Il Panathinaikos tra nuovi possibili acquirenti e la stagione che verrà

Come vi avevamo già annunciato un mese fa, il tecnico romeno László Bölöni è stato esonerato dal presidente biancoverde Alafouzos in seguito alla sconfitta contro l’AEK Atene, la quale ha sancito la matematica esclusione del Panathinaikos da un posto in Europa la prossima stagione. Bölöni, chiamato a metà ottobre per rimpiazzare lo spagnolo Poyatos, nella prima parte della passata stagione aveva indubbiamente apportato un modello di gioco solido che faceva particolare leva sulla fase difensiva, permettendo al Pao di posizionarsi tra le prime sei classificate. Tuttavia, con l’inizio dei playoff, la disposizione difensiva della squadra non ha dato i frutti sperati: in otto partite è arrivata soltanto una vittoria, bottino insufficiente per strappare il pass europeo. La dottrina di gioco di Bölöni, in un periodo di tempo ristretto e denso di partite come quello dei playoff, si è dimostrato controproducente; affrontare le migliori cinque squadre del campionato più volte in un mese schierando una squadra troppo attendista e poco propositiva è stato un suicidio tattico. Dopo alcuni giorni di riflessione, la dirigenza ha individuato il nuovo allenatore: si tratta di Ivan Jovanović, tecnico serbo con alle spalle una lunga esperienza in Grecia, sia da calciatore che da allenatore.

Jovanović sarà il quarto allenatore (dopo Jesualdo Ferreira, Stramaccioni e Ouzounidis) della gestione Alafouzos ad avere pieni poteri per le questioni di maggior rilevanza, avendo per esempio l’ultima parola sui trasferimenti. Una decisione che arriva in concomitanza con la scadenza del contratto di Pierre Dréossi, attuale direttore tecnico dei tryfilli che non rientra più nei piani societari biancoverdi e che farà le valige in estate. Il nuovo tecnico assumerà quindi le vesti del cosiddetto “manager all’inglese”, risparmiando alla società l’onere di ingaggiare un nuovo direttore sportivo.

L’organigramma societario viene ampliato ulteriormente. Con la sempre più celere diffusione dei mezzi tecnologici all’interno del mondo del calcio è evidente come, specialmente negli ultimi anni, i club abbiano investito non solo nei calciatori, ma anche in figure specializzate al di fuori (nemmeno troppo) del rettangolo di gioco per stare al passo con i tempi. Il Panathinaikos non fa eccezione: i tryfilli hanno ingaggiato Giorgos Martakos, ex capo del dipartimento di analisi dell’Olympiakos nonché uno dei migliori match-analyst in circolazione in Grecia, che ha lavorato per 8 anni con i kokkini, da cui si è svincolato a gennaio di quest’anno.

Per i prasinoi il mercato non è ancora entrato nel vivo: come da consuetudine di questo periodo sono moltissime le voci di ipotetici trasferimenti e cessioni, ma non c’è ancora nulla di ufficiale né in entrata né in uscita. Per quanto riguarda la rosa attuale, si era creato un alone di mistero attorno al futuro di Federico Macheda, alcune voci reputavano probabile un suo addio ma la società ha ribadito come non ci sia alcuna intenzione di “divorziare” e ha affermato come il calciatore, che aveva rinnovato il suo contratto lo scorso settembre fino all’estate 2023, rientri nei piani del nuovo allenatore.

Ma l’aspetto che desta più interesse per i tifosi del Pana è l’interessamento all’acquisizione del club da parte di una cordata imprenditoriale statunitense, capitanata da Marko Drakotos. Se ne parla già da un mese, sembra una pista concreta ma i tempi sono lunghi e nelle ultime due settimane non è emerso nulla di rilevante. Presidente della Camera di commercio ellenico-americana e avvocato newyorkese di origini greche, Drakotos ha espresso la volontà di acquistare le quote di maggioranza del club in una lettera aperta indirizzata ai tifosi del Panathinaikos, pubblicata sul The National Herald:

“Non c’è nessun altro grande club…” questo è il Panathinaikos, il club più grande e glorioso della Grecia con oltre 1500 titoli dalla sua nascita. (Il Panathinaikos) È Wembley, la finale intercontinentale, le grandi partite in Europa, il 4-0 sull’Olympiakos nella finale di Coppa di Grecia 1986, le sei partite europee di basket, il gol di Warzycha ad Amsterdam, lo stop di Vranković a Parigi, l’abbraccio tra Diamantidis e Obradović a Barcellona (in occasione della vittoria della sesta Eurolega, ndr), ​​i suoi milioni di amici in tutto il mondo e altri che non possono essere raccontati in un messaggio di testo.
 
Negli ultimi anni la sezione calcistica ha attraversato una profonda crisi.  Il club era ad un passo dalla retrocessione ed è rimasto nel campionato (Super League 1, ndr) a causa di un cambiamento nelle regole di licenza, mentre è stato bandito dalle competizioni europee per tre anni a causa dei debiti. Quest’anno, purtroppo, sono passati undici anni dalla vittoria dell’ultimo campionato e dalla partecipazione ai gironi di Champions League e sette anni dalla conquista dell’ultimo trofeo. Fino a pochi giorni fa, la squadra ha dovuto lottare duramente per assicurarsi un posto nel… quartetto (le prime quattro squadre in classifica, ndr)! Situazioni che qualche anno fa sarebbero state impensabili per il nostro club.
 
E, peggio ancora, non ci sono prospettive di ripresa della concorrenza nel prossimo futuro.  Questa crisi in corso è ormai diventata una situazione permanente che sta riducendo il club di giorno in giorno e non solo lo priva dell’opportunità di vincere titoli, ma anche di attirare nuovi fan e sostenitori.  Le condizioni odierne non riflettono in alcun modo la visione che aveva il grande George Kalafatis quando fondò il Panathinaikos Athletic Club.
 
L’inerzia, la timidezza e l’accettazione fatalistica della situazione attuale porteranno la nostra squadra, con precisione matematica, a cadere completamente nel discredito. Coloro che sono interessati al futuro di questo storico club devono unirsi e agire per assumersi la responsabilità del suo ripristino. Per i momenti unici e speciali che ci ha regalato, le gioie, le emozioni, i viaggi, la storia e l’eredità che porta sulle spalle.  Nonostante tutto questo, abbiamo deciso di mostrare il nostro interesse per la pratica perché vogliamo rimanere fedeli ai principi e ai valori con cui siamo stati cresciuti ​​come Panathinaikos, perché ricambiamo ciò che ci ha dato e lo vogliamo fare di nuovo alla grande, in modo che molte altre generazioni di persone orgogliose seguiranno. 
 
Da parte nostra vogliamo essere assolutamente chiari in tutte le direzioni: l’obiettivo di questa iniziativa è che il Panathinaikos torni ai vertici del campionato greco e allo stesso tempo torni ad essere competitivo ai massimi livelli europei.
 
Questa iniziativa si basa su un amore puro e disinteressato per il club più grande del paese e sul desiderio di tornare gradualmente ai vertici. L’iniziativa è sostenuta da un gruppo di imprenditori che hanno la volontà e la capacità finanziaria per investire nel gruppo. Qualche mese fa, Ioannis Alafouzos ha accettato una proposta iniziale molto allettante ed equa che potrebbe essere la base per ulteriori discussioni, a condizione che abbia davvero intenzione di trasferire le sue azioni e, in una prima fase, inviare i dati finanziari della società.
 
La nostra intenzione è di procedere con la massima serietà e responsabilità, nel rispetto della storia del club e del suo mondo. Ecco perché insistiamo sugli aspetti finanziari. A tal proposito, dopo aver raccolto per la prima volta informazioni sullo stato del club, intendiamo passare ad una seconda fase, che consiste nell’affidamento diretto di revisori dei conti di posizione riconosciuta ad una società estera, per un audit completo delle informazioni finanziarie del team, in modo da inviare la proposta finale al nostro Club.
 
Chiediamo a tutto il popolo del Panathinaikos di sostenere questa iniziativa. Siamo tutti stanchi della situazione attuale. La tristezza iniziale si è trasformata in rabbia e risentimento, finendo nell’indifferenza. Le nostre domeniche non sono più interessanti.  Sono tanti i tifosi del Panathinaikos che oggi non vedono le partite della squadra perché non hanno nulla di cui preoccuparsi o da aspettarsi. Tuttavia, non possiamo scendere a compromessi su questo. Dobbiamo dare al Panathinaikos l’opportunità di trasmettere il proprio orgoglio ai propri figli non solo attraverso flashback storici, ma anche attraverso successi moderni, al fine di riempire di nuovo le scuole e i quartieri di tutta la Grecia con le maglie verdi. Il club ha un grande potenziale e può fare molto di più.
 
Amici del Panathinaikos,
 
Sarebbe un grande onore per noi assumere la direzione del Panathinaikos e lavorare sodo per portare alla squadra l’amore, il rispetto e la passione necessari per tornare ai vertici. Vi dicono da tanti anni che non c’è alternativa. Ora sapete che non è così. Esiste una soluzione alternativa e affidabile. Siamo qui.
 
Markos L. Drakotos.

Qualche giorno dopo la pubblicazione della lettera, Drakotos è stato intervistato dal giornalista Aris Gatas su ERT:

Grazie per avermi dato l’opportunità di rivolgermi ai sostenitori del Panathinaikos. Stiamo esaminando la possibilità di acquistare la squadra da un po’ di tempo, sulla base di quanto dichiarato pubblicamente da Mr. Alafouzos e abbiamo un forte interesse ad aiutare a cambiare la direzione della società poiché ha dovuto affrontare alcuni problemi nel corso degli anni. Tuttavia, dobbiamo trasformare radicalmente il funzionamento del club, che è stato problematico negli ultimi anni. Porremo le basi per creare le condizioni di una graduale ripresa e tornare sulla strada vincente. La squadra ha bisogno di stabilità. Negli ultimi otto anni, la squadra ha avuto circa 12 diversi allenatori e nove diversi direttori sportivi. Sebbene il denaro sia importante, non è il fattore più importante. Il signor Alafouzos si prende il merito. Ha investito una grande quantità di denaro nella squadra, tuttavia, i soldi non sembrano essere stati spesi saggiamente come mostrano i risultati. Nonostante il suo attuale budget ridotto, il Panathinaikos può essere più competitivo, semplicemente investendo in persone che conoscono il gioco e le competenze necessarie per competere ad un livello molto alto, portando la squadra nella stabilità di cui ha bisogno”.

Riguardo le prossime mosse:

Mi auguro che il nostro interesse per la squadra non sia diventato pubblico, per rispetto dell’attuale proprietario e della squadra. Sfortunatamente, i nostri prossimi passi dipendono completamente dal signor Alafouzos e dal fatto che abbia davvero interesse a vendere la squadra. Se lo farà, siamo in grado di analizzare il possibile acquisto della società. Vorrei anche sottolineare che mi impegno a rispettare la storia della squadra, dei suoi giocatori, allenatori, delle loro famiglie e degli orgogliosi sostenitori del club. Tuttavia, dobbiamo ricevere i dati finanziari attuali della squadra per pianificare i nostri prossimi passi e procedere con una proposta concreta, che costituirà la base per ulteriori discussioni e questo mi porterà ad Atene.

Riguardo la sua proposta: 

Le nostre conversazioni con il signor Alafouzos sono state estremamente limitate. Avevamo l’impressione che volesse vendere, ci siamo rivolti a lui, ci ha chiesto di dargli alcune informazioni certe che gli abbiamo fornito, ogni volta che siamo arrivati a un punto particolare non è servito a nulla. Abbiamo già organizzato l’aspetto finanziario della società. 

Riguardo la sua passione per il Panathinaikos: 

Quando avevo 8-10 anni mio nonno era morto e il mio prozio, suo fratello, quando andai in Grecia quell’estate mi portò alla mia prima partita e disse: “Questa è la nostra squadra”. Sin da allora è stata la mia squadra e parte della mia vita. Sia che si realizzi e accada, sia che non accada, supporterò sempre la squadra, il proprietario e chiunque giochi nella squadra.

