PAOK e AEK, siete fantastici!

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ANDATA

PAOK – SPARTAK MOSCA 3-2

La partita di andata tra PAOK e Spartak Mosca è stata sicuramente una delle più dinamiche ed emozionanti da vedere fino ad ora. Il Toumpa, mezz’ora prima del fischio d’inizio, aveva registrato il sold-out: l’atmosfera è quella di sempre, infernale per gli ospiti e magica per i padroni di casa. I bianconeri vanno sotto di due gol nei primi diciassette minuti di gioco, ma al 45′ del primo tempo Pelkas firma il 3-2 per il PAOK. Ben 5 goal realizzati nell’arco del primo tempo per una partita bellissima, condita da due rigori, uno per la squadra di Salonicco e l’altro per i russi. L’unica pecca in una serata di grande calcio, è l’aggressione di alcuni tifosi del PAOK a scapito di alcuni giornalisti russi, che si trovavano nella tribuna stampa. Secondo fonti russe, i giornalisti sarebbero stati aggrediti con spintoni e schiaffi. Lo Spartak Mosca ha prontamente denunciato l’accaduto, chiedendo all’UEFA di far chiarezza.

A passare in vantaggio sono gli ospiti al 7′ minuto, quando sulla fascia sinistra c’è Zobnin che, palla al piede, accentra il gioco: Quincy Promes vela il pallone, che arriva a Popov che dal limite dell’area gonfia la rete di destro. Grave errore di Varela in fase difensiva, che si addormenta e perde la marcatura proprio di Popov, che ha avuto tutto il tempo di angolare il pallone.

Lo Spartak Mosca raddoppia 10 minuti più tardi. Eshchenko dalla fascia destra crossa in mezzo; Luiz Adriano di testa gioca di sponda per Promes che, al limite dell’area, calcia forte di destro: il pallone viene deviato da Khacheridi ed arriva a Paschalakis che, con una presa non troppo sicura, fa entrare il pallone in porta che poi riesce. Il pallone supera nettamente la linea di porta ed il direttore di gara, con l’ausilio dell’assistente, convalida il goal.

Al 29′ minuto, su un calcio d’angolo battuto da Pelkas, il difensore russo Zobnin alza troppo il braccio, che viene colpito dal pallone. L’arbitro fischia ed indica il dischetto. Dagli undici metri si presenta Aleksandar Prijovic, che di potenza calcia centrale, riaprendo la partita.

Al 36′ il PAOK pareggia i conti con Limnios: Leonardo, sulla fascia destra, salta in velocità Kombarov e butta il pallone in mezzo; Limnios arriva di corsa e con il piattone sinistro infila la palla nell’angolino del palo più lontano.

Al 44′ gli uomini di Lucescu completano la rimonta realizzando il 3-2, firmato dal capitano Pelkas. L’azione parte ancora da Leonardo, che crossa rasoterra verso il primo palo; il portiere dello Spartak, Maksimenko, cercando di bloccare il pallone se lo fa scivolare e da dietro Pelkas non può far altro che appoggiare il pallone in rete.

Al 68′ Khacheridi trattiene Luiz Adriano in area, e l’arbitro Grinfeld fischia rigore per gli ospiti. Luiz Adriano calcia il rigore alla sinistra di Paschalakis, che intuisce la traiettoria e para il rigore; il pallone sbatte sul palo opposto per poi essere spazzato dalla difesa del PAOK.

 

RITORNO

SPARTAK MOSCA – PAOK 0-0

La vittoria dell’andata dava un minimo vantaggio in più agli uomini di Lucescu, che hanno saputo gestire il gioco al meglio, ottenendo un prezioso pareggio che significa avanzare ancora al prossimo turno.

Al 26′ una traversa colpita da calcio piazzato da parte dello Spartak fa tremare la difesa bianconera.

Al 31′ minuto accade l’episodio che scuote la partita: mentre i russi attaccano sulla fascia sinistra, l’attaccante dello Spartak Luiz Adriano colpisce, probabilmente con una gomitata, la pancia di Crespo. L’arbitro espelle l’attaccante brasiliano.

