio,
  • daspo a vita.

Ad Apostolos Abarkiolis, Alexandros Dimitropoulos, Ilias Spathas e Ioannis Aggelopoulos (tutti ex arbitri):

  • Ammenda di 60.000 euro,
  • dieci anni di squalifica,
  • daspo di dieci anni.

A Georgios Spanos (presidente e patron dell’Atromitos):

  • Ammenda di 200.000 euro,
  • radiazione a vita da qualsiasi attività legata al calcio,
  • daspo a vita.

A Ricardo Sá Pinto (ex allenatore dell’Atromitos):

  • Ammenda di 20.000 euro,
  • dieci anni di squalifica,
  • daspo di dieci anni.

Alle società Olympiakos FC e Atromitos FC:

  • Retrocessione,
  • Ammenda di 3.000.000 euro

LE REAZIONI

Quello che abbiamo da dire, lo diremo nei momenti opportuni e nelle sedi opportune. Non c’è alcuna preoccupazione. Un cielo pulito non ha paura dei fulmini! (un modo di dire greco, ndrPoi stiamo parlando di una proposta di condanna, non di una sentenza!

Georgios Spanos, presidente dell’Atromitos, ha parlato così a Novasports.

La legge disciplinare dà la possibilità ad una commissione, in questo caso alla Commissione Deontologica, di prendere una decisione senza che ci sia il completamento di un procedimento penale. Evidentemente, se ci sono stati dei dati in sede di ricerca, ci sarà almeno una probabilità, per non parlare di una prova dell’illecito. Spetta ora alla Commissione decidere se applicare le sanzioni previste dal Codice di Condotta.

Lakis Simeoforidis, avvocato e specialista in giustizia sportiva, a Μetropolis 95.5, radio di Salonicco.

Il rapporto di Panagiota Spanou non è completo? Questa scusa è ridicola. Cita nomi e partite e il suo rapporto ha una struttura ben definita. Parla di persone che hanno avuto un ruolo decisivo nell’influenzamento degli arbitri. perché qui non si parla solo di benefici in classifica, ma anche dal punto di vista economico.

Giorgos Panagopoulos, avvocato, sempre a Metropolis 95.5.

Mentre da parte dell’Olympiakos tutto tace per ora.
E di sicuro non finisce qui.

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.

Giorgos Sideris, l’uomo delle prime volte

Il filosofo francese Jean-Paul Sartre diceva che «il calcio è una metafora della vita».

Uno dei più grandi interpreti greci di questa metafora è Giorgos Sideris: la passione e la forza fisica che ha avuto in campo sono state lo specchio della sua vita. Con la sola presenza in campo, provocava il terrore nelle difese avversarie.

Tra i quartieri del Pireo – anche nel 2020, a quasi mezzo secolo dal suo ritiro – accostano il suo nome all’orgoglio e alla magia.

Nato il 5 aprile 1938 ad Agios Ioannis Rentis (tra il Pireo Atene), ultimo di otto fratelli, Sideris vive un’infanzia difficile tra l’occupazione nazifascista e la distruttiva guerra civile greca. Nelle tante famiglie numerose dell’epoca, anche i figli dovevano lavorare: il piccolo Giorgos, infatti, porterà il pane a casa già da prima dell’adolescenza.

Ho fatto tanti lavori manuali. Uno dei miei fratelli aveva un bancone nel vecchio mercato ortofrutticolo di Atene (via Pireòs), prendevo due tonnellate di roba e le portavo fino ad Omonia. Quando arrivavo a destinazione, mi sentivo bene, rinforzato quasi. Era un allenamento formidabile per me.

Da questa esperienza, sviluppa una forza fisica senza precedenti: sarà il suo punto di forza nella sua carriera da calciatore.

UN PERCORSO MATURO

Mentre svolgeva questi lavoretti, Giorgos Sideris gioca nei campetti di Renti, vicino a casa. Suo fratello Spyros gioca nell’Apollon Rentis, la squadra della città, e anche lui viene incluso nella rosa: un giorno si infortuna un ragazzo ed l’adolescente Giorgos entra in campo.

