Vassilis Hatzipanagis, leggenda tra due mondi

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Nato nel 1954 a Tashkent, al tempo capitale della Repubblica socialista sovietica dell’Uzbekistan, Vassilis Hatzipanagis è indubbiamente uno dei calciatori più forti del suo tempo di cui, almeno in Italia, si conosce ben poco. Dopo aver militato nei primi anni della sua carriera in Unione Sovietica, divenne l’idolo e il fenomeno indiscusso dell’Iraklis, tanto che si guadagnò l’appellativo di “Maradona greco”. Ed in effetti le somiglianze tra i due, capelli a parte, esistevano, ed erano numerose: Hatzipanagis, come Diego, era un centrocampista basso ma robusto e la sua corporatura divenne fondamentale in funzione del suo stile di gioco. Piedi educati, intelligenza tattica e dribbling sono alcune delle caratteristiche che accomunavano i due, che hanno segnato indelebilmente la rispettiva storia delle due squadre per cui hanno giocato.

Suo padre e sua madre, rispettivamente di origine cipriota e turca, dovettero abbandonare l’Asia Minore a causa della guerra e si trasferirono in una Grecia che subì la crisi degli anni ’30, l’occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale e poi la guerra civile (1946-1949). Come molti dei loro connazionali, emigrarono entrambi nella Repubblica sovietica dell’Uzbekistan, dove nella sola capitale la comunità greca contava circa 40.000 persone.

Il talento e la tecnica del giovane Vassilis erano visibili sin da quando giocava da bambino per le strade della città; come affermato in un’intervista da lui rilasciata, attirò ben presto l’attenzione della Dinamo Tashkent, che allora era una specie di squadra satellite della Dinamo Mosca e che vedendolo giocare gli propose di firmare. Ma il Pakhtakor, che aveva all’epoca la migliore scuola di calcio giovanile ed era la squadra uzbeka di maggior successo nel periodo sovietico, convinse Hatzipanagis a firmare per loro. Saladiov, mentore calcistico di Vassilis e allenatore della squadra, aveva riportato il Pakhtakor nel massimo campionato sovietico e lo fece debuttare all’età di 17 anni contro lo Shakhtar Donetsk.

Nelle tre stagioni successive Saladiov portò Hatzipanagis in prima squadra, mentre il Pakhtakor riuscì a integrarsi stabilmente nel campionato. Nominato come secondo giocatore più forte del campionato (dopo Oleh Blokhin) nel 1974 e nel 1975, Hatzipanagis fu convocato con la nazionale dell’URSS.

A 18 anni Valentin Nikolayev convocò Hatzipanagis con l’under 21; tuttavia giocò anche nelle qualificazioni per i campionati europei under 23. Nel 1975 iniziò a giocar con la nazionale maggiore: la prima partecipazione fu in un torneo in Polonia organizzato per celebrare l’anniversario della liberazione dai tedeschi. L’URSS si aggiudicò il torneo e Hatzipanagis giocò al fianco di Blokhin.

Nel 1975 la caduta della dittatura dei colonnelli favorì il ritorno in patria di molti greci, tra cui anche Hatzipanagis e la sua famiglia. Tuttavia, in molte interviste recenti, ha dichiarato che il tornare in Grecia fu un errore, poiché il livello calcistico era molto più basso rispetto all’URSS, dove il campionato era formato da 16 squadre su più di 300 milioni di abitanti.

Il ritorno in Grecia però non fu dei più facili. Nell’Unione Sovietica degli anni Settanta il calciatore professionista non era considerato come un lavoro vero e proprio; infatti, la maggioranza dei calciatori avevano altri impieghi. Non esistendo un contratto che legava Hatzipanagis al Pakhatator, che non aveva diritti su di lui, nessuna squadra straniera poteva comprarlo. Quando l’Olympiakos provò ad acquistare Hatzipanagis, ad esempio, la trattativa fu respinta in quanto i giocatori sovietici non erano di “proprietà” e non potevano essere venduti. Per aggirare questo cavillo giuridico, a Hatzipanagis fu consigliato di rinunciare alla sua cittadinanza sovietica e di chiedere il rimpatrio. Ma anche questa opzione presentava non pochi ostacoli. Quando la famiglia abbandonò la Grecia per trasferirsi nel vicino Oriente, non tutti i familiari lasciarono la Grecia: infatti un nonno rimase a Salonicco. Quindi, se voleva tornare in Grecia doveva stringere un accordo con una squadra di Salonicco. All’età di 20 anni Hatzipanagis “fuggì” dall’Unione Sovietica e firmò per l’Iraklis, la sua seconda ed ultima squadra.

