Il Panathinaikos vuole celebrare alla grande i 50 anni da Wembley

Il 2021 è un anno particolare per il Panathinaikos perché è il 50° anniversario dall’Impresa di Wembley, come giustamente viene soprannominato il più grande successo del calcio greco a livello di club: la partecipazione del Panathinaikos nella finale di Coppa dei Campioni contro l’Ajax. Mezzo secolo è passato dal 2 giugno 1971 quando i Prasinoi, sotto la guida di Ferenc Puskás, hanno affrontato alla pari gli olandesi “volanti” di Johan Cruijff.

Questa impresa epica verrà festeggiata come merita. Il Panathinaikos FC dedica il 2021 alla squadra che più di ogni altra ha glorificato la società! Il 2021 sarà l’Anno di Wembley per tutta la famiglia del Trifylli!

Il Panathinaikos FC, volendo onorare i protagonisti di questo miracolo del calcio greco, ha progettato una serie di attività durante il 2021 che hanno come obiettivo la preservazione della memoria. Facendo rivivere le immagini, le nuove generazioni impareranno e verrà stimolata la memoria collettiva.

Concorso per il logo

La prima attività in ordine temporale, che presuppone la vostra partecipazione, è l’inizio di un concorso per la creazione del logo, il quale accompagnerà le prossime iniziative che riguardano l’Αnno di Wembley. Il logo verrà stampato sui vari gadget che verranno creati. Il concorso comincia subito e si concluderà il 1° febbraio. Chi desidera partecipare, dovrà completare il form che troveranno sul sito della società all’indirizzo https://www.pao.gr/wembley2021.

L’annuncio del logo vincitore avverrà il 3 febbraio sul sito della società e sui profili social ufficiali del Panathinaikos (Instagram, Facebook, Twitter). Il realizzatore del logo avrà tutta la serie di regali dell’Anno di Wembley e anche un doppio invito per l’anteprima del film sul Wembley.

Il film di Wembley

Il film per Wembley è la seconda iniziativa del Panathinaikos FC per far comprendere a tutti quanto fosse grande il percorso di quella squadra della stagione 1970-1971. La prima proiezione del film avrà luogo il 2 giugno, nell’anniversario della finale di Wembley, in una sala cinematografica che verrà comunicata prossimamente. Il film sarà di carattere storico in cui, tramite ricerche approfondite e interviste con i protagonisti, viene messa in risalto la massima impresa sportive con le sue implicazioni sociali. I più giovani impareranno e i più anziani ricorderanno che fatti all’apparenza non correlati si fossero legati in un modo magico, creando un’armonia assoluta!

Mostra fotografica virtuale

Il precursore del film sarà la mostra fotografica e di reperti storici virtuale. Valorizzando l’archivio del Panathinaikos e con il prezioso aiuto di ex calciatori, ma anche la collaborazione con i club che si sono trovato sulla strada del Trifylli per Wembley, sarà creata una mostra unica per i canoni greci. Purtroppo, la pandemia non consente la realizzazione della mostra dal vivo. Almeno, attraverso la rete, i milioni di tifosi del Panathinaikos da tutto il mondo potranno esplorare l’ambiente museale virtuale. La mostra aprirà le proprie porte interattive a maggio.

Serie di prodotti commerciali

L’Anno di Wembley avrà anche una sua serie commerciale. Magliette e tute che verranno indossate solamente nel 2021 e saranno da collezione, maglie da allenamento, zaini e indicativamente cappelli, sciarpe, tazze, penne, sottocoppe. Su tutti questi prodotti sarà raffigurato il logo vincitore del concorso e saranno disponibili a partire da febbraio.

Maglia da collezione

Nella prossima partita contro il Larissa, i giocatori del Panathinaikos indosseranno la maglia celebrativa dell’Anno di Wembley. Nella divisa da gioco un ricamo “abbraccerà” il trifoglio: da una parte ci sarà il numero 50 per l’anniversario del mezzo secolo e dall’altra la data della finale (il 2 giugno 1971, ndr). Inoltre, in tutte le partite casalinghe la squadra indosserà una maglia da allenamento dedicata all’anniversario di Wembley. Entrambi i prodotti saranno da collezione e verrano resi disponibili al pubblico da lunedì 11 gennaio tramite il sito www.paofc.gr.

Le attività per l’Anno di Wembley non si fermano qui. Ogni novità verrà annunciata sui canali ufficiali del Panathinaikos.

[Traduzione e adattamento dell’intero comunicato pubblicato oggi dal Panathinaikos FC.]

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Lo strano caso di Lamkel Zé

L’attaccante camerunense Didier Lamkel Zé, in forza all’Anversa ma che negli ultimi giorni aveva accettato di firmare per il Panathinaikos, si è presentato all’allenamento di questo lunedì (che sarebbe dovuto essere uno degli ultimi con la squadra belga) con una maglietta dell’Anderlecht, squadra rivale dell’Anversa. Una volta giunto davanti i cancelli dello stadio, la sicurezza ha optato per non farlo entrare, trattenendolo prima e poi allontanandolo. Il nazionale Camerunense, tornato a casa, ha minacciato di “turbare” ulteriormente il club dopo aver annunciato su Instagram che si sarebbe presentato il giorno dopo con una maglia del Beerschot, altra rivale dell’Anversa.

Negli ultimi tempi, a causa di quelli che sono stati definiti come “capricci” da parte del giocatore e anche a causa delle voci di mercato, il calciatore è stato mandato ad allenarsi con la squadra B. E mentre le voci di mercato sono diventate più insistenti, il club belga aveva chiarito come non fosse intenzionato a lasciarlo andare a zero, con tanto di risposta da parte dell’esterno:

E’ semplice: voglio andare in Grecia. Ho dato il mio consenso personale. Non giocate con la mia carriera.

Il pomeriggio dopo queste dichiarazioni, Lamkel Zé, dopo aver terminato la sessione di allenamento, ha avviato una diretta su Snapchat. Il camerunense ha mostrato come avesse scritto con un pennarello la frase “Ici, c’est Zé 7”, sui muri bianchi dello spogliatoio. Con tanto di iniziali, “LZ7”.

Il giorno dopo, martedì, il calciatore si è scusato attraverso il suo profilo Instagram:

Chiedo sinceramente scusa al club e ai tifosi dell’Anversa perché sono dei fan magnifici e meravigliosi che mi hanno sempre sostenuto. Se ho reagito così, è perché la mia testa era altrove a causa del trasferimento, non è stato facile per me. Mi dispiace tanto per le mie azioni. Non dimenticherò come i miei compagni di squadra e lo staff tecnico mi hanno supportato nello spogliatoio dal mio arrivo qui. Sono pronto per il club se il nuovo allenatore ha bisogno di me. Spero di essere presto davanti ai tifosi in campo.

Tuttavia, nonostante il messaggio di scuse, i tifosi non hanno digerito il comportamento del calciatore; sono stati appesi due striscioni, di cui uno davanti la sede della società, con scritto:

Nessuno è più grande della società, LZ fuori!

