Apollon Pontou e Kerkyra, cronaca di due squadre (ancora) sotto lo zero

La nuova Super League 2 è partita, tra mille difficoltà, il 29 settembre con la prima giornata. Rimasta ancora nel freezer – in modo da risolvere finalmente il nodo dei diritti televisivi – fino al termine di ottobre, vede una situazione di classifica particolare. Le ultime due della seconda divisione, dopo undici giornate, hanno uno score davvero poco onorevole e noi vi proviamo a spiegare il perché.

Apollon Pontou: -3 punti, 1 vittoria, 10 sconfitte, 3 reti segnate e 28 reti subite.
Kerkyra: -3 punti, 0 vittorie, 11 sconfitte, 2 reti segnate e 25 reti subite.

APOLLON, UNA STAGIONE NATA STORTA Ε CHE FORSE NEMMENO FINISCE

apollon pontou

Partiamo dalla migliore, l’Apollon Pontou, che almeno ha conquistato una vittoria. Contro il Kerkyra, ovviamente.

Agli inizi del terzo millennio, l’allora Apollon Kalamarias viene acquistato da Stavros Papadopoulos, personaggio di cui abbiamo già parlato. Nel 2004 i rossoneri di Kalamaria, comune dell’agglomerato urbano di Salonicco, approdano in A’ Εθνική dove rimangono fino al 2008, decidendo anche un campionato: infatti, in una partita vinta contro l’Olympiakos, schierano un giocatore che non aveva diritto di scendere in campo per il regolamento FIFA. Morale della favola? Sconfitta a tavolino e tre punti in più per la squadra del Pireo grazie ai quali vince il campionato 2007-2008.

Da lì parte una sequela di problemi economici che condanna l’Apollon a giocare in Δ’ Εθνική (Quarta divisione) già dal 2009. L’anno successivo comincia la lenta risalita che la riporta in Football League nel 2017, cambiando anche il proprio nome: dal geografico Apollon Kalamarias al più storico Apollon Pontou, con l’aquila del Ponto che campeggia sul nuovo stemma. Infatti, il club viene fondato nel gennaio 1926 da parte di rifugiati dal Ponto, regione storica a sud del Mar Nero. Come sottolineato anche sul sito ufficiale, i colori sociali dell’Apollon sono «Il rosso [che] è il simbolo del sangue dei migliaia di profughi che hanno perso la vita nel Ponto. Il nero è il simbolo del lutto. Il lutto eterno per lo sradicamento, per la patria e per le tante vite perse».

Insomma, l’Apollon Pontou centra due salvezze tranquille per presentarsi a questa Super League 2 con ben 6 punti di penalizzazione per aver fornito all’ente organizzatore delle informazioni fiscali false. La prima giornata, col Kissamikos in casa, è disastrosa sotto tutti i punti di vista: sconfitta per 4-0 ma soprattutto una lite sugli spalti ha portato alla morte del 70enne Nikos Triglianos, per essere stato spinto sulle scale di cemento da parte di un coetaneo che definiremmo senza cervello, per non usare altri termini.

Eliminato ad ottobre in Coppa dall’Olympiakos Volou, militante in Football League, il tecnico dei rossoneri Dimitris Kalaitzidis è polemico contro la Federazione per il taglio dei fondi destinati alle squadre per i diritti televisivi, fissati sui 340.000 euro:

Secondo me non dovevamo fare nemmeno un mezzo passo indietro. Non dovevamo accettare la diminuzione dei fondi, per nessun motivo. Nella scorsa stagione ci hanno detto di investire di più in modo tale da creare squadre più competitive e poi ora ci dicono che non era vero. Chi ci pagherà per il danno che abbiamo subito?

Blocco degli stipendi dei giocatori e la prima delle tre rate dei diritti televisivi (120.000 euro, ndr) che non viene depositata poiché l’Apollon è indebitato nei confronti di alcuni ex tesserati: la situazione è al limite del tragico, visto che il Club rossoneri, i sostenitori dell’Apollon Pontou, hanno optato per uno sciopero del tifo. Non basta nemmeno la vittoria alla sesta giornata contro il Kerkyra per risollevare la situazione.

