Qualificazioni Qatar 2022, parte seconda: cosa ne pensano i nostri avversari?

In seguito al sorteggio per le qualificazioni europee a Qatar 2022, che avevamo seguito in diretta qui, abbiamo intervistato giornalisti che scrivono nei paesi che affronteranno la Grecia a partire dal prossimo marzo, quindi Spagna, Svezia, Georgia e Kosovo.

Nella seconda parte di questa intervista abbiamo sentito Giorgi Sanadze dalla Georgia, giornalista e presentatore sportivo presso Euronews Georgia, e Mirko Calemme, corrispondente italiano di AS, quotidiano sportivo spagnolo tra i più venduti. Un modo per capire il punto di vista esterno sul girone di qualificazione e anche la Nazionale greca di John van ‘t Schip.

Cosa avete pensato appena avete visto il girone?

Giorgi Sanadze: Ho pensato che fosse “troppo” per noi, ma lotteremo per il secondo posto e giocare contro alcune delle migliori nazionali europee sarà una grande esperienza per i nostri giovani giocatori come Kvicha Kvaratskhelia, Giorgi Chakvetadze e altri.

Mirko Calemme: Senza dubbio non sarà un girone semplice, per vari motivi: quello tecnico, innanzitutto, poiché passerà soltanto la prima classificata del girone; bisognerà assolutamente battere la Svezia, che è la rivale più seria, o la più complessa almeno sulla carta. Altrimenti, riuscire a strappare un biglietto per il Qatar diventerebbe, come è stato definito su AS, un martirio quasi biblico. Oltre questo, ci sono difficoltà di tipo istituzionale, burocratiche, diplomatiche, in quanto la Spagna è uno di quei paesi che non riconosce il Kosovo; già ci furono problemi in passato con la Federazione spagnola per questo tema, in quanto in teoria negli stati spagnoli (comunidades autónomas, ndr) non dovrebbe essere mostrata la bandiera del Kosovo né dovrebbe essere suonato il suo inno. E’ un tema diplomatico che nel giorno del sorteggio è stato molto dibattuto.

A cosa può puntare la Grecia e chi è il giocatore che temete maggiormente nella Nazionale greca?

Giorgi Sanadze: Penso sia ovvio che per la Grecia l’obiettivo sarà almeno il secondo posto. Possono anche lottare per il primo posto nel gruppo con il potenziale che hanno nella loro formazione. Non vorrei specificare giocatori in particolare. Direi che la difesa è il miglior reparto della nazionale greca. Hanno alcuni difensori di livello mondiale, quindi sarà difficile per chiunque giocare contro di loro.

Mirko Calemme: Credo che la Grecia abbia le sue possibilità per dar fastidio a Spagna e Svezia. Ovviamente non possiamo considerarla tra le favorite del girone, però ha dei giocatori e un impianto tattico che possono dar fastidio a queste squadre. Se mi chiedi un nome, credo che il più famoso sia quello del numero 10 Fortounis, o meglio quello che conosco maggiormente, che è un giocatore senza dubbio di talento che in questo tipo di partite potrà fare la differenza.

L’emergenza sanitaria ha cambiato il calcio nei vostri paesi?

Giorgi Sanadze: Certo che lo ha fatto. L’Erovnuli Liga (massimo campionato nazionale, ndr) si è fermato per un po’, poi è stato cambiato il format del campionato. I tifosi non possono partecipare alle partite a causa delle restrizioni. Nella partita contro la Bielorussia nemmeno un numero ridotto di tifosi è stato autorizzato ad assistere alla partita. Direi che è stata la partita più importante per la nazionale georgiana e l’abbiamo persa 0-1 nel nostro stadio, vuoto. Se i tifosi fossero stati lì, qualcosa sarebbe potuto andare diversamente, chissà.

Mirko Calemme: Sì, ha cambiato il calcio in tutto il mondo e anche in Spagna, senza ombra di dubbio. Credo che, per un bel po’ di tempo, difficilmente torneremo al calcio pre-pandemia, perché in questo periodo abbiamo compreso quanto faccia la differenza la presenza del pubblico, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista sportivo, perché il calcio non è più lo stesso e il livello tecnico e l’intensità, secondo me, sono scesi. Giganti come il Real Madrid e il Barcellona con questa pandemia hanno perso tantissimo potere economico

Negli ultimi anni la vostra nazionale come si sta comportando e qual è l’obiettivo in queste qualificazioni?

Giorgi Sanadze: La nazionale ha giocato meglio di prima. Ci era andata così vicino ma, ancora una volta, ha perso contro la Macedonia del Nord e non è riuscita a raggiungere l’Europeo. E’ stata una grande delusione per l’intero paese. I tifosi lo aspettavano da anni. Non so quando riavremo opportunità come questa. Quindi siamo delusi, ma i ragazzi avranno voglia di dimostrare che sono ancora pronti a combattere per i fans.

Mirko Calemme: La Spagna ovviamente avendo chiuso il suo grandissimo ciclo con i vari Xavi e Iniesta, non dico che fa fatica, però sta ricostruendosi nonostante non sia facile farlo, visto che adesso le aspettative sono aumentate parecchio nei loro confronti. Resta comunque una squadra assolutamente fortissima, che con Luis Enrique sta trovando anche continuità, un’identità tattica chiara e che nelle qualificazioni ai mondiali non perde da quasi 30 anni, dal ’93 contro la Danimarca. E’ una squadra abituata a vincere e ad andare lontano, credo che in questo girone ovviamente possa riuscire ad arrivare prima e qualificarsi senza troppe difficoltà, però non deve sottovalutare gli avversari perché, come si diceva in Spagna il giorno del sorteggio, non è un gruppo semplicissimo quello che è toccato alla Spagna, anche se va detto che c’è un certo equilibrio in quasi tutti i gironi di questa qualificazione.

Quali sono i giocatori da temere e gli astri nascenti delle vostre Nazionali?

Giorgi Sanadze: I miei preferiti sono Kvicha Kvaratskhelia e Giorgi Chakvetadze. Sono giocatori così giovani ed entusiasmanti da guardare. Hanno sicuramente un futuro brillante. Siamo stati sfortunati a non averli disponibili contro la Macedonia del Nord.

Mirko Calemme: Sono tanti i giocatori di talento della Spagna. A me piace tantissimo Ferrán Torres, per me avrà un futuro straordinario. Poi Oyarzabal della Real Sociedad è un altro grandissimo talento, e Fabián Ruiz, anche se adesso non vive un momento straordinario al Napoli, quando veste la maglia della nazionale viene messo nelle condizioni di rendere al massimo del suo livello. C’è anche Olmo. Insomma, i talenti sono davvero tanti. E’ una squadra che, come dicevo prima, non ha problemi nella mancanza di talento; negli anni scorsi ha fatto fatica a trovare un numero 9 titolare, e Morata alla Juventus sta dimostrando che può essere il nuovo nove titolare di questa Spagna.

Ringraziandovi per la disponibilità, vi chiediamo un pronostico sul girone.

Giorgi Sanadze: 1. Spagna; 2. Svezia; 3. Grecia; 4. Georgia; 5. Kosovo.

Mirko Calemme: Essendo io mezzo spagnolo e lavorando da tanti anni per AS, sono molto legato dalla Spagna  e non posso esimermi dal pronosticare una Spagna vincitrice del girone.

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Qualificazioni Qatar 2022, parte prima: cosa ne pensano i nostri avversari?

In seguito al sorteggio per le qualificazioni europee a Qatar 2022, che avevamo seguito in diretta qui, abbiamo intervistato giornalisti che scrivono nei paesi che affronteranno la Grecia a partire dal prossimo marzo, quindi Spagna, Svezia, Georgia e Kosovo.

