Video Assistant Referee e Super League: è un legame già cult

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Il primo fotogramma del VAR nel campionato greco

DEBUTTO NELLA MANIERA PIÙ GRECA POSSIBILE

Il 24 agosto 2019 è una giornata storica per la Super League 1: debutta il Video Assistant Referee, per la prima volta la tecnologia entra nel campionato greco. La prima partita della stagione 2019-2020 è Lamia-Panathinaikos. Nei dieci secondi in cui la tv di Stato ERT inquadra la saletta VAR istanti prima il primo fischio di inizio del campionato, entra un uomo e lascia una busta con cibo da asporto, probabilmente suvlaki.

Inutile dire che l’uomo, sfortunato vista la rapida inquadratura nel momento peggiore, che ha consegnato il cibo non sapesse della precisa istruzione di non far entrare né cibo né bevande all’interno della saletta. Infatti, i suvlaki erano purtroppo per i tecnici al di fuori della regia, non per gli arbitri.

L’azienda che ha vinto il bando per l’organizzazione del VAR, la MEDIALUSO-INDIGITAL, giorni dopo, ha specificato che:

La persona che si vede nell’inquadratura che apre la porta della camionetta e lascia nell’angolo il cibo, il quale è arrivato con grande ritardo come ci hanno informato, non è il “fattorino” come hanno detto i media ma il coordinatore della regia che copriva la gara e che avevano l’accesso autorizzato all’interno della camionetta.

Il quale un mese dopo, tristemente, ha perso il lavoro a causa di questa sciagurata ripresa.

NON STACCATE LA PRESA!

Nemmeno il tempo di digerire la figuraccia che dall’AEL FC Arena, per il match Larissa-Olympiakos, è apparsa questa foto

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«Attenzione!!! VAR»

Nel modo più rustico possibile, con un foglio attaccato col nastro adesivo, si prega di non staccare la presa, affinché il VAR funzioni a dovere. Molto previdenti a Larissa, visto che ad ottobre, in una partita in Arabia Saudita, il VAR non ha funzionato perché uno dei tecnici aveva staccato la presa per caricare il proprio cellulare.

LO XANTHI VINCE COL VAR MA IL TECNICO RIMANE CONTRARIO ALLA TECNOLOGIA

Arriviamo alla sesta giornata con Panathinaikos-Xanthi, in cui si vede un episodio inusuale per il calcio greco. La partita a Rizoupoli – l’Olimpico era in fase di rizollamento del terreno di gioco – era bloccata sullo 0-0 e al 93′ lo Xanthi segna con Jordan Faucher e l’arbitro Kominis alza il braccio per fuorigioco di Sturgeon. Dopo un breve consulto VAR, la rete viene convalidata, con la squadra della Tracia che espugna Atene.

Kiko Ramírez, l’allora allenatore dello Xanthidichiarò, nonostante abbia vinto quella partita grazie soprattutto al VAR:

Ho avuto il VAR in Polonia (allenando il Wisla nel 2017, ndr), quando ancora non esisteva in Spagna. L’arbitro perde il suo valore perché questo analizza tutto, anche azioni molto prima di una rete. Il calcio perde così la sua magia. In Polonia mi sono lamentato molte volte perché il procedimento è lento: pensate a sei minuti senza giocare per prendere una decisione quando ci sono spesso temperature sotto lo zero. Taglia il ritmo, quando segna la mia squadra esultavo, ora guardo l’arbitro: questo fa male, il VAR ci ha rubato il calcio.

PIOVE? METTIAMOCI UNA TENDA DA CAMPEGGIO!

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Arriviamo ai giorni nostri, con Panathinaikos-Lamia dello scorso 14 dicembre. Come nella partita di andata, anche stavolta il VAR ha rubato la scena.

Pioveva durante la partita e quindi gli addetti a bordo campo hanno pensato bene di mettere una tenda da campeggio sul macchinario VAR, con un ombrello davanti perché non si sa mai.

Volevamo la tecnologia? Ora dobbiamo proteggerla in tutti i modi. Sì, anche così.

L’ATTUALE SISTEMA VAR NON PREVEDE LA LINEA VIRTUALE PER IL FUORIGIOCO

Questo è, anche quattro mesi dopo l’avvio del VAR, un motivo di enorme imbarazzo per il calcio greco. Infatti, sempre nella partita Panathinaikos-Xanthi della sesta giornata è stato annullato un gol di Zahid per i padroni di casa, mentre il giocatore norvegese era addirittura dietro la linea del pallone!

Come mai questo errore così banale? Perché la spagnola MEDIALUSO con la greca INDIGITAL non hanno inserito nel pacchetto da 13.454.000€ in cinque stagioni la tecnologia 3D per proiettare le linee per il fuorigioco. Nelle ultime settimane si parlava di 1000 euro a partita per il costo di questo upgrade ma il problema rimane un altro: chi pagherà questo – chiamiamolo col suo nome – errore? La Federcalcio greca o il Ministero dello Sport?

Il vicepresidente dell’Olympiakos Kostas Karapapas ha espresso qualche critica sull’attuale utilizzo del VAR in Grecia, dichiarando anche:

Il VAR senza la linea del fuorigioco è come una televisione senza telecomando.

Diciamo che non ha tutti torti.

 

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