Storie: 78′ in campo senza segnare e decidere un campionato? Ecco il «caso Wallner»!

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Wallner con il RB Lipsia (2012)

Il nome Wallner non è molto conosciuto nell’ambiente calcistico ma in Grecia, per un motivo incredibile, è tra i più noti: senza ombra di dubbio il suo caso è uno dei più discussi degli ultimi anni nel calcio greco e noi proveremo a spiegarvelo.

Roman Wallner, nato in terra austriaca nel 1982 (domani compie 38 anni, ndr), nel 2008 era un attaccante che in patria aveva segnato con regolarità e che voleva tentare delle esperienze all’estero. Nell’estate del 2007 si trasferisce in Scozia, al Falkirk, a titolo definitivo dall’Austria Vienna. Trova poco spazio e passa a novembre dello stesso anno all’Hamilton Academical. Anche lì non sfonda e quindi torna al Falkirk.

Alla ricerca di un’altra squadra, magari con la speranza di giocare e di riprendere a segnare per rientrare nelle grazie del ct Hickersberger per l’Europeo casalingo del 2008, trova finalmente l’opportunità nell’Apollon Kalamarias, in Grecia. E qui comincia un’avventura che durerà la bellezza di 78 minuti: breve ma molto intenso.

ROMAN AVEVA ANCHE OTTENUTO IL LASCIAPASSARE DALLA FEDERCALCIO GRECA, CHE NON AVEVA FATTO I CONTI CON L’OSTE…

E l’oste è la FIFA. Infatti, l’organismo internazionale impone ad ogni giocatore di non tesserarsi per più di due squadre nella stessa stagione sportiva. Da agosto del 2007 il nostro Wallner scende in campo per Falkirk, Hamilton Academical e, il 3 febbraio del 2008, Apollon Kalamarias.

Il tecnico dell’Apollon Makis Katsavakis ha a disposizione per la prima volta Wallner nella partita in casa contro l’Olympiakos di Takis Lemonis. I rossoneri sono in piena lotta retrocessione, mentre la squadra del Pireo è a caccia di punti per rimanere vicino alla vetta della classifica. Katsavakis schiera nel suo 4-3-3 Wallner come punta centrale, con l’attuale centrocampista del Benevento Perparim Hetemaj, all’epoca in prestito dall’AEK, al suo fianco.

 

Su YouTube sono attualmente presenti le azioni di Apollon Kalamarias-Olympiakos di dodici anni fa mandate in onda ad Athlitiki Kyriaki (it. Domenica Sportiva) proprio il 3 febbraio 2008, dove non si fa assolutamente riferimento al «caso Wallner». L’attaccante austriaco, entrato meglio nella ripresa, riesce anche a creare un’ottima occasione al 50′ (min 1.55 nel video), fermato dalla scivolata di Michał Żewłakow e dalla manona di Antonis Nikopolidis.

L’ultima volta che vediamo Wallner con la maglia del Kalamaria è al 78′ (min 3.30) quando esce dal campo per far spazio a Barkoglou, che al 91′ segna di testa la rete dell’1-0 definitivo. L’Olympiakos suggella così una brutta prestazione (con il tecnico Lemonis che chiede addirittura scusa ai tifosi, ndr) e l’Apollon conquista così punti preziosi per risalire la china.

IL GIORNO DOPO: UN COMPLEANNO AMARISSIMO

4 febbraio 2008, Roman Wallner compie 26 anni ed entra ufficialmente nell’occhio del ciclone. Infatti, si scopre che la sua presenza in campo andava contro le regole della FIFA e l’Olympiakos ne approfitta per chiedere la vittoria a tavolino, sulla base della norma che prevede che «dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo un calciatore può giocare per massimo due società».

Il direttore generale del Kalamaria Christos Gatsis, contattato da contra.gr, dichiara il 6 febbraio:

Ovviamente sapevamo che il giocatore avesse giocato per due società in questa stagione. Tuttavia, il prestito all’Hamilton è avvenuto a novembre, in un periodo in cui non c’è una finestra di calciomercato. Se avessimo avuto il minimo dubbio che avremmo ricevuto una punizione per il suo utilizzo contro l’Olympiakos, allora non lo avremmo mai messo in campo.

Insomma, la linea difensiva dell’Apollon Kalamarias è chiara: il trasferimento in prestito di un giocatore da un club scozzese ad un altro è un regime presente solo nel Regno Unito e non applicabile ovunque. Rimanendo comunque col dito puntato verso la Federcalcio per non aver avvertito l’Apollon sull’utilizzo di Wallner.

