L’impresa del PAOK al White Hart Lane

Il Dikefalos tou Vorrà ogni volta che si trova in Inghilterra fa grandi cose. Nel settembre del 1997 la rete di Zisis Vryzas all’Highbury eliminò l’Arsenal di Wenger al 1° turno di Coppa UEFA, mentre il 30 novembre del 2011 Salpingidis e Athanasiadis stendevano il Tottenham di Redknapp (con Modrić, Bale e un 18enne Harry Kane), qualificandosi ai sedicesimi di Europa League.

La cronaca

La squadra di László Bölöni, ora al Panathinaikos, entrò nello storico impianto degli Spurs e lo ammutolì in nemmeno 15 minuti. Anzi, si sentivano solo i circa 2.000 tifosi del PAOK giunti a Londra, che non si fermarono un attimo con i loro cori. Addirittura, altri 1.500 erano fuori dallo stadio perché non riuscirono ad avere il biglietto per entrare!

Con Vieirinha fermo ai box, il 24enne Giorgos Georgiadis (appena prelevato dal Panserraikos, ndr) fece vedere gli incubi a Vedran Ćorluka a sinistra.
Al 6′ Fotakis servì Georgiadis sulla destra, il quale puntò il nazionale croato, si accentrò e crossò per Salpingidis, lasciato solo in area, il quale batté Gomes di testa. Non passarono nemmeno dieci minuti e il PAOK colpì ancora.

Pablo García verticalizzò per Georgiadis, che sbucò alle spalle del povero Ćorluka, e di prima la passò intelligentemente in orizzontale per Stefanos Athanasiadis che in scivolata raddoppiò. I tifosi greci, a torso nudo nel gelido clima londinese, impazzirono: al 14′ il Tottenham era già sotto 0-2.

Fino ad arrivare al 37′. Dopo un corner dalla sinistra – e un’uscita a farfalle di Chalkias – Jermain Defoe tirò a botta sicura con la porta sguarnita e Stafylidis (due giorni prima del 18° compleanno, ndr) la prese nettamente tra la coscia e il costato, posizionando il braccio destro dietro la schiena. Però l’olandese Bas Nijhuis, macellaio di professione, la pensò diversamente: colpo di mano sulla linea di porta, rosso diretto a Stafylidis, al suo debutto europeo, e penalty che Modrić realizzò. Se ci fosse stata la VAR…

Da lì in poi assalto inglese. Con un uomo in meno, il portiere Chalkias non proprio nella migliore partita della sua lunga carriera, per usare un eufemismo, e due cambi forzati, visti gli infortuni di Lazar e Contreras, il PAOK resistette fino al fischio finale.

Pensate che questa estasi calcistica arrivò nell’epoca pre Savvidis, con i problemi finanziari della società che erano ormai evidenti. Un mese dopo quella partita Vieirinha venne ceduto al Wolfsburg, mentre Pablo Contreras fu svincolato proprio per non andare in fallimento.

Ai sedicesimi, la squadra di László Bölöni affrontò (e venne eliminata) dall’Udinese di Francesco Guidolin. Ma questo ha poca importanza nell’economia di questo racconto: l’impresa del White Hart Lane rimane eccome nelle menti dei tifosi del PAOK.

Se volete rivivere le emozioni di quella partita, qui ci sono gli highlights e qui tutto il backstage dagli spalti nel video di Paok Community.

Ι ricordi

Siamo entrati in partita senza alcuna ansia, perché in questi match non hai niente da perdere. Abbiamo sorpreso il Tottenham segnando due reti veloci e questo ci ha aiutato molto. Poi sono arrivati l’espulsione e il rigore che ci hanno reso la vita un po’ difficile. Nella ripresa l’aiuto dei nostri tifosi è stato fondamentale per mantenere la vittoria.

Quando abbiamo realizzato il raddoppio l’unica cosa che volevamo era di esultare con i nostri tifosi. Non ci aspettavamo così tanta gente sia a Londra che in aeroporto. Ci dà tanta forza.

Le parole di Athanasiadis il giorno dopo la storica vittoria

Lo scorso giugno la trasmissione Blast From The Past della pay-tv Cosmote Tv ha dedicato una puntata su questa partita. Durante la trasmissione, Dimitris Salpingidis ha svelato un particolare dal dopogara:

Mi ero chiuso in un piccolo bagno che avevano [allo stadio] e mi sono messo a piangere. È stata una reazione di felicità e sollievo.

Nella stessa puntata è intervenuto anche Pablo García, allora mediano di quella squadra e da circa un mese allenatore del PAOK:

Siamo andati a festeggiare con i nostri tifosi… Abbiamo corso tantissimo in quella partita, è stata una buona serata.

Per poi analizzare tatticamente il match. Il video è solamente in greco ma con la grafica potrete intuire come il PAOK abbia vinto quella partita: il quartetto difensivo del Tottenham era molto largo orizzontalmente, con gli attaccanti ospiti liberi di inserirsi, mentre il centrocampo greco sovrastò numericamente quello inglese.