Nella prima parte di questa intervista abbiamo sentito Johanna Frändén dalla Svezia, giornalista ed editorialista dell’Aftonbladet, uno dei maggiori quotidiani scandinavi, e Uran Krasniqi, giornalista presso RTK, la radiotelevisione kosovara. Un modo per capire il punto di vista esterno sul girone di qualificazione e anche la Nazionale greca di John van ‘t Schip.

Cosa avete pensato appena avete visto il girone?

Johanna Frändén: Ho pensato che fosse un girone abbastanza agevole per la Svezia. Gli spagnoli sono chiaramente i favoriti per la vittoria – gli svedesi erano nello stesso girone con loro qualche tempo fa (qualificazioni Euro 2020, ndr) – e poi anche con la Grecia in trasferta sarà una partita difficile. Nelle partite restanti penso che la Svezia abbia la possibilità di conquistare tutti i punti a disposizione.

Uran Krasniqi: Il girone è difficile per la Grecia, la Georgia e il Kosovo. La Spagna è una delle big, mentre la Svezia non è affatto una squadra “piccola”. Sono convinto che la Spagna sarà prima, mentre ci sarà una grande lotta per il secondo posto. La Svezia non dovrà commettere alcun errore se vuole conquistare il posto per i playoff.

A cosa può puntare la Grecia e chi è il giocatore che temete maggiormente nella Nazionale greca?

Johanna Frändén: Direi che ora la Grecia è una squadra abbastanza anonima, con giocatori come Sokratis e Manolas che evidentemente non sono tra i convocati per motivi extracalcistici. Bakasetas sembra avere un discreto successo nel campionato turco.

Uran Krasniqi: Non solo la Grecia ma tutte le squadre, eccetto la Spagna, proveranno a conquistare il secondo posto. La Nazionale greca e quella svedese sono più esperte di Georgia e Kosovo. Tuttavia, le ultime due non devono essere sottovalutate. In questi tempi tutti sanno giocare a calcio e tutti possono battere qualsiasi avversario. La Grecia gioca un calcio collettivo, quindi non nominerei alcun giocatore in particolare.

L’emergenza sanitaria ha cambiato il calcio nei vostri paesi?

Johanna Frändén: Ha allungato la stagione (giochiamo tra la primavera e l’autunno in Svezia) e il pubblico ovviamente non può assistere alle partite. Tante società si trovano in precarie condizioni economiche a causa della pandemia e, probabilmente, non stiamo ancora vedendo la fine di questa situazione.

Uran Krasniqi: In questo momento il Kosovo non ha problemi con la pandemia da Covid-19. Purtroppo, però, il virus è ancora presente e non si sa come si svilupperà questa situazione né in che condizioni saranno i giocatori quando si giocheranno le partite a marzo.

Negli ultimi anni la vostra nazionale come si sta comportando e qual è l’obiettivo in queste qualificazioni?

Johanna Frändén: La Svezia ha ottenuto risultati importanti da quando Jan Andersson ha sostituito Erik Hamrén come commissario tecnico, dopo l’Europeo del 2016 in cui la squadra non andò molto bene. Il quarto di finale contro l’Inghilterra nel Mondiale del 2018 è stato il miglior risultato della Nazionale negli ultimi anni, la quale ha battuto l’Italia, la Francia, la Croazia e ha pareggiato contro la Spagna e i Paesi Bassi. L’esperienza nella Lega A di Nations League, tuttavia, è stato il vero banco di prova. La Svezia è capace di battere avversari più forti sulla carta, ma ripetersi contro Portogallo, Francia e Croazia è stata tutt’altra storia (Nations League terminata con la retrocessione in Lega B, ndr).

Uran Krasniqi: Nella prima edizione della Nations League il Kosovo ha avuto un’ottima prestazione, giocando nella Lega D. La Nazionale è stata fantastica prima del coronavirus e degli infortuni. Penso che se avessimo affrontato la semifinale contro la Macedonia del Nord a marzo, e non ad ottobre, allora il Kosovo sarebbe andato agli Europei. Però dobbiamo vedere le cose come stanno e il Kosovo è stato eliminato. Nella seconda edizione della Nations League, la Nazionale è stata indebolita dal virus e dagli infortuni. Penso che se non affronterà questi problemi, il Kosovo si potrà organizzare nella maniera migliore possibile e sarà uno delle pretendenti al secondo posto nel girone.

Quali sono i giocatori da temere e gli astri nascenti delle vostre Nazionali?

Johanna Frändén: Se Zlatan Ibrahimovic tornasse in Nazionale sarebbe davvero dura non nominarlo. Se si trova in buona giornata, Emil Forsberg del Lipsia è pericoloso, come ovviamente Dejan Kulusevski della Juventus.

Uran Krasniqi: Il Kosovo ha giocatori che militano nei maggiori campionati europei. In generale il centrocampo e l’attacco è buono, con gente che può creare costanti pericoli agli avversari. Zeneli (Reims, ndr), Rashica (Werder Brema, ndr), Muriqi (Lazio, ndr) e Celina (Digione, ndr) sono ottimi calciatori.

Ringraziandovi per la disponibilità, vi chiediamo un pronostico sul girone.

Johanna Frändén: 1° Spagna, 2° Svezia, 3° Grecia, 4° Kosovo, 5° Georgia.

Uran Krasniqi: Penso che la Spagna sarà al primo posto. Dietro vedo facilmente favorita la Svezia, molto facilmente. Non sarebbe comunque una sorpresa se altre squadre, al di fuori della Svezia, conquistassero il secondo posto.

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Lo strano caso della Nazionale femminile

In tutto il mondo il movimento calcistico femminile sta crescendo sempre di più, arrivando al professionismo e ad un’attenzione sempre maggiore di anno in anno. E in Grecia? Il calcio femminile è praticamente immobile.

Lo denuncia Natalia Chatzigiannidou, la 41enne capitana della Nazionale, in cui milita dal lontano 1997, in un’intervista a Kouti tis Pandoras:

Un progresso in Grecia? Non esiste. Sono nel mondo del calcio dai miei 11 anni, quindi da circa tre decenni. Non è cambiato nulla. Penso che il calcio femminile esista perché la Federazione è obbligata ad averlo. Non è cambiato nulla. Nel periodo dei Giochi Olimpici di Atene era un po’ diverso, abbiamo fatto una preparazione di 2-3 anni con tante amichevoli e abbiamo avuto la percezione che qualcosa sarebbe cambiato, ma solamente per un attimo. Poi si è spento tutto. Ora giochiamo solo in gare ufficiali. Non facciamo un amichevole da circa due anni. Ci raduniamo due giorni prima delle partite ufficiali: se giochiamo venerdì, ci troviamo mercoledì per un allenamento in Grecia e un altro nel paese che ci ospita e infine giochiamo. Questo succede in Nazionale.

Dopo il lockdown primaverile, il campionato di Alpha Ethniki femminile (massima divisione greca, ndr) non è mai ripreso e solo le giocatrici che militano all’estero hanno minuti nelle gambe. Tra le convocate per la partita contro la Germania di oggi ci sono: Panagiota Chatzicharistou gioca nel Lokomotiv Plovdiv (Bulgaria), Tatiana Georgiou nel Cesena (Serie B italiana), Athanasia Moraitou nell’University of South Alabama (Stati Uniti), Theoni Zerba nell’University of Louisiana Monroe (Stati Uniti), Εleni Markou nell’SGS Essen (Germania) e Veatriki Sarri nello Sheffield United Women (Inghilterra). Senza contare la bomber Despoina “Deppy” Chatzinikolaou che milita nel Napoli in Serie A, ai box per un problema al ginocchio.

Abbiamo citato la sfida contro la Germania di oggi che si giocherà ad Ingolstadt ed è valevole per l’ultima giornata di qualificazioni per l’Europeo del 2022 in Inghilterra. Il regolamento prevede che le prime dei gironi siano qualificate alla fase finale, mentre le seconde si giocheranno uno spareggio. La Grecia è al quarto posto nel proprio raggruppamento e non ha più speranze di qualificarsi: tuttavia, la Nazionale ellenica si presenterà alla sfida con le tedesche, superpotenza europea, senza aver fatto un allenamento, come sottolinea Chatzigiannidou:

In questa partita andremo senza partite nelle gambe. La Federcalcio greca non sembra interessata e non ha mosso un dito per i nostri allenamenti in vista di questa partita ufficiale: ognuna di noi si allena individualmente dove e se trova un posto. Non lo so come mai.