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PAOK: via García, è ufficiale il ritorno di Lucescu

La situazione sulle panchine della Super League 1 è incandescente, ed il valzer degli allenatori diventa il protagonista assoluto del calciomercato greco. Di fronte al cambio di allenatore da parte dell’AEK e del Panathinaikos si muove anche il PAOK, che dopo la vittoria della Kypello Elladas esonera Pablo García, richiamando al suo posto Răzvan Lucescu.

García, un fardello pesante ma l’onore è più che salvo

García aveva ereditato, a ottobre dello scorso anno, una squadra reduce da una scottante eliminazione dalla fase preliminare di Champions League appena un mese prima. Come alcuni di voi ricorderanno, la doppia sconfitta contro i russi del Krasnodar aveva decretato l’eliminazione dei bianconeri dai preliminari per la terza volta negli ultimi nove anni. L’amara delusione provocata dalla mancata qualificazione ai gironi della massima competizione europea è una componente non irrilevante ai fini del morale della squadra e della società nel suo complesso: la squadra di Salonicco, nella sua storia, non si è mai qualificata alla fase a gironi della Champions League.

Un altro aspetto fondamentale della disamina attinente alla stagione del PAOK, conclusa da poco, è che dopo l’esonero di Abel Ferreira il patron Savvidis ha deciso di puntare appunto su Pablo García, che fino a quel momento aveva allenato per quattro anni la primavera dei dikefalos (under 19), vincendo due campionati e restando imbattuto per ben 78 partite. A parte i quattro anni con la primavera – che certamente sono importanti e che rappresentano la cosiddetta “gavetta”, fondamentale nel percorso di ogni allenatore – il tecnico spagnolo tuttavia non aveva mai allenato una squadra “maggiore” prima di allora. Senza tirarsi indietro ha accettato l’incarico.

Dal giorno dell’insediamento di García in panchina erano già passate sette giornate di campionato e, inoltre, lo spagnolo non conosceva a fondo la rosa con cui ha avuto poco tempo per entrare in sintonia. Insomma, i tifosi bianconeri hanno davvero poco da rimproverargli. Oltre ad essere considerato da tutti come una bandiera del club, García ha concluso una stagione difficile, blindando comunque il secondo posto e riuscendo anche a vincere la Kypello Elladas.

Lucescu, il ritorno di fiamma

Il mondo, come il pallone, è rotondo. Perciò, prima o poi, tutto torna. Răzvan Lucescu, l’allenatore più vincente nella storia moderna del PAOK, a 667 giorni (poco meno di due anni, ndr) di distanza dall’ultima volta torna a Salonicco. Nell’ultima avventura con i dikefalos, durata dal 2017 fino al 2019, il tecnico romeno riuscì a vincere due Kypello Elladas e un campionato. Il campionato vide il PAOK arrivare primo a 80 punti senza aver perso mai una partita. L’unica squadra in Grecia che riuscì a vincere il campionato senza mai perdere fu il Panathinaikos, nella stagione 1963-1964. E se questa importante statistica non dovesse bastare per impressionarvi, vale la pena ricordare che ai bianconeri il titolo mancava da ben 34 anni.

Poi, nell’estate 2019, qualcosa va storto tra Lucescu e Savvidis: le strade si dividono, il romeno firma per l’Al-Hilal. In molti pensarono a una frattura legata all’aspetto economico, l’idea che prese maggiormente quota era quella secondo cui Lucescu avesse lasciato il PAOK dopo i meritati successi per andare a rincorrere il dio denaro in Arabia Saudita. Ma, come annunciato pubblicamente dallo stesso Lucescu qualche tempo fa nel suo paese natio attraverso un’intervista, ci furono dei diverbi su alcune vedute differenti in merito alla squadra, non correlati a motivi finanziari. Un “arrivederci” consensuale, entrambe le parti hanno lasciato le proprie porte aperte per un eventuale ritorno futuro. E così è stato: Lucescu firma un contratto triennale da 1.7 milioni di € a stagione, diventando l’allenatore più pagato nella storia del PAOK.

Il tecnico romeno è arrivato nella giornata di mercoledì 2 giugno a Salonicco per iniziare ufficialmente la nuova avventura con il PAOK. Nonostante fosse stato annunciato dai bianconeri circa una settimana fa, solo da qualche giorno è atterrato a Salonicco per assumere la guida tecnica dei dikefalos e iniziare a pianificare la stagione che verrà. I suoi collaboratori sono già stati annunciati e giovedì 3 è stato presentato ufficialmente attraverso una conferenza stampa nella Toumpa Press Room, durante la quale ha risposto alle domande dei giornalisti che, a causa delle restrizioni sanitarie, non sono potuti essere presenti fisicamente ma hanno comunque potuto partecipare digitalmente via Zoom.

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Milojević e Mitoglou, l’AEK inizia a rinnovare

Vladan Milojević è il nuovo allenatore dell’AEK. Il club ateniese ha finalizzato l’accordo nella giornata di mercoledì 26 maggio, sciogliendo gli ultimi dubbi e ufficializzando un contratto di durata biennale.

La società giallonera ha avuto per lungo tempo Vladan Milojević al centro della sua attenzione: l’allenatore serbo è stato la prima scelta del patron Dimitris Melissanidis dopo l’esonero di Manolo Jiménez. L’AEK, attraverso un comunicato ufficiale, ha annunciato la fine della collaborazione con l’allenatore sivigliano, che era stato richiamato per la quarta volta a dicembre 2020: la risoluzione del contratto di Jiménez dimostra che la popolarità dell’allenatore spagnolo nell’ambiente giallonero sia stata utilizzata per acquietare i tifosi e per concludere una stagione al di sotto delle aspettative a fronte di una gestione, almeno finora, mal organizzata. Arrivati a questo punto è razionale e corretto pensare che Manolo abbia assunto le vesti del traghettatore; i quadri societari, quando sei mesi fa richiamarono Jiménez, spararono le ultime cartucce con la speranza di riuscire a ottenere qualcosa in più di quanto lo spagnolo non avesse già ottenuto in passato. Ma, dopo la pesante sconfitta per 5-1 contro l’Olympiakos ad aprile, Melissanidis aveva promesso cambiamenti radicali in estate. L’ingaggio di Milojević e l’acquisto di Mitoglou (di cui vi parleremo tra poco) sembrano essere i primi atti del promesso cambiamento. Noi comunque vi avevamo già parlato di questa situazione, esprimendo la nostra opinione a riguardo.

Il tecnico 51enne, che nelle scorse settimane era stato associato anche al Panathinaikos, porterà con sé quattro persone. Il suo assistente dovrebbe essere il 51enne Darko Tešović, che è stato il “braccio destro” dell’allenatore serbo al Panionios dal 2016 al 2018. Poi le loro strade si sono separate poiché Tešović, che possiede anche la licenza UEFA Pro, ha allenato quattro diverse squadre dall’estate del 2017 fino a novembre 2018. Oltre Tešović, è molto probabile che Milojević porti anche due collaboratori: Ivan Vucetic, fisioterapista che collabora con il tecnico serbo dal 2018, e Marko Stojanović, che ha già seguito l’allenatore nella sua esperienza all’Al Ahly. Nello staff del nuovo allenatore dell’Enosis c’è anche il 33enne Nemanja Milinčić, match analyst che ha lavorato per un anno nella Nazionale serba per poi passare alla Stella Rossa e all’Al Ahli, sempre al fianco di Milojević.

Un aspetto fondamentale della figura di Vladan Milojević è che parla un ottimo greco, in virtù delle sue molteplici esperienze da calciatore in Grecia: con l’eccezione dei suoi primi passi calcistici mossi a Radnicki e poco tempo dopo alla Stella Rossa, Milojević è diventato un residente permanente in Grecia, poiché dall’età di 23 anni ha militato in diverse squadre greche, tra cui PAS Ioannina, Kalamata, Panathinaikos, Iraklis e Akratitos.

Nella sua carriera da allenatore, Vladan Milojević finora si è affidato principalmente al 4-2-3-1. In Grecia hanno imparato a conoscere questo sistema di gioco da quando l’ex Stella Rossa allenava il Panionios, portandolo al 4° posto nella stagione 2016-17. Con gli istorikos in 39 partite, ha ottenuto 17 vittorie, 9 pareggi e 13 sconfitte, con una media di 1,5 punti e una media di 1,11 gol.  La tappa successiva nella carriera da allenatore di Milojević è la Stella Rossa in Serbia, dove il tecnico 51enne ha lavorato principalmente sul 4-2-3-1, vincendo il campionato per due anni di fila e riuscendo a guadagnare la nomina di allenatore serbo dell’anno, oltre ad aver portato la squadra ai gironi di Champions League collezionando ottime prestazioni. Dopo l’avventura in Serbia ha accettato la chiamata dell’Al-Ahli, squadra saudita con sede a Gedda, firmando un contratto di un anno e mezzo, periodo durante il quale non è riuscito a imprimere i suoi dettami calcistici, complici anche problemi finanziari da parte del club, il quale è stato accusato dal tecnico serbo di non avergli retribuito tre mensilità.

In aggiunta all’ingaggio del nuovo allenatore, l’AEK ha anche ufficializzato il primo calciatore acquistato del mercato estivo. Si tratta di Gerasimos Mitoglou, difensore centrale 21enne che arriva dal Volos dove, in due stagioni, ha raccolto 30 partite tra campionato e coppa e 3 goal. L’ottima impressione che ha lasciato a Volos, la sua giovane età e la sua forza fisica lo hanno reso un perfetto candidato per il reparto arretrato dei kitrinomavroi, che ha bisogno di nuovi innesti per allungare e ringiovanire la linea difensiva. Mitoglou firma un contratto quadriennale con i gialloneri e si unirà alla preparazione precampionato dell’AEK; Milojević allora giudicherà la sua possibile permanenza in squadra. Pertanto, c’è la possibilità che Mitoglou giocherà da qualche parte in prestito la prossima stagione, senza escludere la possibilità di tornare a Volos.

L’annuncio del Volos:

“PAE Volos annuncia di aver raggiunto un accordo con PAE AEK per il trasferimento di Gerasimos Mitoglou.
Il PAE Volos ringrazia Gerasimos Mitoglou per ciò che ha offerto alla squadra durante il periodo in cui ha indossato la nostra maglia e gli augura ogni successo per il proseguimento della sua carriera.
Tutti noi di PAE Volos siamo sicuri che la carriera di Simos continuerà la sua corsa verso l’alto, rendendoci tutti orgogliosi.
Simo, grazie. “

Dopo il completamento del suo trasferimento all’AEK, anche Mitoglou ha rilasciato la seguente dichiarazione:

“Con il mio trasferimento all’AEK, un ciclo della mia vita calcistica si è concluso. Volos sarà sempre nel mio cuore e nella mia mente. Ringrazio il presidente Achilleas Beos che ha creduto in me e mi ha dato l’opportunità di vivere tutti i bei momenti da calciatore del Volos. Grazie a tutti i miei allenatori per la loro guida. Ringrazio tutti i miei compagni di squadra per il loro aiuto dentro e fuori dal campo.
E ovviamente ringrazio tutti i membri della famiglia Volos con cui ho collaborato in tutti questi anni e che mi hanno aiutato nella mia crescita sia come calciatore che come persona”.

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Tasos Douvikas è un nuovo calciatore dell’Utrecht

Douvikas

Nella giornata di ieri è stato reso noto uno dei primissimi trasferimenti che, ufficialmente, avrà luogo nella prossima sessione di calciomercato estiva. Si tratta di Anastasios Douvikas, centravanti classe ’99 formatosi nelle giovanili dell’Asteras Tripoli ed in forza al Volos, che si legherà a partire da luglio alla società olandese dell’Utrecht firmando un contratto quadriennale. Sebbene Achilleas Beos, patron della società tessala, avesse un accordo informale con il presidente del PAOK Savvidis per il trasferimento di Douvikas ai bianconeri di Salonicco, la volontà del calciatore di trasferirsi all’estero è stata determinante ai fini della trattativa.

Originario di Tripoli, ha militato per due anni nel settore giovanile dell’Asteras, per poi essere convocato in prima squadra nell’estate 2017. Con gli arkádes rimane per tre stagioni, durante le quali non riesce a esprimersi al meglio: non è titolare e quando subentra a partita in corso fa fatica a lasciare il segno. La scorsa estate il Volos, approfittando del contratto in scadenza, lo ingaggia a parametro zero. Il suo nuovo tecnico, lo spagnolo López, ripone in fiducia in Tasos, schierandolo quasi sempre dal primo minuto. La fiducia è ripagata, Douvikas diventa rigorista (infallibile) e riesce a mettere a segno 13 reti e 3 assist in 30 partite tra campionato e coppa.

