Georgios Karaiskakis e l’Olympiakos.

Georgios_Karaiskakis

Con un appuntamento diverso dai soliti racconti calcistici ellenici, oggi vi portiamo la storia di uno degli eroi nazionali Greci.

Spiaggia o montagna, dovunque voi siate, prendetevi qualche minuto per approfondire le vostre conoscenze su uno degli uomini che ha costruito, con il tempo, la storia della Grecia.

Il primo è Georgios Karaiskakis. Già sentito? Sì, è il nome dello stadio dell’Olympiakos.

Secondo gli storici, la data di nascita suscita dei dubbi : fonti attestano la sua nascita al 23 Gennaio 1780, altre al 23 Gennaio di due anni dopo. Nel dubbio, continuiamo. Nacque in un monastero poco distante dal paese di Skoulikaria (300 abitanti oggi), a 45 km dalla città di Arta, capoluogo dell’Epiro.

Suo padre, Dimitris Karaiskos, fu un Armatolos nella provincia di Valtos.

Cosa significa Armatolos? Gli Armatoli furono una milizia irregolare Rumena, attiva durante l’occupazione Ottomana della Grecia (soprattutto durante il 18° e il 19° secolo). Queste milizie furono create proprio dal Sultano, e fungevano da supporto all’esercito ottomano : il loro compito era quello di combattere e contrastare l’alto livello di brigantaggio e violenza presente nelle zone più impervie della Grecia, dove l’esercito imperiale non poteva arrivare. Le zone interessate furono soprattutto quelle circostanti ai Monti della Tessaglia. Gli Armatoli si riunivano in distretti amministrativi chiamati in Greco “Armatoliki”.

La madre di Georgios, Zoe Dimiski, nata ad Arta, fu la nipote di un abate del monastero della città; fu cugina di Gogos Bakolas, capitano dell’Armatoliki della città di Radovitsi.

Nell’adolescenza, Georgios si arruolò come Clefto.

Chi sono i Clefti? Anche loro furono una milizia irregolare, ma Greca : si riunirono in questo piccolo esercito tutti i Greci che furono contro il dominio Ottomano. La parola “kléftis” in Greco significa “ladro”, poiché considerati tali dal Sultano. Quest’ultimo, per contrastare il loro brigantaggio, creò gli Armatoli.

Come dicevamo, si arruolò come Clefto sotto il servizio di Antonis Katsantonis, un famoso capitano Clefto nato sui monti dell’Agrafa (catena montuosa che divide l’Evrytania dalla Karditsa).

Le qualità del giovane Georgios vennero alla luce sin da piccolo : abile, tenace, coraggioso e spericolato. Grazie anche alla fama ottenuta, scalò le gerarchie dei Clefti diventando presto un “Protopalikaro”, ossia un tenente.

All’età di 15 anni, durante un assalto ad uno dei distretti degli Armaioli, fu catturato dalle truppe del governatore di Ioannina, Ali Pasha. Il governatore, impressionato dal coraggio e dall’intelligenza di Karaiskakis, prima lo imprigionò, poi lo fece liberare e lo mise a capo delle sue guardie del corpo. Per 4 anni lavorò sotto il comando di Ali Pasha, ma dopo aver ottenuto la grazia e dopo aver capito che non era più obbligato a lavorare per l’Impero, tornò tra le sue montagne a combattere di nuovo come Clefto.

Mentre molti suoi connazionali decisero di emigrare in Europa, lui rimase per pianificare la Guerra di Indipendenza Greca.

