La meravigliosa storia del Museo del Platanias raccontata dal suo giovane fondatore

«Primo anno del Platanias in Super League nel 2012. Avevo 14 anni e ho amato questa squadra come nessun’altra. Pensa che prima ero un tifosissimo dell’Olympiakos: lascio alle spalle i vari Rivaldo, Galletti, Djordjevic e Nikopolidis per concentrarmi su una squadra che aveva appena cominciato la sua avventura nella massima serie».

Queste le prime parole di Giorgos Sapsakis, 23enne di Elafonissi (Chania, Creta), che ha voluto mettere in pratica un’idea fantastica: collezionare quanto più materiale possibile per conservare la memoria del Platanias nelle sei stagioni di fila in Super League – dal 2012-2013 al 2017-2018 – e non solo, come vedremo. Nonostante la squadra biancorossa attualmente si trovi in Gamma Ethnikì, la Serie D greca, Sapsakis continua nel suo prezioso operato, insieme all’aiuto del padre Alekos.

Α partire da una maglia che, a suo modo, ha fatto la storia: «La mia prima divisa è stata quella di Vasco Faísca (ex Vicenza e Padova tra le altre, ndr) dalla partita in cui aveva segnato il gol fantasma di testa che aveva permesso al Platanias di battere per 2-1 l’Aris nel 2014».

«A quei tempi andavo solo a prendere la maglietta dai giocatori, senza un progetto dietro. Gradualmente, accumulando materiale mi sono chiesto cosa avrei potuto fare. Così ho pensato di organizzare qualcosa di strutturato, ossia il Museo del Platanias, a partire dalla stagione 2012-2013. La stessa società mi ha regalato una maglia personalizzata durante l’ultima stagione in Super League (2017-2018, ndr) ed eravamo in ottimi rapporti».

Cosa possiamo trovare nella tua collezione all’interno del Museo?

«Ho circa 320 maglie del Platanias, praticamente tutte quelle dal 2011-2012, la stagione della promozione in Super League, fino ad oggi. Adesso ho l’hobby di raccogliere le maglie dei giocatori che sono passati dal Platanias. I più generosi con me sono Giannis Zaradoukas e Thomas Nazlidis, attuale team manager dell’Aris, perché ho praticamente tutte le maglie della loro carriera. Un altro giocatore molto gentile è Kostas Mendrinos, con cui sono ancora in contatto. In totale, dal 2012 al 2015 avevo 28 maglie, nel 2016 circa 190 e ad oggi quasi 400 match worn. Infatti, non ho solo divise del Platanias, ma anche di tutte le squadre di Super League, di Samaris del Benfica e alcune della Nazionale, tra cui una di Karagounis di un’amichevole prima di Euro 2004».

Ovviamente non avrai solamente maglie…

«Αnche palloni, fasce da capitano, calzettoni e biglietti come quello della finale di Champions League tra Liverpool e Tottenham. Il 90% del materiale però è strettamente legato al Platanias. Il Museo è il primo dedicato ad una squadra greca che è stato fondato da una persona che non fa parte della società. Ηο visto che anche un altro ragazzo sta per organizzare qualcosa di simile per il Larissa e gli auguro buona fortuna».

In questo momento qual è il tuo obiettivo per il Museo?

«Completare la collezione del Platanias, raccogliendo tutto quello che è disponibile. Mi ha contattato quasi casualmente un portiere degli anni Ottanta-Novanta del Platanias e mi ha dato palloni, maglie, borsoni e scarpini da calcio di quegli anni. La stessa persona mi ha dato anche il pallone della finale di Coppa provinciale del 1990 tra Chania e Platanias, firmata dai capitani delle due squadre: per me è un reperto di grandissimo valore».

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere un’avventura come la tua?

«Bisogna munirsi di tanta pazienza e soprattutto si deve amare quello che si sta facendo. Senza la pazienza, il tempo e la voglia non si riuscirà mai ad organizzare questo. Ho così tanta voglia che se qualcuno mi dice che ha una maglia per il Museo a 500 km da me, partirei subito senza aspettare cinque giorni per la consegna. Non penso affatto all’aspetto economico perché è indescrivibile la mia felicità quando la gente viene a visitare il museo».

Come te la cavi con le poste, visto che ti trovi in un paesino su un’isola come Creta?

«E se ti dicessi che le poste greche funzionano perfettamente? Che le poste greche siano benedette (ride, ndr). Un paio di anni fa un giocatore presente nell’anno della promozione e nella prima stagione in Super League, Igor Mirčeta, mi ha mandato dalla Norvegia la maglia del 2011-2012. Ho una maglia della stagione 1979-1980 e una dal campionato 1990-1991, quando il Platanias militava nei dilettanti. Ovviamente sono presenti anche tre o quattro maglie di Giorgos Giakoumakis (attualmente capocannoniere in Eredivisie, ndr)».

Qual è stata la maglia più difficile che hai trovato per il tuo Museo?

«Cercavo da tempo una maglia della Nazionale greca, a parte quella di Karagounis che non me l’ha mandata lo stesso giocatore. Mando un messaggio su Instagram a Fanis Gekas, spiegandogli cosa fosse il Museo, confessandogli che sarei stato onorato di avere una sua maglia. E lui mi risponde “certamente”, però me l’hanno detto in tanti… Un paio di giorni dopo, però, Fanis mi manda la foto della maglia e vedo sorprendentemente che ha la patch di Euro 2008. Quando l’ho ricevuta è come se avessi avuto la maglia di Messi. Per me Gekas è molto importante per il calcio greco: terzo marcatore della storia della Nazionale (con 24 reti, ndr) e capocannoniere della Bundesliga col Bochum. Da lì in poi ho ricevuto la maglia della Nazionale di Anatolakis da un’amichevole contro la Croazia (marzo 1999, ndr) e un’altra senza nome di un’altra amichevole di una decina di anni fa. Pochi giorni fa mi ha scritto Giannis Zaradoukas dicendomi che mi avrebbe spedito la sua maglia del debutto da titolare in Nazionale contro Israele del 2011».

Gekas in posa con la maglia e la dedica per il Museo del Platanias.

«Un’altra maglia difficile, che è arrivata in condizioni migliori di quanto mi aspettassi, è stata quella del capitano dell’Apoel Nicosia Giorgos Merkis da una partita di Europa League. Visto che ho di tutto del campionato greco e soprattutto del Platanias, attualmente cerco una maglia della Champions League…».

Merkis dell’Apoel e Zaradoukas della Nazionale: altre due aggiunte per il Museo.

Ci puoi raccontare un aneddoto curioso su uno dei cimeli del tuo Museo?

Il giovane Sapsakis con Vlachodimos

«Viene Panagiotis Vlachodimos (ala classe ’91, fratello del portiere Odysseas, ndr) in prestito dall’Olympiakos per la seconda parte della stagione 2013-2014 e noi tifosi lo accogliamo in aeroporto. Appena lo vedo gli dico: “Panagiotis, prenderò la tua maglia, ricordatelo”. La sua risposta è stata: “Non sono nemmeno arrivato e tu mi parli già di maglie?”. Comunque Vlachodimos segna una tripletta (la prima della sua carriera, ndr) nel 7-0 contro il Kalloni e appena finisce la partita vado da lui, che mi dice: “Ah, allora non ti sei dimenticato!”. Ricordo che aveva segnato anche altre reti che ci hanno permesso di raggiungere la salvezza in quel campionato».

Giorgos Sapsakis insieme al padre Alekos, con cui ha fondato il Museo

I contatti del Museo del Platanias

Lockdown permettendo, potete visitare il Museo nel paesino di Kefàli, comune di Innachòri, a circa 60 km da Chania. Se volete fare una tappa turistica da sogno, si trova a 30 km da Elafonissi, una delle più belle spiagge d’Europa. L’ingresso è gratuito.

Su Facebook potete trovarlo come Μουσείο Πλατανιά (it. Museo del Platanias), dove si presenta con due belle mantinàdes, versi in rima baciata tipici di Creta, legati al Museo e al Platanias. Su Instagram, invece, è presente come @platanias_museum. In entrambi i social ci sono le foto dei nuovi arrivi e dei pezzi pregiati, quindi vi consigliamo di seguirli. Da buon museo è anche presente su Tripadvisor.

Se siete interessati ad arricchire la collezione del Museo del Platanias, potete contattare il fondatore Giorgos Sapsakis su Instagram.

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Il pagellone del calciomercato invernale greco 2020-2021

Ci aspettavamo una sessione senza grandi spunti in questo periodo difficile sia dal punto di vista psicologico che economico. Questi presupposti sono stati smentiti categoricamente perché in un mese abbiamo visto squadre che si sono rigenerate totalmente e nomi da stropicciarsi gli occhi.
In questo articolo passeremo in rassegna tutte le 14 squadre di Super League 1 con i movimenti in entrata e in uscita, il nostro giudizio e un voto.

OLYMPIAKOS
Acquisti: Sokratis Papastathopoulos (centrale difensivo, 1988, Arsenal), Oleg Reabciuk (terzino sinistro, 1998, Paços de Ferreira), Kenny Lala (difensore, 1991, Strasburgo).
Cessioni: Rúben Vinagre (terzino sinistro, 1999, fine prestito, Famalicão), Pape Abou Cissé (centrale difensivo, 1995, prestito, Saint-Étienne), El Arbi Hillel Soudani (attaccante, 1987, Al-Fateh), Bruno (ala, 1994, Aris), Pêpê (centrocampista, 1997, prestito, Famalicão), Rafinha (terzino sinistro, 1985, rescissione), Maximiliano Lovera (trequartista, 1999, prestito, Racing Club), Ioannis Kosti (centrocampista, 2000, prestito, Levadiakos).

La squadra del Pireo, attualmente prima in classifica in campionato a +14 dall’Aris secondo, rinforza ulteriormente la rosa anche in vista dei sedicesimi di Europa League. La società ha esclusivamente investito sul reparto difensivo, corroborandolo con l’arrivo di tre giocatori: l’acquisto di punta è senz’altro quello di Sokratis Papastathopoulos, che torna in Grecia dopo l’esperienza di due anni e mezzo passata all’Arsenal; con una carriera internazionale alle spalle, a 32 anni ha ancora diverse stagioni di fronte a sé, e sarà il perno della difesa degli erithrolefki. A disposizione di Pedro Martins è arrivato anche Oleg Reabciuk, terzino sinistro moldavo prelevato per 3.5 milioni di euro dal Paços de Ferreira, che è stato subito lanciato titolare al posto di José Holebas, troppo avanti con l’età (36) per correre sulla fascia con ritmi regolari. In ordine cronologico, l’ultimo innesto è Kenny Lala, difensore francese 29enne poliedrico che può ricoprire tutti i ruoli difensivi, con una discreta esperienza in Ligue 1. Capitolo cessioni: lascia la squadra Rúben Vinagre, calciatore il cui cartellino è detenuto dal Wolverhampton e che termina il prestito al Pireo per trasferirsi, sempre in prestito, al Famalicão; il centrale di difesa senegalese Cissé va in prestito fino a fine stagione al Saint-Étienne, che paga 600.000€ per il prestito semestrale; l’attaccante 33enne algerino Soudani, dopo un anno e mezzo con i biancorossi, si trasferisce definitivamente in Arabia Saudita, firmando per l’Al-Fateh. L’ala d’attacco brasiliana Bruno, non trovando spazio, firma per l’Aris a titolo gratuito. Maximiliano Lovera, trequartista argentino classe ’99, torna in prestito in patria al Racing Club fino a dicembre. Anche Ioannis Kosti e Pêpê vengono mandati in prestito, rispettivamente al Levadiakos e al Famalicão. Il terzino Rafinha, invece, rescinde il contratto con il Thrilos. Tra l’11 e il 13 febbraio l’Olympiakos ha rinnovato con: El Arabi (2022), Masouras (2024), Semedo (2023), Camara (2024), Ba (2024), Ranđelović (2024), Vrousai (2024), Androutsos (2023), Cissé (2024) e Tzolakis (2024).

