Come il Panionios è risorto dalle ceneri nel 1998

Negli anni Novanta il Panionios retrocede due volte (1992, 1996) ed economicamente non naviga nell’oro.

All’alba della stagione 1997-1998, quella del ritorno in Αlpha Ethniki, i rossoblù affrontano tantissimi problemi: i giocatori non percepiscono gli stipendi e in campionato flirta con un’altra retrocessione. Nell’ottobre del 1997 due giocatori – Wassberg e Kamitsis – scioperano perché non vengono pagati da quattro mesi e il presidente Loukas Siotropos cerca disperatamente fondi. L’allenatore Giannis Kyrastas si sente tradito, perché quando aveva firmato il contratto, aveva chiesto alla dirigenza di non avere debiti nei confronti dei giocatori, in modo da farli giocare liberamente.

Nemmeno a novembre la situazione migliora e Kyrastas si dimette: al suo posto Christos Emvoliadis, un ex giocatore che ha militato per quindici anni al Panionios tra gli anni Settanta e Ottanta. Questo cambio arriva pochi giorni prima del debutto in Coppa ad Elefsina.

Il Panelefsiniakos, squadra di Beta Ethniki, approfitta del momento negativo del Panionios e lo batte 3-1. La squadra di Nea Smyrni in casa ribalta la situazione e con un secco 3-0 stacca il pass per gli ottavi, dove affronta l’Orfeas Alexandroupolis, società di Gamma Ethniki. La squadra di Emvoliadis si qualifica col minimo sforzo: 0-0 nel capoluogo della Tracia e 1-0 in Attica.

Ai quarti supera l’Apollon Kalamarias (4-2 in casa, 0-2 a Salonicco) e in semifinale, grazie alla rete di Vokolos al Toumba, batte anche il PAOK (1-1 a Salonicco, 1-0 a Nea Smyrni).

La finalissima del 29 aprile 1998 contro il favoritissimo Panathinaikos si gioca al Georgios Karaiskakis, che non è affatto l’impianto ipermoderno e ben ristrutturato che potete vedere adesso. Un giorno prima della partita, la Prefettura del Pireo ha ritenuto «inadatto» lo stadio, che aveva problemi ovunque, dagli spalti fino all’impianto di illuminazione. L’ente organizzatore risolve il problema “alla greca”, con toppe qua e là e riduzione del pubblico sugli spalti, con circa 10.000 tifosi per ogni squadra.

I tifosi del Panionios fanno sparire subito i biglietti. L’entusiasmo è palpabile, anche perché la cabala è dalla loro parte: nella prima Coppa vinta nel 1979, la finale si è giocata sempre al Karaiskakis e in campo c’era Emvoliadis, l’attuale allenatore. Ma c’è anche un altro motivo, una rivalsa contro il Trifylli: 18 febbraio 1996 e il Panionios perde contro il Panathinaikos dopo decisioni dubbie dell’arbitro Spaneas, contribuendo anche alla retrocessione della squadra di Nea Smyrni.

LA FINALISSIMA

La partita non è tra le più spettacolari nel primo tempo. I 21.436 spettatori vedono di tutto nella ripresa, invece, e già dalla prima azione.

Kamitsis viene steso da un brutto fallo di Georgiadis e l’arbitro Borovilos – sì, l’attuale presidente dell’Asteras Tripolis – estrae il rosso, con il Panathinaikos che rimane in dieci. Al 52′, in superiorità numerica, il Panionios mette la freccia: cross al bacio di Kamitsis per Nalitzis che, lasciato solo nel cuore dell’area, insacca di testa.

Lo stesso attaccante 21enne commenta così quel momento:

I momenti subito dopo il mio gol non si possono descrivere a parole. Quando è finita la partita, quello che abbiamo vissuto è stato incredibile.

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Una rete talmente importante che anche adesso è un coro dei tifosi del Panionios: «Μα θα θυμάσαι μια ζωή, το γκολ του Ναλιτζή!» (it. «Τi ricorderai per una vita, il gol di Nalitzis!»).

Il Panionios in venti minuti rimane addirittura in nove: al 56′ Kamitsis viene espulso per doppio giallo e al 72′ Ioannidis stende l’ultimo uomo Warzycha, andando sotto la doccia.

In nove, ma resiste. Resiste fino al fischio finale.

Un momento in cui tutte le difficoltà della stagione si cancellano per il Panionios, che nel prepartita era molto tranquillo, come dichiarato dal tecnico Emvoliadis:

In albergo eravamo calmi, vedevamo la finale come una festa. Io ho parlato solo cinque minuti ai giocatori, perché mi avevano pregato di non dire molto per non andare in ansia. Ho detto loro: «Siamo alla pari, possiamo alzare la coppa». Ci credevano anche loro. Noi nel 1979 non ci credevamo, ma i ragazzi del 1998 credevano nell’impresa.