Nel Marzo del 1821, la Grecia emana il documento che certificava l’indipendenza del paese. Le potenze Europee del tempo, dapprima, rimasero a guardare, cercando di fare da ambasciatori per lo “status quo” a favore dell’Impero Ottomano. Esattamente tre anni dopo intervennero a favore dell’indipendenza Greca. Nelle prime fasi della guerra, Georgios prestò servizio nella milizia  dei “Filikì Eterìa” di Morea (Peloponneso). Appoggiò personalmente Ioannis Kapodistrias (Giovanni Capodistria) come Capo di Stato. La sua fama, durante il conflitto, crebbe moltissimo : nel 1822 la città Ottomana di Missolonghi, viene penetrata dai ribelli Greci e resistette all’assedio delle Truppe Imperiali del 1822; Il 15 Aprile del 1825 iniziò il secondo assedio da parte delle Truppe dell’Impero, che contavano nei dintorni di Missolonghi 40.000 soldati. Dopo un anno di lotta, i 10.000 abitanti della città (di cui 3.500 armati) si arresero a causa della fame, visto che la città fu completamente isolata. Le truppe Turco-Egiziane (nel frattempo erano arrivate truppe di supporto anche dall’Egitto) uccisero l’80% degli abitanti di Missolonghi. Un vero e proprio massacro, da cui in pochi riuscirono a scappare, tra cui Georgios.

Nel 1826 viene nominato comandante in capo delle forze patriotiche Greche in Rumelia, ossia l’area che oggi comprende tutta la Grecia centrale. Un compito importantissimo, quello di gestire tutti i soldati della Grecia centrale (4 milioni circa) proprio dal centro del paese. Pur non riuscendo a cooperare efficacemente con altri leader del movimento di indipendenza Greca o con i simpatizzanti filoellenici stranieri che combatterono al fianco dei Greci, ottenne varie vittorie sul campo contro gli Ottomani.

La più importante, la ottenne nella città di Arachova, distante 50 km circa da Atene. Nel pomeriggio del 18 novembre 1826, Georgios Karaiskakis abbandona il campo base situato ad Atene per dirigersi insieme al suo esercito nelle regioni più centrali della Grecia per dare una mano alle città impegnate in guerre. Nella città di Arachova, incontrò una milizia Ottomana, comandata da Mustafa Bey, che era già stata decimata. Lo scontro vide l’esercito di Karaiskakis sbaragliare le ultime 2.000 unità Turche rimaste.

Nel 1827 scese in prima linea per difendere la città di Atene dall’assedio Ottomano, fallendo. La città venne conquistata dai Turchi, ma Georgios riuscì ancora una volta a rifugiarsi a sud della città, nelle zone antistanti il Pireo.

Ma mentre i Turchi conquistano le città Greche, gli alleati dopo anni di fallite negoziazioni con l’Impero Ottomano, decisero di inviare numerose flotte navali che in poco tempo annientarono quelle Turco-Egiziane. La battaglia più celebre è quella di Navarino (Peloponneso) dove tutte le navi Turche e quelle alleate furono affondate; furono uccisi tutti i Turchi, e l’Impero perse molti dei suoi uomini. Gli alleati sbarcarono in Attica e aiutarono i Greci a riconquistare tutta la penisola. Nel maggio del 1832 la Grecia, attraverso il trattato di Costantinopoli, venne finalmente dichiarata come una nazione sovrana. Il confine dei territori Greci si fermava nella città di Volos.

Georgios Karaiskakis morì il 23 Aprile del 1827, ucciso in battaglia da un proiettile di fucile. Secondo le volontà di Georgios, fu sepolto sull’isola di Salamina dove morì. La sua tomba è tutt’oggi visitabile presso la chiesa di San Dimitrios a Salamina.

Cosa poter dire? Un uomo controverso. Scelse di schierarsi con i Clefti, con i ribelli Greci, al contrario del padre che combatté per l’Impero Ottomano. La sua tenacia e intelligenza gli salvarono la vita, quando al posto di essere ucciso fu messo a capo dell guardie del corpo di Ali Pasha. La sua astuzia gli permise di ottenere la grazie di Ali Pasha e tornare a combattere per l’indipendenza. Un ottimo condottiero e soldato, la prova ne è la battaglia di Arachova e la riuscita fuga prima dall’assedio di Missolonghi e poi dall’assedio di Atene.

L’Olympiakos ha deciso di onorarlo, innominando il nome dello stadio in “Georgios Karaiskakis”, poiché l’eroe Greco fu ferito in quell’area, precisamente a Neo Faliro, dove c’è un monumento a lui dedicato.

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