L’importanza di Aris-Olympiakos

Ιl big match della 10° giornata, lo scontro tra le due prime della classe. Entrambe a 19 punti, imbattute e con due partite da recuperare.

Aris-Olympiakos (stasera, ore 18.30, al Kleanthis Vikelidis) è una partita che torna ad essere affascinante per il discorso classifica, con i gialloneri che si stanno lentamente inserendo tra le grandi del campionato. Per i padroni di casa sarà il test decisivo per il prosieguo, mentre per la squadra del Pireo è un impegno duro prima della decisiva sfida di Champions col Marsiglia.

I precedenti e l’arbitro dell’incontro

In 57 partite giocate in casa dell’Aris nel campionato greco a girone unico, l’Olympiakos è leggermente in vantaggio con 20 vittorie, 21 incontri sono terminati in parità e per 16 volte l’Aris ha festeggiato la vittoria.

In settimana la società di Salonicco aveva richiesto un arbitro straniero in vista di questo derby ed è stato accontentato. Infatti, il fischietto sarà il croato Ivan Bebek, coadiuvato dai connazionali Goran Pataki e Bojan Zobenica.
L’arbitro 43enne ha diretto per sei volte una squadra greca in Europa e curiosamente l’unica vittoria (e che vittoria!) è stata conquistata proprio dall’Aris:

  • 22 agosto 2019, Slovan Bratislava 1-0 PAOK (andata playoff EL);
  • 18 febbraio 2016, Anderlecht 1-0 Olympiakos (andata sedicesimi EL);
  • 27 agosto 2015, Fenerbahçe 3-0 Atromitos (ritorno playoff EL);
  • 1° dicembre 2010, Atletico Madrid 2-3 Aris (5° giornata gironi EL);
  • 3 dicembre 2009, Galatasaray 1-0 Panathinaikos (5° giornata gironi EL);
  • 28 luglio 2009, Sparta Praga 3-1 Panathinaikos (andata 3° turno CL).

Aris coriaceo che sta sorprendendo

Il nome Aris viene dal Dio greco della guerra e, vedendo l’inizio di questa stagione, non avevamo proprio dubbi.

Ci spieghiamo meglio.
Debutto in campionato col Lamia in casa: in svantaggio per 0-1 fino al 72′, poi tre reti che ribaltano la situazione e che fanno vincere la partita all’Aris per 3-1.
La cocente eliminazione dall’Europa League dagli ucraini del Kolos Kovalivka e nel giro di quattro giorni viene esonerato l’allenatore tedesco Michael Oenning e si dimette il ds Angelos Charisteas.

Tutti ci aspettavamo un calo… e invece no!

Nelle sei partite successive con Akis Mantzios in panchina: un pareggio contro il Pas Giannina e cinque vittorie, tutte per 1-0! Si tratta della migliore partenza nella storia dell’Aris, con sei vittorie e un pareggio nelle prime sette partite.

Con i dati Opta analizzati da Sport 24, vediamo anche nei numeri un miglioramento notevole in difesa:

  • 5 clean sheet in stagione (2° dietro all’Olympiakos);
  • 1.9 tiri in porta subiti/partita (1° in classifica);
  • I portieri Boucher (2/2 interventi) e Siampanis (6/6 interventi) sono imbattuti;
  • Il mediano australiano James Jeggo ha 2.77 interventi riusciti/partita (1° in classifica).

L’unico vero difetto è l’attacco: le 10 reti segnate in 7 partite (con 3 rigori realizzati) sono relativamente poche e sarà un punto in cui servirà ancora tanto lavoro.

La probabile formazione

L’Aris non vince in casa contro l’Olympiakos dal lontano 2010. Ha la consapevolezza di essere in forma e si rende conto che questa può essere una grande opportunità di passare in testa da solo.

Il portiere Julian Cuesta torna tra i convocati, ma il tecnico Akis Mantzios continuerà a dare fiducia a Marios Siampanis, che ha tenuto la porta inviolata nelle ultime due partite. In difesa, nonostante il ritorno di capitan Delizisis, sembra confermato il quartetto: Sundgren a destra, tandem centrale con Rose e Benalouane (ex Cesena, Parma, Atalanta) e Sakic occuperà l’out mancino. In mediana ballottaggio tra Matilla e Sasha (70%-30%) per affiancare James Jeggo, come anche tra Mancini e Bertoglio (60%-40%) per un posto dietro all’unica punta Manos. Gli esterni saranno Mateo Garcia e Bruno Gama, nel 4-2-3-1 di Mantzios.

Olympiakos, l’importanza di avere Sá e il ritorno di El Arabi

Il portiere portoghese è il vero protagonista di questo inizio di campionato per la squadra di Pedro Martins. Basti pensare che nell’unica partita in cui non ha giocato, l’Olympiakos ha subito una rete. In tutte le altre sei, con José Sá in porta, zero reti subite.

Ed è un dato eccezionale se andiamo ad analizzare i numeri di queste prestazioni. Sempre con l’aiuto di Opta e di Sport 24, possiamo vedere che l’Olympiakos ha subito ben 8.3 tiri in porta/partita in questo campionato, mentre nella scorsa regular season la media era di 6.6.

Dall’estate del 2019 fino ad oggi i dati di Sá sono pazzeschi:

  • Ha subito 6.6 reti di meno rispetto agli expected goals. Per dirla meglio, il portiere portoghese avrebbe dovuto subire circa 16 reti in totale, visti i tiri in porta subiti, ma ne subiti 10 in realtà. Significa che ha salvato il 38% (6 su 16) delle reti che avrebbe dovuto subire, un numero significativo.
  • La percentuale delle parate sui tiri calciati dall’interno dell’area è del 79%. Zivkovic (PAOK) ha il 64%, Dioudis (Panathinaikos) il 63% e Tsintotas (AEK) il 53%.
  • La percentuale delle parate sui tiri totali in porta è del 91%. Zivkovic (PAOK) ha il 75%, Dioudis (Panathinaikos) il 73% e Tsintotas (AEK) il 72%. Significa che ogni volta che un avversario di Sá calcia in porta, 9 volte su 10 il portoghese respinge il pallone.

Quindi è presto spiegato il fortino dell’Olympiakos. A cui si aggiungono anche il rientrante Holebas e… Youssef El Arabi!

Come ha descritto il sito vicino agli Erithrolefkoi To10.gr, il rientro della punta è avvenuto dopo un lungo scambio di documenti tra la società greca e la Federcalcio marocchina, con le due parti che hanno affittato un aereo privato per il trasporto del giocatore da Yaoundè (Camerun) fino in Grecia.

La probabile formazione

Avendo anche la Champions League martedì prossimo al Vélodrome, Pedro Martins deve gestire bene la rosa e i rientri, col tecnico lusitano che tornerà al 4-3-3. Holebas tornerà sulla fascia sinistra di difesa ed El Arabi sarà la punta: entrambi devono riprendere il ritmo partita e quasi sicuramente non giocheranno per tutti i 90′.

Rafinha, dopo aver stretto i denti per giocare contro il City, sarà in panchina quindi il terzino destro sarà Mohamed Dräger. Al centro della difesa, davanti al confermatissimo portiere Sá, il tandem difensivo sarà formato da Semedo e uno tra Ba e Cissé. A centrocampo potrebbe tornare il terzetto Camara-Bouchalakis-M’Vila: in caso di turnover, il francese ex Inter potrebbe riposare per fare spazio a Pêpê. Ai lati dell’attacco, con Randjelovic ancora positivo al Covid, Masouras e Fortounis, con l’ultimo che viene da un periodo in cui ha sempre giocato ad alte intensità tra Olympiakos e Nazionale.

Nella partita di oggi potrebbe anche debuttare il portoghese Tiago Silva (trequartista/esterno sinistro d’attacco, ex Nottingham Forest) mentre ci sarà un’opportunità anche per Marios Vrousai. Non è da escludere anche una possibile titolarità per l’ala ex Willem II.

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Lo strano caso della Nazionale femminile

In tutto il mondo il movimento calcistico femminile sta crescendo sempre di più, arrivando al professionismo e ad un’attenzione sempre maggiore di anno in anno. E in Grecia? Il calcio femminile è praticamente immobile.

Lo denuncia Natalia Chatzigiannidou, la 41enne capitana della Nazionale, in cui milita dal lontano 1997, in un’intervista a Kouti tis Pandoras:

Un progresso in Grecia? Non esiste. Sono nel mondo del calcio dai miei 11 anni, quindi da circa tre decenni. Non è cambiato nulla. Penso che il calcio femminile esista perché la Federazione è obbligata ad averlo. Non è cambiato nulla. Nel periodo dei Giochi Olimpici di Atene era un po’ diverso, abbiamo fatto una preparazione di 2-3 anni con tante amichevoli e abbiamo avuto la percezione che qualcosa sarebbe cambiato, ma solamente per un attimo. Poi si è spento tutto. Ora giochiamo solo in gare ufficiali. Non facciamo un amichevole da circa due anni. Ci raduniamo due giorni prima delle partite ufficiali: se giochiamo venerdì, ci troviamo mercoledì per un allenamento in Grecia e un altro nel paese che ci ospita e infine giochiamo. Questo succede in Nazionale.

Dopo il lockdown primaverile, il campionato di Alpha Ethniki femminile (massima divisione greca, ndr) non è mai ripreso e solo le giocatrici che militano all’estero hanno minuti nelle gambe. Tra le convocate per la partita contro la Germania di oggi ci sono: Panagiota Chatzicharistou gioca nel Lokomotiv Plovdiv (Bulgaria), Tatiana Georgiou nel Cesena (Serie B italiana), Athanasia Moraitou nell’University of South Alabama (Stati Uniti), Theoni Zerba nell’University of Louisiana Monroe (Stati Uniti), Εleni Markou nell’SGS Essen (Germania) e Veatriki Sarri nello Sheffield United Women (Inghilterra). Senza contare la bomber Despoina “Deppy” Chatzinikolaou che milita nel Napoli in Serie A, ai box per un problema al ginocchio.