Per la prima volta nella storia, il Presidente della Repubblica greca è presente alla consegna della coppa. Infatti, Kostas Stefanopoulos, come farà per tutta la durata del suo mandato, consegna la coppa al capitano Leonidas Vokolos, che qualche mese dopo andrà al Panathinaikos insieme a Takis Fyssas.

Da una parte la gioia, dall’altra le polemiche. Dagli spalti piovono insulti e bottigliette tra i tifosi del Panathinaikos e Krzysztof Warzycha, il loro capitano e alfiere, che reagisce in maniera energica, come vedete in foto, sotto gli occhi stupiti del presidente greco Stefanopoulos.

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Nea Smyrni diventa una cittadina ubriaca di gioia. Il pullman della società ci mette quasi due ore per fare duecento metri, perché sono tutti per strada ad esultare.

Il 29 aprile per il Panionios è una data storica: il cielo è diventato rossoblù, una delle poche volte in Grecia in cui Davide batte Golia, l’ultimo trofeo per l’Istorikos.

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P.S. Anche adesso il Panionios è in difficoltà e in panchina siede proprio il capitano del 1998, Leonidas Vokolos. Per un’altra volta, nel momento del bisogno, arriva un ex giocatore a provare a risollevare la situazione.
E speriamo che finisca come l’avventura di Emvoliadis.

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La penultima di regular season: la fuga dell’Olympiakos e la lotta a quattro per il sesto posto

A novanta minuti dalla fine della prima fase di Super League 1, la giornata che si è appena conclusa ha avuto di tutto e di più. Abbiamo visto autoreti decisive, squadre che segnano dopo più di un mese, altre che perdono il treno playoff e anche… uno schiaffone!

L’ASTERAS CONTINUA A SPERARE MENTRE SCOPPIA IL CASO DONIS

Asteras Tripolis 1-1 Panathinaikos [51′ rig. Macheda (P), 85′ Jauregi (A)]

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Contrasto tra Kourbelis e Iglesias: i capitani di Panathinaikos e Asteras Tripolis

Partiamo da giovedì, con la bomba che cade sul Panathinaikos. In un’intervista rilasciata alla pay-tv NOVA, il tecnico del trifylli Giorgos Donis parla di problemi nei rapporti con la dirigenza, lasciando anche la porta aperta alle dimissioni. Il Panathinaikos venerdì scorso ha emesso un comunicato distensivo e i giocatori si schierano col proprio allenatore, che sabato è andato a Tripoli forte del suo quarto posto matematico.

Dopo un primo tempo bruttino, nella ripresa succede di tutto. Al 47′ Dominik Nagy viene steso in area da Tasoulis e l’arbitro, dopo un consulto VAR, assegna il rigore al PanathinaikosFederico Macheda batte il penalty, il portiere Papadopoulos blocca, però aveva entrambi i piedi davanti alla linea di porta. Al secondo tentativo, Macheda sblocca il match, il quale avrà in Ghayas Zahid un protagonista negativo.

Il trequartista norvegese si fa espellere al 65′ – secondo giallo per proteste – e i verdi arretrano pericolosamente il baricentro. Non basta l’inserimento del 18enne Alexandropoulos come mediano di contenimento, perché l’Asteras pareggia i conti con Jauregi nel finale, mantenendo ancora vive le speranze playoff.

L’ARIS AI PLAYOFF, IL LAMIA NO… MA RITROVA UN SUPER ARAVIDIS!

Lamia 2-2 Aris [24′ Aravidis (L), 48′ Aravidis (L), 52′ Larsson (A), 54′ Ideye (A)]

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Aravidis è tornato!

Partita molto godibile in quel di Lamia: i padroni di casa volevano raggiungere il treno playoff, mentre l’Aris voleva staccare definitivamente il pass per le prime sei.

Christos Aravidis è stato ingaggiato dal Lamia per coprire il vuoto lasciato da Rogerio Thuram e diciamo che se l’è cavata egregiamente al debutto. L’azione del rigore – poi fallito da Vasilogiannis al 19′ – è partita dai suoi piedi, mentre la doppietta che porta i suoi sul 2-0 è firmata da lui. Per il 32enne attaccante ex AEK il giusto premio per non aver mai smesso di lavorare, nonostante i momenti negativi durante la sua carriera.

Questo non è bastato alla squadra di Akis Mantzios, che si fa rimontare in poco più di 150 secondi: prima un tiro a giro perfetto dello svedese Daniel Larsson e poi il timbro di Brown Ideye permettono all’Aris di approdare ai playoff, grazie anche alle squadre dietro che hanno rallentato.

