Licenze e strutture dei club: come funziona in Grecia

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Per fare più chiarezza su un argomento sconosciuto a moltissimi tifosi e addetti ai lavori, oggi vi spieghiamo chi e che cosa determina le penalizzazioni, i blocchi di mercato e le retrocessioni. Ringraziamo Christos Anagnostopoulos e il suo libro The Organisation and Governance of Top Football Across Europe: An Institutional Perspective. Chapter: The Battlefield of Greek Football per le preziose informazioni.

La Commissione delle Licenze per lo Sport Professionistico (EEA) fu istituita nel 2002 come un’istituzione indipendente, facendo riferimento direttamente al Ministero della Cultura. L’EEA è costituita da due gruppi ognuno composto da 14 membri:  i membri sono spesso giuristi o professori universitari esperti di economia e management in ambito sportivo. Per rilasciare la licenza, che è indispensabile per disputare la stagione calcistica, ogni società prima dell’inizio del campionato deve presentare una documentazione, la quale deve contenere tre importanti punti:

  • il budget per la stagione (trasferimenti, cessioni, prestiti, stipendi, bonus) insieme ad una lettera di garanzia pari al 10% del budget
  • Una prova dei pagamenti effettuati per il calciomercato
  • Una prova dei pagamenti dei salari dello staff (dirigenti, avvocati etc…) e di parti terze (come gli sponsor).

Dopo aver verificato ed approvato il tutto, l’EEA rilascia la licenza al club che, a sua volta, dovrà consegnarla sia all’E.P.O. (Ελληνική Ποδοσφαιρική Ομοσπονδία), che è la Federazione Calcistica Greca, e sia ai vertici della Super League, in modo da poter prendere parte alla competizione.

Nel caso una società non riuscisse ad ottenere la licenza prima della data stabilita, viene applicato un blocco del mercato e viene vietato alla società di prendere momentaneamente parte a qualsiasi competizione sportiva. Nonostante l’EEA sia un’istituzione autonoma, essa non ha il potere di decidere la retrocessione o la penalizzazione di punti, in quanto sia compito dell’EPO.

Nonostante l’introduzione dell’EEA nel 2002, il calcio professionistico greco ha continuato ad essere incline ad alcuni casi di malamministrazione. L’apice fu raggiunto nel 2010 quando l’allora Ministro delle Finanze greco annunciò al Parlamento che i debiti di tutte le squadre professionistiche ammontavano a ben 220 milioni di Euro, di cui 133 mln furono accumulati da 9 squadre di Super League.

In Grecia le società hanno spesso tentato di scampare da sanzioni economiche e di usare il loro potere per far sì che i soldi pubblici fossero riversati nelle casse dei club, con l’aiuto delle autorità locali che chiudevano (chiudono) un occhio su queste operazioni. Questa situazione introduce il concetto di “clientelismo politico”, ossia l’erogazione di finanziamenti, di impiego o altre forme di clientelismo in cambio di sostegno politico. Nel 2004, per esempio, le 3 squadre greche più forti del tempo (AEK, PAOK e OFI Creta) sarebbero dovuto essere retrocesse, stando alla legislazione statale, alle leggi dell’EEA e del Ministero dello Sviluppo. Nonostante problemi finanziari (perlopiù obblighi fiscali), le tre squadre riuscirono ad evitare la retrocessione attraverso alcune “manipolazioni legali” e principalmente a causa del costo politico che una tale implementazione della legge avrebbe avuto per il governo. L’imminenza delle elezioni nazionali in concomitanza con la qualificazione ad Euro 2004 della nazionale greca di calcio e le Olimpiadi di Atene a pochi mesi di distanza, costituirono lo scenario perfetto per i proprietari di queste società per usare la pressione dei tifosi per salvare i club.

In alcune circostanze, la legislazione statale ha permesso alle società calcistiche di “ripulirsi” finanziariamente. Anche se tutti e tre i club menzionati sopra hanno raggiunto un accordo con lo stato attraverso la classificazione sotto l’articolo 44 per le società “a responsabilità limitata“, l‘AEK Atene è un caso degno di nota in quanto è stato il primo club ad utilizzare questa scappatoia e ad usare la sua ampia fan base per esercitare una pressione extra sul governo. Secondo l’articolo 44, se il 60% dei creditori di una società indebitata chiede di cancellare il debito in qualsiasi percentuale desidera, allora il resto dei creditori deve fare lo stesso. Nel 2004, i due principali azionisti dell’AEK (ENIC e NedMed) erano anche i due principali creditori (62 milioni di euro) e una somma di quasi 30 milioni di euro era dovuta dal club allo stato.

Quando gli azionisti e i creditori chiesero alla corte di appello di cancellare il debito del 95% della società, la richiesta fu accettata e successivamente il credito d’imposta scese del 95%. Nonostante l’esistenza di regolamenti finanziari e sistemi di licenza, il calcio a livello professionistico in Grecia è caratterizzato da scarsa governance e clientelismo politico.

A meno che non venga approvata una riforma (funzionante) riguardante il controllo modo in cui operano le società di calcio professionistiche, le istanze di clientelismo politico prevarranno e continueranno ad essere una caratteristica comune nel calcio greco.

Sotto la forma attuale dei regolamenti greci, alle società calcistiche è vietato diventare società pubbliche o essere quotate alla borsa di Atene. Inoltre, tutte le società calcistiche in Grecia sono di proprietà di gruppi familiari (in alcuni casi attraverso una holding di famiglia) o di individui che sono percepiti come sostenitori del club e la cui priorità è sempre stata il successo sportivo piuttosto che la performance finanziaria. Come regola generale, i club greci condividono una lunga tradizione di sostegno paternalistico ricevuto da ricchi uomini d’affari. A causa della bassa possibilità di ottenere un ritorno sui loro investimenti, i proprietari dei club spendono i loro fondi personali per cercare di acquisire status sociale e influenza politica al fine di facilitare altri tipi di imprese in cui sono coinvolti. La maggior parte delle società elleniche sono caratterizzate dalla proprietà concentrata, un tipo di proprietà in cui il più delle volte un individuo possiede una percentuale dominante di azioni nel club. Un caso particolare è lo Skoda Xanthi FC (oggi solamente Xanthi FC). Viamar S.A., l’importatore ufficiale di veicoli Skoda in Grecia, acquistò il club nel 1991 e lo ha trasformato in un club con strutture eccezionali e accademie giovanili che hanno fornito numerosi giocatori alle grandi squadre del paese. Il proprietario di Viamar è Christos Panopoulos, che è, de facto, il principale azionista del club. In alcuni club calcistici greci le azioni sono più diversificate, ma c’è spesso un gruppo di azionisti che può esercitare un controllo effettivo sugli altri.

 

Credits to Christos Anagnostopoulos, “The battlefield of Greek football Organising top-tier football in Greece”.

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