Krmenčík all’ultimo respiro, la coppa è del PAOK!

Una finale avvincente tra le due squadre più in forma del momento, che in finale di coppa non si incontravano da venti lunghi anni. Da una parte c’è il PAOK, che negli undici titolari e in una partita secca è la squadra più capace per mettere in difficoltà i campioni di Grecia, schierando un 3-4-3 offensivo che non ha lasciato spazio a molte interpretazioni. Dall’altra parte abbiamo l’Olympiakos, reduce dalla vittoria del secondo campionato di fila, che ha saputo dimostrare qualità ed esperienza nell’arco di una stagione intera, e che con la vittoria della Kypello Elladas avrebbe potuto mettere a tacere ogni voce che non fosse d’accordo con il fatto che i biancorossi sono stati i dominatori assoluti della più recente epoca del calcio greco.

Il prepartita

I tifosi dell’Olympiakos si sono dati appuntamento alle 18 (ore locali) al centro d’allenamento Rentis, per mostrare il loro supporto alla squadra, con fumogeni e cori.  Ad assistere alla partita c’è anche il patron dei kokkini Evangelos Marinakis, assieme a suo figlio Miltiadis.  Nella giornata di martedì Marinakis aveva fatto visita alla squadra dopo la seduta d’allenamento, come è prassi prima di partite molto importanti, chiedendo concentrazione e determinazione per i giorni a venire che precedevano la finale.

Sebbene la partita fosse a porte chiuse, circa duecento tifosi del PAOK venuti da Salonicco per caricare la squadra si sono radunati in via Menandrou (dove c’è la sede dei tifosi del PAOK) sotto l’occhio vigile della polizia, che ha pattugliato la zona per evitare contatti con i rivali dell’Olympiakos. La prefettura di Atene, al fine di evitare qualsiasi tipo di tafferugli anche con altri gruppi ultrà di altre squadre cittadine, ha vietato qualsiasi assembramento all’aperto dalla notte di venerdì 21 fino al mattino di domenica 23 maggio principalmente nelle zone di Piazza Omonoia, via Patission, via Akadimias e zone adiacenti. I divieti sopracitati sono stati indetti per evitare gravi rischi e minacce sia per la sicurezza pubblica sia per la vita socio-economica della città di Atene.

Prima della partita il presidente dei dikefalos Savvidis ha caricato la squadra attraverso una videochiamata, chiedendo ai calciatori di portare alto l’onore e la dignità del PAOK, di dare il massimo giocando con grinta ma senza ansia. Ha inoltre chiesto alla rosa di voltare pagina e di cercare di raddrizzare una stagione non eccellente, chiudendo il discorso con l’augurio di farsi aspettare da Vierinha con la coppa nello spogliatoio.

Il racconto della partita

La prima frazione di gioco è stata sostanzialmente equilibrata, sia per quanto riguarda il possesso palla sia per le occasioni create. L’Olympiakos al 25’ del primo tempo è costretto ad effettuare un cambio: Sokratis, che era stato convocato da Martins nonostante non fosse al meglio della sua condizione fisica, in seguito ad un contrasto con Warda chiede il cambio abbandonando il campo, lasciando spazio a Reabciuk che prende il posto dell’esperto difensore. Subito dopo la sostituzione forzata da parte dei kokkini, i bianconeri hanno trovato maggiore spazio negli ultimi venti metri che li dividevano dalla porta avversaria. Infatti, dieci minuti più tardi il direttore di gara, l’olandese Makkelie, accorda la massima punizione ai bianconeri: il difensore del thrilos, M’Vila, tenta di spazzare il pallone in area di rigore ma Schwab si inserisce da dietro beccandosi un calcione. Dal dischetto si presenta il capitano Vieirinha, che calcia forte e angolato nell’angolino sinistro; il suo connazionale, il portiere José Sá, intuisce l’angolo ma non riesce ad intercettare il pallone, che gonfia la rete.

Il primo tempo finisce con il risultato di 0-1 per il PAOK. Pedro Martins, tecnico degli erithrolefki, si è trovato di fronte una squadra ben disposta in campo, concentrata e che ha tenuto una buona linea difensiva. Ad una efficace fase difensiva gli uomini allenati da Garcia, nelle situazioni di contrasto, hanno abbinato una altrettanto efficace gestione delle seconde palle, in modo tale da non permettere all’Olympiakos di pressare alto. All’intervallo Martins capisce che deve cambiare qualcosa, fa entrare Fortounis al posto di Bruma alzando il ritmo e la dinamicità della squadra in fase offensiva.