Il ragazzino è impressionante in campo e il Panathinaikos mette subito gli occhi su di lui. Tuttavia, il piccolo Apollon ha un ottimo rapporto con l’Olympiakos, è quasi una squadra satellite dei biancorossi.

Non avevano fatto i conti con l’oste, con Giorgos Sideris, il quale sceglie di non andare subito in una grande squadra, ma di aspettare. A soli 15 anni, decide di intraprendere una carriera step by step, perché non si sentiva pronto. E, come avverrà tante volte, avrà ragione.

Nel 1953 approda all’Atromitos Pireo, la terza squadra della città portuale dopo Olympiakos ed Ethnikos. Partito da mediano, si distingue per l’eccezionale cinismo davanti al portiere: le statistiche di quel periodo non sono molto precise, ma segna con una facilità impressionante. Talmente tante reti che il 3 dicembre 1958 il selezionatore Antonis Migiakis lo fa debuttare in Nazionale nella partita Grecia-Francia al Leoforos: un ventenne che gioca in una piccola squadra del Pireo ha conquistato la maglia della Ethnikì.

Ormai è pronto. L’Olympiakos nell’estate del 1959 offre cinque giocatori (!) all’Apollon per avere Sideris, che indossa la maglia biancorossa e ne diventerà il calciatore più rappresentativo.

OLYMPIAKOS, UN IMPORTANTE CAPITOLO

Entra in squadra a 21 anni e sembra già un veterano. Schierato da interno destro di attacco (si giocava ancora con il 2-3-5, ndr), Sideris è già il giocatore di punta che mostra tutte le caratteristiche per cui è stato preso: resistenza e forza fisica, accelerazioni da centometrista, abilità nel gioco aereo e nei calci piazzati.

Un attaccante completo, un carro armato su cui gli allenatori avversari devono piazzare almeno due uomini per fermarlo.
Giorgos Sideris è rispettato anche dai suoi più grandi avversari.

Era formidabile. Nessun avversario poteva andare su di lui. Era un toro, un grandissimo giocatore
Kostas Nestoridis, grande attaccante dell’AEK tra gli anni ’50 e ’60.

Giorgos era un bulldozer. Qualsiasi giocatore provava a scontrarsi con lui andava in ospedale.
Takis Oikonomopoulos, portiere del Panathinaikos dal 1963 al 1976, con più di 300 presenze.

I più grandi attaccanti che abbiano mai giocato in Europa fino ad oggi e che ho avuto l’onore di affrontare sono stati Gerd Müller e Giorgos Sideris.
Fragkiskos Sourpis, stopper del Panathinaikos dal 1962 al 1973 e avversario personale di Sideris nei tanti derby con l’Olympiakos, in una dichiarazione del 1988.

Insomma, Giorgos conquista veramente tutti. I primi anni Sessanta sono un periodo di transizione per l’Olympiakos in campionato, perché il ciclo leggendario con i sei campionati di fila vinti nel decennio precedente era arrivato ormai al tramonto. Le più grandi soddisfazioni arrivano però nelle Coppe, con vittorie del trofeo nazionale (1960, 1961, 1963, 1965, 1968) e, soprattutto, il primo trofeo europeo di una squadra greca, la Coppa dei Balcani nel 1963.

Sideris gioca qualche amichevole nell’estate del 1962 con il Lanerossi Vicenza e si parla anche di un interessamento della Grande Inter di Helenio Herrera. Però l’attaccante, a 24 anni, preferisce rimanere in Grecia.

Solo con l’arrivo del grande allenatore magiaro Márton Bukovi – teorico del rivoluzionario 4-2-4 – l’Olympiakos di Sideris vince due campionati consecutivi (1965-66, 1966-67). Fino alla dittatura militare che comincia il 21 aprile 1967, il giorno del colpo di stato, il giorno che stravolge tutto.

