Il 2020 è cominciato tra derby, record infranti e migliaia di comunicati

Chi ben comincia è già a metà dell’opera. Con gli arbitri che hanno ritirato lo sciopero indetto poco prima di Natale, questo detto popolare spiega nella maniera migliore ciò che abbiamo vis(su)to nella prima giornata, la 17° in totale, di Super League 1 del 2020.

Partiamo dai risultati:

OFI 1-2 Volos
Aris 4-2 PAOK
Atromitos 2-1 Asteras Tripolis
AEK 3-1 Panetolikos
Panionios 0-1 Lamia
Xanthi 2-1 Larissa
Olympiakos 1-0 Panathinaikos

A Salonicco il sabato e al Karaiskakis la domenica si sono giocati due derby infuocati, con i loro esiti che hanno smosso una classifica che ormai vede l’Olympiakos a 41 punti, seguito a ruota dal PAOK a quota 40. Oltre il danno, anche la beffa per i Dikefali tou Vorrà: batosta nel derby cittadino e controsorpasso da parte della squadra del Pireo, vittoriosa contro il Panathinaikos con la mano anche del VAR.

Ma prendiamo le cose con ordine.

ARIS, UN TRIONFO CHE INTERROMPE UN DIGIUNO ETERNO E ANCHE L’IMPERIOSO FILOTTO DEL PAOK

Due piccioni con una fava: derby vinto e record dei rivali interrotto. Il PAOK perde in campionato dopo… 51 partite e 664 giorni, poche settimane dai due anni esatti di imbattibilità. E l’Aris, da parte sua, batte i concittadini per la prima volta dopo l’ottobre del 2010, quando i gialloneri di Hector Cuper sbancavano il Toumba con una rete di Javito, e non segnava al PAOK quattro reti dal novembre del 2000, con Aggelos Charisteas che realizza il 4-0 finale ed esulta così:

Χαριστεας
Tre, come le reti che aveva segnato al PAOK fino al 2000

Un Charisteas che, con qualche chilo e qualche capello bianco in più, si può ritenere soddisfatto dell’allenatore Michael Oenning, scelto ad ottobre proprio dall’ex Campione d’Europa nel 2004, ora direttore della sezione calcistica dell’Aris. Avuto in panchina quando giocava al NorimbergaCharisteas si è fidato del tecnico tedesco, il quale ha portato i gialloneri all’attuale quarto posto, dopo un inizio non memorabile.

aris_main
Il clima con cui sono scese in campo Aris e PAOK

PAOK, IL PROBLEMA DEGLI SCONTRI DIRETTI E DI ŽIVKOVIĆ TRA I PALI

La squadra di Abel Ferreira non sa più vincere gli scontri diretti: 2-2 contro l’Aris all’andata e contro l’AEK, 1-1 contro l’Olympiakos e la sconfitta nel derby di sabato scorso. Nove reti subite nelle quattro sfide contro le top 4: l’Olympiakos, in tutte le 17 partite, ne ha incassate solo sei. Un dato impietoso, legato soprattutto al nodo del portiere.

L’intoccabile eroe del campionato Alexandros Paschalakis a settembre perde il posto dopo prestazioni negative e non vede più il campo, con l’ex Xanthi Živko Živković che prende il suo posto. Ιl portiere serbo è il principale imputato del derby di sabato, visto che ha dimostrato molta insicurezza, con alcuni articoli che lo paragonano a… Babbo Natale! L’ultima volta che Živković ha messo piede allo stadio Kleanthis Vikelidis di Salonicco, ha subito sette retiAris 7-2 Xanthi dello scorso aprile. Undici reti in due partite contro l’Aris in trasferta fa riflettere la dirigenza del PAOK sul livello del portiere serbo, non convocato per la partita di stasera in Coppa contro l’OFI.

LA TRAGEDIA DEL TIFO

Tosko B., 28enne bulgaro, ha perso la vita a Salonicco in circostanze ancora da definire nel pomeriggio di domenica, con i media greci che inizialmente avanzano il movente del tifo. Il tifoso del Botev Plovdiv, club bulgaro amico dell’Aris e di cui ne condivide i colori sociali, era seduto in un bar insieme ai suoi connazionali quando si avvicina un gruppo di tifosi del PAOK che hanno minacciato loro, con Tosko B. che ne fa le spese venendo investito.

L’ipotesi iniziale viene confermata anche dal comunicato emesso dalla Polizia greca nella stessa serata dell’accaduto:

Oggi (05-01-2020) verso le ore 16:30, sono stati trasferiti all’Ospedale Ippokrateio di Salonicco, dalla zona di Megaro Moussikis, tre stranieri, dopo un attacco ricevuto dai tifosi del PAOK.

