Le tre stelle dell’Iraklis

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In greco Iraklis è Eracle, il semidio delle dodici fatiche. Proprio quel mito si conclude con la sua discesa nell’Ade nel tentativo di portare vivo il cane a tre teste Cerbero fino a Micene, sulla Terra. L’Eracle di Salonicco è sceso nell’Ade calcistico della terza categoria locale, cercando il modo per ritornare vincitore da questa ennesima fatica.

Ennesima, sì. Perché l’Iraklis è, a detta di tanti, la squadra «che ha subito più torti al mondo».

LE TRE RETROCESSIONI

Forse è un caso unico, ma l’Iraklis è retrocesso tre volte dalla Prima Divisione (Alpha Ethniki/Super League) e tutte le volte per un motivo non legato ai risultati ottenuti sul campo. Per questo motivo, in alcune maglie celebrative, l’Iraklis indossa le tre stelle, anche per giocare con maggiore voglia di rivalsa.
Infatti, nelle tre retrocessioni, il Γηραιός (Gireòs, it. Anziano, essendo nato nel 1908, quando a Salonicco c’era ancora l’Impero Ottomano) si era salvato sul campo e andremo ad analizzare ogni caso, per vederci meglio.

LA PRIMA STELLA: 1980, IL TENTATIVO DI CORRUZIONE

Metà maggio, semifinale di ritorno di Coppa tra Iraklis e PAOK. All’andata, il Gireòs ha vinto per 1-0 ed era il favorito per la finalissima.

Il difensore del PAOK Filotas Pellios – che alcune fonti davano addirittura come squalificato per la semifinale di ritorno – ha accusato il presidente dei biancazzurri Kostas Pertsinidis di aver provato a corromperlo, offrendogli il doppio del premio vittoria in cambio di una brutta prestazione. Lo scandalo arriva sui giornali il 17 maggio, poco prima del derby decisivo, che finisce 1-1.

PELLIOS
Filotas Pellios, centrale difensivo del PAOK degli anni Settanta e Ottanta, con un campionato (1976) e una Coppa (1974).

L’Iraklis è in finale di Coppa – che perderà per 5-2 contro il Kastorià, come vi abbiamo già raccontato – ma non è finita qui.

Il 2 giugno, nonostante queste accuse non fossero mai state confermate dalla giustizia ordinaria, arriva la mazzata: per la prima volta nei suoi 72 anni di storia, l’Iraklis viene retrocesso in Beta Ethniki per lo scandalo corruzione! Il giorno dopo la decisione circa 2.500 tifosi dell’Iraklis protestano contro la decisione della Federcalcio, a cui si uniscono addirittura tifosi dell’Aris. Solo l’intervento delle forze di polizia evita gli scontri con tifosi del PAOK nel centro di Salonicco.

L’allora presidente del PAOK Giorgos Pantelakis, da cui era partita l’accusa ai biancazzurri, dichiara: «Se dico che mi dispiace, sarei un fariseo, quindi non dirò nulla». I tifosi dell’Iraklis cercano sostegni politici in modo da ristabilire moralmente la propria società, arrivando anche al premier Georgios Rallis, il quale risponde: «Non mi immischiate in queste faccende, d’altra parte io tifo Panathinaikos».

Proteste o non proteste, l’Iraklis è costretto a scendere in campo in Beta Ethniki della stagione 1980-1981 e senza la star Vassilis Chatzipanagis, che si rifiuta di giocare sui campi malconci e in terra battuta per preservare la sua incolumità. La squadra di Salonicco conquista subito la promozione e qualche anno dopo verrà anche assolto in tribunale dall’accusa di corruzione.

Un caso analogo avvenne anche nel maggio 1975. Semifinale di Coppa, stavolta con una partita secca, tra Iraklis e Panathinaikos: un dirigente della squadra di Atene ha tentato di corrompere tre giocatori di Salonicco, che infatti perderà il match. Questa partita è passata alla storia come il “Caso dei Fiori”, perché se i tre giocatori accettavano i fiori prima del fischio di inizio, significava che l’accordo era fatto.

Il Panathinaikos, al contrario dell’Iraklis nel 1980, viene condannato dai tribunali ordinari ma salvato dalla retrocessione da… Giorgos Andrianopoulos, presidente dell’Olympiakos e membro della commissione ricorsi della Federcalcio greca.

Per l’Iraklis oltre il danno la beffa, insomma.