Senza false modestie, noi de Il Calcio Greco ci avevamo visto lungo su di lui. Nel lontano novembre 2018 gli avevamo dedicato un articolo intero per la rubrica Ελληνικά ταλέντα, che trovate qui. Forza fisica, caparbietà, dinamismo e senso del goal gli hanno permesso di farsi notare all’estero già anni fa, adesso è arrivata la conferma che lascerà la Super League per cercare di migliorarsi ancora in Eredivisie.

Queste le sue dichiarazioni dopo aver firmato per l’Utrecht:

L’Utrecht ha iniziato a parlare con la mia squadra un mese o due mesi fa. È un onore per me essere qui e darò il 100% in ogni partita. Quello che mi piace di più è segnare goal e aiutare la mia squadra a vincere. All’inizio non conoscevo molto riguardo l’Utrecht, non guardavo molto il campionato olandese, ma avevo visto alcune partite di Ajax e Feyenoord. Non appena sono venuto a conoscenza dell’interesse dell’Utrecht, ho dato uno sguardo più attento al club. Sono un giocatore che lavora sodo e penso di trovarmi perfettamente in sintonia con la squadra. Molte squadre erano interessate a me, ma ho avuto il giusto sentimento per l’Utrecht. Secondo me è lo step successivo perfetto per la mia carriera. Ho parlato con Pavlidis e Giakoumakis, che sono due ottimi professionisti e con i quali gioco insieme in Nazionale. Mi hanno parlato un gran bene del campionato. Dal primo istante i miei agenti hanno speso belle parole per il club, ed io li credo. Lo stile offensivo della squadra mi si addice, sono molto emozionato. La squadra ha dei tifosi fanatici e non vedo l’ora di indossare la maglia del club ed incontrarli.

Ad annunciare l’ufficialità del trasferimento è il Volos, attraverso un comunicato stampa:

PAE Volos annuncia che ha raggiunto un accordo per il trasferimento di Tasos Douvikas agli olandesi dell’Utrecht, a partire dal 1 luglio di questa estate. La volontà del PAE Volos era quella di trasferire Anastasios Douvikas al PAOK, tuttavia abbiamo dovuto accettare il desiderio del giocatore di giocare all’estero. Gli auguriamo ogni successo e siamo sicuri che da oggi, per Tasos Douvikas, la strada è spianata per una brillante carriera e per il suo inserimento nell’élite del calcio europeo. Tasos, ti ringraziamo per i bei momenti che ci hai regalato.

Nella giornata di venerdì 23 aprile, anche il direttore tecnico dell’Utrecht, Jordy Zuidam, ha lasciato una sua dichiarazione: 

Anastasios ha una mentalità eccellente. Impressiona tutti con la sua passione per il lavoro e la forza e l’energia che mette nel suo lavoro. È un giocatore con molte potenzialità ed è molto preciso nelle azioni. Il fatto che abbia già giocato un’ottima stagione in Grecia all’età di 21 anni e abbia debuttato con la nazionale greca, conferma tutto questo. Siamo felici che abbia scelto Utrecht come passo successivo della sua carriera, vediamo un futuro radioso con lui in squadra.

Per quanto riguarda le cifre del trasferimento, la società olandese ha versato nelle casse del Volos circa 1.000.000€, somma che dovrà essere divisa in parte anche con l’Asteras Tripoli, che aveva mantenuto sul cartellino del calciatore una percentuale sulla futura vendita.

La meravigliosa storia del Museo del Platanias raccontata dal suo giovane fondatore

«Primo anno del Platanias in Super League nel 2012. Avevo 14 anni e ho amato questa squadra come nessun’altra. Pensa che prima ero un tifosissimo dell’Olympiakos: lascio alle spalle i vari Rivaldo, Galletti, Djordjevic e Nikopolidis per concentrarmi su una squadra che aveva appena cominciato la sua avventura nella massima serie».

Queste le prime parole di Giorgos Sapsakis, 23enne di Elafonissi (Chania, Creta), che ha voluto mettere in pratica un’idea fantastica: collezionare quanto più materiale possibile per conservare la memoria del Platanias nelle sei stagioni di fila in Super League – dal 2012-2013 al 2017-2018 – e non solo, come vedremo. Nonostante la squadra biancorossa attualmente si trovi in Gamma Ethnikì, la Serie D greca, Sapsakis continua nel suo prezioso operato, insieme all’aiuto del padre Alekos.

Α partire da una maglia che, a suo modo, ha fatto la storia: «La mia prima divisa è stata quella di Vasco Faísca (ex Vicenza e Padova tra le altre, ndr) dalla partita in cui aveva segnato il gol fantasma di testa che aveva permesso al Platanias di battere per 2-1 l’Aris nel 2014».

«A quei tempi andavo solo a prendere la maglietta dai giocatori, senza un progetto dietro. Gradualmente, accumulando materiale mi sono chiesto cosa avrei potuto fare. Così ho pensato di organizzare qualcosa di strutturato, ossia il Museo del Platanias, a partire dalla stagione 2012-2013. La stessa società mi ha regalato una maglia personalizzata durante l’ultima stagione in Super League (2017-2018, ndr) ed eravamo in ottimi rapporti».

Cosa possiamo trovare nella tua collezione all’interno del Museo?

«Ho circa 320 maglie del Platanias, praticamente tutte quelle dal 2011-2012, la stagione della promozione in Super League, fino ad oggi. Adesso ho l’hobby di raccogliere le maglie dei giocatori che sono passati dal Platanias. I più generosi con me sono Giannis Zaradoukas e Thomas Nazlidis, attuale team manager dell’Aris, perché ho praticamente tutte le maglie della loro carriera. Un altro giocatore molto gentile è Kostas Mendrinos, con cui sono ancora in contatto. In totale, dal 2012 al 2015 avevo 28 maglie, nel 2016 circa 190 e ad oggi quasi 400 match worn. Infatti, non ho solo divise del Platanias, ma anche di tutte le squadre di Super League, di Samaris del Benfica e alcune della Nazionale, tra cui una di Karagounis di un’amichevole prima di Euro 2004».

Ovviamente non avrai solamente maglie…

«Αnche palloni, fasce da capitano, calzettoni e biglietti come quello della finale di Champions League tra Liverpool e Tottenham. Il 90% del materiale però è strettamente legato al Platanias. Il Museo è il primo dedicato ad una squadra greca che è stato fondato da una persona che non fa parte della società. Ηο visto che anche un altro ragazzo sta per organizzare qualcosa di simile per il Larissa e gli auguro buona fortuna».

In questo momento qual è il tuo obiettivo per il Museo?

«Completare la collezione del Platanias, raccogliendo tutto quello che è disponibile. Mi ha contattato quasi casualmente un portiere degli anni Ottanta-Novanta del Platanias e mi ha dato palloni, maglie, borsoni e scarpini da calcio di quegli anni. La stessa persona mi ha dato anche il pallone della finale di Coppa provinciale del 1990 tra Chania e Platanias, firmata dai capitani delle due squadre: per me è un reperto di grandissimo valore».

Cosa consiglieresti a chi vorrebbe intraprendere un’avventura come la tua?

«Bisogna munirsi di tanta pazienza e soprattutto si deve amare quello che si sta facendo. Senza la pazienza, il tempo e la voglia non si riuscirà mai ad organizzare questo. Ho così tanta voglia che se qualcuno mi dice che ha una maglia per il Museo a 500 km da me, partirei subito senza aspettare cinque giorni per la consegna. Non penso affatto all’aspetto economico perché è indescrivibile la mia felicità quando la gente viene a visitare il museo».

Come te la cavi con le poste, visto che ti trovi in un paesino su un’isola come Creta?

«E se ti dicessi che le poste greche funzionano perfettamente? Che le poste greche siano benedette (ride, ndr). Un paio di anni fa un giocatore presente nell’anno della promozione e nella prima stagione in Super League, Igor Mirčeta, mi ha mandato dalla Norvegia la maglia del 2011-2012. Ho una maglia della stagione 1979-1980 e una dal campionato 1990-1991, quando il Platanias militava nei dilettanti. Ovviamente sono presenti anche tre o quattro maglie di Giorgos Giakoumakis (attualmente capocannoniere in Eredivisie, ndr)».

Qual è stata la maglia più difficile che hai trovato per il tuo Museo?

«Cercavo da tempo una maglia della Nazionale greca, a parte quella di Karagounis che non me l’ha mandata lo stesso giocatore. Mando un messaggio su Instagram a Fanis Gekas, spiegandogli cosa fosse il Museo, confessandogli che sarei stato onorato di avere una sua maglia. E lui mi risponde “certamente”, però me l’hanno detto in tanti… Un paio di giorni dopo, però, Fanis mi manda la foto della maglia e vedo sorprendentemente che ha la patch di Euro 2008. Quando l’ho ricevuta è come se avessi avuto la maglia di Messi. Per me Gekas è molto importante per il calcio greco: terzo marcatore della storia della Nazionale (con 24 reti, ndr) e capocannoniere della Bundesliga col Bochum. Da lì in poi ho ricevuto la maglia della Nazionale di Anatolakis da un’amichevole contro la Croazia (marzo 1999, ndr) e un’altra senza nome di un’altra amichevole di una decina di anni fa. Pochi giorni fa mi ha scritto Giannis Zaradoukas dicendomi che mi avrebbe spedito la sua maglia del debutto da titolare in Nazionale contro Israele del 2011».

Gekas in posa con la maglia e la dedica per il Museo del Platanias.

«Un’altra maglia difficile, che è arrivata in condizioni migliori di quanto mi aspettassi, è stata quella del capitano dell’Apoel Nicosia Giorgos Merkis da una partita di Europa League. Visto che ho di tutto del campionato greco e soprattutto del Platanias, attualmente cerco una maglia della Champions League…».

Merkis dell’Apoel e Zaradoukas della Nazionale: altre due aggiunte per il Museo.

Ci puoi raccontare un aneddoto curioso su uno dei cimeli del tuo Museo?

Il giovane Sapsakis con Vlachodimos

«Viene Panagiotis Vlachodimos (ala classe ’91, fratello del portiere Odysseas, ndr) in prestito dall’Olympiakos per la seconda parte della stagione 2013-2014 e noi tifosi lo accogliamo in aeroporto. Appena lo vedo gli dico: “Panagiotis, prenderò la tua maglia, ricordatelo”. La sua risposta è stata: “Non sono nemmeno arrivato e tu mi parli già di maglie?”. Comunque Vlachodimos segna una tripletta (la prima della sua carriera, ndr) nel 7-0 contro il Kalloni e appena finisce la partita vado da lui, che mi dice: “Ah, allora non ti sei dimenticato!”. Ricordo che aveva segnato anche altre reti che ci hanno permesso di raggiungere la salvezza in quel campionato».

Giorgos Sapsakis insieme al padre Alekos, con cui ha fondato il Museo

I contatti del Museo del Platanias

Lockdown permettendo, potete visitare il Museo nel paesino di Kefàli, comune di Innachòri, a circa 60 km da Chania. Se volete fare una tappa turistica da sogno, si trova a 30 km da Elafonissi, una delle più belle spiagge d’Europa. L’ingresso è gratuito.

Su Facebook potete trovarlo come Μουσείο Πλατανιά (it. Museo del Platanias), dove si presenta con due belle mantinàdes, versi in rima baciata tipici di Creta, legati al Museo e al Platanias. Su Instagram, invece, è presente come @platanias_museum. In entrambi i social ci sono le foto dei nuovi arrivi e dei pezzi pregiati, quindi vi consigliamo di seguirli. Da buon museo è anche presente su Tripadvisor.

Se siete interessati ad arricchire la collezione del Museo del Platanias, potete contattare il fondatore Giorgos Sapsakis su Instagram.

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Il pagellone del calciomercato invernale greco 2020-2021

Ci aspettavamo una sessione senza grandi spunti in questo periodo difficile sia dal punto di vista psicologico che economico. Questi presupposti sono stati smentiti categoricamente perché in un mese abbiamo visto squadre che si sono rigenerate totalmente e nomi da stropicciarsi gli occhi.
In questo articolo passeremo in rassegna tutte le 14 squadre di Super League 1 con i movimenti in entrata e in uscita, il nostro giudizio e un voto.

