Storie: Il ritorno dell’Aris

Immaginate festeggiare il 100° compleanno della vostra del cuore, con cui avete condiviso gioie e dolori, alti e bassi. La mattina dopo, arriva la notizia del tribunale che sentenzia lo scioglimento dell’amministrazione del club a causa dei debiti accumulati durante gli anni: svincolamento di tutti i giocatori e retrocessione in Gamma Ethniki.

A maggio 2014 la situazione era abbastanza drammatica già di suo, con i Kitrinomavroi ultimi in classifica della Super League a 22 punti, condannati alla Football League. Il 26 marzo l’ex dirigenza del club viene congedata, e quel giorno diventerà sicuramente un punto di rottura, una separazione tra il vecchio e il nuovo.

Il passato dell’Aris è vecchio, o meglio vetusto: tre titoli nazionali, l’ultimo risalente alla stagione 1945/1946, a qualche mese di distanza dalla fine della seconda guerra mondiale. La sua unica coppa nazionale, invece, l’Aris la vinse nel 1970 battendo i rivali del PAOK proprio nella stracittadina, terminata 1-0 davanti 26.000 persone presenti allo stadio Kaftanzoglio. Un palmarés non ricchissimo, ma sicuramente degno di una delle più grandi squadre di Grecia.

A livello europeo, invece, la squadra di Salonicco vanta numerose apparizioni tra Europa e Champions League, oltre che una notevole statistica: l’Aris non ha mai perso una partita in casa nelle competizioni UEFA negli ultimi 43 anni, con 26 partite da imbattuta. Durante la stagione 2010/2011, ossia l’ultima apparizione europea dell’Aris, nei gironi di Europa League i kitrimovaroi terminano il girone da secondi, dietro al Bayer Leverkusen ma davanti ad Atletico Madrid e Rosenborg. L’avventura termina ai sedicesimi di finale, dopo essere stati eliminati 3-0 per mano del Manchester City.

Prima della retrocessione nel 2014, furono numerose le novità apportate dalla vecchia società. Una su tutte, è la creazione nel dicembre 2009 della stazione radio ufficiale del club, Aris FM 92.8, in modo da promuovere la comunicazione tra il club e i tifosi sparsi in tutto il mondo. In progetto, c’era anche la costruzione di un nuovo stadio nella zona est di Salonicco e l’ampliamento del centro di allenamenti a Neo Rysio. Tuttavia, entrambi i progetti di modernificazione non sono stati realizzati e lasciati in “cantiere” per il futuro.

Tornando al recente passato, dopo la retrocessione i tifosi si chiesero chi sarebbe diventato il nuovo presidente della società. Tra tutti, spuntò il nome dell’imprenditore americano con origine greche Alex Kalas, che rilevò il ruolo di presidente. La prima stagione vide l’AEK rimanere in Gamma Ethniki, e nell’estate 2015 promise di investire più soldi per il calciomercato. Kalas mantenne la parola, ingaggiando vari calciatori con esperienza internazionale, come Carlos Costly, John Kamara, Guillermo Pérez Moreno, Melissas e Petavrakis. Nonostante questi acquisti, l’Aris non riesce a salire di categoria e ad ottobre Kalas si dimette.

Nel 2016 vengono indette nuove elezioni per il ruolo da presidente. Theodoros Karipidis viene nominato nuovo capo del dipartimento calcistico e Nikos Anastopoulos come allenatore. Una nuova trance di calciatori arriva alla corte di Anastopoulos, del calibro di Andreas Tatos, Raul Bravo, Sergio Koke e alcune vecchie conoscenze della Super League, come Kostas Kaznaferis, Vasilios Rovas, Nikos Tsoumanis e Giannis Siderakis.
Questa volta è la volta buona, e i kitrinomavroi vengono promossi nel 2016 in Football League, con 21 punti di scarto dalla seconda classificata.

Nell’estate 2016 Irene Karipidis diventa la maggiore azionista del club, rilevando l’89% delle quote.

La tifoseria dell’Aris viene classificata come quinta in tutta la Grecia, contando circa un milione di tifosi sparsi in tutto il mondo. Il gruppo ultrà più famoso è quello del Gate 3, con un bulldog come immagine. Nato nel 1988, conta più di 50 sezioni sparse per tutta l’Ellade.

L’etimologia del nome della squadra è collegata ad Ares, l’antico dio greco della guerra. Si narra che il nome fu dato alla squadra dopo la liberazione di Salonicco nel 1912 dall’Impero Ottomano. I colori del club sono il giallo e il nero: il giallo è il colore tipico della cultura macedone, e il nero dell’aquila bicefala simbolo dell’Impero Ottomano. Ovviamente, l’aquila bicefala non è coinvolta direttamente nel logo del club, ma il suo colore nero viene preso come spunto per il nero del logo.

L’inizio di questa nuova stagione in Super League è senza ombra di dubbio positiva: 3 partite, 3 vittorie con 7 goal fatti e 0 subiti. Le prestazioni dei gialloneri hanno potuto far constatare ai media e alle partecipanti al campionato che non si accontenteranno di una semplice salvezza. Vista la facilità con cui sono state sbaragliate le prime avversarie, (Lamia, Larissa e Levadiakos, che si contendono la lotta salvezza) un posto nella zona alta della classifica non sembra così insormontabile. Agli ottimi acquisti messi a segno durante il calciomercato estivo, come quello di Diguiny, ex bomber dell’Atromitos Athinon e di Hamza Younés, ex centravanti dello Xanthi, si aggiunge l’esperienza di Manolis Siopis, centrocampista ex Olympiacos e Panionios e la freschezza del giovane Mateo García, argentino 22enne con esperienze al Las Palmas e all’Osasuna.

A fine stagione i risultati faranno parlare la classifica, ma sicuramente l’ottimo inizio di campionato fa ben sperare. Bentornato, Aris.

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