Storie: AEK-QPR, la più grande impresa giallonera con la firma del portiere di riserva!

La Coppa UEFA 1976-1977 è stato un torneo vietato ai cuori deboli per l’AEK dell’esperto tecnico cecoslovacco František Fadrhonc. Kitrinomavri avevano in squadra due fenomeni come l’astro nascente Thomas Mavros, al primo anno all’AEK, e il 34enne Mimis Papaioannou, bandiera della squadra di Nea Filadelfeia.

Dopo il 2° posto della stagione precedente, i gialloneri entrano in Coppa UEFA: allora non c’erano partite di qualificazione o gironi, si entrava subito dal primo turno e tutti gli scontri erano ad eliminazione diretta.

Al primo turno l’AEK affronta la Dinamo Mosca, che pochi mesi prima aveva conquistato l’edizione primaverile della Vysšaja Liga, il massimo campionato dell’Unione Sovietica. L’impegno, insomma, è ostico. All’andata, i greci di Fadrhonc superano i sovietici con un netto 2-0 (Nikoloudis, Papaioannou), però a Mosca la Dinamo pareggia i conti: ai supplementari, al 120′ Tasos Konstantinou risolve la situazione e l’AEK stacca il pass per la prossima fase.

Tra ottobre e novembre 1976, l’AEK si sbarazza del Derby County (4° nella stagione precedente in Inghilterra e addirittura campione nella stagione 1974-1975) con due vittorie e Walter Wagner grande protagonista con tre reti nel doppio confronto. La punta tedesca è di nuovo protagonista agli ottavi di finale contro la Stella Rossa: l’andata a Nea Filadelfeia finisce 2-0 con i soliti Mavros Papaioannou, ma a Belgrado la rete in trasferta di Wagner nel 3-1 finale regala i quarti ai greci.

L’UMILIAZIONE IN INGHILTERRA, IL MIRACOLO AD ATENE

Il Queens Park Rangers aveva disputato la migliore stagione della propria storia. Lottando punto a punto contro il Liverpool del mitico Bob Paisley, arriva al 2° posto, a un solo punto dai Reds, e si qualifica in Coppa UEFA. Ed è ai quarti di finale che incrocia la strada dell’AEK.

Loftus Road, 2 marzo 1977. Ιl difensore giallonero Lakis Nikolaou dirà:

Ιl loro campo era bruttissimo, al punto che mettevi il piede da una parte e andavi letteralmente dall’altra. Ricordo che c’era la segatura per coprire le zone senza manto erboso. Fino a quando abbiamo capito come affrontare questo terreno di gioco, eravamo già sotto 3-0.

Infatti, il primo tempo finisce con un’imbarcata. Nei primi dieci minuti l’AEK provoca due rigori che vengono trasformati da Gerry Francis e al 43′ Stan Bowls completa il tris, segnando la sua 11° rete in Coppa UEFA: sarà il capocannoniere del torneo. Anche agli ottavi il QPR stravinse all’andata per 3-0 contro il Colonia, salvo poi vedersela brutta al ritorno, dove perse 4-1 e si salvò con il gol in trasferta. Gli inglesi, infatti, non imparano dagli errori…

Ad Atene il clima è totalmente diverso.
Nea Filadelfeia, 16 marzo 1977. Sempre Nikolaou racconta:

Il mio amico Babis Intzoglou (collega di reparto di Nikolaou, ndr) aveva come obiettivo di limitare i movimenti di Stan Bowles. Ed effettivamente nei primi cinque minuti gli ha tarpato le ali. Non dico i dettagli, ma lo ha un po’ intimorito perché non si era fatto la barba, è stato durissimo fin dai primi contrasti. Alla fine Bowles lo evitava.

E sarà solamente la seconda partita in tutto il torneo in cui l’attaccante inglese non segnerà.

Una partita che ha dell’incredibile. Thomas Mavros, la stella dell’AEK, gioca sotto cortisone perché era infortunato al piede destro e voleva a tutti i costi scendere in campo. E indovinate chi segna una doppietta (11′, 65′) e, soprattutto, con quale piede.

Basta un’altra rete per portarla ai supplementari e la segna l’altra stella, Mimis Papaioannou, all’81’ e nel modo più insolito: di testa, con i suoi 168 cm e in mezzo alle torri difensive degli inglesi.

3-0, come all’andata. Nella mezz’ora dei supplementari l’AEK fallisce due occasioni per passare in semifinale. Non si sblocca più, František Fadrhonc se ne rende conto ed effettua una sostituzione geniale: fuori Lakis Stergioudas e dentro Nikos Christidis al 117′.

Vi ricordate il caso Krul con Louis van Gaal nel Mondiale del 2014? Esattamente la stessa strategia con quasi quattro decenni di anticipo: fuori il portiere titolare e dentro il portiere di riserva ma più bravo a parare i rigori.

Lo stesso Christidis ricorda:

Appena cominciano i supplementari, Fadrhonc si gira e mi dice «scaldati, che poi entri». La partita andava ai rigori e in allenamento ero bravo. Di solito ne paravo sei su dieci. Quando sono andato sulla linea laterale per la sostituzione e ho detto all’assistente dell’arbitro che sarei entrato al posto dell'”1″, mi ha guardato strano. Non pensava che avremmo fatto il cambio del portiere.

Si va ai rigori. L’AEK batte per prima. Dopo i primi sei rigori andati a segno, Nikoloudis manda a lato sul 3-3. Ed è qui che arriva l’eroe ChristidisPeter Eastoe si presenta dagli undici metri ma il portiere greco gli respinge il pallone!

Nei tiri ad oltranza, per l’AEK erano rimasti solo capitan Papaioannou, che non voleva mai batterli, l’ormai infortunato Mavros e il difensore Nikolaou. Alla fine il 34enne Mimis si leva la tuta, si presenta davanti al portiere e segna il 7-6. Sarà l’ultimo rigore segnato, perché Nikos Christidis parerà il tiro di David Webb.

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L’AEK è in semifinale di Coppa UEFA, il miglior punto mai raggiunto dai gialloneri in Europa.

Nikos Christidis, che farà da traghettatore per una partita sulla panchina dell’Ethniki prima dell’era Rehhagel, era diventato l’eroe dell’AEK. Una squadra che con le unghie e con i denti si era meritata quel posto.

In semifinale affronterà la forte Juventus di Giovanni Trapattoni. All’andata, a Torino, l’AEK non sfigura contro i bianconeri nel primo tempo, come dirà Gaetano Scirea:

Oltre al Manchester City, un’altra squadra che ci mise in difficoltà è stata l’AEK Torino, che agì in contropiede e ci fece anche gol.

Nella ripresa, però, la doppietta di Bettega e la rete di Causio compromette il percorso dei gialloneri, che al ritorno si fanno ancora giustiziare da Bobby Gol.
La Juventus conquisterà contro l’Athletic Bilbao in finale la sua prima coppa europea.

All’AEK rimane questa eccezionale avventura europea che Nikos Christidis, l’eroe contro il QPR, descrive così:

È stato il più grande risultato della storia dell’AEK. È stato realizzato per essere migliorato dalle prossime generazioni. Non è stato ancora fatto, ma verrà superato dalle prossime generazioni.

 

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