Voto: 7
Pochi acquisti ma di qualità e funzionali per allungare la rosa, impegnata in tre competizioni.

PAOK
Acquisti: Vladimir Bradonjić (ala sinistra, 1999, Radnik), Amr Warda (trequartista, 1993, fine prestito, Volos), Abdul Rahman Baba (terzino sinistro, 1994, prestito, Chelsea), Michal Krmenčík (centravanti, 1993, prestito, Club Bruges), Lazaros Lamprou (ala, 1997, fine prestito, Twente), Shinji Kagawa (trequartista, 1989, svincolato), Giannis Konstantelias (trequartista, 2003, PAOK U19)
Cessioni: Dimitris Giannoulis (terzino sinistro, 1995, prestito, Norwich), Anderson Esiti (mediano, 1994, prestito, Göztepe), Moussa Wagué (terzino destro, 1998, fine prestito, Barcellona), Diego Biseswar (ala, 1988, prestito, Apollon Limassol), Rodrigo Rey (portiere, 1991, Gimnasia La Plata)

Pablo García ha dovuto rimediare ai (tanti) errori di costruzione dell’organico fatti in estate. Čolak e Murg in attacco non stavano dando i risultati sperati, con il gigante ceco Krmenčík pronto a dare soluzioni in avanti. Il grande nome è Shinji Kagawa: il nipponico era stato svincolato dal Saragozza tre mesi fa, quindi occhio alla sua condizione fisica. Amr Warda torna a Salonicco dopo un ottimo inizio di stagione col Volos e andrà praticamente a ricoprire il vuoto lasciato da Pelkas. Il terzino Baba dal Chelsea potrebbe essere l’arma in più, così come anche le ali Bradonjić e Lamprou che, tuttavia, potrebbero formare un po’ di assembramento in attacco. In uscita ci sono Giannoulis in prestito al Norwich con obbligo di riscatto in caso di promozione in Premier della squadra inglese fissato a 8.5 mln con il PAOK che avrà il 20% nel caso di una futura rivendita. Esiti e Biseswar, col secondo in enorme calo di rendimento, hanno trovato pochissimo spazio e sono stati ceduti in prestito. Menzione speciale per lo sfortunato Wagué, tornato al Barcellona dopo il terribile infortunio al ginocchio rimediato nel derby contro l’Aris che gli farà saltare tutto il 2021. Infine, dopo tre stagioni e mezzo lascia la società bianconera il portiere Rodrigo Rey che ha giocato poco (21 partite), con la scorsa annata tra Pachuca e Godoy Cruz in prestito, ma nel suo palmarès ha due Coppe e soprattutto il campionato del 2019.

Voto: 5.5
Bene Warda, benino Krmenčík, Kagawa bel colpo ma è da valutare il suo stato di forma. L’assenza di Giannoulis, tuttavia, si farà sentire: perdere uno dei leader a metà stagione non è mai semplice.

ARIS
Acquisti: Nicholas Ioannou (terzino sinistro, 1995, Nottingham Forest, prestito), Konstantinos Mitroglou (centravanti, 1988, Oympique de Marseille), Bruno (ala, 1994, Olympiakos).
Cessioni: Toni Datković (difensore, 1993, Cartagena, prestito), Fabian Ehmann (portiere, 1998, Vendsyssel FF), Cristian Lopez (centravanti, 1989, FC Cartagena, prestito), Ali Adem (centrocampista, 2000, KF Shkupi, prestito).

I gialloneri, con una partenza di campionato incredibile, si erano assestati stabilmente al primo posto per il primo mese e mezzo, salvo poi cedere il passo all’Olympiakos. Ciononostante, sono in piena corsa per poter terminare la regular season nella zona alta della classifica. Mercato in entrata non troppo movimentato ma mirato a puntellare tutti i reparti della squadra. Il ritorno in Grecia di Mitroglou, preso a parametro zero, ha portato qualità ed esperienza in un attacco che è privo di un vero centravanti, e che ha adattato molte volte Mancini come punta per far rifiatare Manos. Il secondo acquisto è quello di Bruno, esterno d’attacco brasiliano arrivato dall’Olympiakos anche lui a zero, che era stato cercato dalla società di Salonicco anche la scorsa estate e che solo ora, dopo essere stato rilasciato dai kokkini, ha firmato un contratto di due anni e mezzo con i kitrinomavroi, che aggiungono una pedina fondamentale per il centrocampo. Come terzo acquisto, che in realtà è stato il primo ad essere ufficializzato in ordine temporale, abbiamo il prestito semestrale di Nicholas Ioannou, terzino sinistro cipriota del Nottingham Forest che arriva a Salonicco per mettere minuti nelle gambe. Lasciano la squadra, entrambi in prestito fino a fine stagione al FC Cartagena, Toni Datković e Cristian Lopez, di ruolo rispettivamente mediano e centravanti; finisce in prestito semestrale anche il centrocampista classe 2000 Ali Adem, che torna in patria al KF Shkupi per guadagnare esperienza e minuti giocati. Saluta definitivamente i gialloneri il portiere austriaco Fabian Ehmann, che in questa stagione non aveva trovato spazio nemmeno per una presenza e che si trasferisce a parametro zero in Danimarca, al Vendsyssel FF.

Voto: 6.5
Un buon mercato in ottica Europa, dopo anni dall’ultimo campionato così competitivo per i kitrinomavroi.

AEK
Acquisti: Oleh Dančenko (terzino destro, 1994, Rubin Kazan)
Cessioni: Petar Karaklajić (ala sinistra, 2000, prestito, Rad Belgrado), Paulinho (terzino destro, 1991, rescissione, Gil Vicente), David Simão (centrocampista centrale, 1990, prestito, Moreirense), Giannis-Foivos Botos (trequartista, 2000, prestito, Go Ahead Eagles), Marco Livaja (attaccante, 1993, rescissione, Hajduk Spalato).

Una sola entrata, ma mirata. L’ucraino Dančenko è il profilo trovato dai gialloneri per una maggiore spinta sull’out destro di difesa, reduce da un buon semestre all’Ufa con 15 presenze condite da 6 assist. I due principali obiettivi erano un portiere (viste le non esaltanti prestazioni di Tsintotas e Athanasiadis) e un difensore centrale affidabile. Arriverà lo stopper Goutas dall’Atromitos, ma sarà a disposizione solamente a partire dalla prossima stagione. In uscita ceduti in prestito le giovani ali Karaklajić e Botos, come anche il 30enne Simão, il cui contratto scade nel 2022. In uscita, oltre a Paulinho che ha rescisso, potrebbe esserci anche il terzino sinistro Emanuel Insúa, visto che il patron Dimitris Melissanidis ha espresso la propria insoddisfazione dopo una prima parte di stagione alquanto negativa. Nélson Oliveira ha il contratto in scadenza a giugno: è stato ad un passo dal Nantes ma per ora rimane all’AEK. Infine, dopo un tira e molla con la società giallonera per il rinnovo, Marco Livaja ha rescisso per tornare a giocare a casa sua, all’Hajduk Spalato, dopo ben undici anni di assenza.

Voto: 5.5
A inizio mercato servivano un centrale difensivo e, possibilmente, un portiere. Obiettivi sfumati e rosa non sufficientemente rinforzata.

PANATHINAIKOS
Acquisti: Younousse Sankharé (centrocampista, 1989, CSKA Sofia), Cheikh Niasse (difensore, 2000, prestito, Lilla), Yeni N’Gbakoto (esterno, 1992, Guingamp).
Cessioni: Antoñito Perez (terzino, 1987, Cartagena), Vassilis Zagaritis (terzino, 2001, Parma), Theofanis Mavromatis (difensore, 1997, Atromitos), Dimitrios Emmanouilidis (ala, 2000, prestito, Fortuna Sittard).

Con l’esonero dell’allenatore spagnolo Dani Poyatos a novembre, a causa di un inizio stagione al di sotto delle aspettative – sia sotto il punto di vista del gioco che dei risultati – le redini della panchina sono state affidate al tecnico romeno László Bölöni, con cui i tryfilli hanno ottenuto 11 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte in 16 partite. Sono arrivate vittorie importantissime contro l’AEK, il PAOK, l’Aris e l’Olympiakos, permettendo ai biancoverdi di agguantare il 5° posto in classifica, a soli due punti dall’Aris secondo. Per quanto riguarda il mercato, il nuovo allenatore aveva chiesto di rafforzare soprattutto il reparto mediano con innesti che potessero permettere maggiore fisicità e pressing; per la prima volta nella storia del club, il calciomercato di gennaio è composto da tre acquisti, tutti e tre di origine africana. Il primo acquisto è stato Younousse Sankharé, centrocampista senegalese 31enne ingaggiato a parametro zero dal CSKA Sofia, con un’esperienza decennale in Francia tra PSG, Lione e Dijon; si è subito rivelato fondamentale, andando a segno nella vittoria esterna per 3-2 contro l’Atromitos e nel derby contro l’Olympiakos, sfornando anche un assist. A titolo definitivo arriva anche Yeni N’Gbakoto, esterno di centrocampo 29enne nazionale congolese, ex Metz e QPR. L’ultimo nuovo innesto è Cheikh Niasse, mediano classe 2000 in prestito fino a fine stagione, di proprietà del Lilla, in cui ha giocato sin dalle giovanili. Sul fronte delle uscite, il terzino sinistro 19enne Vassilis Zagaritis ha lasciato il Pana per firmare per il Parma; la società ducale ha acquistato il cartellino per una cifra intorno ai 300.000€, nonostante Bölöni avesse espresso il suo malcontento riguardo la cessione, tentando anche di promuoverlo in campo. Se ne va anche Theofanis Mavromatis, centrale di difesa che nelle ultime due stagioni non ha mai trovato spazio, firmando per l’Atromitos. L’esterno destro Antoñito Perez, classe 1987, torna in patria firmando per il Cartagena. Saluta momentaneamente il Panathinaikos Dimitrios Emmanouilidis, che raggiunge il Fortuna Sittard in prestito fino a fine stagione, per trovare più spazio.

Voto: 6+
Con una rosa già lunga, viene migliorato il centrocampo con esperienza e forza fisica, per poter puntare di nuovo alle qualificazione delle competizioni europee dopo tre anni di digiuno legato al ban della UEFA.

ASTERAS TRIPOLIS
Acquisti: nessuno
Cessioni: Giorgos Antzoulas (centrale difensivo, 2000, prestito, Cosenza)

Calma piatta in Arcadia, con Milan Rastavac che non avrà alcun nuovo nome nella propria rosa. L’unico giocatore che ha lasciato l’Asteras è stato Giorgos Antzoulas che è andato in prestito al Cosenza in Serie B per mettere minuti nelle gambe, visto che in questo campionato è sceso in campo solamente una volta. Per il centrale 20enne non sarà la prima esperienza italiana, dato che ha giocato nella stagione 2018-2019 nella Primavera della Fiorentina di Emiliano Bigica.

Voto: 6.5
La stagione sta andando davvero bene, quindi perché cambiare? Mezzo voto in più per aver tenuto l’ariete Jerónimo Barrales, dopo essere stato a un passo dall’Aris.