OLYMPIAKOS
Acquisti: Sokratis Papastathopoulos (centrale difensivo, 1988, Arsenal), Oleg Reabciuk (terzino sinistro, 1998, Paços de Ferreira), Kenny Lala (difensore, 1991, Strasburgo).
Cessioni: Rúben Vinagre (terzino sinistro, 1999, fine prestito, Famalicão), Pape Abou Cissé (centrale difensivo, 1995, prestito, Saint-Étienne), El Arbi Hillel Soudani (attaccante, 1987, Al-Fateh), Bruno (ala, 1994, Aris), Pêpê (centrocampista, 1997, prestito, Famalicão), Rafinha (terzino sinistro, 1985, rescissione), Maximiliano Lovera (trequartista, 1999, prestito, Racing Club), Ioannis Kosti (centrocampista, 2000, prestito, Levadiakos).

La squadra del Pireo, attualmente prima in classifica in campionato a +14 dall’Aris secondo, rinforza ulteriormente la rosa anche in vista dei sedicesimi di Europa League. La società ha esclusivamente investito sul reparto difensivo, corroborandolo con l’arrivo di tre giocatori: l’acquisto di punta è senz’altro quello di Sokratis Papastathopoulos, che torna in Grecia dopo l’esperienza di due anni e mezzo passata all’Arsenal; con una carriera internazionale alle spalle, a 32 anni ha ancora diverse stagioni di fronte a sé, e sarà il perno della difesa degli erithrolefki. A disposizione di Pedro Martins è arrivato anche Oleg Reabciuk, terzino sinistro moldavo prelevato per 3.5 milioni di euro dal Paços de Ferreira, che è stato subito lanciato titolare al posto di José Holebas, troppo avanti con l’età (36) per correre sulla fascia con ritmi regolari. In ordine cronologico, l’ultimo innesto è Kenny Lala, difensore francese 29enne poliedrico che può ricoprire tutti i ruoli difensivi, con una discreta esperienza in Ligue 1. Capitolo cessioni: lascia la squadra Rúben Vinagre, calciatore il cui cartellino è detenuto dal Wolverhampton e che termina il prestito al Pireo per trasferirsi, sempre in prestito, al Famalicão; il centrale di difesa senegalese Cissé va in prestito fino a fine stagione al Saint-Étienne, che paga 600.000€ per il prestito semestrale; l’attaccante 33enne algerino Soudani, dopo un anno e mezzo con i biancorossi, si trasferisce definitivamente in Arabia Saudita, firmando per l’Al-Fateh. L’ala d’attacco brasiliana Bruno, non trovando spazio, firma per l’Aris a titolo gratuito. Maximiliano Lovera, trequartista argentino classe ’99, torna in prestito in patria al Racing Club fino a dicembre. Anche Ioannis Kosti e Pêpê vengono mandati in prestito, rispettivamente al Levadiakos e al Famalicão. Il terzino Rafinha, invece, rescinde il contratto con il Thrilos. Tra l’11 e il 13 febbraio l’Olympiakos ha rinnovato con: El Arabi (2022), Masouras (2024), Semedo (2023), Camara (2024), Ba (2024), Ranđelović (2024), Vrousai (2024), Androutsos (2023), Cissé (2024) e Tzolakis (2024).

Voto: 7
Pochi acquisti ma di qualità e funzionali per allungare la rosa, impegnata in tre competizioni.

PAOK
Acquisti: Vladimir Bradonjić (ala sinistra, 1999, Radnik), Amr Warda (trequartista, 1993, fine prestito, Volos), Abdul Rahman Baba (terzino sinistro, 1994, prestito, Chelsea), Michal Krmenčík (centravanti, 1993, prestito, Club Bruges), Lazaros Lamprou (ala, 1997, fine prestito, Twente), Shinji Kagawa (trequartista, 1989, svincolato), Giannis Konstantelias (trequartista, 2003, PAOK U19)
Cessioni: Dimitris Giannoulis (terzino sinistro, 1995, prestito, Norwich), Anderson Esiti (mediano, 1994, prestito, Göztepe), Moussa Wagué (terzino destro, 1998, fine prestito, Barcellona), Diego Biseswar (ala, 1988, prestito, Apollon Limassol), Rodrigo Rey (portiere, 1991, Gimnasia La Plata)

Pablo García ha dovuto rimediare ai (tanti) errori di costruzione dell’organico fatti in estate. Čolak e Murg in attacco non stavano dando i risultati sperati, con il gigante ceco Krmenčík pronto a dare soluzioni in avanti. Il grande nome è Shinji Kagawa: il nipponico era stato svincolato dal Saragozza tre mesi fa, quindi occhio alla sua condizione fisica. Amr Warda torna a Salonicco dopo un ottimo inizio di stagione col Volos e andrà praticamente a ricoprire il vuoto lasciato da Pelkas. Il terzino Baba dal Chelsea potrebbe essere l’arma in più, così come anche le ali Bradonjić e Lamprou che, tuttavia, potrebbero formare un po’ di assembramento in attacco. In uscita ci sono Giannoulis in prestito al Norwich con obbligo di riscatto in caso di promozione in Premier della squadra inglese fissato a 8.5 mln con il PAOK che avrà il 20% nel caso di una futura rivendita. Esiti e Biseswar, col secondo in enorme calo di rendimento, hanno trovato pochissimo spazio e sono stati ceduti in prestito. Menzione speciale per lo sfortunato Wagué, tornato al Barcellona dopo il terribile infortunio al ginocchio rimediato nel derby contro l’Aris che gli farà saltare tutto il 2021. Infine, dopo tre stagioni e mezzo lascia la società bianconera il portiere Rodrigo Rey che ha giocato poco (21 partite), con la scorsa annata tra Pachuca e Godoy Cruz in prestito, ma nel suo palmarès ha due Coppe e soprattutto il campionato del 2019.

Voto: 5.5
Bene Warda, benino Krmenčík, Kagawa bel colpo ma è da valutare il suo stato di forma. L’assenza di Giannoulis, tuttavia, si farà sentire: perdere uno dei leader a metà stagione non è mai semplice.

ARIS
Acquisti: Nicholas Ioannou (terzino sinistro, 1995, Nottingham Forest, prestito), Konstantinos Mitroglou (centravanti, 1988, Oympique de Marseille), Bruno (ala, 1994, Olympiakos).
Cessioni: Toni Datković (difensore, 1993, Cartagena, prestito), Fabian Ehmann (portiere, 1998, Vendsyssel FF), Cristian Lopez (centravanti, 1989, FC Cartagena, prestito), Ali Adem (centrocampista, 2000, KF Shkupi, prestito).

I gialloneri, con una partenza di campionato incredibile, si erano assestati stabilmente al primo posto per il primo mese e mezzo, salvo poi cedere il passo all’Olympiakos. Ciononostante, sono in piena corsa per poter terminare la regular season nella zona alta della classifica. Mercato in entrata non troppo movimentato ma mirato a puntellare tutti i reparti della squadra. Il ritorno in Grecia di Mitroglou, preso a parametro zero, ha portato qualità ed esperienza in un attacco che è privo di un vero centravanti, e che ha adattato molte volte Mancini come punta per far rifiatare Manos. Il secondo acquisto è quello di Bruno, esterno d’attacco brasiliano arrivato dall’Olympiakos anche lui a zero, che era stato cercato dalla società di Salonicco anche la scorsa estate e che solo ora, dopo essere stato rilasciato dai kokkini, ha firmato un contratto di due anni e mezzo con i kitrinomavroi, che aggiungono una pedina fondamentale per il centrocampo. Come terzo acquisto, che in realtà è stato il primo ad essere ufficializzato in ordine temporale, abbiamo il prestito semestrale di Nicholas Ioannou, terzino sinistro cipriota del Nottingham Forest che arriva a Salonicco per mettere minuti nelle gambe. Lasciano la squadra, entrambi in prestito fino a fine stagione al FC Cartagena, Toni Datković e Cristian Lopez, di ruolo rispettivamente mediano e centravanti; finisce in prestito semestrale anche il centrocampista classe 2000 Ali Adem, che torna in patria al KF Shkupi per guadagnare esperienza e minuti giocati. Saluta definitivamente i gialloneri il portiere austriaco Fabian Ehmann, che in questa stagione non aveva trovato spazio nemmeno per una presenza e che si trasferisce a parametro zero in Danimarca, al Vendsyssel FF.

Voto: 6.5
Un buon mercato in ottica Europa, dopo anni dall’ultimo campionato così competitivo per i kitrinomavroi.

AEK
Acquisti: Oleh Dančenko (terzino destro, 1994, Rubin Kazan)
Cessioni: Petar Karaklajić (ala sinistra, 2000, prestito, Rad Belgrado), Paulinho (terzino destro, 1991, rescissione, Gil Vicente), David Simão (centrocampista centrale, 1990, prestito, Moreirense), Giannis-Foivos Botos (trequartista, 2000, prestito, Go Ahead Eagles), Marco Livaja (attaccante, 1993, rescissione, Hajduk Spalato).

Una sola entrata, ma mirata. L’ucraino Dančenko è il profilo trovato dai gialloneri per una maggiore spinta sull’out destro di difesa, reduce da un buon semestre all’Ufa con 15 presenze condite da 6 assist. I due principali obiettivi erano un portiere (viste le non esaltanti prestazioni di Tsintotas e Athanasiadis) e un difensore centrale affidabile. Arriverà lo stopper Goutas dall’Atromitos, ma sarà a disposizione solamente a partire dalla prossima stagione. In uscita ceduti in prestito le giovani ali Karaklajić e Botos, come anche il 30enne Simão, il cui contratto scade nel 2022. In uscita, oltre a Paulinho che ha rescisso, potrebbe esserci anche il terzino sinistro Emanuel Insúa, visto che il patron Dimitris Melissanidis ha espresso la propria insoddisfazione dopo una prima parte di stagione alquanto negativa. Nélson Oliveira ha il contratto in scadenza a giugno: è stato ad un passo dal Nantes ma per ora rimane all’AEK. Infine, dopo un tira e molla con la società giallonera per il rinnovo, Marco Livaja ha rescisso per tornare a giocare a casa sua, all’Hajduk Spalato, dopo ben undici anni di assenza.

Voto: 5.5
A inizio mercato servivano un centrale difensivo e, possibilmente, un portiere. Obiettivi sfumati e rosa non sufficientemente rinforzata.

PANATHINAIKOS
Acquisti: Younousse Sankharé (centrocampista, 1989, CSKA Sofia), Cheikh Niasse (difensore, 2000, prestito, Lilla), Yeni N’Gbakoto (esterno, 1992, Guingamp).
Cessioni: Antoñito Perez (terzino, 1987, Cartagena), Vassilis Zagaritis (terzino, 2001, Parma), Theofanis Mavromatis (difensore, 1997, Atromitos), Dimitrios Emmanouilidis (ala, 2000, prestito, Fortuna Sittard).

Con l’esonero dell’allenatore spagnolo Dani Poyatos a novembre, a causa di un inizio stagione al di sotto delle aspettative – sia sotto il punto di vista del gioco che dei risultati – le redini della panchina sono state affidate al tecnico romeno László Bölöni, con cui i tryfilli hanno ottenuto 11 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte in 16 partite. Sono arrivate vittorie importantissime contro l’AEK, il PAOK, l’Aris e l’Olympiakos, permettendo ai biancoverdi di agguantare il 5° posto in classifica, a soli due punti dall’Aris secondo. Per quanto riguarda il mercato, il nuovo allenatore aveva chiesto di rafforzare soprattutto il reparto mediano con innesti che potessero permettere maggiore fisicità e pressing; per la prima volta nella storia del club, il calciomercato di gennaio è composto da tre acquisti, tutti e tre di origine africana. Il primo acquisto è stato Younousse Sankharé, centrocampista senegalese 31enne ingaggiato a parametro zero dal CSKA Sofia, con un’esperienza decennale in Francia tra PSG, Lione e Dijon; si è subito rivelato fondamentale, andando a segno nella vittoria esterna per 3-2 contro l’Atromitos e nel derby contro l’Olympiakos, sfornando anche un assist. A titolo definitivo arriva anche Yeni N’Gbakoto, esterno di centrocampo 29enne nazionale congolese, ex Metz e QPR. L’ultimo nuovo innesto è Cheikh Niasse, mediano classe 2000 in prestito fino a fine stagione, di proprietà del Lilla, in cui ha giocato sin dalle giovanili. Sul fronte delle uscite, il terzino sinistro 19enne Vassilis Zagaritis ha lasciato il Pana per firmare per il Parma; la società ducale ha acquistato il cartellino per una cifra intorno ai 300.000€, nonostante Bölöni avesse espresso il suo malcontento riguardo la cessione, tentando anche di promuoverlo in campo. Se ne va anche Theofanis Mavromatis, centrale di difesa che nelle ultime due stagioni non ha mai trovato spazio, firmando per l’Atromitos. L’esterno destro Antoñito Perez, classe 1987, torna in patria firmando per il Cartagena. Saluta momentaneamente il Panathinaikos Dimitrios Emmanouilidis, che raggiunge il Fortuna Sittard in prestito fino a fine stagione, per trovare più spazio.