Penso che l’EPO (la Federcalcio, ndr) debba voler alzare il livello del calcio femminile in Grecia, perché sappiamo che la UEFA abbia dato molta enfasi al miglioramento delle condizioni in questo settore. Forse deve costringere le grandi società a creare delle squadre femminili con scuole calcio, cominciando proprio dalle basi. Però tutto questo deve cominciare dalla Federazione, che dovrebbe trattare il movimento femminile come quello maschile.

Il calcio femminile greco è un movimento dilettantistico e questo si rende evidente in due casi: la ripartenza del campionato e le partite contro altre Nazionali. Su questi argomenti si è concentrata capitan Chatzigiannidou:

Non sappiamo quando ripartiremo e non abbiamo nemmeno alcuna voce in capitolo. Forse è un nostro errore che in tutti questi anni non abbiamo fatto alcuna mossa per provare ad avere una voce. Non ci sta aggiornando nessuno. Ho saputo che c’è stata una riunione con Avgenakis (viceministro dello Sport, ndr) per la ripartenza dei campionati inferiori alla Super League 1, ma non si è mai parlato della nostra Alpha Ethniki, che è un campionato nazionale con le giocatrici che vengono convocate per la Grecia.

La differenza con le altre Nazionali è enorme. Provate a pensarci: è come vedere una squadra di un campionato provinciale contro una di Super League 1. Nel futuro aiuterà il fatto di avere tante giocatrici all’estero che avranno quindi l’opportunità di allenarsi e di essere professioniste.

Riassumendo, lo Stato e la Federcalcio si stanno dimenticando del calcio femminile. Triste, ma vero.

(La partita Germania-Grecia verrà trasmessa sul canale YouTube di novasports.gr in diretta dalle 16, ora italiana.)

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Perché è così importante la Nations League per la Grecia?

Era da parecchio tempo che la Grecia non si giocava una partita importante. L’ultima era nel novembre del 2017, negli spareggi per i Mondiali in Russia. Allora, la Nazionale di Michael Skibbe affrontò la forte Croazia, che sarebbe arrivata qualche mese dopo in finale contro la Francia. Nel giro di tre anni sono cambiati i commissari tecnici e, soprattutto, i giocatori: da quella spedizione contro i croati sono rimasti i soli Zeca, Bakasetas, Tzavellas, Fortounis e Pelkas.

Stasera, alle ore 20.45 a Rizoupoli, la Grecia di John van ‘t Schip affronterà un’altra squadra dell’ex Jugoslavia, la Slovenia, per il primato nel Gruppo 3 della Lega C di Nations League.

Una competizione spesso snobbata, che ha attirato molte critiche, ma da cui la nostra Nazionale potrebbe trarre molti vantaggi.

La situazione attuale

Trovandoci all’ultima giornata la Galanolefki deve solo vincere stasera. E non sarà un’impresa facile dato che troverà davanti a sé uno dei migliori portieri al mondo come Jan Oblak (in dubbio per un problema alla spalla) e un Josip Iličić che sta ritrovando la forma dopo lo stop legato a problemi personali. Allo stadio Stožice di Lubiana, lo scorso 3 settembre, Slovenia-Grecia finì con un soporifero 0-0. Due mesi e mezzo dopo si ritrovano ad occupare i primi due posti, con la Slovenia che ha vinto le quattro partite contro Kosovo e Moldova, mentre la Grecia ha pareggiato in casa con i kosovari e quindi è costretta a rincorrere.

In caso di vittoria della Grecia cosa succede?

  1. Promozione in Lega B di Nations League. Certo, avversari più difficili da affrontare ma la Nazionale deve crescere e questa sarà la palestra migliore.
  2. Ranking migliore per la FIFA. Attenzione, perché in questo momento la Grecia, come nazionale, è al 31° posto della classifica europea, che è il primo per la quarta fascia nei sorteggi delle qualificazioni per i Mondiali di Qatar 2022 del prossimo 7 dicembre: la Finlandia, avendo battuto la Francia in amichevole, ha sorpassato la Grecia nel ranking. Quindi sarebbe meglio vincere e sperare che la Finlandia non vinca per strappare l’ultimo slot per la terza fascia.

Nations League e Mondiali 2022: qual è il rapporto tra le due competizioni?

Eccoci arrivati alla domanda che ci avete posto in molti e riguarda la Grecia da vicino.

La UEFA Nations League consegna due pass per i playoff dei Mondiali di Qatar 2022. Nei dieci gironi di qualificazione ai Mondiali, le prime classificate sono qualificate direttamente mentre le seconde vanno ai playoff.

Le dieci seconde con le due nazionali dalla Nations League formano dodici squadre totali: tramite un sorteggio, verranno divise in tre gruppi da quattro che si giocheranno delle final four per decretare gli ultimi tre biglietti europei per il Qatar.

Come vengono assegnati i due pass dalla Nations League per i playoff dei Mondiali?

Questi vanno ai due vincitori dei gironi di Nations League che avranno concluso i propri gironi di qualificazione mondiale al di sotto dei primi due posti. Ed è molto probabile che la Grecia non arrivi né prima né seconda nel proprio girone, dato che affronterà avversari di livello superiore.

Se la Grecia arriva prima nel girone di Nations League, come può andare ai playoff per i Mondiali?

Dovrà essere una delle due squadre al primo posto di Nations League che ha il punteggio migliore. In caso di vittoria andrebbe a 14 punti e quindi sarebbe la Nazionale con più punti della Lega C.

Nella Nations League ci sono 14 gironi, quindi altrettante capolista. I biglietti per i playoff dei Mondiali andranno a due delle capolista che non sono riuscite a raggiungere i primi due posti delle qualificazioni a Qatar 2022. Priorità ovviamente alle capolista della Lega A e poi a scendere fino alla Lega D.

Vi siete confusi? Ecco un esempio

La Grecia stasera batte la Slovenia e conquista il primo posto del Gruppo 3 di Lega C di Nations League. Si tratta della squadra che ha il miglior ranking di partenza di tutte le squadre della Lega C e della Lega D.

Le capolista della Lega A sono: Francia, Spagna, Italia (o Paesi Bassi/Polonia) e Belgio (o Danimarca).
Le capolista della Lega B sono: Austria (o Norvegia), Scozia (o Repubblica Ceca), Russia (o Ungheria/Turchia) e Galles (o Finlandia).

Le quattro primatiste nella Lega A è molto probabile che arrivino nei primi due posti delle qualificazioni mondiali. Almeno tre delle quattro capolista della Lega B devono terminare nei primi due posti alle qualificazioni, liberando così uno o due pass per la Lega C. E ciò non è così impossibile.

Visto il declino che ha avuto la Nazionale greca, questa competizione può essere una miniera d’oro per i colori ellenici. Speriamo che sia bastata la lezione della scorsa Nations League, con la Grecia che sarebbe potuta andare ai playoff di Euro 2020 anche da seconda nel girone, fallendo un altro obiettivo. L’Ungheria, arrivata un punto sopra la Grecia, è riuscita a qualificarsi per l’Europeo grazie allo spareggio vinto in maniera rocambolesca contro l’Islanda lo scorso giovedì.

Quindi stasera la vittoria è fondamentale, così la Grecia avrà almeno la speranza di una seconda opportunità per partecipare ai Mondiali di Qatar nel 2022.

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La Grecia avrà un problema col ranking Uefa

L’eliminazione di OFI ed Aris dall’Europa League ha creato una montagna per la Grecia nel ranking Uefa. Partiamo con una domanda semplice che servirà in seguito:

COS’È IL RANKING UEFA E COME VENGONO CALCOLATI I COEFFICIENTI?

