La nuova Super League 2 da fantascienza

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[Traduzione e adattamento di questo articolo di Contra.gr dello scorso 30 aprile.]

PAOK e Xanthi per la multiproprietà, Olympiakos e Atromitos per una partita in cui si sono affrontate nel 2015, sono le squadre che rischiano (tra virgolette o senza) la retrocessione. La squadra del Pireo ha portato il caso del PAOK al TAS di Losanna, il PAOK cerca di ripagare i biancorossi tramite la Commissione Etica. Qua mettiamo una pausa e chiariamo che l’obiettivo di questo articolo non è quello di analizzare la serietà o meno delle due questioni, perché questa verrà decisa dagli organi competenti.

Cosa succederebbe se effettivamente queste quattro squadre retrocedessero in Super League 2? La serie cadetta del campionato greco acquisirebbe un interesse incredibile, pari a quella della Serie B 2006/2007 con Juventus, Napoli e Genoa.

E, ovviamente, sarebbe… molto più costosa!

Non vogliamo sottovalutare affatto AEK e Panathinaikos, per carità. Però questo fatto si basa sulla pura realtà dello status economico e agonistico che hanno Olympiakos e PAOK attualmente. Gli Erithròlefkoi e il Dikefalos tou Vorrà sono due squadre che possono trattare i propri diritti televisivi con somme molto più alte rispetto agli altri. Poi stiamo parlando delle squadre con i budget più alti del calcio greco.

OLYMPIAKOS + PAOK = QUASI METÀ SUPER LEAGUE 1

Secondo transfermarkt, il valore di mercato della rosa del PAOK è sui 53.2 milioni di euro. Quello dell’Olympiakos sui 59.58 milioni di euro. Parliamo dei nuovi valori, quelli che si sono adattati sugli standard della pandemia, i quali hanno un trend fisiologicamente negativo.

Giusto per darvi un’idea, la rosa dell’AEK è sui 27.78 mln, del Panathinaikos sui 18.9 mln e dell’Aris sui 10.55 mln di euro. Il valore di mercato complessivo della Super League 1 è di 246.8 milioni: Olympiakos e PAOK coprono quasi la metà, 112.78 milioni di euro.

Olympiakos e PAOK hanno anche i giocatori più costosi della Grecia. Sempre secondo transfermarkt, la formazione col più alto valore di mercato comprende solamente calciatori di queste due società.

In un ipotetico 4-2-3-1:

Portiere: José Sá (Olympiakos, 2.8 mln)
Terzino destro:
Omar Elabdellaoui (Olympiakos, 4.8 mln)
Difensore centrale:
Rúben Semedo (Olympiakos, 4.8 mln)
Difensore centrale:
Pape Abou Cissé (Olympiakos, 4 mln)
Terzino sinistro:
Giannoulis (PAOK, 3.5 mln) – Tsimikas (Olympiakos, 3.5 mln)
Mediano:
Mady Camara (Olympiakos, 6.5 mln)
Mediano:
Douglas Augusto (PAOK, 3.2 mln), Guilherme (Olympiakos, 3.2 mln)
Ala destra:
Léo Jabá (PAOK, 6.3 mln)
Trequartista:
 Kostas Fortounis (Olympiakos, 8 mln)
Ala sinistra:
 Maxi Lovera (Olympiakos, 3.2 mln)
Punta:
Karol Świderski (PAOK, 4 mln)

Ovviamente qualcuno si chiederà se questa formazione rimarrebbe intatta col PAOK e l’Olympiakos, se retrocedessero davvero in Super League 2. Questa però è una domanda da porre solamente ai due proprietari: nessuno può sapere come Savvidis e Marinakis potrebbero gestire una tale situazione.

Tenendo in considerazione questo fattore, immaginatevi come sarebbe la situazione in Super League 1 e in Super League 2 in caso di retrocessione di PAOK e Olympiakos.
Forse si tratterebbe della prima volta nella storia in cui il campionato di seconda divisione sarebbe un prodotto più appetibile economicamente di quello di prima divisione.

E se qualcuno avesse ancora dei dubbi, sicuramente concorderebbe col fatto che la Super League 2 sarebbe molto più interessante con Olympiakos e PAOK, dopo la “guerra” a cui stiamo assistendo nelle ultime stagioni.