LA GIUNTA DEI COLONNELLI E IL CAMPIONE

22 novembre 1967. Il primo Panathinaikos-Olympiakos sotto la dittatura finisce 1-0 per i padroni di casa al Leoforos. Ma quella partita non si può riassumere solo con la rete di Tasos Loukanidis su punizione.

A nove minuti dalla fine un poliziotto entra in campo e la partita si ferma. L’uomo in divisa cerca Giorgos Sideris: gli vuole parlare il Ministro dell’Interno, e uno degli uomini di punta del regime, Stylianos PattakosSideris si dirige verso la tribuna e il ministro gli dice di calmarsi, di non giocare in maniera energica, come l’attaccante solitamente si comportava in campo.

patakos_sideris (1)
Pattakos è l’uomo che con la mano dice a Sideris (col numero 8) di calmarsi.

Un gesto insolito, mai visto su un campo di calcio greco e che mai si rivedrà nel settennato dittatoriale.

Pattakos, tuttavia, si professa un grande tifoso dell’Olympiakos e dichiara a proposito di quella partita:

Mi ha tanto rattristito la sconfitta nel derby contro il Panathinaikos. Credo però che sia stata una partita sfortunata, perché abbiamo giocato meglio. Mi auguro di vincere anche quest’anno il campionato.

Il grande allenatore Bukovi, vedendo quello che la Giunta era capace di fare, lascia l’Olympiakos e la sua amata Grecia, non allenando più nessuna squadra.

QUELLA SCARPA D’ORO SFUMATA ALL’ULTIMO

Stagione 1968-1969. Sideris è fenomenale in quell’anno, raggiungendo le 35 reti in campionato, un dato fuori dal normale. Nello straordinario documentario prodotto da Cosmote TV nel 2018, quando il narratore Giorgos Lianis mostra a Sideris la Scarpa d’Argento conquistata in quell’annata, l’attaccante ricorda:

Quello doveva essere d’oro, non d’argento. Mi hanno derubato.

sideris
Sideris e la Scarpa d’Argento 1969 (dal documentario di Cosmote TV)

Infatti, il suo principale avversario è il bulgaro Petar Zhekov del CSKA Sofia che alla fine vince l’ambito trofeo in un modo particolare. In Bulgaria fanno di tutto per far conquistare la Scarpa d’Oro ad un giocatore locale: la Nazionale tiene a casa Zhekov per gli impegni di giugno, in vista delle ultime due partite di campionato.

Il CSKA ha già vinto il campionato, ma l’obiettivo è un altro. Zhekov segna a ripetizione e, con una rimonta molto sospetta dal punto di vista greco, arriva esattamente a 36 reti. Una in più di Sideris, che ai giornali dell’epoca dichiara:

Una Scarpa d’Oro del genere non l’avrei mai accettata!

IL TRASFERIMENTO RECORD

Il 7 novembre 1969 Sideris si trova nel ritiro della Nazionale a Zurigo in vista della partita decisiva contro la Romania per le qualificazioni ai Mondiali di Messico ’70. In quel periodo viene accusato di scarso impegno dalla dirigenza e quindi decide di chiamare la redazione di Athlikì Ixò, uno dei più importanti giornali sportivi, per uno sfogo epocale proprio contro i suoi oppositori:

Prendo baracca e burattini e vado via da signore dall’Olympiakos. […] Non ho l’intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. Posso ancora giocare per qualche anno e sicuramente proseguirò la mia carriera.

Per questo motivo chiederò di essere ceduto. Non si possono opporre, visto che non hanno più bisogno di me all’Olympiakos. Io non ho mai detto di fermarmi con il calcio, loro [la dirigenza] me l’hanno chiesto. Ringrazio per quello che hanno fatto per me e prometto loro che non li disturberò mai più.

L’Olympiakos mi ha pagato 30.000 dracme per comprarmi e da dieci anni gioco per questa gloriosa squadra. Qualcosa ho offerto anch’io, senza essere egoista, nella storia di questa società.