Il punteggio che vedete nella classifica del ranking prende le ultime cinque stagioni con i relativi coefficienti: in questo momento ci troviamo nella stagione 2020-2021, quindi il calcolo parte dalla stagione 2016-2017.

Questa somma di punti assegna i posti per le competizioni europee: alla fine della stagione 2020-2021, si calcoleranno i posti per l’Europa nei campionati della stagione 2021-2022 e quindi il numero di squadre che si qualificheranno per le competizioni europee per la stagione 2022-2023. Se questa spiegazione vi sembra complicata, ragionate così: alla fine di questa stagione, la Grecia saprà quante squadre avrà in Europa tra due stagioni.

COS’È IL COEFFICIENTE? 

Si tratta del punteggio che prende ogni nazione a seconda dei risultati che ottengono le squadre in Europa.

Per la stagione 2020-2021, la Grecia in questo momento ha 1000 punti:
– 200 dalla vittoria di ieri dell’Olympiakos contro l’Omonia;
– 0 dalla sconfitta di martedì del PAOK in casa del Krasnodar;
– 100 dalla sconfitta (ed eliminazione) dell’OFI con l’Apollon Limassol;
– 100 dalla sconfitta (ed eliminazione) dell’Aris col Kolos Kovalivka;
– 300 dalla vittoria (e qualificazione) del PAOK col Benfica;
– 300 dalla vittoria (e qualificazione) del PAOK col Beşiktaş.

La logica è la seguente: più squadre vanno avanti nelle competizioni europee, più punti si possono raccogliere per la nazione rappresentata.
Ciò significa che, con Aris ed OFI già fuori dai giochi, la Grecia ha solamente tre rappresentanti in Europa, con l’AEK che scenderà in campo stasera contro il San Gallo.

IL PROBLEMA DELLA CLASSIFICA

La Grecia in questo momento si trova al 18° posto del ranking Uefa. Una posizione di assoluto svantaggio, come vedremo.

Infatti, il ranking che avremo alla fine di questa stagione, come spiegato precedentemente, determinerà i posti per l’Europa del 2022-2023.

Le nazioni che concluderanno la stagione al 13° e al 14° posto, nel 2022-2023 avranno:
– il campione al 3° turno preliminare di Champions League;
– il secondo al 2° turno preliminare di Champions League;
– il vincitore della Coppa al 3° turno preliminare di Europa League;
– il terzo e il quarto al 2° turno preliminare di Conference League (partirà dalla prossima stagione e sarà il terzo torneo europeo dopo la Champions League e l’Europa League). 

Per il 15° posto:
– il campione al 2° turno preliminare di Champions League;
– il secondo al 2° turno preliminare di Champions League;
– il vincitore della Coppa al 3° turno preliminare di Europa League;
– il terzo e il quarto al 2° turno preliminare di Conference League.

Per il 16° e il 17° posto:
– il campione al 2° turno preliminare di Champions League;
– il secondo, il terzo e il vincitore della Coppa al 2° turno preliminare di Conference League;
– non avrà una quinta squadra in Europa e non avrà accesso all’Europa League.

Per il 18° fino al 28° posto:
– il campione al 1° turno preliminare di Champions League;
– il secondo, il terzo e il vincitore della Coppa al 2° turno preliminare della Conference League;
– 
non avrà una quinta squadra in Europa e non avrà accesso all’Europa League.

LA SITUAZIONE ATTUALE

13. Scozia 27.125 punti (2.250 nel 2020-2021, 4 su 4 ancora in Europa)
14. Cipro 26.375 punti (2.625 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
15. Danimarca 25.500 punti (1.750 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
16. Serbia 23.625 punti (2.375 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
17. Svizzera 22.475 punti (1.375 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
18. Grecia 21.900 punti (1.000 nel 2020-2021, 3 su 5 ancora in Europa)
19. Croazia 21.175 punti (800 nel 2020-2021, 4 su 5 ancora in Europa)
20. Rep. Ceca 20.600 punti (600 nel 2020-2021, 4 su 5 ancora in Europa)

Il fatto che l’Olympiakos abbia battuto i ciprioti dell’Omonia è un segno di speranza, perché ha rosicchiato punti a chi sta davanti.
Il vero banco di prova, tuttavia, sarà quello di stasera in Europa League: l’AEK di Massimo Carrera incontrerà in gara secca una squadra svizzera, il San Gallo, quindi una diretta concorrente per il ranking Uefa.

In caso di qualificazione dei gialloneri, si tratterebbe di una boccata di ossigeno per la Grecia e una grande spinta verso il 17° posto; in caso contrario, si tratterebbe di un’altra stagione deludente per i colori ellenici.

COME SIAMO ARRIVATI FIN QUI?

La Grecia, a parte qualche exploit, dal 2016-2017 non se la sta passando bene in Europa. Il trend negativo delle squadre greche è oggettivo e questo si rifletterà nelle prossime stagioni, quando avremo solo quattro squadre in Europa, il campione dovrà passare ben quattro turni per accedere ai gironi di Champions League e non ci sarà alcuna presenza in Europa League.

Nel 2016-2017 (con la Grecia che si presenta al 13° posto e 31.900 punti):

– L’Olympiakos viene eliminato al 3° turno preliminare di CL dall’Hapoel Be’er Sheva, passa i playoff di EL, accede ai gironi di EL, arriva secondo, passa i sedicesimi e viene eliminato dal Beşiktaş agli ottavi.
– Il PAOK viene eliminato al 3° turno preliminare di CL dall’Ajax, passa i playoff di EL, accede ai gironi di EL, arriva secondo e viene eliminato dal Benfica ai sedicesimi.
– Il Panathinaikos passa il 3° turno preliminare e i playoff di EL qualificandosi ai gironi, dove arriva all’ultimo posto con un solo punto ottenuto contro Ajax, Celta Vigo e Standard Liegi.
– L’AEK viene eliminata nel 3° turno preliminare di EL dal Saint-Étienne.
– Il Pas Giannina passa il 2° turno preliminare di EL e viene eliminato al 3° turno dall’AZ Alkmaar.
Punti ottenuti: 5.800

Nel 2017-2018 (con la Grecia che si presenta al 14° posto e 29.700 punti):

– L’Olympiakos passa il 3° turno preliminare e i playoff di CL per arrivare all’ultimo posto nel girone con Barcellona, Juventus e Sporting Lisbona con 1 punto;
– L’AEK vine eliminata nel 3° turno preliminare di CL dal CSKA Mosca, passa i playoff di EL, arriva secondo nel girone dietro il Milan e viene eliminata ai sedicesimi dalla Dinamo Kiev;
– Il Panathinaikos e il PAOK passano il 3° turno preliminare di EL ma vengono eliminati ai playoff rispettivamente da Athletic Bilbao e Östersund.
– Il Panionios passa il 2° turno preliminare di EL ma viene eliminato al 3° turno dal Maccabi Tel Aviv.
Punti ottenuti: 5.100

Nel 2018-2019 (con la Grecia che si presenta al 14° posto e 27.900 punti):

– L’AEK passa il 3° turno e i playoff di CL arrivando ai gironi con sei sconfitte in altrettante partite contro Bayern Monaco, Ajax e Benfica.
– Il PAOK passa il 3° turno di CL e viene eliminato ai playoff dal Benfica. Ai gironi di EL arriva ultimo con Chelsea, BATE Borisov e MOL Vidi.
– L’Olympiakos passa il 3° turno e i playoff, qualificandosi ai gironi di EL, dove arriva secondo dietro il Betis (e davanti al Milan). Viene eliminato ai sedicesimi dalla Dinamo Kiev.
– Atromitos e Asteras Tripolis vengono eliminati al 2° turno preliminare di EL rispettivamente da Dinamo Brest e Hibernian.
Punti ottenuti: 5.100