 

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Le penalizzazioni più pesanti del 21° secolo in Grecia

ÂÅÍÅÔÉÄÇÓ ÍÉÊÏËÁÉÄÇÓ ÁÃÃÅËÁÊÇÓ ÓÁÑÉÔÓ / ÏËÕÌÐÉÁÊÏÓ - ÐÁÓ ÃÉÁÍÍÅÍÁ
Una foto dalla stagione 2002-2003 del PAS Giannina

Un ottimo argomento da affrontare proprio durante questa quarantena.

Tra le (poche, a dir la verità) notizie di ieri, è arrivato il responso negativo al ricorso di Xanthi e PAOK dalla Commissione Ricorsi della Federcalcio greca: rimangono rispettivamente con il -12 e il -7 in classifica, con la squadra di Salonicco pronta a ricorrere al TAS di Losanna. Nello stesso campionato, il Panionios è partito con un handicap di 6 punti per non aver ottenuto la licenza dalla Federcalcio.

Il calcio ellenico negli ultimi vent’anni ha visto squadre retrocedere con passivi esorbitanti e quindi abbiamo deciso di ripercorrere numeri e avventure legate a queste penalizzazioni.

PAS GIANNINA, PANEGIALIOS E ATHINAIKOS FANNO 90!

Stagione 2002-2003. Lo storico PAS Giannina termina il campionato con 25 punti (14°) in Alpha Ethniki e si prepara a disputare lo spareggio con l’Apollon Kalamarias, arrivato 3° in Beta Ethniki. Solo che la Commissione Ricorsi della Federcalcio greca punisce l’Ajax dell’Epiro con una penalizzazione incredibile, rendendo il PAS la prima squadra a retrocedere per debiti nei confronti dei propri tesserati.

Infatti, sono stati comminati 3 punti per ognuna delle 30 partite giocate, quindi 90 punti totali: il PAS retrocede con -65 punti in classifica! Come racconta gazzetta.gr, tifosi della squadra dell’Epiro andarono a chiudere il tratto dell’Ethnikì Odos (l’autostrada nazionale, ndr) per Igoumenitsa e Arta in segno di protesta. Anche l’allora presidente della società Manthos Kolèbas chiese l’intervento dell’allora premier socialista Kostas Simitis per evitare la retrocessione. Cosa che, tuttavia, non successe: così il PAS scese in Beta Ethniki e l’Ionikos – retrocesso in campo – si salvò nello spareggio contro l’Apollon Kalamarias.

Nella stessa annata, stavolta nella serie cadetta, la stessa sorte subirono Panegialios e Athinaikos: entrambe si salvano con 34 punti ma i debiti costringono loro alla penalizzazione di 90 punti (3 punti × 30 partite), arrivando entrambe a -56 e costringendole a ripartire dai dilettanti.

Andando avanti con le stagioni e a proposito di penalizzazioni monstre, nel 2007-2008 il Doxa Dramas si ritira nel girone nord di Gamma Ethniki dopo sette giornate e a fine campionato si ritrova con il -66 in classifica.
Dopo una fusione da cui viene fondato l’Olympiakos Volou, il Doxa manterrà tuttavia la categoria e vincerà il girone Nord del campionato 2008-2009, salendo in Beta Ethniki.

-30 PUNTI AL PANATHINAIKOS, DUE RITIRI E TRE RETROCESSIONI D’UFFICIO IN DIECI ANNI DI SUPER LEAGUE

Tra le intemperanze dei propri tifosi e i problemi societari, il Trifylli è la più penalizzata dalla Super League 2011-2012. Analizzando stagione per stagione:

Super League 2011-2012: -3 punti per scontri contro l’Olympiakos.
Super League 2012-2013:
-2 punti per gli scontri nel derby della stagione prima.
Super League 2014-2015:
-3 punti per la presenza in campo di tifosi prima del derby con l’Olympiakos.
Super League 2015-2016:
-3 punti per il lancio di oggetti e fumogeni nel derby con l’Olympiakos.
Super League 2017-2018:
-8 punti (-2 punti per gli episodi nella partita di playoff della scorsa stagione contro il PAOK e -6 punti inflitti dalla Federcalcio).
Super League 2018-2019:
-11 punti (-6 punti per la mancata licenza e -5 punti per gli scontri al 70° della partita contro l’Olympiakos, poi interrotta definitivamente).