Abbiamo citato la sfida contro la Germania di oggi che si giocherà ad Ingolstadt ed è valevole per l’ultima giornata di qualificazioni per l’Europeo del 2022 in Inghilterra. Il regolamento prevede che le prime dei gironi siano qualificate alla fase finale, mentre le seconde si giocheranno uno spareggio. La Grecia è al quarto posto nel proprio raggruppamento e non ha più speranze di qualificarsi: tuttavia, la Nazionale ellenica si presenterà alla sfida con le tedesche, superpotenza europea, senza aver fatto un allenamento, come sottolinea Chatzigiannidou:

In questa partita andremo senza partite nelle gambe. La Federcalcio greca non sembra interessata e non ha mosso un dito per i nostri allenamenti in vista di questa partita ufficiale: ognuna di noi si allena individualmente dove e se trova un posto. Non lo so come mai.

Penso che l’EPO (la Federcalcio, ndr) debba voler alzare il livello del calcio femminile in Grecia, perché sappiamo che la UEFA abbia dato molta enfasi al miglioramento delle condizioni in questo settore. Forse deve costringere le grandi società a creare delle squadre femminili con scuole calcio, cominciando proprio dalle basi. Però tutto questo deve cominciare dalla Federazione, che dovrebbe trattare il movimento femminile come quello maschile.

Il calcio femminile greco è un movimento dilettantistico e questo si rende evidente in due casi: la ripartenza del campionato e le partite contro altre Nazionali. Su questi argomenti si è concentrata capitan Chatzigiannidou:

Non sappiamo quando ripartiremo e non abbiamo nemmeno alcuna voce in capitolo. Forse è un nostro errore che in tutti questi anni non abbiamo fatto alcuna mossa per provare ad avere una voce. Non ci sta aggiornando nessuno. Ho saputo che c’è stata una riunione con Avgenakis (viceministro dello Sport, ndr) per la ripartenza dei campionati inferiori alla Super League 1, ma non si è mai parlato della nostra Alpha Ethniki, che è un campionato nazionale con le giocatrici che vengono convocate per la Grecia.

La differenza con le altre Nazionali è enorme. Provate a pensarci: è come vedere una squadra di un campionato provinciale contro una di Super League 1. Nel futuro aiuterà il fatto di avere tante giocatrici all’estero che avranno quindi l’opportunità di allenarsi e di essere professioniste.

Riassumendo, lo Stato e la Federcalcio si stanno dimenticando del calcio femminile. Triste, ma vero.

(La partita Germania-Grecia verrà trasmessa sul canale YouTube di novasports.gr in diretta dalle 16, ora italiana.)

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Perché è così importante la Nations League per la Grecia?

Era da parecchio tempo che la Grecia non si giocava una partita importante. L’ultima era nel novembre del 2017, negli spareggi per i Mondiali in Russia. Allora, la Nazionale di Michael Skibbe affrontò la forte Croazia, che sarebbe arrivata qualche mese dopo in finale contro la Francia. Nel giro di tre anni sono cambiati i commissari tecnici e, soprattutto, i giocatori: da quella spedizione contro i croati sono rimasti i soli Zeca, Bakasetas, Tzavellas, Fortounis e Pelkas.

Stasera, alle ore 20.45 a Rizoupoli, la Grecia di John van ‘t Schip affronterà un’altra squadra dell’ex Jugoslavia, la Slovenia, per il primato nel Gruppo 3 della Lega C di Nations League.

Una competizione spesso snobbata, che ha attirato molte critiche, ma da cui la nostra Nazionale potrebbe trarre molti vantaggi.

La situazione attuale

Trovandoci all’ultima giornata la Galanolefki deve solo vincere stasera. E non sarà un’impresa facile dato che troverà davanti a sé uno dei migliori portieri al mondo come Jan Oblak (in dubbio per un problema alla spalla) e un Josip Iličić che sta ritrovando la forma dopo lo stop legato a problemi personali. Allo stadio Stožice di Lubiana, lo scorso 3 settembre, Slovenia-Grecia finì con un soporifero 0-0. Due mesi e mezzo dopo si ritrovano ad occupare i primi due posti, con la Slovenia che ha vinto le quattro partite contro Kosovo e Moldova, mentre la Grecia ha pareggiato in casa con i kosovari e quindi è costretta a rincorrere.

In caso di vittoria della Grecia cosa succede?

  1. Promozione in Lega B di Nations League. Certo, avversari più difficili da affrontare ma la Nazionale deve crescere e questa sarà la palestra migliore.
  2. Ranking migliore per la FIFA. Attenzione, perché in questo momento la Grecia, come nazionale, è al 31° posto della classifica europea, che è il primo per la quarta fascia nei sorteggi delle qualificazioni per i Mondiali di Qatar 2022 del prossimo 7 dicembre: la Finlandia, avendo battuto la Francia in amichevole, ha sorpassato la Grecia nel ranking. Quindi sarebbe meglio vincere e sperare che la Finlandia non vinca per strappare l’ultimo slot per la terza fascia.

Nations League e Mondiali 2022: qual è il rapporto tra le due competizioni?

Eccoci arrivati alla domanda che ci avete posto in molti e riguarda la Grecia da vicino.

La UEFA Nations League consegna due pass per i playoff dei Mondiali di Qatar 2022. Nei dieci gironi di qualificazione ai Mondiali, le prime classificate sono qualificate direttamente mentre le seconde vanno ai playoff.

Le dieci seconde con le due nazionali dalla Nations League formano dodici squadre totali: tramite un sorteggio, verranno divise in tre gruppi da quattro che si giocheranno delle final four per decretare gli ultimi tre biglietti europei per il Qatar.

Come vengono assegnati i due pass dalla Nations League per i playoff dei Mondiali?

Questi vanno ai due vincitori dei gironi di Nations League che avranno concluso i propri gironi di qualificazione mondiale al di sotto dei primi due posti. Ed è molto probabile che la Grecia non arrivi né prima né seconda nel proprio girone, dato che affronterà avversari di livello superiore.

Se la Grecia arriva prima nel girone di Nations League, come può andare ai playoff per i Mondiali?

Dovrà essere una delle due squadre al primo posto di Nations League che ha il punteggio migliore. In caso di vittoria andrebbe a 14 punti e quindi sarebbe la Nazionale con più punti della Lega C.

Nella Nations League ci sono 14 gironi, quindi altrettante capolista. I biglietti per i playoff dei Mondiali andranno a due delle capolista che non sono riuscite a raggiungere i primi due posti delle qualificazioni a Qatar 2022. Priorità ovviamente alle capolista della Lega A e poi a scendere fino alla Lega D.

Vi siete confusi? Ecco un esempio

La Grecia stasera batte la Slovenia e conquista il primo posto del Gruppo 3 di Lega C di Nations League. Si tratta della squadra che ha il miglior ranking di partenza di tutte le squadre della Lega C e della Lega D.

Le capolista della Lega A sono: Francia, Spagna, Italia (o Paesi Bassi/Polonia) e Belgio (o Danimarca).
Le capolista della Lega B sono: Austria (o Norvegia), Scozia (o Repubblica Ceca), Russia (o Ungheria/Turchia) e Galles (o Finlandia).

Le quattro primatiste nella Lega A è molto probabile che arrivino nei primi due posti delle qualificazioni mondiali. Almeno tre delle quattro capolista della Lega B devono terminare nei primi due posti alle qualificazioni, liberando così uno o due pass per la Lega C. E ciò non è così impossibile.

Visto il declino che ha avuto la Nazionale greca, questa competizione può essere una miniera d’oro per i colori ellenici. Speriamo che sia bastata la lezione della scorsa Nations League, con la Grecia che sarebbe potuta andare ai playoff di Euro 2020 anche da seconda nel girone, fallendo un altro obiettivo. L’Ungheria, arrivata un punto sopra la Grecia, è riuscita a qualificarsi per l’Europeo grazie allo spareggio vinto in maniera rocambolesca contro l’Islanda lo scorso giovedì.

Quindi stasera la vittoria è fondamentale, così la Grecia avrà almeno la speranza di una seconda opportunità per partecipare ai Mondiali di Qatar nel 2022.

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La Grecia avrà un problema col ranking Uefa

L’eliminazione di OFI ed Aris dall’Europa League ha creato una montagna per la Grecia nel ranking Uefa. Partiamo con una domanda semplice che servirà in seguito:

COS’È IL RANKING UEFA E COME VENGONO CALCOLATI I COEFFICIENTI?

Il punteggio che vedete nella classifica del ranking prende le ultime cinque stagioni con i relativi coefficienti: in questo momento ci troviamo nella stagione 2020-2021, quindi il calcolo parte dalla stagione 2016-2017.

Questa somma di punti assegna i posti per le competizioni europee: alla fine della stagione 2020-2021, si calcoleranno i posti per l’Europa nei campionati della stagione 2021-2022 e quindi il numero di squadre che si qualificheranno per le competizioni europee per la stagione 2022-2023. Se questa spiegazione vi sembra complicata, ragionate così: alla fine di questa stagione, la Grecia saprà quante squadre avrà in Europa tra due stagioni.

COS’È IL COEFFICIENTE? 

Si tratta del punteggio che prende ogni nazione a seconda dei risultati che ottengono le squadre in Europa.

Per la stagione 2020-2021, la Grecia in questo momento ha 1000 punti:
– 200 dalla vittoria di ieri dell’Olympiakos contro l’Omonia;
– 0 dalla sconfitta di martedì del PAOK in casa del Krasnodar;
– 100 dalla sconfitta (ed eliminazione) dell’OFI con l’Apollon Limassol;
– 100 dalla sconfitta (ed eliminazione) dell’Aris col Kolos Kovalivka;
– 300 dalla vittoria (e qualificazione) del PAOK col Benfica;
– 300 dalla vittoria (e qualificazione) del PAOK col Beşiktaş.

La logica è la seguente: più squadre vanno avanti nelle competizioni europee, più punti si possono raccogliere per la nazione rappresentata.
Ciò significa che, con Aris ed OFI già fuori dai giochi, la Grecia ha solamente tre rappresentanti in Europa, con l’AEK che scenderà in campo stasera contro il San Gallo.

IL PROBLEMA DELLA CLASSIFICA

La Grecia in questo momento si trova al 18° posto del ranking Uefa. Una posizione di assoluto svantaggio, come vedremo.

Infatti, il ranking che avremo alla fine di questa stagione, come spiegato precedentemente, determinerà i posti per l’Europa del 2022-2023.