Vai a farti fo**ere Didier.

Nel frattempo il nuovo allenatore della squadra, Franky Vercauteren, ha rilasciato delle dichiarazioni anche sulla situazione di Lamkel Zé:

Riguardo Lamkel Zé? Vedremo, stiamo ancora guardando alcune cose, ma per me ha ancora un contratto con l’Anversa, non escludo nulla. L’Anversa è la squadra migliore per lui.

Secondo quanto riporta SDNA.gr, le trattative tra il Panathinaikos e la squadra belga stanno procedendo e sembrano essere a buon punto. La volontà del giocatore è quella di andare in Grecia a giocare per i prasinoi. Gli ultimi contatti tra le due società avverranno nei prossimi giorni. Al Panathinaikos rincontrerebbe l’allenatore László Bölöni, ex allenatore dell’Anversa fino a maggio dello scorso anno.

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Il Larissa minaccia di ritirarsi dal campionato!

Una decisione che avrebbe dell’incredibile. Il Larissa del presidente Alexis Kougias, attualmente penultimo con 7 punti in 13 partite giocate, starebbe pensando di ritirarsi dalla Super League 1 non per motivi economici ma per… i torti arbitrali!

Facciamo un passo indietro a domenica scorsa. Il Larissa ospitava il PAOK in casa e al 69′ si porta in vantaggio con il classe 2001 Dimitris Pinakàs, il next big thing del calcio ellenico. Al 95′ la squadra di Salonicco conquista un rigore, per atterramento di Swiderski da parte del portiere Nagy, che un minuto dopo viene trasformato da Vieirinha.

Un’azione che ha fatto scatenare numerose polemiche in casa Vyssinì (it. cremisi), a giudicare dal duro comunicato pubblicato a fine gara:

L’AEL FC (il Larissa, ndr) si lamenta molto dell’inesistente rigore assegnato dall’arbitro Evangelou, senza essere informato prima dal VAR, mentre Crespo e Szanucner (giocatore e collaboratore tecnico del PAOK, ndr), davanti agli occhi del quarto uomo Tsagkarakis, tenevano per il collo Bertos (difensore del Larissa, ndr) per non farlo entrare in campo, così i giocatori del PAOK potevano creare indisturbati l’azione che ha portato al rigore inesistente.

L’AEL FC manderà a Clattenburg (capo degli arbitri greci, ndr) il video della partita e in particolare tutte le azioni in cui Evangelou lasciava correre sui falli offensivi durante le azioni da fermo, ma anche l’ultima azione della partita in cui Evangelou e Tsagkarakis lasciavano Crespo e Sznaucner tenere fuori dal rettangolo di gioco Bertos. Così il PAOK ha organizzato l’azione in superiorità numerica e lo spazio in cui Swiderski ha fatto il movimento per conquistare il rigore inesistente sarebbe dovuto essere occupato proprio da Bertos.

Ci fa molta impressione qui a Larissa che Nova (pay-tv che ha i diritti per il campionato, ndr) e i suoi telecronisti non abbiano mai fatto rivedere l’azione. Ed è la prima volta che avviene in un’azione che decide il risultato finale.

Nel video sugli episodi dubbi della 14° giornata pubblicato oggi, che potete trovare qui, Mark Clattenburg dà tuttavia ragione a Evangelou (minuto 5.12) nell’azione del rigore al PAOK, dicendo che:

Il portiere non entra in contatto col pallone e va chiaramente ad intercettare la corsa dell’attaccante con le braccia, andando a toccare il suo piede e facendolo cadere.

Dopo le partite Panetolikos 2-1 OFI e Lamia 2-0 Aris, con le vittorie delle dirette concorrenti del Larissa in partite con qualche dubbio arbitrale, la società di Alexis Kougias ha emesso questo comunicato poche ore fa:

[…]
La nostra pazienza si è esaurita. Visto che la nostra società ha dimostrato nel tempo che non fa calcoli e non ha paura di niente, se questo comportamento illegale nei nostri confronti e i chiari vantaggi per i nostri avversari andranno avanti, arriveremo alla triste decisione di ritirare la nostra squadra o di giocare con la nostra U-19, in modo tale da non svincolare i nostri giocatori richiesti da altre società. Questo per dare una fine al marciume che regna dal 1996 nel calcio greco e che è stato purtroppo sopportato dai governi precedenti.
Naturalmente i primi che verranno informati saranno il premier Kyriakos Mitsotakis, il signor Gerapetritis (ministro “dello Stato” senza portafoglio, ndr) e i signori Laković e Georgiou della UEFA (rispettivamente direttore delle associazioni nazionali e uno dei membri di spicco dell’organo presieduto da Čeferin, ndr).

Dopo aver depositato la denuncia, Alexis Kougias terrà una conferenza stampa ad Atene, molto probabilmente in diretta su una nota rete televisiva a causa del coronavirus.

Domani il Larissa ospiterà il PAS Giannina e domenica prossima affronterà il Panathinaikos.
Con la speranza che una delle società più storiche del calcio greco, nonché vincitrice del campionato nel 1988 e della Coppa (1985 e 2007), prosegua in maniera regolare la Super League 1 2020-2021.

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Ufficiale: la Super League 1 sarà visibile anche in Italia su Novasports

Un punto di svolta per tutti i tifosi della Super League 1, in Italia e nel mondo. La pay-tv Novasports, emittente sportiva tra le più affermate del paese nonché detentrice dei diritti esclusivi per la trasmissione del massimo campionato greco per la stagione 2020-2021, ha inaugurato Novasports World, un nuovo canale sportivo che permetterà ai tifosi di poter assistere in streaming alle partite del campionato.

È possibile sottoscrivere due diversi tipi di pacchetti (pass) per guardare le partite della Super League 1, attraverso la sezione online del sito. L’offerta, valida per tutto il mondo al di fuori della Grecia e di Cipro, è suddivisa in due pass:

  • il Weekly pass (settimanale) permette di guardare «le principali partite del campionato di calcio greco in esclusiva, live e on demand» per 6.99€ alla settimana, con uno sconto del 40% (prezzo originario 11.99€); 
  • il 2nd Round pass è invece proposto per i seguaci più assidui: viene proposto il girone di ritorno del campionato per 40€, anche qui con uno sconto del 40% (prezzo originario 67.50€). Inoltre, in questo pacchetto sono incluse anche le cinque partite che si devono recuperare dal girone di andata, tra cui PAOK-Olympiakos (6° giornata, 13 gennaio, con una postilla che leggerete di seguito) e Aris-AEK (8° giornata, 14 gennaio).

Entrambe le offerte prevedono il “no committment”, ovvero risultano cancellabili in qualsiasi momento. Novasports World offre anche, oltre tutte le partite del campionato greco, anche live shows (come Time of Champions e Super Euroleague per la pallacanestro), un archivio che raccoglie le partite a partire dal 1995, documentari sportivi e archive shows.

