Storie: Pallikarides, il poeta-ribelle di Pafos

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Oggi allarghiamo questo racconto che solo parzialmente coinvolge l’ambito calcistico e prettamente greco. Ci muoviamo verso la splendida isola di Cipro, più precisamente sulla costa sud, dove è situata la città di Pafos. Descritta da Ovidio come la città natia di Afrodite, secondo il mito anche lo stesso nome della città è legato alla dea, poiché l’omonimo Paphos era il figlio (o, secondo Ovidio, la figlia). La sola città conta 35.000 abitanti, che diventano 90.000 se si conta anche l’area metropolitana. Inserita nella lista UNESCO dei tesori culturali e naturali del patrimonio mondiale a causa dei resti archeologici greci e romani, Pafos è stata nominata città della cultura 2017 assieme ad Aarhus.

Dopo aver accennato superficialmente la parte culturale e storica della città (che vale davvero la pena leggere), vi portiamo il racconto.

Evagoras Pallikarides nacque il 27 febbraio 1938 a Tsada, un piccolo paese nel distretto di Pafos. Quarto di cinque figli, Iniziò la sua formazione scolastica nel Liceo greco di Paphos dove, all’età di 15 anni, partecipò al boicottaggio della sua scuola nei confronti dell’incoronazione della regina Elisabetta II nel giugno 1953.

A causa delle celebrazioni in onore dell’incoronazione della regina Elisabetta II, gli inglesi introdussero l’Union Jack in tutte le scuole di Cipro. Pafos fu l’unica città in cui non si tennero le celebrazioni, perché Pallikarides aveva deliberatamente abbattuto la bandiera britannica posta all’ingresso del Ginnasio di Paphos, conoscendo perfettamente quali sarebbero state le conseguenze di tale azione. Nelle settimane successive continuò la sua resistenza con gli altri alunni delle scuole secondarie rimuovendo durante la notte tutte le bandiere britanniche appese ai pali di ferro lungo l’entrata della strada principale della città.

Quando l’EOKA, un’organizzazione anticomunista e paramilitare che agì per la liberazione britannica dall’isola, iniziò la lotta contro le autorità britanniche nel 1955, Pallikarides prese parte a diverse manifestazioni anti-britanniche e si unì all’organizzazione all’età di 17 anni. Durante il suo periodo di militanza, prese parte ad attacchi contro militari, stazioni di polizia e campi di prigionia britannici. Con un senso di audacia e sacrificio di sé, e spesso rischiando la propria vita per proteggere i suoi compagni combattenti, divenne un brillante esempio dello spirito combattivo e dichiarò sempre che non si sarebbe mai arreso ma avrebbe preferito cadere “sul campo di battaglia”. Parallelamente al suo coinvolgimento nella lotta, continuò anche a scrivere poesie come aveva fatto fin dai suoi primi anni di scuola.

Nel novembre del 1955, mentre si recava a scuola, vide due soldati britannici che picchiavano senza pietà un amico che era stato arrestato e legato a un palo dell’elettricità perché si rifiutava di ammettere che aveva rimosso la bandiera britannica durante la notte precedente nei pressi dell’ospedale cittadino. Pallikarides assalì e colpì i due soldati britannici e, liberando il suo amico, si diede alla fuga. Fu arrestato qualche ora dopo e mandato a processo in tribunale, con l’accusa di essere un rivoltoso. Evagoras negò le accuse a suo carico e gli fu ordinato di riapparire per un secondo processo il 6 dicembre 1956. Sapendo di finire nei campi di prigionia istituiti appositamente dagli inglesi per i sospetti rivoltosi, decise di fuggire in montagna, dove si unì a uno dei tanti gruppi guerriglieri dell’EOKA. Nel corso dell’anno successivo,  partecipò a diverse operazioni di guerriglia. Nel frattempo, una taglia di 5.000 sterline fu messa sulla sua testa dall’esercito britannico.

Pallikarides fu arrestato il 18 dicembre 1956 perché fu catturato in flagrante con una pistola e 88 proiettili su un asino. Durante il periodo di prigionia, fu vittima di torture da parte dei miliziani britannici; a testimonianza di ciò, quando la sua famiglia fu autorizzata a fargli visita dieci giorni dopo, i segni dei maltrattamenti e le condizioni in cui era stato tenuto erano evidenti. Tra le altre cose, la sua vista era gravemente compromessa. Circa un mese dopo il suo arresto, il 22 novembre 1956, il governatore britannico feldmaresciallo di Cipro Harding, fece entrare in vigore lo stato emergenza, che prevedeva la pena di morte per chiunque portasse o possedesse un’arma da fuoco. La polizia, inoltre, sospettava fortemente che Evagoras avesse ucciso un uomo, considerato un collaboratore britannico infiltrato nell’EOKA, anche se non c’erano prove per l’accusa di omicidio.

