Il PAOK vince la Kypello Elladas e fa “double”!

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L’edizione numero settantasei della Kypello Elladas vede trionfare il PAOK, che batte di misura l’AEK per 1-0 ed alza il secondo titolo di questa strabiliante stagione.

Quella di ieri sera è stata la tera edizione di coppa consecutiva che ha visto vincere il PAOK, che negli ultimi 3 anni ha sempre affrontato l’AEK in finale ed ha sempre vinto. I bianconeri aggiungono al loro palmarés la Kypello Elladas numero sette, coronando una stagione praticamente perfetta.

La partita è stata disputata sul campo “neutro” dell’OAKA, ma senza tifosi: in settimana il ministro dello sport, Giorgos Vasiliadis, ha optato per una finale a porte chiuse, con l’intento di evitare gli scontri tra tifosi che fecero il giro del mondo lo scorso anno, proprio in occasione della finale di coppa. Una decisione che è stata mal digerita da entrambe le società, ma che ha evitato degli ipotetici incidenti tra tifoserie e che potrebbe rivelarsi di cruciale importanza per la Federazione Calcio Greca (E.P.O.), costantemente monitorata dai commissari FIFA a causa della violenza negli stadi.

Per il PAOK è la ciliegina sulla torta: a 34 anni di distanza, la squadra di Lucescu torna a vincere il campionato e la terza coppa nazionale di fila. Una festa double che caratterizza una stagione monopolizzata dai bianconeri, con l’unico rimpianto di non aver dato il massimo in Europa. Adesso è categorico non abbassare la guardia ed iniziare a programmare sia il calciomercato estivo sia la prossima stagione, che molto probabilmente vedrà uno scontro fino all’ultima giornata per il titolo, con un Olympiacos in netta ripresa nell’ultima parte di stagione.

L’ipotetica vittoria della Kypello Elladas avrebbe cambiato poco per l‘AEK, che ha concluso una stagione deludente, influenzata da molti fattori. In primis, il cambio di allenatore: Ouzounidis aveva fatto bene con il Panathinaikos, ma non era pronto per allenare i campioni in carica che avevano standard decisamente più alti, anche se non ha sfigurato del tutto, ottenendo un discreto terzo posto (mantenuto poi fino al termine del campionato). In secondo luogo, un movimentato calciomercato ha smosso gli equilibri: la fine del prestito del bomber Araujo ha privato il reparto offensivo della squadra di un elemento fondamentale che garantiva tanti goal; le cessioni di molti titolari, tra cui Lazaros, Johansson, Vranješ, Anestis e Shojaei, hanno contribuito a far perdere l’equilibrio che si era creato all’interno del gruppo. Sono stati presi in prestito Boyé, Ponce e Alef durante l’estate, e sono stati acquistati Oikonomou, Šabanadžović e Krstičić a gennaio. Il ritorno del mister Jiménez a metà stagione ha stravolto ulteriormente gli schemi di un gruppo non troppo compatto, ma c’è tutta una estate per amalgamare i nuovi acquisti e tornare competitivi per il primo posto.

 

CRONACA DEL MATCH

Trasferendoci sul campo, abbiamo assistito ad una partita maschia e priva di grandissime emozioni. La prima vera azione pericolosa è targata Kitrinomavri al 4′ minuto di gioco, quando Livaja ruba palla sulla fascia destra, avanza e verticalizza per Ponce che, in area di rigore, prova a calciare di piatto ma il pallone esce di poco.

Il PAOK replica al 35′, quando Leo Jaba regala spettacolo sulla fascia destra: si accentra passando in mezzo a Livaja e Hult, ci ripensa e va dritto verso il fondo; cross rasoterra per Akpom che stoppa il pallone, si gira e calcia, ma il tiro è centrale e Barkas respinge a lato.

Tre minuti più tardi l’AEK si rende pericoloso da calcio d’angolo: corner battuto da Bakasetas, Chygrynskiy salta più in alto di tutti e colpisce di testa: troppo centrale per Paschalakis, che respinge.

Il vantaggio del PAOK arriva allo scadere dei primi 45′ minuti di gioco, quando Cañas prova un tiro improbabile da 25 metri; il pallone sbatte addosso a Simoes e carambola verso Pelkas che palla al piede salta Hult, entra in area e da sinistra mette un cross al centro a mezza altezza per Chuba Akpom che, con un’acrobazia, insacca il pallone.

Durante tutta la ripresa non ci sono state azioni salienti, tranne quando l’AEK reclama un rigore al 53′ per un tocco di mani di Cañas: l’arbitro tedesco Felix Zwayer viene richiamato dal VAR (che sarà attivo dalla prossima stagione anche in campionato) ma lascia proseguire il gioco con un calcio d’angolo.

 

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