In questo nuovo sistema c’è, però, un’eccezione: come alcuni di voi ricorderanno, il PAOK ha lanciato lo scorso anno PAOK TV, una piattaforma in abbonamento e pay-per-view che trasmette le partite casalinghe del club bianconero insieme a contenuti video on-demand esclusivi e programmi speciali. La piattaforma include, oltre le partite di campionato, anche trasmissioni, talk show e interviste esclusive, ed è disponibile in greco, russo e inglese. Nonostante non sia ancora chiaro, è plausibile che le partite al Toumba rimangano esclusiva del club di Salonicco, mentre quelle in trasferta siano fruibili su Novasports.

Una grande opportunità per tutti i nostri lettori interessati alla Super League 1, che adesso sarà visibile comodamente da casa propria senza dover incorrere in siti streaming illegali, e con l’opzione di poter pagare un solo turno di campionato o l’intero girone di ritorno. Per chiarimenti e per dare un’occhiata alle offerte, vi lasciamo il link della pagina di Novasports; in caso di ulteriori domande su iscrizione, pagamento ed altro, in alto a destra c’è la sezione FAQ, dove ogni vostro dubbio sarà chiarito.

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Quando Atene festeggiava il Natale allo stadio

Κοstas Nestoridis (AEK) portato in trionfo in una foto degli anni Cinquanta. [fonte enwsi.gr]

Il 14 novembre 1926 nasce l’Epo, la Federcalcio greca. Questa nuova unione vuole organizzare il primo campionato nazionale greco, con squadre dall’Attica, dal Pireo e dalla Macedonia. Dopo un litigio con l’Olympiakos, la Federcalcio lo espelle da ogni competizione: in segno di solidarietà, anche Panathinaikos e AEK non partecipano e così l’Epo si priva anche delle due società ateniesi.

L’antefatto

Nell’autunno del 1927, viene creato il POK con Panathinaikos, Olympiakos e AEK, da cui viene tratta la K di Konstantinoupoleos (it. di Costantinopoli). Un trust tra le tre big del calcio ellenico, le quali giocavano tra di loro delle amichevoli, visto che in campionato non potevano partecipare. La situazione rientra nei ranghi nel luglio del 1928 con le tre società che tornano sotto la Federcalcio. Solo che le squadre in Grecia erano ancora molto poche, il calendario abbastanza vuoto e le società dovevano battere cassa. Quindi il POK ha un’idea, già provata a Salonicco e nel periodo di Pasqua: giocare durante le feste natalizie.

Ed era un’intuizione eccezionale. Un torneo di calcio in quel periodo, con le squadre più famose, che avrebbe dato più introiti alle società grazie agli incassi dei biglietti, in un’epoca senza sponsor e diritti televisivi. E la risposta del pubblico fu oggettivamente ottima. Già dalla fine degli anni Venti, i greci adoravano il calcio, riempiendo i (pochi) stadi. Specialmente nel periodo delle festività le opzioni per divertirsi erano poche per i portafogli della gente comune. E, come si chiede anche protagon.gr, chi non avrebbe speso due dracme dalla tredicesima per seguire questo nuovo, entusiasmante spettacolo?

La storia

Il timing, tuttavia, per l’applicazione dell’idea è stato il peggiore possibile. La prima vera edizione della Coppa delle Feste era programmata per il Natale del 1940 ma salta: due mesi prima Mussolini cercò di invadere la Grecia, che era in procinto di entrare in guerra. Nel Natale del 1943, con Atene occupata dalla Germania nazista, le società decidono di organizzare il torneo: al Leoforos l’Olympiakos batte per 5-2 il Panathinaikos davanti a più di 10.000 spettatori, mentre nei primi giorni del 1944 l’AEK mette al tappeto sia Panathinaikos (2-1) che Olympiakos (1-0), conquistando il trofeo. Ιl 12 ottobre 1944 Atene viene liberata dai nazisti: piccola particolarità, la Grecia festeggia il 28 ottobre, data in cui di fatto entra in guerra nel 1940, ma il 12 ottobre è una data passata totalmente in secondo piano.

Nel Natale del 1944 era prevista, in un’Atene finalmente liberata, la seconda edizione della Coppa. Ma quel giorno passa alla storia per la visita lampo di Winston Churchill nella capitale ellenica. Infatti, dal 3 dicembre, e per 33 giorni, Atene si trova sotto i colpi dei Dekemvrianà (it. Fatti di dicembre), con scontri tra le forze di resistenza armate e le forze del governo monarchico di unità nazionale instaurato dai britannici dopo la liberazione. La conquista della Coppa da parte dell’AEK non è così importante, con il Leoforos bombardato solamente il 23 dicembre e una situazione davvero fuori controllo in città.

Dopo due anni di pausa, si prova a tornare alla normalità nel 1947, con la nuova Coppa di Natale, che prende sempre più importanza negli occhi dei tifosi che vogliono dimenticare un decennio di guerra e fame. Nel 1950 dura per la prima volta due settimane ed è un torneo particolare: tutte le squadre arrivano a pari punti e, visto che nel regolamento non era previsto alcun criterio per avere un vincitore in questo caso, la Coppa non viene assegnata. Negli anni Cinquanta vengono invitate anche le squadre straniere, aiutando ad alzare il livello del calcio greco. Nel 1959 il Vojvodina distrugge per 8-3 il Panathinaikos con una tripletta di Toza Veselinović, che sarà poi allenatore dell’Olympiakos e dell’AEK. Un Olympiakos che, in quel decennio, sta costruendo il proprio mito, la propria leggenda, il proprio Thrylos: ai sette campionati vinti, si aggiungono anche le sei Coppe di Natale.

I ricordi

In un articolo del Natale di sei anni fa, gazzetta.gr ha dedicato un approfondimento su questo torneo, intervistando l’ex bomber dell’Olympiakos Ilias Ifantìs (classe ’36), una delle leggende della squadra del Pireo, e il difensore ex Apollon Smyrnis e Panathinaikos, Aristidis Kamaras (classe ’39). Se vi ricorda qualcosa l’ultimo cognome, non è strano: al fratello maggiore Georgios è dedicato lo stadio dell’Apollon, il Rizoupoli, mentre lo stesso Aristidis era titolare nel Trifylli sconfitto a Wembley nella finale di Coppa dei Campioni nel 1971.

La gente nelle feste non aveva altro tipo di intrattenimento. Il calcio regnava sovrano, le persone si aggrappavano allo stadio come l’uva! […] Le squadre erano poche e avevamo un calendario vuoto. Allora c’era un manager pazzesco, l’illustre signore Volanakis, che aveva come sede la città di Vienna e portava squadre straniere in Grecia per Natale e Pasqua. Arrivavano grandi squadre. Il Rapid, l’Austria, l’Hajduk: avevo visto persino Happel, pensate! Le squadre jugoslave avevano giocatori incredibili. In quel periodo, oltre al grande POK (Panathinaikos-Olympiakos-AEK), c’era anche il piccolo, con Apollon-Panionios-Ethnikos, che invitava anch’esso altre squadre. Dal 15 dicembre al 20 gennaio c’erano le vacanze invernali: visto che le società avevano bisogno di biglietti, sono stati creati tornei come la Coppa di Natale, la Coppa di Pasqua e la Coppa di settembre.