L’Iraklis è retrocesso d’ufficio due volte in pochissimi anni: nel 2010-2011 per aver usato un’assicurazione falsa in modo da compiere trasferimenti nella finestra invernale di calciomercato, mentre nel 2016-2017 per non aver ottenuto la licenza di partecipare nel campionato successivo. Il Kerkyra, nonostante si fosse salvato nella stagione 2014-2015, viene retrocesso per un trasferimento irregolare delle quote societarie.

Nella stessa stagione, abbiamo avuto anche due ritiri: il Niki Volou alla 16° giornata e l’OFI alla 29° giornata, con entrambe relegate all’ultimo posto con un -6.

LA BETA ETHNIKI/FOOTBALL LEAGUE IN GRANDE DIFFICOLTÀ

Nel 2004-2005 il Poseidon Neon Poron, squadra della Macedonia Centrale, arriva da un’ottima stagione in Beta Ethniki, in cui è arrivato 5°. Solo che i problemi economici si fanno sentire e nelle prime tre giornate del nuovo campionato non riesce ad avere il numero sufficiente di giocatori per scendere in campo: -9 punti di penalizzazione e squadra che non rivedrà più i fasti del professionismo dopo essere stato escluso da quel campionato.

Con l’introduzione della Football League nella stagione 2010-2011, vediamo sempre più squadre crollare.

Nel 2012-2013, l’ecatombe: sei squadre sono penalizzate (in totale -53 punti, tra cui il Larissa con un pesante -21 per debiti verso tesserati), due dichiarano l’autoretrocessione (Panserraikos e Larissa) e le due retrocesse sul campo (Thrasivoulos e Anagennisi Epanomis) scelgono di ripartire dai dilettanti.

Nel 2015-2016, Ergotelis e Olympiakos Volou si ritirano dal campionato rispettivamente con -12 e -9 punti di penalizzazione.
Nella stagione successiva, abbiamo ben tre casi: Panthrakikos (già sul -18) e Kalloni  (già sul -12) che si ritirano dal campionato e vengono classificate ultime con -6 punti, mentre il Chania termina la stagione con 38 punti, a cui vengono levati 33 (!) per aver giocato senza il permesso di partecipare al campionato e altri 3 per debiti verso un tesserato, terminando la Football League 2016-2017 con soli 2 punti.

Nel 2017-2018, addirittura la metà delle diciotto squadre di Football League vengono penalizzate! Panegialios, Kallithea, Panserraikos, Sparti, Apollon Larissas e Anagennisi Karditsas subiscono un -6 per non aver passato le due fasi dei controlli della Federcalcio; -3 all’Aiginiakos per non aver passato la prima fase dei controlli federativi; -12 al Veria (che si ritirerà dal campionato, ndr) per debiti verso tesserati e… -54 all’Acharnaikos per lo stesso motivo! L’ultima squadra si ritira dal campionato dopo la 4° giornata con una vittoria ottenuta, quindi termina con un -51.

Anche nella scorsa stagione, circa il 50% delle squadre viene penalizzato dalla Federcalcio greca, con Sparti e Aittitos Spaton che si ritirano dal campionato.

Nell’attuale Super League 2, vi abbiamo già analizzato le situazioni di Kerkyra e Apollon Pontou, entrambe con -6 in campionato, e più volte vicino al ritiro.

Insomma, è un tunnel da cui difficilmente vedremo la luce.

 

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Apollon Pontou e Kerkyra, cronaca di due squadre (ancora) sotto lo zero

La nuova Super League 2 è partita, tra mille difficoltà, il 29 settembre con la prima giornata. Rimasta ancora nel freezer – in modo da risolvere finalmente il nodo dei diritti televisivi – fino al termine di ottobre, vede una situazione di classifica particolare. Le ultime due della seconda divisione, dopo undici giornate, hanno uno score davvero poco onorevole e noi vi proviamo a spiegare il perché.

Apollon Pontou: -3 punti, 1 vittoria, 10 sconfitte, 3 reti segnate e 28 reti subite.
Kerkyra: -3 punti, 0 vittorie, 11 sconfitte, 2 reti segnate e 25 reti subite.

APOLLON, UNA STAGIONE NATA STORTA Ε CHE FORSE NEMMENO FINISCE

apollon pontou

Partiamo dalla migliore, l’Apollon Pontou, che almeno ha conquistato una vittoria. Contro il Kerkyra, ovviamente.