Le nazioni che concluderanno la stagione al 13° e al 14° posto, nel 2022-2023 avranno:
– il campione al 3° turno preliminare di Champions League;
– il secondo al 2° turno preliminare di Champions League;
– il vincitore della Coppa al 3° turno preliminare di Europa League;
– il terzo e il quarto al 2° turno preliminare di Conference League (partirà dalla prossima stagione e sarà il terzo torneo europeo dopo la Champions League e l’Europa League). 

Per il 15° posto:
– il campione al 2° turno preliminare di Champions League;
– il secondo al 2° turno preliminare di Champions League;
– il vincitore della Coppa al 3° turno preliminare di Europa League;
– il terzo e il quarto al 2° turno preliminare di Conference League.

Per il 16° e il 17° posto:
– il campione al 2° turno preliminare di Champions League;
– il secondo, il terzo e il vincitore della Coppa al 2° turno preliminare di Conference League;
– non avrà una quinta squadra in Europa e non avrà accesso all’Europa League.

Per il 18° fino al 28° posto:
– il campione al 1° turno preliminare di Champions League;
– il secondo, il terzo e il vincitore della Coppa al 2° turno preliminare della Conference League;
– 
non avrà una quinta squadra in Europa e non avrà accesso all’Europa League.

LA SITUAZIONE ATTUALE

13. Scozia 27.125 punti (2.250 nel 2020-2021, 4 su 4 ancora in Europa)
14. Cipro 26.375 punti (2.625 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
15. Danimarca 25.500 punti (1.750 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
16. Serbia 23.625 punti (2.375 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
17. Svizzera 22.475 punti (1.375 nel 2020-2021, 3 su 4 ancora in Europa)
18. Grecia 21.900 punti (1.000 nel 2020-2021, 3 su 5 ancora in Europa)
19. Croazia 21.175 punti (800 nel 2020-2021, 4 su 5 ancora in Europa)
20. Rep. Ceca 20.600 punti (600 nel 2020-2021, 4 su 5 ancora in Europa)

Il fatto che l’Olympiakos abbia battuto i ciprioti dell’Omonia è un segno di speranza, perché ha rosicchiato punti a chi sta davanti.
Il vero banco di prova, tuttavia, sarà quello di stasera in Europa League: l’AEK di Massimo Carrera incontrerà in gara secca una squadra svizzera, il San Gallo, quindi una diretta concorrente per il ranking Uefa.

In caso di qualificazione dei gialloneri, si tratterebbe di una boccata di ossigeno per la Grecia e una grande spinta verso il 17° posto; in caso contrario, si tratterebbe di un’altra stagione deludente per i colori ellenici.

COME SIAMO ARRIVATI FIN QUI?

La Grecia, a parte qualche exploit, dal 2016-2017 non se la sta passando bene in Europa. Il trend negativo delle squadre greche è oggettivo e questo si rifletterà nelle prossime stagioni, quando avremo solo quattro squadre in Europa, il campione dovrà passare ben quattro turni per accedere ai gironi di Champions League e non ci sarà alcuna presenza in Europa League.

Nel 2016-2017 (con la Grecia che si presenta al 13° posto e 31.900 punti):

– L’Olympiakos viene eliminato al 3° turno preliminare di CL dall’Hapoel Be’er Sheva, passa i playoff di EL, accede ai gironi di EL, arriva secondo, passa i sedicesimi e viene eliminato dal Beşiktaş agli ottavi.
– Il PAOK viene eliminato al 3° turno preliminare di CL dall’Ajax, passa i playoff di EL, accede ai gironi di EL, arriva secondo e viene eliminato dal Benfica ai sedicesimi.
– Il Panathinaikos passa il 3° turno preliminare e i playoff di EL qualificandosi ai gironi, dove arriva all’ultimo posto con un solo punto ottenuto contro Ajax, Celta Vigo e Standard Liegi.
– L’AEK viene eliminata nel 3° turno preliminare di EL dal Saint-Étienne.
– Il Pas Giannina passa il 2° turno preliminare di EL e viene eliminato al 3° turno dall’AZ Alkmaar.
Punti ottenuti: 5.800

Nel 2017-2018 (con la Grecia che si presenta al 14° posto e 29.700 punti):

– L’Olympiakos passa il 3° turno preliminare e i playoff di CL per arrivare all’ultimo posto nel girone con Barcellona, Juventus e Sporting Lisbona con 1 punto;
– L’AEK vine eliminata nel 3° turno preliminare di CL dal CSKA Mosca, passa i playoff di EL, arriva secondo nel girone dietro il Milan e viene eliminata ai sedicesimi dalla Dinamo Kiev;
– Il Panathinaikos e il PAOK passano il 3° turno preliminare di EL ma vengono eliminati ai playoff rispettivamente da Athletic Bilbao e Östersund.
– Il Panionios passa il 2° turno preliminare di EL ma viene eliminato al 3° turno dal Maccabi Tel Aviv.
Punti ottenuti: 5.100

Nel 2018-2019 (con la Grecia che si presenta al 14° posto e 27.900 punti):

– L’AEK passa il 3° turno e i playoff di CL arrivando ai gironi con sei sconfitte in altrettante partite contro Bayern Monaco, Ajax e Benfica.
– Il PAOK passa il 3° turno di CL e viene eliminato ai playoff dal Benfica. Ai gironi di EL arriva ultimo con Chelsea, BATE Borisov e MOL Vidi.
– L’Olympiakos passa il 3° turno e i playoff, qualificandosi ai gironi di EL, dove arriva secondo dietro il Betis (e davanti al Milan). Viene eliminato ai sedicesimi dalla Dinamo Kiev.
– Atromitos e Asteras Tripolis vengono eliminati al 2° turno preliminare di EL rispettivamente da Dinamo Brest e Hibernian.
Punti ottenuti: 5.100

Nel 2019-2020 (con la Grecia che si presenta al 15° posto e 28.600 punti):

– Il PAOK viene eliminato dall’Ajax nel 3° turno preliminare di CL e dallo Slovan Bratislava nei playoff di EL.
– L’Olympiakos passa il 2° turno, il 3° turno e i playoff di CL. Arriva terzo nel girone con Bayern Monaco, Tottenham e Stella Rossa, batte ai sedicesimi di EL l’Arsenal e viene eliminato agli ottavi dal Wolverhampton.
– L’AEK passa il 3° turno di EL e viene eliminato ai playoff dal Trabzonspor.
– L’Atromitos e l’Aris passano il 2° turno di EL e vengono eliminati rispettivamente da Legia Varsavia e Molde.
Punti ottenuti: 4.900

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L’infinita stagione 2019-2020 in Grecia

Mentre in altri parti d’Europa, vedi Polonia, Belgio o Scozia, la stagione 2020-2021 ha già preso il via, in Grecia ancora deve concludersi quella precedente! Stranezze da coronavirus, direte. E invece… non è proprio così e vi spieghiamo anche il perché.

Le ultime partite giocate in Super League 1 sono state quelle valevoli per l’ultimo turno dei playoff: Olympiakos 3-0 AEK, PAOK 0-0 Aris, Panathinaikos 3-2 OFI. Si sono svolte il 19 luglio. Dopo la fine del massimo campionato, per concludere la stagione si dovevano giocare tre incontri. La finalissima di Coppa di Grecia tra Olympiakos e AEK e il doppio spareggio promozione-retrocessione tra la 13° della Super League 1 (lo Xanthi) e la 2° della Super League 2 (l’Apollon Smyrnis). Siamo al 14 agosto e stiamo ancora aspettando.

LA FINALE DI COPPA: LO STADIO, L’EUROPA, LA RABBIA

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Cissè festeggia durante Olympiakos 3-0 AEK del 19 luglio 2020.

La Federcalcio greca aveva deciso il 9 luglio che la finale Olympiakos-AEK si sarebbe giocata domenica 26 luglio alle ore 21, senza spettatori, una settimana dopo l’ultima giornata di campionato, nello stadio di Rizoupoli. La squadra del Pireo si era opposta categoricamente sulla scelta del campo dell’Apollon Smyrnis, perché non veniva utilizzato dal lontano 9 marzo e si trova vicinissimo al quartier generale dell’AEK a Nea Filadelfeia (come vi avevamo spiegato qui).

Nei giorni successivi, la Polizia ha fatto un sopralluogo nello stadio della finale e non ha dato il permesso per lo svolgimento della partita. Di conseguenza, la Commissione dei Fatti Straordinari della Federcalcio greca ha deciso per il rinvio della finale il 21 luglio, a cinque giorni dalla data programmata. Le reazioni contro la Federcalcio sono velenose, a partire dalla rete televisiva che detiene i diritti della Coppa, la pay tv Cosmote TV, fino all’Olympiakos, il quale doveva preparare l’importante sfida di ritorno degli ottavi di Europa contro il Wolverhampton del 6 agosto.

Con il 30 agosto nell’aria come possibile data per la finale, l’Olympiakos manda subito una richiesta formale all’AEK per lo svolgimento sempre il 26 luglio ma sul campo dei gialloneri, ossia l’Olimpico di Atene. La società di Atene risponde con un difensivo «si gioca dove e quando decide la Federazione». Nel frattempo la Federazione Provinciale di Irakleio (Creta) candida il Pagkritio come sede per la finale, visti i pochi contagi per coronavirus nell’isola cretese.

La Federcalcio non ascolta questa richiesta e il 28 luglio decide per la finale il 30 agosto all’Olimpico di Atene, andando contro la volontà di FIFA e UEFA che auspicavano lo svolgimento dell’atto finale prima del 3 agosto, ossia prima dell’inizio del calciomercato in Grecia ed entro la scadenza UEFA per determinare le squadre che vanno in Europa.

Il 29 luglio l’Olympiakos minaccia di mandare in tribunale la Federcalcio e di giocare la finale il 30 luglio ossia… il giorno successivo! Ovviamente questo non è successo e quindi Olympiakos e AEK si contenderanno la Coppa il 30 agosto all’Olimpico. Come tempistica sembrerà quasi una Supercoppa, visto che la Super League 1 2020-2021, a meno di stravolgimenti dell’ultima ora, comincerà il 12 settembre.