Aristidis Kamaras

Quell’epoca era unica ed irripetibile. Erano partite organizzate alla perfezione, dopo tanto studio dietro. Un torneo che non lasciava alcun spazio alle polemiche, non come avviene ora. […] Da quelle gare usciva una verità agonistica e culturale. Tutti abbiamo adorato questa competizione. Sia nella Coppa di Pasqua che in quella di Natale lo stadio era gremito. Anche allora c’era povertà, ma era diverso…
La cosa più importante? Da quelle partite si sono messi in evidenza grandi giocatori, perché davano l’opportunità agli allenatori di schierare ragazzi come me che poi hanno lasciato un segno.

Ilias Ifantìs

Mentre a Kathimerinì, in un articolo pubblicato ieri, lo stesso Ifantìs rammenta come ha conquistato il posto all’Olympiakos e un dettaglio sugli spalti:

Avevo 16 anni quando ho debuttato [nella Coppa di Natale]. Ho anche segnato e da quel momento l’allenatore mi guardava con un altro occhio. In poco tempo sono diventato un titolare e non giocavo solo quando ero infortunato. Hanno fatto male ad abolire queste competizioni.
Sugli spalti i tifosi erano sparpagliati, seduti tutti insieme e senza distinzione di squadra: non c’era il fanatismo di oggi. Certo, a volte c’erano dei piccoli episodi, ma gli altri tifosi li fermavano subito.

Per farvi capire la portata dell’evento, la prima pagina del quotidiano sportivo Athlitikì Ixò del 24 dicembre 1953 scriveva così:

Il fortissimo Vojvodina è arrivato ieri e si è allenato nel pomeriggio nello stadio del Panathinaikos. Tra i convocati sono presenti anche gli illustri nazionali Rajkov, Veselinović, Milovanov, Boškov (Vujadin, ex allenatore della Sampdoria scudettata, tra le altre, ndr). Domani pomeriggio la squadra affronterà la sua prima partita in terra greca contro l’AEK.

Un torneo che era diventato quasi il Boxing Day in salsa ellenica, non solo per il periodo dell’anno in cui veniva giocato, ma anche per la grande affluenza di pubblico. Con l’introduzione del campionato a girone unico nella stagione 1959-1960 e la dissoluzione del POK, la Coppa di Natale perde tanto appeal.

L’edizione del 1962, vinta dall’Olympiakos, sarà infatti l’ultima volta in cui i tifosi greci potevano unire Natale con il calcio…

P.S. Anche a Salonicco si organizzava la Coppa di Natale, ma le fonti sono davvero limitate. Un’edizione con PAOK, Aris e Iraklis era stata giocata tra la fine del 1956 e l’Epifania del 1957, con vincitore il Dikefalos.

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Qualificazioni Qatar 2022, parte prima: cosa ne pensano i nostri avversari?

In seguito al sorteggio per le qualificazioni europee a Qatar 2022, che avevamo seguito in diretta qui, abbiamo intervistato giornalisti che scrivono nei paesi che affronteranno la Grecia a partire dal prossimo marzo, quindi Spagna, Svezia, Georgia e Kosovo.

Nella prima parte di questa intervista abbiamo sentito Johanna Frändén dalla Svezia, giornalista ed editorialista dell’Aftonbladet, uno dei maggiori quotidiani scandinavi, e Uran Krasniqi, giornalista presso RTK, la radiotelevisione kosovara. Un modo per capire il punto di vista esterno sul girone di qualificazione e anche la Nazionale greca di John van ‘t Schip.

Cosa avete pensato appena avete visto il girone?

Johanna Frändén: Ho pensato che fosse un girone abbastanza agevole per la Svezia. Gli spagnoli sono chiaramente i favoriti per la vittoria – gli svedesi erano nello stesso girone con loro qualche tempo fa (qualificazioni Euro 2020, ndr) – e poi anche con la Grecia in trasferta sarà una partita difficile. Nelle partite restanti penso che la Svezia abbia la possibilità di conquistare tutti i punti a disposizione.

Uran Krasniqi: Il girone è difficile per la Grecia, la Georgia e il Kosovo. La Spagna è una delle big, mentre la Svezia non è affatto una squadra “piccola”. Sono convinto che la Spagna sarà prima, mentre ci sarà una grande lotta per il secondo posto. La Svezia non dovrà commettere alcun errore se vuole conquistare il posto per i playoff.

A cosa può puntare la Grecia e chi è il giocatore che temete maggiormente nella Nazionale greca?

Johanna Frändén: Direi che ora la Grecia è una squadra abbastanza anonima, con giocatori come Sokratis e Manolas che evidentemente non sono tra i convocati per motivi extracalcistici. Bakasetas sembra avere un discreto successo nel campionato turco.

Uran Krasniqi: Non solo la Grecia ma tutte le squadre, eccetto la Spagna, proveranno a conquistare il secondo posto. La Nazionale greca e quella svedese sono più esperte di Georgia e Kosovo. Tuttavia, le ultime due non devono essere sottovalutate. In questi tempi tutti sanno giocare a calcio e tutti possono battere qualsiasi avversario. La Grecia gioca un calcio collettivo, quindi non nominerei alcun giocatore in particolare.

L’emergenza sanitaria ha cambiato il calcio nei vostri paesi?

Johanna Frändén: Ha allungato la stagione (giochiamo tra la primavera e l’autunno in Svezia) e il pubblico ovviamente non può assistere alle partite. Tante società si trovano in precarie condizioni economiche a causa della pandemia e, probabilmente, non stiamo ancora vedendo la fine di questa situazione.

Uran Krasniqi: In questo momento il Kosovo non ha problemi con la pandemia da Covid-19. Purtroppo, però, il virus è ancora presente e non si sa come si svilupperà questa situazione né in che condizioni saranno i giocatori quando si giocheranno le partite a marzo.

Negli ultimi anni la vostra nazionale come si sta comportando e qual è l’obiettivo in queste qualificazioni?

Johanna Frändén: La Svezia ha ottenuto risultati importanti da quando Jan Andersson ha sostituito Erik Hamrén come commissario tecnico, dopo l’Europeo del 2016 in cui la squadra non andò molto bene. Il quarto di finale contro l’Inghilterra nel Mondiale del 2018 è stato il miglior risultato della Nazionale negli ultimi anni, la quale ha battuto l’Italia, la Francia, la Croazia e ha pareggiato contro la Spagna e i Paesi Bassi. L’esperienza nella Lega A di Nations League, tuttavia, è stato il vero banco di prova. La Svezia è capace di battere avversari più forti sulla carta, ma ripetersi contro Portogallo, Francia e Croazia è stata tutt’altra storia (Nations League terminata con la retrocessione in Lega B, ndr).