Vorrei ricordare loro una cosa molto triste per me, quando sono sceso in campo per l’Olympiakos il giorno del funerale della persona più importante della mia vita, mia madre (21 maggio 1966, Panathinaikos 1-1 Olympiakos, ndr).
E ora mi state cacciando.

Quale giocatore è sempre in forma? Ci sono momenti o addirittura mesi in cui le prestazioni calano. Ho letto qualche giorno fa che Matt Busby non ha schierato per due mesi il grande Denis Law e che pochi mesi fa Mazzola era fuori forma e lo hanno lasciato fuori dall’Inter per qualche partita.
Però nessuno li ha mandati via.

Si dice che le poche partite giocate da Giorgos Sideris nella stagione 1969-1970 siano legate alle sue simpatie verso la sinistra e, in un periodo in cui la dittatura è molto legata agli Stati Uniti, l’unica scelta è quella di andare all’estero.

A 32 anni, Sideris è un nuovo attaccante dell’Anversa, in Belgio. Nel maggio del 1971 diventa il primo calciatore greco ad essere acquistato da una squadra straniera dal dopoguerra, dopo il trasferimento di Kostas Choumis al Venus di Bucarest nel 1936.

Inizialmente, il club belga gli offre un negozio (!) nel centro di Anversa, però alla fine gli accordi sono i seguenti:
– 1.500.000 dracme per ogni anno di contratto;
– 30.000 dracme per l’affitto della casa;
– 8.000 dracme per ogni vittoria;
– 4.000 dracme per ogni pareggio;
– 600 dracme per ogni allenamento!

Sideris vede il calcio in una maniera diversa nelle Fiandre. Il livello del campionato è più alto di quello greco e gli allenamenti sono molto impegnativi: insomma, è un calcio molto più professionale. E poi le condizioni atmosferiche, come ha confessato lo stesso attaccante, non sono come quelle del Pireo e questo gli rende la vita difficile.

Dopo 7 reti in 25 presenze in Belgio, torna all’Olympiakos per l’onore delle armi nel gennaio 1972. Il 6 febbraio segna le ultime due reti della carriera contro il Panachaiki e due settimane dopo gioca 55 minuti nel derby con il Panathinaikos.

Passano i mesi per l’ormai 34enne Sideris, che non vede più il campo.
Così decide, il 14 aprile 1972, di ritirarsi dal calcio giocato.

Il presidente dell’Olympiakos Nikos Goulandris, in modo da regalare un premio in denaro a Sideris, aumenta il prezzo dei biglietti nella successiva partita contro l’Apollon. 20 dracme in più per i posti numerati e 10 dracme in più per i posti non numerati: tutto verrà regalato al migliore marcatore della storia della società biancorossa.

Da quel momento, si allontana sempre di più dal mondo del calcio e non va allo stadio da anni.

Non mi è mai passato dalla testa di essere una leggenda del calcio.
Sono semplicemente un vecchio di 80 anni, così mi sento.

Questo è Giorgos Sideris.

hqdefault

I RECORD

– Capocannoniere del Kypello Elladas con 73 reti.
– Capocannoniere dell’Olympiakos in campionato con 224 reti in 285 partite. Il quarto nella classifica totale, con una media ampiamente migliore rispetto al primo Thomas Mavros (260 in 501 presenze), al secondo Krzysztof Warzycha (244 in 390 presenze) e al terzo Mimis Papaioannou (235 in 481 presenze).
– Capocannoniere del campionato in tre edizioni (1964-65, 1966-67, 1968-69).
– Primo marcatore dell’Olympiakos nei derby contro il Panathinaikos con 13 reti. Il secondo in totale dopo Dimitris Saravakos con 16 reti.
– Primo giocatore greco (insieme a Mimis Domazos) ad entrare nella classifica del Pallone d’Oro (1969).
– Primo e unico giocatore greco ad essere premiato con la Scarpa d’Argento (1969).
– Primo giocatore greco ad essere acquistato da una squadra estera nel dopoguerra (Antwerp, 1970).

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.