Come il Panionios è risorto dalle ceneri nel 1998

Negli anni Novanta il Panionios retrocede due volte (1992, 1996) ed economicamente non naviga nell’oro.

All’alba della stagione 1997-1998, quella del ritorno in Αlpha Ethniki, i rossoblù affrontano tantissimi problemi: i giocatori non percepiscono gli stipendi e in campionato flirta con un’altra retrocessione. Nell’ottobre del 1997 due giocatori – Wassberg e Kamitsis – scioperano perché non vengono pagati da quattro mesi e il presidente Loukas Siotropos cerca disperatamente fondi. L’allenatore Giannis Kyrastas si sente tradito, perché quando aveva firmato il contratto, aveva chiesto alla dirigenza di non avere debiti nei confronti dei giocatori, in modo da farli giocare liberamente.

Nemmeno a novembre la situazione migliora e Kyrastas si dimette: al suo posto Christos Emvoliadis, un ex giocatore che ha militato per quindici anni al Panionios tra gli anni Settanta e Ottanta. Questo cambio arriva pochi giorni prima del debutto in Coppa ad Elefsina.

Il Panelefsiniakos, squadra di Beta Ethniki, approfitta del momento negativo del Panionios e lo batte 3-1. La squadra di Nea Smyrni in casa ribalta la situazione e con un secco 3-0 stacca il pass per gli ottavi, dove affronta l’Orfeas Alexandroupolis, società di Gamma Ethniki. La squadra di Emvoliadis si qualifica col minimo sforzo: 0-0 nel capoluogo della Tracia e 1-0 in Attica.

Ai quarti supera l’Apollon Kalamarias (4-2 in casa, 0-2 a Salonicco) e in semifinale, grazie alla rete di Vokolos al Toumba, batte anche il PAOK (1-1 a Salonicco, 1-0 a Nea Smyrni).

La finalissima del 29 aprile 1998 contro il favoritissimo Panathinaikos si gioca al Georgios Karaiskakis, che non è affatto l’impianto ipermoderno e ben ristrutturato che potete vedere adesso. Un giorno prima della partita, la Prefettura del Pireo ha ritenuto «inadatto» lo stadio, che aveva problemi ovunque, dagli spalti fino all’impianto di illuminazione. L’ente organizzatore risolve il problema “alla greca”, con toppe qua e là e riduzione del pubblico sugli spalti, con circa 10.000 tifosi per ogni squadra.

I tifosi del Panionios fanno sparire subito i biglietti. L’entusiasmo è palpabile, anche perché la cabala è dalla loro parte: nella prima Coppa vinta nel 1979, la finale si è giocata sempre al Karaiskakis e in campo c’era Emvoliadis, l’attuale allenatore. Ma c’è anche un altro motivo, una rivalsa contro il Trifylli: 18 febbraio 1996 e il Panionios perde contro il Panathinaikos dopo decisioni dubbie dell’arbitro Spaneas, contribuendo anche alla retrocessione della squadra di Nea Smyrni.

LA FINALISSIMA

La partita non è tra le più spettacolari nel primo tempo. I 21.436 spettatori vedono di tutto nella ripresa, invece, e già dalla prima azione.

Kamitsis viene steso da un brutto fallo di Georgiadis e l’arbitro Borovilos – sì, l’attuale presidente dell’Asteras Tripolis – estrae il rosso, con il Panathinaikos che rimane in dieci. Al 52′, in superiorità numerica, il Panionios mette la freccia: cross al bacio di Kamitsis per Nalitzis che, lasciato solo nel cuore dell’area, insacca di testa.

Lo stesso attaccante 21enne commenta così quel momento:

I momenti subito dopo il mio gol non si possono descrivere a parole. Quando è finita la partita, quello che abbiamo vissuto è stato incredibile.

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Una rete talmente importante che anche adesso è un coro dei tifosi del Panionios: «Μα θα θυμάσαι μια ζωή, το γκολ του Ναλιτζή!» (it. «Τi ricorderai per una vita, il gol di Nalitzis!»).

Il Panionios in venti minuti rimane addirittura in nove: al 56′ Kamitsis viene espulso per doppio giallo e al 72′ Ioannidis stende l’ultimo uomo Warzycha, andando sotto la doccia.

In nove, ma resiste. Resiste fino al fischio finale.

Un momento in cui tutte le difficoltà della stagione si cancellano per il Panionios, che nel prepartita era molto tranquillo, come dichiarato dal tecnico Emvoliadis:

In albergo eravamo calmi, vedevamo la finale come una festa. Io ho parlato solo cinque minuti ai giocatori, perché mi avevano pregato di non dire molto per non andare in ansia. Ho detto loro: «Siamo alla pari, possiamo alzare la coppa». Ci credevano anche loro. Noi nel 1979 non ci credevamo, ma i ragazzi del 1998 credevano nell’impresa.

Per la prima volta nella storia, il Presidente della Repubblica greca è presente alla consegna della coppa. Infatti, Kostas Stefanopoulos, come farà per tutta la durata del suo mandato, consegna la coppa al capitano Leonidas Vokolos, che qualche mese dopo andrà al Panathinaikos insieme a Takis Fyssas.

Da una parte la gioia, dall’altra le polemiche. Dagli spalti piovono insulti e bottigliette tra i tifosi del Panathinaikos e Krzysztof Warzycha, il loro capitano e alfiere, che reagisce in maniera energica, come vedete in foto, sotto gli occhi stupiti del presidente greco Stefanopoulos.

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Nea Smyrni diventa una cittadina ubriaca di gioia. Il pullman della società ci mette quasi due ore per fare duecento metri, perché sono tutti per strada ad esultare.

Il 29 aprile per il Panionios è una data storica: il cielo è diventato rossoblù, una delle poche volte in Grecia in cui Davide batte Golia, l’ultimo trofeo per l’Istorikos.

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P.S. Anche adesso il Panionios è in difficoltà e in panchina siede proprio il capitano del 1998, Leonidas Vokolos. Per un’altra volta, nel momento del bisogno, arriva un ex giocatore a provare a risollevare la situazione.
E speriamo che finisca come l’avventura di Emvoliadis.

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