PAOK-Olympiacos: Questo non è calcio.

 

garcia

Cosa successo ieri sera allo stadio Toumpa non verrà dimenticato molto facilmente. I fatti accaduti rispecchiano alla perfezione l’ambito calcistico greco: odio represso da parte di molti, nei confronti di pochi (uno solo in realtà) che hanno fatto il bello e il brutto tempo in Grecia, da 20 anni ormai. A farne le spese, come in questo caso, sono gli addetti ai lavori, probabilmente persone che con il marcio che c’è dentro la federazione non c’entrano nulla. Ci teniamo a ribadire che, ovviamente, la violenza nei confronti di chiunque non è in alcun modo giustificabile, bensì da denunciare.

Ma andiamo con calma.

Ore 19:32, i dirigenti e i calciatori di riserva delle due squadre si apprestano ad entrare in campo, precedendo la terna arbitrale e i 22 titolari. Dal tunnel degli spogliatoi del Toumpa, che si affaccia sotto la tribuna, esce l’allenatore dell’Olympiacos, lo spagnolo Oscar Garcia. Mentre si recava in panchina, dalla tribuna vola un oggetto di carta che colpisce sotto l’occhio il coach biancorosso: minuti di parapiglia generale, entra la polizia in tenuta antisommossa in campo per evitare collisioni tra le due dirigenze. Tutta la squadra dell’Olympiacos si è subito chiusa dentro lo spogliatoi, per evitare ulteriori contatti, e per far calmare gli animi. Subito dopo l’accaduto, Ivan Savvidis, presidente del PAOK, è sceso negli spogliatoi per cercare di ristabilire la situazione, parlando con il suo staff e quello dei Kokkini.

Il primo aiuto medico viene fornito dai medici del PAOK, che hanno consigliato al mister di andare in ospedale per ulteriori accertamenti. Una delegazione del PAOK si è recata all’ospedale per “assistere” Oscar Garcia, che inizialmente era stato portato al “InterBalkan Medical Center”, ma sotto la pressione della delegazione bianconera, il coach spagnolo è stato trasferito all’ospedale civile “George Papanikolaou”, visto e considerato che la diagnosi deve essere emessa da un ente pubblico e non privato. Lo spagnolo ha passato tutta la notte in ospedale, in via cautelare, ed è stato dimesso oggi, lunedì 26. Lo staff dell’Olympiacos non ha nascosto la sua preoccupazione per Garcia, e ha affermato che è quasi svenuto per il colpo, risultando stordito. Molti addetti ai lavori bianconeri hanno puntato il dito verso quelli biancorossi, accusandoli di aver solo urlato, senza aver fatto effettivamente nulla per almeno 20 minuti, prima di portare Garcia in ospedale. Il report medico ufficiale, afferma che Garcia è stato colpito nella parte superiore a sinistra del labbro, e ha avuto anche un trauma superficiale traumatico alla mucosa. Il tecnico riporta anche una mancanza di sensibilità momentanea alla mascella sinistra, dolore al collo, vertigini e nausea.

A fine partita, i tifosi del PAOK hanno dato il via agli scontri nelle vie circostanti lo stadio: Hanno ingaggiato diversi scontri con la polizia, usando razzi e petardi che hanno reso l’atmosfera simile a una zona di guerra. Mentre cercavano di avvicinarsi per entrare dentro lo stadio dall’esterno, la polizia ha usato gas lacrimogeni per disperdere i supporters inferociti, che hanno continuato a dar battaglia in zona Toumpa.

A spargere benzina sul fuoco, ci hanno pensato Crespo (PAOK), Djalma (PAOK) e Mirallas (Olympiacos). Vieirinha (PAOK) è stato minacciato di morte insieme alla sua famiglia, su Instagram.

Crespo, un paio d’ore dopo l’accaduto, ha pubblicato su Instagram una foto, che riporta la seguente frase:

Dopo oggi, Donald Trump ha vietato la carta igienica in Europa, poiché è più pericolosa delle armi da fuoco. La paura è più pericolosa.

