Il nuovo stadio del Panathinaikos: una maledizione che sta durando fin troppo

Mettetevi comodi, tifosi del Panathinaikos e non, perché questa è una delle storie più tristi e malinconiche che possano capitare ad una squadra dal blasone del Trifylli, l’unica società greca ad essere arrivata in finale di Coppa dei Campioni.

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Lo stadio che ha preso per mano una società adolescente e l’ha accompagnata fino ai suoi cent’anni

LEOFOROS, IL PRIMO GRANDE AMORE

La sua casa è (stata) lo stadio Apostolos Nikolaidis, storicamente Leoforos, ossia “viale”: questo perché si trova nel bel mezzo di Leoforos Alexandras, un viale centralissimo di Atene. L’idea di questa posizione è arrivata a Giorgos Kalafatis, il quale nel 1908 ha fondato la sezione calcistica del Panathinaikos e nel 1924 ha ottenuto la concessione dal Comune di Atene per dare il via allo stadio e per mettere fine al pellegrinaggio della sua squadra in giro per i campi ateniesi.

Questa struttura è la storia del calcio in Grecia: infatti, è stato il primo impianto greco ad avere una tribuna di legno (1928), una tribuna con la copertura (1933), i riflettori per le partite in notturna (1938), il manto erboso (1958) e ad ospitare un incontro sportivo al coperto, nel Sepolcro indiano sotto i Gate 6 e 7 (1960). Senza dimenticare che la Nazionale greca ha giocato la sua prima partita ufficiale al Leoforos (07/04/1929 contro l’Italia, persa per 1-4, sotto gli occhi dell’appena maggiorenne Edda Mussolini, ndr).

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Il Sepolcro indiano, chiamato come il titolo del film di Fritz Lang del 1959

DALLA RISTRUTTURAZIONE FINO… AD UN NUOVO STADIO

Per decenni è stato lo stadio più moderno in Grecia, con tutte le innovazioni che passavano prima dal Leoforos e poi in tutti gli altri impianti.

Dagli anni Settanta circolano già i primi progetti per un totale rinnovamento dello stadio, con un secondo anello e un ampliamento dei posti per i tifosi. Siamo nel 1971, il Panathinaikos è stato appena battuto dall’Ajax in finale della Coppa dei Campioni, e si pensa a questa ristrutturazione in attesa di un nuovo stadio. (Spoiler: È passato mezzo secolo e la situazione è rimasta invariata. Insomma, con tanta calma).

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Progetto del 1971, tratto da un giornale dell’epoca

L’Apostolos Nikolaidis ormai non è più una struttura all’avanguardia e, nel 1984, il Panathinaikos trasloca nello Stadio Olimpico di Atene, inaugurato solamente due anni prima. Nel 1997 viene assegnata l’edizione dei Giochi Olimpici 2004 ad Atene ed è da questo momento che parte il calvario del Trifylli.

LA RICERCA DI UN TERRENO EDIFICABILE: COME CERCARE L’AGO IN UN PAGLIAIO

Infatti, l’Olimpico deve essere ristrutturato per le esigenze delle Olimpiadi e quindi si cerca una soluzione. Giorgos Vardinogiannis, patron dei verdi dal 1979 al 2000, nel 1998 comincia a incontrarsi col Ministro della Difesa Akis Tzochatzopoulos per la costruzione di un nuovo impianto a Goudì, zona a nord-est dal centro di Atene. L’idea viene bocciata definitivamente nel 2003, perché si trova nella Zona B del monte Imetto e quindi non ci possono essere costruzioni «ad uso commerciale»: lo stadio in sé non era un problema, ma uno stadio senza attività commerciali sarebbe stato inutile per il Panathinaikos.

Nell’estate del 2000, con l’Olimpico in rifacimento, i verdi tornano al Leoforos e le voci si susseguono sulle zone in cui costruire il nuovo stadio. Il quartiere residenziale di Galatsi viene bocciato perché non collegato da metro ma solo da autobus. La zona di Ellinikò entra tra le candidate nell’inverno del 2003, con l’allora Ministro della Cultura Venizelos che vede le elezioni vicine e ne parla apertamente. Il partito di Venizelos (il PASOK) perde la tornata elettorale nella primavera del 2004 e i tifosi del Panathinaikos sono insoddisfatti, poiché Ellinikò viene considerato più Pireo che Atene: nessuno si allontana dalla propria città, quindi anche questa idea viene cestinata.

