Storie: OFI, dalla retrocessione fino alla rinascita

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Il 21 marzo 2015, dopo un ottimo 6° posto in campionato, l’OFI si ritirò dalle competizioni professionali, poiché l’amministrazione non seppe gestire i pressanti obblighi finanziari del club, che si attestavano intorno ai 12 milioni di €. In un gesto simbolico, i 15 giocatori che erano ancora in rosa, camminarono sul campo dello stadio Theodoros Vardinogiannis  prima dell’ultima giornata di campionato e salutarono i tifosi per l’ultima volta. Dopo 47 anni consecutivi in competizioni professionali, la squadra cretese fu retrocessa tra i dilettanti.

Nonostante sia accaduto soltanto quattro anni fa, la retrocessione a tavolino del 2015 sembra solo un brutto ricordo per l’Ómilos. Dopo una stagione in Gamma Ethniki e due in Football League, nel 2018 il club riesce a ritornare in Super League assieme all’Aris.

Il 4 ottobre 2018, il Comitato sportivo professionistico della Grecia annunciò Michael Bousis come nuovo azionista di maggioranza dell’OFI e, pochi giorni dopo, assumerà ufficialmente la guida dell’amministrazione del club.

La scorsa stagione fu un vero e proprio incubo per i tifosi: per tre mesi, da gennaio a marzo, la squadra non riuscì a collezionare nemmeno un punto. Complice anche il cambio in panchina, con Nikos Papadopoulos che fu esonerato dopo la sosta natalizia e fu rimpiazzato dal cileno Jaime Vera, i tifosi furono costretti a tenere il fiato sospeso fino al derby play-out contro il Platanias, un’altra squadra cretese, scampando alla retrocessione con un goal al 95′ di Nabi. Il match di andata terminò con uno scialbo 0-0, mentre la partita di ritorno finì 3-2 per l’OFI, con 11 ammoniti e due espulsi.

Il 18 aprile 2019, il Comitato sportivo professionale della Grecia annunciò che il vicepresidente esecutivo della società Angelos Palivos e suo fratello Gregory Palivos si sono assicurati la proprietà e il controllo del 36,4% delle azioni della squadra. Entrambi i fratelli fanno parte del consiglio di amministrazione della famiglia Palivos di Las Vegas, Nevada e Chicago.

Una ventata di novità, un nuovo inizio. Il 7 luglio 2019 viene ingaggiato come allenatore Georgios Simos, ex calciatore che ha allenato tutte le giovanili del Panathinaikos e l’under 20 dell’AEK. Alla prima grande esperienza da allenatore e con un obiettivo difficile come quello della salvezza da raggiungere, imposta da subito il 4231. Con i due mediani utili sia in fase difensiva che offensiva, la squadra sembra essere riuscita a trovare il giusto equilibrio: il pressing non troppo alto permette di ripartire in contropiede, con i quattro davanti supportati quando possibile dai centrocampisti. La difesa, in fase d’attacco, sale portandosi anche oltre la metà campo: la squadra è così cortissima, raggruppata in poco più di 30 metri. Nella zona della trequarti avversaria, un massimo di due tocchi a testa per velocizzare il possesso palla, per poi cercare soluzioni sulle fasce o al limite dell’area.

Nonostante una non eccelsa qualità tecnica complessiva, in rosa spiccano nomi conosciuti ai più esperti, come quello di Manos, centravanti in prestito dall’Olympiacos; Nikolaos Marinakis, affidabile difensore poliedrico; Vajebah Sakor, centrocampista 23enne che è stato anche nelle giovanili della Juventus; Lisandro Semedo, centravanti portoghese in prestito dal Fortuna Sittard.

Dopo le numerose difficoltà dello scorso anno e dopo lo scetticismo in estate dovuto all’inesperienza dell’allenatore, nelle prime 6 partite i bianconeri hanno uno score eccezionale: quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta. Inoltre, la squadra cretese detiene il miglior attacco finora, con 14 reti segnate, avanti a PAOK (13) e Olympiacos (12).

La stagione è ancora lunga, ma sicuramente la squadra sta esprimendo tutte le sue qualità e può arrivare a togliersi anche qualche soddisfazione. La squadra è quarta a tredici punti, a -3 dall’Olympiacos che è in vetta da solo. Intanto, sabato prossimo c’è da affrontare proprio i kokkini al Karaiskakis

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