Ελληνική τραγωδία

anastasiadis

Quello di qualche settimana fa è stato un weekend negativo ed umiliante per la Grecia, che ha perso contro l’Italia per 3-0 e 3-2 contro l’Armenia.

Per la partita contro gli Azzurri nessuno si aspettava una vittoria, risultato improbabile visto il divario tecnico tra le due nazionali, ed il risultato infatti non mente. Tuttavia, per molti il 3-0 è stato un punteggio eccessivo ed umiliante, considerato il fatto che tutte e tre le reti sono state realizzate in 10 minuti, a causa di una non troppo attenta difesa greca. Il primo goal arriva al 23′, con un’incursione di Belotti in area che, da sinistra,crossa di piatto in mezzo dove arriva Barella che deposita in rete. Sette minuti dopo arriva il raddoppio di Lorenzo Insigne, che approfitta di un errore di Samaris per calciare di destro a giro dal limite dell’area. Il terzo ed ultimo goal viene siglato da Bonucci, che stacca di testa in area su cross di Ederson Palmieri. Sebbene nessuno, come già detto, si auspicava una vittoria, la prestazione deludente di tutta la squadra – errori banali e poca aggressività – e gli errori di formazione di Anastasiadis hanno mandato su tutte le furie i tifosi, che hanno definito la squadra come la “nazionale di Mykonos“, facendo ovviamente riferimento alla scarsa concentrazione dei giocatori, la cui testa era già in vacanza.

I primi dubbi tattici riguardano la scelta del portiere: Barkas favorito a Paschalakis e Vlachodimos. Molti addetti ai lavori si sono chiesti il perchè di questa scelta, visto che questi ultimi hanno disputato due stagioni eccellenti, ma il CT ha optato per il portiere dell‘AEK, che tuttavia non ha sfigurato, facendo alcune parate importanti che hanno evitato un risultato ancora più umiliante.

Passando alla difesa, a causa dell’assenza forzata di Bakakis (infortunio) e l’esclusione disciplinare di Torosidis, Anastasiadis ha deciso di schierare Carlos Zeca, centrocampista, come terzino destro. Siovas, invece, da centrale di difesa è stato spostato a mediano, ruolo mai provato prima della partita contro l’Italia. Inoltre, il capocannoniere del campionato – Efthymios Koulouris – è stato lasciato in panchina per tutta la partita.

Il risultato è stato che, per quasi tutta la partita, la squadra si è rinchiusa in difesa, facendo fatica a ripartire, vista la scarsa velocità e la netta superiorità degli avversari. Una performance oscena, che i 25.000 dell’OAKA sono stati costretti a guardare per 90′ minuti.

Ma la vera disfatta è stata la sconfitta interna per 3-2 contro l’Armenia, avversario più che modesto. Per la seconda partita il CT opta per il cambio modulo (4231), sostituendo Barkas con Vlachodimos, schierando Koulouris in attacco e togliendo Zeca dal ruolo di terzino, affidato a Mavrias.

Nonostante questo stravolgimento tattico, la poca creatività e il morale a terra dopo la sconfitta di 4 giorni prima, l’Ethniki crolla e perde di nuovo, regalando all’Armenia 3 punti fondamentali. Animi incandescenti, spogliatoio spaccato e tifosi inferociti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le dichiarazioni del leader dell’Ethniki Sōkratīs Papastathopoulos, che ha rilasciato un’intervista a Cosmote TV subito dopo il triplice fischio senza usare mezzi termini, chiedendo all’E.P.O. immediati aggiornamenti:

Il risultato di oggi è figlio di una serie di errori che vanno avanti da molto tempo. Mi assumo la responsabilità di tutta la squadra. Cosa posso dire ora? Non possiamo guardare avanti. Sono stanco di venire davanti le telecamere e ripetere le stesse cose. Non vi parlerò di problemi riguardanti l’allenatore, non sono nella posizione per poterlo fare. Sono stati commessi errori da parte dei giocatori che sono difficili da spiegare perfino a noi stessi. Alcuni giocatori sono giovani ed hanno poca esperienza; probabilmente non hanno un livello tale da poter giocare con la nazionale, io incluso. Non c’è bisogno di dire altro. Non abbi amo avuto fortuna né  abbiamo meritato di vincere: se giochiamo contro l’Armenia e siamo sotto di due goal non meritiamo di qualificarci agli Europei. Ci saranno aggiornamenti che riguarderanno tutti. Se il problema sono io, sono pronto a fermarmi e a non giocare più per la nazionale.

 

La risposta del tecnico Angelos Anastasiadis in conferenza stampa, poco dopo, non si è fatta attendere:

Io credo ancora alla qualificazione. Se Papa non ci crede, non può rimanere qui. Chiunque abbia questa opinione non può restare. Cosa devo dire? Non ho insegnato alla squadra ad abbandonare. Abbiamo davanti a noi ancora 18 punti. Papastathopoulos non mi ha detto nulla. Perché non lo ha detto negli spogliatoi? E’ il leader della squadra! Ha annunciato ai giornali che con vuole più giocare per la nazionale: si è escluso da solo. Andate dagli altri giocatori e chiedeteli se credono di abbandonare la squadra. Non ci pensano nemmeno. Questa è la risposta.