VOLOS
Acquisti: Alberto Bueno (attaccante, 1988, svincolato), Renato Santos (ala, 1991, svincolato), Fausto Grillo (terzino sinistro-centrale difensivo, 1993, svincolato), José Rivas Gamboa (attaccante, 1998, Estudiantes), Dardo Miloc (centrocampista, 1990, Patronato).
Cessioni: Erik Jendrišek (attaccante, 1986, Nitra), Amr Warda (trequartista, 1993, fine prestito, PAOK), Iker Guarrotxena (attaccante, 1992, Western United), Anastasios Karagkiozis (portiere, 1997, svincolato), Stergios Dimopoulos (centrale difensivo, 1990, Levadiakos).

La squadra della Tessaglia sembra destinata ad una salvezza tranquilla anche in questa stagione, avendo accarezzato anche la possibilità di raggiungere i playoff. Gli sviluppi sulla cessione della società da parte di Achilleas Beos ad un fondo argentino ha portato novità anche sul fronte mercato. Infatti, gli acquisti di Rivas Gamboa e Miloc nell’ultimo giorno di mercato sono, proprio come annunciato dai rossoblù, «scelte dei candidati investitori del Volos FC». Nella scorsa stagione al Trapani in Serie B, il difensore argentino Fausto Grillo è approdato al Volos dopo una prima parte di stagione senza squadra: gioca prevalentemente da terzino sinistro (o da esterno in un centrocampo a 5) ma in Grecia viene schierato da centrale di sinistra in una difesa a 4. Questo perché sull’out mancino il titolare è Franco Ferrari, che ha appena rinnovato fino al 2023, come anche Gerasimos Mitoglou, vicino di posto di Grillo in difesa, fino al 2024. In attacco, per sostituire Jendrišek, Warda e Guarrotxena, sono arrivati Alberto Bueno e Renato Santos. Bueno è una punta scuola Real Madrid (con una manciata di presenze nella stagione 2008-2009) con annate di buon livello tra Valladolid e Rayo Vallecano. Dopo un passaggio al Porto, e un’esperienza al Boavista, era rimasto svincolato e il Volos ha approfittato dell’occasione. Anche l’ala portoghese Santos ha un buon curriculum alle spalle, con due stagioni da titolare nel Malaga nelle ultime due stagioni: unica pecca è la scarsa vena realizzativa in carriera. Tuttavia, questi due nomi non sono riusciti ancora a fare bene nelle prime settimane, ma la strada è ancora lunga.

Voto: 5.5
L’assenza di Warda si sta facendo sentire in avanti e i nuovi acquisti in attacco non si sono inseriti al meglio. In difesa, tuttavia, Grillo è subito entrato tra i titolari.

ATROMITOS
Acquisti: Emiliano Bullari (attaccante, 2001, Olympiakos), Theofanis Mavromatis (difensore, 1997, Panathinaikos), Bright Edomwonyi (centravanti, 1994, prestito, Austria Vienna).
Cessioni: Azer Bušuladžić (centrocampista, 1991, Anorthosis), Spyros Risvanis (difensore, 1994, Anorthosis).

Con il ritorno di Canadi sulla panchina l’estate dell’anno scorso, la società di Peristeri sperava di poter ripetere le due ottime stagioni con cui la squadra biancazzurra aveva centrato, tre anni fa e per due stagioni di fila, un piazzamento tra le prime quattro accedendo ai preliminari di Europa League. Tuttavia, due settimane fa il tecnico austriaco è stato esonerato, in seguito a una stagione non troppo brillante, seppur con un discreto vantaggio sugli ultimi posti. Nella sessione invernale arriva Mavromatis a parametro zero, rafforzando numericamente un reparto arretrato scarno; l’attacco viene completato con l’acquisto del promettente Emiliano Bullari, 19enne greco-albanese dalla primavera dell’Olympiakos e dal centravanti nigeriano Bright Edomwonyi, in prestito dall’Austria Vienna fino a giugno. Vengono ceduti Spyros Risvanis e Azer Bušuladžić, rispettivamente centrale di difesa e mediano, entrambi all’Anorthosis Famagosta.

Voto: 5.5
Con l’arrivo a parametro zero di Mavromatis, un giocatore dell’esperienza di Risvanis poteva essere tenuto, per dare maggiore solidità alla difesa. Mercato troppo inconsistente per poter ambire ai playoff, ormai irraggiungibili.

PAS GIANNINA
Acquisti: Jurij Lodygin (portiere, 1990, svincolato), Nicolae Milinceanu (centravanti, 1992, Vaduz), Alexis Triadis (centrocampista, 1997, svincolato)
Cessioni: Theodoris Venetikidis (portiere, 2001, svincolato)

Anche qui un mercato con pochi nomi ma buoni. A partire dal portiere che, per il campionato greco, ha un curriculum importante. Jurij Lodygin è metà greco e metà russo, che ha cominciato la carriera in Grecia e, grazie ad un’ottima stagione allo Xanthi, è stato acquistato dallo Zenit San Pietroburgo, con cui ha conquistato due campionati russi e ha giocato da titolare in tre Champions League, per poi fare brevi passaggi tra Olympiakos, Gaziantep FK (Turchia) e Arsenal Tula. A gennaio è stato ripescato dal PAS Giannina dopo sei mesi di inattività, prendendosi subito il posto da titolare. Ιn attacco arriva dal Vaduz il moldavo Nicolae Milinceanu, una punta che ha girato mezza Europa: partito dalle giovanili del Monaco ha giocato in Romania, Moldova, Bielorussia, Malta e Svizzera, per poi essere preso dal PAS: nei primi scampoli di partita ha segnato una rete contro l’Atromitos, ma la concorrenza è tanta: Pamlidis, Krizman, Léo e lo stesso Milinceanu per due maglie nel 4-4-2 di Giannikis. Un altro nome curioso è quello del centrocampista classe ’97 Alexis Triadis: nato a Herdecke (Germania), non aveva mai giocato in Grecia visto che ha militato nelle serie minori tedesche e nella squadra dell’UCLA negli Stati Uniti. Si tratta di una scelta dell’allenatore Argyris Giannikis, il quale conosce il giocatore e lo aiuterà ad ambientarsi, dato che è nato a Norimberga e ha allenato per anni nel Karlsruhe.

Voto: 6.5
Mercato contenitivo ma Lodygin è una garanzia ed è anche arrivato a soli 30 anni, che per un portiere non sono tanti. Ottimo colpo che vale mezzo punto in più.

APOLLON SMYRNIS
Acquisti: André Calisir (centrale difensivo, 1990, Göteborg)
Cessioni: nessuno

La squadra di Giannis Paraschos si è rinforzata in difesa con l’esperto Calisir, giocatore della Nazionale armena, e ha rinnovato con la punta Nikos Ioannidis. Abbiamo già finito il nostro resoconto per una società che, dopo il restyling operato per la promozione in Super League 1, non ha voluto stravolgere i piani.

Voto: 6
Per mettere la ceralacca sulla salvezza non serviva fare alcun colpo di scena.

OFI
Acquisti: Luc Castaignos (centravanti, 1992, Gyeongnam)
Cessioni: nessuno

La squadra isolana sta affrontando una stagione e, in particolare, un momento molto difficile: i bianconeri sono reduci da sei sconfitte di fila in campionato, occupano l’undicesimo posto in classifica e sono a solo 4 punti di distanza dal Lamia, terzultimo. La scommessa di affidarsi a Giorgos Simos, ex allenatore della primavera dell’AEK, non ha prodotto i risultati sperati, complice l’inesperienza del tecnico (che non ha allenato nessuna squadra al di fuori dell’OFI) e anche lo smantellamento della squadra, che la scorsa estate ha visto partire ben 15 giocatori, tra cui Semedo, Manos, Figueiredo e Koutroubis, acquistando principalmente calciatori giovani ma anch’essi senza esperienza. L’unico acquisto di questa sessione invernale è stato Luc Castaignos, punta centrale classe 1992, con un passato tra squadre di livello come Inter, Eintracht Francoforte e Sporting Lisbona: è reduce da due anni in Corea con il Gyeongnam, squadra che milita nella Serie B nazionale e con cui l’olandese non ha particolarmente brillato. Dopo la svendita totale della scorsa estate, a gennaio la società ha optato logicamente per mantenere tutti, senza vendere o mandare in prestito alcun giocatore.

Voto: 4.5
Mercato deludente, servivano diversi giocatori per ogni reparto con esperienza in Super League 1, per poter lottare ed ottenere più punti possibili prima della fine della regular season.

LAMIA
Acquisti: Ángel Martínez (terzino sinistro, 1991, Vitorul), Piti (trequartista, 1981, Pinto), Adama Ba (ala, 1993, Berkane), Manjrekar James (centrale difensivo, 1993, prestito, Midtylland), Theofanis Tzandaris (centrocampista, 1993, svincolato), Tyronne (trequartista, 1991, svincolato), Valentinos Vlachos (terzino destro, 1992, svincolato), Elmar Bjarnason (centrocampista, 1987, svincolato), Gevorg Ghazaryan (ala sinistra, 1988, prestito, AE Limassol).
Cessioni: Leonardo Villalba (trequartista, 1994, Club UTC), Miguel Bianconi (centravanti, 1992, Levadiakos), Andreas Vasilogiannis (ala, 1991, Chania), Ibrahima Niasse (mediano, 1988, svincolato, Ionikos), Angelos Zioulis (centrale difensivo, 1995, Chania).

Mercato corposo per una squadra che lotta per la salvezza. I ritorni degli spagnoli Piti e Tyronne sulla trequarti alzano l’età media ma sono una garanzia, visto che conoscono l’ambiente Lamia, avendo già giocato con i biancoblù, e la qualità non manca nei loro piedi. Ιl primo è alla sua terza esperienza in squadra, mentre il secondo è stato sfortunato con l’infortunio a fine gennaio contro il Panathinaikos, saltando le ultime tre partite. Il nome più importante è quello dell’armeno Ghazaryan, ex Olympiakos: un giocatore che a Lamia, se trova la forma dei tempi migliori, può stupire. L’ala mauritana Ba arriva dai marocchini del Berkane, dopo le esperienze in Francia tra Ligue 1 (Brest, Bastia), Ligue 2 (Ajaccio) e Turchia (Gaziantep FK e Giresunspor). Dal lotto degli svincolati arrivano i greci Vlachos e Tzandaris, mentre il centrocampo si arricchisce con l’islandese Bjarnason, che aveva partecipato e giocato con la propria Nazionale nell’Europeo del 2016. Lo spagnolo Ángel Martínez ha già preso la corsia difensiva di sinistra, mentre il canadese James va a rinfoltire il centro della difesa. Con l’inizio della Super League 2, quattro giocatori hanno lasciato il Lamia per giocare nella categoria cadetta, mentre l’argentino Villalba è andato in Perù al Club UTC.

Voto: 6+ La risalita è lenta e con questi giocatori si cerca la salvezza. Si rinforza la colonia iberica che è sempre stata rappresentativa, mentre il resto degli innesti può essere utile alla causa. Voto di incoraggiamento.