Uran Krasniqi: Nella prima edizione della Nations League il Kosovo ha avuto un’ottima prestazione, giocando nella Lega D. La Nazionale è stata fantastica prima del coronavirus e degli infortuni. Penso che se avessimo affrontato la semifinale contro la Macedonia del Nord a marzo, e non ad ottobre, allora il Kosovo sarebbe andato agli Europei. Però dobbiamo vedere le cose come stanno e il Kosovo è stato eliminato. Nella seconda edizione della Nations League, la Nazionale è stata indebolita dal virus e dagli infortuni. Penso che se non affronterà questi problemi, il Kosovo si potrà organizzare nella maniera migliore possibile e sarà uno delle pretendenti al secondo posto nel girone.

Quali sono i giocatori da temere e gli astri nascenti delle vostre Nazionali?

Johanna Frändén: Se Zlatan Ibrahimovic tornasse in Nazionale sarebbe davvero dura non nominarlo. Se si trova in buona giornata, Emil Forsberg del Lipsia è pericoloso, come ovviamente Dejan Kulusevski della Juventus.

Uran Krasniqi: Il Kosovo ha giocatori che militano nei maggiori campionati europei. In generale il centrocampo e l’attacco è buono, con gente che può creare costanti pericoli agli avversari. Zeneli (Reims, ndr), Rashica (Werder Brema, ndr), Muriqi (Lazio, ndr) e Celina (Digione, ndr) sono ottimi calciatori.

Ringraziandovi per la disponibilità, vi chiediamo un pronostico sul girone.

Johanna Frändén: 1° Spagna, 2° Svezia, 3° Grecia, 4° Kosovo, 5° Georgia.

Uran Krasniqi: Penso che la Spagna sarà al primo posto. Dietro vedo facilmente favorita la Svezia, molto facilmente. Non sarebbe comunque una sorpresa se altre squadre, al di fuori della Svezia, conquistassero il secondo posto.

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Cosa sta succedendo al campo dell’Olimpico?

Mercoledì sera si è giocata AEK-Olympiakos, terminata 1-1, e una parte delle dichiarazioni nel dopogara dei due allenatori si è concentrata su un fattore. «Potevamo fare qualcosa di meglio nel palleggio, ma è un campo che non ti permette di giocare a calcio. […] Penalizza entrambe le squadre» le parole di Massimo Carrera, mentre Pedro Martins è stato anche meno diplomatico: «Questo terreno di gioco sembrava una pista di pattinaggio, i giocatori scivolavano spesso ed era molto pericoloso. Nella ripresa abbiamo avuto occasioni, migliorando il nostro gioco, ma in generale è stata una brutta partita a causa del campo».

Il grande indiziato è il terreno dello Stadio Olimpico di Atene, il quale si trova da qualche mese in condizioni a dir poco disastrose e qui vi tracciamo una breve cronistoria degli eventi.

La prima volta con le toppe

La situazione del campo dell’Olimpico era da mani nei capelli già nel momento in cui si sarebbero dovuta disputare la finale di Coppa il 30 agosto tra AEK e Olympiakos, poi rinviata a causa della positività al virus di Maxi Lovera. Nell’allenamento dell’Olympiakos nello stadio, il capo ufficio stampa della squadra del Pireo Nikos Gavalas ha registrato un video denunciando le condizioni del campo due giorni prima della finale, il 28 agosto.

Come potrete notare, il terreno è secco e rattoppato all’altezza delle due porte.

La finale si è giocata il 12 settembre al Panthessaliko di Volos. E l’Olimpico? Chiuso da fine agosto per permettere la rizollatura del terreno di gioco.
La grande fortuna di AEK e Panathinaikos è quella di non aver avuto l’emergenza dello stadio per le prime due giornate di campionato. I gialloneri hanno saltato la prima giornata contro l’Olympiakos (per giocare la finale di Coppa, match recuperato ieri) e nella seconda partita ha giocato in trasferta ad Agrinio, contro il Panetolikos; i verdi hanno debuttato in trasferta a Tripoli, contro l’Asteras, mentre hanno saltato la seconda giornata contro l’Apollon Smyrnis.

Ιl nuovo terreno di gioco viene presentato giovedì 24 settembre, pronto per la partita AEK-Lamia della domenica seguente. Secondo gazzetta.gr il procedimento è stato fatto da «una delle migliori aziende, in tempi rapidi». Come vedremo, è l’inizio della fine.

La seconda volta, per risolvere l’errore

Basta solo ascoltare le prime parole di Brendan Rodgers, tecnico del Leicester, al termine della partita contro l’AEK dello scorso 29 ottobre:

«Ιl campo era davvero, davvero brutto. Forse non si è visto in televisione, ma era davvero dissestato e non favoriva il buon gioco». Parole dello scorso 29 ottobre, un mese dopo la prima rizollatura.

Secondo l’Ora ton Spor, il grande problema del primo cambio del manto erboso è che il 23% della parte inferiore era costituito da sabbia, mentre i parametri mondiali prevedono un 85-95%. Il 76% era composto da materiale argilloso: il terreno di gioco avrebbe potuto causare molto facilmente infortuni muscolari, ad ogni scivolata si sollevavano intere zolle e con la pioggia si rischiava la totale distruzione del campo. Inoltre, per un errore dal punto di vista chimico, l’erba non era in grado di sviluppare le radici e quindi col minimo contatto si staccava.

Dopo la partita Panathinaikos-Atromitos dello scorso 7 novembre, l’Olimpico subisce un altro cambio di look, ossia una nuova rizollatura. Approfittando della pausa nazionali (Grecia-Slovenia del 18 novembre e AEK-Larissa del 22 novembre si sono giocate a Rizoupoli), gli incontri “trasferiti” non sono stati tanti per AEK e Panathinaikos, che si sono divise i costi della rizollatura.

La terza volta in mezzo ai piccioni

Il portiere del Panetolikos Christopher Knett tra i piccioni durante la partita contro il Panathinaikos (INTime Sports)

Con questo terzo manto erboso, le scene viste sfiorano il tragicomico. La partita Panathinaikos-Panetolikos, terminata 2-1 per gli ateniesi il 29 novembre, è stata seguita da centinaia di spettatori nonostante fosse giocata a porte chiuse. Niente tifosi, ma piccioni: la semina del nuovo terreno ha attirato un intero stormo che ha assistito all’incontro a pochissimi metri dalle azioni di gioco. E questo fatto era già avvenuto contro l’Aris il 4 ottobre ma in maniera meno invadente.