Agli inizi del terzo millennio, l’allora Apollon Kalamarias viene acquistato da Stavros Papadopoulos, personaggio di cui abbiamo già parlato. Nel 2004 i rossoneri di Kalamaria, comune dell’agglomerato urbano di Salonicco, approdano in A’ Εθνική dove rimangono fino al 2008, decidendo anche un campionato: infatti, in una partita vinta contro l’Olympiakos, schierano un giocatore che non aveva diritto di scendere in campo per il regolamento FIFA. Morale della favola? Sconfitta a tavolino e tre punti in più per la squadra del Pireo grazie ai quali vince il campionato 2007-2008.

Da lì parte una sequela di problemi economici che condanna l’Apollon a giocare in Δ’ Εθνική (Quarta divisione) già dal 2009. L’anno successivo comincia la lenta risalita che la riporta in Football League nel 2017, cambiando anche il proprio nome: dal geografico Apollon Kalamarias al più storico Apollon Pontou, con l’aquila del Ponto che campeggia sul nuovo stemma. Infatti, il club viene fondato nel gennaio 1926 da parte di rifugiati dal Ponto, regione storica a sud del Mar Nero. Come sottolineato anche sul sito ufficiale, i colori sociali dell’Apollon sono «Il rosso [che] è il simbolo del sangue dei migliaia di profughi che hanno perso la vita nel Ponto. Il nero è il simbolo del lutto. Il lutto eterno per lo sradicamento, per la patria e per le tante vite perse».

Insomma, l’Apollon Pontou centra due salvezze tranquille per presentarsi a questa Super League 2 con ben 6 punti di penalizzazione per aver fornito all’ente organizzatore delle informazioni fiscali false. La prima giornata, col Kissamikos in casa, è disastrosa sotto tutti i punti di vista: sconfitta per 4-0 ma soprattutto una lite sugli spalti ha portato alla morte del 70enne Nikos Triglianos, per essere stato spinto sulle scale di cemento da parte di un coetaneo che definiremmo senza cervello, per non usare altri termini.

Eliminato ad ottobre in Coppa dall’Olympiakos Volou, militante in Football League, il tecnico dei rossoneri Dimitris Kalaitzidis è polemico contro la Federazione per il taglio dei fondi destinati alle squadre per i diritti televisivi, fissati sui 340.000 euro:

Secondo me non dovevamo fare nemmeno un mezzo passo indietro. Non dovevamo accettare la diminuzione dei fondi, per nessun motivo. Nella scorsa stagione ci hanno detto di investire di più in modo tale da creare squadre più competitive e poi ora ci dicono che non era vero. Chi ci pagherà per il danno che abbiamo subito?

Blocco degli stipendi dei giocatori e la prima delle tre rate dei diritti televisivi (120.000 euro, ndr) che non viene depositata poiché l’Apollon è indebitato nei confronti di alcuni ex tesserati: la situazione è al limite del tragico, visto che il Club rossoneri, i sostenitori dell’Apollon Pontou, hanno optato per uno sciopero del tifo. Non basta nemmeno la vittoria alla sesta giornata contro il Kerkyra per risollevare la situazione.

A dicembre, infatti, molti giocatori rescindono il contratto e gli allenamenti si assottigliano, in termini di costanza e di giocatori, sempre di più. A cavallo tra il 2019 e il 2020 una decina di giocatori abbandonano l’Apollon: una vera e propria emorragia, quasi impossibile da sanare. Fino ad arrivare al punto di domandarsi se è possibile scendere in campo nella prossima partita, visti i pochi giocatori a disposizione.

Tanto che il tecnico Kalaitzidis, dopo l’ennesima sconfitta contro l’Ergotelis della scorsa domenica, traccia un tristissimo punto della situazione:

Penso che ancora non abbiamo visto nulla. In questo momento, 7-8 delle dodici squadre del campionato hanno problemi economici. Il motivo è legato a queste persone che prendono decisioni del genere… Che venissero ora a trovare le soluzioni nei problemi che si creeranno. […] Invece di migliorare il nostro calcio, lo stanno portando nelle sabbie mobili.

E sul futuro del suo Apollon:

Non è vivibile una situazione del genere e non è solo l’Apollon Pontou che ha questi problemi. Per tanti giocatori, questa [contro l’Ergotelis] è stata l’ultima partita. Vediamo se andremo a Chania [nella partita successiva], lo vedremo nei prossimi giorni.