Voto: 6+
Con una rosa già lunga, viene migliorato il centrocampo con esperienza e forza fisica, per poter puntare di nuovo alle qualificazione delle competizioni europee dopo tre anni di digiuno legato al ban della UEFA.

ASTERAS TRIPOLIS
Acquisti: nessuno
Cessioni: Giorgos Antzoulas (centrale difensivo, 2000, prestito, Cosenza)

Calma piatta in Arcadia, con Milan Rastavac che non avrà alcun nuovo nome nella propria rosa. L’unico giocatore che ha lasciato l’Asteras è stato Giorgos Antzoulas che è andato in prestito al Cosenza in Serie B per mettere minuti nelle gambe, visto che in questo campionato è sceso in campo solamente una volta. Per il centrale 20enne non sarà la prima esperienza italiana, dato che ha giocato nella stagione 2018-2019 nella Primavera della Fiorentina di Emiliano Bigica.

Voto: 6.5
La stagione sta andando davvero bene, quindi perché cambiare? Mezzo voto in più per aver tenuto l’ariete Jerónimo Barrales, dopo essere stato a un passo dall’Aris.

VOLOS
Acquisti: Alberto Bueno (attaccante, 1988, svincolato), Renato Santos (ala, 1991, svincolato), Fausto Grillo (terzino sinistro-centrale difensivo, 1993, svincolato), José Rivas Gamboa (attaccante, 1998, Estudiantes), Dardo Miloc (centrocampista, 1990, Patronato).
Cessioni: Erik Jendrišek (attaccante, 1986, Nitra), Amr Warda (trequartista, 1993, fine prestito, PAOK), Iker Guarrotxena (attaccante, 1992, Western United), Anastasios Karagkiozis (portiere, 1997, svincolato), Stergios Dimopoulos (centrale difensivo, 1990, Levadiakos).

La squadra della Tessaglia sembra destinata ad una salvezza tranquilla anche in questa stagione, avendo accarezzato anche la possibilità di raggiungere i playoff. Gli sviluppi sulla cessione della società da parte di Achilleas Beos ad un fondo argentino ha portato novità anche sul fronte mercato. Infatti, gli acquisti di Rivas Gamboa e Miloc nell’ultimo giorno di mercato sono, proprio come annunciato dai rossoblù, «scelte dei candidati investitori del Volos FC». Nella scorsa stagione al Trapani in Serie B, il difensore argentino Fausto Grillo è approdato al Volos dopo una prima parte di stagione senza squadra: gioca prevalentemente da terzino sinistro (o da esterno in un centrocampo a 5) ma in Grecia viene schierato da centrale di sinistra in una difesa a 4. Questo perché sull’out mancino il titolare è Franco Ferrari, che ha appena rinnovato fino al 2023, come anche Gerasimos Mitoglou, vicino di posto di Grillo in difesa, fino al 2024. In attacco, per sostituire Jendrišek, Warda e Guarrotxena, sono arrivati Alberto Bueno e Renato Santos. Bueno è una punta scuola Real Madrid (con una manciata di presenze nella stagione 2008-2009) con annate di buon livello tra Valladolid e Rayo Vallecano. Dopo un passaggio al Porto, e un’esperienza al Boavista, era rimasto svincolato e il Volos ha approfittato dell’occasione. Anche l’ala portoghese Santos ha un buon curriculum alle spalle, con due stagioni da titolare nel Malaga nelle ultime due stagioni: unica pecca è la scarsa vena realizzativa in carriera. Tuttavia, questi due nomi non sono riusciti ancora a fare bene nelle prime settimane, ma la strada è ancora lunga.

Voto: 5.5
L’assenza di Warda si sta facendo sentire in avanti e i nuovi acquisti in attacco non si sono inseriti al meglio. In difesa, tuttavia, Grillo è subito entrato tra i titolari.

ATROMITOS
Acquisti: Emiliano Bullari (attaccante, 2001, Olympiakos), Theofanis Mavromatis (difensore, 1997, Panathinaikos), Bright Edomwonyi (centravanti, 1994, prestito, Austria Vienna).
Cessioni: Azer Bušuladžić (centrocampista, 1991, Anorthosis), Spyros Risvanis (difensore, 1994, Anorthosis).

Con il ritorno di Canadi sulla panchina l’estate dell’anno scorso, la società di Peristeri sperava di poter ripetere le due ottime stagioni con cui la squadra biancazzurra aveva centrato, tre anni fa e per due stagioni di fila, un piazzamento tra le prime quattro accedendo ai preliminari di Europa League. Tuttavia, due settimane fa il tecnico austriaco è stato esonerato, in seguito a una stagione non troppo brillante, seppur con un discreto vantaggio sugli ultimi posti. Nella sessione invernale arriva Mavromatis a parametro zero, rafforzando numericamente un reparto arretrato scarno; l’attacco viene completato con l’acquisto del promettente Emiliano Bullari, 19enne greco-albanese dalla primavera dell’Olympiakos e dal centravanti nigeriano Bright Edomwonyi, in prestito dall’Austria Vienna fino a giugno. Vengono ceduti Spyros Risvanis e Azer Bušuladžić, rispettivamente centrale di difesa e mediano, entrambi all’Anorthosis Famagosta.

Voto: 5.5
Con l’arrivo a parametro zero di Mavromatis, un giocatore dell’esperienza di Risvanis poteva essere tenuto, per dare maggiore solidità alla difesa. Mercato troppo inconsistente per poter ambire ai playoff, ormai irraggiungibili.

PAS GIANNINA
Acquisti: Jurij Lodygin (portiere, 1990, svincolato), Nicolae Milinceanu (centravanti, 1992, Vaduz), Alexis Triadis (centrocampista, 1997, svincolato)
Cessioni: Theodoris Venetikidis (portiere, 2001, svincolato)

Anche qui un mercato con pochi nomi ma buoni. A partire dal portiere che, per il campionato greco, ha un curriculum importante. Jurij Lodygin è metà greco e metà russo, che ha cominciato la carriera in Grecia e, grazie ad un’ottima stagione allo Xanthi, è stato acquistato dallo Zenit San Pietroburgo, con cui ha conquistato due campionati russi e ha giocato da titolare in tre Champions League, per poi fare brevi passaggi tra Olympiakos, Gaziantep FK (Turchia) e Arsenal Tula. A gennaio è stato ripescato dal PAS Giannina dopo sei mesi di inattività, prendendosi subito il posto da titolare. Ιn attacco arriva dal Vaduz il moldavo Nicolae Milinceanu, una punta che ha girato mezza Europa: partito dalle giovanili del Monaco ha giocato in Romania, Moldova, Bielorussia, Malta e Svizzera, per poi essere preso dal PAS: nei primi scampoli di partita ha segnato una rete contro l’Atromitos, ma la concorrenza è tanta: Pamlidis, Krizman, Léo e lo stesso Milinceanu per due maglie nel 4-4-2 di Giannikis. Un altro nome curioso è quello del centrocampista classe ’97 Alexis Triadis: nato a Herdecke (Germania), non aveva mai giocato in Grecia visto che ha militato nelle serie minori tedesche e nella squadra dell’UCLA negli Stati Uniti. Si tratta di una scelta dell’allenatore Argyris Giannikis, il quale conosce il giocatore e lo aiuterà ad ambientarsi, dato che è nato a Norimberga e ha allenato per anni nel Karlsruhe.

Voto: 6.5
Mercato contenitivo ma Lodygin è una garanzia ed è anche arrivato a soli 30 anni, che per un portiere non sono tanti. Ottimo colpo che vale mezzo punto in più.

APOLLON SMYRNIS
Acquisti: André Calisir (centrale difensivo, 1990, Göteborg)
Cessioni: nessuno

La squadra di Giannis Paraschos si è rinforzata in difesa con l’esperto Calisir, giocatore della Nazionale armena, e ha rinnovato con la punta Nikos Ioannidis. Abbiamo già finito il nostro resoconto per una società che, dopo il restyling operato per la promozione in Super League 1, non ha voluto stravolgere i piani.

Voto: 6
Per mettere la ceralacca sulla salvezza non serviva fare alcun colpo di scena.

OFI
Acquisti: Luc Castaignos (centravanti, 1992, Gyeongnam)
Cessioni: nessuno

La squadra isolana sta affrontando una stagione e, in particolare, un momento molto difficile: i bianconeri sono reduci da sei sconfitte di fila in campionato, occupano l’undicesimo posto in classifica e sono a solo 4 punti di distanza dal Lamia, terzultimo. La scommessa di affidarsi a Giorgos Simos, ex allenatore della primavera dell’AEK, non ha prodotto i risultati sperati, complice l’inesperienza del tecnico (che non ha allenato nessuna squadra al di fuori dell’OFI) e anche lo smantellamento della squadra, che la scorsa estate ha visto partire ben 15 giocatori, tra cui Semedo, Manos, Figueiredo e Koutroubis, acquistando principalmente calciatori giovani ma anch’essi senza esperienza. L’unico acquisto di questa sessione invernale è stato Luc Castaignos, punta centrale classe 1992, con un passato tra squadre di livello come Inter, Eintracht Francoforte e Sporting Lisbona: è reduce da due anni in Corea con il Gyeongnam, squadra che milita nella Serie B nazionale e con cui l’olandese non ha particolarmente brillato. Dopo la svendita totale della scorsa estate, a gennaio la società ha optato logicamente per mantenere tutti, senza vendere o mandare in prestito alcun giocatore.

Voto: 4.5
Mercato deludente, servivano diversi giocatori per ogni reparto con esperienza in Super League 1, per poter lottare ed ottenere più punti possibili prima della fine della regular season.

LAMIA
Acquisti: Ángel Martínez (terzino sinistro, 1991, Vitorul), Piti (trequartista, 1981, Pinto), Adama Ba (ala, 1993, Berkane), Manjrekar James (centrale difensivo, 1993, prestito, Midtylland), Theofanis Tzandaris (centrocampista, 1993, svincolato), Tyronne (trequartista, 1991, svincolato), Valentinos Vlachos (terzino destro, 1992, svincolato), Elmar Bjarnason (centrocampista, 1987, svincolato), Gevorg Ghazaryan (ala sinistra, 1988, prestito, AE Limassol).
Cessioni: Leonardo Villalba (trequartista, 1994, Club UTC), Miguel Bianconi (centravanti, 1992, Levadiakos), Andreas Vasilogiannis (ala, 1991, Chania), Ibrahima Niasse (mediano, 1988, svincolato, Ionikos), Angelos Zioulis (centrale difensivo, 1995, Chania).

