Cosa ci ha lasciato il primo Olympiakos-PAOK della stagione?

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Per il secondo anno consecutivo, Olympiakos e PAOK sono le squadre che si contenderanno il campionato. Con la nuova formula dei playoff, molto probabilmente si incontreranno per quattro volte durante la stagione: due al Karaiskakis e due al Toumba. Ieri sera abbiamo seguito il primo round di questa sfida, giocata nello stadio di Faliro, con il PAOK che è uscito per l’ennesima volta imbattuto. Un match che ha regalato tante emozioni, già prima del fischio di inizio dello spagnolo Sanchez Martinez.

Mai più… 21+6

Questo è il titolo del commovente filmato trasmesso sui maxischermi dello stadio Karaiskakis, con un messaggio di unione tra l’Olympiakos e il PAOK. Un unione che, purtroppo, nasce dalle due tragedie più grandi della storia del calcio greco: la Thira 7 dell’8 febbraio 1981, con 21 morti nel vecchio Karaiskakis, e l’incidente allo svincolo di Tembi del 4 ottobre 1999, con 6 tifosi del PAOK che hanno perso la vita. A parlare sono Popi Kanellopoulou, madre di Giannis, uno dei caduti nella Thira 7 e Ilias Vlachopoulos, tifoso del PAOK presente in quel maledetto pullman di vent’anni fa. «Io vorrei dire che questi ragazzi devono essere ricordati con amore, nient’altro. Con amore. Non dobbiamo essere contro persone morte. Una persona che vive ti può rispondere, un morto no. Devono pensare alle madri che hanno perso i propri figli. Devono pensarle perché il dolore fisico passa, quello mentale» le toccanti parole della signora Kanellopoulou, che ha parlato sia con l’arbitro dell’incontro Sanchez Martinez che con il tecnico della squadra ospite Abel Ferreira.

Qui il filmato completo:

Martins va sul sicuro ma fallisce, Ferreira legge benissimo il match

L’Olympiakos si presenta con il suo classico 4-2-3-1, inserendo Valbuena e Avraam Papadopoulos che non erano presenti contro il Tottenham a Londra. Il PAOK si schiera invece con un 4-4-1-1 più abbottonato, con linee strettissime tra la difesa e il centrocampo e Biseswar, abile tecnicamente nel tenere il pallone per far salire la squadra, dietro all’unica punta Swiderski. Con una panchina composta da giocatori come Vieirinha, Akpom, Varela e Limnios, il tecnico Abel Ferreira ha tante armi per fare male.

Il modulo della squadra di Salonicco crea danni a Pedro Martins. Si capisce dal fatto che il tandem di mediani Bouchalakis-Guilherme viene sfiancato nel compito di copertura, sacrificando così la regia, affidata al solo Valbuena. Masouras è un altro che cade nella trappola bianconera, sacrificando tutte le sue energie in fase difensiva, mentre la scelta di El-Arabi come centravanti non si rivela tra le più azzeccate, vista la mancanza di pressing sui possessi palla del PAOK.

L’immagine dell’Olympiakos in Europa – quella di una squadra solida, stretta e ordinata – è stata studiata nel migliore dei modi da Abel Ferreira, dando al suo PAOK le stesse caratteristiche! Non è un caso che all’intervallo i suoi siano in vantaggio dal 29’ con la rete di Ingason, la prima del centrale islandese in Grecia, con il portiere dell’Olympiakos José Sá e la disastrosa difesa a zona nei calci piazzati che hanno più di una colpa.

E non è un caso che Martins abbia fatto un cambio tattico prima del duplice fischio. Fuori Masouras, dentro Soudani al 41’. Un po’ come ha fatto il suo connazionale Mourinho proprio contro la squadra del Pireo nemmeno una settimana prima: un cambio per mettere paura agli avversari in vantaggio. Infatti, nel secondo tempo, il volto della partita cambia completamente.

Come cambiare in corsa un errore iniziale: in cattedra Pedro Martins

La sostituzione permette al tecnico lusitano dell’Olympiakos di schierare i suoi con un 4-4-2, che permette ad Elabdellaoui di salire sulla destra e a Valbuena di avvicinarsi a Podence: questa sottintesa ammissione dell’errore nella formazione iniziale dà una boccata di ossigeno agli erithrolefki, i quali partono a mille nella ripresa.