Facciamo parte di un fenomeno, facciamo parte della Super League 2. Nel futuro può succedere anche ad altre squadre. Stiamo pensando di ritirare la squadra dal campionato. Non vedo perché qualcuno debba investire sul calcio. I nostri azionisti hanno investito soldi, è stato organizzato qualcosa di buono e l’anno scorso abbiamo centrato il nostro obiettivo. Anche quest’anno volevano costruire delle basi economiche solide, poi sono arrivate queste persone, che persino nell’Atene dell’età antica non sarebbero nemmeno per il 20% dei politici, che hanno fatto quello che hanno fatto.

Fino ad arrivare, con un comunicato di pochi minuti fa, alla decisione di non scendere in campo domani alle 14 contro il Chania per mancanza di giocatori. O meglio, «perché non sono arrivati in tempo i tesseramenti di nuovi giocatori, dopo le decisioni del primo grado della Commissione per la Risoluzione delle Controversie Finanziarie». 

Se l’Apollon Pontou non riesce a tesserare dei calciatori nemmeno per l’incontro contro il Doxa Dramas del 19 gennaio, rischia seriamente lo spettro del ritiro dal campionato, proprio come una decina di anni fa.

KERKYRA, FUGGI FUGGI DEI GIOCATORI E FUTURO INCERTO

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Una situazione analoga sta vivendo il Kerkyra, oppure Kassiopi secondo la denominazione ufficiale.

Il Kerkyra-Kassiopi è il frutto di una fusione tra, appunto, il vecchio Kerkyra – protagonista in Super League fino al 2013 – e il Kassiopis, squadra del quartiere omonimo a nord dell’isola di Corfù. Entrambe erano in Football League nella stagione 2013-2014 e formano questo sodalizio, che centra subito la promozione in Super League. Nel 2015 si salva sul campo ma viene retrocesso d’ufficio dalla Federcalcio greca a causa di un irregolare trasferimento delle azioni della società.

Riconquista subito la massima serie, però nella stagione 2018-2019 si ritrova in Football League, stavolta retrocesso sul campo. Anche qui, salvezza tranquilla prima di cominciare questo campionato di Super League 2 con tre punti di handicap a causa dei debiti nei confronti di ex tesserati. I problemi economici degli isolani spingono il Trikala, iscritto in Football League, a chiedere invano alla Federcalcio il posto del Kerkyra, a cui il patron Ilias Aivazoglou manda dei comunicati di protesta, in modo da far chiarezza sulla situazione della squadra di Corfù.

Il patron del Kerkyra, Lambros Georgakopoulos, poco prima dell’inizio del nuovo campionato, pubblica questo comunicato in cui dichiara:

Chiamo a raccolta tutti gli abitanti di Corfù, ma anche tutti gli enti istituzionali della nostra isola, di sostenere questo nuovo sforzo e sono sicuro che alla fine tutti ne trarranno beneficio.

Lasciamo alle spalle l’autocommiserazione e le lamentele e dimostriamo che tutti insieme possiamo avere un ruolo da protagonisti.

Tra i vari allarmi lanciati per i debiti nei confronti di ex tesserati (che se non vengono risanati in tempo, cade la mannaia dei 3 punti di penalizzazione per ogni caso non risolto, ndr), il Kerkyra apre il sipario della nuova categoria in trasferta contro l’Apollon Larissas, perdendo per 2-1.

Anche qui, la Coppa non sorride ai Feaci – nome antico dei corfioti tratta da Tucidide e soprannome della squadra – eliminati dall’Ialysos Rodou, società della Football League. Il clima attorno alla squadra del tecnico Leonidas Vokolos (ex centrale difensivo del Panathinaikos dal 1998 al 2003, ndr) è pessimo, visto che circa una decina di ex giocatori chiedono soldi alla società, con il rischio concreto di una penalizzazione pesantissima.

Il 25 ottobre, a causa dei debiti nei confronti di Martin Rolle, Giorgos Pamlidis e Panagiotis Linardos, il Giudice Sportivo penalizza il Kerkyra di altri 9 punti, in attesa di pagare gli arretrati. Oltre a vivere una situazione difficile fuori dal campo, gli isolani sono pure sfortunati, visto che a novembre pareggia all’89’ a Creta contro l’Ergotelis, che alla fine conquista i tre punti con una rete al 96′: nemmeno la gioia del punto per il Kerkyra.