Mercato corposo per una squadra che lotta per la salvezza. I ritorni degli spagnoli Piti e Tyronne sulla trequarti alzano l’età media ma sono una garanzia, visto che conoscono l’ambiente Lamia, avendo già giocato con i biancoblù, e la qualità non manca nei loro piedi. Ιl primo è alla sua terza esperienza in squadra, mentre il secondo è stato sfortunato con l’infortunio a fine gennaio contro il Panathinaikos, saltando le ultime tre partite. Il nome più importante è quello dell’armeno Ghazaryan, ex Olympiakos: un giocatore che a Lamia, se trova la forma dei tempi migliori, può stupire. L’ala mauritana Ba arriva dai marocchini del Berkane, dopo le esperienze in Francia tra Ligue 1 (Brest, Bastia), Ligue 2 (Ajaccio) e Turchia (Gaziantep FK e Giresunspor). Dal lotto degli svincolati arrivano i greci Vlachos e Tzandaris, mentre il centrocampo si arricchisce con l’islandese Bjarnason, che aveva partecipato e giocato con la propria Nazionale nell’Europeo del 2016. Lo spagnolo Ángel Martínez ha già preso la corsia difensiva di sinistra, mentre il canadese James va a rinfoltire il centro della difesa. Con l’inizio della Super League 2, quattro giocatori hanno lasciato il Lamia per giocare nella categoria cadetta, mentre l’argentino Villalba è andato in Perù al Club UTC.

Voto: 6+ La risalita è lenta e con questi giocatori si cerca la salvezza. Si rinforza la colonia iberica che è sempre stata rappresentativa, mentre il resto degli innesti può essere utile alla causa. Voto di incoraggiamento.

PANETOLIKOS
Acquisti: Hélder Barbosa (ala, 1987, Hatayspor), Nikos Karelis (attaccante, 1992, ADO Den Haag), Edin Cocalić (centrale difensivo, 1987, Altay), Giorgos Manthatis (ala, 1997, svincolato), Delvin N’Dinga (mediano, 1988, svincolato)
Cessioni: Luis Mosquera (ala, 1999, svincolato), Juan Ignacio Álvarez (ala sinistra, 1997, fine prestito, Chacarita Juniors)

Si rivedono nomi che avevano lasciato il campionato greco. Hélder Barbosa dal 2014 al 2016 aveva giocato nell’AEK, avendo anche avuto l’attuale allenatore del Panetolikos Traianos Dellas in panchina. Una carriera importante in Portogallo, partito dalle giovanili del Porto e con un buon triennio al Braga, per poi approdare nel campionato ellenico e infine in Turchia tra Akhisarspor e Hatayspor. Il portoghese ha firmato per un anno e mezzo: «Sono felice di tornare in Grecia, conosco molto bene il Panetolikos» le sue prime parole. Dopo due stagioni all’estero torna anche Nikos Karelis, attaccante che in gioventù prometteva molto ma non ha avuto stagioni positive nell’ultimo quinquennio. Il 33enne Edin Cocalić in difesa è un rinforzo di livello dato che è esperto e, sì anche lui, aveva già giocato in Grecia, nel biennio 2010-2012 con il Panionios. Giorgos Manthatis era un prodotto delle giovanili dell’Olympiakos, che ha giocato tra PAS Giannina, Panionios e Anorthosis (Cipro) in prestito per poi svincolarsi ad ottobre: in cerca di riscatto, ha già segnato al debutto contro l’OFI. Infine, Delvin N’Dinga è un altro conoscitore del calcio greco avendo giocato nel biennio 2013-2015 all’Olympiakos in prestito dal Monaco e rimasto svincolato dopo l’esperienza all’Antalyaspor.

Voto: 6.5
La squadra è penultima e flirta con la retrocessione diretta. A livello di nomi la sessione è stata di alto livello, ma alcuni vengono da un periodo di inattività: l’usato sicuro è la ricetta giusta per la salvezza?

LARISSA
Acquisti: Adrián Colombino (regista, 1993, Montevideo Wanderers), Mathías Acuña (centravanti, 1992, Montevideo Wanderers), Adrián Jusino (centrale difensivo, 1992, Club Bolívar), Änis Ben-Hatira (ala, 1988, svincolato), Benjamin Moukandjo (attaccante, 1988, Valenciennes), Nikola Jakimovski (terzino, 1990, Trapani), Maksim Maksymenko (difensore, 1990, Kolos Kovalivka),
Cessioni: Steliano Filip (terzino, 1994, Dinamo București), Vangelis Platellas (ala, 1988, Ionikos Nikeas), Gabriel Torje (attaccante, 1989, Bandırmaspor).

I vyssini stanno disputando la peggior stagione da quando, nel 2016, sono tornati nella massima serie. Sulla panchina è stato richiamato Gianluca Festa, principale fautore della salvezza ottenuta due anni fa, dopo aver esonerato in sei mesi già due allenatori. In concomitanza con l’arrivo del nuovo tecnico il patron Kougias ha acquistato moltissimi giocatori, per cercare di salvare una stagione negativa. Per l’attacco sembrava tutto fatto per l’attaccante argentino Bruno Baranco, in forza all’Olympiacos Volos, ma il trasferimento è saltato poiché il giocatore e la sua famiglia volevano un contratto più  corto di quando stabilito inizialmente. La squadra della Tessaglia ha allargato il proprio orizzonte calcistico, andando a ingaggiare tre calciatori sudamericani, di cui due dal Montevideo Wanderes: a centrocampo è stato preso il mediano ed ex capitano della squadra uruguagia Adrián Colombino, che ha firmato un contratto di due anni e mezzo; l’attacco è stato rinforzato da Mathías Acuña, compagno di squadra di Colombino al Montevideo, mentre il terzo sudamericano è il nazionale boliviano Adrián Jusino, difensore centrale 28enne. Per il reparto offensivo spiccano anche i nomi di Ben-Hatira, che ha giocato per l’Amburgo, l’Hertha Berlino e l’Eintracht Francoforte, salvo poi perdersi e finire svincolato, e di Benjamin Moukandjo, camerunense che ha girovagato prima in Francia e poi in Cina. Sulla fascia, in difesa, viene preso il macedone Nikola Jakimovski, ex Trapani, Benevento e Bari, voluto personalmente dal tecnico italiano  per far fronte all’assenza di un terzino sinistro. Il reparto arretrato viene completato dall’ucraino Maksim Maksymenko, centrale 30enne del Kolos Kovalivka. Per quanto riguarda il capitolo cessioni, lasciano la squadra Filip, che torna in patria alla Dinamo București, Platellas che si aggrega allo Ionikos Nikeas in SL2 e Torje, jolly offensivo che si accasa al Bandırmaspor.

Voto: 6+ Moltissimi acquisti che Festa dovrà cercare di integrare nella rosa, per evitare di perderli nei profondi meandri dell’organico.

A cura di Paolo Santarelli ed Enzo Navarra

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Kostas Mitroglou, il ritorno del figliol prodigo

Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, la notizia che ha infiammato questa sessione di mercato invernale è indubbiamente il ritorno di Konstantinos Mitroglou in Grecia. Con l’ufficialità del trasferimento, il bomber classe ’88 torna in patria legandosi all’Aris, firmando un contratto di un anno e mezzo.

Con questo articolo cercheremo di ripercorrere la carriera di uno dei giocatori greci più prolifici dell’ultimo decennio, che vanta un palmarés internazionale degno di nota.

Mitroglou nasce il 12 marzo 1988 a Kavala, città situata nella Macedonia orientale. I genitori, a pochissimi anni di distanza dalla nascita di Kostas, decidono di trasferirsi in Germania a causa di difficoltà economiche, in una cittadina vicino Duisburg. Si approccia subito al mondo del calcio: già dall’età di cinque anni era solito calciare il pallone insieme al papà, il quale aveva giocato come portiere con la squadra dilettantistica del quartiere. A 11 anni impressiona tutti, segnando 24 goal in 16 partite con il Maura Poulia. Dei suoi notevoli numeri se ne accorge il Duisburg, che nel 2001 lo rileva, facendogli firmare il suo primo contratto professionistico; Kostas viene aggregato nell’under 17, mentre la prima squadra rimane stabilmente nella Zweite Bundesliga, il secondo livello del campionato tedesco, piazzandosi sempre a metà classifica.

Nel 2005 lascia il Duisburg per unirsi al Borussia Mönchengladbach: anche qui continua la sua trafila tra le giovanili del club, dove colleziona 23 presenze in due stagioni. Nel 2007 arriva anche la prima convocazione della nazionale greca per l’Europeo under 19, disputato in Austria. La Grecia, grazie al tandem offensivo Mitroglou-Ninis, arrivò in finale dove però dovette arrendersi alla Spagna, che grazie a un goal di Parejo portò a casa il trofeo. Mitroglou riuscì a segnare tre goal in tutto il torneo, aggiudicandosi il titolo di capocannoniere insieme al tedesco Ben Hatira e al francese Monnet-Paquet.

In patria il suo nome inizia a farsi largo, in molti si accorgono di lui. L’Olympiacos brucia la concorrenza e lo acquista, versando nelle casse del club tedesco una cifra intorno ai 200.000 euro. Nel luglio 2007, all’età di 19 anni, Mitroglou torna in patria dopo tanti anni, firmando un contratto quinquennale. Si unisce subito alla prima squadra, allenata al tempo da Takis Lemonis, prendendo parte al ritiro estivo a Seefeld, Austria. Nonostante le iniziali difficoltà, dovute in gran parte alla scarsa conoscenza della lingua greca, le qualità del centravanti non fanno affatto fatica ad emergere. Segna il suo primo goal con i kokkini nella partita di Kypello Elladas contro il Diagoras, vinta per 2-1: sulla fascia di destra Galletti salta un avversario e crossa in mezzo, un difensore della squadra di casa colpisce la palla di testa e la regala a Mitroglou che, all’altezza del dischetto, calcia di prima gonfiando la rete.

Arriva anche il primo goal in Super League nella partita casalinga vinta 4-0 contro il Levadiakos. A fine stagione, colleziona dodici presente accompagnate da 4 goal e un assist. Vince campionato (il 36esimo per l’OSFP) e Supercoppa, vinta per 1-0 contro il Larissa, proprio grazie ad un suo goal. Come inizio è promettente.

Nella stagione successiva, quella 2008/2009, Ernesto Valverde viene appuntato come nuovo allenatore dell’Olympiacos. Il coach spagnolo non apprezza del tutto le caratteristiche tecniche di Mitroglou, a cui preferisce un profilo più dinamico, in virtù della sua idea di un calcio offensivo. Sebbene ci siano motivazioni di tipo tecnico-tattico alla base delle scelte di Valverde, il carattere ribelle del calciatore non ha aiutato. Già, perché la stampa greca al tempo lo aveva descritto come quel tipo di giocatore che, non appena entra in campo, si immerge in un mondo tutto suo, senza prestare troppa attenzione a quello che lo circonda. Un tipo di calciatore non troppo ligio alle regole, a cui non bisogna porre delle “restrizioni” per controllare la sua incontrollabile spontaneità. Gli veniva anche attribuita una peculiare “audacità calcistica”, caratteristica molto ricercata dagli allenatori, una dote comune a pochi. Sul piano personale invece veniva descritto come una persona a cui piace molto fare scherzi, che sfodera tagli di capelli discutibili e che, più in generale, è molto allegra.

Questa descrizione comportamentale, che tra le altre cose non rappresenta una novità per gli amanti del calcio (di calciatori esuberanti se ne sente parlare spesso), potrebbe non aiutarvi ad inquadrare in toto il soggetto. Due episodi, di cui uno accaduto durante la stagione 2008/2009 e il secondo (ve ne parliamo tra poco) durante la stagione successiva, possono chiarirvi le idee. Il 13 agosto 2008 i kokkini affrontano l’Anorthosis, nella partita valida per l’andata del terzo turno di qualificazione di Champions League. La trasferta a Cipro si trasforma in una disfatta: l’Olympiacos perde con un sonoro 3-0. Ma, come se la pesante sconfitta non bastasse, Mitroglou butta benzina sul fuoco e manda su tutte le furie Valverde. Sul 2-0 per i padroni di casa, il direttore di gara fischia un calcio di rigore a favore della squadra del Pireo: Valverde vorrebbe che fosse Đorđević a calciare il rigore, ma Mitroglou si impunta, prende il pallone e decide di calciare lui. Rincorsa, calcia col piattone sinistro ma il pallone sbatte sul palo. L’allenatore spagnolo va su tutte le furie, i rapporti tra i due si congelano. Se già prima di questo episodio Mitroglou non era nelle grazie dell’allenatore, adesso la situazione diventa ancor più complessa. Una stagione da dimenticare, quella 2008/2009, durante la quale il centravanti colleziona 16 partite (spalmate in quattro competizioni diverse: campionato, Kypello Elladas, Coppa UEFA e qualificazione Champions League) condite da solo 3 goal.

