Il caso Olympiakos-Atromitos del 2015 spiegato bene

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Partiamo da questo presupposto, visto che abbiamo letto un po’ di articoli in giro: in questo momento si tratta di una proposta di retrocessione, non di una condanna! 

Quindi tutte le supposizioni che si stanno facendo dallo scorso venerdì si riferiscono alle parole di Panagiota Spanou, membro della sezione di ricerca della Commissione Deontologica della Federcalcio greca, la quale ha proposto questi provvedimenti, dopo uno studio durato circa sei mesi, che verranno discussi dalla sezione giudiziaria della suddetta Commissione.

Ιnfatti, Spanou si è basata sull’articolo 27 del Codice di Condotta della Federcalcio dell’agosto 2019, riguardante le partite truccate per scommesse, il quale rimanda all’articolo 29 dello stesso Codice circa le sentenze che prevede questo:

1) Tutti i soggetti che partecipano o tentano di mettere in atto una combine per il risultato di una partita o di una competizione con mezzi antisportivi, antietici e corruttivi vengono puniti:

  • con un’ammenda dai 20.000 ai 60.000 euro,
  • una squalifica di almeno di dieci anni e
  • un daspo di almeno dieci anni.

2) In casi seri e di recidiva, l’ammenda raddoppia e i divieti si attuano a vita.

3) Nel caso in cui la società o un suo dignitario (presidente, membro del c.d.a., allenatore, staff tecnico o medico) sia colpevole dell’atto, la società verrà punita con la retrocessione e un’ammenda di 300.000 euro.

4) Nel caso in cui il presidente non sia responsabile, viene considerata colpevole, in ogni caso, la/le società quando sono colpevoli di illecito più di un suo giocatore.

Il testimone chiave nel caso Olympiakos-Atromitos è l’attuale direttore tecnico delle Nazionali di calcio e all’epoca ds del Panathinaikos, Takis Fyssas, che nello scorso febbraio aveva dichiarato davanti alla Corte d’Appello:

Ho avuto una telefonata con Sá Pinto (nel 2015 allenatore dell’Atromitos, ndr) una settimana prima e il giorno dopo la partita (Olympiakos-Atromitos, ndr) per chiedergli come stesse. Mi ha detto di aver ricevuto pressioni prima della gara per non mettere qualche giocatore, non mi ha detto quali fossero.

Mi ha detto che venivano dal presidente e dal direttore della società e che ha deciso di andarsene dopo la partita. Ho seguito la partita e ho visto alla fine che salutava i giocatori. Il giorno dopo si è dimesso. Da anni mi trovo nel mondo del calcio e penso che questo non sia giusto. L’allenatore fa la formazione e, da quello che mi ha detto, ci sono stati interventi esterni.

Molto probabilmente si riferiva a Kivrakidis e all’italiano Stefano Napoleoni, i quali tuttavia sono subentrati durante la partita. Mentre Katsouranis, sentito dallo stesso ex campione di Euro 2004 all’epoca, «non era pronto fisicamente».

Qui gli highlights della partita, terminata 2-1 per la squadra del Pireo:

I PROVVEDIMENTI SECONDO SPANOU

Riguardano le partite Ergotelis-Kalloni (19 gennaio 2015), Veria-Olympiakos (1° febbraio 2015), Veria-OFI (17 gennaio 2015), OFI-Panathinaikos (15 febbraio 2015), Asteras Tripolis-Olympiakos (1° novembre 2014).
Quindi non solo Olympiakos-Atromitos del 4 febbraio 2015. E non riguarda solo Marinakis, ma molte altre persone di livello nel calcio greco.

A Georgios Sarris (ex presidente della Federcalcio), Theodoros Kouridis (ex consigliere legale della Federcalcio), Aristidis Stathopoulos (ex vicepresidente Federcalcio), Nikolaos Prountzos (ex membro c.d.a. Federcalcio), Ioannis Papakonstantinou (ex membro c.d.a. Federcalcio), Georgios Douros (ex membro dell’Associazione arbitrale greca), Athanasios Briakos (ex membro dell’Associazione arbitrale greca), Konstantinos Ioannidis (ex arbitro):

  • Ammenda di 90.000 euro,
  • radiazione a vita da qualsiasi attività legata al calcio,
  • daspo a vita.

A Evangelos Marinakis il quale, da presidente di una società (nel 2015, ora è solo il proprietario), ha maggiori responsabilità in quanto è recidivo ad atti simili. Quindi si applica il paragrafo 3 dell’articolo 27 del Codice di Condotta della Federcalcio:

  • Ammenda di 300.000 euro
  • radiazione a vita da qualsiasi attività legata al calcio,
  • daspo a vita.

Ad Apostolos Abarkiolis, Alexandros Dimitropoulos, Ilias Spathas e Ioannis Aggelopoulos (tutti ex arbitri):

  • Ammenda di 60.000 euro,
  • dieci anni di squalifica,
  • daspo di dieci anni.

A Georgios Spanos (presidente e patron dell’Atromitos):

  • Ammenda di 200.000 euro,
  • radiazione a vita da qualsiasi attività legata al calcio,
  • daspo a vita.

A Ricardo Sá Pinto (ex allenatore dell’Atromitos):

  • Ammenda di 20.000 euro,
  • dieci anni di squalifica,
  • daspo di dieci anni.

Alle società Olympiakos FC e Atromitos FC:

  • Retrocessione,
  • Ammenda di 3.000.000 euro

LE REAZIONI

Quello che abbiamo da dire, lo diremo nei momenti opportuni e nelle sedi opportune. Non c’è alcuna preoccupazione. Un cielo pulito non ha paura dei fulmini! (un modo di dire greco, ndrPoi stiamo parlando di una proposta di condanna, non di una sentenza!

Georgios Spanos, presidente dell’Atromitos, ha parlato così a Novasports.

La legge disciplinare dà la possibilità ad una commissione, in questo caso alla Commissione Deontologica, di prendere una decisione senza che ci sia il completamento di un procedimento penale. Evidentemente, se ci sono stati dei dati in sede di ricerca, ci sarà almeno una probabilità, per non parlare di una prova dell’illecito. Spetta ora alla Commissione decidere se applicare le sanzioni previste dal Codice di Condotta.

Lakis Simeoforidis, avvocato e specialista in giustizia sportiva, a Μetropolis 95.5, radio di Salonicco.

Il rapporto di Panagiota Spanou non è completo? Questa scusa è ridicola. Cita nomi e partite e il suo rapporto ha una struttura ben definita. Parla di persone che hanno avuto un ruolo decisivo nell’influenzamento degli arbitri. perché qui non si parla solo di benefici in classifica, ma anche dal punto di vista economico.

Giorgos Panagopoulos, avvocato, sempre a Metropolis 95.5.

Mentre da parte dell’Olympiakos tutto tace per ora.
E di sicuro non finisce qui.

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