E SE ALLA FINE… RISTRUTTURASSIMO? MA ANCHE NO

Addirittura circolano voci di un Leoforos stile Louis II del Principato di Monaco: uno stadio con il campo da gioco leggermente rialzato, in modo tale da ospitare nel sottosuolo delle attività commerciali. Idea molto innovativa ma impossibile da realizzare. Infatti, lo stadio è orientato sull’asse Est-Ovest e i nuovi stadi devono essere sull’asse Nord-Sud: ciò implicherebbe il cambiamento della topografia di Atene con lo spostamento del Ginnasio antistante e la cancellazione della via Tsocha. Un progetto troppo bello per essere vero, infatti anche questa idea non viene nemmeno presa seriamente in considerazione.

PANATHINAIKOS E VOTANIKOS… UNA STORIA INFINITA CHE PARTE DA UN ELICOTTERO

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A sinistra Aggelos Filippidis e a destra Dimitris Avramopoulos

Agli inizi del terzo millennio, il presidente del Panathinaikos Aggelos Filippidis viene immortalato con l’allora Sindaco di Atene Dimitris Avramopoulos su un elicottero sopra la zona di Votanikos, nella zona ovest della capitale greca. Comincia così un altra serie nella serie.

Nel 2005, il Sindaco di Atene Dora Bakogianni introduce il progetto della «doppia rigenerazione» con l’assegnazione della zona di Votanikos al Panathinaikos e all’imprenditore Babis Vovos per la costruzione di un centro commerciale. La giunta comunale eletta nel 2006 vede Alexis Tsipras come esponente di punta dell’opposizione, il quale lancia la campagna contro il centro commerciale ma a favore dello stadio. I tifosi del Panathinaikos attendono con trepidazione l’inizio dei lavori, criticando la dirigenza di Giannis Vardinogiannis a causa delle presunte connessioni del nuovo stadio col centro commerciale in costruzione, sempre smentite da Jigger.

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Il progetto per lo stadio di Votanikos

Settembre 2009 e il Panathinaikos ottiene finalmente il permesso di costruire uno stadio élite, da 40.000 posti con la possibilità di ampliarlo fino ai 55.000. Babis Vovos nel frattempo fallisce e viene ritirato il permesso per il centro commerciale.

Praticamente lo stesso declino che ha anche il PanathinaikosVardinogiannis lascia la società dopo diatribe interne, subentra una cordata di azionisti che nel 2012 cedono all’imprenditore Giannis Alafouzos.

Alafouzos ha in mente uno stadio molto più piccolo a Votanikos, di circa 25.000 posti per poi… tornare al Leoforos che attualmente ha quasi un secolo di vita!

DIMITRIS GIANNAKOPOULOS: È LUI IL SALVATORE?

L’Apostolos Nikolaidis attualmente non è di proprietà del Panathinaikos FC di Alafouzos ma della Polisportiva Panathinaikos, di cui è presidente Dimitris Giannakopoulos, patron anche del Panathinaikos BC (la sezione di pallacanestro, ndr).

A causa di un’altra diatriba all’interno della società, il Panathinaikos FC, dopo un periodo al Leoforos, torna nella stagione 2018-2019 all’odiato Olimpico, mentre Giannakopoulos ha un’idea incredibile nel 2018 per rialzare la squadra: l’Athens Alive! Una cittadina «verde» dello sport con uno stadio – l’Olimpico – ma anche alberghi, piscine, parco giochi: un progetto da oltre 1 miliardo di euro.

Fino ad arrivare ai giorni nostri e… al ritorno a Votanikos. Nel marzo del 2019 Giannakopoulos si rende conto che Athens Alive sta andando a rilento e rilancia l’idea Votanikos, incontrando l’allora premier Tsipras, il nuovo premier Mitsotakis e… il nuovo sindaco di Atene Kostas Bakogiannis, il figlio di Dora, la fautrice della «doppia rigenerazione» del 2005!

Tutto questo, però, senza essere arrivati a qualcosa di concreto. Il Panathinaikos, nel 2020, è nella stessa situazione del suo fondatore un secolo fa: alla ricerca di un posto per mettere fine al pellegrinaggio tra Olimpico Leoforos.

 

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