Storie: 1988, Larissa campione di Grecia

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Quando si parla di calcio greco, si tende quasi sempre a nominare squadre come Olympiacos, Panathinaikos, AEK, PAOK e Aris. Tutte squadre che vantano numerose apparizioni europee e altrettanti trofei nazionali. Ma c’è una storia nascosta, che in pochi sanno o ricordano, quella del Larissa. Il decennio che intercorre tra il 1980 e il 1990 è il più significativo della squadra, che nel suo palmarés annovera un campionato nazionale (1987/1988) e due Kypello Elladas (1985-2007).

Contrariamente al nostro solito, oggi vi portiamo soltanto la storia scudetto e l’epoca d’oro del club per motivi di lunghezza dell’articolo, poiché un troppo dettagliato racconto dagli albori sarebbe troppo lungo.

 

Gli anni ’80, l’epoca d’oro

La politica di affiancare giovani talenti a calciatori con più esperienza, che portò il Larissa alla promozione dalla Beta Ethniki alla Alpha Ethniki, si dimostrò ancora una volta un successo e contribuì a costruire una squadra vincente, ottenendo spesso risultati positivi. Lo stesso metodo fu portato avanti dagli allenatori che vennero dopo, come lo bosniaco Milan Ribar e i greci Kostas Polychroniou e Antonis Georgiadis. Alcuni calciatori di qualità furono venduti, ma vennero rimpiazzati da altri della stessa caratura. Nel 1979 al nome della squadra venne aggiunto il FC, diventando così AE Larissa FC, a causa di una riforma calcistica su base professionale. Un personaggio di spicco di questi anni fu Antonios Kantonias, che divenne presidente del club e ne aumentò il prestigio dapprima a livello nazionale per poi affermarsi anche in campo europeo. Presidente anche della catena di negozi greca BIOKARPET, che esiste tutt’oggi e che si occupa di vendita di bricolage, garantì l’indipendenza del club e con una strategia molto chiara si era prefissato di raggiungere la cima del calcio greco. Per motivi di salute si dimise dall’incarico di presidente e venne sostituito da Simos Palaiochorlidis. Prima di abbandonare il suo lavoro, riuscì a completare la sua missione, costruendo una società molto forte dal punto di vista economico-amministrativo.

 

La tragica morte di Koukoulitsios e Mousiaris

Il minuzioso lavoro svolto per sviluppare un progetto che girasse intorno ai giovani, si interruppe bruscamente il 6 settembre 1979, quando Dimitris Koukoulitsios e Dimitris Mousiaris, due calciatori del Larissarimasero uccisi in un incidente d’auto vicino a Thiva, diretti ad Atene per un allenamento con la nazionale U-21. Nell’incidente fu coinvolto anche un terzo calciatore, Giannis Valaoras, che riuscì a sopravvivere all’incidente e superò lo shock. Valaoras divenne uno dei calciatori più forti della squadra, ed insieme al club non dimenticò mai i suoi due compagni.

 

1982-1984: secondo posto in campionato e finale di Kypello Elladas

Con una società stabile e con nuovi calciatori in squadra come Maloumidis, Galitsios, Golandas, Voutyritsas e Mitsibonas e con Antonis Georgiadis come nuovo allenatore, l’AEL iniziò a mostrare i primi progressi, conquistando la finale di Kypello Elladas contro il Panathinaikos. La finale, giocata a Nea Filadelfia, fu vinta dal Panathinaikos per 1-0.

Nella stagione successiva, il Larissa terminò il campionato in seconda posizione a 45 punti, dietro all’Olympiacos che collezionò 50 punti.

 

 

Il piccolo Amburgo

La squadra della stagione ’82 -83 produsse un calcio moderno, veloce e sofisticato e guadagnò il soprannome di “piccolo Amburgo“, preso dal grande club tedesco degli anni ’80. La prima presenza in Europa fu una conferma significativa di un duro lavoro di perfezionamento che durò diversi anni, anche se l’AEL alla fine non riuscì a superare l’ostacolo dell’Honvéd, club ungherese.
Il doppio confronto con la squadra magiara, valido per i 32esimi di finale di Coppa UEFA, vide il Larissa vincere l’andata in Grecia per 2-0, mentre al ritorno i Vyssini furono battuti per 3-0 ed eliminati.