A fine novembre il Kerkyra, dopo aver perso anche contro l’Apollon Pontou, annuncia di aver risanato i debiti nei confronti di 18 giocatori, anche di Daniel Adejo, ora al Lamia, che è stato attaccato per il suo «egoismo e il comportamento non professionale» da parte della società. Di fronte ad una notizia positiva, si trova comunque a combattere di nuovo, con il tecnico Vokolos che si dimette. Al suo posto il greco-albanese Roberto Bolano, già ex Kassiopi nella stagione 2012-2013. Ma la situazione non cambia, anzi… precipita.

Il 30 novembre arriva un ammenda di 30.000 euro al Kerkyra per non aver depositato la garanzia alla Federcalcio. Cos’è questa garanzia? Il 10% del budget complessivo che si deposita 15 giorni prima dell’inizio del campionato. Altri soldi in uscita per una società già disastrata.

Basti pensare che per la partita contro il Platanias dell’8 dicembre, la squadra ha preso la nave per Igoumenitsa, poi è andata in autobus fino al Pireo (500 km!) e da lì un’altra nave per Creta: un’odissea per andare a perdere 4-0.

E l’allenatore Bolano, a fine gara, è abbastanza deluso:

Mi chiederete perché ho accettato di venire in panchina… Va bene, vivo a Corfù, è la mia squadra, il mio posto. Non so davvero cosa stiano pensando i dirigenti della squadra. Mi hanno detto che la squadra si rinforzerà a dicembre. Il mio obiettivo è quello di continuare a giocare, perché altrimenti non sarebbe bello per la società, per la categoria in cui giochiamo e nemmeno per il gioco del calcio.

Anche i giornalisti locali, oramai, la prendono sul ridere nella partita successiva in casa contro il PAS Giannina, finita anch’essa per 4-0. Infatti, il vetro del box della tribuna stampa, era sporco e gli stessi inviati al seguito del Kerkyra, lo hanno pulito con lo spray igienizzante.

Le ultime settimane sono tutto un programma, con anche Bolano che abbandona il posto dopo tre partite, nuova sconfitta con il traghettatore Christoforakis e, il 30 dicembre, arriva il quarto allenatore Nikos Theodosiadis.

Il quale non evita la sconfitta contro il Karaiskakis ad Arta per 3-0 il 5 gennaio, non riuscendo nemmeno a portare 18 giocatori in distinta, dato che nel 2020 tanti calciatori stanno rescindendo i propri contratti.

E in questo momento il Kerkyra è in campo contro l’Apollon Larissas, per evitare la dodicesima sconfitta di fila. Il futuro è incerto anche qui: si attendono movimenti in entrata, perché difficilmente si potrebbe andare avanti senza.

 

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Babis Tennes, il mago delle promozioni è (ri)tornato a casa, al suo Apollon

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L’Akratitos esulta sul campo del Panserraikos: il primo capolavoro targato Tennes

La sua carriera, riportata sul portale Transfermarkt, è da leccarsi i baffi, perché si possono contare tanti record. E la cosa particolare è che si tratta di un ottimo allenatore mai tanto pubblicizzato dai media greci. Di un uomo che sa fare abbastanza bene il suo lavoro, visto che conta ben sei promozioni in Α’ Ethniki/Super League!

Nel 2005 con l’Akratitos, nel 2006 e nel 2010 con il Kerkyra, nel 2011 con il Panetolikos, nel 2013 con il Kalloni e nel 2017 con il Lamia.

Per le ultime due squadre, Babis Tennes, ateniese classe ’53, è stato l’uomo della svolta, visto che le ha guidate per la prima volta nella massima divisione. Un dato, se vogliamo, ancora più incredibile è il fatto che non è mai rimasto disoccupato per un intero anno solare dal lontanissimo 1993!

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ΤΕΝΝΕΣ 300: 26 novembre 2011, 300a panchina nella massima serie, all’epoca del Panetolikos

Sempre con squadre in lotta per non retrocedere oppure in lotta per la promozione, Babis Tennes oramai è una figura a cui tutti gli appassionati di calcio greco non possono non affezionarsi. Per la sua dedizione al lavoro, il suo animo da combattente e la sua semplicità.