LA SECONDA STELLA: 2011, LE CARTE FALSE PER IL CALCIOMERCATO INVERNALE

Il 12 maggio 2011, il presidente della Federcalcio greca Sofoklis Pilavios ha dichiarato alla Commissione parlamentare sulle questioni del Ministero della Cultura (e dello Sport) che l’Iraklis aveva mandato documenti assicurativi e fiscali falsificati, in modo da poter operare nella finestra di calciomercato di gennaio.

A Salonicco, circa 7.000 tifosi protestano in piazza Aristotelous, tra cui anche il grande Vasilis Chatzipanagis che dichiara:

Con tutta la gente che vedo, penso che tutto andrà bene e prossimamente vivremo di nuovo dei grandi momenti con l’Iraklis.

Per questo caso l’Asteras Tripolis, arrivato 14° nel campionato 2010-2011 e quindi retrocesso, ha sporto denuncia alla Commissione Disciplinare della Super League nei confronti dei biancazzurri, chiedendo una penalizzazione di sette punti: un handicap che basterebbe per far salvare la squadra del Peloponneso. La Commissione Disciplinare ha deciso per la retrocessione d’ufficio dell’Iraklis, relegato all’ultima posizione in classifica: così l’Asteras Tripolis raggiunge il 13° posto ed è salvo.

L’Iraklis porta il caso al TAS di Losanna, chiedendo l’annullamento della decisione e la non chiusura definitiva della classifica. Il TAS respinge la richiesta dell’Iraklis, però riporta il caso nella Commissione di Secondo Grado della Federcalcio greca, che alla fine arriva alla Commissione Ricorsi della Federazione.

Il 5 settembre l’ultima Commissione respinge le richieste dell’Iraklis, facendo retrocedere la squadra in Football League. Così, la squadra di Salonicco decide di portare il caso nei tribunali ordinari per avere giustizia.

Questa mossa, però, porta il Gireòs in Football League 2 (Terza Divisione), dato che secondo il codice disciplinare della Federcalcio greca è espressamente vietato portare i casi in tribunali ordinari.

La mossa che mette fine alle speranze dell’Iraklis arriva il 27 settembre, quando la Commissione dello Sport Professionistico greco retrocede la società nella prima divisione dilettantistica, la Delta Ethniki, perché non ha depositato i documenti necessari per partecipare nei campionati professionistici.

ÑÅÌÏÓÁÔÑÏÌÇÔÏÓ - ÇÑÁÊËÇÓ REMOS  ATROMITOS - IRAKLIS
Antonis Remos, il capo della cordata che rileva l’Iraklis nel 2007

Peccato che nel 2019 l’allora patron dell’Iraklis, il grande tifoso e cantante Antonis Remos, sia stato assolto dall’accusa riguardante i documenti assicurativi e fiscali falsificati di quel periodo. Ovvero il motivo per cui i biancazzurri sono stati retrocessi, quando addirittura inizialmente era prevista un’ammenda secondo il regolamento vigente.

Quindi, anche nel 2011, l’Iraklis è retrocesso ingiustamente.

LA TERZA STELLA: 2017, LA MANCATA LICENZA

La ripartenza dalla tripla retrocessione del 2011 è dura. L’Iraklis riparte dalla Delta Ethniki 2011-2012 e a metà campionato si fonde con il Pontion Katerinis in Football League 2, quindi una categoria superiore.

In pratica il Pontion Katerinis prende nome, stemma e stadio dell’Iraklis dal gennaio 2012. La nuova squadra arriva a metà campionato, però con la riforma dei campionati rientra tra le squadre che andranno a comporre la nuova Football League 2012-2013, quindi guadagna un’altra categoria.

Fino ad arrivare al 2015, in cui torna in Super League. Due stagioni al 12° posto, ma il campionato 2016-2017 sarà l’ultimo per l’Iraklis, che naviga in brutte acque dal punto di vista finanziario. Infatti, non riesce ad assicurarsi la licenza per partecipare nella Super League 2017-2018 e nel luglio 2017… viene relegato in Football League, con tante società che hanno votato per la terza retrocessione dell’Iraklis dal massimo campionato.

Nonostante, e questo è un fatto importante, questo provvedimento non fosse stato messo nero su bianco sul KAP (il Regolamento della Federcalcio) né sul regolamento della Super League 2016-2017 che prevedevano in maniera chiara una limitazione nei trasferimenti in caso di mancata licenza.

Anche nel 2017, l’Iraklis ha subito una retrocessione ingiusta per far posto al Levadiakos, che sul campo era retrocesso.