Nel 2019-2020 (con la Grecia che si presenta al 15° posto e 28.600 punti):

– Il PAOK viene eliminato dall’Ajax nel 3° turno preliminare di CL e dallo Slovan Bratislava nei playoff di EL.
– L’Olympiakos passa il 2° turno, il 3° turno e i playoff di CL. Arriva terzo nel girone con Bayern Monaco, Tottenham e Stella Rossa, batte ai sedicesimi di EL l’Arsenal e viene eliminato agli ottavi dal Wolverhampton.
– L’AEK passa il 3° turno di EL e viene eliminato ai playoff dal Trabzonspor.
– L’Atromitos e l’Aris passano il 2° turno di EL e vengono eliminati rispettivamente da Legia Varsavia e Molde.
Punti ottenuti: 4.900

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Le penalizzazioni più pesanti del 21° secolo in Grecia

ÂÅÍÅÔÉÄÇÓ ÍÉÊÏËÁÉÄÇÓ ÁÃÃÅËÁÊÇÓ ÓÁÑÉÔÓ / ÏËÕÌÐÉÁÊÏÓ - ÐÁÓ ÃÉÁÍÍÅÍÁ
Una foto dalla stagione 2002-2003 del PAS Giannina

Un ottimo argomento da affrontare proprio durante questa quarantena.

Tra le (poche, a dir la verità) notizie di ieri, è arrivato il responso negativo al ricorso di Xanthi e PAOK dalla Commissione Ricorsi della Federcalcio greca: rimangono rispettivamente con il -12 e il -7 in classifica, con la squadra di Salonicco pronta a ricorrere al TAS di Losanna. Nello stesso campionato, il Panionios è partito con un handicap di 6 punti per non aver ottenuto la licenza dalla Federcalcio.

Il calcio ellenico negli ultimi vent’anni ha visto squadre retrocedere con passivi esorbitanti e quindi abbiamo deciso di ripercorrere numeri e avventure legate a queste penalizzazioni.

PAS GIANNINA, PANEGIALIOS E ATHINAIKOS FANNO 90!

Stagione 2002-2003. Lo storico PAS Giannina termina il campionato con 25 punti (14°) in Alpha Ethniki e si prepara a disputare lo spareggio con l’Apollon Kalamarias, arrivato 3° in Beta Ethniki. Solo che la Commissione Ricorsi della Federcalcio greca punisce l’Ajax dell’Epiro con una penalizzazione incredibile, rendendo il PAS la prima squadra a retrocedere per debiti nei confronti dei propri tesserati.

Infatti, sono stati comminati 3 punti per ognuna delle 30 partite giocate, quindi 90 punti totali: il PAS retrocede con -65 punti in classifica! Come racconta gazzetta.gr, tifosi della squadra dell’Epiro andarono a chiudere il tratto dell’Ethnikì Odos (l’autostrada nazionale, ndr) per Igoumenitsa e Arta in segno di protesta. Anche l’allora presidente della società Manthos Kolèbas chiese l’intervento dell’allora premier socialista Kostas Simitis per evitare la retrocessione. Cosa che, tuttavia, non successe: così il PAS scese in Beta Ethniki e l’Ionikos – retrocesso in campo – si salvò nello spareggio contro l’Apollon Kalamarias.

Nella stessa annata, stavolta nella serie cadetta, la stessa sorte subirono Panegialios e Athinaikos: entrambe si salvano con 34 punti ma i debiti costringono loro alla penalizzazione di 90 punti (3 punti × 30 partite), arrivando entrambe a -56 e costringendole a ripartire dai dilettanti.

Andando avanti con le stagioni e a proposito di penalizzazioni monstre, nel 2007-2008 il Doxa Dramas si ritira nel girone nord di Gamma Ethniki dopo sette giornate e a fine campionato si ritrova con il -66 in classifica.
Dopo una fusione da cui viene fondato l’Olympiakos Volou, il Doxa manterrà tuttavia la categoria e vincerà il girone Nord del campionato 2008-2009, salendo in Beta Ethniki.

-30 PUNTI AL PANATHINAIKOS, DUE RITIRI E TRE RETROCESSIONI D’UFFICIO IN DIECI ANNI DI SUPER LEAGUE

Tra le intemperanze dei propri tifosi e i problemi societari, il Trifylli è la più penalizzata dalla Super League 2011-2012. Analizzando stagione per stagione:

Super League 2011-2012: -3 punti per scontri contro l’Olympiakos.
Super League 2012-2013:
-2 punti per gli scontri nel derby della stagione prima.
Super League 2014-2015:
-3 punti per la presenza in campo di tifosi prima del derby con l’Olympiakos.
Super League 2015-2016:
-3 punti per il lancio di oggetti e fumogeni nel derby con l’Olympiakos.
Super League 2017-2018:
-8 punti (-2 punti per gli episodi nella partita di playoff della scorsa stagione contro il PAOK e -6 punti inflitti dalla Federcalcio).
Super League 2018-2019:
-11 punti (-6 punti per la mancata licenza e -5 punti per gli scontri al 70° della partita contro l’Olympiakos, poi interrotta definitivamente).

L’Iraklis è retrocesso d’ufficio due volte in pochissimi anni: nel 2010-2011 per aver usato un’assicurazione falsa in modo da compiere trasferimenti nella finestra invernale di calciomercato, mentre nel 2016-2017 per non aver ottenuto la licenza di partecipare nel campionato successivo. Il Kerkyra, nonostante si fosse salvato nella stagione 2014-2015, viene retrocesso per un trasferimento irregolare delle quote societarie.

Nella stessa stagione, abbiamo avuto anche due ritiri: il Niki Volou alla 16° giornata e l’OFI alla 29° giornata, con entrambe relegate all’ultimo posto con un -6.

LA BETA ETHNIKI/FOOTBALL LEAGUE IN GRANDE DIFFICOLTÀ

Nel 2004-2005 il Poseidon Neon Poron, squadra della Macedonia Centrale, arriva da un’ottima stagione in Beta Ethniki, in cui è arrivato 5°. Solo che i problemi economici si fanno sentire e nelle prime tre giornate del nuovo campionato non riesce ad avere il numero sufficiente di giocatori per scendere in campo: -9 punti di penalizzazione e squadra che non rivedrà più i fasti del professionismo dopo essere stato escluso da quel campionato.

Con l’introduzione della Football League nella stagione 2010-2011, vediamo sempre più squadre crollare.

Nel 2012-2013, l’ecatombe: sei squadre sono penalizzate (in totale -53 punti, tra cui il Larissa con un pesante -21 per debiti verso tesserati), due dichiarano l’autoretrocessione (Panserraikos e Larissa) e le due retrocesse sul campo (Thrasivoulos e Anagennisi Epanomis) scelgono di ripartire dai dilettanti.

Nel 2015-2016, Ergotelis e Olympiakos Volou si ritirano dal campionato rispettivamente con -12 e -9 punti di penalizzazione.
Nella stagione successiva, abbiamo ben tre casi: Panthrakikos (già sul -18) e Kalloni  (già sul -12) che si ritirano dal campionato e vengono classificate ultime con -6 punti, mentre il Chania termina la stagione con 38 punti, a cui vengono levati 33 (!) per aver giocato senza il permesso di partecipare al campionato e altri 3 per debiti verso un tesserato, terminando la Football League 2016-2017 con soli 2 punti.

Nel 2017-2018, addirittura la metà delle diciotto squadre di Football League vengono penalizzate! Panegialios, Kallithea, Panserraikos, Sparti, Apollon Larissas e Anagennisi Karditsas subiscono un -6 per non aver passato le due fasi dei controlli della Federcalcio; -3 all’Aiginiakos per non aver passato la prima fase dei controlli federativi; -12 al Veria (che si ritirerà dal campionato, ndr) per debiti verso tesserati e… -54 all’Acharnaikos per lo stesso motivo! L’ultima squadra si ritira dal campionato dopo la 4° giornata con una vittoria ottenuta, quindi termina con un -51.