GLI SPAREGGI: LA SUPER LEAGUE 2 INCOMPIUTA E L’ETERNA ATTESA…

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Xanthi-Apollon Smyrnis del febbraio 2018. Sullo sfondo Giorgos Paraschos, allora tecnico dell’Apollon Smyrnis: già ex Xanthi, un mese fa è ritornato sulla panchina dell’Apollon.

Partiamo dall’epilogo: il Tribunale Arbitrale della Federcalcio ha deciso ieri che gli spareggi per il 14° e ultimo posto in Super League 1 si giocheranno tra Xanthi e Apollon Smyrnis il 22 e 29 agosto. Quindi conosceremo la squadra che completerà il puzzle del prossimo campionato solo due (!) settimane prima dell’inizio ufficiale della stagione 2020-2021.

La Super League 2, come tutti i campionati greci ad eccezione della Super League 1, si è conclusa nella prima metà di marzo, prima del lockdown causa coronavirus. Tra varie perdite di tempo legate ai diritti televisivi, al momento dell’interruzione, la serie cadetta aveva svolto solamente 20 giornate di regular season, con altre due partite da giocare e infine playoff dalla 1° alla 6° e playout dalla 7° alla 12°.

La classifica, ufficializzata dall’ente organizzatore il 23 luglio, recita così:

PAS Giannina         49 punti
Apollon Smyrnis    42 punti

Chania                     38 punti
Levadiakos             38 punti

Il PAS risale così in Super League 1, mentre l’Apollon si giocherà lo spareggio. Ovviamente Chania e Levadiakos hanno fatto ricorso, dato l’esiguo distacco dalla seconda, ma non è stato accolto.

Però anche l’Apollon, che non gioca da oltre cinque mesi, non è contento della decisione di far svolgere comunque lo spareggio, accogliendo così la notizia di poche ore fa:

Una decisione che è come un aborto per noi. […] Ci sembra chiaro che si tratti di una decisione che distrugge la squadra dell’Apollon Smyrnis. Da una parte non le permette di partecipare nella Super League 1 (erano circolate voci su un allargamento a 15 squadre, ndr), dall’altra non le dà il tempo materiale di costruire una squadra per la nuova stagione. Anche se la nostra squadra giocherà lo spareggio e lo vincerà, qualcuno deve venire in questo periodo a fare una squadra. Questa è l’equità professata dai golden boys della Super League 1? Queste cose nemmeno David Copperfield, signori…

A prescindere dai toni usati dalla società ateniese, il tempismo degli spareggi è uno dei peggiori mai visti perché chi giocherà nella nuova Super League 1, che comincia due settimane dopo la partita di ritorno, sarà oggettivamente penalizzato. Soprattutto se si tratterà dell’Apollon che nella scorsa stagione militava in Super League 2, con un’intera squadra da adattare alla nuova categoria.

Ci troviamo a quasi una settimana dall’inizio degli spareggi e i dubbi sono ancora tanti, come illustrati da gazzetta.gr.

Chi giocherà in casa all’andata e chi al ritorno?
Non è stato ancora sorteggiato il calendario.

Ci sarà il VAR?
In Super League 1 esiste, in Super League 2 no. Chi lo sa.

Ci saranno i tifosi sugli spalti?
Al 99.9% no. La pandemia non accenna a calmarsi in Grecia (anzi…), ma non abbiamo nessuna decisione ufficiale.

Le due partite avranno una copertura televisiva?
Lo Xanthi ha un contratto con la televisione di stato ERT per le partite in casa, mentre l’Apollon è in conflitto con la ERT e durante la stagione le partite in casa non erano trasmesse in televisione. Quindi potrà anche succedere che Apollon Smyrnis-Xanthi si giochi senza pubblico e senza telecamere.

Arbitri greci o stranieri?
Probabilmente si punterà sugli arbitri greci internazionali, quindi la rosa si restringe su Sidiropoulos (il più esperto, sez. Dodecanneso), Papapetrou (sez. Atene), Papadopoulos (sez. Macedonia), Tzilos (aveva arbitrato l’andata dello spareggio dello scorso anno tra Platanias e OFI, sez. Larissa), Skoulàs (sez. Tessaglia), Diamantopoulos (sez. Arcadia).

Quali giocatori potranno scendere in campo?
Sono due partite della stagione 2019-2020 ma giocate durante la stagione 2020-2021. La Federcalcio non ha pubblicato niente circa questo argomento, quindi si prova a fare una stima.
Xanthi e Apollon Smyrnis potranno schierare giocatori con i contratti in essere per la stagione 2020-2021 e giovani che hanno firmato un contratto professionistico entro il 2 agosto. Per trovare il pelo nell’uovo, potranno scendere in campo anche calciatori che hanno ancora un contratto con le rispettive società, sono andati via ma le società non sono andate a depositare la fine del contratto in Federazione.

Senza scendere in ulteriori (e tediosi) tecnicismi, la Federcalcio si deve pronunciare affinché le due squadre sappiano dove, come e con chi giocare.

Rimanete connessi perché ne vedremo sicuramente delle belle!

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ESCLUSIVA ICG: Il giornalista Nikos Stratis sulla Super League 1, la Nazionale e… Tsimikas!

Ιn questo periodo senza partite, abbiamo sentito il giornalista greco Nikos Stratis, per anni inviato del canale televisivo Tileasti (poi ART TV) per cui ha seguito numerose finali di Champions League, e attualmente articolista per il sito Kingsport.gr. Abbiamo toccato diversi temi, spaziando dall’attualità fino all’analisi della regular season del campionato greco.

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Nikos Stratis con Javier Zanetti.

La Grecia ha gestito bene il fronte calcistico durante questa emergenza sanitaria? 

La sospensione dei campionati è stata imposta e gli enti organizzatori hanno fatto la cosa più logica. Il governo greco ha lanciato il messaggio di fermarsi sotto quasi tutti i punti di vista, qualcosa che ha condizionato anche il calcio. La gestione del tema del Covid-19 dipende da chi sta a capo del Paese e il mondo del calcio non aveva altra scelta.

In questo periodo è inevitabile parlare dell’affare Olympiakos-Atromitos del febbraio del 2015, che è rimbalzato anche in Italia (noi l’abbiamo spiegato qui). Visto che segui da vicino l’Olympiakos, qual è la tua posizione su questo tema?

Penso che in questo caso sia stato fatto tanto rumore, se non per il nulla, ma per un argomento di importanza secondaria. Anche se verrà dimostrato che la dirigenza dell’Atromitos avesse influenzato dietro le quinte il proprio allenatore Ricardo Sá Pinto per preservare alcuni giocatori nella trasferta con l’Olympiakos in modo da averli freschi nelle partite seguenti in cui avrebbe avuto maggiori possibilità di vincere, si tratta di un argomento all’interno della squadra di Peristeri e non parliamo di un match “truccato” o di un risultato concordato.

«ΙL CASO OLYMPIAKOS-ATROMITOS È DI IMPORTANZA SECONDARIA»

Sicuramente, a livello teorico, l’Atromitos avrebbe avuto maggiori possibilità di strappare qualcosa di meglio al Karaiskakis, però è un diritto di ogni squadra di gestirsi in base al programma e non alla malafede di chi guarda. Faccio un esempio: il regolamento prevede che nel caso in cui un giocatore venga ammonito più volte, le squadre scelgano quando non farlo giocare per squalifica e quindi non è scontato che non giochi nella partita successiva. Comunque il caso secondo l’Olympiakos è stato già giudicato dalla UEFA, mentre secondo il PAOK è ancora in sospeso. Non penso che questo porterà a qualcosa di concreto, sinceramente…

Un’opinione sull’altro argomento caldo del calcio greco, la multiproprietà tra PAOK e Xanthi?

Se gli organi competenti hanno deciso che entrambe le società debbano essere punite, cosa posso aggiungere io dal punto di vista legale? Le commissioni competenti sono quelle che esaminano il caso, noi non possiamo giudicare perché non disponiamo di tutti i dati possibili. E se questa storia andasse fino al TAS di Losanna dovremo solamente aspettare, perché non sappiamo nemmeno se accetterà l’improvvisa decisione del governo dello scorso gennaio (penalizzazione e non retrocessione in caso di multiproprietà, che avevamo spiegato qui, ndr).

«ΝΟΝ VORREI CHE IL PAOK RETROCEDA, NÈ CHE VENGA PENALIZZATO»

Lasciando da parte l’aspetto giuridico, dal punto di vista puramente calcistico preferisco che le partite e i campionati si decidano sul campo. Personalmente non vorrei che il PAOK retroceda, né che venga penalizzato. Avremmo visto dei playoff molto interessanti – se non fosse apparso questo virus – se il PAOK fosse stato a -7 dall’Olympiakos. Infatti, il Dikefalos avrebbe affrontato proprio la squadra del Pireo al Toumba subito alla prima giornata! I regolamenti, tuttavia, sono sempre fatti per essere rispettati e devono essere applicati, volenti o nolenti.

Ti chiediamo un bilancio di queste 26 partite di regular season in Super League 1 tra la rivalità Olympiakos-PAOK e le dirette inseguitrici.

L’Olympiakos già dall’inizio ha dimostrato di essere la squadra più costante e giustamente vincerà questo campionato. Qualcuno potrebbe dire che anche in un frangente della scorsa stagione abbia fatto meglio del PAOK, ma le è mancata l’efficienza. Di conseguenza, la vittoria del Dikefalos tou Vorrà dello scorso campionato è stata indubbiamente giusta.

«L’OLYMPIAKOS HA LA ROSA PIÙ COMPLETA, MERITA IL CAMPIONATO»

E dico lo stesso anche per questa stagione. Ha la rosa più completa, anche senza lo sfortunatissimo Fortounis, senza il quale è riuscita a qualificarsi nei gironi di Champions League dopo tre preliminari! Con il (capocannoniere) El-Arabi ha risolto il grande problema in attacco che aveva nella scorsa stagione, Valbuena (miglior assistman del campionato) e Podence (fino al trasferimento al Wolverhampton a gennaio) hanno alzato il tasso qualitativo, Guilherme, Camara e Bouchalakis in mediana, Semedo in difesa che ha un ottimo passaggio per essere un centrale difensivo, ecc. Tutto questo è verificato dall’ottimo percorso in Europa e dalla vittoria contro l’Arsenal a Londra. Grandissimi meriti vanno a Pedro Martins, che con la giusta fiducia della società ha costruito un organico molto equilibrato nell’ultimo biennio, conquistandosi il rinnovo del contratto fino al 2022 (notizia arrivata venerdì, ndr).