(Fun fact: Ιl Panathinaikos nel 2018 non riesce ad ottenere la licenza, però proprio nel maggio 2018 la Super League cambia il regolamento e quindi, invece di retrocedere, si salva con una penalizzazione! Anche il Panionios non ottiene la licenza nel 2019 e se la cava con 6 punti di penalizzazione).

LA FINE INGLORIOSA

Da lì in poi, il vero e proprio tracollo per i biancazzurri. Non si iscrive alla Football League 2017-2018 per problemi economici e partecipa alla Gamma Ethniki, vincendo il proprio girone e conquistando la promozione in Football League, nella seconda divisione del calcio greco. Nella scorsa stagione ottiene l’11° posto che, con un’altra riforma dei campionati, vuol dire rimanere in Football League, che è diventata però la terza divisione!

Nell’estate del 2019, l’Iraklis non esiste più. O meglio, non si iscrive ad alcun campionato sempre per i persistenti problemi economici. Quindi parte la “caccia all’AFM (codice fiscale)” che significherebbe appropriarsi di un’altra società professionistica, cambiandole nome e trasferendola a Salonicco. Si parla anche del neopromosso in Super League 1 Volos ma tutti i tentativi vanno a vuoto.

Per non rimanere totalmente inattivo, il presidente della società Iraklis Volley 2015, che aveva assorbito la squadra di pallavolo della polisportiva Iraklis nel 2015 e che aveva al suo interno anche le squadre di rugby e cricket, opta per la creazione di una nuova squadra di calcio col nome di Società Sportiva Iraklis 2015 che riparte dalla terza categoria del campionato della Macedonia, la regione di Salonicco, per la stagione 2019-2020.

LE PAROLE

Giorgos Vasileiadis, viceministro con delega allo Sport del governo Tsipras, dichiara nel novembre del 2018:

L’Iraklis ha una storia dolorosa. Ha vissuto tutte le ingiustizie del sistema greco. Non è una situazione semplice e i problemi che affronta sono complicati.

Uno dei giocatori che ha nel cuore questa squadra è sicuramente Apostolos Vellios: nato a Salonicco, il papà Kostas ha giocato nell’Iraklis, è cresciuto nell’Iraklis ed è un tifoso dichiarato dell’Iraklis.
In un’intervista ad Athlitikì Kyriakì (it. Domenica Sportiva) dello scorso settembre, l’attuale attaccante dell’Atromitos ha speso queste parole:

Forse la squadra che ha subito più torti al mondo è l’Iraklis. Sono state pubblicate delle decisioni, come quella su Remos, in cui dicevano che la squadra non doveva retrocedere. In questo momento l’Iraklis è come una botte che ha un fondo e col tempo va ancora più giù.
Non c’è una mano che aiuti questa squadra, che è tra le più storiche se non la più storica. Una situazione molto brutta, perché ha un popolo dietro, si perdono delle generazioni. Ci sono dei ragazzini che si vergognano di dire che tifano Iraklis, come mio fratello che lo dice a scuola.
Penso sia una vergogna che una squadra così importante stia attraversando questo momento.

Infine, spazio all’attaccante argentino Emanuel Perrone, ex Asteras e Larissa, che ha appeso gli scarpini al chiodo con l’Iraklis, squadra a cui è legatissimo, quattro mesi fa nel campionato locale della Macedonia:

Non ho visto il fatto che avrei giocato nell’ultima categoria. Volevo solo giocare nell’Iraklis. Penso sia la squadra che abbia subito più torti di tutte. Nel calcio cambiano le leggi quelli che lo governano. Era difficile per la squadra, però purtroppo non puoi farci niente.

LE TRE STELLE

à ÅÈÍÉÊÇ / ÇÑÁÊËÇÓ - ÅÄÅÓÓÁÉÊÏÓ (ÖÙÔÏÃÑÁÖÉÁ: ÖÁÍÇ ÔÑÕØÁÍÇ / EUROKINISSI)
Il brasiliano Tai e la maglia con le tre stelle

ERT 3, la terza rete della televisione pubblica greca che ha sede a Salonicco, nel maggio 2018 ha prodotto questo fantastico documentario sull’Iraklis che si chiama Le tre stelle dell’Iraklis e comincia così:

In tutto il mondo le stelle su una maglia sono il simbolo di trofei vinti, però nella regola esiste sempre un’eccezione. La strada dell’Iraklis si è rivelato tortuoso: ha ripercorso i passi del semidio mitologico da cui ha preso il nome.

Le tre stelle che non sono il simbolo di trofei e gioie, ma di indignazione e orgoglio, di tre retrocessioni decise fuori dal campo.

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