Già dal 12 dicembre il Panathinaikos aveva evitato l’Olimpico per la partita contro il Pas Giannina, traslocando al Leoforos, a causa dei «problemi al manto erboso dello Stadio Olimpico». Cosa che è stata constatata nella sfida di mercoledì tra AEK e Olympiakos: pochi giorni prima ad Atene aveva piovuto per tante ore, ma il campo non ha affatto tenuto con tanti giocatori che scivolavano e il pallone che rimbalzava in maniera bizzarra.

Nella giornata di ieri il C.d.A. dell’OAKA – che comprende anche altre strutture tra cui il palazzetto di basket e le piscine – ha emesso questo comunicato:

Riguardo l’inaccettabile situazione del terreno di gioco dello stadio centrale, il C.d.A. dell’OAKA precisa nuovamente i seguenti punti:
1. Nell’ambito degli accordi di concessione per l’uso dell’OAKA che hanno firmato per anni Panathinaikos e AEK, le due società sono esclusivamente responsabili della semina, della cura e della situazione generale del campo.
2. Purtroppo, come si vede dai risultati, le scelte sbagliate hanno portato a un degrado duraturo e senza precedenti del migliore impianto calcistico del Paese, senza alcuna responsabilità della dirigenza e dei membri dell’OAKA.
3. Inoltre, questa situazione danneggia economicamente l’OAKA, a causa dell’annullamento di partite come la finale di Coppa e di due partite della Nazionale.
4. Segnaliamo che i problemi del terreno di gioco, escludendo il fatto della pubblicità negativa al migliore impianto olimpico del Paese, mettono in ombra il duro lavoro che il viceministero dello Sport con la dirigenza dell’OAKA stanno svolgendo per la prima volta dai Giochi Olimpici del 2004.
5. Il C.d.A. dell’OAKA, prima dello svolgimento dell’incontro AEK-Olympiakos e più precisamente il giorno precedente (martedì, ndr), notando le dimensioni del problema, ha deciso di comune accordo con le società Panathinaikos e AEK di prendere immediatamente delle misure in modo da:
• proteggere la salute degli atleti;
fermare l’ingiusta denigrazione dell’OAKA per atti di terzi;
riparare i danni finanziari causati da questa situazione inaccettabile e prevenire altri problemi economici.

Così, lo Stadio Olimpico è stato chiuso di nuovo. Dopo l’ufficialità del trasloco temporaneo del Panathinaikos al Leoforos e dell’AEK che si sposta a Rizoupoli per la partita contro il Volos di lunedì prossimo, già nella serata di ieri sono circolate le fotografie dall’inizio dei lavori di rizollatura.


L’obiettivo è il 18 gennaio, quando l’AEK affronterà l’Atromitos.
Sperando che sia la volta buona.

P.S. Il 6 gennaio l’AEK dovrà affrontare in casa il Panetolikos, ma nello stesso giorno l’Apollon Smyrnis dovrà ospitare al Rizoupoli il Panathinaikos.
Quindi i gialloneri dovranno trovare un altro campo oppure la partita sarà rinviata.

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L’OFI si rende solidale ma a qualcuno non piace

La squadra cretese di Irakleio si rende protagonista di un gesto straordinario. Lo scorso martedì la Federcalcio ha annunciato che la somma della UEFA destinata alla Grecia per il programma Solidarity (stagione 2019-2020) verrà divisa in parti eque alle 14 società di Super League 1.

Ogni società, dunque, riceverà 333.110,46 euro. L’OFI, notizia di mercoledì, ha proposto alle altre 13 società della massima divisione di donare una percentuale, da decidere nel C.d.A. della Super League 1, di questa somma alle società di Super League 2 e Football League. Un aiuto concreto, dopo quello simbolico di due settimane fa.

La società cretese ha proposto inoltre di raccogliere il totale e mandarlo allo PSAP (Αssocalciatori greca) che sarà il garante di questa iniziativa.

Le reazioni

Se i conterranei, in quanto cretesi, dell’OF Ierapetra hanno accolto in maniera positiva l’iniziativa, ci sono alcuni presidenti che sono contrari.

Il Panachaiki 1891 FC non fa elemosina. Non chiede aiuti da nessuna società e in tutti questi mesi ha dimostrato che con un progetto e una giusta organizzazione si può affrontare questo golgota. Con questa proposta dell’OFI vengono sottovalutati in maniera chiara tutti i presidenti-finanziatori delle società di Super League 2 e Football League che con le unghie e con i denti stanno attualmente lottando per tenere in piedi le proprie squadre. Chiediamo di finirla con questa ridicola generosità che sottovaluta provocatoriamente l’asticella della nostra intelligenza.

Comunicato sul sito del Panachaiki

Sono assolutamente d’accordo col presidente del Panachaiki Giorgos Barlos. Cosa pensa l’OFI, che i nostri giocatori sono dei mendicanti? La dirigenza del Rodos presta attenzione ai suoi calciatori, cosa che fanno anche le altre società di Super League 2 e Football League. L’OFI non dovrebbe fare nulla! Se vuole raccogliere soldi, allora dovrebbe distribuirli alle famiglie povere di Creta, che ne hanno bisogno!

Tonis Martinis, presidente del Rodos (FL) intervistato da mikriliga.com

Durante il programma Sti Sentra, in onda sulla radio di Salonicco Metropolis 95.5, sono intervenuti il presidente dell’Assocalciatori greca Giorgos Bantis (ex portiere di Panionios e Lamia, attualmente svincolato) e il presidente del Trikala (Super League 2) Ilias Aivazoglou.

Con questa iniziativa, l’OFI ci ha ricordato perché amiamo questo sport. Non sono i soldi ma il gesto di solidarietà. Ci fa vedere come dovrebbe essere lo sport. […] Mi sembra triste che si veda la parte negativa in questa iniziativa.

Giorgios Bantis, presidente Assocalciatori greca

Vorrei mettere le cose al loro posto. [L’OFI] Non può essere come la Madonna e distribuire soldi alle società. Ci offende. Ci sono giocatori non pagati? Con che diritto può dare soldi a giocatori che fanno parte delle società? [I calciatori] Non stanno giocando, non è che non vengono pagati: non dobbiamo confonderci. Le società non vengono pagate, i calciatori sì. Giustamente Bantis vuole il meglio per i giocatori ma l’OFI con quale diritto può fare questo. […] I soldi che ha mandato la UEFA per essere distribuiti dove vanno? Noi non abbiamo preso un euro. Li hanno presi le squadre di Super League 1. E l’OFI ora cosa fa? Vuole fare il buono con i giocatori?

Ilias Aivazoglou, presidente Trikala (SL2)

Insomma, da una parte abbiamo il bel gesto dell’OFI e dall’altra i presidenti delle società che vengono punti nell’orgoglio. Come sempre, è polemica.

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L’impresa del PAOK al White Hart Lane

Il Dikefalos tou Vorrà ogni volta che si trova in Inghilterra fa grandi cose. Nel settembre del 1997 la rete di Zisis Vryzas all’Highbury eliminò l’Arsenal di Wenger al 1° turno di Coppa UEFA, mentre il 30 novembre del 2011 Salpingidis e Athanasiadis stendevano il Tottenham di Redknapp (con Modrić, Bale e un 18enne Harry Kane), qualificandosi ai sedicesimi di Europa League.