 

L’ottima esperienza europea e la finale di Kypello Elladas persa con il Panathinaikos

L’allenatore austriaco Walter Skocik trovò una buona squadra, tecnica ma atleticamente non performante. E anche se il Larissa non mostrò particolari progressi costanti in campionato, riuscì a guadagnarsi un’altra finale di Kypello Elladas. Il 6 giugno 1984 l’avversario fu ancora una volta il Panathinaikos: la partita però, questa volta, fu disputata allo Stadio Olimpico di Atene, che era utilizzato dai Tryfilli come stadio per le partite casalinghe. Il fattore stadio, abbinato alla partita deludente dell’AEL, apparentemente giustificata dall’intensità della semifinale contro Iraklis, (che si svolse appena 3 giorni prima), portò alla sconfitta per 2-0, lasciando l’amarezza in bocca ai tifosi e alla squadra. Ma per la stagione successiva, il presidente Kostas Samaras e l’allenatore Andrzej Strejlau (che portò con sé dalla Polonia un altro grande giocatore, Krzysztof Adamczyk), erano particolarmente ottimisti riguardo il futuro della squadra. In effetti, la campagna europea nella Coppa delle Coppe stagione 1984-85 fu impressionante, e aiutò a stabilire il nome della squadra della Tessaglia nella mappa del calcio europeo. I Βυσσινί arrivarono fino ai quarti di finale, dove furono eliminati dalla Dinamo Mosca. La forza e la volontà della squadra- che molti credevano stesse giocando il miglior calcio in Grecia a quel tempo – erano inarrestabili e determinati ad alzare al cielo un titolo. Questo titolo non fu il campionato (anche se la squadra ottenne un record per la migliore produttività offensiva della stagione), ma la Kypello Elladas (Coppa di Grecia).

 

La vittoria della Kypello Elladas nel 1985

La finale di Coppa del 1985 contro il PAOK, che si era laureato campione di Grecia per la sua seconda volta, fu a detta di molti una delle migliori prestazioni nella storia di AEL. I “crimsons” giocavano un calcio “totale”, a tratti somigliante all’Ajax di Cruyff, e vinsero per ben 4-1 contro i bianconeri, conquistando il loro primo trofeo in assoluto. Un curioso aneddoto legato a questa partita: i due giocatori più importanti delle due squadre, rispettivamente il terzino sinistro Nikos Patsiavouras e il centravanti Christos Dimopoulos, avevano accettato di firmare il contratto con il Panathinaikos il giorno prima della partita. La finale fu disputata il 22 giugno 1985 allo stadio Olimpico di Atene (OAKA) gremito di 30.000 tifosi: l’AEL sembrava avere il sopravvento fin dall’inizio, e così fu per tutta la partita a partire dal 19′, quando Vassilakos (PAOK) fu espulso con un cartellino rosso diretto per aver commesso un tackle fuori tempo ai danni di Adamczyk; al 39′ Ziogas sigla il primo goal del match. Subito dopo la ripresa della seconda metà di gioco, Kmiecik raddoppia con un tiro perfetto, anche se il PAOK riduce le distanze al 55 ‘con Skartados, ma i Vyssini affondano definitivamente la squadra di Salonicco al 73′ con Ziogas e al 75′ con Valaoras. La formazione titolare che guidò l’AEL al suo primo titolo nella sua storia furono: Plitsis, Parafestas, Kolomitrousis, Galitsios, Mitsibonas, Voutiritsas, Ziogas, Kmiecik, Adamczyk, Andreoudis e Valaora. Il giorno dopo, a Larissa, fu tenuta la parata della squadra sull’autobus del club con il trofeo: migliaia di persone si riversarono nelle strade della città per festeggiare.

 

Il miracolo del 1988: Larissa campione di Grecia

Il mancato rinnovo dei contratti di Parafestas e Andreoudis in estate e il trasferimento di Plitsis all’Olympiakos a dicembre delusero i tifosi, ma il successo della squadra insieme all’exploit della “stella nascente” Karapialis ridusse qualsiasi tipo di malcontento generale.

Gli animi si scaldarono quando il 16 marzo 1988 il tribunale sportivo annunciò la decisione di penalizzare l’AEL di 4 punti, a causa del caso doping che coinvolse l’attaccante bulgaro Georgi Tsingov: il centravanti, che aveva giocato poche partite in campionato, risultò positivo alla codeina, una sostanza che provoca generalmente euforia ma che tuttavia non migliora le prestazioni di un atleta. In sua difesa, il calciatore affermò di aver usato il medicinale come antibiotico per la tosse. Ciononostante, l’intera città di Larissa insorse e in poco tempo i tifosi bloccarono ogni strada che collegava la città al resto della Grecia; furono anche posizionate delle barricate sull’autostrada nazionale, che furono rimosse soltanto cinque giorni dopo grazie all’intervento del Ministero dello Sport. Il regolamento etico ed il codice disciplinare furono modificati e, a partire dal 21 marzo 1988, le squadre cessarono di essere considerate responsabili per le azioni personali dei calciatori. I quattro punti in classifica furono ripristinati.

L’AE Larissa divenne campione di Grecia alla penultima giornata di campionato, quando ai Βυσσινί bastò la vittoria contro l’Iraklis per dichiararsi campioni di Grecia.

Una partita tutto sommato noiosa, ma il lampo arriva al minuto 87, quando una mezza rovesciata di Mitsibonas gonfia la rete e proclama il Larissa campione di Grecia.

Il Larissa entrò negli almanacchi di calcio non solo per aver vinto il suo primo campionato, ma anche per essere l’unica squadra al di fuori delle solite (Olympiacos, AEK, Panathinaikos, PAOK) ad averlo vinto.

 

 

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