Anche nella scorsa stagione, circa il 50% delle squadre viene penalizzato dalla Federcalcio greca, con Sparti e Aittitos Spaton che si ritirano dal campionato.

Nell’attuale Super League 2, vi abbiamo già analizzato le situazioni di Kerkyra e Apollon Pontou, entrambe con -6 in campionato, e più volte vicino al ritiro.

Insomma, è un tunnel da cui difficilmente vedremo la luce.

 

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L’Athinaikos, dalla Beta Ethniki all’Old Trafford

athinaikos

Oggi vi parliamo della storia di una squadra che, nel giro di due anni, è passata dal giocare in Beta Ethniki (l’attuale Super League 2) all’Old Trafford, affrontando e mettendo in seria difficoltà il Manchester United di Hughes, Schmeichel, Giggs e, soprattutto, di Sir Alex Ferguson.

La squadra in questione è l’Athinaikos, che attualmente milita nelle serie minori del calcio greco, ma che ad inizio degli anni ’90 aveva sorpreso tutti, raggiungendo il 6° posto in classifica, la finale di Kypello Elladas e soprattutto aveva staccato il biglietto per i sedicesimi di finale della Coppa delle Coppe.

Il soprannome della squadra è Lordi tou Vyrona, in riferimento a George Gordon Byron, comunemente noto come Lord Byron, il poeta inglese che combatté e morì per l’indipendenza greca. L’area di Vyronas, situata a 3 km ad est dal centro di Atene, fu nominata così proprio in suo onore.

Per quanto riguarda la storia del club, che nell’ultimo ventennio ha subito un inarrestabile declino, l’Athinaikos ha ricoperto un ruolo di assoluta importanza almeno nei primi 50 anni dello scorso secolo, considerando che fu uno dei tre membri fondatori dell’EPO, assieme a Panathinaikos e Apollon. Fu fondato nel 1914 dai calciatori della storica squadra del Goudi FC, la quale era una delle società più famose negli anni in cui iniziarono a svilupparsi le prime competizioni sportive in Grecia. Fino al 1931 la squadra partecipò, senza mai retrocedere, in Alpha Ethniki, fino a quando venne organizzata un’amichevole con i Πράσινα Πουλιά (uccelli verdi), una squadra non riconosciuta e fondata da alcuni ex giocatori del Panathinaikos che erano entrati in rotta di collisione con la società, creando una squadra parallela. In seguito all’amichevole, l’Athinaikos venne punito con la retrocessione in terza divisione. Nel 1937 fu nuovamente promosso in A’ Ethniki e durante la stagione 1940-1941 fu in testa alla classifica fino al 28 ottobre 1940, quando la guerra rese impossibile il regolare svolgimento del campionato.

Fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale, la polisportiva era una delle più ricche del mondo. Oltre il calcio, vennero create le sezioni di atletica, nuoto e tiro a segno. La sede, composta da uffici lussuosi, era situata all’angolo tra le strade Χαλκοκονδύλη e Πατησίων, in cui erano presenti anche la sede dell’EPSA e di altre società. Questi uffici, tuttavia, furono incendiati durante i Dekemvriana del 1944 e con loro andarono persi documenti e trofei del club.

Dopo la guerra la squadra militò in A’ Ethniki, mentre dal 1950 nella categoria A2 dell’EPSA. Nel luglio 1952 l’Athinaikos si fuse con l’AE Νέας Ελβετίας, dando vita ad una nuova squadra rinominata Αθηναϊκός Νέας Ελβετίας Αθλητικός Σύλλογος.

Ma il periodo più di successo del club è indubbiamente quello risalente ai primi anni ’90. Nella stagione 1991-1992, l’Athinaikos, per la seconda stagione consecutiva in Alpha Ethniki, approda per la prima volta in Europa. La qualificazione fu raggiunta grazie alla finale di Kypello Elladas della stagione precedente, disputata contro il Panathinaikos che si aggiudicò il trofeo e guadagnò l’accesso alla vecchia Coppa dei Campioni.

L’Athinaikos cadde in una finale andata-ritorno, perdendo la prima partita in casa 3-0 e la seconda per 2-1 all’OAKA, nonostante il goal segnato da Giorgos Zotalis.        Nonostante la doppia sconfitta, tuttavia, i calciatori guidati dal tedesco Gerhard Prokop potevano ritenersi più che soddisfatti, vantando un 6° posto in classifica al loro primo anno nella massima divisione, la qualificazione per la finale di Kypello e l’accesso alla Coppa delle Coppe.

L’entusiasmo generale fu per un momento stroncato quando, durante il sorteggio per la partita preliminare, fu sorteggiato il Manchester United come avversario dell’Athinaikos; i Red Devils avevano conquistato il trofeo europeo l’anno precedente, nella finale disputata a Rotterdam e vinta contro il Barcellona per 2-1. Nella stagione 1991-1992, la squadra di Sir Alex Ferguson aveva lo stesso obiettivo dell’annata precedente, e per qualsiasi squadra greca sarebbe apparso un ostacolo insormontabile, compresa la modesta squadra di Vyrona.

Il 18 settembre 1991, l’Athne ricevette i Red Devils al “damaria”: damaria è il soprannome dato allo stadio e significa letteralmente “cava”, perché l’impianto fu costruito dove prima sorgeva una vecchia cava. L’incontro terminò 0-0, un pareggio a reti bianche che era oro colato per i Lordi tou Vyrona, che riuscirono a resistere agli attacchi degli inglesi.

Il ritorno in Inghilterra si dimostrò essere una partita molto difficile per il Manchester che, dopo i primi 90’ minuti regolamentari, riuscì a piegare l’Athinaikos soltanto nel secondo tempo supplementare; al 109’ McClair bucò Sarganis, che fino a quel momento si era dimostrato una saracinesca. Due minuti dopo Mark Hughes realizzò la rete del definitivo 2-0, sancendo così l’eliminazione della squadra di Vyrona.

Facendo un balzo in avanti nel tempo, l’Athinaikos ha giocato dal 2003-04 al 2010-11 nel campionato provinciale (EPSA). Nel gennaio 2009, l’ex calciatore argentino Juan Ramon Rocha è stato nominato direttore tecnico del club. Nella stagione 2010-2011, l’Athinaikos è stato retrocesso nei campionati locali dilettantistici dopo aver perso la finale di coppa E.P.S. ΑΘΗΝΩΝ per 3-1 contro l’A.P.O. Fostiras Tavrou. Nella stagione 2012-2013 la squadra partecipa per la seconda stagione consecutiva nel girone A’ dell’Ε.Π.Σ.Α. (EPSA).

 

Qui sotto trovate l’intervista tradotta per intero da noi a Tasos Hatziagelis, ex centrocampista dell’Athinaikos, che giocò entrambe le partite contro i Red Devils e che, intervistato da Sport-Retro.gr, ha rilasciato un’intervista su quell’indimenticabile doppia sfida.

  • Riguardo la squadra:

“Eravamo un gruppo di giocatori legati, giocavamo insieme fin da quando eravamo in Beta Ethniki. Riguardo la partita contro il Panathinaikos della stagione precedente posso dire che fummo sfortunati. Nella prima partita al Leoforos il risultato era 0-0 fino al 70′, mentre nella seconda all’OAKA eravamo in vantaggio 1-0 a 20’ minuti prima della fine. Vedevamo le partite europee come un’opportunità per “distinguerci”, perché eccezione fatta per Dimopoulos, Sarganis e Koleff, che venivano dal Panathinaikos, nessun altro aveva esperienza europea.

  • L’atmosfera prima della partita d’andata

“Avevamo fame di gloria, però quando ci capitò lo United per un attimo regnò la paura per una possibile figuraccia. Ricordo, infatti, che un dirigente dell’OFI, di cui non ricordo il nome, avesse dichiarato sui giornali che “squadre come l’Athinaikos non dovrebbero andare in Europa perché ci renderanno ridicoli.”