PANETOLIKOS
Acquisti: Hélder Barbosa (ala, 1987, Hatayspor), Nikos Karelis (attaccante, 1992, ADO Den Haag), Edin Cocalić (centrale difensivo, 1987, Altay), Giorgos Manthatis (ala, 1997, svincolato), Delvin N’Dinga (mediano, 1988, svincolato)
Cessioni: Luis Mosquera (ala, 1999, svincolato), Juan Ignacio Álvarez (ala sinistra, 1997, fine prestito, Chacarita Juniors)

Si rivedono nomi che avevano lasciato il campionato greco. Hélder Barbosa dal 2014 al 2016 aveva giocato nell’AEK, avendo anche avuto l’attuale allenatore del Panetolikos Traianos Dellas in panchina. Una carriera importante in Portogallo, partito dalle giovanili del Porto e con un buon triennio al Braga, per poi approdare nel campionato ellenico e infine in Turchia tra Akhisarspor e Hatayspor. Il portoghese ha firmato per un anno e mezzo: «Sono felice di tornare in Grecia, conosco molto bene il Panetolikos» le sue prime parole. Dopo due stagioni all’estero torna anche Nikos Karelis, attaccante che in gioventù prometteva molto ma non ha avuto stagioni positive nell’ultimo quinquennio. Il 33enne Edin Cocalić in difesa è un rinforzo di livello dato che è esperto e, sì anche lui, aveva già giocato in Grecia, nel biennio 2010-2012 con il Panionios. Giorgos Manthatis era un prodotto delle giovanili dell’Olympiakos, che ha giocato tra PAS Giannina, Panionios e Anorthosis (Cipro) in prestito per poi svincolarsi ad ottobre: in cerca di riscatto, ha già segnato al debutto contro l’OFI. Infine, Delvin N’Dinga è un altro conoscitore del calcio greco avendo giocato nel biennio 2013-2015 all’Olympiakos in prestito dal Monaco e rimasto svincolato dopo l’esperienza all’Antalyaspor.

Voto: 6.5
La squadra è penultima e flirta con la retrocessione diretta. A livello di nomi la sessione è stata di alto livello, ma alcuni vengono da un periodo di inattività: l’usato sicuro è la ricetta giusta per la salvezza?

LARISSA
Acquisti: Adrián Colombino (regista, 1993, Montevideo Wanderers), Mathías Acuña (centravanti, 1992, Montevideo Wanderers), Adrián Jusino (centrale difensivo, 1992, Club Bolívar), Änis Ben-Hatira (ala, 1988, svincolato), Benjamin Moukandjo (attaccante, 1988, Valenciennes), Nikola Jakimovski (terzino, 1990, Trapani), Maksim Maksymenko (difensore, 1990, Kolos Kovalivka),
Cessioni: Steliano Filip (terzino, 1994, Dinamo București), Vangelis Platellas (ala, 1988, Ionikos Nikeas), Gabriel Torje (attaccante, 1989, Bandırmaspor).

I vyssini stanno disputando la peggior stagione da quando, nel 2016, sono tornati nella massima serie. Sulla panchina è stato richiamato Gianluca Festa, principale fautore della salvezza ottenuta due anni fa, dopo aver esonerato in sei mesi già due allenatori. In concomitanza con l’arrivo del nuovo tecnico il patron Kougias ha acquistato moltissimi giocatori, per cercare di salvare una stagione negativa. Per l’attacco sembrava tutto fatto per l’attaccante argentino Bruno Baranco, in forza all’Olympiacos Volos, ma il trasferimento è saltato poiché il giocatore e la sua famiglia volevano un contratto più  corto di quando stabilito inizialmente. La squadra della Tessaglia ha allargato il proprio orizzonte calcistico, andando a ingaggiare tre calciatori sudamericani, di cui due dal Montevideo Wanderes: a centrocampo è stato preso il mediano ed ex capitano della squadra uruguagia Adrián Colombino, che ha firmato un contratto di due anni e mezzo; l’attacco è stato rinforzato da Mathías Acuña, compagno di squadra di Colombino al Montevideo, mentre il terzo sudamericano è il nazionale boliviano Adrián Jusino, difensore centrale 28enne. Per il reparto offensivo spiccano anche i nomi di Ben-Hatira, che ha giocato per l’Amburgo, l’Hertha Berlino e l’Eintracht Francoforte, salvo poi perdersi e finire svincolato, e di Benjamin Moukandjo, camerunense che ha girovagato prima in Francia e poi in Cina. Sulla fascia, in difesa, viene preso il macedone Nikola Jakimovski, ex Trapani, Benevento e Bari, voluto personalmente dal tecnico italiano  per far fronte all’assenza di un terzino sinistro. Il reparto arretrato viene completato dall’ucraino Maksim Maksymenko, centrale 30enne del Kolos Kovalivka. Per quanto riguarda il capitolo cessioni, lasciano la squadra Filip, che torna in patria alla Dinamo București, Platellas che si aggrega allo Ionikos Nikeas in SL2 e Torje, jolly offensivo che si accasa al Bandırmaspor.

Voto: 6+ Moltissimi acquisti che Festa dovrà cercare di integrare nella rosa, per evitare di perderli nei profondi meandri dell’organico.

A cura di Paolo Santarelli ed Enzo Navarra

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Kostas Mitroglou, il ritorno del figliol prodigo

Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, la notizia che ha infiammato questa sessione di mercato invernale è indubbiamente il ritorno di Konstantinos Mitroglou in Grecia. Con l’ufficialità del trasferimento, il bomber classe ’88 torna in patria legandosi all’Aris, firmando un contratto di un anno e mezzo.

Con questo articolo cercheremo di ripercorrere la carriera di uno dei giocatori greci più prolifici dell’ultimo decennio, che vanta un palmarés internazionale degno di nota.

Mitroglou nasce il 12 marzo 1988 a Kavala, città situata nella Macedonia orientale. I genitori, a pochissimi anni di distanza dalla nascita di Kostas, decidono di trasferirsi in Germania a causa di difficoltà economiche, in una cittadina vicino Duisburg. Si approccia subito al mondo del calcio: già dall’età di cinque anni era solito calciare il pallone insieme al papà, il quale aveva giocato come portiere con la squadra dilettantistica del quartiere. A 11 anni impressiona tutti, segnando 24 goal in 16 partite con il Maura Poulia. Dei suoi notevoli numeri se ne accorge il Duisburg, che nel 2001 lo rileva, facendogli firmare il suo primo contratto professionistico; Kostas viene aggregato nell’under 17, mentre la prima squadra rimane stabilmente nella Zweite Bundesliga, il secondo livello del campionato tedesco, piazzandosi sempre a metà classifica.

Nel 2005 lascia il Duisburg per unirsi al Borussia Mönchengladbach: anche qui continua la sua trafila tra le giovanili del club, dove colleziona 23 presenze in due stagioni. Nel 2007 arriva anche la prima convocazione della nazionale greca per l’Europeo under 19, disputato in Austria. La Grecia, grazie al tandem offensivo Mitroglou-Ninis, arrivò in finale dove però dovette arrendersi alla Spagna, che grazie a un goal di Parejo portò a casa il trofeo. Mitroglou riuscì a segnare tre goal in tutto il torneo, aggiudicandosi il titolo di capocannoniere insieme al tedesco Ben Hatira e al francese Monnet-Paquet.

In patria il suo nome inizia a farsi largo, in molti si accorgono di lui. L’Olympiacos brucia la concorrenza e lo acquista, versando nelle casse del club tedesco una cifra intorno ai 200.000 euro. Nel luglio 2007, all’età di 19 anni, Mitroglou torna in patria dopo tanti anni, firmando un contratto quinquennale. Si unisce subito alla prima squadra, allenata al tempo da Takis Lemonis, prendendo parte al ritiro estivo a Seefeld, Austria. Nonostante le iniziali difficoltà, dovute in gran parte alla scarsa conoscenza della lingua greca, le qualità del centravanti non fanno affatto fatica ad emergere. Segna il suo primo goal con i kokkini nella partita di Kypello Elladas contro il Diagoras, vinta per 2-1: sulla fascia di destra Galletti salta un avversario e crossa in mezzo, un difensore della squadra di casa colpisce la palla di testa e la regala a Mitroglou che, all’altezza del dischetto, calcia di prima gonfiando la rete.

Arriva anche il primo goal in Super League nella partita casalinga vinta 4-0 contro il Levadiakos. A fine stagione, colleziona dodici presente accompagnate da 4 goal e un assist. Vince campionato (il 36esimo per l’OSFP) e Supercoppa, vinta per 1-0 contro il Larissa, proprio grazie ad un suo goal. Come inizio è promettente.

Nella stagione successiva, quella 2008/2009, Ernesto Valverde viene appuntato come nuovo allenatore dell’Olympiacos. Il coach spagnolo non apprezza del tutto le caratteristiche tecniche di Mitroglou, a cui preferisce un profilo più dinamico, in virtù della sua idea di un calcio offensivo. Sebbene ci siano motivazioni di tipo tecnico-tattico alla base delle scelte di Valverde, il carattere ribelle del calciatore non ha aiutato. Già, perché la stampa greca al tempo lo aveva descritto come quel tipo di giocatore che, non appena entra in campo, si immerge in un mondo tutto suo, senza prestare troppa attenzione a quello che lo circonda. Un tipo di calciatore non troppo ligio alle regole, a cui non bisogna porre delle “restrizioni” per controllare la sua incontrollabile spontaneità. Gli veniva anche attribuita una peculiare “audacità calcistica”, caratteristica molto ricercata dagli allenatori, una dote comune a pochi. Sul piano personale invece veniva descritto come una persona a cui piace molto fare scherzi, che sfodera tagli di capelli discutibili e che, più in generale, è molto allegra.

Questa descrizione comportamentale, che tra le altre cose non rappresenta una novità per gli amanti del calcio (di calciatori esuberanti se ne sente parlare spesso), potrebbe non aiutarvi ad inquadrare in toto il soggetto. Due episodi, di cui uno accaduto durante la stagione 2008/2009 e il secondo (ve ne parliamo tra poco) durante la stagione successiva, possono chiarirvi le idee. Il 13 agosto 2008 i kokkini affrontano l’Anorthosis, nella partita valida per l’andata del terzo turno di qualificazione di Champions League. La trasferta a Cipro si trasforma in una disfatta: l’Olympiacos perde con un sonoro 3-0. Ma, come se la pesante sconfitta non bastasse, Mitroglou butta benzina sul fuoco e manda su tutte le furie Valverde. Sul 2-0 per i padroni di casa, il direttore di gara fischia un calcio di rigore a favore della squadra del Pireo: Valverde vorrebbe che fosse Đorđević a calciare il rigore, ma Mitroglou si impunta, prende il pallone e decide di calciare lui. Rincorsa, calcia col piattone sinistro ma il pallone sbatte sul palo. L’allenatore spagnolo va su tutte le furie, i rapporti tra i due si congelano. Se già prima di questo episodio Mitroglou non era nelle grazie dell’allenatore, adesso la situazione diventa ancor più complessa. Una stagione da dimenticare, quella 2008/2009, durante la quale il centravanti colleziona 16 partite (spalmate in quattro competizioni diverse: campionato, Kypello Elladas, Coppa UEFA e qualificazione Champions League) condite da solo 3 goal.

A giugno 2009 la società biancorossa decide di non rinnovare il contratto a Valverde, in seguito a una disputa di natura economica. L’allenatore georgiano Temuri Ketsbaia prende il suo posto, e la situazione di Mitroglou diventa subito più distesa. Anche Zico, che aveva sostituito Ketsbaia sulla panchina, credeva nelle qualità del centravanti facendolo sentire parte integrante del progetto. Nel frattempo Kostas migliora anche il suo greco, parlandolo quasi perfettamente, ma non è in grado di leggere o scrivere la lingua: non legge mai quotidiani sportivi greci, ma solo quelli tedeschi.

L’avventura di Ketsbaia al Pireo è davvero breve: a settembre 2009, nonostante la squadra stesse andando bene in campionato e non avesse subito nemmeno un goal con il georgiano in panchina, il malumore dei tifosi forza la mano alla società, che lo esonera e lo rimpiazza con Zico. La rosa, che fu falcidiata dagli infortuni, sotto la guida del coach brasiliano riuscì a passare il girone di Champions League e ad approdare agli ottavi, ma a metà gennaio dopo una serie deludente di partite perse anche Zico fu esonerato;  a prendere le redini della squadra fu chiamato Bandović. A febbraio i kokkini escono dagli ottavi di Champions, eliminati dal Bordeaux, e conclusero il campionato stanziandosi al secondo posto, alle spalle del Panathinaikos campione.