Djalma, sempre su Instagram, ha pubblicato una foto, con scritto:

Credo vi siate allenati tutto il weekend per mettere in mostra questo show. Vergogna. Se non c’è desiderio di giocare con questa stupenda atmosfera… è meglio abbandonare il calcio.

Mentre, per quanto riguarda il calciatore belga dell’Olympiacos, Kevin Mirallas, preso da un momento di ira, ha rivolto verso la tribuna da cui proveniva l’oggetto lanciato, il… classico gesto a due mani, che parte dall’alto e finisce in basso. Il gesto è stato catturato dalle telecamere della rete televisiva NOVA Sports. I tifosi hanno risposto con insulti e minacce, all’indirizzo del belga.

Quello che preoccupa di più il PAOK, adesso, sono le conseguenze: secondo l’articolo 15, paragrafo 3, della commissione disciplinare:” Se il lancio di oggetti provoca ferite o infortuni fisici a persone legalmente presenti sul campo, la società in questione è punita con una multa che può variare dai 6.000€ agli 8.000€, a seconda della gravità del danno arrecato. In caso di una permanente interruzione della gara, è anche necessario assegnare a tavolino la gara per la squadra avversaria, e penalizzare di 3 punti in classifica la società colpevole, e una penalità di due (2) o tre (3) partite a porte chiuse.”

“Prendo la squadra e me ne vado, ciao.”

Poche parole ma significative, quelle di Savvas Theodorisis, vice presidente dell’Olympiacos, che ha minacciato di andarsene dallo stadio con tutta la squadra.

“Che cosa stanno facendo? Dove stanno andando? Cosa hanno intenzione di fare? Al Karaiskakis è successo anche di peggio e non è successo nulla.”

Vierinha, calciatore del PAOK, ha risposto bruscamente a Theodorisis, rivolgendosi al direttore di gara, Alexandros Aretopoulos.

Abbiamo aspettato delle doverose scuse da parte del PAOK, per quanto accaduto in campo e per le provocazioni negli spogliatoi. Ci aspettavamo delle scuse, ma al contrario ho sentito soltanto affermazioni diverse e contorte di ciò che è accaduto realmente. E’ evidente che Garcia è stato colpito. Il problema non è la diagnosi, ma l’oggetto che è stato lanciato. Un pezzo di una cassa del bancomat lanciato dall’alto e da una distanza considerevole fa molto male. Ripeto, non abbiamo diagnosi perché non siamo dottori. Ci aspettavamo delle scuse da parte loro, alcuni dirigenti bianconeri sono scappati, ma noi no, siamo l’Olympiacos. Quando qualcuno vuole diventare una grande squadra, dovrebbe avere una cultura calcistica. Non riusciamo a capire come sia stato possibile…

Queste le parole di Kostas Karapapas, addetto alle comunicazioni dell’Olympiacos. Afferma che l’oggetto contundente sia stato un pezzo di una cassa di un bancomat, e non un pezzo di carta/rotolo di carta igienica.

Un’altra scena è quella che riguarda il figlio di Ivan Savvidis, Giorgios. Mentre il padre non aveva ancora deciso di rilasciare dichiarazioni, Giorgios, davanti le telecamere, si toglie la giacca, e mostra alla telecamere una maglietta, con scritto: “Nessuno come noi, PAOK FC.” Ivan accenna un sorriso e dà una pacca sulla spalla al figlio. Mentre padre e figlio si allontanavano dallo stadio, Savvidis senior ha detto poche parole alle telecamere.
“Mi scuso soltanto con tutti i tifosi”.

 

Ale 11.30, tutto l’Olympiacos ha abbandonato il Toumpa, in cui regnava ancora un clima di tensione. Alcuni, pochi tifosi del PAOK si sono avvicinati all’autobus della squadra del Pireo, e hanno intrapreso una vivace discussione con Kostas Karapapas e Michalis Kountouris. Alcuni di loro hanno anche provato a salire sull’autobus, ma la polizia ha impedito che avvenisse il contatto.
 
Anche il team arbitrale ha abbandonato lo stadio, all’incirca alle 11.30, senza lasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...