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Foto da Olympiakos 1-1 PAOK del 1° dicembre 2019.

«ΤRE FATTORI NEGATIVI NEL PAOK: LA DIFESA, IL CAMBIO TECNICO E LA SFORTUNA»

Invece il PAOK è peggiorato rispetto alla scorsa stagione. Principalmente per due motivi: la difesa e il cambio dell’allenatore. L’insuperabile tandem Crespo-Varela e i migliori terzini del 2018-2019 Vieirinha e Matos, ciascuno per motivi diversi, stanno giocando al di sotto dei propri standard. Gli ottimi Mišić e Swiderski non sono bastati e l’Olympiakos è… sparito dai radar. Parlando della panchina, penso che Abel Ferreira sia un buon allenatore, però non dimentichiamoci che è arrivato dopo l’improvviso “divorzio” con Lucescu. I bianconeri hanno avuto anche sfortuna, che può essere il terzo fattore negativo di questa stagione. Ad agosto, nel percorso dei campioni dei preliminari di Champions, ha beccato l’Ajax, contro cui ha giocato benissimo, con Biseswar autore di ottime prestazioni. L’Olympiakos invece ha evitato il Porto – eliminato dal Krasnodar – e il PSV Eindhoven, che ha affrontato il Viktoria Plzen. Il fatto di non essersi qualificato ai gironi di Champions è stato uno svantaggio sul piano economico rispetto all’Olympiakos, poiché a causa del Financial Fair Play non ha potuto rafforzarsi per essere più competitivo. Le abilità e la qualità non mancano al Dikefalos, però in questa stagione non le abbiamo viste in campo perdendo l’ottima alchimia per i suddetti motivi.

«NON RIUSCIAMO A GODERCI IL CAMPIONATO PER I VELENI ATTORNO A OLYMPIAKOS E PAOK!»

È un grande peccato che negli ultimi anni abbiamo due squadre di alto livello, come Olympiakos e PAOK, non riuscendo a goderci un campionato entusiasmante a causa dei veleni attorno alla rivalità tra le due squadre. I mezzi di comunicazione si concentrano maggiormente sulle notizie fuori dal campo, i tribunali e i retroscena, rispetto al calcio giocato. Questo è davvero molto triste…

L’AEK ha perso molto tempo prima di fare la mossa giusta e portare in panchina Massimo Carrera. Il tecnico italiano, totalmente coerente con la sua nazionalità, ha dato ai gialloneri una grande solidità difensiva e con l’arrivo di Araujo in inverno, i gialloneri pensano di poter centrare qualcosa di meglio in questa stagione. Non parlo della vittoria del campionato, però con i problemi del PAOK il secondo posto può essere un obiettivo concreto.

La mia opinione sul lavoro di Giorgos Donis e il Panathinaikos è molto positiva. Giocatori come Chatzigiovanis, Donis, Dioudis penso che meritino un’occasione in Nazionale, di cui fa già parte Kourbelis, e hanno mostrato ottimi segnali anche Insúa, che difficilmente rimarrà, Johansson, Schenkeveld e Perea. Complessivamente, anche a causa della mancanza di esperienza, il Trifylli difficilmente può ambire a qualcosa di meglio.

Un commento anche sull’Aris: può sembrare una squadra “da una stagione”, però quello che ha fatto vedere è un ottimo biglietto da visita. Non so cosa possa combinare e quello che vedremo nel futuro. Gli auguro di continuare con questo tentativo, però con il blocco dei trasferimenti con cui è stato punito dalla FIFA (per un anno, notizia di venerdì, ndr) la vedo dura…

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Il ct della Grecia John van ‘t Schip.

Spostandoci sul fronte Nazionale, John van ‘t Schip dal 31 luglio è il nuovo commissario tecnico e si stanno vedendo i primi segni di miglioramento. Pensi che potrà continuare in questo modo?

Νοn è semplice fare una valutazione sul futuro della Nazionale. In un momento complicato è arrivato un nuovo allenatore che ha convocato tanti nuovi nomi principalmente da campionati esteri. Per me è positivo il “rotation” della rosa, è una cosa buona e giusta analizzare più giocatori dal momento che mancano le grandi personalità del passato come Karagounis, Katsouranis, Basinas o Zagorakis. Ad esempio la punta del Willem II Pavlidis ha fatto vedere che può dare il proprio contribuito in un periodo in cui Mitroglou e Koulouris non erano in condizioni ottimali. Anche Vasileiadis del Paderborn a centrocampo può dare dinamismo e aumentare la competitività in quel ruolo.

«PAPASTATHOPOULOS E MANOLAS DEVONO TORNARE IN NAZIONALE. VAN ‘T SCHIP? DEVE RIMANERE A LUNGO»

In difesa, dal mio punto di vista, sono assolutamente convinto che Papastathopoulos e Manolas, “freddati” dalla gestione Aggelos Anastasiadis, debbano essere convocati di nuovo perché potranno indubbiamente aiutare con l’esperienza e la qualità a loro disposizione.

Van ‘t Schip magari non è un grande nome, però ha imparato dalla scuola olandese e dà grande importanza all’energia e alla corsa, combinate con un calcio creativo, qualcosa che mancava al gioco della Grecia. L’abbiamo notato anche nelle ultime partite per le qualificazioni all’Europeo, con la Nazionale che ha concluso il girone con tre vittorie di fila! Non è l’allenatore “top”, però deve continuare a lungo: se la Federcalcio non sostiene una propria scelta, cambiando sempre il ct, difficilmente torneremo nella fase finale di un grande torneo…

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Giorgos Kyriakopoulos in anticipo su Paulo Dybala durante Juventus 2-2 Sassuolo del 1° dicembre 2019. (Pier Marco Tacca/Getty Images Europe)

La Serie A negli ultimi anni ha una forte presenza di calciatori greci: qual è il tuo punto di vista su di loro?

Non si può non cominciare con Kostas Manolas. Devo ammettere che nella prima stagione a Napoli non è stato il giocatore visto a Roma. Considerando il fatto che è andato in una squadra in cui doveva essere subito titolare e senza alcun periodo di adattamento, il nuovo ambiente e la stagione difficile dei partenopei, vedi il cambio tecnico e un campionato deludente, hanno influenzato Kostas. Anche lo stesso giocatore non è al massimo, ha vissuto momenti duri con la delusione in Nazionale. Però abbiamo notato che il Napoli stava andando avanti in Champions League ed era con un piede in finale di Coppa Italia con la vittoria in trasferta contro l’Inter: la squadra, nonostante la stagione negativa, stava reagendo. Quando tornerà la calma in società, vedremo un Manolas al meglio.

Kyriakopoulos è molto più giovane ed è anche alla prima stagione in Italia. Non si è abbattuto quando De Zerbi non lo schierava dall’inizio in un ottimo Sassuolo e da novembre in poi si è affermato. Oltre alle ottime prestazioni, ci ha fatto vedere anche un grande carattere ed è un ragazzo di ottime prospettive.

«MANOLAS SARÀ AL MEGLIO QUANDO TORNERÀ LA CALMA AL NAPOLI. KYRIAKOPOULOS HA UN GRANDE CARATTERE»

Infine, vorrei parlare anche di Babis Lykogiannis del Cagliari, un altro terzino sinistro. A nemmeno 27 anni è difficile essere titolare nella squadra rivelazione della Serie A, specialmente quando nello stesso ruolo i sardi hanno Luca Pellegrini in prestito dalla Juventus. Nonostante questo, Lykogiannis è riuscito a giocare un numero soddisfacente di partite nella seconda stagione in una squadra ambiziosa. Secondo me sarebbe meglio se andasse in una squadra che gli potrebbe dare maggiore fiducia e minuti in campo.

SUPERLEAGUE / ÏÓÖÐ - ÁÔÑÏÌÇÔÏÓ (ÖÙÔÏÃÑÁÖÉÁ: ÁÍÔÙÍÇÓ ÍÉÊÏËÏÐÏÕËÏÓ / EUROKINISSI)
Kostas Tsimikas durante una partita di Super League 1 (EUROKINISSI).

Concludiamo con Tsimikas, l’uomo mercato in Grecia: da mesi si parla di un interessamento di Inter e Napoli, mentre è notizia di poche settimane fa che anche la Lazio si stia inserendo nelle trattative. Cosa ha di così speciale questo talento?

Queste voci gli fanno onore e sono la giusta ricompensa per il suo incredibile miglioramento. Nelle partite contro Arsenal, Tottenham e Bayern in Champions League è stato eccezionale.

«TSIMIKAS È PRONTO PER IL GRANDE SALTO!»

Sapevamo che avesse velocità e ottima tecnica, con cross chirurgici, però è migliorato anche in fase difensiva: difficilmente lo batti nell’uno contro uno e ultimamente fa ottime diagonali e coperture sugli stopper. Durante la stagione dicevo che la mossa migliore sarebbe stata quella di fare un’altra ottima stagione all’Olympiakos e poi provare ad andare via. Ormai penso che sia pronto per fare il grande salto. È un terzino sinistro fantastico!

 

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Eugène Gerards, un cretese nato nei Paesi Bassi

Il papà ha giocato a calcio, il fratello ha giocato il calcio, la mamma e la sorella erano nel mondo del calcio: Eugène Gerards da Brunssum, zona neerlandese di minatori, nasce il 7 maggio 1940 e si trova in una famiglia che vive per il gioco del pallone.

Si ritira a 32 anni dopo un grave infortunio ma non perde tempo e va nella vicina Colonia per studiare nell’Università dello Sport: il suo obiettivo è quello di diventare un allenatore.
Dal 1974 al 1985 è il viceallenatore del Roda sotto ben quattro tecnici e farà da traghettatore per una sola partita nel dicembre del 1984.

Il ruolo da primo allenatore gli piace e alla fine dell’ultima stagione prenderà una decisione che gli cambierà la vita.

