Cardoso esonerato: cosa è andato storto?

In principio era il portoghese José Miguel Azevedo Cardoso: nato nel distretto di Porto, 47 anni, un passato da professore di educazione fisica, ammiratore di Guardiola, Villas Boas e Sarri e sostenitore di un calcio offensivo con i terzini pronti a fare tutta la fascia.

Le esperienze da primo allenatore non sono tante, ma ha fatto per anni da vice a Domingos Paciência e a Paulo Fonseca. Nel 2017-2018 approda al Rio Ave compiendo il record di punti per la società e raggiungendo la qualificazione in Europa League: la sua prima esperienza in una massima serie è stato un successone. Poi qualcosa cambia. Nella scorsa stagione si fa cacciare prima dal Nantes e poi dal Celta Vigo: due esoneri in poco più di cinque mesi non sono proprio rassicuranti.

In principio era l’AEK, una squadra che veniva da un’annata deludente, affrontata da campione in carica e conclusa al terzo posto, con l’ennesima – la terza di fila – sconfitta contro il PAOK in finale di Coppa di Grecia. Del patron giallonero Dimitris Melissanidis, chiamato Τίγρης (Tìgris, la tigre) si dice sempre la stessa frase, dai tempi in cui guidava la squadra negli anni ’90: ξέρει μπάλα, sa di pallone. Ed è per questo che la scelta per il nuovo tecnico è ricaduta su Miguel Cardoso, il portoghese, uno che fa giocare bene la propria squadra, che applica il positional play.

E il 28 maggio strette di mano, grandi sorrisi e pollici in su per il nuovo inizio.

Un tipo di gioco come quello di Cardoso prevede giocatori di qualità, con un’intensità sempre superiore a quella degli avversari. Sin dall’inizio che le idee del tecnico portoghese erano chiare, come ama dichiarare:

«Preferisco essere coerente: meglio perdere con un gioco offensivo, che vincere 1-0 con un gol in contropiede».

Un’azione della partita che lo ha condannato, contro il Xanthi domenica scorsa, è il manifesto del gioco di Cardoso: circa al 20’, il centrale difensivo Oikonomou (ex Bologna) vede che la sua squadra non riesce a far circolare bene il pallone, visto il pressing degli avversari, e quindi opera un lancio lungo verso l’attacco. E Cardoso gli urla stizzito che non vuole più rivedere qualcosa del genere, anche se si è in difficoltà con la pressione avversaria: il pallone si deve giocare sempre per lui.

L’ex Rio Ave è anche realista e, paradossalmente, ha previsto la sua fine dopo un’amichevole contro il Lamia, dichiarando: «Dopo i 23 punti dalla vetta della scorsa stagione, non possiamo parlare di una possibile vittoria del campionato. Abbiamo tanta strada da fare e dovremo cercare di vincere il maggior numero di partite». Parole sensate ma non per una piazza come l’AEK, con un patron vulcanico e tifosi che, dopo il trionfo nel 2018, ormai vogliono che i propri lottino per il campionato.

La svolta negativa è arrivata a Ferragosto, nella ripresa della partita di ritorno contro il Craiova: tantissimi buchi difensivi e in fase offensiva l’AEK è stata inconsistente, tanto che la prima occasione del secondo tempo è arrivata solo nel recupero. È come la teoria del piano inclinato: più si va avanti, più veloce è il declino.

AEKTrabzonspor, 22 agosto. Dopo la rete al 4’ di Livaja, poi la difesa si è aperta completamente ed Ekuban ha segnato una tripletta: i turchi espugnano Atene con un 3-1 durissimo. Così, Cardoso si gioca il posto il 25 agosto: AEKXanthi, prima di campionato. E qui arriva un’altra sconfitta; per un’altra volta la squadra non ha saputo reagire e il morale è distrutto.

A fine gara, Cardoso non si rende nemmeno conto degli evidenti problemi della squadra:

«Penso che sia evidente che quando siamo rimasti in dieci (rosso a Geraldes al 34’, ndr), il match è stato difficile per noi. Abbiamo avuto il controllo fino a quel momento, ma anche dopo l’espulsione. Se non sbaglio, dopo l’espulsione i nostri avversari hanno fatto due tiri e hanno segnato due volte. Abbiamo fatto vedere il nostro carattere e abbiamo lottato fino alla fine».

Il patron Melissanidis è sceso negli spogliatoi per un faccia a faccia con Cardoso e il direttore tecnico Lymperopoulos, colui che ha scelto l’allenatore, e ha detto che questo sarebbe stato il loro ultimo giorno nella società giallonera.

Al posto di Cardoso, Melissanidis ha chiamato il responsabile del settore giovanile Nikos Kostenoglou come traghettatore, che guiderà stasera l’AEK nel ritorno contro il Trabzonspor in Turchia, con Gustavo Poyet (ex giallonero nel 2015-2016) in pole come nuovo allenatore. Una fine ingloriosa dopo soli 89 giorni per un tecnico, al suo terzo esonero in meno di 11 mesi, che voleva tempo per portare la rivoluzione. Solo che il tempo, soprattutto ad Atene, non sarebbe stato mai abbastanza senza i risultati.

 

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