Il giorno prima del processo, Pallikarides fece irruzione nella sua scuola e lasciò un messaggio e una poesia per i suoi compagni, da leggere la mattina seguente.

Il messaggio:

Cari amici di scuola, in questo momento manca qualcuno tra di voi, qualcuno che è partito alla ricerca dell’aria fresca della libertà, qualcuno che potreste non vedere più vivo. Non piangete sulla sua tomba. Non vi farà piangere. Alcuni fiori primaverili sparpagliati sulla sua tomba. Questo è abbastanza per lui … 

La poesia:

Prenderò una strada in salita

prenderò i percorsi per trovare le scale che conducono alla libertà

lascerò fratelli, sorelle, mia madre e mio padre oltre le valli e sui fianchi delle montagne.

Nella ricerca della libertà avrò come compagnia la neve bianca, montagne e torrenti

anche se adesso è inverno l’estate arriverà portando libertà in città e villaggi

prenderò una strada in salita

prenderò i percorsi per trovare le scale che conducono alla libertà

Salirò le scale, entrerò in un palazzo

so che sarà un’illusione

so che non sarà reale

vagherò nel palazzo fino a quando non troverò il trono

solo una regina seduta su di esso

bella figlia, dirò, apri le tue ali e prendimi nel tuo abbraccio.

Questo è tutto ciò che chiedo … ‘

 

Durante il processo, il giorno seguente, fu condannato a morte per possesso di un’arma da fuoco non funzionante.
Durante il processo, Pallikarides non negò il possesso dell’arma. Affermò di aver fatto quello che doveva in quanto greco-cipriota in cerca della sua libertà. Pronunciò queste poche parole:

“So che mi condannerete a morte, ma qualunque cosa abbia fatto, l’ho fatta come un cipriota che vuole la sua libertà. Quando morirò andrò da Dio e gli chiederò di essere l’ultimo uomo ad essere impiccato.”

A 19 anni, fu il più giovane dei nove uomini che furono impiccati nel corso della ribellione. La convinzione, il patriottismo nelle sue parole e la sua esecuzione causarono un tumulto internazionale e la conseguente condanna delle potenze coloniali britanniche, il che portò all’annullamento delle condanne a morte di altri 26 uomini che erano stati condannati all’impiccagione. La vita e la morte di Evagoras Pallikarides lo hanno reso un simbolo e un modello per i giovani di Cipro nei restanti anni. Fu impiccato il 14 marzo 1957, all’età di 19 anni.

Nel giugno 1997 il Consiglio dei Ministri decise di espropriare la casa di famiglia di –Evagoras Pallikarides. Il Consiglio della memoria storica dell’EOKA 1955-1959 si impegnò a restaurare l’edificio e a convertirlo in un museo dedicato all’eroe della lotta per la liberazione. L’opera fu completata e il Ministro dell’istruzione e della cultura, Ouranius Ioannides, aprì il museo il 9 giugno 2001. La prima stanza della casa presenta una tradizionale casa di campagna della metà del 20° secolo che raffigura il periodo in cui Pallikarides visse la sua breve vita. La seconda sala presenta la vita e le lotte del giovane eroe cipriota. Attraverso le fotografie del poeta-eroe, le lettere e altri scritti si riesce a comprendere la maestosità morale e spirituale della sua personalità. E’ stato anche costruito un anfiteatro, in grado di ospitare fino a 250 persone. Il Comitato Direttivo della casa-museo Evagoras Pallikarides è presieduto dal presidente del Consiglio del villaggio di Tsada, i cui membri includono anche i parenti di Evagoras.

La sua eredità viene raccolta dalla squadra locale, il Pafos FC, fondata il 10 giugno 2014, in seguito alla fusione di AEK Kouklia e AEP Paphos. Nella stagione 2013-2014, l’AEK Kouklia partecipò nella prima divisione cipriota per la prima volta nella sua storia, ma fu retrocesso alla fine della stagione. Durante la stessa stagione, l’AEP Paphos (creato dopo la fusione dei due club di Paphos, APOP ed Evagoras) partecipò al campionato cadetto, ma a causa di enormi problemi economici la squadra fu costantemente punita con penalizzazioni in classifica. Al termine della stagione 2013-2014, iniziarono le discussioni tra i due club per creare un nuovo club nel distretto di Paphos, al fine di avere una squadra sana ed economicamente competitiva.

Il 9 giugno 2014, i due club in un’assemblea generale separata approvarono la creazione della nuova squadra, il Pafos FC. Il 10 giugno 2014 si è tenuto il primo incontro dei fan della nuova squadra, con la presenza di personaggi politici e giocatori di football di Paphos. Il primo presidente della nuova squadra fu Christakis Kaizer, ex presidente dell’AEK Kouklia e uno dei protagonisti per la creazione del nuovo club.

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