La cronaca

La squadra di László Bölöni, ora al Panathinaikos, entrò nello storico impianto degli Spurs e lo ammutolì in nemmeno 15 minuti. Anzi, si sentivano solo i circa 2.000 tifosi del PAOK giunti a Londra, che non si fermarono un attimo con i loro cori. Addirittura, altri 1.500 erano fuori dallo stadio perché non riuscirono ad avere il biglietto per entrare!

Con Vieirinha fermo ai box, il 24enne Giorgos Georgiadis (appena prelevato dal Panserraikos, ndr) fece vedere gli incubi a Vedran Ćorluka a sinistra.
Al 6′ Fotakis servì Georgiadis sulla destra, il quale puntò il nazionale croato, si accentrò e crossò per Salpingidis, lasciato solo in area, il quale batté Gomes di testa. Non passarono nemmeno dieci minuti e il PAOK colpì ancora.

Pablo García verticalizzò per Georgiadis, che sbucò alle spalle del povero Ćorluka, e di prima la passò intelligentemente in orizzontale per Stefanos Athanasiadis che in scivolata raddoppiò. I tifosi greci, a torso nudo nel gelido clima londinese, impazzirono: al 14′ il Tottenham era già sotto 0-2.

Fino ad arrivare al 37′. Dopo un corner dalla sinistra – e un’uscita a farfalle di Chalkias – Jermain Defoe tirò a botta sicura con la porta sguarnita e Stafylidis (due giorni prima del 18° compleanno, ndr) la prese nettamente tra la coscia e il costato, posizionando il braccio destro dietro la schiena. Però l’olandese Bas Nijhuis, macellaio di professione, la pensò diversamente: colpo di mano sulla linea di porta, rosso diretto a Stafylidis, al suo debutto europeo, e penalty che Modrić realizzò. Se ci fosse stata la VAR…

Da lì in poi assalto inglese. Con un uomo in meno, il portiere Chalkias non proprio nella migliore partita della sua lunga carriera, per usare un eufemismo, e due cambi forzati, visti gli infortuni di Lazar e Contreras, il PAOK resistette fino al fischio finale.

Pensate che questa estasi calcistica arrivò nell’epoca pre Savvidis, con i problemi finanziari della società che erano ormai evidenti. Un mese dopo quella partita Vieirinha venne ceduto al Wolfsburg, mentre Pablo Contreras fu svincolato proprio per non andare in fallimento.

Ai sedicesimi, la squadra di László Bölöni affrontò (e venne eliminata) dall’Udinese di Francesco Guidolin. Ma questo ha poca importanza nell’economia di questo racconto: l’impresa del White Hart Lane rimane eccome nelle menti dei tifosi del PAOK.

Se volete rivivere le emozioni di quella partita, qui ci sono gli highlights e qui tutto il backstage dagli spalti nel video di Paok Community.

Ι ricordi

Siamo entrati in partita senza alcuna ansia, perché in questi match non hai niente da perdere. Abbiamo sorpreso il Tottenham segnando due reti veloci e questo ci ha aiutato molto. Poi sono arrivati l’espulsione e il rigore che ci hanno reso la vita un po’ difficile. Nella ripresa l’aiuto dei nostri tifosi è stato fondamentale per mantenere la vittoria.

Quando abbiamo realizzato il raddoppio l’unica cosa che volevamo era di esultare con i nostri tifosi. Non ci aspettavamo così tanta gente sia a Londra che in aeroporto. Ci dà tanta forza.

Le parole di Athanasiadis il giorno dopo la storica vittoria

Lo scorso giugno la trasmissione Blast From The Past della pay-tv Cosmote Tv ha dedicato una puntata su questa partita. Durante la trasmissione, Dimitris Salpingidis ha svelato un particolare dal dopogara:

Mi ero chiuso in un piccolo bagno che avevano [allo stadio] e mi sono messo a piangere. È stata una reazione di felicità e sollievo.

Nella stessa puntata è intervenuto anche Pablo García, allora mediano di quella squadra e da circa un mese allenatore del PAOK:

Siamo andati a festeggiare con i nostri tifosi… Abbiamo corso tantissimo in quella partita, è stata una buona serata.

Per poi analizzare tatticamente il match. Il video è solamente in greco ma con la grafica potrete intuire come il PAOK abbia vinto quella partita: il quartetto difensivo del Tottenham era molto largo orizzontalmente, con gli attaccanti ospiti liberi di inserirsi, mentre il centrocampo greco sovrastò numericamente quello inglese.

Ricetta semplice, ma molto efficace.

Il tabellino del match

30 novembre 2011, White Hart Lane (Londra)
Europa League, 5° giornata, Gruppo A

TOTTENHAM 1
PAOK 2
Reti: 6′ Salpingidis (P), 14′ Athanasiadis (P), 39′ rig. Modrić (T).
Tottenham (4-4-2): Gomes; Rose (24′ st Bale), Bassong, Gallas, Ćorluka; Pienaar (22′ st Walker), Livermore, Modrić, Lennon; Kane (26′ st Falque), Defoe. A disp. Cudicini, Fredericks, Carroll, Townsend. All. Harry Redknapp.
PAOK (4-3-3): Chalkias; Stafylidis, Contreras (36′ st Cirillo), Malezas, Etto; Lazar (39′ st Arias), García, Fotakis; Georgiadis (16′ st Sznaucner), Salpingidis, Athanasiadis. A disp. Krešić, Balafas, V. Ivić, Papazoglou. All. László Bölöni.
Arbitro: Bas Nijhuis (Paesi Bassi).
Espulso: 37′ Stafylidis (P).
Ammonito: 44′ st Athanasiadis (P).

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L’importanza di Aris-Olympiakos

Ιl big match della 10° giornata, lo scontro tra le due prime della classe. Entrambe a 19 punti, imbattute e con due partite da recuperare.

Aris-Olympiakos (stasera, ore 18.30, al Kleanthis Vikelidis) è una partita che torna ad essere affascinante per il discorso classifica, con i gialloneri che si stanno lentamente inserendo tra le grandi del campionato. Per i padroni di casa sarà il test decisivo per il prosieguo, mentre per la squadra del Pireo è un impegno duro prima della decisiva sfida di Champions col Marsiglia.

I precedenti e l’arbitro dell’incontro

In 57 partite giocate in casa dell’Aris nel campionato greco a girone unico, l’Olympiakos è leggermente in vantaggio con 20 vittorie, 21 incontri sono terminati in parità e per 16 volte l’Aris ha festeggiato la vittoria.