In primo grado, la Super League ha deciso di rigiocare la partita: decisione che arriva venerdì 8 febbraio e lascia insoddisfatti sia Apollon Kalamarias Olympiakos, i quali vogliono entrambi i tre punti. La Commissione Ricorsi della Federcalcio decide il 5 marzo per la vittoria a tavolino dell’Olympiakos e… per la penalizzazione di un punto dell’Apollon, che viene praticamente condannato alla retrocessione.

Ma non si ferma qui il Kalamaria, visto che arriva fino alla Corte Arbitrale Suprema di Losanna la quale, per velocizzare le operazioni di “chiusura” della classifica, rigetta la palla alla Federcalcio greca. Quindi rimane la decisione dei 3 punti all’Olympiakos e del -1 al Kalamaria.

E IN TUTTO QUESTO… L’AEK PERDE IL CAMPIONATO IN TRIBUNALE!

A fine campionato 2007-2008, solo con i risultati ottenuti sul campo, la classifica è la seguente:

1) ΑΕΚ 68
2) Olympiakos 67
3) Panathinaikos 66

Da quella stagione entrano in vigore i playoff dalla 2° alla 5° per i posti tra Champions League e Coppa UEFA, mentre la prima si qualifica direttamente ai gironi della massima competizione continentale. Quindi arrivare primi o secondi, oltre al campionato vinto, cambia sensibilmente anche in termini economici.

Visto che l’Olympiakos è riuscito ad ottenere la vittoria a tavolino contro il Kalamaria, in una partita persa sul campo, la classifica dopo la decisione del CAS si trasforma così:

1) Olympiakos 70
2) ΑΕΚ 68
3) Panathinaikos 66

L’AEK si vede quindi sfumare campionato e i gironi assicurati di Champions League e, arrivata scarica ai playoff, la società giallonera si fa sorpassare dal Panathinaikos che ottiene il pass per le qualificazioni alla Champions.

La rabbia dei Kitrinomavri è palpabile, come sottolineata dall’attaccante Nikos Lymperopoulos subito dopo la fine dei playoff davanti ai giornalisti:

La sola cosa che voglio dire è che l’AEK viene trattata come una squadra piccola. In tanti domani diranno quello che vogliono, ormai sono abituato a sentire qualsiasi cosa. Però la verità è questa, lo sento sulla mia pelle da tanti anni. Perché nessuno dice che abbiamo vinto il campionato sul campo? Perché nessuno lo dice? Nelle ultime dieci giornate [della regular season] l’AEK ha vinto otto partite e ne ha pareggiate due e alla fine ha giocato anche bene a calcio. Nell’ultima partita [della regular season] contro l’Asteras Tripolis avevano 55.000 spettatori e all’improvviso col Panionios [nei playoff] ne avevamo 5. Ho 33 anni, quali stimoli devo avere per giocare a calcio? Gioco nell’AEK, una delle più grandi squadre greche. Cosa devo fare? Cosa? Io e i miei compagni, ditemi. Non mi fate aprire bocca che poi dirò tante cose e non mi va nemmeno…

WALLNER, UN INCUBO GRECO

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Wallner nella sua unica apparizione con l’Apollon Kalamarias

Roman ha solo 26 anni quando succede tutto questo e in Grecia viene trattato come Jean-Marc Bosman: è un giocatore non diventato famoso per quello che ha combinato in campo, ma più per gli avvenimenti fuori dal campo. Riesce anche a rimanere per qualche mese in Grecia, trasferendosi a settembre allo Xanthi: non tocca alcun pallone nemmeno là e riesce ad uscire dall’incubo tornando a casa, alla sua Austria.

Anzi, gioca anche sei mesi al Lipsia nel 2012, quando si trovava ancora in quarta divisione prima delle glorie degli ultimi anni, per poi concludere la propria carriera in Austria nel minuscolo Grödig, al confine con la Germania, nel marzo del 2019.

E in tutto questo, qual è l’opinione di Roman Wallner sul «caso Wallner»? In un’intervista del 2017, l’austriaco ha infatti affermato:

So che a causa della singolarità del mio caso, i tifosi dell’AEK si ricordino ancora di me. È molto deludente per l’AEK e i suoi sostenitori, perché ancora credo che loro siano stati i veri campioni in quella stagione. Chiunque segua il calcio greco, conosce la situazione e sa cosa sia successo realmente.

 

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