Il nostro allenatore di allora, Gerd Prokop, era andato a Manchester e una volta di ritorno ci prese da parte e ci disse che le chances (di passare il turno, ndr) erano 50-50. Ovviamente eravamo scettici, ed alcuni di noi risero. Ma si scoprì che il tedesco (Prokop) aveva ragione. Giorno dopo giorno iniziammo a credere sempre di più che non ci avrebbero “schiantato”. Questo fu possibile anche grazie all’enorme personalità di Nikos Sarganis, che ripeteva costantemente “loro sono in 11, noi siamo in 11. Lasciate perdere quello che dice il mondo. Dovranno sputare sangue per vincere contro di noi.”- “Andremo ai rigori e passeremo.”

  • La partita d’andata

“Non eravamo particolarmente impauriti. Con l’eccezione dei due legni, loro ebbero pochissime opportunità e avemmo anche la possibilità di vincere con Koleff. Le cose andarono come aveva detto Prokop. Lo United giocava in maniera prevedibile.”

Loro cercavano costantemente di sfondare la nostra linea difensiva; allora il calcio era diverso da oggi, avevamo due stopper che marcavano a uomo mentre io ero un libero. Il modo in cui gli inglesi svilupparono il gioco non fu particolarmente difficile da interpretare per noi. ”

Eravamo tutti contenti, e questo è stato ciò che, soprattutto, ci ha motivato a continuare il campionato e a giocare il ritorno in Inghilterra. La stampa del tempo lodò l’Athinaikos, che aveva aveva pareggiato – anche relativamente facilmente. C’era una folla che si congratulava con noi quando ci incontrammo, e Nikos Sarganis continuava a dire ‘non ci mancherete neanche lì. Andremo ai rigori e otterremo la qualificazione. “

  • La partita di ritorno, l’Old Trafford e l’elettrocardiogramma di Ferguson

“Era qualcosa senza precedenti per noi. Un campo imponente che ci suscitò meraviglia anche il giorno prima della partita, quando era vuoto. Ormai avevamo giocato fino ad allora di fronte a 20.000 persone, quindi vedere 45.000 tifosi affollati era davvero senza precedenti.”

Ricordo che avemmo un’occasione con un tiro di Vasilis Tzalakostas al 15’ minuto, che fu parato da Schmeichel; dopodiché lo United iniziò a far girare palla, ma noi non riuscimmo a trovare il goal. Come il tempo scorreva, il Manchester era ansioso e noi avevamo poche speranze di poter segnare un goal in contropiede e anche qualificarci con un  1-1.

Ricordo che all’intervallo Nikos (Sarganis, ndr) mi disse: “Tasos, resistiamo fino a quando non arriviamo ai rigori, poi prendo il controllo; non aver paura di niente”. Aveva una tale fiducia quando me lo disse che me lo ricordo 27 anni dopo, non lo dimenticherò mai.

Alla fine prendemmo goal nel secondo tempo supplementare e nel frattempo Ferguson aveva schierato Gary Palister in attacco, per approffitare dei cross, come accadde in occasione del primo goal.

Un punto chiave della partita fu l’infortunio di Vangelis Spiliotis (che fu sostituito all’intervallo da Kostas Theodorakos), che era fisso su Hughes e lo aveva “annientato” in entrambe le partite.

Ci sentimmo bene perché, nonostante fossimo stati eliminati, giocammo con dignità e riuscimmo a dare alcuni punti alla Grecia. Eliminare il Manchester United sarebbe stato come vincere al lotto. Ci avvicinammo molto e avremmo potuto ottenere ciò che sembrava impossibile, ma tutto ciò ci fece sentire bene perché avevamo davvero messo alle corde gli inglesi. In effetti, ricordo Ferguson nella conferenza stampa dopo la partita che diceva: “Vado a fare un elettrocardiogramma, parlerò più tardi”.

  • Il ritorno in Grecia ed il legame tra calciatori e dirigenza

“Al nostro ritorno in Grecia, alcuni amici dell’Athinaikos ci stavano aspettando all’aeroporto per congratularsi con noi, mentre per tutto quell’anno abbiamo ricevuto un trattamento speciale da parte della gente nella maggior parte dei posti in cui andammo in campionato.

Eravamo una squadra che giocava in Beta Ethniki fino a due anni prima, ma avevamo guardato negli occhi e affrontato la squadra vincitrice della Coppa Europa e questo era qualcosa di ammirevole. In effetti, Spyros Kalogiannis (l’allora presidente, ndr) aveva dato un bonus di 700.000 dracme a ciascun giocatore, un importo irreale per la stagione se si considera che, ad esempio, il mio stipendio era di 150.000 dracme al mese “.

“Siamo stati legati e abbiamo passato anni insieme nelle categorie minori prima di arrivare lì. Tanti anni dopo, quando possibile, andiamo insieme a cena e ci teniamo in contatto. All’approdo nella massima divisione arrivarono ​​alcuni giocatori di “prima classe” ed esperti, come Sarganis, Bok, Dimopoulos; fu messo su un gruppo molto buono.

Se aggiungiamo che la gestione della squadra era nelle mani di un vero gentiluomo come Spyros Kalogiannis nella posizione di presidente, capiamo che stiamo parlando di una situazione molto rara e che difficilmente può essere creata in squadre come l’Athinaikos, che non ha un gran numero di tifosi.

Credo che queste due partite, che per me sono state il momento più alto della mia carriera, siano anche il momento più grande nella storia della squadra e come tali sono state menzionate anche l’anno scorso in occasione della celebrazione dell’anniversario dei 100 anni di vita dell’Athinaikos”.

 

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Storie: Quando a Nea Smyrni sbarcò un alieno chiamato Álvaro Recoba

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Il Panionios, la squadra più antica in Grecia, è nelle mani dell’imprenditore Konstantinos Tsakiris dal 2006: un uomo che ha grande disponibilità economica, ma soprattutto tanta voglia di creare una squadra competitiva.

Sono un semplice tifoso del Panionios, solo che mi è capitato di avere soldi! Vorrei vedere la mia squadra così come me la immagino. Vorremmo fare cose ovvie: quelle che vogliono vedere i tifosi e che le dirigenze delle altre squadre non fanno.

CHOUTOS, LA CHIAVE DI VOLTA

Lampros Choutos è stato poco più che una meteora nelle sue esperienze in Italia: debutto da 16enne alla Roma e negli anni Duemila una comparsa all’Inter con Cuper, poi Atalanta Reggina e pochi minuti nella festa scudetto nel 2007 con i nerazzurri di Mancini. Zero reti in 14 presenze in Serie A.

Finita l’avventura italiana, si trasferisce nell’estate del 2007 al Panionios, presentandosi con una doppietta contro l’AEK al debutto. Conclude la sua prima stagione con 10 reti in 18 partite in campionato. A 28 anni, Choutos sembra aver ritrovato sé stesso.

Nell’estate del 2008, un suo grande amico dai tempi dell’Inter si reca in Grecia per le vacanze e viene ospitato, insieme allo stesso Choutos, sullo yacht di Konstantinos Tsakiris.

Questo amico si chiama Álvaro Recoba ed è, dopo undici anni di Inter e due prestiti tra Venezia Torino, senza contratto. Le trattative con Monaco Blackburn falliscono e Choutos tenta di convincere il suo patron Tsakiris.

SETTEMBRE 2008, IL GRANDE COLPO

Rafik Djebbour viene ceduto ad agosto all’AEK e il Panionios sta ancora cercando un nome per coprire il vuoto in attacco. Così Tsakiris comincia la trattativa ufficiale con l’agente di Recoba e riesce a strappare l’atteso sì.