In settimana la società di Salonicco aveva richiesto un arbitro straniero in vista di questo derby ed è stato accontentato. Infatti, il fischietto sarà il croato Ivan Bebek, coadiuvato dai connazionali Goran Pataki e Bojan Zobenica.
L’arbitro 43enne ha diretto per sei volte una squadra greca in Europa e curiosamente l’unica vittoria (e che vittoria!) è stata conquistata proprio dall’Aris:

  • 22 agosto 2019, Slovan Bratislava 1-0 PAOK (andata playoff EL);
  • 18 febbraio 2016, Anderlecht 1-0 Olympiakos (andata sedicesimi EL);
  • 27 agosto 2015, Fenerbahçe 3-0 Atromitos (ritorno playoff EL);
  • 1° dicembre 2010, Atletico Madrid 2-3 Aris (5° giornata gironi EL);
  • 3 dicembre 2009, Galatasaray 1-0 Panathinaikos (5° giornata gironi EL);
  • 28 luglio 2009, Sparta Praga 3-1 Panathinaikos (andata 3° turno CL).

Aris coriaceo che sta sorprendendo

Il nome Aris viene dal Dio greco della guerra e, vedendo l’inizio di questa stagione, non avevamo proprio dubbi.

Ci spieghiamo meglio.
Debutto in campionato col Lamia in casa: in svantaggio per 0-1 fino al 72′, poi tre reti che ribaltano la situazione e che fanno vincere la partita all’Aris per 3-1.
La cocente eliminazione dall’Europa League dagli ucraini del Kolos Kovalivka e nel giro di quattro giorni viene esonerato l’allenatore tedesco Michael Oenning e si dimette il ds Angelos Charisteas.

Tutti ci aspettavamo un calo… e invece no!

Nelle sei partite successive con Akis Mantzios in panchina: un pareggio contro il Pas Giannina e cinque vittorie, tutte per 1-0! Si tratta della migliore partenza nella storia dell’Aris, con sei vittorie e un pareggio nelle prime sette partite.

Con i dati Opta analizzati da Sport 24, vediamo anche nei numeri un miglioramento notevole in difesa:

  • 5 clean sheet in stagione (2° dietro all’Olympiakos);
  • 1.9 tiri in porta subiti/partita (1° in classifica);
  • I portieri Boucher (2/2 interventi) e Siampanis (6/6 interventi) sono imbattuti;
  • Il mediano australiano James Jeggo ha 2.77 interventi riusciti/partita (1° in classifica).

L’unico vero difetto è l’attacco: le 10 reti segnate in 7 partite (con 3 rigori realizzati) sono relativamente poche e sarà un punto in cui servirà ancora tanto lavoro.

La probabile formazione

L’Aris non vince in casa contro l’Olympiakos dal lontano 2010. Ha la consapevolezza di essere in forma e si rende conto che questa può essere una grande opportunità di passare in testa da solo.

Il portiere Julian Cuesta torna tra i convocati, ma il tecnico Akis Mantzios continuerà a dare fiducia a Marios Siampanis, che ha tenuto la porta inviolata nelle ultime due partite. In difesa, nonostante il ritorno di capitan Delizisis, sembra confermato il quartetto: Sundgren a destra, tandem centrale con Rose e Benalouane (ex Cesena, Parma, Atalanta) e Sakic occuperà l’out mancino. In mediana ballottaggio tra Matilla e Sasha (70%-30%) per affiancare James Jeggo, come anche tra Mancini e Bertoglio (60%-40%) per un posto dietro all’unica punta Manos. Gli esterni saranno Mateo Garcia e Bruno Gama, nel 4-2-3-1 di Mantzios.

Olympiakos, l’importanza di avere Sá e il ritorno di El Arabi

Il portiere portoghese è il vero protagonista di questo inizio di campionato per la squadra di Pedro Martins. Basti pensare che nell’unica partita in cui non ha giocato, l’Olympiakos ha subito una rete. In tutte le altre sei, con José Sá in porta, zero reti subite.

Ed è un dato eccezionale se andiamo ad analizzare i numeri di queste prestazioni. Sempre con l’aiuto di Opta e di Sport 24, possiamo vedere che l’Olympiakos ha subito ben 8.3 tiri in porta/partita in questo campionato, mentre nella scorsa regular season la media era di 6.6.

Dall’estate del 2019 fino ad oggi i dati di Sá sono pazzeschi:

  • Ha subito 6.6 reti di meno rispetto agli expected goals. Per dirla meglio, il portiere portoghese avrebbe dovuto subire circa 16 reti in totale, visti i tiri in porta subiti, ma ne subiti 10 in realtà. Significa che ha salvato il 38% (6 su 16) delle reti che avrebbe dovuto subire, un numero significativo.
  • La percentuale delle parate sui tiri calciati dall’interno dell’area è del 79%. Zivkovic (PAOK) ha il 64%, Dioudis (Panathinaikos) il 63% e Tsintotas (AEK) il 53%.
  • La percentuale delle parate sui tiri totali in porta è del 91%. Zivkovic (PAOK) ha il 75%, Dioudis (Panathinaikos) il 73% e Tsintotas (AEK) il 72%. Significa che ogni volta che un avversario di Sá calcia in porta, 9 volte su 10 il portoghese respinge il pallone.

Quindi è presto spiegato il fortino dell’Olympiakos. A cui si aggiungono anche il rientrante Holebas e… Youssef El Arabi!

Come ha descritto il sito vicino agli Erithrolefkoi To10.gr, il rientro della punta è avvenuto dopo un lungo scambio di documenti tra la società greca e la Federcalcio marocchina, con le due parti che hanno affittato un aereo privato per il trasporto del giocatore da Yaoundè (Camerun) fino in Grecia.

La probabile formazione

Avendo anche la Champions League martedì prossimo al Vélodrome, Pedro Martins deve gestire bene la rosa e i rientri, col tecnico lusitano che tornerà al 4-3-3. Holebas tornerà sulla fascia sinistra di difesa ed El Arabi sarà la punta: entrambi devono riprendere il ritmo partita e quasi sicuramente non giocheranno per tutti i 90′.

Rafinha, dopo aver stretto i denti per giocare contro il City, sarà in panchina quindi il terzino destro sarà Mohamed Dräger. Al centro della difesa, davanti al confermatissimo portiere Sá, il tandem difensivo sarà formato da Semedo e uno tra Ba e Cissé. A centrocampo potrebbe tornare il terzetto Camara-Bouchalakis-M’Vila: in caso di turnover, il francese ex Inter potrebbe riposare per fare spazio a Pêpê. Ai lati dell’attacco, con Randjelovic ancora positivo al Covid, Masouras e Fortounis, con l’ultimo che viene da un periodo in cui ha sempre giocato ad alte intensità tra Olympiakos e Nazionale.

Nella partita di oggi potrebbe anche debuttare il portoghese Tiago Silva (trequartista/esterno sinistro d’attacco, ex Nottingham Forest) mentre ci sarà un’opportunità anche per Marios Vrousai. Non è da escludere anche una possibile titolarità per l’ala ex Willem II.

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