L’AEK a Belgrado durante i bombardamenti del 1999

1.jpg

7 aprile 1999, Mercoledì Santo per il calendario ortodosso.
L’AEK, su proposta di Dimitris Melissanidis e in accordo col capitano Demis Nikolaidis, si reca a Belgrado.

Due settimane prima cominciavano i bombardamenti della NATO sulla capitale dell’allora Jugoslavia. I gialloneri vogliono dare un messaggio di pace, amore e speranza e giocano un’amichevole molto particolare contro il Partizan. Con tutti i rischi del caso, affrontando di petto l’embargo internazionale e anche il governo della Grecia, ossia di un paese che fa proprio parte della NATO.

IL VIAGGIO

Il giorno prima della partita, martedì 6 aprile, la delegazione greca vola a Budapest, dove trascorre la notte. Insieme ai giocatori, alla dirigenza e ai tifosi – gran parte dall’Original 21 – dell’AEK, ci sono anche personaggi extracalcistici (come la buonanima del partigiano Manolis Glezos e il socialista Georgios Katsifaras) e un calciatore dell’Apollon Smyrnis, il portiere Nikos Kourkounas:

L’AEK aveva chiesto alle altre squadre quali giocatori volessero seguire la delegazione giallonera. Quasi tutti avevano paura ed era assolutamente logico. La mia società, l’Apollon, praticamente non lo sapeva. Ho detto loro che volevo andare, però non hanno avuto alcuna novità e lo hanno ritenuto poco importante.
Io ho voluto andarci e sono andato.

Da Budapest fino a Belgrado, cinque pullman hanno trasportato le persone della delegazione greca dall’alba e per quasi cinque ore. Come racconterà Paris Zouboulis, punta dei gialloneri:

Quando siamo arrivati a Belgrado e abbiamo attraversato le strade della città, la gente ci applaudiva. Gridavano cori a favore della Grecia e dell’AEK e ci davano pane e sale (simbolo di amicizia jugoslavo per gli ospiti, ndr). All’interno della città vedevi delle scene incredibili dai bombardamenti. Ricordo che gli jugoslavi nascondevano nei boschi i carri armati, le jeep e tutto l’equipaggiamento militare per non renderli degli obiettivi per i bombardamenti.

αεκ1
Uno dei cartelloni portati dai tifosi greci a Belgrado.

LA PARTITA

A Belgrado il clima è surreale. Vengono venduti 40.000 biglietti per la partita ma a seguire l’amichevole sono circa la metà degli spettatori: la benzina era finita in tante macchine dei tifosi jugoslavi perché ormai mancava e i trasporti erano molto difficili in quelle condizioni. Nonostante i bombardamenti che si svolgevano praticamente ogni sera, è stata la prima volta che non si è sentita alcuna sirena durante il giorno.

aek-partizan2

Dopo un minuto di silenzio in onore dei caduti, la partita comincia. I giocatori hanno sul petto un obiettivo con un punto di domanda: Perché questa guerra? Perché si devono uccidere dei cittadini innocenti?

ΑΕΚ1 (1)

L’AEK schiera Branko Milovanović, tifoso… della Stella Rossa!

Una cosa incredibile. Io tifo Stella Rossa e vedevo i tifosi del Partizan che gridavano il mio nome! Prima della partita abbiamo tenuto uno striscione che scriveva “Fermate la guerra”. Ad un certo punto alcuni tifosi sono entrati in campo e hanno interrotto la partita. Hanno cominciato ad abbracciarci e a ringraziarci.

L’1-1 finale (13′ Mateja Kezman, 26′ Paris Zouboulis) sancisce la storica amicizia tra il popolo serbo e il popolo greco, unito dalla comune fede ortodossa. L’incontro è durato circa un’ora, interrotta definitivamente a causa di una pacifica invasione di campo, tra bandiere, cori e tanti, tantissimi abbracci.

pic5_1

Come è stato scritto nel tweet di stamattina dall’AEK:

Perché questa squadra sa come scrivere la storia!
Sa come superare ogni paura!
Quando l’AEK ha passato i confini della storia…
Quando il calcio ha sconfitto la guerra!

 

Seguiteci sui nostri account Instagram e Facebook!


I contenuti presenti sul blog “Il Calcio Greco” sono di proprietà de “Il Calcio Greco”.
È vietata la copia e la riproduzione dei contenuti in qualsiasi modo o forma non autorizzate espressamente dall’autore.
Copyright © 2016-2020 Il Calcio Greco. Tutti i diritti riservati.

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...