VITTORIA DI PLATINO PER IL PANETOLIKOS: A +7 DAL PANIONIOS!

Panetolikos 1-0 Panionios [53′ Rosa]

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Farley Rosa, una perla che vale tanto

Il Panionios è all’ultimo posto e reduce dal caso Papavasiliou: l’allenatore si è dimesso e ha denunciato il fatto che nessuno venga pagato da quattro mesi. Al suo posto l’allenatore della Primavera Koropoulis, che non evita l’ennesima sconfitta proprio contro la diretta concorrente per la salvezza: il Panetolikos di Makis Chavos.

Una vittoria giusta per quanto hanno fatto vedere i padroni di casa ad Agrinio, che colpiscono con un lampo di Farley Rosa da 25 metri. L’Istorikos troppo rinunciatario, con il baricentro basso e mai pericoloso: ora il Panetolikos penultimo dista 7 punti e servirà un bel miracolo per provare almeno a raggiungere lo spareggio salvezza.

Obiettivo che cercherà di centrare con Leonidas Vokkolos in panchina: l’ex difensore ha giocato con il Panionios dal 1986 al 1998 e in questa stagione ha già allenato Kerkyra e Olympiakos Volou.

IL PAREGGIO FA MALE A ENTRAMBE: VOLOS E LARISSA AI PLAYOUT

Volos 0-0 Larissa

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Un tempo per uno nel derby della Tessaglia, ma il pareggio non serve a nessuna delle due, perché perdono il treno dei playoff e saranno costrette a giocare una post season all’insegna del settimo posto, più che per un posto al sole in Europa.

Torje si mette in luce per gli ospiti all’inizio del primo tempo ma il suo tiro termina fuori. Il Volos – in superiorità numerica dal 51′ per il rosso a Markovic – ha la migliore occasione della partita all’85’ con Chica, ma da due passi spedisce il pallone alto di testa.

L’ATROMITOS TORNA (FINALMENTE!) A SEGNARE

Atromitos 1-0 Xanthi [29′ Androutsos]

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Androutsos segna la prima rete dell’Atromitos dopo 43 giorni!

Partita tra le squadre meno in forma del campionato: l’Atromitos non segna da più di un mese e lo Xanthi che nel girone di ritorno ha un ruolino disastroso con 10 punti in 11 partite.

Una delle due si doveva sbloccare ed è la rete di Androutsos che porta l’Atromitos a vincere dopo ben otto partite. Lo Xanthi, invece, è davvero un caso incredibile: ha ancora speranze per andare nei playoff – anche se deve battere il PAOK e le sue rivali non devono vincere – però non vince da sette partite!

E ORA CHI LI FERMA QUESTI GIALLONERI?

AEK 3-0 OFI [5′ Mantalos, 8′ Verde, 31′ Verde]

Lo schiaffone di Carrera a Marko Livaja
Lo schiaffone di Carrera a Marko Livaja

Ormai abbiamo finito le parole per questa AEKNon subisce reti da oltre 450′ (l’ultima il 22 gennaio all’89’ della partita contro il Volos) e ha preso la buona abitudine di mettere sotto gli avversari appena l’arbitro mette il fischietto in bocca per la prima volta.

E, stavolta, le reti nei primi 10′ sono addirittura due, piegando subito l’OFI in un Olimpico a porte chiuse per gli episodi contro l’Olympiakos. Rinasce Daniele Verde – prima doppietta in Grecia – e Marko Livaja regala nel recupero un siparietto curioso col proprio allenatore Massimo Carrera.

Già ammonito, l’attaccante ex Inter si è procurato un altro giallo di proposito per vedere il cartellino rosso. Questo perché, secondo il regolamento in Grecia, se raggiungi un determinato numero di ammonizioni, sei costretto a saltare due partite per squalifica. Così il croato si è fatto espellere per doppia ammonizione, per non giocare contro il Panionios all’ultima giornata ed essere pronto per i playoff. Uscendo dal campo, Livaja si è beccato un simpatico schiaffone da Massimo Carrera, tra l’ilarità generale.

L’OLYMPIAKOS RIPAGA IL PAOK CON LA STESSA MONETA DELLA SCORSA STAGIONE

PAOK 0-1 Olympiakos [49′ aut. Giannoulis]

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Tsimikas, la rivelazione del campionato, con gli occhi alla Schillaci a Italia ’90

Vi ricordate l’autorete di Vukovic in Olympiakos-PAOK del settembre 2018, che risulterà decisivo per il grande campionato vinto dai bianconeri di Lucescu?

Ecco, la squadra di Pedro Martins mette in scacco la partita al Toumba nella stessa maniera e praticamente nello stesso secondo, come segnalato da SDNA: Vukovic ha infilato il proprio portiere al minuto 48:20, mentre Giannoulis ieri ha battuto Paschalakis al minuto 48:15!