Quello che vivi quando vieni promosso in Super League è qualcosa di incredibile! […] Quando centri una promozione in una città provinciale, che “vive” per questo successo, ricevi tanti riconoscimenti da parte della gente. Ci sono stati momenti in cui mi baciavano le mani: lo sto dicendo e mi sto sentendo così in colpa… Si sentono orgogliosi della propria squadra. Questo non puoi viverlo in Super League, quando lotti per la salvezza e al massimo puoi centrare un posto per l’Europa. Io non ho mai avuto la fortuna di allenare una grande squadra e di contendere dei trofei, quindi questi momenti sono davvero speciali.

In realtà, l’unica squadra blasonata che ha allenato è stato l’Aris nella stagione 2000-2001. Vi ricordate del 4-0 al PAOK di cui avevamo parlato qui? In panchina c’era proprio Tennes, che a fine stagione si limiterà però al settimo posto, non riuscendo a confermare il posto per la stagione successiva.

SE CI FOSSE UN AUTOBUS DA RIZOUPOLI A LAMIA SI CHIAMEREBBE BABIS TENNES

Ottobre 2013 – Novembre 2013: Apollon Smyrnis
Giugno 2014 – Gennaio 2015: Lamia
Novembre 2015 – Marzo 2016: Apollon Smyrnis
Giugno 2016 – Settembre 2018: Lamia
Novembre 2018 – Marzo 2019: Apollon Smyrnis

Non c’è bisogno di spiegare il perché del titolo: un periodo che si potrebbe definire palindromo per Babis Tennes. Un allenatore che si assume sempre le proprie responsabilità. Basti pensare che nel marzo del 2016 si è dimesso dalla panchina dell’Apollon, poiché aveva schierato per una ventina di minuti 6 giocatori stranieri contro il Panelefsiniakos. Per il regolamento dell’allora Football League, si potevano schierare solo 5 stranieri: partita persa a tavolino, 3 punti di penalizzazione e dimissioni di Tennes, con queste dichiarazioni:

Sono l’unico responsabile dell’errore nella partita contro il Panelefsiniakos. La mia delusione è indescrivibile. Il minimo che posso fare è dimettermi dal mio incarico e chiedere scusa alla dirigenza, ai calciatori e ai tifosi dell’Apollon.

In questo periodo, con il Lamia, ha ottenuto l’ultima, finora, promozione della sua carriera e anche una bella qualificazione ai quarti di Coppa, eliminando il Panathinaikos al Leoforos.

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Giubbotto blu e testa alta davanti agli insulti dei tifosi del Panathinaikos

APOLLON SMYRNIS E BABIS TENNES, LA PIÙ BELLA STORIA MAI SCRITTA

Tennes ha dichiarato più volte:

L’Apollon è la squadra della mia infanzia. Sono nato e cresciuto in quella zona ed era la squadra per cui tifavo quando ero piccolo.

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Kalloni 2013, la quarta meraviglia

Nella giornata di mercoledì è stato annunciato per la quinta (!) volta come nuovo allenatore dell’Apollon. Terza in classifica in Super League 2, la Brigata Leggera è in crisi con tre sconfitte nelle ultime quattro partite.

Ormai è noto quello che provo per l’Apollon. Ogni volta che mi chiamano, purtroppo per me sempre quando è in difficoltà, io risponderò presente. Proverò con tutte le mie forze a centrare gli obiettivi della squadra.

L’augurio a Babis Tennes è quello di raggiungere la sua settima promozione nella massima serie. La prima con la sua squadra del cuore, il suo amato Apollon Smyrnis.

 

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La nuova Super League 2 è in crisi prima ancora di cominciare

SUPER-LEAGUE-2
[fonte: fosonline.gr]
La Super League 2 è la nuova creatura di questa stagione del calcio greco. Dopo la decisione presa dagli enti competenti e dall’allora governo SYRIZA (qui il testo ufficiale), agli inizi di maggio è nata questa categoria «intermedia», come venne presentata in quei giorni.

