Storie: Quando a Nea Smyrni sbarcò un alieno chiamato Álvaro Recoba

recoba

Il Panionios, la squadra più antica in Grecia, è nelle mani dell’imprenditore Konstantinos Tsakiris dal 2006: un uomo che ha grande disponibilità economica, ma soprattutto tanta voglia di creare una squadra competitiva.

Sono un semplice tifoso del Panionios, solo che mi è capitato di avere soldi! Vorrei vedere la mia squadra così come me la immagino. Vorremmo fare cose ovvie: quelle che vogliono vedere i tifosi e che le dirigenze delle altre squadre non fanno.

CHOUTOS, LA CHIAVE DI VOLTA

Lampros Choutos è stato poco più che una meteora nelle sue esperienze in Italia: debutto da 16enne alla Roma e negli anni Duemila una comparsa all’Inter con Cuper, poi Atalanta Reggina e pochi minuti nella festa scudetto nel 2007 con i nerazzurri di Mancini. Zero reti in 14 presenze in Serie A.

Finita l’avventura italiana, si trasferisce nell’estate del 2007 al Panionios, presentandosi con una doppietta contro l’AEK al debutto. Conclude la sua prima stagione con 10 reti in 18 partite in campionato. A 28 anni, Choutos sembra aver ritrovato sé stesso.

Nell’estate del 2008, un suo grande amico dai tempi dell’Inter si reca in Grecia per le vacanze e viene ospitato, insieme allo stesso Choutos, sullo yacht di Konstantinos Tsakiris.

Questo amico si chiama Álvaro Recoba ed è, dopo undici anni di Inter e due prestiti tra Venezia Torino, senza contratto. Le trattative con Monaco Blackburn falliscono e Choutos tenta di convincere il suo patron Tsakiris.

SETTEMBRE 2008, IL GRANDE COLPO

Rafik Djebbour viene ceduto ad agosto all’AEK e il Panionios sta ancora cercando un nome per coprire il vuoto in attacco. Così Tsakiris comincia la trattativa ufficiale con l’agente di Recoba e riesce a strappare l’atteso sì.

Avviene tutto nella prima settimana di settembre. Recoba arriva in gran segreto ad Atene e viene accolto in aeroporto dallo stesso Lampros Choutos che lo porta a casa di Tsakiris. Sempre in incognito, svolge le visite mediche e poi firma un biennale da 1.2 milioni a stagione.

Poco prima dell’ufficialità, Tsakiris invita a casa sua a Psichikò (periferia nord di Atene) alcuni amici. La soddisfazione è grande per l’acquisto più importante della storia del Panionios e lo annuncia facendo vedere loro dei video su YouTube con le reti dell’uruguayano all’Inter con la frase:

«Ε se vi dicessi che questo giocatore che avete appena visto vestirà la maglia del Panionios, mi crederete?».

Il 7 settembre è il giorno dell’arrivo ufficiale. E più di 1000 tifosi del Panionios lo hanno accolto all’aeroporto in una maniera incredibile.

Non me l’aspettavo, nemmeno me lo sarei immaginato. Però è stato qualcosa di bellissimo, non me lo dimenticherò mai. Non è solo l’affetto che ho ricevuto in aeroporto. Anche in campo, per strada. L’affetto di tutti i tifosi, non solo quelli del Panionios.

Arrivato insieme al suo connazionale Fabián Estoyanoff, un altro genio del pallone, Recoba non brilla (5 reti e 7 assist nella stagione 2008-2009) e viene anche falcidiato da infortuni.

Però perle come queste resteranno. Con la complicità di Estoyanoff, il Chino illude sia i telecronisti che l’arbitro, che ammonirà anche il suo compagno per la sua presunta irregolarità.

In un’intervista del 2016, poco prima del suo ritiro, Recoba torna sul suo amaro addio greco nell’inverno del 2009:

Sono andato via perché l’allenatore (il belga Emilio Ferrera) di allora era andato dal presidente dicendogli che non sapeva come gestirmi in squadra. Io non sono mai stato un rompiscatole, né una star. Quando sono venuto in Grecia, il resto dei giocatori mi conoscevano come una figura calcistica e possono anche adesso parlare del mio atteggiamento.

Così sono andato dal presidente a dirgli che me ne sarei andato senza liquidazione. Volevo solo i soldi fino al giorno in cui ero rimasto, perché non volevo creare problemi alla squadra, né a nessuno. Però anche adesso posso dire che avrei voluto continuare la mia carriera in Grecia e al Panionios.

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