A dicembre, infatti, molti giocatori rescindono il contratto e gli allenamenti si assottigliano, in termini di costanza e di giocatori, sempre di più. A cavallo tra il 2019 e il 2020 una decina di giocatori abbandonano l’Apollon: una vera e propria emorragia, quasi impossibile da sanare. Fino ad arrivare al punto di domandarsi se è possibile scendere in campo nella prossima partita, visti i pochi giocatori a disposizione.

Tanto che il tecnico Kalaitzidis, dopo l’ennesima sconfitta contro l’Ergotelis della scorsa domenica, traccia un tristissimo punto della situazione:

Penso che ancora non abbiamo visto nulla. In questo momento, 7-8 delle dodici squadre del campionato hanno problemi economici. Il motivo è legato a queste persone che prendono decisioni del genere… Che venissero ora a trovare le soluzioni nei problemi che si creeranno. […] Invece di migliorare il nostro calcio, lo stanno portando nelle sabbie mobili.

E sul futuro del suo Apollon:

Non è vivibile una situazione del genere e non è solo l’Apollon Pontou che ha questi problemi. Per tanti giocatori, questa [contro l’Ergotelis] è stata l’ultima partita. Vediamo se andremo a Chania [nella partita successiva], lo vedremo nei prossimi giorni.

Facciamo parte di un fenomeno, facciamo parte della Super League 2. Nel futuro può succedere anche ad altre squadre. Stiamo pensando di ritirare la squadra dal campionato. Non vedo perché qualcuno debba investire sul calcio. I nostri azionisti hanno investito soldi, è stato organizzato qualcosa di buono e l’anno scorso abbiamo centrato il nostro obiettivo. Anche quest’anno volevano costruire delle basi economiche solide, poi sono arrivate queste persone, che persino nell’Atene dell’età antica non sarebbero nemmeno per il 20% dei politici, che hanno fatto quello che hanno fatto.

Fino ad arrivare, con un comunicato di pochi minuti fa, alla decisione di non scendere in campo domani alle 14 contro il Chania per mancanza di giocatori. O meglio, «perché non sono arrivati in tempo i tesseramenti di nuovi giocatori, dopo le decisioni del primo grado della Commissione per la Risoluzione delle Controversie Finanziarie». 

Se l’Apollon Pontou non riesce a tesserare dei calciatori nemmeno per l’incontro contro il Doxa Dramas del 19 gennaio, rischia seriamente lo spettro del ritiro dal campionato, proprio come una decina di anni fa.

KERKYRA, FUGGI FUGGI DEI GIOCATORI E FUTURO INCERTO

κερκυρα

Una situazione analoga sta vivendo il Kerkyra, oppure Kassiopi secondo la denominazione ufficiale.

Il Kerkyra-Kassiopi è il frutto di una fusione tra, appunto, il vecchio Kerkyra – protagonista in Super League fino al 2013 – e il Kassiopis, squadra del quartiere omonimo a nord dell’isola di Corfù. Entrambe erano in Football League nella stagione 2013-2014 e formano questo sodalizio, che centra subito la promozione in Super League. Nel 2015 si salva sul campo ma viene retrocesso d’ufficio dalla Federcalcio greca a causa di un irregolare trasferimento delle azioni della società.

Riconquista subito la massima serie, però nella stagione 2018-2019 si ritrova in Football League, stavolta retrocesso sul campo. Anche qui, salvezza tranquilla prima di cominciare questo campionato di Super League 2 con tre punti di handicap a causa dei debiti nei confronti di ex tesserati. I problemi economici degli isolani spingono il Trikala, iscritto in Football League, a chiedere invano alla Federcalcio il posto del Kerkyra, a cui il patron Ilias Aivazoglou manda dei comunicati di protesta, in modo da far chiarezza sulla situazione della squadra di Corfù.

Il patron del Kerkyra, Lambros Georgakopoulos, poco prima dell’inizio del nuovo campionato, pubblica questo comunicato in cui dichiara:

Chiamo a raccolta tutti gli abitanti di Corfù, ma anche tutti gli enti istituzionali della nostra isola, di sostenere questo nuovo sforzo e sono sicuro che alla fine tutti ne trarranno beneficio.