I pericoli dalle parti del portiere serbo Živko Živković aumentano già dal 49’, quando Sanchez Martinez, e nemmeno la VAR, non vede la ginocchiata in area dell’ex Brescia El Kaddouri sulla coscia di Podence, provocando tante polemiche da parte dei padroni di casa. (A questo proposito, il capitano dell’Olympiakos Avraam Papadopoulos dichiarerà: «Non mi piace parlare di arbitri, ma stiamo ricevendo un trattamento senza precedenti» e il patron Vaggelis Marinakis si lamenterà con Herbert Hübel, presidente della Monitoring Committee FIFA circa la situazione del calcio greco, nel settore distinti del Karaiskakis). Al 64’ Giannoulis opera una scivolata su Podence in area e il portoghese cade: stavolta è rigore per l’arbitro, anche se meno evidente di quello di un quarto d’ora prima. Valbuena che calcia sotto l’incrocio dagli undici metri, però si fa male al momento della realizzazione, uscendo in lacrime dal campo. Ora è in dubbio contro la sfida decisiva contro la Stella Rossa in Champions.

L’1-1 rimane fino alla fine. MauricioAkpomPelkas – i tre subentrati di Abel Ferreira – non portano freschezza ad uno stanco PAOK, con l’ultimo specialmente che non riesce a segnare all’85’ davanti a Sá. La difesa bianconera regge l’urto del trio offensivo di casa composto da Guerrero, al posto dell’infortunato ValbuenaSoudani ed El-Arabi, con la squadra di Salonicco che non perde da ben 47 partite in campionato. Sta consolidando la mentalità del «non perdo anche se gioco male» e non è un bel messaggio per gli avversari.

Martins vince il coaching match con il connazionale Ferreira, però non riesce a centrare la vittoria. Dopo una stagione e mezza all’Olympiakos ha battuto solo l’AEK tra le Big 4 (Olympiakos, Panathinaikos, PAOK e appunto PAOK): è un dato che desta preoccupazione in una squadra abituata a fare la schiacciasassi anche contro di loro.

Gli strascichi, i soliti, che lasciano sempre il tempo che trovano

Cominciamo dall’arrivo del PAOK al Karaiskakis. Un arrivo alquanto violento, con i giocatori di Salonicco che lamentano un’accoglienza poco sicura, con voci che parlano addirittura di uno Swiderski colpito da unο scudo di un poliziotto nel tragitto dal pullman sociale e lo stadio. Altre parlano anche di una specie di “detenzione” del vicepresidente Makis Gkagkatsis da parte dei tifosi dell’Olympiakos. Durante l’intervallo si parla anche di un ingresso da parte degli uomini dell’Olympiakos – il patron Vaggelis Marinakis e il presidente onorario Savvas Theodoridis – nello spogliatoio degli arbitri.

Nella giornata di ieri la società bianconera ha pubblicato un durissimo comunicato contro il viceministro con delega allo sport Lefteris Avgenakis:

Il protagonista degli eventi di ieri (domenica, ndr) durante l’arrivo della squadra, però anche nell’intervallo dell’incontro negli spogliatoi degli arbitri, ha un nome e si chiama Lefteris Avgenakis. Tutto ciò che è successo, se non è avvenuto con le sue benedizioni, sicuramente ha la sua tolleranza ed è il risultato dell’incontro che ha avuto lo scorso venerdì con una rappresentanza dell’Olympiakos – Moralis (il presidente, ndr), Karapapas (il vicepresidente, ndr), Lina Souloukou (la direttrice generale, ndr) – avvenuto proprio per caso due giorni prima del derby. […] Non è un caso che ogni volta che l’Olympiakos non ottiene il risultato desiderato oppure si sente debole, il Karaiskakis diventa una zona indipendente in cui vengono abolite le leggi dello Stato. […] Come PAOK chiederemo ai membri del partito di governo (Nuova Democrazia, ndr) a Salonicco ma anche ai parlamentari eletti nella nostra città di prendere una chiara posizione sul determinato politico [Avgenakis] perché compromette ormai il governo con le sue mosse e le sue omissioni.

E non solo questo. Durante la trasmissione Total Football di domenica sera sulla rete Open TV – appartenente al patron e presidente del PAOK Ivan Savvidis – post OlympiakosPAOK, un giornalista in collegamento da Salonicco sottolinea il fatto che tanti campionati dell’Olympiakos sono stati conquistati con l’aiuto degli arbitri, scatenando le ire di Tasos “Rambo” Mitropoulos: uno che di campionati, con gli erithrolefki, ne ha vinti quattro tra gli anni ’80 e ’90. «I campionati non li vincono i fischietti, li vincono i calciatori!» esclama, prima di lasciare lo studio in modo nervoso.

Qui l’intero video, pubblicato proprio dal canale Open TV:

Questa partita non era nemmeno decisiva per le sorti del campionato. Figuriamoci se lo fosse stata…

 

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