Il secondo episodio di cui vi accennavamo prima concerne la sua esultanza dopo i goal: era solito incrociare le mani sul petto a forma di pistola. Per questo gli venne affibbiato il soprannome di “pistolero”. Tuttavia, all’allora patron dell’Olympiacos Sokratis Kokkalis, l’esultanza era sembrata un po’ esagerata, ed aveva parlato in privato col calciatore, chiedendogli di cambiare il modo di festeggiare. Il 22 novembre 2009 va in scena al Karaiskakis il derby tra Olympiacos e Panathinaikos, vinto per 2-0 dagli erithrolefki grazie alla doppietta di Mitroglou che, inevitabilmente, festeggia facendo l’esultanza del pistolero. Kokkalis, che a fine stagione si dimetterà dal ruolo di presidente, carica ricoperta per ben vent’anni, in seguito alla reiterata esultanza del centravanti decise di non intervenire. Nonostante la stagione non portò alcun trofeo, Mitroglou era tornato ad essere titolare inamovibile, giocando 26 partite in campionato, tutti i playoff e quasi tutte le partite di Champions, partite di qualificazione comprese.

La stagione 2010/2011 è fondamentale per i tifosi dell’Olympiacos: la società passa nelle mani della controversa figura di Evangelos Marinakis, il quale richiama Valverde sulla panchina e investe sul mercato. Alla corte dell’allenatore spagnolo arrivano infatti giocatori di un certo calibro, come Riera, Ibagaza, Mirallas, Pantelić e Modesto. Nei primi quattro mesi di campionato Mitroglou colleziona solo 4 presenze, fa fatica a trovare spazio e a gennaio 2011 viene mandato in prestito al Panionios per sei mesi. A Nea Smirne riabbraccia Takis Lemonis, il quale lo schiera subito titolare nell’impegnativa trasferta a Salonicco contro l’Aris. Il Panionios, a secco di vittorie da sei partite, sbanca il Vikelidis per 2-0 grazie alla doppietta di Mitroglou. Poco dopo la sua partita d’esordio, viene di nuovo schierato nell’undici titolare nella partita interna contro il Panathinaikos, il 23 gennaio: Mitroglou segna la rete del vantaggio con un colpo di testa, per festeggiare si toglie la maglia e si abbassa i pantaloncini mentre corre verso il settore occupato dagli ultras dei Panthers, lanciando la maglietta sugli spalti. Abbassandosi i pantaloncini mette anche in bella mostra la sua biancheria intima, facendo infastidire i giocatori del tryfilli, che considerano il gesto provocatorio. Non avendo più a disposizione la maglia per giocare, che è finita tra gli spalti occupati dagli ultras del Panionios, il magazziniere è costretto a fare uno sprint negli spogliatoi per portargliene una nuova. La stagione termina con 16 presenze (delle quali 11 con il Panionios) e 9 goal (di cui 8 con il Panionios). Numeri impressionanti, ma al Pireo la sua assenza non si fa sentire: l’Olympiacos vince il campionato con tredici lunghezze dal Panathinaikos.

La stagione 2011/2012 è molto simile a quella precedente: Valverde rimane in panchina, mentre Marinakis rinforza di nuovo la rosa acquistando Makoun, Orbaiz, Marcano, Djebbour e Abdoun. Per Mitroglou c’è ancora meno spazio della stagione prima, per questo viene mandato in prestito per un anno all’Atromitos. Con Donis in panchina, la squadra di Peristeri fa una stagione straordinaria, concludendo il campionato al terzo posto e aggiudicandosi per la prima volta l’accesso alle qualificazioni di Europa League. L’Atromitos riesce anche ad arrivare in finale di Kypello Elladas, persa proprio contro l’Olympiacos. Mitroglou viene votato come miglior giocatore dell’anno della Super League, segnando 16 reti, dietro soltanto a Mirallas, capocannoniere con 20 goal.

Le due stagioni successive sono il trampolino di lancio per la carriera di Mitroglou: torna all’Olympiacos, che intanto ha sostituito Valverde con Leonardo Jardim, sgomita con Djebbour per il posto da titolare. Nella stagione 2012/2013 raccoglie ben 42 presenze, in campionato realizza 11 goal ma è protagonista assoluto nei gironi di Champions League; l’Olympiacos si piazza terzo e abbandona la competizione con 9 punti, ma Mitroglou segna come un vero goleador: realizza il goal vittoria del 2-1 sul Montpellier, il goal del momentaneo 1-1 all’Emirates Stadium e il 3-1 nella vittoria casalinga contro il Montpellier.

Ma il vero punto di rottura nella sua carriera è rappresentato dalla stagione 2013/2014. Realizza la prima tripletta della sua carriera il 1 settembre contro il Levadiakos, nella vittoria esterna ottenuta per 5-0. Segna la sua seconda tripletta due settimane dopo, nel 4-0 rifilato allo Skoda Xanthi, diventando il primo giocatore nella storia dell’Olympiacos – così come della Super League in generale – a segnare due triplette consecutive, avendo anche segnato in una partita internazionale tra queste due partite. Stufo di segnare triplette solo in campionato, Mitroglou alza il tiro e si ripete anche in Champions League: l’Olympiacos vince 3-0 in Belgio contro l’Anderlecht grazie alla tripletta di Kostas. Il centravanti, in stato di grazia, quattro giorni dopo segna di nuovo una tripletta, questa volta in campionato, nella vittoria per 6-0 contro il Veria. Tra campionato e Champions League, in appena quattro mesi, aveva realizzato 17 goal e un assist: numeri da capogiro. Le prestazioni del calciatore non potevano passare inosservate, e nel mercato invernale il Fulham acquista il cartellino di Mitroglou per la cifra record di 12 milioni di sterline, l’acquisto più costoso nella storia del club inglese. Il 31 gennaio 2014 firma un contratto di quattro anni e mezzo.

Kostas sbarca a Londra per la sua nuova avventura, ma seconda metà di stagione con la nuova squadra non andò come sperato: Mitroglou ebbe problemi muscolari e riuscì a giocare soltanto tre partite. Il Fulham a fine stagione retrocesse.

Nell’agosto 2014 il Fulham decide di mandarlo in prestito per un anno all’Olympiacos, con il quale vince sia campionato che coppa, segnando sedici goal in ventiquattro partite. In Champions League segna il goal del 3-1 all’Atletico Madrid, realizza l’assist per il goal di Kasami nella vittoria interna contro la Juventus per 1-0 e un goal nella partita vinta contro il Malmo per 4-2.

Il 6 agosto 2015 viene girato in prestito al Benfica per un anno. In Portogallo disputa un’ottima stagione: forma la coppia d’attacco con Jonas, segnando 29 goal in due. Il  20 febbraio 2016, segnando il primo goal nella vittoria per 3-1 contro il Paços de Ferreira, va a segno in 7 partite di fila; l’entusiasmo dei tifosi delle Águias per aver ritrovato un centravanti così prolifico è tanto: così tanto che, a fine partita, un tifoso del Benfica fa invasione di campo, arriva davanti a Mitroglou, si inginocchia e tenta di lustrargli gli scarpini con la sua sciarpa. Con gli encarnados vince il campionato, e nell’estate 2016 la società decide di riscattarlo dal Fulham, pagando 7.000.000 di euro, facendogli firmare un contratto quadriennale.

Dopo il riscatto, nell’estate 2016 si appresta a disputare la seconda stagione con o glorioso: termina la stagione con sedici goal, quattro in meno rispetto alla sua prima stagione, ma mantiene un ottima media di rendimento. Trascina la squadra alla vittoria del nuovo campionato e della Taça de Portugal, la coppa nazionale. In quest’ultima competizione è particolarmente determinante, riuscendo a mettere a segno la sua prima tripletta nei quarti di finale contro il Leixões (partita vinta per 6-2) e una doppietta nella semifinale d’andata contro l’Estoril.

Dopo due ottime stagioni in Portogallo, attira l’interesse dell’Olympique Marsiglia, che lo rileva dal Benfica per 15 milioni di euro. La stagione 2017/2018, tuttavia, è indubbiamente influenzata dai 3 infortuni: il primo, un infortunio muscolare subito a fine luglio, lo mette K.O. per 2 mesi impedendogli di svolgere un’adeguata preparazione precampionato; il secondo e il terzo, invece, sono legati a dei problemi al tendine d’achille che lo tengono fuori per circa un mese e mezzo nella seconda parte della stagione. Ciononostante, riesce comunque a collezionare 19 presenze in campionato e 3 in coppa, realizzando rispettivamente 9 e 3 reti.

La stagione successiva dovrebbe essere quella del riscatto, ma a gennaio viene prestato fino a fine stagione al Galatasaray. A fine stagione altro prestito, questa volta in Olanda, al PSV. Entrambe le sue ultime esperienze hanno in comune una quantità irrisoria di presenze e di goal.

La sensazione è che, infortuni a parte, nell’ultima parte della sua carriera sia entrato in un circolo di prestiti senza né capo né coda. Tutto inizia in corrispondenza della sua seconda stagione al Marsiglia, quando viene allenato (per pochi mesi) dal nuovo allenatore, Villas Boas, che decide di metterlo alla berlina e di escluderlo definitivamente dal progetto mandandolo in prestito. I motivi della sua esclusione sono misteriosi, soprattutto se si dà una rapida occhiata al reparto offensivo del Marsiglia, a prescindere da posizioni in classifica o raggiungimenti europei. Il tecnico portoghese ha preferito riporre completa fiducia in Dario Benedetto, centravanti argentino ex Boca Juniors, sebbene questa scelta non abbia risolto la carenza di goal della squadra: la sensazione degli addetti ai lavori è che il Benedetto visto alla Bombonera non sia lo stesso del Velodrome. Nonostante Mitroglou sia più lento, abbia più nonchalance e sia meno tecnico dell’argentino, in area di rigore è una macchina da goal implacabile. Anche le statistiche volgono a favore di Mitroglou: il rapporto tra goal segnati e minuti giocati vede l’attaccante greco nettamente superiore rispetto all’argentino (Mitroglou 1 goal ogni 120 minuti, Benedetto 1 goal ogni 229 minuti). Mentre si può criticare il calciatore, non si può fare lo stesso con la sua professionalità, la dedizione al club e la sua persona, che è maturata moltissimo in questi anni; nonostante sia stato tagliato fuori dalla rosa e mandato in prestito per un anno e mezzo, non si è mai lamentato né attraverso i social network né attraverso interviste. Mai una parola fuori posto, anche se ha avuto più volte l’opportunità di seminare discordia, chiedendo magari un trasferimento o un confronto con l’allenatore. Ha aspettato pazientemente un’opportunità che non è mai arrivata.

Mitroglou è fuori condizione, non gioca dallo scorso marzo, ma l’Aris aveva iniziato a sondare il terreno già da qualche giorno. L’arrivo di Milik, che dovrebbe rimpiazzare il greco, ha facilitato le trattative. Il presidente dell’Aris Karipidis ha pubblicato un paio di giorni fa sul suo profilo Instagram una storia, che ritrae Mitroglou con la divisa da gioco dell’Aris, con tanto di scritta in inglese “done deal”. Ieri pomeriggio è sbarcato a Salonicco, questa mattina ha svolto le visite mediche: l’Aris ha concluso un grande trasferimento, aveva bisogno di un attaccante di peso e lo ha trovato in Mitroglou, che dovrà ritrovare la giusta forma fisica per poter continuare a dire la sua. In fondo, in Grecia ha sempre giocato bene, e potrebbe essere l’occasione per lui di rientrare nel giro della nazionale.