Ricetta semplice, ma molto efficace.

Il tabellino del match

30 novembre 2011, White Hart Lane (Londra)
Europa League, 5° giornata, Gruppo A

TOTTENHAM 1
PAOK 2
Reti: 6′ Salpingidis (P), 14′ Athanasiadis (P), 39′ rig. Modrić (T).
Tottenham (4-4-2): Gomes; Rose (24′ st Bale), Bassong, Gallas, Ćorluka; Pienaar (22′ st Walker), Livermore, Modrić, Lennon; Kane (26′ st Falque), Defoe. A disp. Cudicini, Fredericks, Carroll, Townsend. All. Harry Redknapp.
PAOK (4-3-3): Chalkias; Stafylidis, Contreras (36′ st Cirillo), Malezas, Etto; Lazar (39′ st Arias), García, Fotakis; Georgiadis (16′ st Sznaucner), Salpingidis, Athanasiadis. A disp. Krešić, Balafas, V. Ivić, Papazoglou. All. László Bölöni.
Arbitro: Bas Nijhuis (Paesi Bassi).
Espulso: 37′ Stafylidis (P).
Ammonito: 44′ st Athanasiadis (P).

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PAOK, con questa Europa è una storia da dimenticare

παοκ

Un’altra, l’ennesima, cocente eliminazione dai gironi di una competizione europea. Dopo essersi liberato dall’etichetta dell’eterno incompiuto in Grecia, il PAOK deve fare i conti anche con i tornei continentali, ritrovandosi con uno score decennale disastroso.

In Champions League ha tre eliminazioni (quattro sul campo, vista l’esclusione del Metalist Kharkiv nel 2013-2014) al terzo turno e due agli spareggi. In Europa League le eliminazioni dai gironi ammontano a tre, per mano di: Rapid Vienna nel 2012-2013 con Donis in panchina, Östersund nel 2017-2018 con LucescuSlovan Bratislava con Abel Ferreira nel 2019-2020.

Quello di giovedì scorso è stato «il momento più difficile da quando sono al PAOK» come ha dichiarato uno dei leader dei bianconeri, Fernando Varela. La squadra che ha affrontato lo Slovan al “Toumba” non ha ricordato purtroppo, al netto degli esecrabili errori arbitrali di cui non parleremo e dei 30 total attempts, quella che ha dominato lo scorso campionato.

A cominciare da Paschalakis, capace di ben 16 clean sheet in 30 partite della Super League 2018-2019, che non dà più la sicurezza di un tempo tra i pali; Pelkas, rilevata la fascia di capitano dal lungodegente Vieirinha, è evidente che ancora si deve ambientare nei nuovi schemi di Ferreira; un centrocampo da cui mancano pilastri tecnici e mentali come Mauricio Wernbloom; il centroboa Akpom che predica nel deserto. L’unico da salvare è Giannoulis, il sostituto in campo di capitan Vieirinha: il 23enne ara la fascia sinistra e fa tutto, dalla fase difensiva a traversoni pericolosi in avanti con una mentalità da cui deve ripartire il PAOK.

Adesso la squadra di Salonicco dovrà concentrarsi sui tornei nazionali, magari riprovando a fare il double della scorsa stagione. Però rimarranno sempre i problemi in Europa.

Basta questo ultimo dato per rendervi conto di quanto la situazione non sia tutta rose e fiori e di come potrà peggiorare: per i sorteggi in Europa si guarda il punteggio ranking degli ultimi cinque anni e con le ultime tre annate negative, il PAOK si ritroverà addirittura sotto all’AEK, che non ha nemmeno giocato in Europa per tutti i cinque anni! Ciò significa che i sorteggi, già dalla prossima stagione europea, saranno leggermente più complicati e questo vuol dire che la strada sarà subito in salita per i bianconeri di Salonicco.

Questo è il PAOK. Tra grandi gioie e grandi delusioni, tra il bianco e il nero, i suoi colori sociali. Non ci sono vie di mezzo e con questa squadra sarà sempre così…

 

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Arena Press titola: “Mafia!”. Accuse in PAOK-Fiorentina

Dopo la prima partita valida per i gironi di Europa League tra PAOK e Fiorentina del 15 settembre, terminata 0-0, il giornale greco “Arena Press” pubblica in prima pagina un breve riassunto sulla partita. Tutto normale, se non fosse per il titolo molto esplicito, che accusa senza mezzi termini la Fiorentina e, più in generale, l’immagine del calcio italiano.

“Mafia!”

Questo il titolo del giornale finito in prima pagina, facendo riferimento ad un tocco di mano da parte del difensore viola Gonzalo Rodriguez in area di rigore. Un episodio dubbio, ma quello che preoccupa è l’accusa gratuita e infamante non consona con il linguaggio che dovrebbe utilizzare una testata giornalistica.