Una coincidenza quasi mostruosa in una partita con cui l’Olympiakos ha mostrato una maggiore prontezza mentale e tattica nei confronti del PAOK di Abel Ferreira, che perde in casa dopo ben 33 mesi. I padroni di casa lamentano un fallo da rigore non fischiato all’81’ su un contrasto Pelkas-Tsimikas: l’arbitro tedesco Tobias Stieler era vicino all’azione e anche il VAR ha taciuto.

L’Olympiakos ora è sul +5 con il miglior attacco (51 reti) e la migliore difesa (9 reti) del campionato: con altri due scontri diretti contro il PAOK nei playoff, ormai solo la squadra di Pedro Martins può perdere questo campionato.

CLASSIFICA

1. Olympiakos 63 (ai playoff)
2. PAOK 58 (ai playoff)
3. AEK 50 (ai playoff)
4. Panathinaikos 41 (ai playoff)
5. Aris 34 (ai playoff)
6. OFI Creta 31
—————————————————-
7. Asteras Tripolis 30
8. Atromitos 29
9. Xanthi 29
10. Lamia 27 (ai playout)
11. Larissa 27 (ai playout)
12. Volos 27 (ai playout)
13. Panetolikos 17 (ai playout)
14. Panionios 10 (ai playout)

 

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Il sorteggio di Coppa per le semifinali e la grande incognita della finale

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Si è svolto stamattina il sorteggio per le due semifinali di Kypello Elladas e le coppie, viste anche le squadre qualificate fino a questo punto del torneo, sono molto interessanti.

Infatti, a sfidarsi in un doppio confronto per contendersi la finale saranno:

PAOK-Olympiakos
AEK-Aris

L’andata si giocherà il 4-5 marzo, mentre il ritorno il 22-23 aprile. Nella prima sfida l’andata sarà al Toumba di Salonicco, mentre l’AEK sarà la padrona di casa all’andata, con l’Aris che ospiterà il Dikefalos ad aprile.

Con la nuova formula dei playoff, questo sorteggio ci mette di fronte a due big match interessanti. PAOK Olympiakos si incontreranno per altre cinque (!) volte in questa stagione: questa domenica per la penultima giornata di campionato, due per la Coppa e altre due per i playoff.

AEK Aris, invece, giocheranno per altre quattro volte: due in Coppa e, molto probabilmente, due nei playoff.

…E LA FINALE DOVE SI GIOCHERÀ?

A giugno, la Federcalcio greca apre anche all’estero, per la prima volta, con questo comunicato:

La finale si disputerà su un campo neutro, ossia su un campo che non è la sede di nessuna delle due squadre. La Federcalcio può decidere come sede della finale anche un campo che appartiene ad una Federazione straniera.

Quindi la sede della finale del 23 maggio, data decisa a luglio, dipenderà dalle squadre che arriveranno all’ultimo atto, che ha visto tre derby consecutivi tra PAOK e AEK nelle ultime tre stagioni. Dato che anche nelle semifinali ci saranno partite di cartello – ossia ad “alto rischio” – sicuramente avremo arbitri stranieri nelle ultime cinque partite di questa competizione.

Non è scontato che si giochi all’Olimpico di Atene come nelle scorse due edizioni.

La finale può anche essere un derby di Salonicco, un Aris-PAOK: nel 1970 (vittoria dei gialloneri al Kaftantzoglio, ndr) e nel 2003 (vittoria dei Dikefaloi tou Vorrà al Toumba, ndr) la finale si è giocata a Salonicco, per evitare l’esodo di massa dei tifosi verso l’Attica.

Noi speriamo comunque di vedere una sfida con uno stadio pieno, non come lo scorso 11 maggio quando il PAOK alzò la coppa davanti a 1040 spettatori, invitati dalla Federcalcio greca, all’Olimpico.

E ci auguriamo, viste le partite sorteggiate, che non ci siano scontri di alcun tipo: che questa Coppa dia un segnale di ripresa del calcio greco.

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Massimo Carrera e l’AEK: è un rapporto che sta funzionando?

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Sono passati due mesi dalla prima partita di Massimo Carrera sulla panchina dell’AEK – vittoria in trasferta contro lo Xanthi con rete di Galanopoulos lo scorso 14 dicembre ed è il momento di tracciare un primo bilancio del tecnico sestese ad Atene.

In un periodo in cui i gialloneri cercavano stabilità in modo tale da mantenere il terzo posto in vista dei playoff, Massimo Carrera sembra la persona giusta nel momento giusto. Il suo calcio non è spettacolare ma punta molto alla sostanza, al risultato. E noi proviamo ad analizzarlo con i numeri, quelli che contano.

