PAOK, la coppa è tua!

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La serata di ieri chiude una delle stagioni più controverse degli ultimi anni, contraddistinta da match sospesi, punti assegnati in tribunale, rischio di bancarotta (Pana), rischio di uscire dall’egemonia della FIFA e presidenti con pistole in campo.

Ma la vera “partita”, per quanto riguarda i tifosi, è iniziata la sera dell’11: Atene si è trasformata in una zona di guerra, con entrambe le fazioni protagoniste di lanci di fumogeni e molotov. Vicino una stazione dei treni a poche centinaia di metri dallo stadio, circa 100 facinorosi dell’AEK hanno costretto ad uscire da una macchina 5 tifosi del PAOK, per poi bruciarla. Tutti e 5 i tifosi bianconeri sono stati prima accerchiati e poi picchiati, subito dopo portati in ospedale senza tuttavia riportare ferite gravi. Negli scontri, è stato ferito anche un poliziotto ed un tifoso è stato accoltellato, anche se non si sa a quale squadra appartenesse.

Per evitare scontri all’interno dello stadio, sono stati assegnati circa 34.000 biglietti in totale, meno della metà della capienza dello stadio. Nonostante queste misure precauzionali, i tifosi di entrambe le squadre hanno provato a tagliare le reti di sicurezza per avvicinarsi al cordone di polizia disposto sulle tribune: si sono verificati soltanto dei lanci di fumogeni e la situazione è stata presto riportata alla tranquillità dagli agenti.

Appena un mese e mezzo fa, c’era stato ad Atene un meeting tra gli esponenti dell’EPO e il presidente del comitato di sorveglianza della FIFA, Herbert Hubel, e il tema principale era stato proprio quello della sicurezza: la FIFA aveva minacciato di estromettere l’EPO da competizioni europee in caso di altri incidenti, dopo quelli della partita PAOK-AEK. Questa decisione avrebbe potuto (potrebbe) causare il default definitivo del calcio greco, poiché causerebbe una paralisi del mercato, e significherebbe acquistare soltanto calciatori greci con un’età massima di 23 anni, facendo così partire tutti i calciatori extracomunitari e non dal campionato. Oltre all’estromissione da Champions League e Europa League, anche la Nazionale sarebbe coinvolta, non potendo più disputare tornei internazionali e continentali. Una Grexit comporterebbe anche un crollo economico, visto che la maggior parte degli introiti dei club (almeno i più forti) provengono proprio dall’UEFA.

La finale di Kypello Elladas è stata una sorta di ultimatum, e sembra che oltre dei piccoli inevitabili incidenti, sia andato tutto per il verso giusto.

La prefettura di Atene, coadiuvata dai vertici dall’EPO, ha impiegato un massiccio dispiegamento di poliziotti, circa 5.000 secondo fonti greche.

Per evitare ulteriori discussioni per quanto riguarda il risultato del campo, l’EPO ha optato per la designazione arbitrale lo spagnolo David Fernàndez Borbalàn, 44enne di esperienza internazionale, che ha diretto tutti i big match spagnoli, incluso il Clasico. E’ stato anche inserito nella lista ELITE degli arbitri UEFA, avendo diretto 53 partite tra Champions League, Europa League e Coppa del Mondo. Anche gli assistenti arbitrali e gli arbitri addizionali (di porta) sono spagnoli:

Raùl Cabanero Martinez (assistente 1)

José Manuel Matías Caballero (assistente 2)

Jesùs Gil Manzano (addizionale 1)

Carlo del Cerro Grande (addizionale 2).

Quasi per coincidenza, questa sarà l’ultima partita di Borbalàn, che “appenderà il fischietto al chiodo” per poi diventare uno dei referenti per il Video Assistant Referee (VAR) la prossima stagione.

La partita, fin da subito, si dimostra vivace, con capovolgimenti sia da una parte che dall’altra: per l’AEK ci provano Araujo e Livaja, ma entrambi i tiri finiscono alti sopra la traversa; per il PAOK, Biseswar non sfrutta un’ottima occasione al 15′ minuto su errore della difesa dei Kitrinomavri, tirando a lato di poco.