Prevede la partecipazione di 12 squadre: le 3 retrocesse dalla Super League 2018-2019 (PAS Giannina, Levadiakos Apollon Smyrnis), la squadra perdente dello spareggio promozione-retrocessione (il Platanias, uscito sconfitto nel derby contro l’OFI) e le squadre dal 3º al 10º posto della Football League 2018-2019 (Apollon Larissas, Ergotelis, Panachaiki, Chania, Apollon Pontou, Doxa Dramas, Kerkyra e Karaiskakis). Le prime sei dovranno giocare un breve campionato playoff andata-ritorno, con la prima che viene promossa in Super League 1 e la seconda che dovrebbe giocarsi lo spareggio con la 13º della Super League 1; le ultime sei saranno inserite nei playout, con le ultime due che retrocedono nella Football League, diventata la terza divisione greca.

E fin qui, niente di strano. La Serie B greca in meno di dieci anni è passata dalla vecchia denominazione B’ Εθνική, per poi passare nel 2011 a Football League e sfociare nella Super League 2 nel 2019. Per quanto riguarda le squadre, il Kerkyra partirà con una penalizzazione di 3 punti e l’handicap sarà destinato a salire se non risolve i propri problemi economici con una decina di giocatori che hanno fatto causa alla società per mancati pagamenti. L’Apollon Pontou, invece, avrà 6 punti di penalizzazione per aver fornito all’ente organizzatore delle informazioni fiscali false: una faccenda per cui ha rischiato anche di retrocedere d’ufficio in Football League.

Il grande scoglio che deve affrontare questa nuova categoria è sul fronte dei diritti televisivi. Come è noto, il calcio greco non è così prosperoso, quindi questi introiti sono fondamentali, soprattutto per le squadre della provincia. Questo fattore è strettamente legato al governo greco che deve gestire i fondi pubblici e, di conseguenza, anche la tv di Stato, la ERT.

Il 7 luglio il popolo greco ha scelto Nuova Democrazia (ND), il partito conservatore, come la nuova guida del paese, scalzando così SYRIZA,che governava dal gennaio del 2015. Il partito del nuovo premier Mitsotakis negli ultimi anni non ha avuto buoni rapporti con la ERT, tanto che nel giugno del 2013 venne chiusa dal governo Samaras, perché si trattava di «un caso unico di mancata trasparenza e di uno spreco pubblico incredibile» (fonte). Anche in questo caso, col nuovo governo ND, la ERT si vede ridurre i fondi per la propria programmazione e questo influenza anche il mondo del pallone. Già nella Super League 1 la pay tv Nova ha soffiato all’ERT le partite in casa di Panathinaikos Aris, avanzando loro un’offerta più appetibile.

Ma la Super League 2 è stata lasciata totalmente allo sbaraglio. Analizzando i numeri, il precedente governo SYRIZA, attraverso l’ERT, avrebbe dato ad ogni squadra retrocessa dalla Super League (quindi PAS Giannina, Levadiakos e Apollon Smyrnis) 1.5 milioni di euro, mentre il nuovo governo ND 600 mila; alle restanti nove squadre, si è passati dagli 800 mila per ciascuna società promessi dalla ERT sotto SYRIZA ai 340 mila sotto ND. Parliamo di un taglio sugli introiti lordi del 60%, con l’inizio della nuova SL2 che è stato posticipato dal weekend del 14-15 settembre a quello del 28-29 settembre proprio per questo motivo.

Durante questa settimana, le 12 squadre della SL2 hanno presentato una controproposta alla ERT: diminuzione del 12% per le tre squadre dalla Super League 2018-2019 e del 20% per le restanti nove squadre. La risposta della televisione di Stato è stata categorica, bollando questa offerta come «non realistica».

In modo da far cominciare il campionato in questo fine settimana, si è riunito il C.d.A. della nuova categoria solamente mercoledì scorso: con un 7-6 di voti a favore, si giocherà solo la prima giornata. Se non si raggiunge un accordo tra la Super League 2 e la ERT entro il 1º ottobre, come annunciato dal presidente della SL2 Leonidas Leontsakos, il campionato non ripartirà più: un lockout in piena regola.

Nessuna delle sei partite di questo weekend verrà quindi trasmessa: lo storico debutto di questa già martoriata Super League 2 sarà invisibile. Per la cronaca, ecco il programma della prima – e speriamo non ultima – giornata:

Sabato 28 settembre (15.00) Apollon Larissas – Kerkyra

Domenica 29 settembre (15.00) Doxa Dramas – Karaiskakis, Apollon Pontou – Chania, Apollon Smyrnis – Ergotelis, Panachaiki – PAS Giannina, Platanias – Levadiakos.

 

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