LA DIFESA: DA RIVEDIBILE A UN FORTINO INESPUGNABILE

Tredici partite giocate tra campionato e Coppa: otto vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta contro il PAOK. Ma il dato più sorprendente è nella casella delle reti subite.

Con le precedenti gestioni di Cardoso Kostenoglou in questa stagione, l’AEK è stata trafitta 21 volte in 17 partite (media di 1.23 reti/partita). Massimo Carrera, da buon ex difensore, ha blindato il settore difensivo e le reti subite sono solo 6 in 13 partite (0.46 reti/partita), con ben 7 partite con la porta inviolata: gli avversari non sono mai riusciti a segnare più di una rete alla nuova AEK targata Carrera!

Infine, il tallone d’Achille dei gialloneri erano le azioni da fermo con le precedenti gestioni: con Carrera non ha mai subito alcuna rete in questo modo. Il lavoro c’è e si vede, con il terzo posto in campionato ormai in tasca in vista dei playoff e una semifinale di Coppa da conquistare.

È UN’AEK DEMOCRATICA IN CAMPO E NEI GOL

Diciotto reti segnate da tredici (!) giocatori diversi: Galanopoulos, Mantalos (2), Livaja (3), Verde, Oliveira (2), Simoes, Lopes, Oikonomou, Albanis (2), Klonaridis, Krsticic, Svarnas e Araujo.

Tredici formazioni diverse in altrettante partite e un rotation che da quelle parti non si vedeva da tanto tempo, con ben ventotto giocatori che sono scesi in campo in questi due mesi e alcuni giocatori letteralmente rivitalizzati.

Vranjes Livaja che sono al totale servizio della squadra, Svarnas Krsticic ormai titolari fissi, i terzini Bakakis Lopes insostituibili e i nuovi acquisti SzymańskiAraujo già entrati nei meccanismi di Carrera.

Tutte le scelte che sta prendendo l’ex Juventus Spartak Mosca sono azzeccate.

Finora, il lavoro di Massimo Carrera è pienamente positivo. Un’operazione extreme makeover, ancora in corso, che sta dando già i primi frutti.

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Il Parlamento ha appena approvato l’emendamento Avgenakis: non più retrocessioni ma penalizzazioni

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Avgenakis presente in Parlamento

E la patata bollente è passata dal Parlamento. Dalla retrocessione alla penalizzazione dai 5 ai 10 punti per casi analoghi a quelli di PAOK Xanthi, ossia sulla multiproprietà delle società professionistiche.

Pochi minuti dopo mezzogiorno (ora italiana, ndr) la Voulì, presieduta dal primo vicepresidente ed ex sindaco di Atene dal 2007 al 2010 Nikitas Kaklamanis, ha votato per il cambio della norma sulle retrocessioni, decisa dal viceministro dello Sport Lefteris Avgenakis, col lasciapassare del premier Kyriakos Mitsotakis, assente per la visita a Parigi con il presidente Macron.

Il partito di maggioranza Nuova Democrazia continua la linea dura dopo l’espulsione dell’europarlamentare Theodoris Zagorakis e promette di espellere chi avrebbe votato contro questο «emendamento Avgenakis», con i soli. Syriza, con l’ex premier Alexis Tsipras presente in aula, chiede – e ottiene – la votazione nominale, motivo per cui il risultato è arrivato dopo pochi minuti, col sistema telematico presente nel Parlamento greco.

Sui 246 voti totali, 156 hanno votato a favore e 90 si sono schierati contro l’emendamento 148/12, che oramai rientra tra le leggi dello Stato greco.

 

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PAOK e Xanthi rischiano davvero di essere esclusi dalla Super League 1?

La grande notizia di ieri, caduta come una bomba sul calcio greco, ha dell’incredibile: la EEA (Commissione dello Sport Professionistico greco) ha proposto la retrocessione per il PAOK – multiproprietà – e per lo Xanthi – a causa di infrazioni sulla composizione del pacchetto azionario. Ovviamente si tratta solo del primo passo, perché in Grecia le decisioni della EEA passano dalla Super League, che ha potere esecutivo riguardo a retrocessioni o decisioni restrittive. Successivamente, il caso entra sotto la lente della Commissione Ricorsi della EPO, la Federcalcio greca, e infine al TAS di Losanna.

COME HA FATTO IL GOVERNO AD INFLUENZARE QUESTA DECISIONE?

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A sinistra Kyriakos Mitsotakis e a destra l’attuale viceministro dello sport Lefteris Avgenakis, quando ha vinto la moneta della Vasilopita del 2017

Il caso della multiproprietà Xanthi-PAOK si trovava sui giornali già da inizio dicembre, ossia quando il canale televisivo OPEN, di proprietà di Marinakis, ha mandato in onda questo servizio, scoprendo le carte sul «più grande scandalo della storia del calcio greco».