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Il Panathinaikos vuole celebrare alla grande i 50 anni da Wembley

Il 2021 è un anno particolare per il Panathinaikos perché è il 50° anniversario dall’Impresa di Wembley, come giustamente viene soprannominato il più grande successo del calcio greco a livello di club: la partecipazione del Panathinaikos nella finale di Coppa dei Campioni contro l’Ajax. Mezzo secolo è passato dal 2 giugno 1971 quando i Prasinoi, sotto la guida di Ferenc Puskás, hanno affrontato alla pari gli olandesi “volanti” di Johan Cruijff.

Questa impresa epica verrà festeggiata come merita. Il Panathinaikos FC dedica il 2021 alla squadra che più di ogni altra ha glorificato la società! Il 2021 sarà l’Anno di Wembley per tutta la famiglia del Trifylli!

Il Panathinaikos FC, volendo onorare i protagonisti di questo miracolo del calcio greco, ha progettato una serie di attività durante il 2021 che hanno come obiettivo la preservazione della memoria. Facendo rivivere le immagini, le nuove generazioni impareranno e verrà stimolata la memoria collettiva.

Concorso per il logo

La prima attività in ordine temporale, che presuppone la vostra partecipazione, è l’inizio di un concorso per la creazione del logo, il quale accompagnerà le prossime iniziative che riguardano l’Αnno di Wembley. Il logo verrà stampato sui vari gadget che verranno creati. Il concorso comincia subito e si concluderà il 1° febbraio. Chi desidera partecipare, dovrà completare il form che troveranno sul sito della società all’indirizzo https://www.pao.gr/wembley2021.

L’annuncio del logo vincitore avverrà il 3 febbraio sul sito della società e sui profili social ufficiali del Panathinaikos (Instagram, Facebook, Twitter). Il realizzatore del logo avrà tutta la serie di regali dell’Anno di Wembley e anche un doppio invito per l’anteprima del film sul Wembley.

Il film di Wembley

Il film per Wembley è la seconda iniziativa del Panathinaikos FC per far comprendere a tutti quanto fosse grande il percorso di quella squadra della stagione 1970-1971. La prima proiezione del film avrà luogo il 2 giugno, nell’anniversario della finale di Wembley, in una sala cinematografica che verrà comunicata prossimamente. Il film sarà di carattere storico in cui, tramite ricerche approfondite e interviste con i protagonisti, viene messa in risalto la massima impresa sportive con le sue implicazioni sociali. I più giovani impareranno e i più anziani ricorderanno che fatti all’apparenza non correlati si fossero legati in un modo magico, creando un’armonia assoluta!

Mostra fotografica virtuale

Il precursore del film sarà la mostra fotografica e di reperti storici virtuale. Valorizzando l’archivio del Panathinaikos e con il prezioso aiuto di ex calciatori, ma anche la collaborazione con i club che si sono trovato sulla strada del Trifylli per Wembley, sarà creata una mostra unica per i canoni greci. Purtroppo, la pandemia non consente la realizzazione della mostra dal vivo. Almeno, attraverso la rete, i milioni di tifosi del Panathinaikos da tutto il mondo potranno esplorare l’ambiente museale virtuale. La mostra aprirà le proprie porte interattive a maggio.

Serie di prodotti commerciali

L’Anno di Wembley avrà anche una sua serie commerciale. Magliette e tute che verranno indossate solamente nel 2021 e saranno da collezione, maglie da allenamento, zaini e indicativamente cappelli, sciarpe, tazze, penne, sottocoppe. Su tutti questi prodotti sarà raffigurato il logo vincitore del concorso e saranno disponibili a partire da febbraio.

Maglia da collezione

Nella prossima partita contro il Larissa, i giocatori del Panathinaikos indosseranno la maglia celebrativa dell’Anno di Wembley. Nella divisa da gioco un ricamo “abbraccerà” il trifoglio: da una parte ci sarà il numero 50 per l’anniversario del mezzo secolo e dall’altra la data della finale (il 2 giugno 1971, ndr). Inoltre, in tutte le partite casalinghe la squadra indosserà una maglia da allenamento dedicata all’anniversario di Wembley. Entrambi i prodotti saranno da collezione e verrano resi disponibili al pubblico da lunedì 11 gennaio tramite il sito www.paofc.gr.

Le attività per l’Anno di Wembley non si fermano qui. Ogni novità verrà annunciata sui canali ufficiali del Panathinaikos.

[Traduzione e adattamento dell’intero comunicato pubblicato oggi dal Panathinaikos FC.]

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Il Larissa minaccia di ritirarsi dal campionato!

Una decisione che avrebbe dell’incredibile. Il Larissa del presidente Alexis Kougias, attualmente penultimo con 7 punti in 13 partite giocate, starebbe pensando di ritirarsi dalla Super League 1 non per motivi economici ma per… i torti arbitrali!

Facciamo un passo indietro a domenica scorsa. Il Larissa ospitava il PAOK in casa e al 69′ si porta in vantaggio con il classe 2001 Dimitris Pinakàs, il next big thing del calcio ellenico. Al 95′ la squadra di Salonicco conquista un rigore, per atterramento di Swiderski da parte del portiere Nagy, che un minuto dopo viene trasformato da Vieirinha.

Un’azione che ha fatto scatenare numerose polemiche in casa Vyssinì (it. cremisi), a giudicare dal duro comunicato pubblicato a fine gara:

L’AEL FC (il Larissa, ndr) si lamenta molto dell’inesistente rigore assegnato dall’arbitro Evangelou, senza essere informato prima dal VAR, mentre Crespo e Szanucner (giocatore e collaboratore tecnico del PAOK, ndr), davanti agli occhi del quarto uomo Tsagkarakis, tenevano per il collo Bertos (difensore del Larissa, ndr) per non farlo entrare in campo, così i giocatori del PAOK potevano creare indisturbati l’azione che ha portato al rigore inesistente.

L’AEL FC manderà a Clattenburg (capo degli arbitri greci, ndr) il video della partita e in particolare tutte le azioni in cui Evangelou lasciava correre sui falli offensivi durante le azioni da fermo, ma anche l’ultima azione della partita in cui Evangelou e Tsagkarakis lasciavano Crespo e Sznaucner tenere fuori dal rettangolo di gioco Bertos. Così il PAOK ha organizzato l’azione in superiorità numerica e lo spazio in cui Swiderski ha fatto il movimento per conquistare il rigore inesistente sarebbe dovuto essere occupato proprio da Bertos.

Ci fa molta impressione qui a Larissa che Nova (pay-tv che ha i diritti per il campionato, ndr) e i suoi telecronisti non abbiano mai fatto rivedere l’azione. Ed è la prima volta che avviene in un’azione che decide il risultato finale.

Nel video sugli episodi dubbi della 14° giornata pubblicato oggi, che potete trovare qui, Mark Clattenburg dà tuttavia ragione a Evangelou (minuto 5.12) nell’azione del rigore al PAOK, dicendo che:

Il portiere non entra in contatto col pallone e va chiaramente ad intercettare la corsa dell’attaccante con le braccia, andando a toccare il suo piede e facendolo cadere.

Dopo le partite Panetolikos 2-1 OFI e Lamia 2-0 Aris, con le vittorie delle dirette concorrenti del Larissa in partite con qualche dubbio arbitrale, la società di Alexis Kougias ha emesso questo comunicato poche ore fa:

[…]
La nostra pazienza si è esaurita. Visto che la nostra società ha dimostrato nel tempo che non fa calcoli e non ha paura di niente, se questo comportamento illegale nei nostri confronti e i chiari vantaggi per i nostri avversari andranno avanti, arriveremo alla triste decisione di ritirare la nostra squadra o di giocare con la nostra U-19, in modo tale da non svincolare i nostri giocatori richiesti da altre società. Questo per dare una fine al marciume che regna dal 1996 nel calcio greco e che è stato purtroppo sopportato dai governi precedenti.
Naturalmente i primi che verranno informati saranno il premier Kyriakos Mitsotakis, il signor Gerapetritis (ministro “dello Stato” senza portafoglio, ndr) e i signori Laković e Georgiou della UEFA (rispettivamente direttore delle associazioni nazionali e uno dei membri di spicco dell’organo presieduto da Čeferin, ndr).

Dopo aver depositato la denuncia, Alexis Kougias terrà una conferenza stampa ad Atene, molto probabilmente in diretta su una nota rete televisiva a causa del coronavirus.

Domani il Larissa ospiterà il PAS Giannina e domenica prossima affronterà il Panathinaikos.
Con la speranza che una delle società più storiche del calcio greco, nonché vincitrice del campionato nel 1988 e della Coppa (1985 e 2007), prosegua in maniera regolare la Super League 1 2020-2021.

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Ufficiale: la Super League 1 sarà visibile anche in Italia su Novasports

Un punto di svolta per tutti i tifosi della Super League 1, in Italia e nel mondo. La pay-tv Novasports, emittente sportiva tra le più affermate del paese nonché detentrice dei diritti esclusivi per la trasmissione del massimo campionato greco per la stagione 2020-2021, ha inaugurato Novasports World, un nuovo canale sportivo che permetterà ai tifosi di poter assistere in streaming alle partite del campionato.

È possibile sottoscrivere due diversi tipi di pacchetti (pass) per guardare le partite della Super League 1, attraverso la sezione online del sito. L’offerta, valida per tutto il mondo al di fuori della Grecia e di Cipro, è suddivisa in due pass:

  • il Weekly pass (settimanale) permette di guardare «le principali partite del campionato di calcio greco in esclusiva, live e on demand» per 6.99€ alla settimana, con uno sconto del 40% (prezzo originario 11.99€); 
  • il 2nd Round pass è invece proposto per i seguaci più assidui: viene proposto il girone di ritorno del campionato per 40€, anche qui con uno sconto del 40% (prezzo originario 67.50€). Inoltre, in questo pacchetto sono incluse anche le cinque partite che si devono recuperare dal girone di andata, tra cui PAOK-Olympiakos (6° giornata, 13 gennaio, con una postilla che leggerete di seguito) e Aris-AEK (8° giornata, 14 gennaio).

Entrambe le offerte prevedono il “no committment”, ovvero risultano cancellabili in qualsiasi momento. Novasports World offre anche, oltre tutte le partite del campionato greco, anche live shows (come Time of Champions e Super Euroleague per la pallacanestro), un archivio che raccoglie le partite a partire dal 1995, documentari sportivi e archive shows.

In questo nuovo sistema c’è, però, un’eccezione: come alcuni di voi ricorderanno, il PAOK ha lanciato lo scorso anno PAOK TV, una piattaforma in abbonamento e pay-per-view che trasmette le partite casalinghe del club bianconero insieme a contenuti video on-demand esclusivi e programmi speciali. La piattaforma include, oltre le partite di campionato, anche trasmissioni, talk show e interviste esclusive, ed è disponibile in greco, russo e inglese. Nonostante non sia ancora chiaro, è plausibile che le partite al Toumba rimangano esclusiva del club di Salonicco, mentre quelle in trasferta siano fruibili su Novasports.

Una grande opportunità per tutti i nostri lettori interessati alla Super League 1, che adesso sarà visibile comodamente da casa propria senza dover incorrere in siti streaming illegali, e con l’opzione di poter pagare un solo turno di campionato o l’intero girone di ritorno. Per chiarimenti e per dare un’occhiata alle offerte, vi lasciamo il link della pagina di Novasports; in caso di ulteriori domande su iscrizione, pagamento ed altro, in alto a destra c’è la sezione FAQ, dove ogni vostro dubbio sarà chiarito.

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Cosa sta succedendo al campo dell’Olimpico?