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OFI, NON UN CAPITOLO MA UN LIBRO INTERO

Nell’estate del 1985, arriva la svolta grazie a Grigoris Tsinòs, difensore greco che aveva allenato al Roda:

Quando Grigoris è andato all’OFI, la sua dirigenza cercava un allenatore e così lui ha proposto il mio nome, dato che mi conosceva dall’esperienza al Roda. Mi hanno contattato per un appuntamento e sono andato ad Atene su invito del patron Theodoros Vardinogiannis. Il nostro rapporto è stato subito ottimo: io gli sono stato simpatico dal primo momento e ciò era ricambiato.

Norbert Keulen, storico magazziniere del Roda, ricorda che si era abbastanza sorpreso quando ha visto partire Gerards da solo e con una valigia: infatti, il limburghese aveva adddirittura prenotato un volo di ritorno per settembre.
Non sapeva, però, che sarebbe rimasto sulla panchina dell’OFI fino all’alba del nuovo millennio.

Lascia in patria la moglie e i figli, una vita che difficilmente un 45enne avrebbe potuto abbandonare. Specialmente Frank, suo figlio, se la prende abbastanza, perché non concepisce il fatto che suo padre abbia scelto di intraprendere una nuova vita.
Eugène, sull’isola di Creta, è come se nascesse per la seconda volta.

Ad Irakleio Gerards trova una società con infrastrutture da dilettanti, senza un vero e proprio centro sportivo. Chiunque si sarebbe tirato indietro, ma la tempra di un limburghese non è da sottovalutare.

Il binomio Vardinogiannis-Gerards è qualcosa di unico, soprattutto nei primissimi anni. L’allenatore viene considerato un re Mida per i tifosi dell’OFI: tutto quello che toccava, diventava oro, con i fondi del suo patron.

Vardinogiannis faceva tutto quello che gli chiedevo. Quando gli ho chiesto la costruzione di un centro sportivo mi ha detto: «Trova un terreno e fate un progetto». Così è stato creato il centro sportivo Vardinogianneio.

Prendete solamente le prime tre stagioni di Gerards sulla panchina dei cretesi:

  • Secondo posto in Alpha Ethniki 1985-1986 (record).
  • Sedicesimi di finale di Coppa UEFA 1986-1987 (record).
  • Terzo posto in Alpha Ethniki 1986-1987.
  • Vincitore della Coppa di Grecia 1986-1987 (record, contro l’Iraklis di Chatzipanagis).
  • Ottavi di finale di Coppa delle Coppe 1987-1988 (record).
  • Terzo posto in Alpha Ethniki 1987-1988.

Qui la partita integrale della finalissima di Coppa del 1987, trasmessa dalla tv pubblica ERT:

Dopo questi risultati arriva inevitabilmente il rinnovo del contratto di Gerards, che si lega indissolubilmente con la realtà cretese. Anche se già dai primi mesi sente la pressione tipica del calcio greco:

Nella prima stagione all’OFI, un momento difficile è stato prima della partita contro il Panathinaikos. Tutti i tifosi ci insultavano e urlavano perché credevano che ci saremmo venduti la partita; anche i giornali dell’epoca lo scrivevano. Era una situazione molto triste e sono andato a parlare con Theodoros Vardinogiannis. Gli ho chiesto il motivo delle voci che stavano girando e mi ha risposto: «Io ti dico questo: è un mio problema. Io voglio che tu batta mio fratello (Giannis, patron del Panathinaikos, ndr)».

Così, ogni sfida col Panathinaikos era speciale per me. E lo abbiamo anche escluso dalle coppe europee nel 1997.

L’incantesimo comincia a spezzarsi il 21 settembre 1996, con la morte improvvisa di Theodoros Vardinogiannis a soli 54 anni. La società passa nelle mani del fratello Vardis, con cui i rapporti si incrinano totalmente nel 2000: dopo 15 anni di fila, record per un allenatore straniero in una società ellenica, Gerards lascia l’OFI.

Vorrei dire che non sono andato via dall’OFI. Mi hanno cacciato. Non volevo più fare l’allenatore, perché in un incontro che ho avuto con Vardis Vardinogiannis, mi era stato detto che avrebbe lasciato la squadra nelle mani nel figlio Giannis (chiamato Jigger). Io non ero d’accordo con questa decisione, perché ritenevo che Jigger non amasse la squadra. Non avrei mai voluto lasciare l’OFI, perché era la mia squadra. La mia vita era ad Irakleio.

Per questo quando Vardis mi ha proposto di andare al Panathinaikos ho rifiutato. Sapevo di voler dare ancora molto all’OFI, ma con un altro ruolo: però l’allenatore che è venuto dopo e la dirigenza non mi volevano più e mi hanno cacciato. Non potevo vivere senza il calcio, così poi ho accettato la proposta di entrare nello staff tecnico dell’AEK. In seguito sono andato in Cipro, all’APOEL (vincendo il campionato nel 2001-2002) e poi all’Iraklis. Non potevo credere di stare lontano dall’OFI.

Nel ventennio post Gerards, l’OFI ha avuto in panchina ben sette ex giocatori allenati dall’olandese: il portiere Myron Sifakis, i difensori Nikos Goulis e Nikos Papadopoulos, i centrocampisti Nikki Papavasileiou, Nikos Nioplias, il trequartista Jaime Vera (con vice il connazionale ed ex OFI Alejandro Hisis) e l’attaccante Giannis Samaras (papà dell’ex Celtic Giorgos).

GERARDS E L’EUROPA

Il tecnico di Brunssum porta per la prima volta il nome dell’OFI in Europa.
Dopo il clamoroso secondo posto in campionato nella prima stagione, arriva il pass per la Coppa UEFA 1986-1987, affrontando l’Hajduk Spalato ai sedicesimi: 1-0 in Grecia e un umiliante 4-0 in trasferta, con Gerards che vive così questa eliminazione:

Sul volo di ritorno, ho visto il presidente parlare al telefono e pensavo che fosse in contatto col patron Vardinogiannis per cacciarmi dalla squadra. Poi ho saputo che parlava solamente con i giornalisti.

Nella stagione successiva arriva, con la vittoria della Coppa, la prima partecipazione nella Coppa delle Coppe, la cui avventura si conclude agli ottavi di finale contro l’Atalanta di Emiliano Mondonico, che nel 1987-1988 militava in Serie B: dopo l’1-0 (17′ Persias) sul campo neutro del Toumba, gli orobici sconfiggono a Bergamo i cretesi per 2-0.

Per chi è interessato, su Youtube si trova la partita di andata integrale del 21 ottobre 1987, trasmessa da Raitre con la telecronaca di Carlo Nesti.

Nel 1989, arriva il primo trofeo europeo per i cretesi: nella finale del 7 giugno a Serres l’OFI batte il Radnički Niš e conquista la Coppa dei Balcani. Un trofeo che, alla vigilia della finale, Gerards non sottovaluta affatto:

Si tratta di una coppa che l’OFI non ha mai conquistato prima. Penso che i tifosi di Serres verranno a sostenerci e noi offriremo un bel calcio e la vittoria.

Negli anni Novanta arriva il più grande successo, quello contro l’Atletico Madrid ai sedicesimi della Coppa UEFA 1993-1994.

Dopo la sconfitta per 1-0 al Vicente Calderón di Madrid, l’OFI compie l’impresa e batte ad Irakleio per 2-0 gli spagnoli, con reti di Machlas e il rigore di Tsifoutis, venendo eliminato agli ottavi dai portoghesi del Boavista.

La più importante partita europea della storia dell’OFI. Lo stadio era infuocato, un’esperienza incredibile.

Anche nel 1997 l’OFI arriva ai sedicesimi di Coppa UEFA fermandosi davanti all’Auxerre di Guy Roux.

GERARDS E I GIOVANI

Il tecnico olandese, forte anche di una laurea in Psicologia, ha la capacità di trattare la squadra come una famiglia.
Contribuisce alla crescita di giocatori come Nikos Nioplias o lo stesso Machlas, vincitore della Scarpa d’Oro nel 1998. Ma anche stranieri come i cileni Jaime Vera e Alejandro Hisis negli anni Ottanta, il costaricano Rónald Gómez nell’ultima stagione (1999-2000) e il 17enne maliano Mahamadou Diarra, partito dall’OFI per poi diventare titolare nel Real Madrid della metà degli anni 2000.

Nel nuovo millennio, si dice che avesse segnalato al Larissa un giovanissimo Kostas Mitroglou e al Kerkyra un altro giocatore promettente, un certo Kostas Fortounis: i direttori sportivi di entrambe le squadre, tuttavia, non ritenevano questi due giocatori degli affari…

Eugène Gerards negli ultimi anni della sua vita è stato diagnosticato con la paralisi sopranucleare progressiva, una sindrome che lo ha costretto alla mobilità ridotta e alla sedia a rotelle. Il 20 novembre 2017, su idea di Ilias Poursanidis, uno dei tanti figli di Gerards, è stata organizzata un’amichevole per ricordare i 15 anni di Eugene sulla panchina dell’OFI.

Figli di Gerards con tanti suoi giocatori nei tre lustri ad Irakleio contro gli Amici di Gerards con gran parte della rosa della Grecia di Euro 2004. Momenti incredibili, con lo stadio Theodoros Vardinogiannis che si commuove nel vedere l’artefice di tante battaglie tornare nel posto dove ha creato una squadra irripetibile.

Solamente un mese e mezzo dopo quella partita, il 2 gennaio 2018, Eugène Gerards si spegne a 77 anni nella sua amata Elià Irakleiou, a Creta.

GERARDS E LA SUA CRETA

Nei primissimi giorni della sua avventura cretese, quando gli propongono di assumere un interprete, Gerards si è subito opposto, rispondendo che un paese lo si conosce solo quando si impara la lingua. Si sottopone a lezioni quotidiane con la moglie di un olandese che vive a Creta e a cui chiede sempre della storia e delle tradizioni dell’isola.

A Creta conosce la sua seconda moglie e passa gli ultimi anni della sua vita ad Elià, un paesino di nemmeno 700 anime che sorge su una collina da cui si può assistere ad una vista mozzafiato e a circa 3.000 chilometri da Brunssum, la sua città natale.
Aveva imparato perfettamente il greco, prendendo anche la cittadinanza greca.

Νell’agosto del 2017 l’OFI dedica il Gate 9 dello stadio Theodoros Vardinogiannis proprio a lui: è l’ingresso della tribuna d’onore, esattamente sopra la panchina da cui ha guidato per centinaia di volte i cretesi.