Il viceministro dello sport Lefteris Avgenakis ha cambiato due membri, sui cinque totali, della Commissione dello Sport Professionistico greco: al posto dei professori dell’Università della Tracia Dimitris Trantafillakis e Dimitris Avgitidis, arrivano il nuovo presidente Tzoulakis ad agosto e il professor Farantouris, professore dell’Università del Pireo, solo due giorni prima della decisione. I due nuovi membri si sono schierati a favore della retrocessione di PAOK Xanthi, cosa che ha suscitato molte reazioni.

Ci sono state anche polemiche riguardo al tempismo della decisione, arrivata proprio mentre il PAOK si trovava in campo ieri pomeriggio contro il Volos (vittoria per 1-0, 60′ Vieirinha, e sorpasso in vetta sull’Olympiakos, ndr).

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«Αvgenakis sei finito»: striscione apparso durante PAOK-Volos di ieri

Invece Avgenakis, ormai nell’occhio del ciclone, su Twitter ha pubblicato:

E stamattina ha ricevuto anche un omaggio da parte di qualche hacker, che ha trasformato il proprio sito personale, attualmente offline, così:

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ANCHE UN MEMBRO DI NUOVA DEMOCRAZIA VA CONTRO LA DECISIONE DELL’EEA… E SI TRATTA DI ZAGORAKIS!

Il capitano di Euro 2004, ex presidente del PAOK ed ex eurodeputato con Nuova Democrazia Theodoros Zagorakis è pronto a lasciare il proprio partito, pubblicando questo comunicato:

La decisione di oggi della Commissione dello Sport Professionistico è esasperante, condannabile e senza precedenti. Si tratta di un prodotto a favore degli interessi di alcune società ed è un torto nei confronti del PAOK e del calcio greco. Non esiste alcun dubbio che il giudizio della Commissione è senza alcuna base legale.

Purtroppo anche la stessa composizione della Commissione solleva serie questioni etiche sull’intero procedimento. La situazione che si è creata nell’ultimo periodo sottovaluta l’intelligenza degli sportivi greci e sminuisce chi ha servito il calcio greco.

Siccome non ho imparato nella mia vita a risparmiarmi le parole e a nascondermi, dichiaro esplicitamente: L’autogoverno del calcio greco non può essere usato come giustificazione. Le persone che hanno nominato questa Commissione sono responsabili dell’attuale situazione nel calcio greco.

Ora la questione primaria è di fermare questa farsa. Se questo non avviene, se il PAOK non ne esce pulito, io non posso trovarmi nello stesso partito di coloro che si rivolgono a terzi contro il PAOK e lo stesso calcio greco. Mi impegnerò a dare il meglio per il PAOK, ovunque sia necessario.

PAOK-OLYMPIAKOS, UNA LOTTA TRA I GALLI DEL CALCIO GRECO

in.gr
Da sinistra: Avgenakis, in secondo piano Ioannis Kalpazidis (nipote di Savvidis e personaggio chiave nell’ambito della multiproprietà) e Ivan Savvidis [fonte in.gr]
Subito dopo la fine di PAOK 1-0 Volos, la società bianconera ha pubblicato un comunicato, chiedendo al premier Mitsotakis l’allontanamento del viceministro Avgenakis perché «è pericoloso per lo sport e per l’unione del paese».

Il vicepresidente del PAOK Makis Gkagkatsis, in una trasmissione televisiva, prima critica il tempismo della decisione («Volevano uno spargimento di sangue. Il comunicato dell’Olympiakos e la dichiarazione di Avgenakis sono come un teatro d’ombre») e poi minaccia:

Le reazioni del popolo del PAOK saranno senza precedenti. Tutta la gente è sotto shock per una decisione legalmente non supportata. Il governo di Nuova Democrazia vuole far retrocedere il PAOK. Avgenakis, lo dico chiaramente, sotto i comandi di Marinakis, vuole far retrocedere il PAOK. [Su Avgenakis] È la vergogna della Grecia, la vergogna di Creta, la vergogna di Irakleio. È una vergogna che rappresenti questo governo, è fuori dal mondo.

E l’Olympiakos risponde iniziando il proprio comunicato con questa pesantissima frase, rigettando al mittente le accuse:

Chi sta offuscando la storia del PAOK e lo ha portato in questa tragica posizione si chiama Ivan Savvidis.

A MEZZOGIORNO, MITSOTAKIS HA PRESO LE SUE DECISIONI

[Aggiornamento] Il premier Kyriakos Mitsotakis ha annunciato l’espulsione di Zagorakis dal gruppo europarlamentare di Nuova Democrazia, tramite un annuncio del portavoce del governo Stelios Petsas.