Uno di loro, 28enne, è spirato. La causa della morte è sotto indagini, visto che dopo l’aggressione e mentre si trovava sul manto stradale, è passato sopra di lui un’automobile, la quale è ricercata.

Le indagini preliminari sono condotte dalle autorità di Polizia.

Un fatto che ha gettato nello sconforto tutti, come la stessa società bulgara del Botev Plovdiv. Un fatto che racconta chiaramente come la situazione stia sfuggendo, si leggano le durissime parole dell’Aris dopo l’aggressione e la morte del tifoso:

La Società Sportiva Aris esprime profondo dolore e indignazione per la morte del 28enne tifoso bulgaro del Plovdiv avvenuta domenica 05/01/2020. […]

I nodi sono venuti al pettine. E la responsabilità della Polizia e del Capo della Polizia di SaloniccoLazaros Mavropoulos, è grande. È inconcepibile che circolino senza problemi decine di motorini con tifosi che hanno piedi di porco e che provocano morti nel centro della città, davanti agli occhi di cittadini ignari.

I fatti di questa natura aumentano e la situazione sta sfuggendo. Pertanto, invitiamo i responsabili a fare il possibile per eliminare tali attacchi mortali. La Società Sportiva Aris si rivolgerà ai Ministeri della Protezione dei cittadini, della Giustizia e della Cultura e Sport, inviando loro una lettera, in quanto non è consentito che la città di Salonicco venga convertita in un “Far West”.

Esprimiamo inoltre il nostro disgusto per il fatto che molti media abbiano riferito di un “appuntamento di morte”, cercando di equiparare i colpevoli alla vittima. A meno che non venga considerato come “appuntamento di morte” il fatto che, mentre alcune persone bevevano il loro caffè, un branco di vili abbia attaccato crudelmente, accanto a famiglie e bambini che si godevano la passeggiata domenicale.

La Società Sportiva Aris manderà queste informazioni al Ministero del Digitale (che comprende anche i media, ndr), perché anche la disinformazione, specialmente in argomenti così delicati, ha i suoi limiti.

IL SECONDO DERBY HA LASCIATO ANCORA PIÙ DUBBI (E COMUNICATI)

Reduci dall’arbitraggio senza grandi errori da parte di Tasos PapapetrouSalonicco, dimostrando di essere il fischietto greco più in forma, al Karaiskakis l’arbitro finlandese Mattias Gestranius è stato il protagonista in negativo del derby tra i rivali “secolari”.

I verdi del Panathinaikos lamentano due mancati rigori: uno su Bouzoukis nel primo tempo e, soprattutto, il pestone di Ba in area su Macheda al 54′. In entrambi i casi, il VAR Sidiropoulos ha richiamato il collega finlandese all’on field review, con l’ultimo che ha fatto proseguire il gioco senza indicare il dischetto.

La rete di El-Arabi al 74′ permette all’Olympiakos di strappare la vittoria, ma il Panathinaikos non ci sta e manda una lettera nella serata di ieri al presidente della KED, l’Associazione Arbitri Greci, Melo Pereira:

A) I grandi miglioramenti dell’arbitraggio con l’uso del VAR, i seminari istruttivi e gli arbitri stranieri nei derby.
Β) Il Panathinaikos ha appoggiato e appoggia questo processo sotto il controllo di UEFA e FIFA.
C) Sono state notate pressioni fuori dal normale da alcune squadre nel tentativo di destabilizzare la situazione del calcio greco.
D) Nell’ultimo periodo l’Olympiakos ha esercitato una sistematica pressione in ogni direzione col pretesto dell’arbitraggio, cosa che probabilmente ha influenzato qualche scelta nel derby, col risultato di provocare dei torti per il Panathinaikos.
Ε) È urgente il bisogno di proteggere gli arbitri da tali pratiche e comportamenti che hanno solo lo stesso scopo. Il Panathinaikos sarà un alleato in questo tentativo.

Con Chatzigiovanis che invoca l’occhio divino nel dopogara:

[…] Penso che l’azione di Bouzoukis sia un rigore ancora più chiaro, mentre quella di Macheda l’abbiamo vista in foto. Anche quello è chiarissimo. Non fa niente, però Dio vede!