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Mentre celebra la vittoria della Coppa del 1987.

Gran parte delle citazioni sono tratte da questa interessante intervista a Gerards su Sport24.gr del febbraio 2016. La risposta all’ultima domanda che il giornalista gli pone, rende bene l’idea del suo amore per Creta: Αvrebbe mai voluto nascere cretese?

Lo avrei voluto molto. I cretesi sono delle brave persone. Io amo Creta e i cretesi.
Non sono nato qui, però è casa mia.
Qui vivevo, qui vivo e qui morirò, da cretese.

Oggi avrebbe spento 80 candeline uno dei personaggi più rivoluzionari del calcio greco.

Tanti auguri Eugène Gerards, limburghese di nascita ma col cuore cretese.

 

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Come tornano ad allenarsi in Super League 1?

Come annunciato dal viceministro dello Sport Lefteris Avgenakis lo scorso giovedì, dal 5 maggio le squadre di Super League 1 possono tornare in campo per gli allenamenti, che si svolgeranno solo all’aria aperta e in gruppi di massimo otto giocatori.
Una questione molto calda che ogni società sta trattando in maniera autonoma, seguendo sempre le norme igieniche, che abbiamo illustrato qui: c’è chi tornerà con tutta la rosa, chi con qualche assente e altri che partiranno poco dopo il 5 maggio.

Questo articolo sarà aggiornato con le ultime novità.

AEK

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Massimo Carrera che scherza con la telecamera mimando una pistola al suo ingresso di ieri al centro sportivo.

Già nella giornata di ieri, staff (tra cui l’allenatore Carrera, il vice Colonnello e il capo dei preparatori D’Urbano) e giocatori si sono presentati nel centro sportivo di Spata, sottoponendosi subito al tampone per il Covid-19.

I calciatori, come sottolinea la società, non sono nemmeno entrati nel centro sportivo, con lo staff medico che ha preso il tampone addirittura senza farli scendere dall’automobile! Inoltre, hanno prelevato il materiale tecnico e medico da utilizzare nei prossimi giorni. All’ingresso del centro sportivo è stato installato un macchinario di rilevamento della temperatura corporea, in modo da garantire la salute di tutti.

Secondo Sport24, i giocatori verranno divisi in gruppi da sei, con l’utilizzo di entrambi i campi di allenamento. Per ricominciare gli allenamenti, si attendevano gli esiti dei tamponi: è notizia di poche ore fa che i risultati sono tutti negativi, quindi il primo gruppo si presenterà domattina alle 9.

ARIS

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Foto di un allenamento di settembre (thessports.gr).

Il centro sportivo Diasigeneio è pronto ad accogliere di nuovo i calciatori gialloneri.Lo staff tecnico della squadra di Salonicco, per questo primo periodo, ha diviso i calciatori in 4 piccoli gruppi; gli allenamenti, che si svolgeranno in ore diverse e dureranno 45′ per ogni gruppo, cominciano dalle prime ore della mattina fino al primo pomeriggio.

Da oggi, inoltre, si svolgeranno i test fisici ed ergometrici che si concluderanno alla fine della settimana, mentre sempre in queste ore i giocatori si stanno sottoponendo ai tamponi: quando si sapranno i risultati, gli allenamenti riprenderanno con le modalità descritte prima.

ATROMITOS

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Gli allenamenti dello scorso 7 marzo, uno degli ultimi prima dell’interruzione. (ATROMITOS FC)

Lunedì è stata effettuata la quinta sanificazione del centro sportivo Mazarakis, mentre oggi sono arrivati i risultati delle analisi dei giocatori e dello staff tecnico e organizzativo.
Tutti i risultati sono negativi, quindi da domani riprendono gli allenamenti, che si svolgeranno in gruppi di 4-5 giocatori: inizieranno alle 8.30 e si concluderanno alle 19.00 con la partecipazione dello staff tecnico e medico che si alternerà.

Quando ogni gruppo terminerà il proprio allenamento, si farà la pulizia di tutti gli spazi e il gruppo successivo sarà al centro sportivo 45 minuti più tardi.

ASTERAS TRIPOLIS

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Il capitano Iglesias durante i controlli.

I giocatori e lo staff tecnico si sono sottoposti ai tamponi per il Covid-19 allo stadio Theodoros Kolokotronis poche ore fa.

La società, nel comunicato di oggi, parla di una «preparazione al ritorno agli allenamenti, con i calciatori divisi per gruppi e sempre seguendo i consigli per la protezione della squadra», senza descrivere né le modalità, né una data di ripartenza, forse in attesa dei risultati dei controlli di oggi.

LAMIA

Qua le notizie arrivano col contagocce. Secondo il sito lamiara.gr, i giocatori si sono sottoposti ai tamponi ieri, mentre nella giornata di oggi sono ripartiti gli allenamenti, sempre rispettando le norme igieniche.

LARISSA

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Foto dall’allenamento di oggi.

Sabato scorso è stato disinfettato a fondo l’intero centro sportivo Dendròn, in un processo durato tre ore. Come annunciato dalla società, nella giornata di ieri i giocatori si sono sottoposti a test molecolari per il Covid-19 e da oggi ricominciano gli allenamenti.

Ai giocatori, allenatori e dirigenti della squadra verranno consegnate delle guide scritte dallo staff medico, in cui si descrivono esattamente le modalità per i trasferimenti, la permanenza e gli allenamenti nel centro sportivo. Inoltre, in queste guide ci saranno anche consigli per la vita privata e i rapporti sociali.

OFI

Essendo l’unica squadra isolana, qui si gestisce con più calma la situazione, per permettere a gran parte dei giocatori di tornare a Creta. Fino ad allora, si svolgeranno i test ergometrici a chi è rimasto ad Irakleio, mentre gli altri devono riuscire a tornare entro domenica 10 maggio.

Il primo allenamento a gruppi verrà effettuato lunedì 11 maggio.

OLYMPIAKOS

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Il tecnico dell’Olympiakos Pedro Martins sottoposto al tampone (foto Olympiacos FC).

Gli Erithrolefkoi sono già scesi in campo questa mattina per il primo allenamento nel centro sportivo di Renti. I giocatori sono stati divisi in tre gruppi distinti: il primo si è allenato dalle 9.00, il secondo dalle 10.30 e il terzo dalle 12.00.

Il tecnico Pedro Martins è soddisfatto, come ha dichiarato sul sito della società:

La gioia è tanta, perché cominciamo una nuova fase nelle nostre vite. Speriamo di concludere la stagione e il campionato. Questa è la nostra volontà, di ritrovarci sul nostro campo, allenarci e giocare. È bello tornare, eravamo stanchi di rimanere a casa. […] Abbiamo preso tutte le precauzioni per stare lontani dal virus, da questo punto di vista siamo protetti.

PANATHINAIKOS

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Foto durante un allenamento dei Prasinoi (iefimerida.gr)

Nella giornata di ieri tutti i membri della società sono stati sottoposti al tampone al centro sportivo Kalafatis. Non si sono presentati l’olandese Bart Schenkeveld, il danese Uffe Bech, l’ungherese Dominik Nagy e il portoghese João Nunes, tornati recentemente ad Atene e quindi sottoposti a controlli già all’aeroporto. Dovranno osservare due settimane di quarantena, come previsto dalle norme igieniche.

Ricordiamo che il Panathinaikos era una delle società contrarie alla ripartenza del campionato. Poco fa ha annunciato che i risultati dei test sono tutti negativi e si ripartirà da domattina, con quattro gruppi da 8 giocatori.

PANETOLIKOS

I canarini cominceranno ad allenarsi da domani, mercoledì 6 maggio, al centro sportivo Emileon di Agrinio, il quale nella giornata di oggi verrà sottoposto ad un’accurata sanificazione. Sempre in queste ore i giocatori del Panetolikos, come mostrato nelle storie su Instagram della società, si stanno sottoponendo ai tamponi per il virus.

L’ala statunitense Gboly Ariyibi e il centrocampista algerino Aymen Tahar sono gli unici giocatori attualmente all’estero: il loro rientro è previsto entro questa settimana e verranno messi in quarantena, allenandosi da casa per quindici giorni.

PANIONIOS

Notizie col contagocce anche qui per la ripresa degli allenamenti.

L’unico nodo è legato a Novica Maksimović: il 32enne centrocampista serbo è tornato in patria il 17 aprile per un grave lutto. In Serbia la quarantena per chi arriva dall’estero dura 28 giorni (e non 14 come in Grecia) quindi il calciatore tornerà a disposizione del tecnico Leonidas Vokolos solo da metà mese.

PAOK

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Durante un discorso del tecnico Ferreira in allenamento (PAOK24).

Lunedì i giocatori e lo staff tecnico si sono sottoposti ai test per il virus, mentre oggi hanno seguito lo stesso procedimento il resto dei membri della società.
Probabilmente da domani, dopo i risultati delle analisi, ripartono gli allenamenti, con i giocatori divisi in piccoli gruppi e solo lo stretto necessario dello staff sarà a loro disposizione.

Qui c’è il nodo legato a José Ángel Crespo: il difensore spagnolo è l’unico tra gli stranieri che è rimasto in patria e il PAOK sta cercando un modo sicuro per farlo tornare a Salonicco.

VOLOS

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Sanificazione in corso a Volos (foto Volos FC).

Il Volos ha proceduto oggi alla sanificazione degli spazi interni sia dello stadio Panthessalikos che dello Stadio Municipale, seguendo alla lettera il protocollo igienico.

Nel comunicato pubblicato poche ore fa, il Volos non parla di come verranno effettuati gli allenamenti, parlando solo della protezione della salute dei calciatori, per cui si stanno organizzando al meglio.

XANTHI

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Una delle primissime foto dagli allenamenti di oggi, con i giocatori che si allenano con i guanti.

Nella mattinata di ieri, tutti gli spazi del centro sportivo sono stati sanificati con la collaborazione del Comune di Xanthi. Da oggi, in piccoli gruppi (non è specificato il numero di giocatori in ogni raggruppamento) sono cominciati i primi allenamenti dopo la lunga pausa forzata, sotto la guida del tecnico Nikos Karageorgiou.