Infine, e questa è la notizia più importante, il Presidente del Consiglio ha deciso per un cambiamento della norma, con il blocco delle retrocessioni d’ufficio e una punizione che andrebbe dai 3 ai 10 punti di penalizzazione con ammenda. Voci vicine al governo dicono che il PAOK avrà 6 punti e lo Xanthi 10 punti di handicap in classifica, oltre ad una multa, scampando così ad una retrocessione.

Una situazione ancora tutta in divenire: Avgenakis, viste le critiche all’interno del suo partito, ha il posto più in bilico che mai e il tandem PAOK Xanthi ora dovrà aspettare la Super League per la decisione finale.

Quello che è certo, però, è il fatto che si stia scrivendo un’altra brutta pagina del calcio greco. E noi continueremo a raccontarvelo, nonostante tutto.

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Il nuovo stadio del Panathinaikos: una maledizione che sta durando fin troppo

Mettetevi comodi, tifosi del Panathinaikos e non, perché questa è una delle storie più tristi e malinconiche che possano capitare ad una squadra dal blasone del Trifylli, l’unica società greca ad essere arrivata in finale di Coppa dei Campioni.

λεοφορος
Lo stadio che ha preso per mano una società adolescente e l’ha accompagnata fino ai suoi cent’anni

LEOFOROS, IL PRIMO GRANDE AMORE

La sua casa è (stata) lo stadio Apostolos Nikolaidis, storicamente Leoforos, ossia “viale”: questo perché si trova nel bel mezzo di Leoforos Alexandras, un viale centralissimo di Atene. L’idea di questa posizione è arrivata a Giorgos Kalafatis, il quale nel 1908 ha fondato la sezione calcistica del Panathinaikos e nel 1924 ha ottenuto la concessione dal Comune di Atene per dare il via allo stadio e per mettere fine al pellegrinaggio della sua squadra in giro per i campi ateniesi.

Questa struttura è la storia del calcio in Grecia: infatti, è stato il primo impianto greco ad avere una tribuna di legno (1928), una tribuna con la copertura (1933), i riflettori per le partite in notturna (1938), il manto erboso (1958) e ad ospitare un incontro sportivo al coperto, nel Sepolcro indiano sotto i Gate 6 e 7 (1960). Senza dimenticare che la Nazionale greca ha giocato la sua prima partita ufficiale al Leoforos (07/04/1929 contro l’Italia, persa per 1-4, sotto gli occhi dell’appena maggiorenne Edda Mussolini, ndr).

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Il Sepolcro indiano, chiamato come il titolo del film di Fritz Lang del 1959

DALLA RISTRUTTURAZIONE FINO… AD UN NUOVO STADIO

Per decenni è stato lo stadio più moderno in Grecia, con tutte le innovazioni che passavano prima dal Leoforos e poi in tutti gli altri impianti.

Dagli anni Settanta circolano già i primi progetti per un totale rinnovamento dello stadio, con un secondo anello e un ampliamento dei posti per i tifosi. Siamo nel 1971, il Panathinaikos è stato appena battuto dall’Ajax in finale della Coppa dei Campioni, e si pensa a questa ristrutturazione in attesa di un nuovo stadio. (Spoiler: È passato mezzo secolo e la situazione è rimasta invariata. Insomma, con tanta calma).

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Progetto del 1971, tratto da un giornale dell’epoca

L’Apostolos Nikolaidis ormai non è più una struttura all’avanguardia e, nel 1984, il Panathinaikos trasloca nello Stadio Olimpico di Atene, inaugurato solamente due anni prima. Nel 1997 viene assegnata l’edizione dei Giochi Olimpici 2004 ad Atene ed è da questo momento che parte il calvario del Trifylli.

LA RICERCA DI UN TERRENO EDIFICABILE: COME CERCARE L’AGO IN UN PAGLIAIO

Infatti, l’Olimpico deve essere ristrutturato per le esigenze delle Olimpiadi e quindi si cerca una soluzione. Giorgos Vardinogiannis, patron dei verdi dal 1979 al 2000, nel 1998 comincia a incontrarsi col Ministro della Difesa Akis Tzochatzopoulos per la costruzione di un nuovo impianto a Goudì, zona a nord-est dal centro di Atene. L’idea viene bocciata definitivamente nel 2003, perché si trova nella Zona B del monte Imetto e quindi non ci possono essere costruzioni «ad uso commerciale»: lo stadio in sé non era un problema, ma uno stadio senza attività commerciali sarebbe stato inutile per il Panathinaikos.