Un minuto dopo, il PAOK si divora il goal del vantaggio, quando Pelkas effettua un lancio da centrcampo verso Mauricio, che in area appoggia di testa il pallone a Prijovic che, da solo e al centro dell’area, colpisce di testa facendo finire la palla alta sulla traversa.

Dall’inizio del secondo tempo fino alla fine della partita, il PAOK prova ad impensierire Maksimenko con conclusioni da molto lontano, guadagnando numerosi corner utili per prendere tempo e cercare il vantaggio.

 

 

ANDATA

CELTIC – AEK ATENE 1-1

Gli uomini di Ouzounidis affrontano un avversario temuto, numero uno a livello nazionale che vanta discreti risultati nelle scorse competizioni europee: il Celtic.

L’AEK non può permettersi di perdere: il nuovo coach, Marinos Ouzounidis, annunciato dopo la rescissione del contratto con Manolo Jimenez, deve confermarsi nonostante una buona parte della squadra sia stata praticamente venduta. Sergio Araujo è tornato in Spagna a Las Palmas, dopo la fine del prestito; Johannson va allo Stade Rennais a parametro zero, Vranjes viene venduto all’Anderlecht per €3.200.000, Anestis vola all’Hapoel Be’er Sheva e Shojaei torna in patria, firmando con il Tractor Sazi.

Il modulo non viene stravolto, viene riconfermato il tipico 4231: Hélder Lopes, terzino sinistro, viene utilizzato come difensore centrale e viene scambiato con Lampropoulos, difensore centrale. Dietro la punta, a destra, ha fatto discutere la scelta di schierare Almmpanis, acquistato per €500.000 dall’Apollon Smyrnis quest’estate, con zero esperienza in medio/grandi squadre. A sinistra troviamo Klonaridis, che l’anno scorso ha dovuto sgomitare parecchio per trovare un posto da titolare, e che quest’anno sembra essere uno delle colonne portanti della squadra titolare. In attacco è stato preso in prestito dal Torino Lucas Boyé, che non ha inciso molto in Italia, ma ha 22 anni e proverà ad imporsi.

Nonostante tutto, i Kitrinomavri fanno la loro partita, riuscendo a strappare un ottimo pareggio (1-1), in vista del ritorno.

Al 17′ passano in vantaggio gli scozzesi: Tierney tiene palla sulla fascia sinistra, entra in area di rigore e passa il pallone a McGregor che al limite dell’area piccola stoppa il pallone ed incrocia benissimo, piazzando il pallone all’angolino destro.

Al 43′ pareggia l’AEK: Lopes viene lanciato sul fondo della fascia sinistra, calcia di controbalzo in mezzo trovando i piedi di Klonaridis, che stoppa il pallone, lo lascia rimbalzare e tira un missile che gonfia la rete e ristabilisce l’equilibrio.

Al 57′ Galanopoulos si fa espellere per doppia ammonizione, e non potrà quindi disputare la partita di ritorno.

Un gesto nobile, a fine partita, ci fa dimenticare del risultato sul campo e ci fa riflettere su cose più delicate. Un tifoso dell’AEK, accompagnato da un poliziotto, si reca da un bambino sulla sedia a rotelle, tifoso del Celtic, e gli regala la sua maglia, venendo applaudito da tutto il settore e ovviamente anche dai tifosi greci.

 

RITORNO

AEK – CELTIC 2-1

In scioltezza, l’AEK batte di misura il Celtic e si guadagna il passaggio del turno. Vengono schierati Galo come esterno di centrocampo e Hult come terzino nel 4411, con Klonaridis dietro Livaja, unica punta.

Il match si sblocca subito al 6′ minuto, quando Hult mette in mezzo all’area un cross rasoterra di cui ne approfitta Galo, che di piatto la piazza all’angolino sinistro.

Al minuto 50′ arriva il raddoppio, firmato Livaja: calcio di punizione sulla fascia sinistra battuto da Galo, il pallone viene colpito di testa da Lampropoulos che la indirizza verso Livaja, che da solo e sull’altezza del dischetto incorna di testa.

Superfluo i gol del 2-1 degli ospiti realizzato da Sinclair.

 

 

 

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