Sono soddisfatto della prestazione ma non del risultato. Abbiamo commesso tre errori e loro hanno segnato 3 goal. Abbiamo sbagliato diverse palle goal ma i giocatori non hanno mollato e hanno sacrificato le loro vacanze per stare qui. Avete visto come la squadra ha lottato fino al 95′? Non posso chiedere nient’altro. Criticate me piuttosto che i ragazzi.

Io insieme all’organico andremo avanti senza di lui (Sokratis, ndr). Se questa è l’ultima mia partita sulla panchina della Grecia me ne farò una ragione, ma il mio contratto scade a novembre e lavorerò fino alla fine. Questa è la mia risposta a Sokratis e a tutti gli altri. Sono a loro disposizione.

Abbiamo avuto anche diversi problemi con le condizioni fisiche: Samaris aveva un fastidio muscolare, Zeca ha giocato nonostante le punture mediche. Ho un grande problema per quanto riguarda i portieri perché ne ho a disposizione tre che sono molto bravi. Oggi non ho schierato Barkas e non devo motivare questa decisione. Nonostante non abbia giocato ha incoraggiato i suoi compagni. Questo è tutto.

 

A fine partita anche Nikos Vakalis, vicepresidente dell’E.P.O, si è fatto carico delle sue responsabilità,  pubblicando un post molto chiaro su Facebook:

L’egoismo è una nostra caratteristica che dobbiamo reprimere soprattutto per il bene comune, figuriamoci quando si tratta di una nazionale. E quando non c’è nemmeno un greco (letteralmente) che supporta le tue idee, allora c’è qualcosa di sbagliato. La dignità deve prevalere sull’egoismo.

Per quanto mi riguarda, mi scuso e mi faccio carico della mia parte di responsabilità. Prima delle due partite (Italia e Armenia) credevo che l’unico in grado di risollevare la squadra fosse lui (Anastasiadis, ndr), ma tutti possono sbagliare. Giudichiamo tutti solo il risultato.

 

Il disappunto e l’intenzione di lasciare l’Ethniki da parte di Sokratis Papastathopoulos non è solo legata agli ultimi risultati, ma risale all’ufficializzazione di Anastasiadis come CT della Grecia. L’arrivo del nuovo coach, infatti, non è stato accolto con molto entusiasmo da parte di alcuni calciatori. In molti sono rimasti delusi da questa scelta soprattutto per le prospettive future, in vista di Euro2020. Oltre le dichiarazioni molto chiare di Sokratis contro Anastasiadis, anche con Vasilis Torosidis la situazione non è delle più rosee: dopo un infortunio rimediato contro l’Apollon Smyrnis in campionato, il 33enne aveva recuperato la forma fisica ed era pronto per scendere in campo per  il ritiro con la nazionale nonostante l’ottimale condizione fisica, non fu convocato per aver commentato la sconfitta contro l’Estonia in maniera “sgarbata”, ed il CT affermò che non lo avrebbe più convocato se non avesse chiesto scusa per le sue parole. Subito dopo la sconfitta contro l’Armenia, anche Kostas Manolas si sarebbe schierato con il suo compagno di squadra chiedendo un incontro con Vangelis Grammenos, presidente dell’EPO. Una serata amara per Sokratis, che con la partita contro l’Armenia ha collezionato l’88esima presenza, classificandosi come ottavo giocatore di sempre in termini di presenze in nazionale.

Il 12 di giugno, il giorno dopo la partita, Grammenos ha incontrato sia Sokratis che Manolas: i due hanno esposto la loro versione dei fatti, addossando tutta la colpa su Anastasiadis, chiedendo di licenziare chiunque sia il responsabile di questa disfatta, e se necessario anche loro due e Torosidis. La decisione ufficiale è, al giorno d’oggi 24 giugno, ancora presa. Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, Anastasiadis sembra essere arrivato al capolinea, mentre la federazione sta delineando il profilo migliore per la panchina, tenendo in considerazione il budget ridotto per l’ingaggio. L’EPO, d’altra parte, non ha digerito benissimo la presa di decisione di Sokratis, che probabilmente verrà escluso per i match di settembre contro Finlandia e Liechtenstein.

Con 6 partite rimanenti, il cammino della Grecia per la qualificazione è tutto in salita: sarebbe la terza competizione internazionale, dal 2014, a cui l’Ethniki non prende parte. Oltre queste statistiche tutt’altro che rassicuranti, c’è da aggiungere che la nazionale è precipitata al 52esimo del ranking FIFA. Va presa una decisione immediata per cercare di risollverare il nome della nazionale greca, che naviga nella mediocrità da troppi anni.

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