Nell’estate del 2000, con l’Olimpico in rifacimento, i verdi tornano al Leoforos e le voci si susseguono sulle zone in cui costruire il nuovo stadio. Il quartiere residenziale di Galatsi viene bocciato perché non collegato da metro ma solo da autobus. La zona di Ellinikò entra tra le candidate nell’inverno del 2003, con l’allora Ministro della Cultura Venizelos che vede le elezioni vicine e ne parla apertamente. Il partito di Venizelos (il PASOK) perde la tornata elettorale nella primavera del 2004 e i tifosi del Panathinaikos sono insoddisfatti, poiché Ellinikò viene considerato più Pireo che Atene: nessuno si allontana dalla propria città, quindi anche questa idea viene cestinata.

E SE ALLA FINE… RISTRUTTURASSIMO? MA ANCHE NO

Addirittura circolano voci di un Leoforos stile Louis II del Principato di Monaco: uno stadio con il campo da gioco leggermente rialzato, in modo tale da ospitare nel sottosuolo delle attività commerciali. Idea molto innovativa ma impossibile da realizzare. Infatti, lo stadio è orientato sull’asse Est-Ovest e i nuovi stadi devono essere sull’asse Nord-Sud: ciò implicherebbe il cambiamento della topografia di Atene con lo spostamento del Ginnasio antistante e la cancellazione della via Tsocha. Un progetto troppo bello per essere vero, infatti anche questa idea non viene nemmeno presa seriamente in considerazione.

PANATHINAIKOS E VOTANIKOS… UNA STORIA INFINITA CHE PARTE DA UN ELICOTTERO

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A sinistra Aggelos Filippidis e a destra Dimitris Avramopoulos

Agli inizi del terzo millennio, il presidente del Panathinaikos Aggelos Filippidis viene immortalato con l’allora Sindaco di Atene Dimitris Avramopoulos su un elicottero sopra la zona di Votanikos, nella zona ovest della capitale greca. Comincia così un altra serie nella serie.

Nel 2005, il Sindaco di Atene Dora Bakogianni introduce il progetto della «doppia rigenerazione» con l’assegnazione della zona di Votanikos al Panathinaikos e all’imprenditore Babis Vovos per la costruzione di un centro commerciale. La giunta comunale eletta nel 2006 vede Alexis Tsipras come esponente di punta dell’opposizione, il quale lancia la campagna contro il centro commerciale ma a favore dello stadio. I tifosi del Panathinaikos attendono con trepidazione l’inizio dei lavori, criticando la dirigenza di Giannis Vardinogiannis a causa delle presunte connessioni del nuovo stadio col centro commerciale in costruzione, sempre smentite da Jigger.

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Il progetto per lo stadio di Votanikos

Settembre 2009 e il Panathinaikos ottiene finalmente il permesso di costruire uno stadio élite, da 40.000 posti con la possibilità di ampliarlo fino ai 55.000. Babis Vovos nel frattempo fallisce e viene ritirato il permesso per il centro commerciale.

Praticamente lo stesso declino che ha anche il PanathinaikosVardinogiannis lascia la società dopo diatribe interne, subentra una cordata di azionisti che nel 2012 cedono all’imprenditore Giannis Alafouzos.

Alafouzos ha in mente uno stadio molto più piccolo a Votanikos, di circa 25.000 posti per poi… tornare al Leoforos che attualmente ha quasi un secolo di vita!

DIMITRIS GIANNAKOPOULOS: È LUI IL SALVATORE?

L’Apostolos Nikolaidis attualmente non è di proprietà del Panathinaikos FC di Alafouzos ma della Polisportiva Panathinaikos, di cui è presidente Dimitris Giannakopoulos, patron anche del Panathinaikos BC (la sezione di pallacanestro, ndr).

A causa di un’altra diatriba all’interno della società, il Panathinaikos FC, dopo un periodo al Leoforos, torna nella stagione 2018-2019 all’odiato Olimpico, mentre Giannakopoulos ha un’idea incredibile nel 2018 per rialzare la squadra: l’Athens Alive! Una cittadina «verde» dello sport con uno stadio – l’Olimpico – ma anche alberghi, piscine, parco giochi: un progetto da oltre 1 miliardo di euro.

Fino ad arrivare ai giorni nostri e… al ritorno a Votanikos. Nel marzo del 2019 Giannakopoulos si rende conto che Athens Alive sta andando a rilento e rilancia l’idea Votanikos, incontrando l’allora premier Tsipras, il nuovo premier Mitsotakis e… il nuovo sindaco di Atene Kostas Bakogiannis, il figlio di Dora, la fautrice della «doppia rigenerazione» del 2005!

Tutto questo, però, senza essere arrivati a qualcosa di concreto. Il Panathinaikos, nel 2020, è nella stessa situazione del suo fondatore un secolo fa: alla ricerca di un posto per mettere fine al pellegrinaggio tra Olimpico Leoforos.

 

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