Mercoledì sera si è giocata AEK-Olympiakos, terminata 1-1, e una parte delle dichiarazioni nel dopogara dei due allenatori si è concentrata su un fattore. «Potevamo fare qualcosa di meglio nel palleggio, ma è un campo che non ti permette di giocare a calcio. […] Penalizza entrambe le squadre» le parole di Massimo Carrera, mentre Pedro Martins è stato anche meno diplomatico: «Questo terreno di gioco sembrava una pista di pattinaggio, i giocatori scivolavano spesso ed era molto pericoloso. Nella ripresa abbiamo avuto occasioni, migliorando il nostro gioco, ma in generale è stata una brutta partita a causa del campo».

Il grande indiziato è il terreno dello Stadio Olimpico di Atene, il quale si trova da qualche mese in condizioni a dir poco disastrose e qui vi tracciamo una breve cronistoria degli eventi.

La prima volta con le toppe

La situazione del campo dell’Olimpico era da mani nei capelli già nel momento in cui si sarebbero dovuta disputare la finale di Coppa il 30 agosto tra AEK e Olympiakos, poi rinviata a causa della positività al virus di Maxi Lovera. Nell’allenamento dell’Olympiakos nello stadio, il capo ufficio stampa della squadra del Pireo Nikos Gavalas ha registrato un video denunciando le condizioni del campo due giorni prima della finale, il 28 agosto.

Come potrete notare, il terreno è secco e rattoppato all’altezza delle due porte.

La finale si è giocata il 12 settembre al Panthessaliko di Volos. E l’Olimpico? Chiuso da fine agosto per permettere la rizollatura del terreno di gioco.
La grande fortuna di AEK e Panathinaikos è quella di non aver avuto l’emergenza dello stadio per le prime due giornate di campionato. I gialloneri hanno saltato la prima giornata contro l’Olympiakos (per giocare la finale di Coppa, match recuperato ieri) e nella seconda partita ha giocato in trasferta ad Agrinio, contro il Panetolikos; i verdi hanno debuttato in trasferta a Tripoli, contro l’Asteras, mentre hanno saltato la seconda giornata contro l’Apollon Smyrnis.

Ιl nuovo terreno di gioco viene presentato giovedì 24 settembre, pronto per la partita AEK-Lamia della domenica seguente. Secondo gazzetta.gr il procedimento è stato fatto da «una delle migliori aziende, in tempi rapidi». Come vedremo, è l’inizio della fine.

La seconda volta, per risolvere l’errore

Basta solo ascoltare le prime parole di Brendan Rodgers, tecnico del Leicester, al termine della partita contro l’AEK dello scorso 29 ottobre:

«Ιl campo era davvero, davvero brutto. Forse non si è visto in televisione, ma era davvero dissestato e non favoriva il buon gioco». Parole dello scorso 29 ottobre, un mese dopo la prima rizollatura.

Secondo l’Ora ton Spor, il grande problema del primo cambio del manto erboso è che il 23% della parte inferiore era costituito da sabbia, mentre i parametri mondiali prevedono un 85-95%. Il 76% era composto da materiale argilloso: il terreno di gioco avrebbe potuto causare molto facilmente infortuni muscolari, ad ogni scivolata si sollevavano intere zolle e con la pioggia si rischiava la totale distruzione del campo. Inoltre, per un errore dal punto di vista chimico, l’erba non era in grado di sviluppare le radici e quindi col minimo contatto si staccava.

Dopo la partita Panathinaikos-Atromitos dello scorso 7 novembre, l’Olimpico subisce un altro cambio di look, ossia una nuova rizollatura. Approfittando della pausa nazionali (Grecia-Slovenia del 18 novembre e AEK-Larissa del 22 novembre si sono giocate a Rizoupoli), gli incontri “trasferiti” non sono stati tanti per AEK e Panathinaikos, che si sono divise i costi della rizollatura.

La terza volta in mezzo ai piccioni

Il portiere del Panetolikos Christopher Knett tra i piccioni durante la partita contro il Panathinaikos (INTime Sports)

Con questo terzo manto erboso, le scene viste sfiorano il tragicomico. La partita Panathinaikos-Panetolikos, terminata 2-1 per gli ateniesi il 29 novembre, è stata seguita da centinaia di spettatori nonostante fosse giocata a porte chiuse. Niente tifosi, ma piccioni: la semina del nuovo terreno ha attirato un intero stormo che ha assistito all’incontro a pochissimi metri dalle azioni di gioco. E questo fatto era già avvenuto contro l’Aris il 4 ottobre ma in maniera meno invadente.

Già dal 12 dicembre il Panathinaikos aveva evitato l’Olimpico per la partita contro il Pas Giannina, traslocando al Leoforos, a causa dei «problemi al manto erboso dello Stadio Olimpico». Cosa che è stata constatata nella sfida di mercoledì tra AEK e Olympiakos: pochi giorni prima ad Atene aveva piovuto per tante ore, ma il campo non ha affatto tenuto con tanti giocatori che scivolavano e il pallone che rimbalzava in maniera bizzarra.

Nella giornata di ieri il C.d.A. dell’OAKA – che comprende anche altre strutture tra cui il palazzetto di basket e le piscine – ha emesso questo comunicato:

Riguardo l’inaccettabile situazione del terreno di gioco dello stadio centrale, il C.d.A. dell’OAKA precisa nuovamente i seguenti punti:
1. Nell’ambito degli accordi di concessione per l’uso dell’OAKA che hanno firmato per anni Panathinaikos e AEK, le due società sono esclusivamente responsabili della semina, della cura e della situazione generale del campo.
2. Purtroppo, come si vede dai risultati, le scelte sbagliate hanno portato a un degrado duraturo e senza precedenti del migliore impianto calcistico del Paese, senza alcuna responsabilità della dirigenza e dei membri dell’OAKA.
3. Inoltre, questa situazione danneggia economicamente l’OAKA, a causa dell’annullamento di partite come la finale di Coppa e di due partite della Nazionale.
4. Segnaliamo che i problemi del terreno di gioco, escludendo il fatto della pubblicità negativa al migliore impianto olimpico del Paese, mettono in ombra il duro lavoro che il viceministero dello Sport con la dirigenza dell’OAKA stanno svolgendo per la prima volta dai Giochi Olimpici del 2004.
5. Il C.d.A. dell’OAKA, prima dello svolgimento dell’incontro AEK-Olympiakos e più precisamente il giorno precedente (martedì, ndr), notando le dimensioni del problema, ha deciso di comune accordo con le società Panathinaikos e AEK di prendere immediatamente delle misure in modo da:
• proteggere la salute degli atleti;
fermare l’ingiusta denigrazione dell’OAKA per atti di terzi;
riparare i danni finanziari causati da questa situazione inaccettabile e prevenire altri problemi economici.

Così, lo Stadio Olimpico è stato chiuso di nuovo. Dopo l’ufficialità del trasloco temporaneo del Panathinaikos al Leoforos e dell’AEK che si sposta a Rizoupoli per la partita contro il Volos di lunedì prossimo, già nella serata di ieri sono circolate le fotografie dall’inizio dei lavori di rizollatura.


L’obiettivo è il 18 gennaio, quando l’AEK affronterà l’Atromitos.
Sperando che sia la volta buona.

P.S. Il 6 gennaio l’AEK dovrà affrontare in casa il Panetolikos, ma nello stesso giorno l’Apollon Smyrnis dovrà ospitare al Rizoupoli il Panathinaikos.
Quindi i gialloneri dovranno trovare un altro campo oppure la partita sarà rinviata.

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L’OFI si rende solidale ma a qualcuno non piace

La squadra cretese di Irakleio si rende protagonista di un gesto straordinario. Lo scorso martedì la Federcalcio ha annunciato che la somma della UEFA destinata alla Grecia per il programma Solidarity (stagione 2019-2020) verrà divisa in parti eque alle 14 società di Super League 1.

Ogni società, dunque, riceverà 333.110,46 euro. L’OFI, notizia di mercoledì, ha proposto alle altre 13 società della massima divisione di donare una percentuale, da decidere nel C.d.A. della Super League 1, di questa somma alle società di Super League 2 e Football League. Un aiuto concreto, dopo quello simbolico di due settimane fa.

La società cretese ha proposto inoltre di raccogliere il totale e mandarlo allo PSAP (Αssocalciatori greca) che sarà il garante di questa iniziativa.

Le reazioni

Se i conterranei, in quanto cretesi, dell’OF Ierapetra hanno accolto in maniera positiva l’iniziativa, ci sono alcuni presidenti che sono contrari.

Il Panachaiki 1891 FC non fa elemosina. Non chiede aiuti da nessuna società e in tutti questi mesi ha dimostrato che con un progetto e una giusta organizzazione si può affrontare questo golgota. Con questa proposta dell’OFI vengono sottovalutati in maniera chiara tutti i presidenti-finanziatori delle società di Super League 2 e Football League che con le unghie e con i denti stanno attualmente lottando per tenere in piedi le proprie squadre. Chiediamo di finirla con questa ridicola generosità che sottovaluta provocatoriamente l’asticella della nostra intelligenza.

Comunicato sul sito del Panachaiki

Sono assolutamente d’accordo col presidente del Panachaiki Giorgos Barlos. Cosa pensa l’OFI, che i nostri giocatori sono dei mendicanti? La dirigenza del Rodos presta attenzione ai suoi calciatori, cosa che fanno anche le altre società di Super League 2 e Football League. L’OFI non dovrebbe fare nulla! Se vuole raccogliere soldi, allora dovrebbe distribuirli alle famiglie povere di Creta, che ne hanno bisogno!

Tonis Martinis, presidente del Rodos (FL) intervistato da mikriliga.com

Durante il programma Sti Sentra, in onda sulla radio di Salonicco Metropolis 95.5, sono intervenuti il presidente dell’Assocalciatori greca Giorgos Bantis (ex portiere di Panionios e Lamia, attualmente svincolato) e il presidente del Trikala (Super League 2) Ilias Aivazoglou.

Con questa iniziativa, l’OFI ci ha ricordato perché amiamo questo sport. Non sono i soldi ma il gesto di solidarietà. Ci fa vedere come dovrebbe essere lo sport. […] Mi sembra triste che si veda la parte negativa in questa iniziativa.

Giorgios Bantis, presidente Assocalciatori greca

Vorrei mettere le cose al loro posto. [L’OFI] Non può essere come la Madonna e distribuire soldi alle società. Ci offende. Ci sono giocatori non pagati? Con che diritto può dare soldi a giocatori che fanno parte delle società? [I calciatori] Non stanno giocando, non è che non vengono pagati: non dobbiamo confonderci. Le società non vengono pagate, i calciatori sì. Giustamente Bantis vuole il meglio per i giocatori ma l’OFI con quale diritto può fare questo. […] I soldi che ha mandato la UEFA per essere distribuiti dove vanno? Noi non abbiamo preso un euro. Li hanno presi le squadre di Super League 1. E l’OFI ora cosa fa? Vuole fare il buono con i giocatori?

Ilias Aivazoglou, presidente Trikala (SL2)

Insomma, da una parte abbiamo il bel gesto dell’OFI e dall’altra i presidenti delle società che vengono punti nell’orgoglio. Come sempre, è polemica.

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L’importanza di Aris-Olympiakos

Ιl big match della 10° giornata, lo scontro tra le due prime della classe. Entrambe a 19 punti, imbattute e con due partite da recuperare.

Aris-Olympiakos (stasera, ore 18.30, al Kleanthis Vikelidis) è una partita che torna ad essere affascinante per il discorso classifica, con i gialloneri che si stanno lentamente inserendo tra le grandi del campionato. Per i padroni di casa sarà il test decisivo per il prosieguo, mentre per la squadra del Pireo è un impegno duro prima della decisiva sfida di Champions col Marsiglia.