Al 22′ è lo stesso Biseswar che, su passaggio filtrante di Pelkas, entra in area ma viene agganciato da dietro da Bakakis: il direttore di gara accorda la massima punizione. Dal dischetto si presenta Prijovic, miglior capocannoniere del campionato con 19 reti messe a segno, ma il serbo tira non troppo angolato alla sua destra e il portiere Barkas smanaccia in calcio d’angolo. Il primo tempo si chiude a reti bianche.

A inizio ripresa, l’AEK si dimostra troppo disattento in fase difensiva, prima con Hult che con un retropassaggio rischiosissimo manda in porta Prijovic che spreca la chance con un pallonetto, neutralizzato da Barkas; poi con Pelkas che su un contropiede fulminante, si ritrova in fondo all’area di rigore, sterza e manda il pallone di pochi centimetri sopra l’area di rigore.

Al 64′ è il capitano Vieirinha che con una punizione da 30 metri sblocca la partita: tiro che passa a destra della barriera, Barkas è troppo centrale e il palone gonfia la rete. L’emozione è incontenibile, il portoghese corre sotto la curva prendendo a calci un cartellone pubblicitario, con la polizia che cerca di contenere i tifosi del Gate 4 pronti ad entrare in campo.

Al 79′ gli animi si surriscaldano: Maurìcio viene espulso per una entrata “a forbice” su Araujo, e nel frattempo Vranjes e Varela si spintonano: l’arbitro ammonisce entrambi, e subito dopo si accorge che il difensore bosniaco (Vranjes) era già ammonito, e lo espelle.

Al minuto 88′ Araujo si divora un’occasione ghiottissima: cross da destra, l’argentino calcia dall’altezza del dischetto di piatto destro, con il pallone che esce di poco a lato del palo.

Al 91′ il PAOK chiude i conti, con il raddoppio firmato Pelkas: Prijovic sulla fascia sinistra si trascina il pallone dentro l’area e di piatto serve Pelkas che in corsa appoggia di piatto in rete. Un minuto dopo, il PAOK finirà la partita in 9 uomini, vedendosi espellere Varela per doppia ammonizione.

Per il secondo anno di fila il PAOK batte l’AEK in finale di Kypello Elladas, aggiudicandosi il trofeo. Il post partita viene infiammato dalle parole del mister del PAOK, Lucescu:

Sono la persona più felice del mondo in questo momento. Non abbiamo solo vinto, ma anche dato una lezione di calcio all’AEK. Abbiamo dimostrato sul campo che il PAOK è la squadra migliore. Oggi avremmo potuto festeggiare il double, ma il titolo ci è stato rubato. Almeno stiamo festeggiando la Coppa oggi, che è il prodotto di un duro e ottimo lavoro che abbiamo perfezionato durante la stagione. I nostri tifosi avrebbero voluto festeggiare il campionato, ma oggi li regaliamo la gioia e la felicità con la vittoria di questo trofeo. Abbiamo affrontato una squadra che è pericolosa quando gioca in modo difensivo ma abbiamo creato molte occasioni e giocato un buon calcio.

Arrivano anche le dichiarazioni di Manolo Jimenez:

Naturalmente c’è rammarico per aver perso 2 finali di coppa di fila, anche se l’anno scorso la partita fu decisa da un gol in fuorigioco. Oggi il PAOK ha giocato meglio e ha meritato la vittoria, congratulazioni a loro. Non penso ci sia stata una mancanza di passione o fame oggi. Quando abbiamo lasciato l’hotel ho visto abbondante passione sui volti dei miei calciatori. Urlavano, cantavano ed erano più che pronti per la partita. E’ uno di quei casi in cui bisogna ammettere che il PAOK è stato il migliore in campo questa sera. L’AEK ha dimostrato durante la stagione, soprattutto nelle grandi partite, di essere la squadra migliore: abbiamo giocato al meglio quando c’era bisogno, guadagnando punti sia in casa che fuori. Abbiamo avuto un calendario difficile, giocato circa 50 partite e avuto infortuni seri che hanno tenuto fuori dal campo alcuni dei nostri giocatori migliori. Nonostante questo abbiamo disputato un ottimo cammino europeo, sfiorando il double. Considerando tutto questo, è chiaro che siamo stati la migliore squadra greca in questa stagione.

La redazione de Il Calcio Greco si congratula con il PAOK F.C. per la vittoria della Kypello Elladas.

 

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