L’entrata in campo di Fortounis si rivela essere una scelta azzeccata: cinque minuti dopo la ripresa del secondo tempo Fortounis batte un calcio d’angolo, la palla gira bene e arriva nel mezzo dell’area di rigore dove M’vila, indisturbato, appoggia con il piattone la palla in rete. Dopo il goal del momentaneo 1-1 l’Olympiakos cambia registro, attacca l’area e si rende pericoloso portando tanti uomini davanti. Al 55′ Fortounis, servito da Camara, crossa da sinistra dentro l’area dove pesca Masouras che in volo colpisce di testa: Paschalakis smanaccia e blocca il pallone in due tempi. Paschalakis si dimostra ancora una volta decisivo quando, due minuti più tardi, esce dai pali per murare il tiro di Fortounis, che avrebbe potuto concludere calciando in porta.

Il PAOK tiene botta e negli ultimi 10 minuti spreca almeno due occasioni per andare in vantaggio. A 30 secondi dal 90′ i dikefalos passano nuovamente in vantaggio sigillando definitivamente il risultato: rinvio lungo di Paschalakis, il pallone arriva oltre la metà campo e viene spizzato di testa, Tsingaras recupera palla e verticalizza per Živković che, con una freddezza glaciale, colpisce il pallone di tacco e manda in porta Krmenčík che a tu per tu con il portiere non sbaglia.

Il PAOK mette in bacheca l’ottava Kypello Elladas della sua storia, regalando ai suoi tifosi un trofeo da festeggiare dopo una stagione trascorsa non senza difficoltà. La stagione calcistica greca si conclude con l’Olympiakos che, nonostante la delusione di non aver fatto il doblete, ha trionfato in campionato e andrà a disputare i preliminari di Champions, partendo dal primo turno preliminare. PAOK, Aris e AEK invece disputeranno la nuova competizione europea, la Conference League. Per dare un’occhiata agli highlights della partita, cliccate qui.

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Il sorteggio da dilettanti della Coppa di Grecia

[Traduzione e adattamento dell’articolo di Kostas Bratsos per Contra.gr, che potete trovare qui.]

Grecia. Il paese che ritiene di avere il diritto di appartenere tra le Top 20 d’Europa a livello calcistico e quotidianamente ci dimostra che è in dubbio la sua presenza tra le Top 54 dei 55 membri totali della UEFA. Un ultimo esempio? Il sorteggio della sua seconda più importante competizione, la Coppa di Grecia, dello scorso 5 gennaio.

Partiamo dal fatto che l’ente organizzatore del torneo, ossia il massimo ente calcistico greco (la Federcalcio, ndr), nella mattinata del giorno del sorteggio non conosceva nemmeno quali squadre avrebbero fatto parte alla competizione: nell’epoca del coronavirus forse questo non può essere così fuori di testa. Anche la confusione causata dal via libera della Commissione governativa di virologi sulla partecipazione delle squadre di Super League 2, ma in diverse date da quelle previste dalla Federcalcio è anche questa una… accettabile pennellata greca. Almeno, quando è cominciato il sorteggio, sapevamo quali squadre avrebbero partecipato. Perché pochi minuti prima, no.

Questa è stata anche la ragione per cui il sorteggio è cominciato in ritardo, ma quando abbiamo superato questo ostacolo, è giunta l’ora di insegnare un po’ di cultura organizzativa greca ai paesi che, in maniera anche arrogante, definiamo inferiori a noi, calcisticamente parlando.

Con noi la signora Nicole

La telecamera per il live streaming negli uffici della EPO (Federcalcio greca, ndr) a Parko Goudì (ad Atene, ndr) si accende e l’inquadratura mostra due persone della Federcalcio, i quali aspettano e non si rendono conto che la trasmissione è cominciata. Si tratta del presidente della sottocommissione per la Coppa, Damianos Gavriilidis, e della segretaria della sottocommissione, Maria Giannopoulou. Ad un certo punto, la signora Giannopoulou ha visto un segno dalla persona che era dietro la telecamera per l’inizio della diretta. Tocca l’avambraccio del signor Gavriilidis per informarlo e, dopo qualche secondo, comincia il sorteggio. Quello che chiamiamo il bello della diretta, no?

In uno scenario che ricordava molto la lotteria della Sagra della Nocciola (senza offesa), le due persone incaricate del sorteggio avevano tutta la buona volontà, ma non i mezzi. Il signor Gavriilidis ha spiegato come poteva il motivo per cui partecipavano solamente le squadre di Super League 1 in Coppa e, quando era già cominciato il sorteggio, ha fatto una brusca pausa perché si è ricordato di presentare il resto delle persone presenti nella stanza. Tra di loro c’erano il direttore del settore agonistico della Federcalcio Giorgos Stasinopoulos il «rappresentante delle relazioni pubbliche lo definirei, dell’ufficio stampa?» Michalis Zolotas e «la signora Nicole», quindi di oscura provenienza, ma probabilmente la persona che gestiva la telecamera della produzione.

