Le tradizioni natalizie greche

ell

Prima di addentrarvi con la lettura di questo articolo, diverso dal solito, la redazione de Il Calcio Greco augura a tutti un sereno Natale, un buon anno nuovo e delle feste piene di felicità.

 

I Kallikantzaroi

Se in Italia l’addobbo natalizio più tipico è l’albero di Natale, in Grecia (oltre l’albero) è una ciotola di legno poco profonda con un filo sospeso sul bordo, da cui pende una croce di legno avvolta da rametti di basilico. La ciotola è di solito riempita con un po’ di acqua, in modo da tenere il basilico fresco. Una volta al giorno, la mamma immerge la croce in acqua e spruzza l’acqua in tutte le camere della casa.

Il motivo? Tenere lontani i Kallikantzaroi . Considerati come dei goblin/elfi, appaiono soltanto nei 12 giorni che intercorrono tra il Natale e l’Epifania. Come Babbo Natale anche i Kallikantzaroi, secondo la leggenda, entrano attraverso i camini spegnendo il fuoco, intrecciando le code ai cavalli e inacidendo il latte. La ciotola di legno con l’acqua e la croce avvolta da rami di basilico serve a tenere lontano queste creature dalle case, sia nel periodo natalizio che per il resto dell’anno.

 

San Basilio e la Βασιλόπιτα

La Grecia si distingue anche per quanto riguarda la figura di Babbo Natale. Mentre in tutto il mondo è Santa Claus a consegnare regali ai bambini, in Grecia la figura di spicco è San Basilio, un vescovo e teologo greco antico, il primo dei Padri cappadoci. Se in (quasi) tutto il mondo i regali si scambiano la notte della vigilia o la mattina di Natale, in Grecia questo avviene proprio il giorno di San Basilio, il primo gennaio. Oltre i regali, il primo dell’anno porta anche la Vasilopita, una torta tipica greca ricoperta da mandorle: durante l’impasto una moneta viene posta all’interno del dolce e chi riceve il pezzo di torta con la moneta dentro, avrà un anno fortunato. La nascita di questa dolce è legata ad una leggenda del IV secolo d.C., la quale narra che la città di Cesarea (attuale Israele) era sotto la minaccia di un assedio, e gli assalitori chiesero un riscatto in oro per far sì che se ne andassero. Il vescovo della città, Basilio, raccolse soldi, oro e gioielli dei cittadini per consegnarli agli assalitori, che però se ne andarono senza prendere nulla, risparmiando la città. Quando i banditi se ne andarono, Basilio non poté restituire i beni ai suoi concittadini perché non sapeva cosa apparteneva a chi. Perciò decise di cuocere pagnotte di pane nascondendoci dentro oro, gioielli e soldi (che gli erano stati dati dai cittadini), regalando il cibo ai più benevoli della città.

 

Le Navi

Se vi trovate in Grecia durante il periodo natalizio, vi capiterà sicuramente di imbattervi nelle maggiori piazze e trovare delle grandi luminarie a forma di nave; queste navi sono presenti anche nelle case e nei ristoranti, ovviamente in dimensioni minori. In passato, quando i marinai tornavano sani e salvi dalle traversate marittime, nelle loro case e nelle piazze venivano posizionate delle piccole barche, in segno di ringraziamento per l’incolumità dei marinai. Il culto delle navi è legato a San Nicola, patrono dei marinai, celebrato il 6 gennaio. Un’altra usanza è la cosiddetta “benedizione delle acque”, in cui i sacerdoti lanciano croci consacrate in laghi e fiumi, e uomini di tutte le età si tuffano nelle fredde acque per recuperare le croci e per ricevere la benedizione da parte dei prelati.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...