A giugno 2009 la società biancorossa decide di non rinnovare il contratto a Valverde, in seguito a una disputa di natura economica. L’allenatore georgiano Temuri Ketsbaia prende il suo posto, e la situazione di Mitroglou diventa subito più distesa. Anche Zico, che aveva sostituito Ketsbaia sulla panchina, credeva nelle qualità del centravanti facendolo sentire parte integrante del progetto. Nel frattempo Kostas migliora anche il suo greco, parlandolo quasi perfettamente, ma non è in grado di leggere o scrivere la lingua: non legge mai quotidiani sportivi greci, ma solo quelli tedeschi.

L’avventura di Ketsbaia al Pireo è davvero breve: a settembre 2009, nonostante la squadra stesse andando bene in campionato e non avesse subito nemmeno un goal con il georgiano in panchina, il malumore dei tifosi forza la mano alla società, che lo esonera e lo rimpiazza con Zico. La rosa, che fu falcidiata dagli infortuni, sotto la guida del coach brasiliano riuscì a passare il girone di Champions League e ad approdare agli ottavi, ma a metà gennaio dopo una serie deludente di partite perse anche Zico fu esonerato;  a prendere le redini della squadra fu chiamato Bandović. A febbraio i kokkini escono dagli ottavi di Champions, eliminati dal Bordeaux, e conclusero il campionato stanziandosi al secondo posto, alle spalle del Panathinaikos campione.

Il secondo episodio di cui vi accennavamo prima concerne la sua esultanza dopo i goal: era solito incrociare le mani sul petto a forma di pistola. Per questo gli venne affibbiato il soprannome di “pistolero”. Tuttavia, all’allora patron dell’Olympiacos Sokratis Kokkalis, l’esultanza era sembrata un po’ esagerata, ed aveva parlato in privato col calciatore, chiedendogli di cambiare il modo di festeggiare. Il 22 novembre 2009 va in scena al Karaiskakis il derby tra Olympiacos e Panathinaikos, vinto per 2-0 dagli erithrolefki grazie alla doppietta di Mitroglou che, inevitabilmente, festeggia facendo l’esultanza del pistolero. Kokkalis, che a fine stagione si dimetterà dal ruolo di presidente, carica ricoperta per ben vent’anni, in seguito alla reiterata esultanza del centravanti decise di non intervenire. Nonostante la stagione non portò alcun trofeo, Mitroglou era tornato ad essere titolare inamovibile, giocando 26 partite in campionato, tutti i playoff e quasi tutte le partite di Champions, partite di qualificazione comprese.

La stagione 2010/2011 è fondamentale per i tifosi dell’Olympiacos: la società passa nelle mani della controversa figura di Evangelos Marinakis, il quale richiama Valverde sulla panchina e investe sul mercato. Alla corte dell’allenatore spagnolo arrivano infatti giocatori di un certo calibro, come Riera, Ibagaza, Mirallas, Pantelić e Modesto. Nei primi quattro mesi di campionato Mitroglou colleziona solo 4 presenze, fa fatica a trovare spazio e a gennaio 2011 viene mandato in prestito al Panionios per sei mesi. A Nea Smirne riabbraccia Takis Lemonis, il quale lo schiera subito titolare nell’impegnativa trasferta a Salonicco contro l’Aris. Il Panionios, a secco di vittorie da sei partite, sbanca il Vikelidis per 2-0 grazie alla doppietta di Mitroglou. Poco dopo la sua partita d’esordio, viene di nuovo schierato nell’undici titolare nella partita interna contro il Panathinaikos, il 23 gennaio: Mitroglou segna la rete del vantaggio con un colpo di testa, per festeggiare si toglie la maglia e si abbassa i pantaloncini mentre corre verso il settore occupato dagli ultras dei Panthers, lanciando la maglietta sugli spalti. Abbassandosi i pantaloncini mette anche in bella mostra la sua biancheria intima, facendo infastidire i giocatori del tryfilli, che considerano il gesto provocatorio. Non avendo più a disposizione la maglia per giocare, che è finita tra gli spalti occupati dagli ultras del Panionios, il magazziniere è costretto a fare uno sprint negli spogliatoi per portargliene una nuova. La stagione termina con 16 presenze (delle quali 11 con il Panionios) e 9 goal (di cui 8 con il Panionios). Numeri impressionanti, ma al Pireo la sua assenza non si fa sentire: l’Olympiacos vince il campionato con tredici lunghezze dal Panathinaikos.

La stagione 2011/2012 è molto simile a quella precedente: Valverde rimane in panchina, mentre Marinakis rinforza di nuovo la rosa acquistando Makoun, Orbaiz, Marcano, Djebbour e Abdoun. Per Mitroglou c’è ancora meno spazio della stagione prima, per questo viene mandato in prestito per un anno all’Atromitos. Con Donis in panchina, la squadra di Peristeri fa una stagione straordinaria, concludendo il campionato al terzo posto e aggiudicandosi per la prima volta l’accesso alle qualificazioni di Europa League. L’Atromitos riesce anche ad arrivare in finale di Kypello Elladas, persa proprio contro l’Olympiacos. Mitroglou viene votato come miglior giocatore dell’anno della Super League, segnando 16 reti, dietro soltanto a Mirallas, capocannoniere con 20 goal.

Le due stagioni successive sono il trampolino di lancio per la carriera di Mitroglou: torna all’Olympiacos, che intanto ha sostituito Valverde con Leonardo Jardim, sgomita con Djebbour per il posto da titolare. Nella stagione 2012/2013 raccoglie ben 42 presenze, in campionato realizza 11 goal ma è protagonista assoluto nei gironi di Champions League; l’Olympiacos si piazza terzo e abbandona la competizione con 9 punti, ma Mitroglou segna come un vero goleador: realizza il goal vittoria del 2-1 sul Montpellier, il goal del momentaneo 1-1 all’Emirates Stadium e il 3-1 nella vittoria casalinga contro il Montpellier.

Ma il vero punto di rottura nella sua carriera è rappresentato dalla stagione 2013/2014. Realizza la prima tripletta della sua carriera il 1 settembre contro il Levadiakos, nella vittoria esterna ottenuta per 5-0. Segna la sua seconda tripletta due settimane dopo, nel 4-0 rifilato allo Skoda Xanthi, diventando il primo giocatore nella storia dell’Olympiacos – così come della Super League in generale – a segnare due triplette consecutive, avendo anche segnato in una partita internazionale tra queste due partite. Stufo di segnare triplette solo in campionato, Mitroglou alza il tiro e si ripete anche in Champions League: l’Olympiacos vince 3-0 in Belgio contro l’Anderlecht grazie alla tripletta di Kostas. Il centravanti, in stato di grazia, quattro giorni dopo segna di nuovo una tripletta, questa volta in campionato, nella vittoria per 6-0 contro il Veria. Tra campionato e Champions League, in appena quattro mesi, aveva realizzato 17 goal e un assist: numeri da capogiro. Le prestazioni del calciatore non potevano passare inosservate, e nel mercato invernale il Fulham acquista il cartellino di Mitroglou per la cifra record di 12 milioni di sterline, l’acquisto più costoso nella storia del club inglese. Il 31 gennaio 2014 firma un contratto di quattro anni e mezzo.

Kostas sbarca a Londra per la sua nuova avventura, ma seconda metà di stagione con la nuova squadra non andò come sperato: Mitroglou ebbe problemi muscolari e riuscì a giocare soltanto tre partite. Il Fulham a fine stagione retrocesse.

Nell’agosto 2014 il Fulham decide di mandarlo in prestito per un anno all’Olympiacos, con il quale vince sia campionato che coppa, segnando sedici goal in ventiquattro partite. In Champions League segna il goal del 3-1 all’Atletico Madrid, realizza l’assist per il goal di Kasami nella vittoria interna contro la Juventus per 1-0 e un goal nella partita vinta contro il Malmo per 4-2.

Il 6 agosto 2015 viene girato in prestito al Benfica per un anno. In Portogallo disputa un’ottima stagione: forma la coppia d’attacco con Jonas, segnando 29 goal in due. Il  20 febbraio 2016, segnando il primo goal nella vittoria per 3-1 contro il Paços de Ferreira, va a segno in 7 partite di fila; l’entusiasmo dei tifosi delle Águias per aver ritrovato un centravanti così prolifico è tanto: così tanto che, a fine partita, un tifoso del Benfica fa invasione di campo, arriva davanti a Mitroglou, si inginocchia e tenta di lustrargli gli scarpini con la sua sciarpa. Con gli encarnados vince il campionato, e nell’estate 2016 la società decide di riscattarlo dal Fulham, pagando 7.000.000 di euro, facendogli firmare un contratto quadriennale.

Dopo il riscatto, nell’estate 2016 si appresta a disputare la seconda stagione con o glorioso: termina la stagione con sedici goal, quattro in meno rispetto alla sua prima stagione, ma mantiene un ottima media di rendimento. Trascina la squadra alla vittoria del nuovo campionato e della Taça de Portugal, la coppa nazionale. In quest’ultima competizione è particolarmente determinante, riuscendo a mettere a segno la sua prima tripletta nei quarti di finale contro il Leixões (partita vinta per 6-2) e una doppietta nella semifinale d’andata contro l’Estoril.

Dopo due ottime stagioni in Portogallo, attira l’interesse dell’Olympique Marsiglia, che lo rileva dal Benfica per 15 milioni di euro. La stagione 2017/2018, tuttavia, è indubbiamente influenzata dai 3 infortuni: il primo, un infortunio muscolare subito a fine luglio, lo mette K.O. per 2 mesi impedendogli di svolgere un’adeguata preparazione precampionato; il secondo e il terzo, invece, sono legati a dei problemi al tendine d’achille che lo tengono fuori per circa un mese e mezzo nella seconda parte della stagione. Ciononostante, riesce comunque a collezionare 19 presenze in campionato e 3 in coppa, realizzando rispettivamente 9 e 3 reti.

La stagione successiva dovrebbe essere quella del riscatto, ma a gennaio viene prestato fino a fine stagione al Galatasaray. A fine stagione altro prestito, questa volta in Olanda, al PSV. Entrambe le sue ultime esperienze hanno in comune una quantità irrisoria di presenze e di goal.

La sensazione è che, infortuni a parte, nell’ultima parte della sua carriera sia entrato in un circolo di prestiti senza né capo né coda. Tutto inizia in corrispondenza della sua seconda stagione al Marsiglia, quando viene allenato (per pochi mesi) dal nuovo allenatore, Villas Boas, che decide di metterlo alla berlina e di escluderlo definitivamente dal progetto mandandolo in prestito. I motivi della sua esclusione sono misteriosi, soprattutto se si dà una rapida occhiata al reparto offensivo del Marsiglia, a prescindere da posizioni in classifica o raggiungimenti europei. Il tecnico portoghese ha preferito riporre completa fiducia in Dario Benedetto, centravanti argentino ex Boca Juniors, sebbene questa scelta non abbia risolto la carenza di goal della squadra: la sensazione degli addetti ai lavori è che il Benedetto visto alla Bombonera non sia lo stesso del Velodrome. Nonostante Mitroglou sia più lento, abbia più nonchalance e sia meno tecnico dell’argentino, in area di rigore è una macchina da goal implacabile. Anche le statistiche volgono a favore di Mitroglou: il rapporto tra goal segnati e minuti giocati vede l’attaccante greco nettamente superiore rispetto all’argentino (Mitroglou 1 goal ogni 120 minuti, Benedetto 1 goal ogni 229 minuti). Mentre si può criticare il calciatore, non si può fare lo stesso con la sua professionalità, la dedizione al club e la sua persona, che è maturata moltissimo in questi anni; nonostante sia stato tagliato fuori dalla rosa e mandato in prestito per un anno e mezzo, non si è mai lamentato né attraverso i social network né attraverso interviste. Mai una parola fuori posto, anche se ha avuto più volte l’opportunità di seminare discordia, chiedendo magari un trasferimento o un confronto con l’allenatore. Ha aspettato pazientemente un’opportunità che non è mai arrivata.