Le palline erano uscite da una busta sigillata ed erano state controllate («le contiamo, così non abbiamo problemi»), erano state sorteggiate le due squadre che sarebbero passate alla fase successiva con un bye (Panathinaikos e Lamia) e dopo aver spiegato brevemente il regolamento, è stato effettuato il resto del sorteggio. Il signor Gavriilidis pescava le palline dall’urna, le apriva, le… passava alla signora Giannopoulou alla sua sinistra e lei si fermava a scrivere le squadre estratte, per poi sistemare le palline aperte e i foglietti. Le coppie sono state PAOK-Larissa, Volos-OFI, PAS Giannina-Atromitos, Aris-Asteras Tripolis, AEK-Apollon Smyrnis e Panetolikos-Olympiakos che si sfideranno in partite di andata (tra oggi e domani) e ritorno (2-3-4 febbraio).

Un sorteggio di 18 minuti in cui la Federcalcio non è servita

E qui facciamo un flashback per vedere un altro sorteggio di coppa che è stato trasmesso in diretta. Si tratta del 3° turno di FA Cup, che è stato effettuato a dicembre. La procedura è avvenuta negli studi della rete televisiva detentrice del pacchetto principale dei diritti di trasmissione, BT Sport, presentata da un giornalista della rete, Darrell Currie, che descriveva brevemente le caratteristiche di ogni squadra estratta. La persona che pescava le squadre era l’ex giocatore di Premier League e attuale commentatore Robbie Savage.

L’ex centrocampista gallese non ha dovuto contare le palline prima di cominciare il sorteggio, perché era stato già fatto da chi di dovere. Né lui, né il conduttore scrivevano su un foglio A4 le squadre sorteggiate, perché queste apparivano sulla grafica. Ah sì, c’erano anche le grafiche che ci facevano vedere gli accoppiamenti.

Non ci vuole uno show, ma solo contare prima le palline

Può sembrare un mondo diverso, ma non lo è. Il sorteggio greco, che non aveva squadre come il Boreham Wood o il Chorley come in quello inglese, ma (anche se… di straforo) le 14 migliori squadre del paese, non poteva essere organizzato come in Inghilterra, negli studi del canale televisivo che ha i diritti, in questo caso di Cosmote TV, per evitare questa figura da dilettanti che abbiamo visto?

Nel caso in cui, per qualsiasi motivo, questo non fosse possibile, la migliore produzione che poteva preparare la Federcalcio è stata quella che abbiamo visto? Non che non ci siano soldi in Federazione per qualcosa del genere – con gli ingenti stipendi e sussidi che vengono distribuiti – ma con un’organizzazione semplice le cose sarebbero potute indubbiamente migliorare.

I giornalisti che lavorano in Federazione potrebbero presentare il sorteggio e le persone della sottocommissione di Coppa (i quali ovviamente non possono essere incolpati di scarsa professionalità nella presentazione, perché non è tra le loro mansioni) limitati ad un ruolo di rappresentanza. La loro buona volontà non basta per non trasmettere al pubblico un’immagine comica, forte prova dell’inesistenza in cui sguazza da anni il calcio greco. Forse, invece di mostrare il sorteggio in live streaming, la Federcalcio poteva… nasconderlo sotto un tappeto? In ogni caso, non appena arriverà il momento delle partite, tutti saranno insoddisfatti dell’arbitraggio e di conseguenza verrà tolto il mantello di credibilità che impone la diretta del sorteggio.

L’apparire non è più importante dell’essere, anche se la lotta per l’essere è stata persa già da parecchio, dal momento che l’ente organizzatore viene a sapere chi parteciperà al torneo solo pochi minuti prima del sorteggio. La lotta per l’apparire è un po’ più semplice, ma il calcio greco che viene sconfitto da Omonia e Zorya in campo, evidentemente verrà sconfitto anche dalla disorganizzazione e il dilettantismo fuori dal campo.

Al minuto 6:37 le due ragazze si rendono conto dell’errore, che viene risolto al minuto 7:30.

Dall’altra parte, probabilmente dovremo essere felici di questa immagine, visto che abbiamo avuto anche il sorteggio di Football League, in cui mancava una pallina.

Forse il riconteggio non è stata affatto una brutta idea…

La Coppa di Grecia (INTIME SPORTS)

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