Lasciamo alle spalle l’autocommiserazione e le lamentele e dimostriamo che tutti insieme possiamo avere un ruolo da protagonisti.

Tra i vari allarmi lanciati per i debiti nei confronti di ex tesserati (che se non vengono risanati in tempo, cade la mannaia dei 3 punti di penalizzazione per ogni caso non risolto, ndr), il Kerkyra apre il sipario della nuova categoria in trasferta contro l’Apollon Larissas, perdendo per 2-1.

Anche qui, la Coppa non sorride ai Feaci – nome antico dei corfioti tratta da Tucidide e soprannome della squadra – eliminati dall’Ialysos Rodou, società della Football League. Il clima attorno alla squadra del tecnico Leonidas Vokolos (ex centrale difensivo del Panathinaikos dal 1998 al 2003, ndr) è pessimo, visto che circa una decina di ex giocatori chiedono soldi alla società, con il rischio concreto di una penalizzazione pesantissima.

Il 25 ottobre, a causa dei debiti nei confronti di Martin Rolle, Giorgos Pamlidis e Panagiotis Linardos, il Giudice Sportivo penalizza il Kerkyra di altri 9 punti, in attesa di pagare gli arretrati. Oltre a vivere una situazione difficile fuori dal campo, gli isolani sono pure sfortunati, visto che a novembre pareggia all’89’ a Creta contro l’Ergotelis, che alla fine conquista i tre punti con una rete al 96′: nemmeno la gioia del punto per il Kerkyra.

A fine novembre il Kerkyra, dopo aver perso anche contro l’Apollon Pontou, annuncia di aver risanato i debiti nei confronti di 18 giocatori, anche di Daniel Adejo, ora al Lamia, che è stato attaccato per il suo «egoismo e il comportamento non professionale» da parte della società. Di fronte ad una notizia positiva, si trova comunque a combattere di nuovo, con il tecnico Vokolos che si dimette. Al suo posto il greco-albanese Roberto Bolano, già ex Kassiopi nella stagione 2012-2013. Ma la situazione non cambia, anzi… precipita.

Il 30 novembre arriva un ammenda di 30.000 euro al Kerkyra per non aver depositato la garanzia alla Federcalcio. Cos’è questa garanzia? Il 10% del budget complessivo che si deposita 15 giorni prima dell’inizio del campionato. Altri soldi in uscita per una società già disastrata.

Basti pensare che per la partita contro il Platanias dell’8 dicembre, la squadra ha preso la nave per Igoumenitsa, poi è andata in autobus fino al Pireo (500 km!) e da lì un’altra nave per Creta: un’odissea per andare a perdere 4-0.

E l’allenatore Bolano, a fine gara, è abbastanza deluso:

Mi chiederete perché ho accettato di venire in panchina… Va bene, vivo a Corfù, è la mia squadra, il mio posto. Non so davvero cosa stiano pensando i dirigenti della squadra. Mi hanno detto che la squadra si rinforzerà a dicembre. Il mio obiettivo è quello di continuare a giocare, perché altrimenti non sarebbe bello per la società, per la categoria in cui giochiamo e nemmeno per il gioco del calcio.

Anche i giornalisti locali, oramai, la prendono sul ridere nella partita successiva in casa contro il PAS Giannina, finita anch’essa per 4-0. Infatti, il vetro del box della tribuna stampa, era sporco e gli stessi inviati al seguito del Kerkyra, lo hanno pulito con lo spray igienizzante.

Le ultime settimane sono tutto un programma, con anche Bolano che abbandona il posto dopo tre partite, nuova sconfitta con il traghettatore Christoforakis e, il 30 dicembre, arriva il quarto allenatore Nikos Theodosiadis.

Il quale non evita la sconfitta contro il Karaiskakis ad Arta per 3-0 il 5 gennaio, non riuscendo nemmeno a portare 18 giocatori in distinta, dato che nel 2020 tanti calciatori stanno rescindendo i propri contratti.

E in questo momento il Kerkyra è in campo contro l’Apollon Larissas, per evitare la dodicesima sconfitta di fila. Il futuro è incerto anche qui: si attendono movimenti in entrata, perché difficilmente si potrebbe andare avanti senza.

 

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