Mitroglou è fuori condizione, non gioca dallo scorso marzo, ma l’Aris aveva iniziato a sondare il terreno già da qualche giorno. L’arrivo di Milik, che dovrebbe rimpiazzare il greco, ha facilitato le trattative. Il presidente dell’Aris Karipidis ha pubblicato un paio di giorni fa sul suo profilo Instagram una storia, che ritrae Mitroglou con la divisa da gioco dell’Aris, con tanto di scritta in inglese “done deal”. Ieri pomeriggio è sbarcato a Salonicco, questa mattina ha svolto le visite mediche: l’Aris ha concluso un grande trasferimento, aveva bisogno di un attaccante di peso e lo ha trovato in Mitroglou, che dovrà ritrovare la giusta forma fisica per poter continuare a dire la sua. In fondo, in Grecia ha sempre giocato bene, e potrebbe essere l’occasione per lui di rientrare nel giro della nazionale.

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Il Panathinaikos vuole celebrare alla grande i 50 anni da Wembley

Il 2021 è un anno particolare per il Panathinaikos perché è il 50° anniversario dall’Impresa di Wembley, come giustamente viene soprannominato il più grande successo del calcio greco a livello di club: la partecipazione del Panathinaikos nella finale di Coppa dei Campioni contro l’Ajax. Mezzo secolo è passato dal 2 giugno 1971 quando i Prasinoi, sotto la guida di Ferenc Puskás, hanno affrontato alla pari gli olandesi “volanti” di Johan Cruijff.

Questa impresa epica verrà festeggiata come merita. Il Panathinaikos FC dedica il 2021 alla squadra che più di ogni altra ha glorificato la società! Il 2021 sarà l’Anno di Wembley per tutta la famiglia del Trifylli!

Il Panathinaikos FC, volendo onorare i protagonisti di questo miracolo del calcio greco, ha progettato una serie di attività durante il 2021 che hanno come obiettivo la preservazione della memoria. Facendo rivivere le immagini, le nuove generazioni impareranno e verrà stimolata la memoria collettiva.

Concorso per il logo

La prima attività in ordine temporale, che presuppone la vostra partecipazione, è l’inizio di un concorso per la creazione del logo, il quale accompagnerà le prossime iniziative che riguardano l’Αnno di Wembley. Il logo verrà stampato sui vari gadget che verranno creati. Il concorso comincia subito e si concluderà il 1° febbraio. Chi desidera partecipare, dovrà completare il form che troveranno sul sito della società all’indirizzo https://www.pao.gr/wembley2021.

L’annuncio del logo vincitore avverrà il 3 febbraio sul sito della società e sui profili social ufficiali del Panathinaikos (Instagram, Facebook, Twitter). Il realizzatore del logo avrà tutta la serie di regali dell’Anno di Wembley e anche un doppio invito per l’anteprima del film sul Wembley.

Il film di Wembley

Il film per Wembley è la seconda iniziativa del Panathinaikos FC per far comprendere a tutti quanto fosse grande il percorso di quella squadra della stagione 1970-1971. La prima proiezione del film avrà luogo il 2 giugno, nell’anniversario della finale di Wembley, in una sala cinematografica che verrà comunicata prossimamente. Il film sarà di carattere storico in cui, tramite ricerche approfondite e interviste con i protagonisti, viene messa in risalto la massima impresa sportive con le sue implicazioni sociali. I più giovani impareranno e i più anziani ricorderanno che fatti all’apparenza non correlati si fossero legati in un modo magico, creando un’armonia assoluta!

Mostra fotografica virtuale

Il precursore del film sarà la mostra fotografica e di reperti storici virtuale. Valorizzando l’archivio del Panathinaikos e con il prezioso aiuto di ex calciatori, ma anche la collaborazione con i club che si sono trovato sulla strada del Trifylli per Wembley, sarà creata una mostra unica per i canoni greci. Purtroppo, la pandemia non consente la realizzazione della mostra dal vivo. Almeno, attraverso la rete, i milioni di tifosi del Panathinaikos da tutto il mondo potranno esplorare l’ambiente museale virtuale. La mostra aprirà le proprie porte interattive a maggio.

Serie di prodotti commerciali

L’Anno di Wembley avrà anche una sua serie commerciale. Magliette e tute che verranno indossate solamente nel 2021 e saranno da collezione, maglie da allenamento, zaini e indicativamente cappelli, sciarpe, tazze, penne, sottocoppe. Su tutti questi prodotti sarà raffigurato il logo vincitore del concorso e saranno disponibili a partire da febbraio.

Maglia da collezione

Nella prossima partita contro il Larissa, i giocatori del Panathinaikos indosseranno la maglia celebrativa dell’Anno di Wembley. Nella divisa da gioco un ricamo “abbraccerà” il trifoglio: da una parte ci sarà il numero 50 per l’anniversario del mezzo secolo e dall’altra la data della finale (il 2 giugno 1971, ndr). Inoltre, in tutte le partite casalinghe la squadra indosserà una maglia da allenamento dedicata all’anniversario di Wembley. Entrambi i prodotti saranno da collezione e verrano resi disponibili al pubblico da lunedì 11 gennaio tramite il sito www.paofc.gr.

Le attività per l’Anno di Wembley non si fermano qui. Ogni novità verrà annunciata sui canali ufficiali del Panathinaikos.

[Traduzione e adattamento dell’intero comunicato pubblicato oggi dal Panathinaikos FC.]

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Il Larissa minaccia di ritirarsi dal campionato!

Una decisione che avrebbe dell’incredibile. Il Larissa del presidente Alexis Kougias, attualmente penultimo con 7 punti in 13 partite giocate, starebbe pensando di ritirarsi dalla Super League 1 non per motivi economici ma per… i torti arbitrali!

Facciamo un passo indietro a domenica scorsa. Il Larissa ospitava il PAOK in casa e al 69′ si porta in vantaggio con il classe 2001 Dimitris Pinakàs, il next big thing del calcio ellenico. Al 95′ la squadra di Salonicco conquista un rigore, per atterramento di Swiderski da parte del portiere Nagy, che un minuto dopo viene trasformato da Vieirinha.

Un’azione che ha fatto scatenare numerose polemiche in casa Vyssinì (it. cremisi), a giudicare dal duro comunicato pubblicato a fine gara:

L’AEL FC (il Larissa, ndr) si lamenta molto dell’inesistente rigore assegnato dall’arbitro Evangelou, senza essere informato prima dal VAR, mentre Crespo e Szanucner (giocatore e collaboratore tecnico del PAOK, ndr), davanti agli occhi del quarto uomo Tsagkarakis, tenevano per il collo Bertos (difensore del Larissa, ndr) per non farlo entrare in campo, così i giocatori del PAOK potevano creare indisturbati l’azione che ha portato al rigore inesistente.

L’AEL FC manderà a Clattenburg (capo degli arbitri greci, ndr) il video della partita e in particolare tutte le azioni in cui Evangelou lasciava correre sui falli offensivi durante le azioni da fermo, ma anche l’ultima azione della partita in cui Evangelou e Tsagkarakis lasciavano Crespo e Sznaucner tenere fuori dal rettangolo di gioco Bertos. Così il PAOK ha organizzato l’azione in superiorità numerica e lo spazio in cui Swiderski ha fatto il movimento per conquistare il rigore inesistente sarebbe dovuto essere occupato proprio da Bertos.

Ci fa molta impressione qui a Larissa che Nova (pay-tv che ha i diritti per il campionato, ndr) e i suoi telecronisti non abbiano mai fatto rivedere l’azione. Ed è la prima volta che avviene in un’azione che decide il risultato finale.

Nel video sugli episodi dubbi della 14° giornata pubblicato oggi, che potete trovare qui, Mark Clattenburg dà tuttavia ragione a Evangelou (minuto 5.12) nell’azione del rigore al PAOK, dicendo che:

Il portiere non entra in contatto col pallone e va chiaramente ad intercettare la corsa dell’attaccante con le braccia, andando a toccare il suo piede e facendolo cadere.

Dopo le partite Panetolikos 2-1 OFI e Lamia 2-0 Aris, con le vittorie delle dirette concorrenti del Larissa in partite con qualche dubbio arbitrale, la società di Alexis Kougias ha emesso questo comunicato poche ore fa:

[…]
La nostra pazienza si è esaurita. Visto che la nostra società ha dimostrato nel tempo che non fa calcoli e non ha paura di niente, se questo comportamento illegale nei nostri confronti e i chiari vantaggi per i nostri avversari andranno avanti, arriveremo alla triste decisione di ritirare la nostra squadra o di giocare con la nostra U-19, in modo tale da non svincolare i nostri giocatori richiesti da altre società. Questo per dare una fine al marciume che regna dal 1996 nel calcio greco e che è stato purtroppo sopportato dai governi precedenti.
Naturalmente i primi che verranno informati saranno il premier Kyriakos Mitsotakis, il signor Gerapetritis (ministro “dello Stato” senza portafoglio, ndr) e i signori Laković e Georgiou della UEFA (rispettivamente direttore delle associazioni nazionali e uno dei membri di spicco dell’organo presieduto da Čeferin, ndr).

Dopo aver depositato la denuncia, Alexis Kougias terrà una conferenza stampa ad Atene, molto probabilmente in diretta su una nota rete televisiva a causa del coronavirus.

Domani il Larissa ospiterà il PAS Giannina e domenica prossima affronterà il Panathinaikos.
Con la speranza che una delle società più storiche del calcio greco, nonché vincitrice del campionato nel 1988 e della Coppa (1985 e 2007), prosegua in maniera regolare la Super League 1 2020-2021.

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Ufficiale: la Super League 1 sarà visibile anche in Italia su Novasports

Un punto di svolta per tutti i tifosi della Super League 1, in Italia e nel mondo. La pay-tv Novasports, emittente sportiva tra le più affermate del paese nonché detentrice dei diritti esclusivi per la trasmissione del massimo campionato greco per la stagione 2020-2021, ha inaugurato Novasports World, un nuovo canale sportivo che permetterà ai tifosi di poter assistere in streaming alle partite del campionato.

È possibile sottoscrivere due diversi tipi di pacchetti (pass) per guardare le partite della Super League 1, attraverso la sezione online del sito. L’offerta, valida per tutto il mondo al di fuori della Grecia e di Cipro, è suddivisa in due pass:

  • il Weekly pass (settimanale) permette di guardare «le principali partite del campionato di calcio greco in esclusiva, live e on demand» per 6.99€ alla settimana, con uno sconto del 40% (prezzo originario 11.99€); 
  • il 2nd Round pass è invece proposto per i seguaci più assidui: viene proposto il girone di ritorno del campionato per 40€, anche qui con uno sconto del 40% (prezzo originario 67.50€). Inoltre, in questo pacchetto sono incluse anche le cinque partite che si devono recuperare dal girone di andata, tra cui PAOK-Olympiakos (6° giornata, 13 gennaio, con una postilla che leggerete di seguito) e Aris-AEK (8° giornata, 14 gennaio).

Entrambe le offerte prevedono il “no committment”, ovvero risultano cancellabili in qualsiasi momento. Novasports World offre anche, oltre tutte le partite del campionato greco, anche live shows (come Time of Champions e Super Euroleague per la pallacanestro), un archivio che raccoglie le partite a partire dal 1995, documentari sportivi e archive shows.

In questo nuovo sistema c’è, però, un’eccezione: come alcuni di voi ricorderanno, il PAOK ha lanciato lo scorso anno PAOK TV, una piattaforma in abbonamento e pay-per-view che trasmette le partite casalinghe del club bianconero insieme a contenuti video on-demand esclusivi e programmi speciali. La piattaforma include, oltre le partite di campionato, anche trasmissioni, talk show e interviste esclusive, ed è disponibile in greco, russo e inglese. Nonostante non sia ancora chiaro, è plausibile che le partite al Toumba rimangano esclusiva del club di Salonicco, mentre quelle in trasferta siano fruibili su Novasports.

Una grande opportunità per tutti i nostri lettori interessati alla Super League 1, che adesso sarà visibile comodamente da casa propria senza dover incorrere in siti streaming illegali, e con l’opzione di poter pagare un solo turno di campionato o l’intero girone di ritorno. Per chiarimenti e per dare un’occhiata alle offerte, vi lasciamo il link della pagina di Novasports; in caso di ulteriori domande su iscrizione, pagamento ed altro, in alto a destra c’è la sezione FAQ, dove ogni vostro dubbio sarà chiarito.

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