Il suo trasferimento fu organizzato dal suo agente armeno a Mosca, Makatetsian. Come prima mossa, Hatzipanagis rinunciò alla sua cittadinanza sovietica, in modo da non poter più giocare nel campionato sovietico, il quale richiedeva obbligatoriamente la cittadinanza per poter appunto giocare. Una volta archiviato il problema del passaporto, Hatzipanagis si mise in contatto e firmò un contratto biennale con l’Iraklis. Tuttavia, nella diritto sportivo greco di allora era presente un vuoto legislativo, che permetteva al club di rinnovare unilateralmente il contratto ogni anno per 10 anni.

Vassilis si trovava quindi in una situazione di impasse. Se avesse avuto ancora la nazionalità sovietica, l’ambasciata sovietica avrebbe potuto interferire nella trattativa. L’unica soluzione possibile per sciogliere il nodo contrattuale fu quella di portare l’Iraklis in tribunale. Nel 1977 il tribunale distrettuale stabilì che non era possibile trattenere alcun lavoratore o atleta per oltre cinque anni. Ma l’Iraklis riuscì a vincere in appello. Mentre Vassilis perse la sua “battaglia”, c’era un aspetto positivo: l’Associazione greca dei calciatori professionisti, fondata nel 1979, si interessò al caso e riuscì, a metà degli anni ’80, a modificare quella legge.

Nel 1977, un problema al ginocchio costrinse Hatzipanagis a recarsi a Londra per le cure. Il suo padrino, che era cipriota e tifoso dell’Arsenal, era emigrato nella capitale inglese nel 1961 ed ebbe occasione per rivederlo. Il padrino gli fece conoscere Fred Street, l’allora fisioterapista dell’Arsenal. Durante la riabilitazione, si allenò insieme a Pat Jennings, Graeme Rix, Liam Brady, Malcolm MacDonald e Alan Hudson. Gli affibbiarono il soprannome di Aristotele, poi scoprirono che giocò in URSS e si interessarono alla sua storia. Tra gli aneddoti e le curiosità riguardanti la sua vita, spicca la volontà di suo padre di trasferirsi a Londra nel 1963, ma sua madre non era d’accordo. Sarebbe interessante fantasticare su come sarebbe stata la sua carriera in Inghilterra, dove avrebbe potuto trasferirsi all’età di nove anni.

Nel suo periodo di permanenza all’Iraklis, durato ben 15 anni, Hatzipanagis trascinò il Γηραιός alla vittoria della Kypello Elladas del 1976, battendo in finale ai rigori l’Olympiacos, dopo un clamoroso 4-4 nei tempi regolamentari. L’altro trofeo alzato con la squadra di Salonicco fu la Coppa dei Balcani nel 1985, una competizione che coinvolgeva squadre di Bulgaria, Grecia, Turchia, Jugoslavia e Romania e che fu abbandonata nel 1994.

Quando tuttavia l’Iraklis venne retrocesso nel 1981 (l’articolo qui), Vassilis espresse la sua volontà di non voler giocare in B’ Ethniki. La società, non volendo privarsi del fenomeno, si oppose alla sua richiesta di essere ceduto, mentre Hatzipanagis di tutta risposta si recò  in Germania, dove per un anno e mezzo si allenò con lo Stoccarda senza essere retribuito dall’Iraklis, ma risultando comunque ancora sotto contratto. Nonostante avesse attirato l’attenzione di squadre molto importanti come Lazio, Arsenal, Porto e lo stesso Stoccarda, la società di Salonicco non aveva la minima intenzione di lasciar andare il fuoriclasse, arrivando a rifiutare l’offerta effettuata dal presidente del Panathinaikos Vardinogiannis che ammontava a 90 milioni di dracme, una cifra spropositata per l’epoca.

Poco dopo il suo ritorno in Grecia, giocò con la nazionale ellenica un’amichevole contro la Polonia al Leoforos nel maggio del 1976. Tuttavia la FIFA dichiarò che Hatzipaganis non potesse più giocare con la nazionale greca a causa delle sue precedenti 4 partite con la squadra olimpica dell’Unione Sovietica. La sua seconda, ultima e simbolica presenza con la maglia dell’Ethniki avvenne il 14 dicembre 1999 in una partita amichevole contro il Ghana, quando giocò per soli venti minuti ma fu comunque premiato dalla Federcalcio ellenica per il suo contributo al mondo del calcio.

 

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