La nuova Super League 2 da fantascienza

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[Traduzione e adattamento di questo articolo di Contra.gr dello scorso 30 aprile.]

PAOK e Xanthi per la multiproprietà, Olympiakos e Atromitos per una partita in cui si sono affrontate nel 2015, sono le squadre che rischiano (tra virgolette o senza) la retrocessione. La squadra del Pireo ha portato il caso del PAOK al TAS di Losanna, il PAOK cerca di ripagare i biancorossi tramite la Commissione Etica. Qua mettiamo una pausa e chiariamo che l’obiettivo di questo articolo non è quello di analizzare la serietà o meno delle due questioni, perché questa verrà decisa dagli organi competenti.

Cosa succederebbe se effettivamente queste quattro squadre retrocedessero in Super League 2? La serie cadetta del campionato greco acquisirebbe un interesse incredibile, pari a quella della Serie B 2006/2007 con Juventus, Napoli e Genoa.

E, ovviamente, sarebbe… molto più costosa!

Non vogliamo sottovalutare affatto AEK e Panathinaikos, per carità. Però questo fatto si basa sulla pura realtà dello status economico e agonistico che hanno Olympiakos e PAOK attualmente. Gli Erithròlefkoi e il Dikefalos tou Vorrà sono due squadre che possono trattare i propri diritti televisivi con somme molto più alte rispetto agli altri. Poi stiamo parlando delle squadre con i budget più alti del calcio greco.

OLYMPIAKOS + PAOK = QUASI METÀ SUPER LEAGUE 1

Secondo transfermarkt, il valore di mercato della rosa del PAOK è sui 53.2 milioni di euro. Quello dell’Olympiakos sui 59.58 milioni di euro. Parliamo dei nuovi valori, quelli che si sono adattati sugli standard della pandemia, i quali hanno un trend fisiologicamente negativo.

Giusto per darvi un’idea, la rosa dell’AEK è sui 27.78 mln, del Panathinaikos sui 18.9 mln e dell’Aris sui 10.55 mln di euro. Il valore di mercato complessivo della Super League 1 è di 246.8 milioni: Olympiakos e PAOK coprono quasi la metà, 112.78 milioni di euro.

Olympiakos e PAOK hanno anche i giocatori più costosi della Grecia. Sempre secondo transfermarkt, la formazione col più alto valore di mercato comprende solamente calciatori di queste due società.

In un ipotetico 4-2-3-1:

Portiere: José Sá (Olympiakos, 2.8 mln)
Terzino destro:
Omar Elabdellaoui (Olympiakos, 4.8 mln)
Difensore centrale:
Rúben Semedo (Olympiakos, 4.8 mln)
Difensore centrale:
Pape Abou Cissé (Olympiakos, 4 mln)
Terzino sinistro:
Giannoulis (PAOK, 3.5 mln) – Tsimikas (Olympiakos, 3.5 mln)
Mediano:
Mady Camara (Olympiakos, 6.5 mln)
Mediano:
Douglas Augusto (PAOK, 3.2 mln), Guilherme (Olympiakos, 3.2 mln)
Ala destra:
Léo Jabá (PAOK, 6.3 mln)
Trequartista:
 Kostas Fortounis (Olympiakos, 8 mln)
Ala sinistra:
 Maxi Lovera (Olympiakos, 3.2 mln)
Punta:
Karol Świderski (PAOK, 4 mln)

Ovviamente qualcuno si chiederà se questa formazione rimarrebbe intatta col PAOK e l’Olympiakos, se retrocedessero davvero in Super League 2. Questa però è una domanda da porre solamente ai due proprietari: nessuno può sapere come Savvidis e Marinakis potrebbero gestire una tale situazione.

Tenendo in considerazione questo fattore, immaginatevi come sarebbe la situazione in Super League 1 e in Super League 2 in caso di retrocessione di PAOK e Olympiakos.
Forse si tratterebbe della prima volta nella storia in cui il campionato di seconda divisione sarebbe un prodotto più appetibile economicamente di quello di prima divisione.

E se qualcuno avesse ancora dei dubbi, sicuramente concorderebbe col fatto che la Super League 2 sarebbe molto più interessante con Olympiakos e PAOK, dopo la “guerra” a cui stiamo assistendo nelle ultime stagioni.

 

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Come il Panionios è risorto dalle ceneri nel 1998

Negli anni Novanta il Panionios retrocede due volte (1992, 1996) ed economicamente non naviga nell’oro.

All’alba della stagione 1997-1998, quella del ritorno in Αlpha Ethniki, i rossoblù affrontano tantissimi problemi: i giocatori non percepiscono gli stipendi e in campionato flirta con un’altra retrocessione. Nell’ottobre del 1997 due giocatori – Wassberg e Kamitsis – scioperano perché non vengono pagati da quattro mesi e il presidente Loukas Siotropos cerca disperatamente fondi. L’allenatore Giannis Kyrastas si sente tradito, perché quando aveva firmato il contratto, aveva chiesto alla dirigenza di non avere debiti nei confronti dei giocatori, in modo da farli giocare liberamente.

Nemmeno a novembre la situazione migliora e Kyrastas si dimette: al suo posto Christos Emvoliadis, un ex giocatore che ha militato per quindici anni al Panionios tra gli anni Settanta e Ottanta. Questo cambio arriva pochi giorni prima del debutto in Coppa ad Elefsina.

Il Panelefsiniakos, squadra di Beta Ethniki, approfitta del momento negativo del Panionios e lo batte 3-1. La squadra di Nea Smyrni in casa ribalta la situazione e con un secco 3-0 stacca il pass per gli ottavi, dove affronta l’Orfeas Alexandroupolis, società di Gamma Ethniki. La squadra di Emvoliadis si qualifica col minimo sforzo: 0-0 nel capoluogo della Tracia e 1-0 in Attica.

Ai quarti supera l’Apollon Kalamarias (4-2 in casa, 0-2 a Salonicco) e in semifinale, grazie alla rete di Vokolos al Toumba, batte anche il PAOK (1-1 a Salonicco, 1-0 a Nea Smyrni).

La finalissima del 29 aprile 1998 contro il favoritissimo Panathinaikos si gioca al Georgios Karaiskakis, che non è affatto l’impianto ipermoderno e ben ristrutturato che potete vedere adesso. Un giorno prima della partita, la Prefettura del Pireo ha ritenuto «inadatto» lo stadio, che aveva problemi ovunque, dagli spalti fino all’impianto di illuminazione. L’ente organizzatore risolve il problema “alla greca”, con toppe qua e là e riduzione del pubblico sugli spalti, con circa 10.000 tifosi per ogni squadra.

I tifosi del Panionios fanno sparire subito i biglietti. L’entusiasmo è palpabile, anche perché la cabala è dalla loro parte: nella prima Coppa vinta nel 1979, la finale si è giocata sempre al Karaiskakis e in campo c’era Emvoliadis, l’attuale allenatore. Ma c’è anche un altro motivo, una rivalsa contro il Trifylli: 18 febbraio 1996 e il Panionios perde contro il Panathinaikos dopo decisioni dubbie dell’arbitro Spaneas, contribuendo anche alla retrocessione della squadra di Nea Smyrni.

LA FINALISSIMA

La partita non è tra le più spettacolari nel primo tempo. I 21.436 spettatori vedono di tutto nella ripresa, invece, e già dalla prima azione.

Kamitsis viene steso da un brutto fallo di Georgiadis e l’arbitro Borovilos – sì, l’attuale presidente dell’Asteras Tripolis – estrae il rosso, con il Panathinaikos che rimane in dieci. Al 52′, in superiorità numerica, il Panionios mette la freccia: cross al bacio di Kamitsis per Nalitzis che, lasciato solo nel cuore dell’area, insacca di testa.

Lo stesso attaccante 21enne commenta così quel momento:

I momenti subito dopo il mio gol non si possono descrivere a parole. Quando è finita la partita, quello che abbiamo vissuto è stato incredibile.

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Una rete talmente importante che anche adesso è un coro dei tifosi del Panionios: «Μα θα θυμάσαι μια ζωή, το γκολ του Ναλιτζή!» (it. «Τi ricorderai per una vita, il gol di Nalitzis!»).

Il Panionios in venti minuti rimane addirittura in nove: al 56′ Kamitsis viene espulso per doppio giallo e al 72′ Ioannidis stende l’ultimo uomo Warzycha, andando sotto la doccia.

In nove, ma resiste. Resiste fino al fischio finale.

Un momento in cui tutte le difficoltà della stagione si cancellano per il Panionios, che nel prepartita era molto tranquillo, come dichiarato dal tecnico Emvoliadis:

In albergo eravamo calmi, vedevamo la finale come una festa. Io ho parlato solo cinque minuti ai giocatori, perché mi avevano pregato di non dire molto per non andare in ansia. Ho detto loro: «Siamo alla pari, possiamo alzare la coppa». Ci credevano anche loro. Noi nel 1979 non ci credevamo, ma i ragazzi del 1998 credevano nell’impresa.

Per la prima volta nella storia, il Presidente della Repubblica greca è presente alla consegna della coppa. Infatti, Kostas Stefanopoulos, come farà per tutta la durata del suo mandato, consegna la coppa al capitano Leonidas Vokolos, che qualche mese dopo andrà al Panathinaikos insieme a Takis Fyssas.

Da una parte la gioia, dall’altra le polemiche. Dagli spalti piovono insulti e bottigliette tra i tifosi del Panathinaikos e Krzysztof Warzycha, il loro capitano e alfiere, che reagisce in maniera energica, come vedete in foto, sotto gli occhi stupiti del presidente greco Stefanopoulos.

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Nea Smyrni diventa una cittadina ubriaca di gioia. Il pullman della società ci mette quasi due ore per fare duecento metri, perché sono tutti per strada ad esultare.

Il 29 aprile per il Panionios è una data storica: il cielo è diventato rossoblù, una delle poche volte in Grecia in cui Davide batte Golia, l’ultimo trofeo per l’Istorikos.

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P.S. Anche adesso il Panionios è in difficoltà e in panchina siede proprio il capitano del 1998, Leonidas Vokolos. Per un’altra volta, nel momento del bisogno, arriva un ex giocatore a provare a risollevare la situazione.
E speriamo che finisca come l’avventura di Emvoliadis.

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