Storie: Panionios e Panthers

Panionios

A circa 20 minuti di distanza (direzione sud) da Piazza Syntagma sorge la municipalità di Nea Smyrne, un quartiere della capitale, che conta poco più di settantamila abitanti.

Una zona molto tranquilla, caratterizzata dall’Alsos Neas Smyrnis, una suggestiva pineta già esistente negli anni ’20 del ‘900, che è luogo di attività fisica e di un playground per i bambini. Circondata principalmente da cipressi e pini, crea l’ambiente perfetto per una piacevole passeggiata o per chiunque faccia jogging. Il quartiere iniziò ad essere popolato soltanto nel 1926 quando il governo greco, dopo la disastrosa campagna della guerra Greco-Turca terminata qualche anno prima, decise di far trasferire la maggioranza dei profughi provenienti dall’Asia Minore proprio qui. Con il passare degli anni furono costruite case, strade, ospedali e infrastrutture varie, rendendo l’area più facilmente raggiungibile. Al quartiere fu dato il nome di Nea Smyrne, che significa “nuova Smyrne“, per differenziare la neonata città greca da quella turca, la cui invasione da parte delle truppe elleniche fu causa dello scoppio della guerra.

Ed è proprio qui che ha base il Panionios, la squadra più antica di Grecia, fondata nel 1890 a Smyrne (attuale Turchia) sotto il nome di “Orfeus“. Nel 1922, tutti i profughi greci provenienti dal Ponto e dall’Asia Minore in generale, si trasferirono in Grecia. La maggior parte dei Greci che abitavano a Smyrne si stabilirono nei quartieri periferici a sud di Atene, portando con loro la polisportiva. Nella sua storia ultra-centenaria, il palmarès degli Istorikos annovera due Kypello Elladas e vanta il fatto di essere retrocessi soltanto per due volte in Beta Ethniki (attuale Football League).

Sulla Megalou Alexandrou sorge lo Στάδιο Νέας Σμύρνης, stadio del Panionios FC, fondato nel 1939 dopo un anno di lavori incaricati dall’allora presidente del club, Dimitri Karabatis. Le primissime partite furono disputate tra squadre amatoriali cittadine, con l’intento di raccogliere fondi per poter riparare la nave da guerra greca Elli, colpita da un sottomarino italiano nella primavera del 1940. Dal 1939 fino ai giorni nostri, lo stadio è sempre stato utilizzato dal Panionios. Tra il 2001 e il 2003 lo stadio subì degli interventi di ristrutturazione, che includono la costruzione di un bar, l’official shop della squadra e la sala conferenze.

Quanto alla tifoseria, gli ultras rossoblù si raggruppano tutti nel gruppo dei Panthers, formato da circa 300 persone; numero che cresce soprattutto nelle occasioni di big match. All’interno dello stadio occupano il Gate 3.

Ogni tifoso, facinoroso o meno che sia, ama la propria squadra del cuore, ma quelli del Panionios sembrano disposti a tutto per la loro squadra. Navigando su internet ci siamo imbattuti in un’intervista di Marios, membro dei Panthers, rilasciata a автономное действие”, magazine russo: 

Le nostre idee politiche sono chiaramente di sinistra. Siamo antifascisti ed odiamo fascisti e nazisti. Abbiamo partecipato a molte marce antifa, e cerchiamo di evitare che accada qualcosa che sia legato al fascismo o al razzismo nello stadio e nel nostro quartiere.

Riguardo invece la storia del gruppo ultras:

Agli inizi degli anni ’80 alcuni ragazzi decisero di organizzare un gruppo che seguisse il club più antico di Grecia. A quel tempo in Grecia esistevano già gli hooligans, e la situazione riguardante i tifosi assomigliava ad una foresta selvaggia, senza leggi. Proprio per questo motivo, i ragazzi scelsero il nome di Panthers. Nel 1983 fu fondato un fan club office e fu organizzata anche la prima trasferta, a Salonicco, contro l’Iraklis. […] Abbiamo allargato l’influenza del Panionios anche fuori da Nea Smyrne, come per esempio a Brahimi, Daphne, Salonicco e altre città.

[…] Sai qual è il sentimento che si prova quando sei un Panther? La persona che è dietro di te è un fratello, e tifare Panionios è scontato. Se non provi queste emozioni, o sei ritardato o non sei uno di noi. I tifosi del Panionios preferiscono avere 1.000 Panthers piuttosto che 10.000 pecore. Molti ragazzi sono venuti tra i Panthers per poi andarsene in qualche altra squadra, ma una cosa è certa: i veri Panthers saranno sempre con il Panionios. Pensiamo che il Panionios non sia soltanto il nostro club, ma il nostro stile di vita. Porteremo sempre avanti la nostra filosofia: se c’è bisogno di dimostrare il nostro amore per il Panionios restando in commissariato per qualche giorno, tornando a casa con la testa sanguinante, scontrarci con altri tifosi o macinare kilometri, lo faremo.

Oltre la questione affettiva e nonostante non sia uno dei gruppi ultras più numerosi in patria, i Panthers hanno molta influenza all’interno della società della polisportiva. Un’influenza così potente tale da far licenziare l’allenatore della squadra di basket perché considerato di estrema destra. La notizia risale al 26 aprile 2018, quando il Panionios BC (che milita nella massima serie anche nella pallacanestro) ingaggia l’allenatore greco-americano Steve Giatzoglou. Nonostante sia considerato come uno dei migliori cestisti che la Grecia abbia avuto negli anni ’70, tanto da ottenere la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo nel 1979, la notizia del suo ingaggio suscitò letteralmente l’ira dei tifosi. Il giorno dopo, 27 aprile, si leggeva sul sito ufficiale della squadra la risoluzione del contratto tra Giatzoglou e il Panionios. L’allenatore greco-americano fu accusato di aver preso parte a vari eventi organizzati dal partito di estrema destra greco, Alba Dorata.

Un altro episodio che concerne politica e sport accade ad agosto 2017, quando il Panionios affrontava gli israeliani del Maccabi Tel Aviv, partita valida per il terzo turno preliminare di Europa League. I tifosi ospiti, giunti in poco più di 50, espongono un paio di bandiere israeliane. Il gesto non fu preso benissimo dai Panthers, che a fine partita provarono ad accedere nel settore ospiti per rimuovere le bandiere, considerate offensive per la questione palestinese, da loro supportata. Tuttavia, il pronto intervento della polizia ristabilì la calma sugli spalti.

Un episodio invece molto più romantico ed apprezzato da tutti è avvenuto qualche mese fa, il 30 settembre. Durante la trasferta contro l’Apollon Smyrnis (vinta per 2-0 dal Panionios), fu esposto da entrambe le squadre lo stesso striscione, che recitava: “Nelle foto di tuo nonno, vedrai anche il mio.”

Un messaggio che racchiude solidarietà per i tifosi dell’Apollon, la cui società polisportiva fu fondata anch’essa a Smyrne nel 1891 (un anno dopo il Panionios) da Chrysostomos Kalafatis, vescovo ortodosso della città. Dopo il primo ventennio passato in Turchia, la società dopo la guerra fu costretta a trasferirsi ad Atene nel quartiere Rizoupoli. Una storia molto simile (per certi versi uguale) a quella degli Istorikòs. Nonostante il nome di entrambe le squadre si rifaccia alla città di Smyrne, le due società sono situate in quartieri diversi e non c’è astio tra le due tifoserie, che invece sono legate da un sentimento di stima reciproca.

Per quanto riguarda i gemellaggi, il Panionios ha un forte legame con la tifoseria italiana del Genoa e con quella inglese del Crystal Palace.

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