I precedenti e l’arbitro dell’incontro

In 57 partite giocate in casa dell’Aris nel campionato greco a girone unico, l’Olympiakos è leggermente in vantaggio con 20 vittorie, 21 incontri sono terminati in parità e per 16 volte l’Aris ha festeggiato la vittoria.

In settimana la società di Salonicco aveva richiesto un arbitro straniero in vista di questo derby ed è stato accontentato. Infatti, il fischietto sarà il croato Ivan Bebek, coadiuvato dai connazionali Goran Pataki e Bojan Zobenica.
L’arbitro 43enne ha diretto per sei volte una squadra greca in Europa e curiosamente l’unica vittoria (e che vittoria!) è stata conquistata proprio dall’Aris:

  • 22 agosto 2019, Slovan Bratislava 1-0 PAOK (andata playoff EL);
  • 18 febbraio 2016, Anderlecht 1-0 Olympiakos (andata sedicesimi EL);
  • 27 agosto 2015, Fenerbahçe 3-0 Atromitos (ritorno playoff EL);
  • 1° dicembre 2010, Atletico Madrid 2-3 Aris (5° giornata gironi EL);
  • 3 dicembre 2009, Galatasaray 1-0 Panathinaikos (5° giornata gironi EL);
  • 28 luglio 2009, Sparta Praga 3-1 Panathinaikos (andata 3° turno CL).

Aris coriaceo che sta sorprendendo

Il nome Aris viene dal Dio greco della guerra e, vedendo l’inizio di questa stagione, non avevamo proprio dubbi.

Ci spieghiamo meglio.
Debutto in campionato col Lamia in casa: in svantaggio per 0-1 fino al 72′, poi tre reti che ribaltano la situazione e che fanno vincere la partita all’Aris per 3-1.
La cocente eliminazione dall’Europa League dagli ucraini del Kolos Kovalivka e nel giro di quattro giorni viene esonerato l’allenatore tedesco Michael Oenning e si dimette il ds Angelos Charisteas.

Tutti ci aspettavamo un calo… e invece no!

Nelle sei partite successive con Akis Mantzios in panchina: un pareggio contro il Pas Giannina e cinque vittorie, tutte per 1-0! Si tratta della migliore partenza nella storia dell’Aris, con sei vittorie e un pareggio nelle prime sette partite.

Con i dati Opta analizzati da Sport 24, vediamo anche nei numeri un miglioramento notevole in difesa:

  • 5 clean sheet in stagione (2° dietro all’Olympiakos);
  • 1.9 tiri in porta subiti/partita (1° in classifica);
  • I portieri Boucher (2/2 interventi) e Siampanis (6/6 interventi) sono imbattuti;
  • Il mediano australiano James Jeggo ha 2.77 interventi riusciti/partita (1° in classifica).

L’unico vero difetto è l’attacco: le 10 reti segnate in 7 partite (con 3 rigori realizzati) sono relativamente poche e sarà un punto in cui servirà ancora tanto lavoro.

La probabile formazione

L’Aris non vince in casa contro l’Olympiakos dal lontano 2010. Ha la consapevolezza di essere in forma e si rende conto che questa può essere una grande opportunità di passare in testa da solo.

Il portiere Julian Cuesta torna tra i convocati, ma il tecnico Akis Mantzios continuerà a dare fiducia a Marios Siampanis, che ha tenuto la porta inviolata nelle ultime due partite. In difesa, nonostante il ritorno di capitan Delizisis, sembra confermato il quartetto: Sundgren a destra, tandem centrale con Rose e Benalouane (ex Cesena, Parma, Atalanta) e Sakic occuperà l’out mancino. In mediana ballottaggio tra Matilla e Sasha (70%-30%) per affiancare James Jeggo, come anche tra Mancini e Bertoglio (60%-40%) per un posto dietro all’unica punta Manos. Gli esterni saranno Mateo Garcia e Bruno Gama, nel 4-2-3-1 di Mantzios.

Olympiakos, l’importanza di avere Sá e il ritorno di El Arabi

Il portiere portoghese è il vero protagonista di questo inizio di campionato per la squadra di Pedro Martins. Basti pensare che nell’unica partita in cui non ha giocato, l’Olympiakos ha subito una rete. In tutte le altre sei, con José Sá in porta, zero reti subite.

Ed è un dato eccezionale se andiamo ad analizzare i numeri di queste prestazioni. Sempre con l’aiuto di Opta e di Sport 24, possiamo vedere che l’Olympiakos ha subito ben 8.3 tiri in porta/partita in questo campionato, mentre nella scorsa regular season la media era di 6.6.

Dall’estate del 2019 fino ad oggi i dati di Sá sono pazzeschi:

  • Ha subito 6.6 reti di meno rispetto agli expected goals. Per dirla meglio, il portiere portoghese avrebbe dovuto subire circa 16 reti in totale, visti i tiri in porta subiti, ma ne subiti 10 in realtà. Significa che ha salvato il 38% (6 su 16) delle reti che avrebbe dovuto subire, un numero significativo.
  • La percentuale delle parate sui tiri calciati dall’interno dell’area è del 79%. Zivkovic (PAOK) ha il 64%, Dioudis (Panathinaikos) il 63% e Tsintotas (AEK) il 53%.
  • La percentuale delle parate sui tiri totali in porta è del 91%. Zivkovic (PAOK) ha il 75%, Dioudis (Panathinaikos) il 73% e Tsintotas (AEK) il 72%. Significa che ogni volta che un avversario di Sá calcia in porta, 9 volte su 10 il portoghese respinge il pallone.

Quindi è presto spiegato il fortino dell’Olympiakos. A cui si aggiungono anche il rientrante Holebas e… Youssef El Arabi!

Come ha descritto il sito vicino agli Erithrolefkoi To10.gr, il rientro della punta è avvenuto dopo un lungo scambio di documenti tra la società greca e la Federcalcio marocchina, con le due parti che hanno affittato un aereo privato per il trasporto del giocatore da Yaoundè (Camerun) fino in Grecia.

La probabile formazione

Avendo anche la Champions League martedì prossimo al Vélodrome, Pedro Martins deve gestire bene la rosa e i rientri, col tecnico lusitano che tornerà al 4-3-3. Holebas tornerà sulla fascia sinistra di difesa ed El Arabi sarà la punta: entrambi devono riprendere il ritmo partita e quasi sicuramente non giocheranno per tutti i 90′.

Rafinha, dopo aver stretto i denti per giocare contro il City, sarà in panchina quindi il terzino destro sarà Mohamed Dräger. Al centro della difesa, davanti al confermatissimo portiere Sá, il tandem difensivo sarà formato da Semedo e uno tra Ba e Cissé. A centrocampo potrebbe tornare il terzetto Camara-Bouchalakis-M’Vila: in caso di turnover, il francese ex Inter potrebbe riposare per fare spazio a Pêpê. Ai lati dell’attacco, con Randjelovic ancora positivo al Covid, Masouras e Fortounis, con l’ultimo che viene da un periodo in cui ha sempre giocato ad alte intensità tra Olympiakos e Nazionale.

Nella partita di oggi potrebbe anche debuttare il portoghese Tiago Silva (trequartista/esterno sinistro d’attacco, ex Nottingham Forest) mentre ci sarà un’opportunità anche per Marios Vrousai. Non è da escludere anche una possibile titolarità per l’ala ex Willem II.

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Mark Clattenburg è il nuovo presidente degli arbitri greci

Mark Clattenburg, uno degli arbitri europei più conosciuti e affermati negli ultimi anni, è stato nominato presidente del Comitato Centrale degli arbitri greci (KED), andando a sostituire il portoghese Vitor Melo Pereira.

La decisione è stata presa dai rappresentanti di Olympiacos, PAOK, AEK e Panathinaikos, i quali hanno votato in modo anonimo per eleggere il nuovo presidente degli arbitri.

Dopo le voci circolate già da luglio, lo scorso 5 agosto, in presenza di Vangelis Grammenos e Leonidas Boutsikaris, rispettivamente presidente dell’EPO e presidente della Super League, Clattenburg ha firmato un contratto biennale, garantendosi la possibilità di scegliere il proprio team di lavoro, che include anche un addetto VAR. Alla riunione hanno anche partecipato, in videoconferenza, il presidente FIFA delle federazioni calcistiche europee Nondar Akhalkatsi, il National association director della UEFA Lakovic, l’Head of National Associations Governance & Global Institutions at UEFA Luca Nicola, il capo del dipartimento delle federazioni nazionali Marios Georgiou, nonché l’esperto indipendente della FIFA/UEFA, Petr Fusek. Metà del suo stipendio sarà pagato dalla FIFA e UEFA.

La grande innovazione portata da Clattenburg è di natura comunicativa: dopo ogni giornata, con un video su YouTube, lo stesso ex arbitro spiega le azioni dubbie con le voci in tempo reale tra VAR e arbitro e le varie inquadrature che hanno nella sala VAR. Un’operazione di trasparenza per il nuovo presidente della KED che non ha problemi nel dire anche quando la decisione non è corretta.

Se siete curiosi di guardare queste particolari moviole, il canale Hellenic Football Family ha la prima, la seconda e la terza giornata di Super League 1.

Per l’ex fischietto inglese non si tratta della prima esperienza arbitrale all’estero: nel febbraio 2017 era stato appuntato come presidente del comitato arbitri dell’Arabia Saudita, prendendo il posto del suo ex collega Howard Webb, con l’intenzione di contribuire a professionalizzare gli standard arbitrali nei campionati nazionali del paese. Ma la mancanza di progressi e le critiche espresse da parte dei suoi funzionari spinsero la Federazione calcistica nazionale a sollevarlo dall’incarico nell’ottobre 2018. Con uno stipendio di £325.000 all’anno, la sua avventura in Arabia terminò nell’ottobre 2018, dopo 18 mesi.

Dopo l’esperienza da dirigente in Arabia, questa estate la voglia di tornare in campo ha prevalso anche sulla sua età (45 anni), spingendolo fino in Cina, tentando di tornare a ricoprire il ruolo di arbitro effettivo. Tuttavia, a causa delle restrizioni del governo cinese sui visti per i cittadini stranieri, non è stato in grado di tornare in campo da arbitro.

Subito dopo aver realizzato l’impossibilità di tornare ad arbitrare, è stato intervistato dal quotidiano britannico Sportsmail, dichiarando:

E’ il momento giusto per ritirarmi dall’arbitraggio. A 45 anni diventa una sfida diversa a livello mentale. Ora voglio iniziare a guardare all’ambito educativo e gestionale dell’arbitraggio. Ho avuto una carriera meravigliosa e voglio rimettere a posto la mia esperienza piuttosto che andarmene.

Iniziò ad arbitrare nel 1999 nella National League e, dopo cinque anni di gavetta nelle serie minori, nel 2004 esordisce in Premier League. Arbitrerà nella massima serie inglese ininterrottamente per ben tredici anni, arbitrando oltre 200 partite. Dopo solo due anni, grazie a numerose prestazioni degne di nota, viene nominato arbitro internazionale e dirige così la sua prima partita, un’amichevole tra Australia e Ghana. Dal 2008 al 2017 ha arbitrato qualsiasi tipo di competizione europea, sia per club che per nazionali, partendo dalla ex Coppa UEFA, passando per Champions ed Europa League fino ad arrivare agli Europei e ai Mondiali. Nominato miglior arbitro mondiale nel 2016, è indubbiamente uno dei profili migliori per tentare di risollevare gli standard qualitativi degli arbitri greci: un compito arduo, aggravato dagli episodi di violenza fisica ai danni dei fischietti ellenici e da un ambiente che nutre molta diffidenza nel KED.

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