La battaglia di Gravia Inn

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Oggi, per la ricorrenza del 198° anniversario della guerra di indipendenza greca, vi proponiamo qualcosa di diverso dalle vicende calcistiche greche: Il racconto di una delle più celebri battaglie per l’indipendenza greca, quella di Χάνι της Γραβιάς (Gravia Inn).

Questa battaglia è passata alla storia grazie all’audacia e al coraggio dei 100 e poco più rivoluzionari greci che resistettero all’attacco di oltre 8.000 giannizzeri, appartenenti all’Impero Ottomano.

PROLOGO

Nel 1821, anno d’inizio della guerra, si erano verificate le prime ribellioni nella città di Livadeia e, per arginare il focolaio, il Gran Visir Hursid Pasha inviò due dei suoi più abili comandanti, Omer Vrioni e Köse Mehmed. Alla guida di circa 8.000 soldati, repressero prima le ribellioni nell’area di Roumeli (Grecia centrale) e successivamente si diressero in Peloponneso.

Athanasios Diakos, capo della resistenza greca locale, decise di affrontare le milizie del Sultano nelle vicinanze delle Termopili, dove l’esercito ribelle (formato da circa 1.500 unità) si divise in tre sezioni: l’esperto armatolo Giannis Xykis (chiamato anche Dyovouniotis, ossia due montagne) doveva difendere il ponte a Gorgopotamos, Panourgia le altezze di Halkomata e Diakos il ponte ad Alamana.

Partendo dal loro accampamento a Lianokladi, vicino a Lamia, i turchi ottomani andarono all’attacco. Il contingente principale attaccò Diakos, il secondo attaccò Dyovouniotis, la cui armata fu rapidamente sconfitta, e il terzo Panourgias, i cui uomini si ritirarono quando venne ferito. La maggior parte dei ribelli greci disertò, e le forze Ottomane si concentrarono quindi sulla posizione di Diakos al ponte di Alamana. Vedendo che ormai si trattava soltanto di una questione di tempo prima che fossero invasi dal nemico, Bousgos, che aveva combattuto al fianco di Diakos, lo pregò di fuggire per mettersi in salvo. Tuttavia Diakos scelse di rimanere e combattere con 48 uomini; gli ultimi irriducibili affrontarono una disperata lotta corpo a corpo per un certo numero di ore prima di essere travolti. Diakos, ferito in battaglia, fu catturato dopo che la sua spada fu spezzata.

Athanasios Diakos fu portato prima da Omer Vrioni, che gli offrì l’incarico di ufficiale del suo esercito. Diakos rifiutò e rispose: “Sono nato greco e morirò da greco”.

Vrioni allora ordinò di far impalare Diakos e ordinò di far portare al generale il palo su cui sarebbe dovuto essere impalato, ma lo gettò a terra con disprezzo. Mentre stava per essere ucciso, si dice che abbia cantato: “Guarda quando Caronte ha scelto di prendermi, ora che i rami stanno fiorendo, ora che dalla terra nasce l’erba.” L’interpretazione più gettonata di questa frase, secondo alcuni storici, è quella secondo cui Diakos paragonava “i rami che stanno fiorendo e l’erba che nasce dalla terra” all’insorgere del popolo greco contro l’invasore.

GRAVIA INN

Dopo aver sbaragliato la resistenza greca, le truppe Ottomane si diressero in Peloponneso per ristabilire la supremazia territoriale, quando si imbatterono a Gravia, una piccola città nel nordest del Peloponneso, in un piccolo gruppo di 120 ribelli greci guidati da Odysseas Androutsos. Vista l’enorme differenza numerica, i greci si barricarono in una locanda, che fu circondata dai circa 9.000 Ottomani che furono respinti, subendo numerose e pesanti perdite. Alcuni superstiti della battaglia di Alamana, tra cui i due comandanti greci Dyovouniotis e Panourgia che fuggirono per evitare la morte, combatterono rispettivamente alla destra e alla sinistra della locanda con un esiguo manipolo di uomini.

Una volta aver circondato le colline adiacenti alla locanda, Vriari inviò un Dervish (un personaggio religioso, fedele all’Islam) per negoziare la resa, ma fu ucciso dai ribelli davanti la porta principale della locanda. La battaglia ebbe inizio, con gli Ottomani che sconfissero gli uomini di Dyovouniotis e Panourgia rapidamente, ma ricevettero prolungate raffiche di spari quando si avvicinarono alla locanda.

La battaglia e le perdite disastrose (1.000 tra morti e feriti) portarono Vriani a ritirarsi sull’isola di Eubea, al largo della costa dell’Attica, dove in seguito avrebbe unito le forze con Köse Mehmed. La battaglia di Gravia fu considerata un evento fondamentale nella guerra greca di Indipendenza. Costringendo Vrioni a ritirarsi, Androutsos permise ai greci del Peloponneso di avere più tempo per consolidare le loro roccaforti e per conquistare la capitale ottomana del Peloponneso, Tripoli.

Fu una delle più importanti battaglie di sempre, che diede coraggio alla popolazione greca e ai ribelli, facendo diventare Athanasios Diakos e Odysseas Androutsos degli eroi nazionali. L’indipendenza della Grecia dall’Impero Ottomano fu ufficialmente dichiarata nel 1830, mentre nel 1832 furono definiti i confini della nazione attraverso il trattato di Costantinopoli.

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