Avviene tutto nella prima settimana di settembre. Recoba arriva in gran segreto ad Atene e viene accolto in aeroporto dallo stesso Lampros Choutos che lo porta a casa di Tsakiris. Sempre in incognito, svolge le visite mediche e poi firma un biennale da 1.2 milioni a stagione.

Poco prima dell’ufficialità, Tsakiris invita a casa sua a Psichikò (periferia nord di Atene) alcuni amici. La soddisfazione è grande per l’acquisto più importante della storia del Panionios e lo annuncia facendo vedere loro dei video su YouTube con le reti dell’uruguayano all’Inter con la frase:

«Ε se vi dicessi che questo giocatore che avete appena visto vestirà la maglia del Panionios, mi crederete?».

Il 7 settembre è il giorno dell’arrivo ufficiale. E più di 1000 tifosi del Panionios lo hanno accolto all’aeroporto in una maniera incredibile.

Non me l’aspettavo, nemmeno me lo sarei immaginato. Però è stato qualcosa di bellissimo, non me lo dimenticherò mai. Non è solo l’affetto che ho ricevuto in aeroporto. Anche in campo, per strada. L’affetto di tutti i tifosi, non solo quelli del Panionios.

Arrivato insieme al suo connazionale Fabián Estoyanoff, un altro genio del pallone, Recoba non brilla (5 reti e 7 assist nella stagione 2008-2009) e viene anche falcidiato da infortuni.

Però perle come queste resteranno. Con la complicità di Estoyanoff, il Chino illude sia i telecronisti che l’arbitro, che ammonirà anche il suo compagno per la sua presunta irregolarità.

In un’intervista del 2016, poco prima del suo ritiro, Recoba torna sul suo amaro addio greco nell’inverno del 2009:

Sono andato via perché l’allenatore (il belga Emilio Ferrera) di allora era andato dal presidente dicendogli che non sapeva come gestirmi in squadra. Io non sono mai stato un rompiscatole, né una star. Quando sono venuto in Grecia, il resto dei giocatori mi conoscevano come una figura calcistica e possono anche adesso parlare del mio atteggiamento.

Così sono andato dal presidente a dirgli che me ne sarei andato senza liquidazione. Volevo solo i soldi fino al giorno in cui ero rimasto, perché non volevo creare problemi alla squadra, né a nessuno. Però anche adesso posso dire che avrei voluto continuare la mia carriera in Grecia e al Panionios.

Arena Press titola: “Mafia!”. Accuse in PAOK-Fiorentina

Dopo la prima partita valida per i gironi di Europa League tra PAOK e Fiorentina del 15 settembre, terminata 0-0, il giornale greco “Arena Press” pubblica in prima pagina un breve riassunto sulla partita. Tutto normale, se non fosse per il titolo molto esplicito, che accusa senza mezzi termini la Fiorentina e, più in generale, l’immagine del calcio italiano.

“Mafia!”

Questo il titolo del giornale finito in prima pagina, facendo riferimento ad un tocco di mano da parte del difensore viola Gonzalo Rodriguez in area di rigore. Un episodio dubbio, ma quello che preoccupa è l’accusa gratuita e infamante non consona con il linguaggio che dovrebbe utilizzare una testata giornalistica.

Souper Ligka 2ª giornata: Panathinaikos a valanga,ok Panionios e AEK. L’Olympiakos fatica ma vince

La 2ª giornata di Souper Ligka si apre con la vittoria del Panionios  per 0-2 sul campo dello Skoda Xanthi. La partita si sblocca al 4′ con goal di Shojaei : vince un rimpallo sulla fascia sinistra, avanza e infine si accentra per calciare in porta. Undici minuti dopo la partita viene messa in cassaforte dalla squadra di Nea Smirne, con Risvanis che lasciato solo su un corner incorna per lo 0-2.

Il Platanias vince la 2ª partita di fila con brivido finale, rifilando un 3-2 al Levadiakos. Fortunato il primo goal del Platanias: al 17′ la palla, dopo un contrasto a centrocampo, finisce sui piedi di Manousos che da solo dribbla il portiere e appoggia il pallone in rete. Otto minuti più tardi è ancora la squadra di Creta a colpire, con cross rasoterra di Vanderson indirizzato al limite dell’area di rigore, dove Giakoumakis stoppa palla e il tunnel al difensore Tripotseris diventa un assist per Manousos che di nuovo da solo davanti al portiere incrocia per il 2-0. Al 33′ è 3-0 Platanias: Apostolopoulos triangola con Gnjatic e crossa in mezzo per Giakoumakis che non sbaglia e la butta in rete. La troppa sicurezza dei padroni di casa  regala un goal al 38′ al Levadiakos su errore da rimessa dal fondo, e Karachalios accorcia le distanze. Al 71′ la difesa biancorossa si addormenta di nuovo e gli ospiti, con il fratello di Giakoumakis (Platanias), segnano il secondo goal utile soltanto alla classifica marcatori.

Anche l’AEK vince per 0-2 contro un Veroia che, se la scorsa stagione a stento si era salvato, quest’anno è una delle candidate alla retrocessione. Al 18′ l’ex Panionios Bakasetas realizza il vantaggio su punizione, complice una clamorosa papera del portiere Lopez. Nonostante un avversario modesto, i kitrinomavri raddoppiano soltanto al 86′ con Vargas, che sul primo tiro trova la respinta di Lopez ma sulla ribattuta il venezuelano non fallisce.

Panathinaikos sorprendente: 4-0 al PAS Giannina e Stramaccioni sorride. Al 37′ Berg con un colpo di testa di su cross di Coulibaly realizza la prima marcatura della partita. E’ ancora Berg che veste i panni da top player oggi: cross dalla trequarti precisissimo sui piedi di Lod che insacca in porta. Al 75′ è 3-0 Panathinaikos. Chi? Sempre Marcus Berg, che stavolta su assist di Leto condanna il PAS. Superfluo il 4-0 firmato da Sebastian Leto, che su cross di Ledesma in area piazza il pallone all’angolino sinistro.

La sfida tra neopromosse tra AOK Kerkyra e Larissa vede la squadra di Corfù imporsi per 2-0. Al 24′, Thuram al limite dell’area vede Viera libero che, sul primo tiro trova il muro difensivo del Larissa, ma al secondo non fallisce l’appuntamento con il goal. Il Larissa al 38′ perde palla in zona difensiva, Siontis di prima calcia in mezzo dove trova Epstein, che stoppa di petto e segna il definitivo 2-0.

Il Panetolikòs espugna il campo dell’Atromitos Athinon, per 0-2. All’undicesimo arriva il primo goal della gara; l’azione inizia da Warda, che da sinistra si accentra e cambia gioco sulla fascia destra per Clesio, che pesca in mezzo all’area Rodrigues che segna al volo. Al 92′ arriva il raddoppio firmato Warda che servito da Marcos Paulo chiude la partita.

Vince ma non convince l’Olympiakos, che batte in rimonta 1-2 l’Iraklis. Ma è la squadra di casa a passare in vantaggio al 5′ quando Leozinho, sulla trequarti, lancia sulla parte sinistra dell’area di rigore Intzoglou che crossa in mezzo; il pallone deviato da Botìa finisce a Perrone che di prepotenza scaraventa il pallone in rete. Al 50′ viene assegnato un rigore all’Olympiakos che con Dominguez ristabilisce il punteggio in parità. Dopo aver disputato una buona prima frazione di gioco, a metà del secondo tempo gli imitheos crollano fisicamente e la squadra del Pireo ne approfitta, con Martins che imbuca Ideye che a sua volta batte il portiere Huanderson.

Avanza anche il PAOK, che vince 1-2 sull’Asteras Tripoli. A segno Kolouris con una doppietta; il primo su ribattuta, il secondo con un tiro al volo da limite dell’area su assist di Rodrigues. Al 60′ viene assegnato un rigore totalmente inesistente all’Asteras Tripoli. All’appuntamento dal dischetto si presenta Ioannidische non sbaglia.