Una partita che ha causato anche la reazione del diretto concorrente dell’Olympiakos, ossia il PAOK:

Ci chiediamo se in questa giornata – che giustamente si è giocata regolarmente – avremo denunce e aggressioni nei confronti degli arbitri, richieste di interruzione del campionato e comunicati piagnucolanti. L’alterazione del risultato al Karaiskakis, con i due rigori chiari che non sono stati assegnati, sarà mai commentato dalla KED e Hübel (rappresentante FIFA in Grecia, ndr)?

Abbiamo preferito evitare i modi dell’Olympiakos e, invece di parlare degli errori di Papapetrou [contro l’Aris] e di come non siano stati corretti dal VAR Manouchos, ci siamo concentrati sull’autocritica e su come risolvere i nostri errori.

Sfortunatamente, il risultato ha dimostrato che il bullismo e l’illegalità oggi hanno vinto.

E, ovviamente, ecco anche la risposta dell’Olympiakos:

Voi al PAOK siete specializzati, eccetto nelle relazioni triangolari e nelle squadre alleate, anche nelle favole e poiché per la prima volta, dopo le nostre segnalazioni, un arbitro greco ha fatto il 50-50, siete stati sbugiardati di fronte agli occhi di tutti i greci e siete nel panico. Noi non ci occuperemo delle vostre ridicolaggini, però il giudice sportivo deve ricordarsi e occuparsi di voi, visto che finora eravate immuni.

Circa il vostro strumento, Sidiropoulos (VAR in Olympiakos-Panathinaikos, ndr) […], dell’arbitro che faceva le campagne via sms contro l’Olympiakos e il giorno dopo è stato designato al VAR nella nostra partita, non è passato. Non ci siete riusciti. Ha interrotto per due volte la partita e si è ridicolizzato nel cercare di scoprire i rigori! Non ha fatto lo stesso in altrettante azioni dubbie in favore dell’Olympiakos.

Il tempo è finito ed è giunta l’ora delle decisioni delle federazioni internazionali per salvare l’affidabilità del calcio greco con cambiamenti radicali.

Con questi comunicati, l’affidabilità diciamo che è ridotta al lumicino, come vedremo.

LE SORPRESE, I GOL IN RAPIDA SEQUENZA, I PROBLEMI ECONOMICI E… UNA CERTA SUSANNA

Il Volos supera in rimonta l’OFI in trasferta e si aggancia al treno che porta alle prime sei della classe, quelle che vanno ai playoff, nonostante sia undicesimo. Infatti, la classifica attualmente è cortissima, con otto squadre – a partire dal quarto posto – in quattro punti: Aris 25, OFI 23, Xanthi 23, Panathinaikos 22, Lamia 22, Atromitos 22, Larissa 22, Volos 21.

L’AEK supera il Panetolikos in una partita in cui Daniele Verde ha segnato una rete e realizzato un assist per Livaja. L’Atromitos passa in casa, grazie alla doppietta dell’eterno Manousos, contro l’Asteras, il quale perde per il resto della stagione il trequartista Eneko Capilla per un grave infortunio al ginocchio. Il Lamia segna all’inizio con Karamanos, ex della partita, contro il Panionios e poi resiste in dieci per l’espulsione di Bejarano al 26′ per una gomitata vista dal VAR.

In un’intervista pubblicata ieri su Sport24.gr il presidente del Panionios Christos Daras ha aperto il cuore sulla difficilissima situazione della propria società, ancora ultima in classifica:

Io sono una persona che ha ipotecato tutto quello che aveva, 40 anni di duro lavoro affinché il Panionios entrasse nel meccanismo stragiudiziale per evitare i debiti creati dai ricorsi dei trasferimenti di giocatori. […] La rabbia della gente è giustificata ma in questi momenti ci vuole unione di intenti. […] La speranza è l’ultima a morire. Da parte mia, io mi sono distrutto come uomo per far sì che il Panionios entri nel meccanismo stragiudiziale e torni a respirare.

Al 64′ Milosavljevic segna per gli ospiti, ma al 68′ e al 69′ Jordan Faucher ribalta la situazione: avviene tutto in cinque minuti nella partita tra Xanthi Larissa, giocata anche nei comunicati durante e dopo la partita.

Il sito del Larissa ha pubblicato ben quattro comunicati durante la partita contro arbitri e avversario, sullo stile del vulcanico presidente Alexis Kougias. Questo provoca la reazione di Aristidis Pialoglou, presidente dello Xanthi che chiama provocatoriamente Susanna il suo omologo del Larissa. Il quale, con un comunicato personale, definisce i patron dello Xanthi Panopoulos e Syggellidis, «filippine che si devono vergognare».

Se il livello è già basso, questi bisticci contribuiscono sempre di più ad affossare il calcio greco.

 

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